RELAZIONE DELLA COMMISSIONE CULTURA

 

"La sintesi tra cultura e fede non è soltanto una esigenza della cultura ma anche della fede. Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata e non fedelmente vissuta"

 

Questa affermazione di Giovanni Paolo II contenuta nella lettera istitutiva del Pontificio Consiglio per la Cultura da una parte giustifica più che sufficientemente, se mai ce ne fosse bisogno, il significato di una riflessione sulla cultura nei lavori del Sinodo Diocesano e dall’altra riesce bene a sintetizzare il contenuto della riflessione della Commissione cultura. Se uno dei compiti del Sinodo è quello di aprire la Chiesa di Lucca al confronto con il mondo non è difficile comprendere la necessità e l’urgenza di prendere sul serio il tema della cultura.

Il lavoro della commissione cultura, a causa della ristrettezza dei tempi, è consistito in due sole assemblee a cui hanno partecipato persone significative del mondo culturale non solo credenti ma, in buona parte, "laici in ricerca" o, come qualcuno si è definito, "Uomini di buona volontà". Ha partecipato anche una rappresentante della cultura islamica.

La discussione ha avuto un duplice orientamento: da una parte ci si è domandato cosa il mondo culturale lucchese si attende dalla nostra Chiesa, dall’altra abbiamo dato uno sguardo all’interno della nostra Chiesa per valutare che peso ha l’attenzione alla cultura nelle scelte diocesane e parrocchiali. Inoltre, per delimitare l’orizzonte della discussione e per non incorrere in facili incomprensioni, ci siamo posti il problema di definire, in modo generico e preliminare, cosa si intende significare con il termine cultura. Senza pretendere di esaurire l’universo semantico di questo termine, abbiamo circoscritto il significato a due soli ambiti: quello della cultura di massa e quello della cultura accademica. La chiesa non può, nella sua opera di mediatrice di salvezza privilegiare un aspetto a discapito dell’altro, ma, senza disconoscere l’importanza della cultura di massa, nei nostri incontri si è deciso di circoscrivere il nostro interesse al dovere che la chiesa ha di dialogare con gli uomini di cultura che dai diversi ambiti delle scienze, delle arti, elaborano idee. D’altronde, come qualche intervento ha fatto notare, non c’è, o meglio, non ci dovrebbe essere un inconciliabile opposizione tra la cultura di massa e la cultura accademica. Infatti una vera riflessione culturale, anche in ambito ecclesiale, dovrebbe trasformarsi in scelte di vita, diventare, cioè, cultura di massa. Il cristiano, anche quello impegnato in prima linea con i poveri, con le strutture ecclesiali, e con le altre infinite attività pastorali, non può non confrontarsi con il mondo della cultura. Gli è necessario per poter capire l’uomo verso cui rivolge la sua testimonianza, ma , soprattutto per poter capire maggiormente se stesso ed esser e più uomo. Dice Giovanni Paolo in un illuminato discorso all’UNESCO del 2 giugno del 1980: "La cultura è ciò per cui l’uomo diventa più uomo, accede di più all’essere".

 

 

1. L’attenzione alla cultura nella nostra Chiesa.

 

La riflessione ha preso le mosse da un ricordo del fermento culturale che la nostra Chiesa ha vissuto in passato sia nel periodo postbellico sia, negli anni del ministero di Bartoletti e Agresti grazie all’Azione Cattolica e agli Universitari Cattolici. Questa memoria, rinverdita da alcuni presenti alle assemblee protagonisti di quelle feconde stagioni, è divenuta motivo di critica dell’attuale stanchezza che la chiesa di Lucca sembra vivere. Si è consumato, in questi anni, un "drammatico divorzio", come lo definisce Agresti, tra fede e cultura e non solamente a causa della cultura sempre più secolarizzata tanto da allontanarsi irrimediabilmente dalla fede; spesso è la fede e la prassi ecclesiale che si è chiusa dimostrandosi incapace di comprendere le profonde aspettative e le istanze positive della cultura. Su questo punto la discussione della commissione ha confermato quello che già era contenuto nella Traccia di riflessione per la prima consultazione della Diocesi in preparazione del Sinodo alla p.17

 

"... la nostra chiesa si è mantenuta ad un livello culturalmente poco vivace, certo non molto aperto al più ampio scenario della società e della vita contemporanea. Spesso questi limiti hanno avuto come conseguenza l’adagiarsi in schemi di pensiero e di linguaggio ormai estranei a quelli dell’uomo di oggi, rendendo scarsamente efficace e poco incisivo l’annuncio della fede, e riducendo, se non annullando, le possibilità di dialogo con la cultura".

