Sito ufficiale
dell'UDEUR del Molise

Sito ufficiale dell'Udeur Molise - Popolari per l'Europa- Il partito della gente

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IL PARTITO DELLA GENTE


 

PROGRAMMA POLITICO DELL'UDEUR

Con l'UDEUR non nasce un nuovo, ennesimo, piccolo partito ma una forza politica, di cattolici e laici, che sceglie con chiarezza, in Italia e in Europa, l'area liberaldemocratica come terreno politico della propria iniziativa e si rivolge a tutta quest'area per una strategia comune sulle questioni politiche essenziali del nostro tempo.

E' urgente, ad esempio, promuovere iniziative forti contro il pericolo reale d’indebolimento della democrazia e di restringimento del sistema delle libertà individuali, per aprire i nostri sistemi troppo chiusi ai processi di internazionalizzazione e globalizzazione, per costruire l'Europa politica.Ai fini di questa strategia è necessario riaffermare alcuni principi fondamentali come i diritti della vita e della persona, il principio che lo sviluppo economico deve andare di pari passo con il rafforzamento dei sistemi democratici e con lo sviluppo sociale, il principio che le regole del mercato non devono essere assunte come una nuova ideologia.Molto grande è la distanza culturale e politica dell'
UDEUR sia da quella sinistra che sostiene ancora, nei fatti, l'ideologia dello statalismo, sia da quella nuova destra che propone l'ideologia del mercato e sogna, al limite, una società senza regole. Questo spiega anche cosa vuol dire, oggi, essere di centro: non si tratta di un’espressione geografica. Significa piuttosto mettere in cima alle motivazioni della politica il rispetto e l'elevazione della persona, promuovere la cultura della tolleranza, considerare lo sviluppo dell'economia come uno strumento utile a creare il benessere per tutti, avere un’attenzione reale verso i più deboli, essere consapevoli che non c'è democrazia senza libero mercato ma anche, viceversa, che il mercato perde le sue condizioni di libertà quando si abbassa il livello di democrazia. In sintesi, questo è ciò che distingue la cultura politica liberale, sostenuta dall'UDEUR, dal liberismo che va invece respinto.Altri obiettivi fondamentali dell'UDEUR sono: la trasformazione del Partito Popolare Europeo in un partito con possibilità di iscrizione diretta e di partecipazione da parte dei cittadini, ed il rilancio del progetto avviato dal'UDEUR. lo scorso 2 luglio 1998, tuttora valido.

UDEUR nasce come punto di incontro fra forze cattoliche democratiche e di tradizione laico riformista con un obiettivo ben preciso: rafforzare ed estendere in Europa l'insieme delle forze che affidano a soluzioni liberaldemocratiche i problemi dell'inserimento dell'Italia in Europa e nel mondo e la promozione dello sviluppo futuro. A tali forze si fa appello e si offre il contributo di questa piattaforma politica e programmatica per costruire insieme una strategia comune che affronti le sfide decisive del nostro tempo, quelle sfide che impegnano i cittadini di oggi e le prossime generazioni a vivere in modo positivo il progresso contemporaneo. Tali sfide sono legate al rafforzamento del sistema delle libertà e della democrazia, alla costruzione dello Stato unitario e federativo europeo, alla riforma dello Stato - nazione, alle iniziative di governo dei processi di globalizzazione economica e sociale.Per queste ragioni con l'UDEUR nasce una forza politica di tipo federativo, un’unione di forze democratiche che fa riferimento al Partito Popolare Europeo ed al suo programma, un partito di cui l'UDEUR intende promuovere la trasformazione, in vista delle future politiche europee, in una struttura a partecipazione diretta e ad ampia diffusione territoriale.

L'
UDEUR ritiene che la fine dell'unità politica dei cattolici democratici e la loro riorganizzazione in una pluralità di appartenenze e di opzioni partitiche, non ha fatto cadere il valore di quel patrimonio etico e culturale che mantiene intatta tutta la sua attualità anche di fronte alle sfide che l'uomo contemporaneo è tenuto ad affrontare. In questo senso il progetto avviato con l'assemblea costituente dell'UDEUR. lo scorso luglio 1998 è ancora un punto valido di riferimento e va preso e perseguito, sia pur con un coordinamento diverso da quanto fatto in passato, sia in Italia che nel resto d'Europa, con tutte quelle forze che insieme con l'UDEUR condividono l'obbiettivo strategico della nostra iniziativa il rafforzamento dell'area politica liberaldemocratica nel nostro continente e nel mondo.Nel definire le proposte ed il programma dì azione per le sfide del nostro tempo l'UDEUR si muove secondo i seguenti principi e criteri di riferimento

