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Alpi Liguri
- Traversata Limone-Monesi
- Giro del monte Alpet
- Discesa dal monte Alpet a S.Giacomo
- Salita da Bossea al monte Malanotte
- Salita da Frabosa Soprana al monte Malanotte
- Salita al monte Alpet, via Pra
- Salita da Castellar a Fontana Cappa
- Discesa da Fontana Cappa a Boves
- Raccordo monte Alpet - Colle Navonera
- Salita al monte Alpet da S.Giacomo
- Salita a Cima Robert da Bossea
- Salita a Cima Robert da S. Giacomo
- Salita da Prea al colle Pigna
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- Discesa dal Passo del Duca
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- Discesa diretta dal rifugio Manolino a Valcasotto
- Discesa dal Manolino a Valcasotto
- Salita al rifugio Mondovì
- Salita da Bossea a Costa del Zucco
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- Discesa dal Colle Goderie a Vernante
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- Discesa dal gias Mascarone a Certosa
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- Discesa dai tralicci a Boves
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- Discesa dal monte Moro a Frabosa
- Traversata Colla del Prel - rif. Mondovì
- Salita alle Rocce della Scregna da Andonno
- Salita da Tende al Col di Tenda
- Discesa dal Col di Tenda a Tende
1 - Traversata da Limone a Monesi
Aggiornamento: 6/2001
Percorso.
Partiamo dalla stazione di Limone e saliamo verso il confine utilizzando
la strada statale.
E' un tratto abbastanza fastidioso a causa del traffico. Arriviamo a pochi metri dal confine e svoltiamo a destra (km 7). La salita conduce al grande piazzale di Limone 1400 (km 8).
Proseguiamo diritti seguendo la strada che sale nei prati. La strada è vietata al traffico ma si mantiene asfaltata. Saliamo con ampi tornanti fino ad arrivare alla sbarra del confine dove termina l'asfalto (km 14).
Svoltiamo subito a sinistra su una larga strada sterrata ed arriviamo ad un'altra sbarra che superiamo entrando in Italia (km 15,5).
Proseguiamo in salita, poi scendiamo ad attraversare il torrente e risaliamo a raggiungere l'arrivo della seggiovia (km 17,5).
Proseguiamo in salita, superiamo l'arrivo di uno ski-lift ed affrontiamo due tornanti
che ci portano al Colletto Campanin (km 19).
Scendiamo dalla parte opposta attraversando la testata di due vallette. Arriviamo al Colle della Perla (km 22) che lasciamo a destra per salire diritti.
Superati i pendii settentrionali della montagna attraversiamo una gola rocciosa
e scendiamo al colle della Boaria (km 24) entrando in Francia.
La discesa prosegue ancora un po' e poi ricominciamo a salire un tratto piuttosto
sconnesso. Arriviamo a superare la gola degli Scevolai e scendiamo con qualche
tornante sul Piano Ambrogi (km 29).
Proseguiamo in leggera discesa e poi saliamo al Colle del Lago dei Signori (km 31).
Proseguiamo sulla strada che sale ad attraversare il versante nord di Cima Pertega.
Raggiunta la quota massima iniziamo la discesa: superato il crinale est del monte
scendiamo al Colle delle Selle Vecchie (km 35,8) che rimane poco in alto a destra.
La discesa prosegue sconnessa ancora per poco, poi la strada diviene facile ed attraversa con poco dislivello l'intero bosco della Navette.
Girato un ultimo costone ci affacciamo sulla valle di Monesi.
Proseguiamo in falsopiano e, superata la margheria di Loxe, raggiungiamo un bivio (km 50).
Andiamo a sinistra, in discesa, su fondo in cemento. La strada scende fino a Monesi (km 57).
Dislivello: 1650 m, in discesa 1250 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Grande e bella traversata. La neve è presente fino a metà giugno, ma rappresenta un pericolo solo quando copre la strada in tratti esposti (tratto Colle della Perla-Colle della Boaria; Colle dei Signori-Colle delle Vecchie)
Difficile l'organizzazione logistica. Il rifugio don Barbera al Colle dei Signori è chiuso e le chiavi sono a Case Nava.
Non credo vi siano alberghi a Monesi e neppure a Piaggia.
Nel caso ripercorriate a ritroso lo stesso itinerario potreste rischiare e salire in macchina fino alla sbarra di confine, ma se vi becca la Finanza...
Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di scendere in Francia e prendere il treno da Tende per Limone.
Per il percorso in senso contrario vedi questa pagina
2 - Giro del monte Alpet
Aggiornamento: 5/2002
Descrizione.
Dalla Chiesa di S.Giacomo di Roburent andiamo in salita in direzione di Serra
e degli impianti di sci.
Lasciamo a destra la strada che sale ai Cardini e proseguiamo in discesa raggiungendo
il piazzale di partenza della seggiovia e salendo poi alle prime case di Serra.
Facciamo attenzione ad una stradina sterrata che va a destra con indicazione
per il santuario dell'Assunta (km 4,1).
Svoltiamo a destra e poi a sinistra al primo bivio. La strada si inoltra nella
valle con andamento quasi pianeggiante.
Trascuriamo tutte le deviazioni che incontriamo restando sull'evidente strada
principale.
In discesa arriviamo ad incrociare una strada maggiore (km 8) dove svoltiamo
a sinistra scendendo al ponte Murato (km 8,3).
Superato il ponte la strada sale piuttosto ripida. All'unico incrocio andiamo
diritti e raggiungiamo la strada provinciale (km 9).
proseguiamo in salita e raggiungiamo le case di Valcasotto. In corrispondenza
della piccola piazza vediamo una strada che scende a destra (indicazioni per
colle Navonera).
Svoltiamo e scendiamo ad un incrocio dove andiamo a destra ed incontriamo due
ponti in successione; poi la stradina asfaltata inizia a salire.
Guadagnamo quota con qualche tornante, poi la pendenza diminuisce. Proseguiamo
raggiungendo una frazione (borgata Selvatici; km 13,1).
Superiamo ancora un paio di tornanti e raggiungiamo la chiesetta di S. Lorenzo
(km 13,7).
proseguiamo in salita raggiungendo un evidente bivio con numerose indicazioni
(km 13,9).
Svoltiamo a destra. La strada effettua una lunga diagonale portandosi sotto
il Colle poi sale a tornanti e raggiunge il valico di Navonera (rifugio; km
15,7). Qui termina la parte impegnativa dell'itinerario.
Passiamo a fianco della casa per ferie salendo ancora per qualche centinaio
di metri (ruderi del rifugio) poi iniziamo la discesa.
La strada scende ripida e dissestata con numerosi tornanti nel bosco. Al primo
tornante variante a destra.
Al termine della ripida discesa incontriamo un'ampia strada sterrata (km 18,2);
svoltiamo a destra. Andiamo con piacevole percorso quasi pianeggiante attraverso
il versante occidentale della montagna.
La strada termina in una stradina asfaltata che seguiamo a sinistra, in discesa,
per circa 100 metri.
Siamo in vista delle case di Pra di Roburent quando svoltiamo a destra prendendo
una sterrata che sale leggermente.
Questa strada mantiene l'andamento turistico e sale leggermente fino a raggiungere
un panoramico crinale in località Vernagli (rifugio; km 25,4).
Superato il crinale iniziamo a scendere attraversando il versante settentrionale
dell'Alpet. La strada è comoda e veloce ma attenzione alle auto.
Ormai nei pressi di S.Giacomo la strada diviene asfaltata (km 31,1). Con un
breve tratto in salita raggiungiamo la provinciale in paese (km 31,5).
Dislivello: 800 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: bel giro non troppo impegnativo.
Variante: difficile e sconsigliabile.
Iniziamo la discesa dopo il Colle della Navonera. Al primo tornante a sinistra
svoltiamo a destra in un sentiero che diventa subito difficile (ripido, tornanti,
foglie e rami). Dopo 700 metri superiamo un ruscello ed il sentiero diventa
più facile. Dopo un tratto disturbato dalla vegetazione usciamo sul pascolo
nei pressi di un rudere.
Il sentiero diventa una traccia sempre meno visibile e termina a case Gore (km
1,8).
Se proseguissimo senza perdere quota dovremmo affrontare una disagevole traversata
nei prati senza sentiero, é meglio scendere ai sottostanti Tetti Roadin
cercando di sfruttare le tracce quando ci sono.
A queste case troviamo una stradina che scende a tornanti e raggiunge l'asfalto
a case Patelle.
Senza altri problemi scendiamo fino alla grande strada del percorso principale
all'incrocio di PRA di Roburent.
3 - Discesa dal monte Alpet a S.Giacomo
Aggiornamento: 5/2002
Descrizione.
Dalla croce di vetta raggiungiamo la stazione di arrivo della seggiovia.
Seguiamo la strada campestre che prosegue nel pascolo mantendoci sul crinale
senza prendere le piste di sci che scendono a destra ed a sinistra.
Attraversiamo un rado bosco e raggiungiamo una spalla dove incontriamo tre percorsi
(km 1).
Svoltiamo a destra su una strada sterrata ripida ma larga.
Scendiamo incrociando più volte le piste di sci ed arriviamo rapidamente
alla larga sella del passo Croce Cardini (km 2,4) dove arriva la strada asfaltata.
Ad iniziare dalla nostra destra vediamo: la sterrata per Serra, la strada asfaltata,
la sterrata che sale al Colmè, la sterrata che scende a S.Giacomo.
Imbocchiamo quest'ultima che scende larga e comoda. Al termine della discesa
siamo in prossimità della partenza degli impianti sciistici; ci teniamo
a sinistra ed arriviamo ad una sterrata pianeggiante.
Seguendola arriviamo rapidamente alla prime case di S.Giacomo (km 4,6) poi alla
strada provinciale ed al centro del paese (km 5).
Dislivello: 600 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: troppo ripida per la salita.
4 - Salita da Bossea al monte Malanotte
Aggiornamento: 5/2002
Descrizione.
Da Bossea proseguiamo risalendo la valle. La strada sale e raggiunge Fontane
(km 2,5).
Proseguiamo sulla strada asfaltata che continua a salire. Lasciamo a destra
la strada per Vinè (km 4,1) e raggiungiamo un ponte, poi proseguiamo
la salita senza altre incertezze.
Arriviamo ad un valico (km 8,9) dove ha termine l'asfalto e proseguiamo in discesa.
La strada attraversa la testata della valle alternando salite e discese, poi
sale alla Colla del Prel (km 12,3) dove troviamo l'asfalto.
Andiamo verso destra, in salita tra i palazzoni di Prato Nevoso. Con qualche
tornante ci eleviamo finché raggiungiamo la vetta del monte Malanotte.
Stazione di arrivo degli impianti di Frabosa (km 14,5).
Dislivello: 970 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: molto asfalto, non molto interessante.
5 - Salita da Frabosa Soprana al monte Malanotte
Aggiornamento: 5/2002
Descrizione.
Dalla piazza centrale di Frabosa andiamo in salita seguendo le indicazioni per
la caserma dei Carabinieri. Di fronte alla caserma (km 0,6) prendiamo la strada
che sale a destra. Attraversiamo le piste di sci in un sottopasso e proseguiamo
in ripida salita arrivando al termine dell'asfalto.
