
Nota biografica
Laureato in Pedagogia, ha
insegnato dal 1959 al 1975 nella Scuola-Città Pestalozzi di Firenze, scuola che
svolge fino dalla sua fondazione attività di sperimentazione didattica.
Dal 1976 al 1994 è stato assegnato alla Facoltà di Magistero (poi di Scienze
della Formazione) di Firenze con la quale continua a collaborare in qualità di "cultore
di discipline pedagogiche".
Ha prestato attività in varie associazioni di insegnanti (MCE, CEMEA, GUS) ed
ha collaborato alla preparazione di testi scolastici, guide didattiche e
programmi televisivi per ragazzi. Collabora a riviste specializzate in campo
educativo e si occupa, da anni, della formazione degli insegnanti per quanto
riguarda la Didattica della storia, l'Educazione ambientale e la Didattica
multimediale.
Conduce laboratori per docenti ed allievi della scuola dell'obbligo sulle
tecnologie della Preistoria.
Interessi e orientamenti
I miei interessi potranno, forse, apparire a
qualcuno un po’ divergenti tra loro, ma a mio avviso non lo sono.
Molti sono convinti, non a torto, che noi stiamo vivendo la terza grande
rivoluzione della storia umana. La prima è stata la Rivoluzione Agricola, la
seconda quella Industriale. La nostra è la Rivoluzione Tecnologica
caratterizzata dall'utilizzazione dell'energia nucleare, dall'ingegneria
genetica e dall'enorme sviluppo dei mezzi d'informazione (stampa, cinema, radio,
televisione, computer).
Ma il progresso tecnologico, ben lo sappiamo, può portare effetti collaterali
disastrosi di cui spesso per pigrizia, ingordigia e, soprattutto, per ignoranza
non si tiene conto. Basta pensare all'accumulo di quantità colossali di
immondizia, all'inquinamento dei mari e dell'aria, alla distruzione sistematica
delle foreste, al saccheggio delle fonti di energia non rinnovabili. Di qui
l'urgenza di una seria e corretta educazione ambientale che dia ai giovani la
capacità di gestire, in maniera responsabile, le immense potenzialità di cui
l'Uomo oggi dispone.
In questa prospettiva la Storia riveste particolare importanza perché ci fa
capire come i nostri problemi (il divario di ricchezza tra Nord e Sud del mondo,
l’ineguaglianza di potere tra i gruppi etnici e le classi sociali, il degrado
ambientale, la distruzione delle risorse naturali) provengono dal passato, e
come le decisioni che prendiamo nella situazione attuale daranno vita alla
società di domani.
Non è, però, facile districarsi in una società sempre più condizionata dai
mass-media. Come osserva giustamente Bobbio (1995), "[Oggi] il nemico della
democrazia, non è più il potere autocratico, non è più il potere di
oligarchie chiuse che perpetuano se stesse. Il nemico non è l'uomo di élite,
ma l'uomo di massa, […] costruito, come in uno stampo, dalla influenza
pervasiva, insistente ossessiva delle comunicazioni di massa. Non il signore, ma
il servo contento, contento perché non sa di essere un servo". Il nemico
non è più davanti ma, in virtù dei mass-media, è dentro la testa di ciascuno
di noi. La realizzazione di un prodotto multimediale (videoregistrazione,
ipermedia, pagine web, ecc.) da parte degli alunni può svolgere nei confronti
dei media la stessa funzione che la pubblicazione del giornalino svolgeva,
secondo Freinet, nei confronti dell'autorità della carta stampata, e
quindi fornire la possibilità di decodificare con occhio critico
l'informazione.
Se i giovani debbono assumere la responsabilità di decidere come sarà il mondo
di domani, occorre in primo luogo educarli a pensare. Di qui il mio insistere su
gli aspetti epistemologici e metodologici delle discipline, in particolare sui
principi dell'attivismo e del costruttivismo.
In questa prospettiva lo studio della Preistoria (e magari dell'Etologia) può
aiutarci, forse, a riscoprire alcuni aspetti della natura umana che abbiamo
dimenticato. E' significativo che molti testi di Preistoria terminino
interrogandosi sul futuro dell'Uomo.