Lo scrittore russo Dostoevskij, un secolo fa, metteva sulla bocca di un suo personaggio una domanda interessante, quella domanda che, sotto certi punti di vista, ogni uomo appassionato della vita si pone con insistenza: “Quale bellezza salverà il mondo?” Tentare di rispondere a questa domanda è stato ciò che ha mosso l’uomo nel corso della storia, in ogni parte del mondo. È, oggi, ciò che muove un gruppo di amici nel dare vita al Centro Culturale Le Mura. La stessa passione per la vita che sottintende da sempre ad ogni tentativo di “fare cultura”.
Quale bellezza, dunque, renderà più piena, più vera la nostra esperienza di uomini?
È la domanda che anima vivacemente il nostro desiderio di conoscere tutto, ma proprio tutto ciò che ci circonda. È la domanda che sta alla base della nostra voglia di incontrare altre persone appassionate come noi della vita. È, infine, ciò che ci muove per far appassionare, a nostra volta, tutti quelli che incontreremo nel nostro cammino.
È, molto probabilmente, la stessa domanda che, secoli addietro, aveva mosso persone ingegnose a lasciare nel nostro territorio un segno possente e, per certi versi, unico: quelle Mura Megalitiche di Monte Pallano che stanno ancora lì a ricordare a quanti vi si imbattono che, quasi sicuramente, non può che essere una Bellezza infinita, qualcosa che resiste all’urto del tempo che passa inesorabilmente, ciò che può rendere tutto più vero.
Non a caso, allora, le Mura di Pallano sono il nome e il simbolo che abbiamo scelto per il nostro Centro Culturale, un’esperienza a vocazione “comprensoriale”, nascendo contemporaneamente in quattro paesi: Tornareccio, Altino, Bomba e Casoli. Quanti lo hanno voluto fondare, infatti, legati da un profondo rapporto di stima e di amicizia, vivono in queste quattro comunità cittadine.
Conoscere, incontrare, far appassionare. Sono le tre parole che ci muoveranno nel riscoprire e rivalorizzare i mille segni che, nel corso di millenni, chi ci ha preceduto ha voluto lasciarci sul territorio, il nostro territorio, un territorio che, quanto meno idealmente, ha visto in Monte Pallano il suo centro dinamico, ma che, allo stesso tempo, ha avuto nel Sangro e nell’Aventino altri due “luoghi” di civiltà e di incontro.
Ma conoscere, incontrare e far appassionare è anche ciò che ha fatto sì che nascesse tra i fondatori un’amicizia reale e concreta. Un rapporto incentrato su un tentativo interessante di risposta alla domanda di Dostoevskij. Alla domanda di ogni uomo. La Bellezza ha assunto per noi il volto di uomo concreto: Gesù di Nazareth. La millenaria cultura scaturita da quest’incontro straordinario sarà da noi riconsiderata, “rivissuta”, riproposta. E qualsiasi tentativo attuale di giudizio derivante dalla vitalità e dalla passione per la vita proprie dell’esperienza cristiana, sarà da noi attentamente vagliato e “suggerito” a quanti s’incammineranno con noi e a quanti, nel corso del tempo, incontreremo sulla strada.
Editoriale
"Scarica l'editoriale in formato pdf"