La strada prosegue evidente e le strade laterali sono evidentemente fuorvianti.
Usciamo dal bosco nei pascoli, raggiungiamo la strada che arriva da Bossea e
la Colla del Prel (km 7,2) dove troviamo l'asfalto.
Andiamo verso destra, in salita tra i palazzoni di Prato Nevoso. Con qualche
tornante ci eleviamo finché raggiungiamo la vetta del monte Malanotte.
Stazione di arrivo degli impianti di Frabosa (km 9,4).
Dislivello: 880 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Variante 5.1: Alla Baita delle Stelle.
A Colla del Prel seguiamo l'itinerario principale fino all'incrocio con via
al Monte Moro a sinistra (km 0,75). Saliamo su asfalto fino al crinale poi la
strada prosegue sterrata in falsopiano. Proseguiamo in leggera salita fino a
raggiungere la stazione di arrivo della seggiovia (km 1,7).
6 - Salita al monte Alpet da Corsaglia
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
A Corsaglia attraversiamo il torrente e svoltiamo a sinistra dopo il ponte.
Dopo le case inizia una strada sterrata che costeggia il torrente con andamento
quasi pianeggiante.
Arriviamo sulla strada principale (km 2,5) e svoltiamo a sinistra per raggiungere
l'incrocio con la strada che sale a PRA
Con salita asfaltata e poco impegnativa raggiungiamo la piazza del paese (km 6,5).
Svoltiamo a sinistra e saliamo all'incrocio con la grande sterrata S.Giacomo-Bossea
(km 6,9) dove svoltiamo a sinistra.
Proseguiamo fino ad incrociare una strada che sale a destra (indicazioni per Forni
Comunitari; palo GAL 104; km 7,5).
La salita è subito ripida, ma poi si attenua. Saliamo con tornanti e qualche
tratto pianeggiante arrivando ad un gruppo di casolari.
Trascuriamo la stradina di destra e continuiamo la salita. Superata la palestra
di roccia Rocca Rosa incontriamo un bivio (km 9,7; diritti variante
6.1).
Svoltiamo a sinistra sul tratturo erboso che proviene da Vernagli e saliamo a
destra al primo incrocio.
Raggiungiamo il crinale nei pressi del Pilone S. Bernardo (km 10,6). La strada
sale a destra, adesso ripida e poco ciclabile.
Un po' a piedi ed un po' in sella saliamo nel bosco ed usciamo su una strada sterrata
dove incontriamo gli altri percorsi (km 11,7).
Saliamo sulla strada di fronte (itinerario 3 al contrario) e raggiungiamo l'arrivo
della seggiovia. La croce di vetta è ad un centinaio di metri (km 12,7).
Dislivello: 910 m.
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 36%
Osservazioni:
Variante 6.1: non particolarmente vantaggiosa.
Invece di svoltare a sinistra nel tratturo erboso continuiamo a salire sulla strada
principale. Poco dopo la salita termina e scendiamo leggermente raggiungendo un
bivio (km 0,4). Svoltiamo a sinistra e saliamo ad una cascina dove la strada termina
(km 0,7).
Saliamo nei pascoli seguendo un tratturo ripido che poi termina. Saliamo sulla
massima pendenza raggiungendo una strada (km 1,2) che, seguita a sinistra, porta
a ritrovare l'itinerario principale.
7 - Salita da Castellar a Fontana Cappa
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Da Castellar di Boves saliamo lungo la strada di fondovalle raggiungendo S.Giacomo
(km 1,3). Un centinaio di metri dopo la chiesa incontriamo un bivio dove seguiamo
la strada di sinistra in forte salita.
Sempre su asfalto saliamo rapidamente ed arriviamo ad incrociare una strada che
va a sinistra (via Bercia; km 2,6).
Svoltiamo in questa strada che diventa subito sterrata.
Continuiamo a salire, incontrando numerosi tratti asfaltati. Raggiungiamo Tetti
Filibert Soprani e saliamo sempre.
Superati gli ultimi tornanti la pendenza diminuisce ed usciamo sul prativo Colle
bercia (km 5,5).
Abbiamo una strada di fronte ed un'altra a sinistra, mentre immediatamente a sinistra
una vaga traccia di sentiero precipita nel bosco (variante 7.1).
Prendiamo la strada di sinistra che sale, all'inizio leggermente, poi con pendenza
crescente e fondo cattivo. Superiamo con difficoltà due tornanti ed il
lungo traverso verso sinistra. Dopo aver superato un ruscello la pendenza diminuisce
ed il fondo migliora. Senza difficoltà attraversiamo un boschetto e raggiungiamo
la riva di un grande torrente (km 7,2) che si lascia attraversare senza troppi
problemi.
La strada ora è in discesa e ci porta velocemente alla Fontana Cappa (km
7,5) che sgorga alla base di una roccia.
Possiamo proseguire per salire alla vicina Cappella Alpina, visibile nel bosco
di abeti di fronte.
Dislivello: 670 m.
Ciclabilità: 99.5%
Asfalto: 34%
Osservazioni:
Variante 7.1: Discesa da Colle Bercia
Da Colle Bercia scendiamo nel ripido prato situato tra la strada di arrivo e quella
che va a fontana Cappa. Tracce di vernice gialla alla partenza. Entriamo in un
fitto bosco di abeti dove troviamo un ruscello. Andando verso destra usciamo dal
boschetto e superiamo una stretta forra. Il sentiero continua stretto, dissestato,
difficile in diagonale a destra. Infine arriviamo (km 1) ad una sorgente nel bosco
dove incontriamo un sentiero che seguiamo a destra.
Con percorso nettamente più facile arriviamo ai tralicci con croce di legno
(km 2,3) dove proseguiamo con l'itinerario 8.
8 - Discesa da Fontana Cappa a Boves
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Dalla fonte iniziamo la discesa lasciando a destra la strada che sale alla Cappella.
Sulla strada corrono i ruscelli provenienti dalla fonte.
La discesa è sconnessa, in un fitto bosco di abete. Poi la strada diventa
migliore ed entriamo nella faggeta. Scendiamo con alcuni tornanti e lunghi traversi
fino ad un tornante a destra (km 1,5) dove lasciamo questa strada per prendere
quella che sale di fronte.
In piano poi in discesa arriviamo ad un largo torrente superato il quale proseguiamo
sulla strada fino ad un bivio (km 2,6).
Svoltiamo a sinistra ed arriviamo a due tralicci. Scendiamo ripidamente per un
centinaio di metri ad un bivio dove proseguiamo diritti.
La discesa è ancora sostenuta e termina ad un traliccio e ad una croce
di legno dove entriamo in un sentiero orizzontale chiamato via Grima (km 3,3).
Qui passa anche la variante 7.1 di discesa da Colle bercia, segnavia gialli.
Andiamo a destra e scendiamo a dei casolari. Prima di raggiungerli teniamo la
destra in una stradina erbosa che passa a fianco di un forno.
L'andamento è ora pianeggiante e piacevole. Con un'ultima discesa raggiungiamo
una casa (tetti Griva; km 4,7).
Pochi metri a sinistra vediamo una strada sterrata (variante 8.1). Noi invece
svoltiamo a destra in una stradina erbosa che scende costeggiando l'edificio.
Dopo qualche metro incontriamo un bivio dove andiamo a sinistra. La discesa porta
ad un casolare e poi ad una strada che seguiamo in discesa.
Raggiunto il ruscello in fondo alla valle svoltiamo a sinistra (km 5,4).
La strada costeggia il rivo ed arriva all'asfalto, alle porte di S.Giovenale.
Qui svoltiamo a sinistra in un'ampia sterrata (km 6,5).
La sterrata termina su una strada asfaltata (loc. Colletto; km 7,2) che collega
Boves con Peveragno.
Svoltiamo a sinistra e scendiamo velocemente a Rivoira. Attraversiamo il paese
incontrando la strada per Castellar (km 8,9). Siamo alla periferia di Boves.
Dislivello: 670 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 20%
Osservazioni: solo discesa. Incontriamo numerose e belle sterrate,
tutte possibili varianti su Peveragno.
Variante 8.1: Arrivati a tetti Griva svoltiamo a sinistra
ed entriamo sulla sterrata. La seguiamo verso sinistra, in piano tra i castagni.
Poco dopo la strada inizia a scendere ed arriva a Tetti Frangè dove diventa
asfaltata. La discesa prosegue fino a Castellar (km 2,2).
9 - Raccordo monte Alpet - Colle Navonera
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Scendiamo a sinistra della vetta seguendo una stradina forestale. Dopo il primo
tratto di discesa lasciamo questa strada per svoltare a destra. Proseguiamo nel
bosco fino ad incontrare un buon sentiero che seguiamo a sinistra.
Il percorso presenta due salite poi scende decisamente fino ad un bivio. Tenendo
la sinistra passiamo dietro alla casa per ferie ed usciamo sul colle.
Dislivello: 200 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto:
Osservazioni: Potrebbe essere usato anche in salita, con qualche
tratto poco ciclabile. Farà parte della traversata da Cima Robert a S.Giacomo,
non ancora descritta.
10 - Salita al monte Alpet da S.Giacomo
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Dalla chiesa saliamo in direzione degli impianti di sci, ma dopo 100 metri svoltiamo
a destra (negozio di alimentari) in una strada in discesa, itinerario 2 al contrario.
Ad un incrocio prendiamo la sterrata pianeggiante a sinistra. Seguiamo lungamente
questa larga strada che attraversa il versante della montagna.
Arrivati ad un incrocio (km 5,8; 200 metri prima di arrivare al rifugio di Vernagli)
svoltiamo a sinistra.
La strade sale piuttosto ripida, ma poi la pendenza diminuisce e saliamo piacevolmente
nel bosco. Una brevissima discesa ci porta ad incrociare una stradina che proviene
da sinistra (km 7,1; variante 10.1).
Continuiamo la salita passando di fronte ad una cappella. Il percorso raggiunge
un poco visibile bivio (km 8,8) dove dobbiamo svoltare a sinistra (in comune con
l'itinerario 6) per salire al visibile e vicino Pilone di S.Bernardo.
La strada sale a destra, adesso ripida e poco ciclabile.
Un po' a piedi ed un po' in sella saliamo nel bosco ed usciamo su una strada sterrata
dove incontriamo gli altri percorsi (km 10).
Saliamo sulla strada di fronte (itinerario 3 al contrario) e raggiungiamo l'arrivo
della seggiovia. La croce di vetta è ad un centinaio di metri (km 11).
Dislivello: 620 m.
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 1%
Osservazioni:
Variante 10.1: nettamente più difficile del
percorso originale.
Partiamo dal valico Croce Cardini. Di fronte alla strada asfaltata di arrivo parte
una stradina in discesa dal fondo erboso, poco evidente. La seguiamo, inizialmente
in discesa, poi in salita. Al bivio scendiamo a destra su un tratto dissestato.
Il sentiero prosegue nel bosco. Agli incroci teniamo la sinistra ed arriviamo
ad incrociare una strada forestale.
Svoltiamo a sinistra. Dopo un percorso discensivo dobbiamo superare una ripida
salita, poi usciamo sul crinale dove incontriamo il percorso principale (km 6).