1) La persona umana, con i suoi diritti fondamentali a partire dal diritto alla vita, e le comunità degli uomini come la famiglia, la comunità locale e nazionale, sono il riferimento essenziale, centrale di ogni iniziativa istituzionale e politica.
2) La libertà è la condizione per la costruzione di un mondo più giusto e più equo.
3) La pace è la condizione per la crescita dell'uomo e si fonda sul rispetto della vita, sulla tolleranza. Sulla collaborazione nell’affermazione dei diritti umani fondamentali.
4) Il mercato, con le sue regole, è uno strumento fondamentale di confronto e diSviluppo, ma non può essere assunto e vissuto come una nuova ideologia che sostituisce l'ideologia dello statalismo.
5) Lo Stato e la società civile devono essere capaci di conciliare lo sviluppo dellaDemocrazia e dell'economia con lo sviluppo sociale, senza esclusioni ed emarginazioni
6) I processi di cambiamento in atto nel pianeta sono ritenuti irreversibili e segno di una svolta epocale: per questa ragione l'impegno prioritario dell'azione politica deve essere quello di saper inserire la nostra comunità nazionale positivamente e "costruttivamente, a garanzia del suo progresso, in questa nuova fase storica. Le nostre strutture politiche, economiche, culturali, sociali devono perciò aprirsi al nuovo che si afferma a livello planetario.
7) Nella nuova fase storica che si è avviata, la via più adeguata da seguire è quella Liberaldemocratica: è la via dell'apertura ai nuovi orientamenti e alle nuove condizioni del progresso e dello sviluppo, a strutture comunicanti in vista del bene comune ad ogni livello, la via del. Superamento di quelle rigidità, garanzie antistoriche, protezionismo i quali non riducono, ma piuttosto aumentano le differenze sociali e le esclusioni.

La sfida della democraziaRispetto ai partiti di sinistra che solo di recente, dopo decenni di maturazione, sono approdati alla democrazia - che quindi considerano un punto di arrivo - i liberaldemocratici ritengono che la democrazia non sia un dato acquisito una volta per sempre e sono invece ben consapevoli dei suoi limiti e dei rischi di involuzione che può correre. Sono molti e preoccupanti i segnali che ci indicano come la nostra società sia entrata in una fase di questo genere, con un abbassamento diffuso dei livelli di libertà e di autonomia garantiti dalla costituzione.Un certo modo cosiddetto moderno di fare politica, che premia ad esempio i partiti azienda ed i personalismi piuttosto che la partecipazione dei cittadini, è un segnale di questo genere. I riscontri sui rapporti fra i cittadini ed i servizi dello Stato sono ancora in gran parte di tipo negativo - importanti verifiche devono essere compiute ad esempio sul funzionamento delle Authorities e sullo svuotamento dei poteri dai ministeri verso organismi con controllo democratico indiretto e precario - come il fatto che in questi anni si siano accentuate le distanze fra ricchi e poveri. Anche il dato obbiettivo che stia nascendo un'Europa con poteri burocratici ed economici forti e poteri democratici deboli va in questa direzione. Da qui la proposta di un patto politico con i liberaldemocratici, italiani ed europei, nella forma di una vera e propria costituente di Centro per la verifica e l’organizzazione di interventi a tutela delle libertà individuali e collettive.l'UDEUR ritiene che la democrazia, come sistema di valori e di regole, non sia di per sé un sistema compiuto perfetto, una conquista definitiva, ma un sistema che richiede una vigilanza costante e continui interventi di correzione e miglioramento.

Per questa ragione l'
UDEUR fa appello ai democratici di solida formazione e coscienza per fare in modo che l'azione politica sia sempre ancorata a precisi valori etici, culturali e civili di riferimento e respinga ogni progetto: che risulti avere caratteri politici e culturali egemonici; che comprima di fatto le funzioni ed i diritti delle minoranze; che interferisca sull'autonomia della società civile; che favorisca la nascita di poteri statali insindacabili e incontrollabili messi nelle condizioni di violare i diritti e la dignità delle persone; che sia pure nel rispetto di decisioni legali e formalmente ineccepibili, consenta nella sostanza delle forme più o meno palesi di prevaricazione dei più forti a danno dei più deboli nell'economia, nel lavoro, nella vita sociale.A tal fine l'UDEUR propone alla cultura ed alle forze politiche di Centro, che si riferiscono ad una concezione moderata e riformista della politica, il recupero di un’approfondita valutazione critica della democrazia affinché, di fronte alla evidenza dei suoi limiti, diano avvio ad una nuova fase riformatrice, tanto più necessaria nel momento in cui il tramonto delle ideologie totalitarie ed il fallimento delle alternative di sistema, rischiano di causare un abbassamento della vigilanza democratica e dell'impegno politico come la disaffezione crescente dei cittadini nei confronti delle istituzioni.Ulteriore azione ed impegno specifico da perseguire in tale contesto, nel breve e medio periodo, riguarda:- la proposta di una Costituente di Centro, come organismo di coordinamento politico in Italia e in Europa per la definizione ed avvio di progetti e iniziative di rafforzamento del sistema delle libertà democratiche.

