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T E R R A
D I F U O C O |
due mesi di America Latina |
di Paolo Manzo, edizioni Baldini&Castaldi, 2003
Presentazione libro
venerdì
30 maggio - ore 21
Archivio Storico Comunale, via Fissiraga 17, Lodi
Dopo la trionfale vittoria
alle elezioni del 2002, la consacrazione mondiale del suo progetto politico
a Porto Alegre, Lula de Silva detto Lula viene da tutti riconosciuto come
"l’uomo nuovo" della sinistra che si batte con le armi della politica
per riscattare i diritti e i torti subiti da milioni di brasiliani. Il libro
scritto da Paolo Manzo scava dietro il clamore e gli entusiasmi dell’ultima
ora dove si celano due verità - sull’uomo e sul Paese - che bisognerebbe
conoscere per comprendere meglio la complessità di quel ricco, allegro,
sensuale e disperato "continente" che è il Brasile. Un territorio
parecchie volte quello italiano, dove lo 0,5 per cento della popolazione detiene
il 53 per cento della ricchezza nazionale e dove 44 milioni di persone vivono
con meno di un dollaro al giorno nonostante il Brasile abbia risorse naturali,
agricole ed energetiche per diventare una potenza economica di prima importanza
e questo Lula lo sa. "Se alla scadenza del mio mandato, ogni brasiliano
potrà mangiare almeno una volta al giorno, io avrò portato a
compimento la missione della mia vita." Questo è l’uomo Lula,
ed è per questo che la gente lo ama, lo sente uno di loro e non un
burocrate al servizio del potere economico.
La sfida che lo attende è di quelle epocali. Ma ci sono parecchi se.
Se riuscirà a portare a termine il suo programma "Fame zero"
unitamente a una colossale distribuzione di terra incolta a milioni di contadini
nullatenenti, se rianimerà il mercato interno incentivando i produttori
grazie al microcredito e a una politica che agevoli il settore agro-industriale
e, d’altra parte, se riuscirà a sottrarre il Brasile alla longa manus
del protezionismo USA, facendo fronte al pesante debito con il Fondo Monetario
Internazionale, allora lo slogan, non un altro mondo ma un Brasile diverso
sarà davvero possibile.
" Conosco le aspettative che sto generando. Abbiamo aspettato tanto per
vincere, abbiamo perso e abbiamo sofferto tanto, tanta gente è morta
prima di noi tentando di arrivare dove ci troviamo oggi. Voglio guardare in
faccia ognuno di voi e assicurarvi: non abbassate la guardia. Faremo un governo
per i poveri di questo Paese."
Scheda
a cura di Libreria Sommaruga
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