11 - Salita a Cima Robert da Bossea
Aggiornamento: 5/2003
Descrizione.
Dal centro di Bossea attraversiamo il ponte e saliamo sulla strada asfaltata.
La pendenza è sostenuta mentre saliamo superando alcune borgate.
Rimaniamo sulla strada principale fino ad un bivio (km 2,9) dove lasciamo l'asfalto
che sale a destra e proseguiamo nella sterrata di fronte a noi.
La salita prosegue con numerosi tornanti e porta ad un evidente incrocio con la
strada per Vernagli (km 3,8). Svoltiamo a destra. La salita prosegue ed attraversiamo
la testa della valle fino ad un netto tornante a sinistra (km 8).
La pendenza è ora forte. Usciamo faticosamente dal bosco ed arriviamo alle
costruzioni dell'alpe di Roburent (km 8,6).
Il tratturo prosegue diritto sulla massima pendenza troppo ripido per la bici.
Arriviamo ad un abbeveratoio dove la pendenza diminuisce sul tratturo che si dirige
ora verso destra.
Proseguiamo in sella fino a quando possibile poi lasciamo il tratturo per salire
a sinistra, tagliando per i pascoli ed i rododendri fino ad un poco accennato
tratturo che corre sulla cresta. Lo seguiamo a destra arrivando a pochi metri
dalla vetta (km 10). Sulla vetta tracce di un campo trincerato.
Dislivello: 1000 m.
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 30%
Osservazioni:
12 - Salita a Cima Robert da S. Giacomo
Aggiornamento: 5/2003
Descrizione.
Dalla chiesa saliamo in direzione degli impianti di sci, ma dopo 100 metri svoltiamo
a destra (negozio di alimentari) in una strada in discesa, itinerario 2 al contrario.
Ad un incrocio prendiamo la sterrata pianeggiante a sinistra. Seguiamo lungamente
questa larga strada che attraversa il versante della montagna.
Arriviamo ad una costruzione (rifugio Maddalena; km 6) dove passiamo sull'altro
versante.
La strada prosegue alta sulla Val Corsaglia ed arriva ad un bivio con la strada
asfaltata che sale da PRA (km 10).
Proseguiamo diritti ed andiamo a destra al bivio successivo. Superate case Funde
il fondo peggiora un poco.
La pendenza aumenta mentre la strada sale per attraversare il pendio roccioso
di Rocca Brusetti. Poco dopo raggiungiamo l'incrocio con la strada che sale da
Bossea (km 15,6).
In comune con l'itinerario 11 proseguiamo ed attraversiamo la testa della valle
fino ad un netto tornante a sinistra (km 19,8).
La pendenza è ora forte. Usciamo faticosamente dal bosco ed arriviamo alle
costruzioni dell'alpe di Roburent (km 20,5).
Il tratturo prosegue diritto sulla massima pendenza troppo ripido per la bici.
Arriviamo ad un abbeveratoio dove la pendenza diminuisce sul tratturo che si dirige
ora verso destra.
Proseguiamo in sella fino a quando possibile poi lasciamo il tratturo per salire
a sinistra, tagliando per i pascoli ed i rododendri fino ad un poco accennato
tratturo che corre sulla cresta. Lo seguiamo a destra arrivando a pochi metri
dalla vetta (km 21,8). sulla vetta tracce di un campo trincerato.
Dislivello: 850 m.
Ciclabilità: 95%
Asfalto: 2%
Osservazioni:
13 - Salita da Prea al colle Pigna
Aggiornamento: 5/2003
Descrizione.
Dallo slargo della strada all'ingresso di Prea seguiamo la larga asfaltata che
sale a sinistra.
Superiamo alcuni tornanti ed arriviamo alla chiesetta di S.Anna (km 3).
Proseguiamo nella stretta strada asfaltata a destra del santuario ed arriviamo
ad un bivio (km 3,4) dove incontriamo due strade sterrate e chiuse da sbarre.
Prendiamo la strada a destra. Saliamo con tratti ripidi, talvolta asfaltati; superiamo
alcuni tornanti restando sempre sulla strada principale agli incroci.
Andiamo diritti ad un ultimo bivio ed usciamo sul colle (km 5,8).
Svoltiamo a sinistra passando sotto ad uno ski-lift. La strada si mantiene sulla
sinistra del crinale e sale alla chiesetta (albergo; km 6,5).
Dislivello: 700 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 52%
Osservazioni:
14 - Salita al Passo del Duca
Aggiornamento: 6/2003
Descrizione.
Partiamo da Pian delle Gorre, a circa 3 km dalla Certosa di Chiusa Pesio.
Prendiamo la strada che sale a sinistra, poco prima del rifugio. Con salita costante
la larga strada arriva ad uno spiazzo (Saut; km 1,4).
Trascuriamo la ripida mulattiera che sale a sinistra per il rifugio Garelli e
proseguiamo diritti.
Arriviamo ad un doppio attraversamento del torrente, guado e ponte. La strada
inizia un lunghissimo diagonale che attraversa la foresta di abeti.
Raggiungiamo il Gias degli Arpi (fonte; km 3,7) dove svoltiamo a destra attraversando
il pascolo degradato. Sempre in salita arriviamo alla fine del traverso ed iniziamo
i tornanti.
La strada sale con numerosi tornanti alzandosi alla base delle pareti della Testa
Murtel. Un ultimo traverso ci porta qualche metro al di sopra della sella prativa
del Colle del Prel (km 7,5).
Il sentiero prosegue sul versante Marguareis per pochi metri poi ritorna sul crinale.
Non prendiamo il sentiero pedonabile, non ciclabile, che sale a sinistra, ma proseguiamo
diritti.
Effettuiamo un ultimo tornante e ritorniamo sul crinale, alcuni metri sopra al
Passo Superiore del Prel (km 8).
La parte ciclabile termina qui, ma vale di certo la pena di proseguire a piedi
fino alla caratteristica forcella del Passo del Duca. Sono circa 400 metri.
Dislivello: 960 m. La quotatura della zona è incerta. Alcune carte
danno 992 metri al Pian della Gorre, altre 1032 m. La prima mi pare improbabile
perchè mi darebbe una pendenza media del 13% per arrivare al Saut e così
non è. Ancora peggio per la Colla del Prel. La sella erbosa così
chiamata è quotata 1856, ma non è un passo a causa delle rocce sul
versante Marguareis. Invece il passaggio è più in alto (quota 1925
almeno). Le carte fanno tutte confusione e non distinguono le due posizioni. Ho
chiamato questo passo Colle Superiore del Prel e ho considerato 1030 la quota
di Pian di Gurre.
Ciclabilità: 94 %. Quasi 100% fino al Passo Superiore del Prel.
Asfalto: 0 %
Osservazioni: Bellissima salita. Dal Passo del Duca dovrebbe essere possibile
scendere al Gias dell'Ortica e risalire al rif. Morgantini ritrovando la grande
strada militare Tenda - Monesi.
15 - Discesa dal Passo del Duca
Aggiornamento: 6/2003
Descrizione.
Credo sia molto più divertente usare l'itinerario precedente anche per
la discesa. Questo itinerario è difficile e richiede qualche precauzione.
Dal Passo del Duca scendiamo all'incrocio di sentieri situato al Passo Superiore
del Prel. Nel punto più basso troviamo un sentierino che va a destra (cartelli
segnaletici; GTA).
La discesa è inizialmente facile, ma richiede attenzione a causa della
ripidezza del pendio, poi il sentiero si fa ripido e non troppo ciclabile. Scendiamo
con precauzione ed arriviamo ad una zona facile che attraversa le pietraie che
scendono dalle Rocce Scarason.
Un ultimo pezzo ripido ci porta al fondo del vallone dove incontriamo il sentiero
del Garelli (km 2,4).
Svoltiamo a sinistra e proseguiamo sul sentiero poco evidente che si destreggia
tra le rocce. Quando il pianoro termina il sentiero si fa evidente, ma ripido
e sassoso.
Con andamento più facile scendiamo ad un bel ponte e proseguiamo uscendo
dal bosco al Gias Sottano di Sestrera (km 4,6).
Con leggera salita raggiungiamo un ponticello ed iniziamo una discesa difficile
a causa della pendenza, dalle rocce e dai manufatti di difesa dal ruscellamento.
Arriviamo ad uno slargo dove incontriamo una strada (Saut; km 5,9) che seguiamo
in discesa, ormai fuori dalle difficoltà.
La bella discesa termina sull'asfalto in località Pian di Gurre (km 7,3).
Dislivello: 960 m in discesa. Vedi note all'itinerario precedente.
Ciclabilità: 84%
Asfalto: 0%
Osservazioni: solo discesa. Tutto impegnativo e difficile.
16 - Discesa da Cima Robert a Valcasotto, via Navonera
Aggiornamento: 5/2004
Descrizione.
Scendiamo dalla vetta in direzione nord seguendo la traccia di ruote, erbosa,
che segue il crinale.
Dopo circa 250 metri la traccia lascia il crinale per scendere verso sinistra
e si mantiene abbastanza visibile in mezzo ai rododendri.
Giungiamo nei pressi dell'unica roccia che spunta dal pendio e che sembra un grande
ometto di segnalazione (km 0,7). Scendiamo poche decine di metri ed incontriamo
un sentiero che va a destra (talvolta cartello con indicazione: Strada dei Cannoni).
Svoltiamo nel sentiero, all'inizio pianeggiante e facile. Scendiamo nel bosco
ed attraversiamo una zona di sorgenti che in parte hanno travolto il tracciato.
La discesa aumenta la pendenza e scendiamo con precauzione per la grande quantità
di rami sul sentiero. Raggiungiamo la Colla del Giassetto (km 2,2).
Il sentiero ora sale un tratto ben poco ciclabile e prosegue con vari saliscendi,
poi scende ad una colla (km 3).
Proseguiamo in discesa a sinistra, poi ancora saliscendi fino ad una discesa che
ci porta ad incontrare una sterrata (km 4).
Superiamo una breve salita e poi proseguiamo in decisa discesa che termina alla
grande chiesa Madonna delle Nevi al Colle della Navonera (km 4,6).
Proseguiamo sulla destra entrando sulla strada principale percorsa dall'itinerario
2.
Scendiamo con veloci tornanti poi attraversiamo il versante della montagna con
una lunga diagonale poco pendente.
Raggiungiamo così un bivio (km 6,15) dove svoltiamo a sinistra e continuiamo
a scendere superando la chiesetta di S. Lorenzo. Poco dopo la strada si fa asfaltata
e scende ripida fino al fiume. Un'ultima salita ci porta sulla strada provinciale
e alle case di Valcasotto (km 10,2)
Dislivello: 930 m in discesa.
Ciclabilità: 96%
Asfalto: 33%
Osservazioni: solo discesa. Molto disturbata dai rami abbattuti dalle abbondanti
nevicate. Sconsigliabile.
17 - Discesa da Cima Robert a Valcasotto, diretta
Aggiornamento: 5/2004
Descrizione.
Scendiamo dalla vetta verso nord seguendo la traccia erbosa di ruote che si mantiene
presso al crinale.