La sfida dell'EuropaImpegno prioritario, centrale, urgente è l’elaborazione di una carta costituzionale europea, da sottoporre all'approvazione di tutti i popoli della comunità, la costruzione di uno Stato Federale Europeo. Bisogna dare un grande impulso all'Europa politica, completando l'integrazione economica e sociale ed avviando l'unificazione della politica estera, di difesa, dei sistemi giudiziari.In modo specifico, per la politica di difesa, è importante che nell'ambito della
NATO l'Europa acquisisca un ruolo più incisivo e si attrezzi per perseguire anche in modo autonomo degli obbiettivo concordati.Occorre, inoltre, un progetto politico per l'Europa che esalti le sue potenzialità e ne faccia un luogo di grandi opportunità di crescita per tutti. L'Euro è stata finora la risposta giusta alle sfide della globalizzazione sul terreno della stabilità monetaria. Ma non è sufficiente, come è dimostrato, ad esempio, dalla disoccupazione diffusa. L'iniziativa dell'Euro non basterà ad impedire l'eurosclerosi, il progressivo invecchiamento del sistema economico europeo, se non si avvia al più presto un progetto di pieno utilizzo sinergico delle grandi risorse esistenti nell'ambito dell'Unione.

L'Europa deve partecipare ed orientare i processi di globalizzazione per farne l'occasione del rilancio di un vero sviluppo solidaristico nel mondo.l'
UDEUR si pone l'obbiettivo politico di accelerare la costruzione dell'Europa politica, di una Stato Federale Europeo fondato su una carta costituzionale europea approvata dai popoli della comunità, di un governo europeo con mandato di effettiva rappresentanza, della trasformazione delle internazionali politiche europee in autentici partiti popolari 'a partecipazione diretta dei cittadini.Rispetto a questo obbiettivo sono funzionari la costruzione di politiche effettivamente comuni nell'ambito della difesa e delle relazioni internazionali.l'UDEUR esprime il convincimento che é solo uno Stato Federale Europeo e solo un sistema di partiti europei autenticamente popolari:

  • Saranno in grado di accelerare l’effettiva armonizzazione delle situazioni economiche e sociali dei Paesi componenti superando gli ostacoli costituiti dal mantenimento della situazione acritica degli attuali sistemi sostanzialmente chiusi;

  • Sapranno evitare i grandi rischi di un processo di integrazione economica non indirizzato e governato da una progettualità politica precisa, sostenuta dal consenso diretto dei popoli, è caratterizzata dal recupero di una concezione dell'economia finalizzata ai bisogni dell'uomo e della persona umana;

  • Sapranno fare dell'Europa un sistema realmente aperto, ricco di opportunità di crescita e perciò in grado di ridurre e di riassorbire anche le aree della esclusione sociale.

L'UDEUR si pone l'obbiettivo di costruire un'Europa che sia effettivamente capace di influire sui processi di globalizzazione economica e sociale orientandoli nella direzione di uno sviluppo solidaristico.l'UDEUR persegue nel contempo l'obbiettivo di rafforzare il ruolo dell'Europa come promotore di pace nel continente, nelle aree confinanti e nel mondo. A tal fine l'UDEUR mentre, da un lato, conferma la piena e sincera adesione dell'Italia all'Alleanza Atlantica, dall'altro è impegnato a promuovere il rafforzamento dell'Europa all'interno della NATO. L'Europa, pur continuando ad essere un pilastro fondamentale dell'Alleanza, al suo interno deve acquisire un ruolo ed un’influenza più incisivi che in passato mettendosi nelle condizioni di perseguire, anche in modo autonomo, degli obbiettivi di pace concordati e di promuovere azioni militari, in zone specifiche, se ritenute necessarie, anche indipendentemente dal contributo americano. Nell'ambito dell'intero continente ma in modo specifico nel Balcani, l'Europa deve essere in grado di avviare un propria strategia di pace e di sicurezza ,che ponga questi Stati ed in particolare i popoli della ex Jugoslavia di fronte all'alternativa: o la cooperazione ed il progresso comune con l'Europa, basato sul rispetto dei diritti umani e di un’effettiva democrazia, o l'isolamento economico e morale. l'UDEUR, una forza politica che trae la sua ispirazione all'umanesimo cristiano, ben comprende le ragioni morali che hanno costretto la NATO al ricorso alla forza nella ex Jugoslavia ma non può certo rinunziare a considerare la ricerca della pace come un valore assoluto e generale. Il secolo che sta volgendo al termine ha già prodotto in Europa troppe guerre, orrori e mostri; è una cultura della morte dalla quale vogliamo liberare noi stessi e le future generazioni.l'UDEUR ritiene, infine, che la costruzione di un governo europeo legittimato dalla volontà popolare sia la condizione basilare per consentire all'Unione Europea di svolgere un ruolo di pace e di sviluppo fondamentale per il progresso dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo.Ulteriore azioni ed impegni specifici da perseguire in tale contesto, nel breve e medio periodo, sono le seguenti:

  • Promozione nell'ambito del P.P.E. e dell'arco delle forze liberaldemocratiche europee di un progetto di Carta costituzionale del nuovo Stato Federale Europeo.

