MONASTERO DI MIRTETO
Comune di San Giuliano T.

Antico borgo monastico con monastero intitolato a Santa Maria di Mirteto, il monastero è ricordato fino dal 1150 negli "Annali Camaldolesi". Ancora in piena attività figura in una bolla di Gregorio IX del maggio 1227; lo stesso in una lettera di papa Alessandro IV indirizzata al priore nell'agosto 1258. Nel 1360 vi figura abate Bernardo Boninsegni, qui trasferito da Amalfi; ma vi risiede solo con un altro religioso. Col 1432, in seguito ai disastri provocati per tutta la zona dalle continue guerre ed in seguito alla distruzione della Badia di San Michele in Verruca, da cui il monastero aveva sempre dipeso, anche i monaci di Mirteto si trasferirono in Pisa (Sant'Ermete). Nel 1712 la chiesa compare come oratorio privato della famiglia Ricci, che però si estinse nel secolo scorso.
Situato sulle pendici del Monte Faeta, sopra Asciano, è pressochè inaccessibile e, sebbene gli edifici che costituivano l'antico monastero siano ormai abbandonati, conserva intatta la fisionomia dell'antico borgo religioso. Un tempo nella chiesa era venerata un'immagine quattrocentesca della Madonna della Neve: da quando si estinse la famiglia Ricci è conservata nella chiesa di Asciano.

TORRE DI CAPRONA

PIEVE DI S. GIULIA

Si percorre la statale del "Lungomonte Pisano" fino all'incrocio che conduce a San Giuliano T., sul quale fa da sentinella l'inconfondibile TORRE DI CAPRONA.
E' consigliabile proseguire per poche centinaia di metri e fare una piccola sosta al bel complesso della
PIEVE DI SANTA GIULIA.
Tornati indietro ed imboccata quindi la strada per San Giuliano, si costeggia l'abitato di Calci (ricordiamo ancora l'imponente
CERTOSA), e si giunge ad Asciano Pisano, da dove inizia il percorso vero e proprio.   
Si percorre un sentiero che, per un breve tratto, ci fa passeggiare sulla parte interrata dell'antico
ACQUEDOTTO MEDICEO, fino ad arrivare ad un largo spiazzo dove campeggia una VECCHIA COSTRUZIONE, sicuramente riguardante l'acquedotto stesso.
Da qui, sulla sinistra, inizia l'impervio camminamento che, attraverso la macchia mediterranea, conduce  a
MIRTETO, che pare abbarbicato alle pendici del Monte Faeta.
Si tratta dei resti di un antico complesso monastico che, sebbene modesti dal punto di vista architettonico, associati all'amenità del luogo ed alla sua particolare posizione panoramica, rendono l'insieme molto interessante.

CERTOSA DI CALCI

CISTERNA ACQUEDOTTO

MONASTERO DI MIRTETO

DANIELE SALVADORI
E-mail: salvadori.d@tiscali.it