Dopo circa 250 metri la traccia inclina verso sinistra. La lasciamo ed andiamo
a destra raggiungendo il bordo del ripiano.
Sotto di noi vediamo un alpeggio (vasche dell'acqua, costruzione). Iniziamo la
ripida discesa direttamente sulla massima pendenza. Vi è un sentierino,
un po' a sinistra per chi scende, ma non è molto visibile.
Dopo una cinquantina di metri arriviamo sul tracciato di una vecchia mulattiera,
ora coperto dall'erba. Possiamo seguirlo verso sinistra e scendere con due lunghe
diagonali (oppure seguire il sentiero, ora più visibile, che scende tagliando
i tornanti).
Arriviamo alla casa (km 1,2) dove incontriamo la strada di servizio.
La strada perde rapidamente quota con alcuni tornanti e raggiunge un bivio (km
2,4) dove andiamo a sinistra proseguendo la discesa nella strada nel bosco.
Senza difficoltà arriviamo al bivio per il Colle della Navonera (km 6)
e la vicina chiesetta di S. Lorenzo. Poco dopo la strada si fa asfaltata e scende
ripida fino al fiume. Un'ultima salita ci porta sulla strada provinciale e alle
case di Valcasotto (km 10).
Dislivello: 880 m in discesa.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 34%
Osservazioni: utilizzabile in salita, ma il ripido pendio dopo la Casera
non è ciclabile.
18 - Salita da Valcasotto al rif. Manolino
Aggiornamento: 6/2004
Descrizione.
Dal paese di Valcasotto seguiamo in salita la strada provinciale fino al passo
(Colla di Casotto; km 6,1).
Qui svoltiamo a destra nell'unica strada sterrata che sale nel bosco.
Procediamo con qualche salitella e tratti pianeggianti fino ad un bivio (km 7,8)
dove prendiamo la strada di sinistra in ripida salita. Con qualche tornante arriviamo
ad un ripiano dove troviamo un impianto di risalita (km 8,6).
La salita prosegue e diventa molto ripida e non tutta ciclabile. Superato questo
tratto la pendenza ed il fondo ci permettono di salire con poche difficoltà.
Superiamo il monte Berlino e raggiungiamo un valico (km 10,5) da cui è
ben visibile il sottostante e non lontano rifugio Savona.
La strada va a destra in leggera discesa. Affrontiamo poi una serie di ravvicinati
e faticosi tornanti che ci portano all'arrivo degli ultimi impianti di sci. Siamo
sulla Bassa di Perabruna (km 12,1).
A destra la strada prosegue in discesa. La seguiamo nella facile discesa che avviene
con lunghi traversi tra il pascolo.
La discesa termina ad un guado (km 17).
Attraversiamo il ruscello e seguiamo sempre la strada che ora sale. Dopo pochi
metri lasciamo a destra la discesa diretta e proseguiamo la salita. Superiamo
alcuni tornanti che ci portano a guadare un ruscello a qualche decina di metri
dal rifugio a cui arriviamo in leggera discesa (km 18,3).
Dislivello: 1030 m.
Ciclabilità: 99,5 %
Asfalto: 34%
Osservazioni: il rifugio è incustodito e normalmente chiuso.
19 - Discesa dal rif. Manolino a Valcasotto, diretta
Aggiornamento: 6/2004
Descrizione.
Dal rifugio seguiamo la strada di accesso, inizialmente in leggera salita, poi
in discesa.
Dopo alcuni tornanti, una cinquantina di metri prima di raggiungere il punto più
basso dove passa il ruscello, svoltiamo a sinistra (km 1,1) in una carrareccia
erbosa.
Scendiamo fino ai ruderi dall'alpeggio dove svoltiamo a destra, in una traccia
nel pascolo (qualche segnavia rosso).
Entriamo nel bosco e la discesa diviene impegnativa per la ripidezza del sentiero.
Raggiungiamo e guadiamo il ruscello (km 1,9). Dopo una cinquantina di metri usciamo
in un grande pascolo.
La traccia si fa debole, cerchiamo di stare sul margine sinistro raggiungendo
le macchie di alberi e seguendo i rari ometti.
Nel bosco la discesa riprende decisa e porta a superare il fiume su di un ponticello
(km 2,9).
Proseguiamo in riva sinistra più facilmente e scendiamo con qualche breve
tornante ad un secondo ponte (km 3,7).
Saliamo qualche metro e poi andiamo a sinistra con percorso non difficile. La
discesa aumenta gradatamente di pendenza mentre il fondo peggiora. Alcuni tornanti
difficili ci portano in riva la fiume dove proseguiamo costeggiando la riva.
Arriviamo sulla strada dell'acquedotto dove le difficoltà diminuiscono
nettamente (km 4,7).
Attraversiamo un guado (km 4,9; evitabile tramite un ponte alcuni metri prima).
La strada diviene sempre migliore ed arriviamo al ponte della Marmorera (km 5,3).
Su strada carreggiabile scendiamo all'incrocio con la strada diretta a Tagliante
(km 5,9) dove proseguiamo diritti. Saliamo leggermente a superare una spalla e
poi scendiamo al ponte (km 6,7).
In salita raggiungiamo la SP (km 7,2) e la case di Valcasotto ad un centinaio
di metri.
Dislivello: 730 m in discesa.
Ciclabilità: 85%
Asfalto: 2%
Osservazioni: presenta tratti strtti e ripidi, fate attenzione.
20 - Discesa dal rifugio Manolino a Valcasotto
Aggiornamento: 6/2004
Descrizione.
Di fronte al rifugio rintracciamo la strada a fondo erboso che si dirige in piano
verso nord. Poco dopo la strada termina nello spiazzo sottostante una chiesetta.
A destra del sentiero che sale alla chiesa ne parte un altro che scende, segnato
da tacche rosse.
Lo seguiamo raggiungendo il prato, attraversato da ruscelli, antistante ad una
costruzione. Attraversiamo i ruscelli cercando di andare a destra, in salita,
al margine del bosco. Qui ritroviamo la traccia che scende nel bosco.
Un tratto con poca pendenza attraverso bosco e radure ci porta ad un guado (km
1,5) cui segue una salita.
Una ripida discesa ci porta ad un altro guado cui segue una ripida e non ciclabile
salita. Al termine del tratto più ripido possiamo pedalare a tratti salendo
al ripiano dove sorge il prefabbricato metallico dell'Alpe di Valletta (km 2,6).
Ora le difficoltà sono terminate. Scendiamo seguendo la larga strada di
servizio che confluisce con quella che scende da Cima Robert (km 3,4).
In comune con l'itinerario 17 proseguiamo a scendere. Superiamo il bivio per il
colle della Navonera (km 6,6) e la chiesa di S. Lorenzo poco dopo la quale la
strada diventa asfaltata.
Scendiamo ai ponti di fondovallle e risaliamo a Valcasotto (km 10,4).
Dislivello: 830 in discesa.
Ciclabilità: 93%
Asfalto: 31%
Osservazioni:
21 - Salita al rifugio Mondovì
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
A Rastello scendiamo a destra senza entrare in paese ed attraversiamo l'Ellero
su un ponte. La strada sale tra i castagni e si mantiene non lontana dal torrente.
Il percorso è facile fino ad un ponte (Ponte del Sale; km 2,5) dopo il
quale la pendenza aumenta e guadagnamo quota con due faticosi tornanti.
Una breve discesa ci porta al Ponte Murato (km 4,7) dopo il quale affrontiamo
una ripida rampa.
Quando l'asfalto termina la pendenza diminuisce e proseguiamo più facilmente
fino al bivio col sentiero per la colla Bauzano (km 6,1).
Superiamo una rampa e poi un'altra (i pezzi più ripidi sono asfaltati)
poi affrontiamo due tornanti. La pendenza diminuisce e possiamo tirare il fiato
mentre saliamo dolcemente per raggiungere il punto più alto.
In leggera discesa arriviamo al parcheggio e superiamo il divieto di transito
per scendere al bel Pian Marchisio (km 10,2).
La strada attraversa il pianoro e raggiunge la salita finale. Saliamo con un paio
di tornanti lasciando a destra i sentieri per il vicino rifugio.
La strada in falsopiano raggiunge un ponticello (km 12,7). Non lo attraversiamo
ma saliamo a destra. Al termine della salita raggiungiamo in discesa il rifugio,
da questa parte visibile solo all'ultima curva (km 13,3).
Dislivello: 970 m.
Ciclabilità: 99%
Asfalto: 42%
Osservazioni:
22 - Salita da Bossea a Costa del Zucco
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
A Bossea proseguiamo sulla strada provinciale e raggiungiamo il primo tornante
(km 1,2) dove lasciamo l'asfalto per prendere la strada che corre diritta a fianco
del fiume.
La bella sterrata sale al ponte Borello, che lasciamo a sinistra, e prosegue fino
ad un grosso incrocio (km 3; Ponte del Murao).
Svoltiamo a sinistra ed attraversiamo il torrente sul guado in cemento.
La strada prosegue in moderata salita e supera la costruzione detta Stalla Rossa
(km 4) proseguendo fino al ponticello della riserva di pesca (km 4,4).
La salita diventa impegnativa e faticosamente raggiungiamo un bivio (km 4,6) dove
svoltiamo a destra.
La salita è un po' meno ripida. Saliamo nel bosco e raggiungiamo un ruscello
(km 5,9) che attraversiamo.
La strada sale con qualche tornante e qualche tratto sassoso crea problemi di
aderenza.
Superiamo un prefabbricato di lamiera (km 8,5), poi lasciamo a sinistra la strada
di un alpeggio (km 8,7).
La salita sale ancora con un tratto impegnativo e supera un primo crinale e poi
un altro dove sorge un alpeggio (km 9,5).
Inizia ora un tratto ripido e dissestato, poco ciclabile.
La strada passa presso la fontana poi si arrampica direttamente nel bosco di larici
fino ad uscire sul crinale.
Attraversiamo le alte erbe per un tratto poco pendente e poi riprendiamo a salire
con pendenza insostenibile. Raggiungiamo un prato dove possiamo di nuovo pedalare
e raggiungiamo il termine della strada che termina bruscamente nella radura (km
10,4).
Dislivello: 1080 m.
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 12%
Osservazioni:
23 - Salita da Prato Nevoso ai laghi della Brignola
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
Partiamo dalla Colla del Prel e prendiamo la stretta strada asfaltata che sale
in direzione sud. L'asfalto termina quasi subito, passiamo nei pressi di un bar
e proseguiamo a salire con pendenza contenuta.
Superata località Pian dei Gorghi (km 1,8) la pendenza aumenta e superiamo
una rampa seguita da un'altra meno impegnativa.
In falsopiano arriviamo ai rifugi Barma ed ANA (km 4,4).
Proseguiamo in leggera discesa per raggiungere il valico dove si incrociano varie
strade ed inizia il divieto di circolazione per le auto (km 4,7).
Prendiamo la strada che scende a sinistra.
In prevalente discesa raggiungiamo un bivio dove proseguiamo diritti. La discesa
presenta un breve tratto ripido, poi procede in falsopiano ed ancora scendiamo
abbastanza ripidamente per raggiungere il punto più basso (km 7,5).