  • accelerazione del processo dì integrazione nella Unione Europea dei Paesi dell'Europa orientale secondo l'obbiettivo di un’Europa unita dall'Atlantico agli Urali.

  • conferenza europea di pace e di cooperazione sui Balcani

La sfida dello StatoNelle nuove condizioni di sviluppo lo Stato-nazione, cosi come lo abbiamo vissuto finora, non è più un’istituzione adeguata sia a garantire un’effettiva partecipazione ai processi di integrazione internazionale sia a soddisfare le esigenze crescenti delle comunità locali. Bisogna avere il coraggio e la lungimiranza di rimodulare tutta la struttura statuale e di avviare decisamente il federalismo.

E' il momento dell'Assemblea Costituente per una nuova costituzione della Repubblica.
Ma è anche il momento di un'iniziativa. Energica sul fronte della delegificazione e della deregolamentazione. Per questo si propone la decadenza dell'intero sistema di leggi italiano, programmata settore per settore, impegnando il Parlamento in un'opera di ricostruzione legislativa con la drastica eliminazione di migliaia di provvedimenti. In tal modo il sistema legislativo italiano si allineerebbe a quello dei paesi più avanzati in Europa, nei quali il numero delle leggi statali è molto più ridotto e limitato, in genere, a leggi di principio.
Senza un taglio drastico di questo tipo, gli italiani continueranno ad essere oberati da un numero spropositato, spesso inutile e controproducente, di norme e regolamenti.
Questa iniziativa dovrà essere integrata da misure altrettanto drastiche come la fine di ogni forma diretta di gestione da parte dello Stato di molti servizi che dovranno essere gestiti da soggetti privati.Un forte intervento riguarda anche la Pubblica Amministrazione: basta con i tanti organismi, come ad esempio i TA.R., ed i troppi interventi che intralciano le iniziative di sviluppo; i responsabili dei servizi pubblici dovranno essere messi nelle condizioni di rispondere solo al diritto comune e sulla base dei risultati effettivamente conseguiti, che sono quelli che interessano i cittadini ; inoltre, saranno tenuti a rispettare i parametri di efficienza media raggiunti in Europa per servizi di carattere analogo.Un capitolo a parte riguarda la riforma del potere giudiziario in Italia e la piena riaffermazione della certezza del diritto.
Una simile riforma è pregiudiziale ad ogni eventuale intervento di amnistia per i reati che hanno coinvolto in passato il rapporto fra economia, politica ed istituzioni.l'
UDEUR prende atto che lo Stato-nazione, con le sue istituzioni , per l'Italia come per le altre nazioni europee, non è più una struttura adeguata alla gestione dei processi di integrazione in atto sia a livello di globalizzazione mondiale sia a livello di comunità e di aree locali.Nel caso specifico italiano, l'UDEUR ritiene, inoltre, che la via della modernizzazione del Paese sia percorribile solo con la vera fine dello statalismo, ciò solo facendo cadere definitivamente quella concezione che comportava non soltanto la gestione diretta dello Stato di una parte preponderante del nostro sistema economico e produttivo, ma anche l'idea che lo Stato dovesse guidare e sorvegliare l'attività dei cittadini. Concedendo o negando permessi, trasformando in burocrazia i loro bisogni ed i loro desideri, persino la loro fantasia. D'altro canto l'UDEUR respinge nettamente quell'orientamento secondo il quale per uscire dallo statalismo e rimediare ai suoi guasti è sufficiente abolire ogni regola ed affidarsi totalmente alle virtù del mercato. A quanti propongono il ritorno ad una società senza regole, quasi un tuffo nel passato quando ad una società di potenti si contrapponeva una società di perennemente esclusi, l'UDEUR , su questo punto che è decisivo per la qualità della crescita del paese e della nostra democrazia, oppone invece un progetto di riforma dello Stato che faccia riferimento a poche funzioni e regole, sensate e chiare, che tutti possano riconoscere e rispettare, uno Stato rispetto al quale nessun cittadino si senta più oppresso dal groviglio contraddittorio delle sue leggi e regolamenti, uno Stato che riconosca nella pratica quotidiana il primato della persona e ne assecondi il desiderio di crescere, di intraprendere, di conquistare la serenità di vita ed il benessere.Per tali ragioni, esterne ed interne al nostro Paese, l'UDEUR intende promuovere un vasto progetto riformatore della struttura statuale che punti:

·  a costruire degli organismi di governo mondiale adeguati alle nuove esigenze di crescita dell'umanità,

·  a ridefinire il rapporto fra le istituzioni nazionali e sovranazionali,

·  a rinnovare con profonde riforme il nostro sistema istituzionale reinterpretando in termini aggiornati il concetto di sovranità nazionale, rinnovando radicalmente il rapporto fra lo Stato e la società civile, rafforzando le autonomie sociali e l'autogoverno locale in modo coerente e come primo passo verso la costruzione di un autentico federalismo, infine, ridisegnando le regole di mercato.

