Adriano fabris, I paradossi dell'amore fra grecità, ebraismo e cristianesimo, Morcelliana, Brescia 2000, pp.226, £22.000.

 

"Fin dal mondo antico ben si sa che l’amore è ferita e guarigione al tempo stesso. E dunque che esso condivide con altri fenomeni la natura ambigua del phannakon, di ciò che è veleno e medicina insieme. Può emergere così il vero e proprio carattere paradossale dell’amore: un carattere che la filosofia è in grado di approfondire ... Lo potremo verificare esaminando, dopo una breve incursione nelle culture dell’India e dell’estremo Oriente, la concezione greca dell’eros, il rapporto tra amore e Legge istituito dall’ebraismo, l’elaborazione dell’agape e della caritas da parte della prima riflessione cristiana, e infine l’intreccio di amor sacro e amor profano in alcuni momenti della tradizione occidentale nell’epoca della modernità. Saranno queste, infatti, le tappe principali della piccola storia dell’amore che intendo proporre. E da ciò emergerà l’aspetto filosoficamente più interessante dell’indagine su tale esperienza: il fatto che nell’amore trovano espressione unità e molteplicità, concentrazione e diffusione, universalità e particolarità".

(dall’introduzione)

 

 

ADRIANO FABRIS insegna Ermeneutica filosofica e Filosofia della religione all’Università di Pisa. Fra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo Introduzione alla filosofia della religione (Laterza, Roma-Bari 1996), Tre domande su Dio (Laterza, Roma-Bari 1998), Introduzione a "Essere e tempo" di Heidegger (Carocci, Roma 2000). Per i tipi della Morcelliana ha curato l’edizione di Jean Paul, Scritti sul nichilismo (1997).