Iniziamo a salire e raggiungiamo un Gias dove trascuriamo la strada di sinistra
(km 7,8). La salita si fa impegnativa sia per la pendenza che per il fondo non
sempre ottimo. Questa prima rampa termina sul ripiano di un Gias.
La salita prosegue sempre sostenuta. Un lungo traverso ci porta al ripiano dove
la strada ha termine (km 9,8).
Per raggiungere i laghi dobbiamo proseguire a piedi o sul sentiero principale
che prosegue verso sud oppure col sentiero che sale a destra.
I laghi distano circa 700 metri e 50 di dislivello.
Dislivello: 660 m.
Ciclabilità: 93%
Asfalto: 1%
Osservazioni:
24 - Salita da Roccavione al Colle Goderie
Aggiornamento: 8/2004
Descrizione.
Dalla stazione di Roccavione raggiungiamo la strada principale, svoltiamo a destra
e raggiungiamo la piazza dove svoltiamo a sinistra.
Passiamo di fronte al municipio ed alla chiesa e proseguiamo uscendo dal paese.
La strada giunge ad incrociare una strada maggiore (km 1,3) che seguiamo a sinistra
per un centinaio di metri.
In corrispondenza di una cappella svoltiamo a sinistra in via Tetti Gian di Dio.
La stradina raggiunge le case. Proseguiamo diritto ed arriviamo ad un incrocio.
Svoltiamo a sinistra e proseguiamo fino alle case di Tetti Cherro (km 2,75).
In mezzo alle case prendiamo una stradina a destra (indicazioni per S.Giacomo)
ed iniziamo quasi subito a salire.
La salita è piuttosto ripida. Superiamo alcuni ruderi e, poco dopo, incontriamo
la cappella di S.Giacomo (km 5) che precede i Tetti omonimi. Imbocchiamo la strada
a destra, pianeggiante e sterrata.
Con salita moderata attraversiamo i boschi e raggiungiamo Tetti Massa Superiori
(km 6,9).
Passiamo tra le case ed arriviamo ad un bivio dove prendiamo la stradina che sale
a sinistra.
Ad un bivio con segnalazioni svoltiamo a sinistra per Piagge, ma svoltiamo subito
dopo a destra evitando così una ripida rampa.
La strada raggiunge le pietraie sotto la grande cava e prosegue in salita fino
ad un colletto erboso dove ha termine (km 9).
Prendiamo il sentiero che scende a sinistra. Il percorso scende tagliando il bosco,
effettua un tornante e continua a scendere. Superiamo un tratto infrascato seguendo
la traccia nel prato a sinistra e ritorniamo nel solco presso un acquedotto. Ancora
in discesa ed usciamo tra le case di Tetti Chiotti (km 9,7).
Scendiamo a raggiungere la strada pianeggiante che costeggia in basso il paese.
Svoltiamo a sinistra. La strada comincia a scendere e prosegue in veloce discesa.
In corrispondenza di un tornante a destra (km 10,8) lasciamo la strada per svoltare
a sinistra in una strada minore.
In salita non eccessiva e qualche tratto pianeggiante superiamo Tetti della Colla
e raggiungiamo l'inizio dello sterrato.
Un tratto poco pendente attraversa la testa della valletta poi saliamo più
ripidamente con qualche tornante uscendo sul valico (km 16,2).
Qui è situato un cartello che recita Colla Goderie 1266 m, ma sulle carte
questo è il passo Colle di Prà Rosso 1300 m.
Dislivello: 920 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 53%
Osservazioni:
25 - Discesa dal Colle Goderie a Vernante
Aggiornamento: 8/2004
Descrizione.
Dal Colle seguiamo la strada in leggera discesa sul versante Vermenagna.
La discesa termina a pochi metri dai Tetti Goderie che raggiungiamo in salita
e proseguiamo a salire fino a superare una spalla. In lieve discesa raggiungiamo
un incrocio (km 1,2) dove andiamo a sinistra.
La discesa aumenta la pendenza ma è sempre su ottima strada. Raggiungiamo
un incrocio a pochi metri da Tetti Serre (km 3) dove continuiamo la discesa sulla
sinistra.
La discesa diventa ripida e perdiamo rapidamente quota su fondo a volte un po'
instabile.
Raggiungiamo Tetto Nuovo (km 4,8) dove incontriamo l'asfalto.
La discesa continua e termina al ponte sul torrente Vermenagna (km 6,5).
Vernante è a destra, dopo il ponte, a qualche centinaio di metri.
Dislivello: 550 m in discesa.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 31%
Osservazioni:
Raccordo 25.1: per Roccavione.
Cinquanta metri prima del ponte sul Vermenagna svoltiamo a sinistra in una stradina
sterrata che costeggia il fiume. Più avanti la strada si allarga molto,
supera l'area picnic della cappella di S. Macario e prosegue.
Lo sterrato termina sul piazzale della cava Siro. Attraversiamo il piazzale passando
sotto ai nastri trasportatori e raggiungiamo la statale (km 2,5). Da qui a Roccavione
dobbiamo seguire la SS, svoltando a destra al bivio (cartelli) per evitare la
superstrada.
26 - Salita da Bossea al Gias Traversa
Aggiornamento: 8/2004
Descrizione.
A Bossea proseguiamo sulla strada provinciale e raggiungiamo il primo tornante
(km 1,2) dove lasciamo l'asfalto per prendere la strada che corre diritta a fianco
del fiume.
La bella sterrata sale al ponte Borello, che lasciamo a sinistra, e prosegue fino
ad un grosso incrocio (km 3; Ponte del Murao).
Svoltiamo a sinistra ed attraversiamo il torrente sul guado in cemento.
La strada prosegue in moderata salita e supera la costruzione detta Stalla Rossa
(km 4) proseguendo fino al ponticello della riserva di pesca (km 4,4).
La salita diventa impegnativa e faticosamente raggiungiamo un bivio (km 4,6) dove
andiamo diritti lasciando a destra l'itinerario 22.
Dopo qualche decina di metri termina la dura salita. La strada prosegue alternando
qualche breve tratto facile con numerose rampe impegnative e raggiungiamo così
la piccola costruzione del Gias Traversa (km 6,6).
Poco dopo lasciamo a sinistra un ponticello e seguiamo a destra un tornante che
porta ad una sbarra.
Dopo la sbarra la strada aumenta molto la sua pendenza ed il fondo si fa cattivo
e mobile.
Con difficoltà superiamo un altro tornante e proseguiamo nel traverso che
taglia la montagna fino ad un guado (km 8,2).
La strada si impenna in una ripida diagonale che conduce ad un tornante, arriviamo
ad un breve ripiano dove sorge una bella sella (km 8,9). La strada prosegue tra
il rado pascolo, a tratti col fondo selciato dell'antica mulattiera.
Con salita ancora impegnativa saliamo ad un ripiano dove la strada termina (km
9,7).
Il sentiero segnalato prosegue tra le pietre in direzione del Piano Revelli, ma
non è più ciclabile.
Dislivello: 870 m.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 14%
Osservazioni:
27 - Traversata Costa del Prel-Colla del Prel
Aggiornamento: 8/2004
Descrizione.
Dall'estremità superiore del prato dove termina l'itinerario 22 torniamo
indietro per una cinquantina di metri.
A sinistra notiamo uno straccio legato ad un albero. E' l'inizio del sentiero.
Scendiamo su un tracciato pulito ed in ordine perchè viene utilizzato
dai malgari del lago della Raschera.
Il tracciato non è difficile ma qualche punto richiede attenzione a causa
del ripidissimo pendio sottostante.
Al termine della discesa segue un tratto che alterna salite e discese, poi inizia
una non ciclabile salita attraverso le pietraie. Al culmine il sentiero esce
dalle pietre in un pascolo.
La traccia si fa esile, ma basta seguire la depressione verso destra. Dopo circa
300 metri incontriamo il sentiero principale in corrispondenza di un piccolo
cartello con la scritta Sella Raschera (km 1,4).
Svoltiamo a destra e scendiamo in una valletta al cui termine inizia la bastionata
rocciosa da cui scende la cascata.
Scendiamo con difficoltà seguendo la traccia del bestiame che si è
sovrapposta al sentiero.
Infine usciamo sui prati alla base del salto ed incontriamo lo slargo dove arrivano
i camion di trasporto degli animali (km 2,4).
Le difficoltà sono finite.
Scendiamo seguendo la strada. Arrivati nel punto più basso lasciamo a
destra i sentieri (variante 27.1) ed iniziamo a salire.
La strada attraversa il versante della montagna prima in leggera salita, poi
in discesa che termina nella conca della sella Spa.
Affrontiamo la salita che inizia con un paio di curve e prosegue con una decina
di tornanti in direzione del Dente della Brignola. Passati a sud del Dente scendiamo
verso il rio della Brignola.
Una lunga diagonale ci porta a valle ed al gias (km 8,4) dove incontriamo la
strada dei laghi percorsa dall'itinerario 23 che seguiamo a ritroso.
Scendiamo a destra ed affrontiamo una ripida salitella. Con andamento meno faticoso
la strada sale lungamente attraversando la testata della valle e ci porta al
Colle della Balma (km 11,5).
A destra raggiungiamo il rifugio Balma e scendiamo poi passando per il Pian
dei Gorghi fino alla Colla del Prel (km 15,4).
Dislivello: 570 m in salita e 830 m in discesa.
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 1%
Osservazioni:
Variante 27.1. Discesa diretta a Bossea.
Assolutamente sconsigliabile! Sulla carta mi era sembrata una bella possibilità
scendere lungo il sentiero 5, che costeggia il torrente. Visto che ormai l'ho
fatta ne stendo la relazione.
Seguiamo in discesa la sterrata fino a poco prima del punto più basso
(km 1). Lasciamo la strada ed attraversiamo il ruscello poco sotto ad una sella.
Troviamo una traccia di sentiero che seguiamo a sinistra un po' in alto rispetto
al fiume.
Il sentiero supera una spalla ed entra nella valle mantenendosi alto, nel frattempo
la vegetazione si fa invadente.
Poco più avanti il sentiero scompare tra l'alta vegetazione. Cerchiamo
di scendere a sinistra facendo attenzione a pietre, rami e buchi invisibili.
Lottiamo duramente con ortiche, rododendri, lamponi rimpiangendo di non avere
una tuta completa. Arrivati nei pressi del rio andiamo a destra cercando i passaggi
possibili. Per un breve tratto il sentiero riemerge dalla vegetazione. Proseguiamo
sulla riva destra fino a quando dobbiamo scendere a guadare il torrente. Questo
passaggio è obbligatorio!
Sull'altra riva la situazione non migliora e continuiamo la lotta con le megaforbie
che cercano di soffocarci.
Dopo un centinaio di metri usciamo sull'orlo della barriera che chiude la valle.
Il sentiero è un poco più visibile ma il fondo roccioso è
scivoloso e ripido.
Con attenzione scendiamo gli stretti tornanti, meno ostacolati dalla vegetazione
formata ora in prevalenza da alte ortiche.
Finalmente raggiungiamo la base della parete e gradatamente la vegetazione si
dirada. Dobbiamo ancora attraversare un boschetto pieno di rami abbattuti poi
usciamo in una radura.
