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Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Partiamo dalla piazza centrale di Lozzo ed andiamo in salita tra le case. Troviamo
una strada che seguiamo a destra e scendiamo ad un incrocio nei pressi del campo
sportivo (km 0,7).
Svoltiamo a sinistra ed iniziamo a salire seguendo la strada che ci accompagnerà
fino a Pian dei Buoi.
Agli incroci restiamo sempre sulla strada principale. Arriviamo così
ad un tornante dove termina l'asfalto e, poco dopo, raggiungiamo il cartello
che ci avverte che siamo a Pian dei Buoi; a destra sorge un grande edificio
indicato sulle carte come rifugio Manarole (km 13,9).
Subito dopo l'edificio svoltiamo a destra. La strada sale e raggiunge una galleria
che attraversiamo senza difficoltà.
La strada va in discesa poi alterna salite e discese ed arriva a ruderi militari.
Proseguiamo la discesa che termina poco dopo (km 17).
La strada sale per raggiungere l'ampio piazzale antistante il forte. Una breve
salita ci porta sulla sommità (km 17,9).
Antenna, panorama e resti delle opere militari.
Dislivello: 1150 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo al piazzale del forte poi alla strada di accesso e ci
dirigiamo verso Pian dei Buoi su una strada prevalentemente in salita ma con
qualche discesina. Attraversiamo senza problemi la galleria e scendiamo decisamente
raggiungendo la strada principale (km 3,9).
Svoltiamo a destra e superiamo un breve tratto in salita. In leggera discesa
arriviamo al parcheggio del rifugio Ciareido (km 4,6).
Svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per rifugio Baion.
La strada ha un andamento di decisa discesa con qualche breve salita. In questo
modo raggiungiamo un incrocio (km 6,7). A destra una ciclabile salita di 600
metri porta al rifugio Baion; noi svoltiamo invece a sinistra.
La strada scende piuttosto ripida, poi sale leggermente e riprende a scendere,
con qualche tratto assai ripido, raggiungendo un piccolo valico (Forcella Bassa;
km 8,5).
Proseguiamo diritti in ripida salita, poi superiamo un tratto a saliscendi ed
arriviamo i località Dumella (km 9,8).
Ora la discesa diviene decisa con tratti molto ripidi. Sono in corso lavori
per cementare il fondo dei tratti più ripidi.
Trascuriamo sentieri e deviazioni varie restando sulla mulattiera principale
che perde rapidamente quota.
Prestiamo attenzione ad un incrocio a sinistra (indicazione per Lozzo; km 13,4)
che incontriamo in una zona di rimboschimento forestale.
Qui dobbiamo lasciare la strada principale, che prosegue per Domegge, e seguire
la strada che prosegue molto ripida e dissestata.
Raggiungiamo una ampia strada e vediamo a destra una chiesetta che raggiungiamo
(km 14,5; Madonna della Neve).
Abbandoniamo la strada e raggiungiamo l'ingresso della chiesa dove svoltiamo
a sinistra in una stradina che seguiamo senza difficoltà.
La stradina termina all'incrocio con la superstrada (km 15,6) che dobbiamo attraversare
per raggiungere la strada situata sulla parte opposta.
Seguiamo questa strada che ci porta in centro a Lozzo (km 16,9).
Dislivello: 1300 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: troppo ripida per la salita.
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Dal rifugio scendiamo la ripida stradina ed arriviamo al parcheggio a Pian dei
Buoi (km 1,2).
Andiamo diritti per qualche centinaio di metri; quando troviamo il varco nel
recinto del bestiame, a sinistra, svoltiamo e seguiamo una mulattiera che scende.
Una breve salita ci porta all'inizio della discesa. Scendiamo nel bosco superando
qualche tratto ripido. Quando incontriamo un tabià sulla destra ci troviamo
a Forcella Bassa (km 3,7).
Dobbiamo abbandonare la strada e svoltare nettamente a sinistra in una poco
visibile stradina che subito inizia a scendere (palo segnaletico, segnavia 29)
entrando in val Poorse.
Entriamo in una zona devastata dal taglio del bosco. Alberi e rami intralciano
il percorso, il sentiero è scomparso e scendiamo lungo la pista di trasporto
del legname, dissestata, fangosa e ripida.
Finalmente raggiungiamo una radura al termine dei lavori forestali (km 5,9).