 

 

Nelle due assemblee sono stati evidenziati segni di un cammino in atto della nostra Chiesa di Lucca.

E’ stato unanimemente elogiato il prezioso servizio del Centro di Cultura dell’Università Cattolica e di altri centri di cultura di ispirazione cristiana presenti non solo a Lucca ma anche a Viareggio e in Garfagnana. Si è auspicato che in futuro la Diocesi, tramite l’Ufficio Diocesano della cultura, riesca a coordinare le molteplici energie presenti perché le singole fatiche siano messe a beneficio dell’intera Diocesi.

Un altro settore che, a parere di molti, merita una particolare menzione è la presenta in Diocesi di Scuole di teologia per laici, dell’Istituto Interdiocesano di Scienze Religiose e della Scuola per la formazione all’impegno politico. Sono preziosi strumenti di formazione che indicano, senza dubbio, una attenzione da parte della Diocesi alla formazione culturale dei laici. Ci siamo però chiesti a proposito: Quanto queste scuole sono conosciute in Diocesi? Quanti sono i sacerdoti che propongono ai laici della loro parrocchia un cammino di formazione teologica? Quanti sono i sacerdoti e i laici veramente convinti dell’importanza della cultura teologica? Quante volte l’esigenza di provvedere alla pesantissima struttura della parrocchia porta a sacrificare la preparazione culturale degli operatori e dei catechisti? Nonostante tutto è opinione unanime che la chiesa di Lucca debba continuare ad investire sulla formazione culturale filosofico e teologica dei laici e dei sacerdoti.

 

2. La Chiesa di Lucca e il mondo culturale

 

Di particolare rilievo è stata la discussione suscitata dalla domanda: Che cosa la chiesa lucchese può fare per il mondo della cultura? Dai vari interventi è scaturito un messaggio forte e unanimemente condiviso: è necessario che la Chiesa di Lucca si apra al dialogo con il mondo della cultura, crei spazi di ascolto e di confronto tra credenti e non credenti, tra cristiani e credenti di altre confessioni e religioni, susciti momenti di silenzio e riflessione rivolti a tutti gli uomini che sono in ricerca di un senso pieno della loro esistenza. Tutto questo è auspicabile e realmente possibile grazie al fatto che, come uomini, credenti e non credenti, occidentali o orientali, portiamo dentro una forte e radicata domanda di senso, che, al di là delle diverse scelte ed esperienza che ci individualizzano, dei diversi ambiti di specifico interesse, ci unisce e rende possibile il dialogo.

In questo ambito di riflessione è stato determinante il contributo dei presenti che, pur vivendo al di fuori della vita ecclesiale, hanno dimostrato una incredibile disponibilità e guardano alla nostra chiesa con simpatia ed interesse. Essi hanno riconosciuto alla chiesa il merito di essere da sempre l’unica voce che richiama l’attenzione sulle questioni fondamentali che riguardano l’uomo e il significato dell’esistenza umana. Anche la chiesa di Lucca deve assolvere questo servizio facendo emergere, al di sopra del coro, la sua voce provocando le coscienze assopite e cercando di promuovere nuove occasioni di scambio e di dialogo per venire incontro alle numerose domande e alle profonde attese di senso che ogni uomo porta dentro di sé. A tal proposito si è avvertita fortemente l’esigenza di promuovere a Lucca delle iniziative di concreto dialogo tra credenti e non credenti, costituendo un forum permanente o, sulla scia dell’esperienza milanese della Cattedra dei non credenti, creando dei momenti in cui i cammini personali di ricerca si incontrano su temi di comune interesse.

 

Hanno partecipato agli incontri: Prof.Luca Baccelli, Prof.Carlo Bertolozzi, Prof.Paolo Buchignani, Prof.Gino Carignani, Prof.Massimo Cellai, Prof.Adriano Fabris, Sig.Angelo Fanucchi, Ing.Michele Giannini, Prof.Fabio Greco, Avv.Giovanni Iacopetti, Sig.ra Silvia Iacopetti, Dott.Alessandro Lazzari, Prof. Lamberto Nucci, Sig.ra Mina Ouaddi, Sig.ra Sara Triglia, Don Piero Ciardella.