Un aspetto specifico della riorganizzazione dello Stato in Italia riguarda la riforma del potere giudiziario che con le sue carenze e distorsioni ha messo in crisi un aspetto fondamentale del patto fra i cittadini e lo Stato: la certezza del diritto. In una situazione ormai intollerabile in cui troppi colpevoli sono favoriti dalla paralisi giudiziario e troppi innocenti non possono vedere trionfare la loro estraneità ai reati contestati, l'UDEUR riafferma , con riferimento al processo penale, l'impegno alla difesa e ripristino dei principi costituzionali della presunzione di innocenza (non si possono sottoporre i cittadini a misure restrittive di libertà prima o in assenza di una sentenza definitiva di condanna) e del diritto di difesa (bisogna garantire la parità fra accusa e difesa e la piena imparzialità del giudice) ; inoltre, l'impegno al recupero del principio di efficienza ed alla eliminazione di ogni discrezionalità nell'azione penale.
La riaffermazione e l’effettiva praticabilità di questi diritti e situazioni è la condizione prioritaria ed imprescindibile da premettere ad ogni eventuale ipotesi di amnistia per le gravi vicende giudiziario che hanno interessato il sistema italiano nel recente passato con riferimento ai rapporti fra economia, politica ed istituzioni. Analoghe, fondamentali misure di riforma dovranno essere introdotte nell'ambito della giustizia civile al fine di evitare che il moltiplicarsi delle cause civili a solo scopo dilatorio freni il percorso della giustizia e per valorizzare gli strumenti alternativi alla giustizia ordinaria nella risoluzione delle controversie.

L'
UDEUR ritiene, ancora, che debba essere rafforzato e qualificato il ruolo della magistratura come presidio della legalità, valore sul quale si fonda il sistema democratico: pur nella distinzione delle carriere, deve essere affermato il valore dell'autonomia e dell'indipendenza con riferimento ad ogni singolo magistrato giudicante ed agli uffici dei magistrati inquirenti. Si apre, infine, con la costruzione della nuovo Stato europeo anche la questione dell'esercizio e della organizzazione della giustizia nella nuova dimensione comunitaria.Ulteriore azioni ed impegni specifici da perseguire in tale contesto, nel breve e' medio periodo, sono le seguenti:

  • Assemblea Costituente per riformare ed adeguare la Costituzione della Repubblica;

  • Liberare lo Stato e la società da vincoli, condizionamenti, rigidità antistoriche, promuovendo la caducità automatica delle leggi ordinarie, oltre un certo periodo di tempo, come condizione per la rifondazione effettiva del nostro sistema di leggi nel segno della reale ed urgente semplificazione, trasparenza, funzionalità;

  • Passaggio dallo Stato. Gestore, proprietario, legislatore ad oltranza, allo Stato regolatore ed arbitro dei processi di promozione dello sviluppo, perseguito in modo autonomo, dalla società civile, dalle forze economiche e sociali;

  • Sostegno alla concertazione fra lo Stato e gli interessi organizzati, sempre che essa raggiunga la compatibilità fra la tutela degli interessi particolari e la tutela degli interessi generali (come per il controllo dell'inflazione);

  • Passaggio dallo Stato sovraordinato, sostanzialmente retto dal diritto speciale amministrativo, allo Stato di diritto comune;

  • Liberare le strutture e le finalità pubbliche da concezioni e pratiche gestionali rigide, centralizzate, irresponsabili, inefficienti;

  • Obbligo di vincolare ogni iniziativa della Pubblica Amministrazione alla produzione effettiva dei risultati (ciò che interessa realmente i cittadini e la società), costruendo e garantendo situazioni di piena responsabilità nell'operare e superando i vincoli di ogni formalismo giuridico. Adozione dei parametri dì efficienza media europea nel sistema dei servizi pubblici e introduzione di organismi e processi di valutazione costante delle attività in funzione dei risultati da perseguire;

  • Passaggio dal centralismo della regolazione amministrativa con la eliminazione di ogni super potere centrale, al federalismo politico, amministrativo, fiscale. In tale contesto occorre realizzare tutte le potenzialità del principio di sussidiarietà.

  • Ulteriori provvedimenti, nel settore della giustizia, con i seguenti obbiettivi: riguardo al processo penale, la difesa efficace dei non abbienti che attualmente non sono tutelati in modo adeguato, il potenziamento della strumentazione tecnica per agevolare la definizione predibattimentale dei processi; riguardo al codice penale, la sostituzione delle pene detentive brevi o con pene pecuniarie certe proporzionate alla disponibilità del condannato o con lavori socialmente utili o con la sottoposizione ad altri obblighi di condotta con efficacia dissuasiva, la riorganizzazione delle strutture penitenziarie per consentire efficaci percorsi educativi e di realizzare, quindi, il principio costituzionale del reinserimento del condannato nella società civile, la rivisitazione della recidiva secondo una nuova classificazione legata alla effettiva pericolosità sociale del condannato; riguardo alla giustizia sociale, rivisitazione ed inasprimento delle norme attuative del principio che chi perde paga le spese allo scopo di ridurre il proliferarsi delle cause civili a scopi puramente dilatori e di rallentare il percorso della giustizia.