La strada diviene ottima per fondo e larghezza. Superiamo un tratto asfaltato
e continuiamo a scendere fino ai Tabià da Rin. Attraversiamo un ponte
e proseguiamo in leggera salita raggiungendo un guado.
Al di là del fiume troviamo la strada asfaltata che percorre tutta la
val da Rin (km 9,7).
La seguiamo in discesa e raggiungiamo la SS 48 (km 13,7). Svoltiamo a destra
per Auronzo il cui centro si trova a 6 km circa.
Dislivello: 1100 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: inutilizzabile in salita finchè dureranno le operazioni
forestali.
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Dal centro di Auronzo (municipio) seguiamo la SS 48 in direzione di Cortina.
Superata Giralba incontriamo a destra la strada della val Marzon (km 7,5; pista
invernale di slittino). Svoltiamo e saliamo lungo la larga strada asfaltata.
Superato un ponte vediamo a sinistra (km 11) una mulattiera e le indicazioni
per il rifugio.
La stradina sale nel bosco ed è caratterizzata da tornanti alternati
a lunghe diagonali con pendenza non eccessiva.
Incontriamo alcuni tratti danneggiati dalle alluvioni che dobbiamo superare
a piedi.
Un'ultima diagonale più impegnativa porta ad un ripiano dal quale superiamo
la salita che porta a Forcella Maraia, a qualche metro dal rifugio (km 20).
Dislivello: 1240 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni:
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Dal centro di Pieve andiamo in salita seguendo le indicazioni stradali per l'Ospedale
e per Pozzale.
Raggiunta la piazza di Pozzale (km 1,9) imbocchiamo la strada che sale a destra
(indicazioni per i rifugi).
Passiamo a fianco della chiesa ed usciamo dal paese. Arriviamo ad un bivio (km
2,4) dove svoltiamo a destra.
La strada è asfaltata e procede senza eccessiva pendenza mantenendosi
alta sulla val Oten. Nei pressi del rifugio la pendenza aumenta ed arriviamo
a Prapiccolo superando un tratto ripido. Qui termina l'asfalto (km 6).
La strada prosegue e diviene ripida mulattiera che costringe a percorrere qualche
tratto a piedi.
Poi termina anche la mulattiera ed il percorso prosegue su un ripidissimo sentiero.
Dopo qualche centinaio di metri la pendenza diminuisce ed ormai siamo nei pressi
della forcella.
Arriviamo alla Forcella Antracisa dove sorge il rifugio Pancera (km 7,7).
Superiamo il rifugio e svoltiamo a destra. La strada riprende a salire e presenta
ancora qualche difficoltà soprattutto a causa del fondo dissestato.
Comunque usciamo in breve sul prato che circonda il rifugio Antelao (km 9,2).
Dislivello: 920 m.
Ciclabilità: 91%
Osservazioni:
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Dal centro di Pieve andiamo in salita seguendo le indicazioni stradali per l'Ospedale
e per Pozzale.
Raggiunta la piazza di Pozzale (km 1,9) imbocchiamo la strada che sale a destra
(indicazioni per i rifugi).
Passiamo a fianco della chiesa ed usciamo dal paese. Arriviamo ad un bivio (km
2,4) dove svoltiamo a sinistra.
La salita è subito molto ripida ed asfaltata. Poco dopo l'asfalto termina
ma la pendenza resta sostenuta ed il fondo dissestato costringe a superare qualche
tratto a piedi.
Con numerosi tornanti raggiungiamo il punto più alto, nei pressi della
vetta del monte Tranego (piccolo edificio in legno; km 7,3).
Proseguiamo in discesa ed arriviamo rapidamente alla Forcella Antracisa dove
sorge il rifugio Pancera (km 8,5).
Superiamo l'incrocio andando diritti. La strada riprende a salire e presenta
ancora qualche difficoltà soprattutto a causa del fondo dissestato.
Comunque usciamo in breve sul prato che circonda il rifugio Antelao (km 9,9).
Dislivello: 1040 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: è la più impegnativa delle tre soluzioni,
per il rifugio Antelao, che propongo.
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
All'ingresso di Valle (per chi provenga da Pieve) vediamo a destra le segnalazioni
per i rifugi.
Svoltiamo e saliamo seguendo le indicazioni stradali. Raggiungiamo la chiesa
e svoltiamo a destra uscendo dal paese.
La stradina sale nel bosco e raggiunge un tornante dove ha termine l'asfalto
(km 2,6).
Proseguiamo la salita con numerosi tornanti ed arriviamo al piazzale antistante
il rifugio Costapiana (km 7,4) dove la strada termina.
Saliamo a destra del rifugio seguendo la mulattiera. Il fondo peggiora mentre
aumenta la pendenza. Superati alcuni tornanti il sentiero prosegue con una lunga
diagonale che porta ad un bivio segnalato (km 10,1). A sinistra variante.
Proseguiamo in discesa adottando qualche cautela a causa del ripidissimo pendio
sottostante. La discesa termina su una strada (km 11,4) ad un centinaio di metri
da Forcella Antracisa.
Svoltiamo a sinistra. La strada sale e presenta ancora qualche difficoltà
soprattutto a causa del fondo dissestato.
Comunque usciamo in breve sul prato che circonda il rifugio Antelao (km 12,7).
Dislivello: 1050 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni: è in corso la "sistemazione" della strada,
operazione che forse si concluderà con la solita colata di catrame.
Variante 9.1: al bivio svoltiamo a sinistra e proseguiamo la salita con
qualche difficoltà. Costeggiamo la base della chiesa e raggiungiamo un
incrocio dove svoltiamo a sinistra. In pochi metri arriviamo nei pressi della
chiesa (km 0,8). Consigliabile per il panorama. Del tutto sconsigliabile è
invece proseguire da qui direttamente verso il rifugio: il sentiero è
stretto, ripido e dissestato. Molto meglio tornare indietro.
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Da Passo Tre Croci scendiamo verso Cortina seguendo la mulattiera che costeggia,
sulla sinistra, la SS.
Arriviamo velocemente al piazzale degli impianti di salita di Rio Gere (km 1,3).
Prendiamo la strada che sale a sinistra, inizialmente ripida. Superiamo la stazione
di partenza di una seggiovia e continuiamo a salire sulla larga strada di servizio
degli impianti di sci.
La strada presenta alcuni tratti ripidi e poco ciclabili e sale con qualche
tornante incontrando varie stazioni di seggiovie.
Infine usciamo sul piazzale di arrivo della funivia Faloria (km 5,7).
Proseguiamo sulla sinistra seguendo la strada che sale al rifugio Tondi che
raggiungiamo con un tratto a spinta (km 7,6).
Ancora una breve salita ed usciamo sul piazzale di arrivo della seggiovia (km
8).
Dislivello: 670 m.
Ciclabilità: 83%
Osservazioni:
Aggiornamento: 7/2002
Descrizione.
Iniziamo al parcheggio situato in Alta Val Boite, dopo Fiames e prima di salire
a Podestagno, raggiunto deviando a sinistra dalla SS 51 in una stradina che
conduce in circa 1 km al parcheggio. Fin qui possiamo salire in bici da Cortina
seguendo il percorso ciclabile che costeggia il Boite.
Attraversiamo la sbarra andando prima in leggera salita e poi in discesa. Attraversiamo
due ponticelli ed arriviamo in località Pian di Loa dove termina l'asfalto;
andiamo a sinistra attraversando un ponte (km 1,7).
Saliamo costeggiando il Rio di Fanes ed arriviamo allo spettacolare Ponte Alto
(km 3).
Poco dopo troviamo il bivio con la Val Travenanzes e proseguiamo a destra.
La strada sale alternando tratti ripidi ed impegnativi ad altri poco pendenti.
Una ripida salita termina nei pressi del Lago di Fanes (km 7,2) dove la strada
prosegue pianeggiante.
Superiamo una sbarra in località Pantane (km 7,8), poi la strada si impenna
con due ripide salite che ci portano ai pascoli della Malga Fanes Grande.
Proseguendo in salita arriviamo nei pressi della malga, adibita a ristoro (km
10,7). Lasciamo la mulattiera che scende a Valparola e percorriamo un breve
tratto in discesa; superiamo poi una ripida salita che conduce al Lago Limo
(km 12).
Dopo qualche centinaio di metri superiamo il poco avvertibile Passo Limo (km
12,5) oltre il quale la strada scende in Val Marebbe al vicino rifugio Fanes.
Dislivello: 860 m.
Ciclabilità: 96%
Osservazioni: