La scintigrafia della tiroide

La tiroide produce ormoni che contengono nella loro molecola degli atomi di Iodio.

Avendo la necessità di disporre di questo prezioso elemento, la ghiandola lavora attivamente trattenendo dentro di sè la quasi totalità dello iodio che viene introdotto con la dieta.

Se viene somministrata una piccola quantità di Iodio radioattivo, questo viene assorbito dalla tiroide, che non lo riconosce diverso dallo iodio presente negli alimenti. Una macchina computerizzata (Scanner o Gamma camera) è capace di determinare la provenienza delle radiazioni e può fornire una immagine a colori differenziando le zone nelle quali si è avuta maggiore captazione dello Iodio (e quindi c'è una maggiore radioattività) da quelle nelle quali la captazione è stata inferiore. Si ottengono pertanto delle immagini nelle quali si ha un aspetto non solo  morfologico della ghiandola (come una fotografia), ma anche un aspetto funzionale (le zone più attive sono quelle nelle quali maggiore quantità di iodio tende ad essere utilizzata per produrre ormoni).

Per usi di routine, oggi non si usa più lo Iodio131, ma il Tecnezio99, una sostanza artificiale che viene captata dalla tiroide allo stesso modo dello iodio, ma che poi non rientra nella produzione ormonale. Il tecnezio offre alcuni vantaggi rispetto allo iodio, quali la minore quota di radiazioni assorbite, e consente una maggiore velocità di esecuzione dell'esame, essendo iniettato endovena.

Con la scintigrafia un nodulo può essere definito "freddo", se non capta la sostanza radioattiva, o "caldo" se invece la capta.

Alcuni esempi di scintigrafia.

normale
nodulo "freddo"
nodulo "caldo"

 

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