  • Riorganizzazione del complesso sistema delle forze di polizia in Italia secondo un orientamento che risulti unitario e comunque coerente sia alla costruzione del nuovo Stato Europeo che all'introduzione del federalismo nel nostro Paese.

La sfida dello sviluppo capitalisticoL'obbiettivo strategico è quello di "aprire " il sistema italiano al mondo e di accettare e vivere in positivo la sfida della globalizzazione. Per questo bisogna rendere il nostro sistema competitivo e flessibile al massimo. Ogni forma di protezionismo, chiusura, freno, va fatta saltare. Lo Stato, con nuove forme di sinergie fra pubblico e privato, le banche, il sistema fiscale, le strutture del lavoro devono partecipare a questo sforzo che è l'unica strada per la ripresa dello sviluppo e per dare risposte serie in termini occupazionali.

La politica deve saper promuovere, il rafforzamento del capitalismo italiano ed allargarne la base: da un lato, smontando le situazioni monopolistiche e correggendo la cronica debolezza di un capitalismo concentrato in poche famiglie,- dall'altro, incentivando la nascita di nuova imprenditorialità, specie fra i giovani, e promuovendo la formazione di un capitalismo diffuso.
Funzionali a questa strategia sono alcuni interventi chiave che riguardano: l'introduzione in Italia dello Statuto d'impresa, il corporate governament per allargare la partecipazione finanziaria dei cittadini alla vita delle imprese, il completamente urgente delle privatizzazioni, la riforma del sistema bancario che dovrà essere impegnato nella partecipazione ai rischi delle imprese, l'abolizione del capitolo V del codice civile per eliminare ogni cogestione di tipo corporativo dello Stato nei rapporti di lavoro, il collegamento fra la dinamica salariale e il miglioramento della partecipazione azionaria dei dipendenti al mondo delle imprese, la riforma del sistema fiscale italiano per metterlo nella condizione di sostenere la competitività degli altri sistemi fiscali europei, l'ulteriore riforma del sistema pensionistico ed il passaggio dal sistema a ripartizione al sistema a capitalizzazione.l'
UDEUR muove dalla constatazione che lo sviluppo capitalistico , insieme a fondamentali elementi positivi, nella sua evoluzione attuale mostra dei limiti evidenti ed insieme al mito di un progresso continuo e diffuso ha messo in crisi anche il sistema delle sicurezze che ha da sempre prospettato ed in gran parte conseguito. L'attuale sistema capitalistico, in realtà, produce ricchezza ma distrugge lavoro, in un quadro che è sempre più squilibrato e caratterizzato da gravissimi problemi aperti rappresentati, in modo emblematico, dalla fame nel mondo, dalle disuguaglianza sociali, dal degrado ambientale.

L'
UDEUR, di fronte a questa situazione considera impegno prioritario ridefinire le condizioni per coniugare sviluppo e giustizia, ridefinire i termini della crescita economica e della qualificazione dei fattori produttivi, riorganizzare il rapporto fra tempi di vita e tempi di lavoro, ridistribuire le opportunità di lavoro fra le diverse generazioni ed i popoli, ridefinire il significato vero del lavoro e della produzione.

L'
UDEUR ritiene che gli stessi processi di internazionalizzazione dell'economia e di globalizzazione debbano essere vissuti come l'occasione per uno sviluppo effettivamente solidaristico mirato alla liberazione dei popoli dalla miseria, dalla oppressione, dalla spinta ad emigrare per conseguire il rispetto alla vita. In questa direzione l'UDEUR considera del tutto inadeguate quelle posizioni che si limitano ad una visione economicistica dei problemi e perseguono la mera nazionalizzazione dell'esistente; punta a rilanciare, fondandolo, sui veri valori del liberalismo, la progettualità di uno sviluppo economico.
Che sia finalizzato alla crescita dell'uomo ed assuma il suo significato più pieno dall'incontro fra economia, cultura e politica.
In questa direzione l'
UDEUR intende agire, nell'ambito dei maggiori Paesi industrializzati, affinché questi condividano con i Paesi più poveri la responsabilità a fare quanto è possibile in direzione di uno sviluppo solidaristico a scala planetaria.Per l'Italia, l'UDEUR si pone l'obbiettivo di costruire le condizioni:

  • per una reale e totale apertura del nostro sistema economico e produttivo alle nuove esigenze internazionali dello sviluppo;

  • per il superamento delle logiche meramente difensive;

  • per cogliere in positivo le grandi opportunità del progresso tecnologico;

  • per promuovere la produzione della ricchezza anche al fine di avere risorse disponibili sufficienti a fronteggiare le esigenze di riorganizzazione del sistema dei servizi pubblici e delle politiche sociali;

  • per promuovere nei cittadini una cultura adeguata a comprendere. E vivere in termini positivi la svolta epocale che si è ormai avviata nel mondo.