Ora i segnavia (5 bianco in campo rosso posto su paletti) sarebbero rintracciabili
ma sono disposti in modo da essere visibili solo per chi sale.
Cerchiamo di non perdere la traccia che scende nel prato ma ad un certo punto
attraversa a sinistra in un tratto finalmente ciclabile. Arriviamo così
a Sella Piagna (km 2,7).
La traccia scende ripida nel prato e raggiunge il bosco in basso a sinistra.
Siamo ora su una mulattiera che scende nel bosco e raggiunge un ponte (km 3,3).
Finalmente siamo fuori dalle difficoltà. Scendiamo su una strada sterrata
che arriva ad un guado presso le costruzioni di Stalle Bourch (km 5,3).
Su larga strada inghiaiata raggiungiamo Ponte del Murao (km 6), poi ponte Borello
e l'asfalto (km 7,6).
Bossea è a 1200 metri.
Nota: nel giugno 2005 questa variante è stata ripulita e sistemata dai
volontati CAI. Ora dovrebbe essere pecorribile. Non sarà mai facile,
ma almeno...
28 - Traversata da Vigna a Certosa di Pesio
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
Iniziamo dal parcheggio all'inizio del paese e saliamo alla chiesa seguendo la
strada provinciale.
Svoltiamo a sinistra nella strada che affianca l'edificio. Con pendenza elevata
raggiungiamo la chiesetta di S.Lorenzo (km 1) dove proseguiamo diritti.
Trascuriamo strade minori poi superiamo un ponticello con una sbarra continuando
a salire con pendenza elevata su sterrato. Trascurate altre due strade minori
continuiamo a salire raggiungendo una presa dell'acquedotto (km 3).
Lasciamo la strada e svoltiamo a destra (indicazioni; segnavia bianco/rosso) in
un sentiero all'inizio non ciclabile.
Il sentierino attraversa il bosco. E' stretto ma relativamente ciclabile. Una
breve discesa ci porta su una mulattiera (km 3,7) che seguiamo a destra.
Poco dopo la mulattiera diventa una strada forestale che esce dal bosco e scende
ad un colletto a pochi metri dalle case di Borgo Colletto (km 4,4).
Trascuriamo i sentieri a destra e seguiamo la strada tra le case. Con veloce discesa
attraversiamo Borgo Burdei e poi Borgo Cavalet.
Proseguendo la discesa troviamo l'asfalto e lo seguiamo per un centinaio di metri:
In corrispondenza di un tornante a destra lasciamo la strada e svoltiamo a sinistra.
Seguiamo una strada sterrata che sale con qualche tornante. Il fondo è
poco scorrevole a causa del terreno bagnato. Al termine della salita troviamo
un bivio (km 8,2).
Prendiamo la strada pianeggiante a destra. Il percorso è ora in leggera
discesa su ottima strada. Poi la strada diventa erbosa ed attraversa lungamente
i boschi. Nonostante la vegetazione il percorso è pedalabile tranne qualche
passaggio in corrispondenza dei ruscelli.
Anche questa stradina termina bruscamente (km 10,9) e dobbiamo procedere sul sentiero
che entra nel bosco e poi esce in un prato dove ogni traccia si perde. Avanziamo
evitando di perdere quota e, poco dopo, vediamo delle costruzione che raggiungiamo.
Si tratta della cascina S. Paolo (km 11,1). Qui troviamo la strada che seguiamo
in discesa. Tralasciamo la strada per cascina S. Michele poi quella per Gias del
Pari.
La veloce discesa diventa asfaltata quando costeggiamo le mura della Certosa.
Usciamo sulla strada per Pian delle Gorre, a qualche metro dall'ingresso (km 13).
Dislivello: 390 m in discesa, 550 in salita.
Ciclabilità: 97%
Asfalto: 15%
Osservazioni:
29 - Salita da Vigna al Gias Mascarone
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
Dal parcheggio all'inizio del paese di Vigna torniamo verso Chiusa per una cinquantina
di metri, finché incontriamo a destra una stradina con indicazioni per
Olocco.
Svoltiamo e saliamo leggermente tra le case. Dopo l'ultimo edificio la strada
inizia a salire ripida nel bosco. Con salita sostenuta e costante arriviamo allo
spiazzo dove sorge la cappella dell'Olocco (km 2,6).
Qui si incontrano numerosi sentieri: a sinistra per il Colle del Mortè,
di fronte per Lurisia, a destra per Fiolera.
Proseguiamo sull'asfalto che sale dietro alla chiesa. La salita continua ad essere
ripida. Saliamo con qualche tornante, la strada si fa sterrata e prosegue sempre
con caratteristiche simili.
Arriviamo ad incontrare un'altra sterrata (km 6,3) e svoltiamo a destra.
La pendenza comincia a diminuire mentre andiamo in diagonale a destra, poi la
strada diventa pianeggiante ed arriviamo in vista della costruzioni del Gias Mascarone
Sottano.
Lasciamo a sinistra un sentiero e passiamo sopra alle costruzioni (km 8). Guadagnamo
quota con due tornanti e raggiungiamo il gias Mascarone di Mezzo (km 8,9) dove
termina la strada.
Dislivello: 980.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 53%
Osservazioni:
30 - Discesa dal Gias Mascarone a Certosa di Pesio
Aggiornamento: 7/2004
Descrizione.
Voltiamo le spalle alla costruzione del gias e scendiamo alla vasca dell'acqua
dove svoltiamo a sinistra. Non c'è un vero sentiero. Attraversiamo la distesa
di romice scendendo in direzione di un evidente grande masso.
Al masso troviamo una traccia che seguiamo, sempre in discesa. Avanzando incontriamo
altre tracce che confluiscono nella nostra che così diventa sentiero evidente.
Il sentiero scende ad attraversare alcune sorgenti, poi sale leggermente ed arriva
ad un bivio (km 0,35) poco visibile.
Un cartello indica a destra per il vallone del Cavallo. Allora svoltiamo a destra
lasciando il sentiero che sale al Gias Mascarone Soprano.
La discesa è resa impegnativa dall'irregolarità del fondo. Passiamo
un ruscello poi saliamo un po'. Proseguiamo su un tratto più facile che
termina ad un prato.
Qui si perde ogni traccia. Scendiamo sulla massima pendenza evitando di spostarci
a destra. Raggiungiamo il bosco di larici (km 0,84) e continuiamo la discesa con
qualche traccia di passaggio.
La discesa termina su una strada che taglia orizzontalmente il pendio (km 1).
La strada inizia qui ed è il motivo per cui in discesa non dobbiamo stare
troppo a destra: in quel caso saremmo oltre l'inizio della strada e non l'avremmo
incontrata.
Seguiamo la strada, molto erbosa, che va a sinistra in leggera salita.
Dopo la salita la strada scende velocemente e raggiunge un tornante dove si allarga
e diventa pulita.
Con bel percorso nel bosco seguiamo costantemente la strada. Raggiungiamo il Gias
Sottano Baus d'Lula (km 4,3) e proseguiamo. Attraversiamo il rio su di un ponte
(km 7,4) e facciamo attenzione a lasciare la comoda strada dopo 700 metri.
Svoltiamo a destra seguendo le indicazioni sentiero naturalistico. Il facile sentiero
scende a raggiungere l'asfalto nei pressi della Certosa che raggiungiamo scendendo
a sinistra (km 8,6).
Dislivello: 820 in discesa.
Ciclabilità: 91%
Asfalto: 1%
Osservazioni: la strada che prosegue dopo l'incrocio col sentiero naturalistico
raggiunge la strada di Pian delle Gorre poco più a monte.
31 - Discesa da Colla Balma ad Artesina
Aggiornamento: 9/2004
Descrizione.
Dal valico andiamo in direzione del rifugio. Dopo pochi metri prendiamo la strada
sulla sinistra che, poco dopo si congiunge con una strada più marcata proveniente
dal rifugio. Passiamo di fronte al rifugetto ANA e seguiamo la strada che costeggia
uno skilift.
In corrispondenza con la partenza degli impianti la strada volge a sinistra e
scende con alcuni tornanti. Arriviamo ad un valico (gias con bestiame; km 2,2)
dove svoltiamo a sinistra, abbandonando la strada che prosegue verso Prato Nevoso
e superiamo un paio di metri di salita.
Scendiamo fino al fondo della valle dove superiamo il ruscello (km 3). La strada
prosegue pianeggiante e poi in salita uscendo su una pista da sci nei pressi di
un bar.
Proseguiamo in discesa a destra seguendo la sterrata che perde quota con qualche
tornante. Incrociamo una pista da sci che seguiamo a destra raggiungendo il vicino
piazzale all'inizio dei palazzoni di Artesina (km 5,5).
Dislivello: 520 m in discesa.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: -
Osservazioni: Valida soluzione anche per scendere dalla Balma a Prato Nevoso
seguendo la sterrata a destra al valico con bestiame. Si arriva al ristorante
del Rio in circa 1300 m.
32 - Discesa da Bassa di Perabruna a Colla di Casotto
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dalla Bassa scendiamo in direzione ovest in comune con l'itinerario
18.
Seguiamo la strada che scende con lunghe diagonali e molti tornanti. Giunti quasi
in fondo prestiamo molta attenzione perchè dobbiamo abbandonare questa
strada in corrispondenza di un tornante a sinistra (km 3,3).
Il punto è caratterizzato da un grosso bollo blu verniciato su una pietra
per terra.
Imbocchiamo un sentiero che scende, disturbato dalla vegetazione, e raggiunge
un ruscello. Proseguiamo su sentiero un po' migliore, superiamo una sorgente ed
incontriamo un bivio dove prendiamo il sentiero di destra.
Con percorso stretto e con qualche masso attraversiamo il bosco ed usciamo in
un prato dove dobbiamo salire qualche metro raggiungendo un crinale (km 4,1).
Scendiamo nel pascolo cercando di restare sull'ampio crinale. C'è un sentiero,
a volte ampio e a volte quasi inavvertibile.
Scendiamo senza deviare e raggiungiamo i resti di un piccolo gias raggiunto da
una stradina (km 4,6).
Scendiamo a destra seguendo la stradina oppure direttamente ed usciamo, dopo pochi
metri, su una buona sterrata.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada che non abbandoneremo più.
Il percorso scende fino a superare uno sperone roccioso (km 8,2) e poi prende
a salire attraversando i boschi del versante settentrionale del monte.
La salita termina all'incrocio dove sale l'itinerario 18 (km 11,5). Andiamo diritto
raggiungendo facilmente la Colla di Casotto (km 13).
Dislivello: 630 in discesa e 160 in salita.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: -
Osservazioni: in senso contrario potrebbe essere utilizzato per raggiungere
il rifugio Manolino, ma la salita dal termine della strada fino all'incrocio con
bollo blu è praticamente non ciclabile in salita.
33 - Salita da Boves ai tralicci
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
A Boves raggiungiamo la chiesa Madonna dei Boschi, situata fuori dal paese. Inizio.
Prendiamo la strada dietro alla chiesa e la seguiamo fino al primo incrocio dove
sorge un pilone sacro (km 0,7). Qui svoltiamo a destra e prendiamo via Rosbella
(indicazioni L21).
