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T E R R A
D I F U O C O |
due mesi di America Latina |
HIJOS,
FIGLI DEI DESAPARECIDOS ARGENTINI
Dal 14 al 31 maggio 2003
Archivio Storico Comunale, via Fissiraga 17, Lodi
Inaugurazione sabato 17 maggio – ore 18
a cura di Renzo Sicco
fotografie di Lucila Quieto
testi di Massimo Parlotto, Gabriele Romagnoli, Luis
Sepúlveda
produzione Assemblea Teatro
“Quello che voglio trasmettere è l’angoscia di fronte
alla mancanza di immagini e il desiderio di poter costruire - ricostruire
certe realtà assenti.” È questo il manifesto di Lucila Quieto a commento del
suo lavoro fotografico sul tema della memoria e dell’assenza. Lucila Quieto, giovane fotografa argentina,
ha realizzato il progetto fotografico Arqueologia de l’ausencia - Archeologia
dell’assenza come tesi conclusiva del suo percorso di formazione artistica.
L’accompagnava la sua vicenda, ma nel suo caso la sua storia in qualche modo
incrociava la Storia: Lucila è figlia di uno dei trentamila giovani desaparecidos
argentini del periodo della feroce dittatura militare, che dichiarò la Guerra
Sporca contro una intera generazione di ragazzi che avevano ideali, che erano
impegnati nel sociale, che insomma si guardavano intorno con consapevolezza
e sognavano un futuro migliore per il loro paese.
La straordinarietà delle immagini
di Lucila risiede proprio nel confronto tra due generazioni rese coetanee
da questa violenza tutt’oggi impunita. Fanno da contrappunto alle immagini
i testi di due scrittori, Massimo Carlotto e Gabriele Romagnoli, che raccontano,
ciascuno seguendo la propria poetica, la vicenda di dieci ragazzi figli di
desaparecidos e dei loro genitori.
Massimo Carlotto ha più
volte incrociato la vicenda degli Hijos. Sia con il recente libro Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi
Miguel Angel che con il romanzo Le
irregolari – Buenos Aires Horror Tour. Gabriele Romagnoli, inviato
de La Repubblica a Buenos Aires
in occasione del venticinquesimo anniversario del golpe militare, ha potuto
offrire il suo particolarissimo sguardo sull’evento riportando, come sempre
da un punto di vista originale ed emozionante, la cronaca di ciò che accadeva
e del significato degli avvenimenti di cui
era testimone.
La Mostra, curata da Renzo Sicco, prodotta da Assemblea Teatro
di Torino, contribuisce a colmare un vuoto nel desiderio di maggiore informazione
che si è accresciuto dopo vent’anni
di silenzio su queste vicende “lontane”. Per la realizzazione della mostra
in Italia hanno offerto la loro collaborazione la Fondazione Italiana per
la Fotografia, con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di
Torino e della Città di Torino, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Scheda a cura dell’Associazione culturale Adelante!
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