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T E R R A
D I F U O C O |
due mesi di America Latina |
la storia delle Madres de Plaza de Mayo
spettacolo teatrale
Venerdì 23 maggio 2003
Archivio Storico Comunale, via Fissiraga 17, Lodi
ore 21
Giovedì 9, il sole illumina
la Casa Rosada e il bianco monumento al centro di Plaza de Mayo. "Le
madri" hanno terminato di camminare. Un altro giovedì, il primo di questo
novembre 2000. "Ni olvido, ni perdon". Torno al luogo dell'inizio.
Qui dove la risolutezza di Carmen, di Azucena, di Isabel, di Hebe e delle
centinaia di altre madri ha scritto una storia inimmaginabile per la sua straordinarietà,
per il coraggio e la crudeltà che ne segnano i confini. Oggi Plaza de Mayo
è apparentemente una piazza come un'altra di una grande città. I bambini sommersi
dai piccioni, i genitori che scattano fotografie. Se guardi in terra però
vedi disegnati i "pañuelos", i foulards bianchi che sono diventati
il simbolo delle "madres". Senti allora il devastante senso del
dolore, senti e capisci come soltanto tramutando quella disperazione in lotta
queste donne abbiano potuto ridare un senso alla loro esistenza. Capisci e
desideri che la giustizia annulli il peso della sofferenza, desideri che avvenga
ma sai che non è accaduto e che difficilmente accadrà. Loro non desistono
perché sanno che non deve accadere il silenzio. Ecco perché abbiamo unito
alla loro voce la nostra, perché in ogni dolore, in ogni ingiustizia nulla
è più devastante del silenzio. Non c'è sutura nella dimenticanza. Tornando
qui capisco come abbiamo imparato ad ascoltare il dolore, come abbiamo acquisito
il dovere del coraggio traendone una enorme lezione. Da quel momento, giorno
dopo giorno, togliendo al nostro mestiere il trucco del teatro, abbiamo imparato
a rappresentare la vita.
Renzo Sicco
Scheda a cura dell’Associazione culturale Adelante!
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