L'UDEUR muove dalla consapevolezza che gli importanti passi in avanti compiuti, nel processo di integrazione europea riducono fortemente la sfera della sovranità dei singoli Stati nelle politiche economiche e sociali costringendo tutti gli operatori a perseguire soluzioni che risultino coerenti con le regole e le norme sovranazionali e rispettose dei vincoli collettivamente condivisi. In tale contesto la tutela degli interessi della comunità italiana e le nostre proposte di sviluppo può essere perseguita solo:

  • accettando il confronto e la competizione con gli altri sistemi economici,

  • rispondendo in termini di flessibilità ai processi di deregolamentazione in atto

  • assumendo il mercato europeo come principale mercato di riferimento,

  • abbandonando ogni ulteriore tutela delle tante situazioni anomale e dei tanti privilegi progressi che ancora gravano sulle nostre possibilità di crescita.

Un simile obbiettivo implica azioni positive per una nuova regolamentazione del mercato che consenta di accogliere la sfida contenuta nei nuovi termini della concorrenza e competizione internazionali; per promuovere una imprenditorialità diffusa, soprattutto fra i giovani, legata alla nascita di nuovi profili professionali ed a forme articolate di intervento degli interessi privati nell'ambito di settori tradizionalmente statali o gestiti dal settore pubblico;Per rompere con ogni situazione monopolistica e favorire la riorganizzazione del sistema capitalistico italiano nel segno di un capitalismo diffuso;Per promuovere la costruzione di un sistema di scambio, essenziale per la tenuta di ogni sistema democratico, fra produzione della ricchezza e sviluppo sociale, fra sviluppo e solidarietà;Per una radicale riorganizzazione del sistema fiscale, oggi ai limiti della penalizzazione, ed, in parallelo, delle politiche di bilancio.

A questo fine l'
UDEUR, consapevole dei doveri e dei limiti che la politica deve mantenere, nel proporre la costruzione di un simile progetto economico, conferma il pieno rispetto della autonomia delle parti economiche e sociali nella sua conseguente e responsabile attuazione.Ulteriori azioni ed impegni specifici da perseguire in tale contesto, nel breve e medio periodo, sono le seguenti:

  • Riforma delle istituzioni riguardanti l'impresa superando il tradizionale modello dinastico familiare ed allargandolo alla partecipazione finanziaria dei cittadini statuto d'impresa e corporate govemament;

  • Completamento dei progetti di privatizzazione delle imprese pubbliche e parallela promozione dell'azionariato popolare diffuso;

  • Piano di verifica e definizione dei termini per il superamento del tradizionale antagonismo pubblico- privato e l'avvio, in alternativa, di un processo sinergico di collaborazione nei settori strategici della ricerca scientifica e tecnologica, delle grandi reti infrastrutturali, dei servizi tecnologicamente avanzati, della scuola. In questo ambito, in particolare, - nel quale peraltro deve affermarsi pienamente il principio della parità scolastica la collaborazione pubblico-privato deve essere finalizzata alla costruzione di un collegamento organico fra scuola e mondo del lavoro;

  • Riforma del sistema bancario che dovrà assumere il ruolo di sostegno del sistema produttivo, accettando i rischi di impresa e di partecipazione, adottando tecniche di "project financing" e di " venture capital" per le nuove iniziative e per l'ampliamento dei mercati dei capitali;

  • Riforma del mercato del lavoro, politiche occupazionali e politiche dei redditi perseguite, in un contesto coerente, per mezzo :