La strada lascia le case e comincia a salire nel castagneto con pendenze anche
elevate ma sempre su asfalto. Raggiungiamo e superiamo alcune case (km 1,5).
Il percorso alterna tratti ripidi ad altri quasi pianeggianti. Continuiamo la
salita raggiungendo un incrocio dove svoltiamo a destra entrando in via Prato
del Soglio.
Raggiungiamo alcune villette dove proseguiamo diritti. La strada sale con un tornante,
lascia alcune case e raggiunge un bivio dove inizia lo sterrato (km 5,6).
Prendiamo il ramo di destra (L21) e saliamo uscendo all'incrocio di strade detto
Prä du Söil (km 5,95).
Svoltiamo a sinistra ed imbocchiamo la strada in salita. Superiamo due tornanti
e proseguiamo con pendenza impegnativa. Trascuriamo alcune strade secondarie poi
la pendenza si attenua e raggiungiamo facilmente un altro bivio (km 7,4).
Saliamo a destra (L21) e seguiamo la strada che termina con alcuni ripidi metri
sul crinale (km 8). A sinistra sorgono i due grandi tralicci dell'alta tensione
che danno il nome alla gita.
Dislivello: 725 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 70%
Osservazioni:
34 - Discesa dai tralicci a Boves
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dal colle sotto al primo traliccio scendiamo sul versante Vermenagna. Il primo
tratto è piuttosto ripido e porta ad un bivio (km 0,15) dove andiamo diritti.
La mulattiera scende nel bosco con tratti ripidi e dissestati e termina incrociando
una stradina pianeggiante (km 1,6). Andiamo a destra uscendo sul Prä du Söil
(km 1,75).
Attraversiamo il ripiano lasciando a destra la strada che sale da Boves. La strada
è inizialmente pianeggiante, ma inizia subito a scendere.
Superiamo una borgata e proseguiamo nel pulito castagneto scendendo con ampi tornanti.
La discesa termina all'incrocio dell'asfalto in località Pilone del Moro
(km 3,6).
Attraversiamo la strada e proseguiamo sulla sterrata in leggera salita. L'andamento
si fa pianeggiante e poi discensivo e porta su una stradina (km 4,7).
Svoltiamo a destra e raggiungiamo i vicini Tetti Ramonda e un incrocio.
Prendiamo la strada che sale a sinistra. La strada porta ad un minuscolo colletto
(km 5,25). Lasciamo a sinistra i sentieri per due piloni e scendiamo superando
una breve soglia rocciosa.
La mulattiera porta ad una segheria e si allarga scendendo ripida. Rimaniamo sulla
strada principale e scendiamo ad un altro cantier della segheria (loc. Fontana
del Bandito; km 5,75).
Andiamo a sinistra. La strada scende ripida, passa presso ad una casa e raggiunge
uno slargo nel bosco con un incrocio di strade (km 6,8).
Andiamo diritto, in piano poi in rapida discesa che porta su una strada asfaltata
(km 7,4).
Seguiamo l'asfalto per cinquanta metri e svoltiamo a destra entrando in una mulattiera
che scende ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Percorriamo un bel sentiero pianeggiante nel bosco. Una breve salita ci porta
ad alcuni casolari dove troviamo una stradina (km 8,1).
Seguiamo la stradina tra le vigne poi perdiamo quota con qualche tornante ed usciamo
sull'asfalto sul fondovalle (km 9,6).
Svoltiamo a sinistra raggiungendo un incrocio. Per andare alla Madonna dei Boschi
dobbiamo svoltare a destra per 1 chilometro.
Dislivello: 780 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 13%
Osservazioni:
35 - Salita da Valcasotto alla Colla di Casotto
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dal centro del paesino di Valcasotto seguiamo in salita la provinciale per un
centinaio di metri e svoltiamo a destra nella strada asfaltata per il cimitero
(indicazioni per Rif. Manolino e per Tagliante).
Lasciamo questa strada al bivio prendendo a sinistra la salita che porta alla
Cappella di S. Rocco.
La mulattiera prosegua su fondo erboso e scarsa pendenza.
Lasciamo a sinistra una cascina e continuiamo sulla strada erbosa che si congiunge
con una strada agricola.
Proseguiamo in salita, costeggiamo la grande costruzione della Correria ed usciamo
sull'ampio piazzale (km 1,8).
Lasciamo a destra il viale per il Castello e saliamo a sinistra su asfalto. In
breve arriviamo sulla provinciale che seguiamo a sinistra per una ventina di metri.
Svoltiamo a destra in una sterrata che sale. Incontriamo un bivio dove proseguiamo
diritti.
La strada attraversa i pascoli e raggiunge le rovine di una grande cascina (La
Grangia; km 2,7).
Effettuiamo un tornante e raggiungiamo un bivio con la palina 147 del GAL (km
3).
Proseguiamo sulla destra. La strada sale e trascuriamo le numerose strade minori
che incontriamo spesso in tutto il percorso.
Superiamo Cascina delle Gombe (km 3,7) ed attraversiamo un ruscello. La salita
si fa più ripida. Guadagnamo quota con qualche tornante, superiamo ancora
i ruderi di cascina Mindino e raggiungiamo la costruzione detta Il Baraccone (km
6,5).
La strada effettua un ultimo tornante e sale ad un bivio dove teniamo la destra
raggiungendo il crinale (km 7).
La strada prosegue pianeggiante e raggiunge una sella su uno spartiacque secondario.
Trascuriamo le mulattiere laterali e proseguiamo sulla strada ora in leggera salita.
Con qualche saliscendi la strada attraversa il versante della montagna, poi scende
decisamente e raggiunge uno slargo (km 8,8).
Proseguiamo sulla sinistra e raggiungiamo il termine della nuova strada.
Affrontiamo un tratto reso difficoltoso dalla vegetazione e dalla presenza di
grossi massi ma l'andamento è pianeggiante e non faticoso.
Terminate le pietraie proseguiamo con poche difficoltà fino alla discesa
ripida che termina alla costruzione di un acquedotto (km 11,4).
Proseguiamo sull'ampia strada che porta sull'asfalto presso i condomini di Garessio
2000.
Con breve discesa raggiungiamo la Colla di Casotto (km 12,4).
Dislivello: 630 m
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 8%
Osservazioni: Vale la pena di deviare dall'itinerario per percorrere i
circa 400 metri di viale che sale al castello di Casotto.
Variante 35.1.
Dal centro del paese di Valcasotto prendiamo la salita che porta alla chiesa e
proseguiamo sulla stretta e ripida stradina asfaltata che continua l'ascesa.
La strada sale con qualche tornante nel bel bosco. L'asfalto termina presso alcune
case e la salita continua su sterrata. Raggiungiamo case Romagnoli (km 1,4) dove
proseguiamo sulla destra.
Seguiamo una stretta sterrata che sale, trascuriamo una strada che scende ed un'altra
che sale proseguendo diritti.
In leggera discesa arriviamo all'itinerario principale in corrispondenza del cartello
P147 (km 2,5).
36 - Salita da Lurisia a Cima Pigna
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dalla chiesa al centro di Lurisia scendiamo seguendo la strada principale, usciamo
dal paese andando diritti all'incrocio e raggiungiamo l'incrocio con la provinciale
(km 1,2).
Svoltiamo a sinistra e saliamo fino a raggiungere il Colle del Mortè (km
2,8).
Lasciamo l'asfalto per entrare nella sterrata che precede il ristorante (segnaletica).
La sterrata sale ad un bivio dove stiamo a sinistra e raggiunge un secondo incrocio
dove andiamo a destra.
La strada sale con una ripida rampa e raggiunge un incrocio dove continuiamo a
destra.
Raggiungiamo un ennesimo incrocio (km 4) dove seguiamo a destra l'indicazione
per la via delle cave.
Il percorso attraversa il versante settentrionale del monte ed attraversa una
zona con antichi scavi.
Un'aspra rampa costringe a scendere di sella poi la salita prosegue meno ripida
e porta sul crinale (km 5,5).
Qui incontriamo un altro sentiero e svoltiamo a destra. Avanziamo con qualche
saliscendi e raggiungiamo l'asfalto in corrispondenza della Cappella dell'Olocco
(km 7,4).
Andiamo in salita, in comune con l'itinerario 29, seguendo la ripida strada asfaltata.
In corrispondenza di un tornante l'asfalto termina e continuiamo la salita con
numerosi tornanti. Dopo l'ultima curva la strada inizia un lungo diagonale a destra
e raggiunge il Gias Mascarone Sottano (km 12,8).
Proseguiamo diritti in direzione del Gias Mascarone di Mezzo. Al secondo tornante
abbandoniamo la strada e saliamo a sinistra in un vago sentierino.
Bici in spalla saliamo il ripido pendio fino ad incrociare il sentierino che proviene
dal Gias Mascarone di Mezzo e lo seguiamo a destra.
Giunti nel valloncello sottostante alla vetta saliamo a destra per raggiungere
il crinale.
Andiamo a sinistra per raggiungere la vicina spalla dove giungono gli impianti
sciistici.
Con percorso più diretto e maggiore dislivello potremmo giungere qui salendo
direttamente dal sentiero che si distacca dalla sterrata poco prima del Gias Mascarone
Sottano.
Dislivello: 1190 m.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 34%
Osservazioni:
37 - Discesa da Cima Pigna a Lurisia
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dalla spalla sotto alla vetta ci affacciamo sul versante settentrionale ed iniziamo
la discesa seguendo i piloni dello skilift. La discesa porta all'albergo (km 1).
Lo superiamo lasciandolo a sinistra, saliamo leggermente e riprendiamo a scendere
costeggiando uno skilift.
Arriviamo alla partenza dello skilift dove incontriamo una sterrata. Svoltiamo
a sinistra e seguiamo la sterrata.
Passiamo sotto ad un ponte ed usciamo su una pista da sci. Svoltiamo a destra
e scendiamo seguendo la pista arrivando ad un crocevia (km 2,4).
Prendiamo la strada di fronte, quasi pianeggiante. La pendenza aumenta gradatamente
fino a diventare decisamente elevata.
Al termine del tratto più ripido lasciamo la pista per entrare nel bosco
su una sterrata che compie una curva e ritrova la pista più in basso.
Continuiamo la ripida discesa e la pista volge a destra raggiungendo la partenza
della telecabina (km 4,75).
Ora su asfalto proseguiamo la discesa fino a Lurisia (km 6,9).
Dislivello: 1090 m
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 31%
Osservazioni:
38 - Salita da Norea a La Turra
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
A Norea lasciamo la strada di fondovalle e svoltiamo a sinistra salendo sull'asfalto
fino alle case di Baracco (km 2,5).
Senza entrare in paese svoltiamo a sinistra in una strada che passa di fronte
ad un albergo. La strada sale con ampi tornanti e sale gradatamente fino a raggiungere
il colletto dove sorgono le poche case de Il Pin (km 4,8).
La strada prosegue, ad un bivio trascuriamo la strada a sinistra evidentemente
impedalabile e continuiamo raggiungendo un prefabbicato di lamiera (km 6,1).
