ANTEPRIMA DI NATALE

Già si respira l’aria della festa

a Lucca tutt’è pronto per l’assalto

C’è sempre quarcheduno che protesta

ma ‘nfin de’ cconti è ben guardà più ‘n alto

 

All’ombra di ve’ llecci seolari

in cima della tore rinomata

è nato un bamborino senza pari

e sopra c’è la stèlla ‘lluminata

 

Di Sant’Andrea l’emerita contrada

al suono di zampogne deliàte

aspetta la Befana ‘n della strada

 

E l’auto?! Parcheggiata ‘lle Tagliate

-sennò le guardie àrsin la paletta-

‘ché gratis per chi ‘ompra è la navetta

 

I CCOMICS ALLE TAGLIATE

Io, vesta storia vi, perdìe mi sdegna

e m’enno ‘scuri ancòra tanti punti

perché si fa de’ Ccomics la rassegna

‘nsieme colla festa de’ defunti

 

Vo’ di’ che òra han misso ver "pallone"

nell’area proprio accanto ar cimitero

perché un c’en artri pòsti, io largone

ma un èglie ‘n bòn motivo per davéro

 

Le machine e tutto ver casino

di gente ‘ndafarata cor fumetto

contrasta, io lai, e neànco popoìno

 

Dobbiamo avé de’ mmorti più rispetto!

Ma un c’èglie artri momenti più opportuni

per celebrà la festa de’ "cartùni"?

 

 


formato 21x15, 104 pp. 104

Il dottor Luca Ricci nella varietà e molteplicità dei suoi scritti ha sempre proposto un tema che potremmo denominare un’attenzione viva, vissuta e sempre dimostrata alla peculiarità del mondo lucchese. Si può dire che ogni realtà sociale, ogni comunità, ha sempre una propria fisionomia, ma tutto questo in Lucca assume un rilievo particolare, la specifica diversità dei lucchesi è stata sempre riconosciuta nel popolo della Toscana. Talora con un po’ d’ironia che d’altra parte giovava a sottolineare la differenza; al confine tra il granducato di Toscana e lo stato lucchese convivevano a breve distanza lessici diversi, fin dove c’era lo stato lucchese si diceva guèra, tèra, scrànna, poco più là si diceva guerra, terra, seggiola.

Di questa peculiarità lucchese Ricci è innamorato e vi si è accostato sempre con vigile coscienza critica.

Nello studio su La Misericordia, egli mette in luce i rapporti che legano l’istituzione lucchese con quella fiorentina. E’ a Firenze che nasce l’idea e il progetto della Misericordia e il dottor Ricci non ha dubbi su queste origini e le documenta validamente. Solo che quando la Misericordia si innesta nella realtà lucchese, l’istituzione assume caratteristiche peculiari; si nutre, per così dire, di rapporti specifici che sono di precisa qualità lucchese.

L’opera più recente a cui il Ricci lavora, riguarda la Croce Verde: anche qui l’istituzione non solo ha origini che oltrepassano la realtà lucchese ma ha anche caratteristiche che appaiono in contrasto con la mentalità dominante in Lucca. Ma ancora una volta l’istituzione diventa in qualche modo lucchese e acquista orientamenti specifici.

Il testo che presentiamo appartiene non tanto all’area di studi storici quanto a quella di studi propriamente letterari. Più di una volta qualcuno ha affermato che la primaria vocazione di Luca Ricci riguardava la letteratura e non gli studi scientifici. E’ un discorso discutibile; potremmo anzi dire che proprio il dominante impegno scientifico di medico consente al Ricci di accostarsi alla letteratura con la sensibilità di una passione che riesce a soddisfarsi ugualmente, è come una sorta di liberazione dalla consunta quotidianità.

La raccolta qui presentata è composta da settanta testi ed ogni testo è accompagnato da una indicazione della cronaca a cui l’autore si ispira. Il fine è quello di collocare la rievocazione del dialetto in un contesto in cui il lettore può riconoscersi e fruire di un’attualità ancora viva del linguaggio lucchese.

A questo punto non ci resta che consegnare il testo al lucchese che vi troverà un linguaggio ancora per lui attuale.

 

 

Lucca, gennaio 2000 Renzo Papini