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COSTRUIAMO IPERTESTI DIDATTICI

Come molti ormai sanno un ipertesto è software che consente, oltre alla consueta gestione lineare delle informazioni, la possibilità di operare una gestione non sequenziale, bensì associativa-reticolare, dei dati attraverso collegamenti (links) di vario tipo. Diventa quindi possibile avere una risposta in tutte le situazioni nelle quali si sente la necessità di interrompere lo svolgimento sequenziale ed attingere ad "altro" (chiarimenti, approfondimenti, confronti, ecc.). E' possibile, avendo un "oggetto" (testo o immagine) presente sul monitor, passare istantaneamente ad un altro "oggetto" associato, e da esso ad un altro ancora, secondo percorsi e ramificazioni che l'utente stesso, pur inesperto di programmazione, può agevolmente creare. La pluralità di piste percorribili favorisce il pensiero associativo e creativo. Le potenzialità cognitive di questi programmi fa sì che essi vadano sempre più diffondendosi nelle più diverse agenzie educative (scuole, musei, mostre, biblioteche, percorsi-studio, luoghi di ritrovo per giovani ed adulti, ecc.). La versatilità degli ipertesti ne permette un'utile applicazione in tutti i campi disciplinari, anche in quelli umanistici che fino a non molti anni fa si ritenevano preclusi all'uso del calcolatore. Nell'area storica, ad esempio, l'applicazione di un programma ipertestuale rende possibile la preparazione di Unità di Lavoro (costituite da documenti iconografici, scritti e da schede informative di vario tipo) che permettano di effettuare, anche ai ragazzi della scuola dell'obbligo, significative esperienze di ricerca passando velocemente da uno schedario informativo ad una serie di documenti e viceversa, oppure collegando vari documenti fra loro, non solo secondo l'ordine stabilito dagli autori, ma anche secondo le esigenze dei "ricercatori" (cosa limitatamente fattibile con la carta stampata).

Accanto a quest’uso "tradizionale" degli ipertesti, la comparsa sul mercato di programmi utilizzabili anche dai bambini della scuola elementare ha aperto una nuova strada ricca di potenzialità educative. Poniamo che la classe voglia sistemare il materiale raccolto durante una ricerca sul quartiere, in modo che possa essere utilizzato in futuro. Normalmente le informazioni, i dati raccolti e le loro elaborazioni sono scritti su "quadernoni" che ogni ragazzo porta a casa alla fine dell’anno scolastico. A volte la ricerca viene pubblicizzata su pannelli appesi alle pareti dell’aula. Il supporto cartaceo, però, ingiallisce, si riempie di polvere, si deteriora … Le tecnologie informatiche offrono innegabilmente dei vantaggi. Il materiale, una volta inserito nel computer, può essere stampato e portato a casa in una veste più dignitosa di quella offerta da un manoscritto illustrato con fotocopie più o meno comprensibili. Può esser mostrato sul video di un computer ai visitatori di un’eventuale mostra. Soprattutto può esser ripreso e sviluppato negli anni futuri. Ma quello che importa non è tanto il "bel prodotto" che si può ottenere, quanto, piuttosto, il percorso che i bambini compiono per realizzarlo. Infatti, se ben condotta, la preparazione di un’applicazione ipertestuale risulta un’attività ricca di stimoli, sia sul piano sociale che cognitivo.

  • Il lavoro collaborativo favorisce l’apprendimento basato su quella "interazione tra pari" a cui è stato dato grande rilievo nell’ambito delle teorie costruttuvistiche della conoscenza. (Collins A., Brown J. S., Newman S., Trad. it. 1994).

  • La realizzazione di un ipertesto, rendendo gli alunni autori di un prodotto multimediale, promuove la riappropriazione dei media. In un momento in cui questi strumenti di informazione, sempre più pervasivi, determinano pesantemente i nostri comportamenti quotidiani, ciò può favorire lo sviluppo del pensiero critico e dell’autonomia personale (Maragliano R., 1994).

  • La necessità di organizzare i contenuti per rappresentarli in ambito multimediale, sollecita modalità di pensiero analitico e relazionale ("Che cosa è importante conservare? Quali sono stati i nodi fondamentali della ricerca? Quali sono i collegamenti che è utile prevedere tra le cartelle dell’archivio?") .

  • La riflessione sul lavoro svolto fornisce, in fine, molteplici occasioni per acquisizioni metacognitive. Il problema degli apprendimenti metacognitivi (sapere come si fa a sapere) costituisce uno degli argomenti privilegiati del dibattito pedagogico attuale (Flavell J.H., 1979; Cornoldi C., 1995; Collins A, Brown J.S., Newman S. E., 1994; Ligorio B., 1996)

Il corso, che prevede una partecipazione massima di 20 frequentanti, si articolerà in due livelli.

Il primo livello che avrà la durata di dieci incontri di due ore ciascuno, si propone di mettere in grado i frequentanti di preparare una semplice Unità di Lavoro ipertestuale. A questo scopo varrà usato il software Amico, una scrivania multimediale semplificata per la creazione di ipertesti in ambiente ToolBook, facilmente gestibile anche dai bambini del secondo ciclo della scuola elementare.

Il secondo livello affronterà i problemi metodologici e didattici connessi alla costruzione di ipertesti da parte dei bambini. Avrà la durata di sei incontri di due ore ciascuno e sarà suddiviso in tre parti:

  • Nella prima parte, di carattere teorico, sarà presentata la problematica delle riflessioni meta collegate alla realizzazione degli ipertesti da parte dei bambini;

  • La seconda parte sarà dedicata alla programmazione: le classi interessate stenderanno due progetti di U.D.: una relativa allo svolgimento di un’indagine sul campo (che fornirà il materiale per la costruzione dell’ipertesto), l’altra relativa alla realizzazione dell’ipertesto;

  • La realizzazione in classe del lavoro programmato costituirà la terza parte del corso.

Oltre questi incontri è possibili concordare alcuni interventi in classe del conduttore.


NB. I frequentanti devono essere in grado di usare un word processor ed è indispensabile che si esercitino al di fuori dell'orario del corso.