La salita diventa impegnativa per l'elevata pendenza mentre costeggiamo una tagliata
del bosco. Passiamo nei pressi di un piccolo gias (km 7,4) e proseguiamo su fondo
erboso.
Raggiungiamo l'incrocio con la strada maggiore che arriva da Artesina (km 8,2).
Svoltiamo a destra ed affrontiamo la dura salita, non del tutto ciclabile che
sale ripida e dissestata.
Con pendenza decrescente passiamo presso il bar ed usciamo sugli ampi pascoli
(km 9,7).
Dislivello: 1090 m
Ciclabilità: 95%
Asfalto: 27%
Osservazioni:
39- Discesa dal monte Moro a Frabosa
Aggiornamento: maggio 2005
Descrizione.
Dalla costruzione di arrivo della seggiovia da Frabosa (Baita delle Stelle) seguiamo
la strada di accesso, in leggera salita, fino all'incrocio e svoltiamo a sinistra.
La strada scende tagliando il ripido fianco del monte e confluisce nella pista
da sci che scende dal monte Malanotte (km 1,2; pista ripida ma che potrebbe essere
utilizzata per scendere qui dal Malanotte).
Svoltiamo a sinistra e scendiamo seguendo la pista un po' disturbata dai solchi
di erosione.
Questa discesa termina ad un piazzale dove sono situate le stazioni di arrivo
e partenza di seggiovie (km 2,3).
A sinistra degli impianti proseguiamo la discesa sempre su una pista da sci ed
arriviamo così sulla sterrata che sale a Colla del Prel (km 3,1).
Seguiamo la strada verso sinistra ed arriviamo a Lanza Villa e a Frabosa Soprana
(km 5,7).
Attraversata la piazza del municipio scendiamo ad una rotatoria, andiamo a sinistra
e raggiungiamo le case di una frazione.
Di fronte alla chiesa (km 6,4) lasciamo la strada e svoltiamo a destra entrando
in una stradina che lasciamo quasi subito per svoltare a sinistra.
Scendiamo su una mulattiera al bordo dei prati e poi nel bosco. Senza problemi
arriviamo alla cappella di S. Grato e scendiamo fino alla strada asfaltata (km
8).
Scendiamo a destra raggiungendo il municipio di Frabosa Sottana (km 8,4).
Dislivello: 1030 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 31%
Osservazioni:
40 - Traversata Colla del Prel - rif. Mondovì
Aggiornamento: giugno 2005
Descrizione.
Partiamo dalla Colla del Prel e prendiamo la stretta strada asfaltata che sale
in direzione sud, in comune con l'itinerario 23. L'asfalto termina quasi subito,
passiamo nei pressi di un bar e proseguiamo a salire con pendenza contenuta.
Superata località Pian dei Gorghi (km 1,8) la pendenza aumenta e superiamo
una rampa seguita da un'altra meno impegnativa.
In falsopiano arriviamo ai rifugi Barma ed ANA (km 4,4). Proseguiamo e raggiungiamo
la vicina Colla Balma.
Svoltiamo a sinistra sulla sterrata in lieve discesa e la seguiamo fino a quando
incrociamo una strada che sale a destra (km 6,2; palina indicatrice 54).
Svoltiamo a destra. La strada sale, a tratti impegnativa, passando sotto al Dente
del Seirasso e termina ad un alpeggio (km 7). Superiamo la casa ed arriviamo quasi
alle stalle. Svoltiamo a destra e, in piano, andiamo a raggiungere il sentiero
(palina 55).
La salita è ripida ed impedalabile per un centinaio di metri, poi possiamo
andare a sinistra su un sentierino solo in parte ciclabile.
Attraversiamo le praterie che salgono all'ampio valico (Colletta del Seirasso,
P56; km 8,1).
Trascuriamo i sentieri e scendiamo diritti senza sentiero. Questa discesa è
priva di sentiero, solo qualche raro segnavia quasi invisibile indica il percorso.
Per non perderci ricordiamo che scendiamo su una specie di dosso, lasciando a
destra, sempre più lontano, il ruscello.
Quando la pendenza aumenta andiamo in discesa verso sinistra per raggiungere una
piccola radura alla base dei massi. Continuiamo la discesa tra i rododendri restando
ad una cinquantina di metri dalla base della montagna alla nostra sinistra.
Dopo i rododendri usciamo in una radura al cui centro sorge un grande ometto con
segnavia ed indicazioni (km 9,7).
Scendiamo ad attraversare un ruscello e poi cerchiamo di stare a sinistra per
evitare una zona paludosa. Troviamo un evidente sentiero che porta alla palina
51. Iniziamo la quasi impedalabile salita verso la Colla Rossa. Dopo aver superato
uno speroncino roccioso svoltiamo a sinistra e saliamo il ripido impluvio fino
al colle (km 10,7).
In discesa stiamo a destra, presso i pali con segnavia, evitando così una
zona erosa.
Il sentiero scende con qualche tornante e poi effettua una lunga diagonale a sinistra
raggiungendo un bivio (km 11,6).
Svoltiamo a destra affrontando una diagonale che attraversa alcuni ruscelli e
porta ad un pascolo con celle dove troviamo una strada (km 12,2).
Seguiamo la strada che scende al fiume. Guadiamo senza difficoltà (ma a
destra c'è anche un ponte che però costringe ad alcuni metri di
salita) ed usciamo sulla strada all'inizio del Piano Marchisio.
Svoltiamo a sinistra ed attraversiamo il bel pianoro. Saliamo con due tornanti
e raggiungiamo un ponticello dove svoltiamo a destra proseguendo fino al rifugio
(km 15,3).
Dislivello: salita 800 m, discesa 630 m.
Ciclabilità: 91%
Asfalto: 1%
Osservazioni:
41 - Salita da Andonno alle Rocce della Scregna
Aggiornamento: settembre 2005
Descrizione.
Dal parcheggio sulla provinciale scendiamo in direzione di Borgo S. Dalmazzo.
Dopo 200 metri svoltiamo a destra ed attraversiamo il ponte. Andiamo a destra
e seguiamo la comoda asfaltata che sale tra le cave.
Alle porte di Roaschia (km 3,8) teniamo la destra, senza entrare in paese, e svoltiamo
nella prima strada a destra.
La strada sale asfaltata in direzione di numerose frazioni. A Tetti Quattin teniamo
a sinistra e saliamo ad un altro incrocio (km 5,7).
Lasciamo la strada principale e svoltiamo a sinistra affrontando una ripida rampa,
per fortuna asfaltata. Lasciamo a sinistra una frazione e, poco dopo, la strada
diviene sterrata.
Trascuriamo le numerose strade laterali restando sempre sulla strada principale.
Dopo un ripido strappo la strada entra nel vallone di San Bernardo (km 6,8) ed
avanza il leggera salita.
Dopo due tornanti ravvicinati la strada si impenna in una ripidissima salita,
ma tutto il percorso è ora impegnativo perchè la pendenza non concede
riposo.
Usciamo dal bosco ed saliamo tra i pascoli con parecchi tornanti. Dopo una roulotte
usata dai pastori (km 9,15) la strada effettua ancora due tornanti poi traversa
a destra con pendenza moderata e raggiunge un bivio (km 10,5).
Andiamo a sinistra salendo con pendenza elevata, passiamo sotto l'elettrodotto
e raggiungiamo un tornante. Proseguiamo su pendenza molto elevata e fondo sassoso
raggiungendo il crinale (km 11,15).
Al di là del crianale la montagna precipita verticale sulle Gorge della
Reina. Sotto di noi la conca di Entracque (ma il paese non è visibile)
con la diga della Piastra.
Dislivello: 1115 m.
Ciclabilità: 91%
Asfalto: 55%
Osservazioni: salita impegnativa. Dopo il bivio del km 5,7 la pendenza
media è del 17%, con tratti al 30%.
42 - Salita da Tende al Col di Tenda
Aggiornamento: settembre 2005
Descrizione.
Partiamo dalla stazione di Tende e raggiungiamo la strada principale che seguiamo
a sinistra ed attraversiamo, in discesa, il paese.
Dopo le ultime case (k 0,8), prima di attraversare il ponte, svoltiamo a destra
e raggiungiamo l'ospedale.
Di fronte all'edificio saliamo a destra in una stradina e svoltiamo a destra dopo
pochi metri.
La ripida salita porta ad una strada che costeggio le case di Tende. Svoltiamo
a sinistra e subito nuovamente a sinistra raggiungendo un parcheggio di fronte
ad un condominio.
Di fronte inizia la nostra stradina.
Saliamo su asfalto e guadagnamo quota con numerosi tornanti (i primi offrono una
spettacolare visione del borgo). La salita è costante, asfaltata e moderatamente
ripida. Un tratto pianeggiante ci porta al ponte sul rio Code (km 6).
Ancora in salita arriviamo al bivio di Spegi (km 6,5) dove svoltiamo a destra
(segnavia VTT 6).
La salita ci porta a costeggiare la costruzione della Gite d'Etape (km 7,6) e
prosegue a tornanti.
La strada diventa sterrata e supera un tratto scavato nella roccia. La salita
ora diventa impegnativa per la pendenza costantemente elevata.
Raggiungiamo un crinale (km 12,4) dove termina il tratto impegnativo.
Proseguiamo sul versante opposto, trascuriamo una strada a destra e saliamo raggiungendo
il punto più elevato per poi scendere ad un ponte (km 14).
Riprendiamo a salire e raggiungiamo i prati della Baisse d'Ourne (km 15).
Trascuriamo una strada a destra e proseguiamo diritti, in leggera discesa. Dopo
il punto più basso saliamo ad un incrocio dove andiamo diritti per uscire
sulla Baisse de Peirefique (km 18,3).
La strada prosegue pianeggiante per un po', poi diventa asfaltata e inizia a discendere.
Passiamo presso i ruderi di una caserma, poi costeggiamo un ricovero e superiamo
un ponticello.
Su strada di nuovo sterrata iniziamo un lunghissimo traverso, pressocchè
pianeggiante, che segue l'orografia della montagna e termina al forte di Marguerie
(km 24,8).
La strada sale e raggiunge il crinale al confine (km 26).
Svoltiamo a destra e scendiamo al vicino valico (km 26,6).
Dislivello: 1400 m salita, 350 m discesa.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 44%
Osservazioni:
43 - Discesa dal Col di Tenda a Tende
Aggiornamento: settembre 2005
Descrizione.
Dal Colle di Tenda prendiamo la strada che scende a sud. Scendiamo sulla comoda
strada, percorsa anche da veicoli. La discesa non presenta difficoltà.
Dopo 47 tornanti usciamo sulla RN (km 7,9) nei pressi dell'uscita del tunnel.
Scendiamo a destra e seguiamo la statale che lasciamo dopo il terzo tornante per
prendere la vecchia strada, a sinistra (km 8,5).
La strada è chiusa al traffico ed asfaltata. Scendiamo ancora con tornanti,
costeggiamo una parete rocciosa e raggiungiamo il termine della discesa. Qualche
decina di metri in salita ci portano ad incrociare la statale (km 10,45) che seguiamo
fino a Tende (km 16,7).
Dislivello: discesa 1060 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 59%
Osservazioni: