Leggenda
Esiste un'altra leggenda,
una storia che si racconta a proposito di una castellana della famiglia
dei Tizzoni. La ragazza, presuntuosa di saper suonare la chitarra meglio
di chiunque altro, una sera di luna disse ad alta voce che avrebbe scommesso
l'anima se qualcuno avesse saputo suonare meglio di lei.
All'improvviso, al
galoppo di un cavallo nero, apparve un cavaliere che lanciò un bastone
sulla chitarra. Il bastone si trasformò in un braccio bianchissimo
che prese a suonare meravigliosamente bene una melodia inquietante e malvagia.
Proseguì a suonare fino all'alba, quando smise per riprendere la
sera successiva.
Questo episodio avvenne per diverse notti, fino a quando, sentendosi
morire lentamente, la castellana andò da un monaco per confessarsi.
Raggiunse così
il monastero e raccontò a lui l'accaduto. L'unica soluzione consisteva
nell'attraversare l'Elvo in una notte di plenilunio, raggiungere la baraggia
del Brianco e pregare per la misericordia di Dio.
A quel punto sarebbe riapparso il cavaliere al quale avrebbe dovuto
restituire il braccio magico. Pare che così facesse e che da allora
si liberò dal sortilegio, cambiando vita e dedicandosi ad opere
di carità.
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