a) ritiro dello Stato dalla cogestione dei rapporti di lavoro con l'abolizione del libro V del codice civile, frutto del sistema corporativo.
b) realizzazione di una politica concertata ai diversi livelli settoriali e territoriali in tema di flessibilità del lavoro mirata al pieno impiego.
c) provvedimenti per convogliare i conflitti del lavoro lungo la linea dei processi di mediazione (ai livelli ministeriali), nonché della responsabilità delle parti mediante il ricorso sempre più diffuso ed incentivato alle procedure di conciliazione ed arbitrato.
d) azione programmata di riequilibrio dello sviluppo economico e sociale evitando congestioni produttive al Nord, con connessi problemi di infrastruttura, e promuovendo investimenti al Sud muovendo da una migliore utilizzazione delle sue infrastrutture.
e) provvedimenti per equilibrare sempre di più il rapporto fra la dinamica concertata dei salari ed il miglioramento della partecipazione azionaria dei dipendenti.
f) avvio di una politica fiscale che, ferma restando la progressività dell'imposta, non discrimini i criteri di imposizione in funzione delle diverse posizioni professionali (lavoratori autonomi, dipendenti, commercianti, collaboratori od altro) in base al principio : contribuire tutti per alleggerire il peso fiscale. Definizione, per il sistema fiscale italiano, di parametri adeguati a sostenere la competizione tra i sistemi fiscali europei nel periodo previsto di graduale aggiustamento verso il sistema unico.
g) sostegno ai programmi innovativi di formazione permanente indirizzati alle, nuove figure professionali, come strumento per affrontare le esigenze della mobilità, della flessibilità e della deregolamentazione.
h) organizzazione di un piano nazionale di borse del lavoro per i giovani che avviano attività imprenditive nuove secondo investimenti di cui sia verificata la adeguatezza ed i margini di praticabilità.
i)
Riforma degli ordini e dei collegi professionali come strumenti di raccordo fra lo Stato e la società civile in servizi di cui sia riconosciuta la pubblica utilità.Ulteriore riforma del sistema pensionistico e passaggio dal sistema a ripartizione (i prelievi dei lavoratori attivi pagano le pensioni senza nessun passaggio finanziario a sostegno dell'economia) al sistema a capitalizzazione (i prelievi sui salari o impieghi di risparmio devono essere avviati verso i fondi di pensione ed i fondi di investimento, strumenti di sviluppo dell'economia e di pagamento delle pensioni di quanti vi hanno partecipato).Adozione di misure efficaci di tutela dei redditi di chi è già pensione.

La sfida della giustizia sociale L'obbiettivo di una effettiva giustizia sociale va perseguito entro il quadro della politica dei redditi, che garantisce la stabilità monetaria e finanziaria, e recuperando il metodo della programmazione nell'impiego delle risorse, fondamento delle politiche di distribuzione. Lo Stato deve ritirarsi da troppi servizi che tuttora gestisce in modo dispendioso, faticoso e carente, e limitarsi ad intervenire con sostegni adeguati solo in quelle situazioni dove si registra il disagio sociale più grave: in queste situazioni, peraltro, in base al principio della sussidiarietà, dovrà operare insieme al mondo del volontariato. Lo Stato sociale è finito e non è più possibile sostenerlo finanziariamente: è il momento della welfare society, di una società civile che si organizza in modo autonomo e si responsabilizza anche sul piano della copertura dei costi, per affrontare i propri bisogni sociali, vecchi e nuovi.

Lo Stato deve tutelare il risparmio delle famiglie ma indirizzarne l'impiego verso quegli interventi che possono ampliare l'area degli investimenti e disegnare un capitalismo dal volto umano.l'UDEUR si pone l'obbiettivo di preservare e rafforzare il modello sociale europeo nella sua concezione di fondo di una economia finalizzata ai bisogni della società e della persona umana.l'UDEUR si pone l'obbiettivo di ridurre la presenza dello Stato e delle istituzioni pubbliche nella vita della società qualificando nel contempo il ruolo delle istituzioni in termini di progettualità e di programmazione strategica delle risorse e sollecitando gli interventi pubblici di sostegno solo laddove si determinano gli effetti negativi della crescita, le aree del disagio, dell'abbandono, della povertà crescente.

L'
UDEUR, in tale contesto, ritiene necessaria ed urgente una profonda riforma, dello Stato sociale affinché , promuovendo il passaggio dal welfare - state a quella che viene definita la welfare society, si attui pienamente il principio della sussidiarietà e si definisca in termini nuovi la complementarietà del rapporto fra responsabilità dello Stato e responsabilità della società civile. Occorre a tal fine perseguire gli obbiettivi fondamentali della ricomposizione di giusti equilibri nella ripartizione dei costi fra le componenti sociali e della individuazione dei nuovi bisogni della società e della persona umana. Essenziale diventa, in tale contesto, la funzione della politica come strumento di distribuzione delle risorse e nel quadro della applicazione effettiva del principio di sussidiarietà, il ruolo attivo del volontariato e degli operatori del cosiddetto terzo settore.

L'
UDEUR persegue l'obbiettivo del rafforzamento delle politiche dei redditi per realizzare quelle condizioni di stabilità monetaria e finanziaria che sono la base per costruire una società più ricca di opportunità ma soprattutto più. Capace di soddisfare le nuove domande sociali. In tale contesto , il sostegno alle politiche dei patrimoni a carattere diffuso ed a politiche che indirizzino il risparmio delle famiglie una volta garantita la sicurezza familiare, verso quelle situazioni che possono disegnare un capitalismo dal volto umano, diventano gli strumenti per garantire uno sviluppo economico equilibrato e nello stesso tempo per rimodulare le politiche di sostegno sociale.

L'
UDEUR persegue politiche attive di inserimento ed integrazione dei rifugiati, degli immigrati, dei perseguitati in base al principio della "unità culturale antropologica" che mette al centro di ogni decisione politica la persona umana il diritto alla vita e tutte le soluzioni aperte alla promozione personale e dell'intera società.

 




L'organo d'informazione
ufficiale del Partito
 



 

 

Aggiornato il 19/11/2003 - webmaster Michele Di Bartolomeo