Aggiornamento: 9/2000
Percorso.
Si esce da Entracque in direzione della grande diga. La strada asfaltata ne costeggia la base e risale fino a raggiungere l'incrocio con un'altra strada che si segue a sinistra.
Si costeggia interamente il lago della Piastra fino ad una deviazione dove si inizia a salire a destra (km 5.5).
La strada sale con pendenza rilevante e senza possibilità di errore fino ad un
largo incrocio (km 11.5). A destra sale la strada di servizio agli impianti ENEL,
generalmente chiusa da una sbarra (variante).
Si prosegue diritti costeggiando, in leggera discesa, la sponda del lago della
Rovina.
Si arriva al parcheggio situato sotto il ripido versante della montagna (sin qui è possibile arrivare in macchina). Il nostro percorso risale il versante destro idrografico seguendo una vecchia strada di cantiere.
Si superano alcuni massi posti a sbarramento seguendo le indicazioni per il rifugio. Si lascia immediatamente il sentiero pedonale che sale a destra, ripidissimo e impedalabile, per imboccare la strada che sale a sinistra.
La salita è resa impegnativa dal fondo in pessime condizioni, inoltre la strada è interrotta da frequenti frane, crolli, linee di slavina che costringono a scendere di sella. Il percorso non pone problemi di orientamento.
Alcuni tornanti permettono di prendere quota, poi un lungo traverso verso destra conduce in direzione della diga. Al termine di questo tratto si incontra la strada asfaltata che si sale per qualche centinaio di metri.
Arrivati ad incrociare una sterrata a sinistra (cartelli) la si prende salendo ripidamente fino ad arrivare all'altezza del culmine della diga del lago del Chiotas (km 17.8). Un breve tratto pianeggiante permette di respirare un po'. Se il livello del lago è basso forse può convenire scendere sulla sponda in modo da procedere in piano.
In caso contrario si prosegue sulla strada affrontando ancora una rampa difficile, poi si scende e con un ultimo tratto sconnesso si sale al rifugio (km 19).
Dislivello: 1100 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: La sterrata non è più in manutenzione e si degrada vieppiù
anno dopo anno.
In caso di pioggia o neve i versanti al di sopra della strada scaricano pietre. Se sorpresi al Genova dal maltempo non resta che scendere lungo l'asfaltata ENEL il che rende obbligatorio disporre di sistema di illuminazione.
Variante: Dal largo incrocio sale, chiusa da una
sbarra e con divieto di accesso, la strada di servizio della diga. E' possibile
utilizzarla (a proprio rischio perchéè riservata all'ENEL). Essa attraversa
una lunga e buia galleria per cui è indispensabile disporre di sistema di illuminazione.
Tenere presente che gli automezzi ENEL certo non si aspettano di trovarvi lì...
2 - Rifugio Soria da Entracque
Aggiornamento: 6/2001
Percorso. Usciamo da Entracque in direzione della grande diga. La strada asfaltata ne costeggia la base e risale fino a raggiungere l'incrocio con un'altra strada che seguiamo a sinistra.
Costeggiamo interamente il lago della Piastra fino ad una deviazione dove andiamo a sinistra (km 5.5).
Seguiamo la stretta strada asfaltata che risale la valle fino a S.Giacomo (km 10; parcheggi).
Trascuriamo il ponte a sinistra e saliamo diritti in mezzo alle case.
La strada diviene sterrata con buon fondo inghiaiato. Saliamo ripidamente nel bosco, poi la pendenza si attenua.
Arriviamo ad uno slargo (Gias della Siula; km 13,7) da dove la strada sale più ripida e sconnessa.
Saliamo guadagnando quota a tornanti e attraversiamo alcuni facili guadi per uscire sul piano dominato dal rifugio (km 17,3).
Attraversiamo il ponticello e proseguiamo sulla traccia che risale verso il fondo del pianoro. Svoltiamo a sinistra seguendo il tornante e raggiungiamo il rifugio (km 17,8).
Dislivello: 950 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
3 - Lago del Vej da Bouc da Entracque
Aggiornamento: 6/2001
Percorso. Usciamo da Entracque in direzione della grande diga. La strada asfaltata ne costeggia la base e risale fino a raggiungere l'incrocio con un'altra strada che seguiamo a sinistra.
Costeggiamo interamente il lago della Piastra fino ad una deviazione dove andiamo a sinistra (km 5.5).
Seguiamo la stretta strada asfaltata che risale la valle fino a S.Giacomo (km 10; parcheggi).
Svoltiamo a sinistra attraversando il ponte e saliamo fino alle costruzioni adibite a colonia.
La strada diviene sterrata e sale ripida nel bosco fino ad uscire sul Pra del Rasur che raggiungiamo con una discesa (km 12).
Attraversiamo tutto il piano ed incontriamo il bivio per il rifugio Pagarì (km 13,3). Qui svoltiamo a sinistra e saliamo decisamente.
Di qui il percorso diviene decisamente impegnativo. Saliamo con diagonali e tornati, superiamo un guado che può essere difficile poi proseguiamo faticosamente.
Finalmente raggiungiamo il bivio che precede il lago ed andiamo a destra; superiamo un ultimo tornante e ci affacciamo sul lago (km 18,8).
Dislivello: 1150 m.
Ciclabilità: 75%
Osservazioni: Salita decisamente impegnativa. Da non sottovalutare neppure in discesa.
4 - Lago di Valscura da Terme di Valdieri
Aggiornamento: 9/2003 Percorso. Dal parcheggio situato oltre le ultime case proseguiamo sulla strada da cui siamo arrivati. La larga strada sterrata sale a tornanti.
La seguiamo senza incertezze fino ad arrivare al Piano del Valasco (km 4,3).
Attraversiamo tutto il piano e riprendiamo a salire per un tratto piuttosto sconnesso
che permette di superare un dosso oltre il quale scendiamo ad un ponte di cemento
(km 5,9).
Attraversiamo il ponte e seguiamo la strada che va a destra. Al termine del piano
attraversiamo un torrente su una passerella.
(Nota: quando la passerella non c'è dobbiamo affrontare il guado dove è
quasi sicuro bagnarsi i piedi. In alternativa torniamo al ponte di cemento, lo
attraversiamo e svoltiamo immediatamente a sinistra. Ci troviamo su un sentiero
che attraversa al meglio una zona paludosa, anche con l'ausilio di passerelle.
E' un tratto poco ciclabile al cui termine ritorniamo sulla strada.)
La strada inizia a salire in modo deciso ed il fondo si fa cattivo costringendo
spesso a scendere di sella.
Arriviamo così al bivio per il rifugio Questa (km 7,5) dove proseguiamo diritto.
Dopo 500 m notiamo una strada che si stacca a sinistra in netta salita. E' una
variante più ripida da utilizzarsi in certi casi.
Proseguiamo diritti. La strada avanza con scarsa pendenza ma dobbiamo attraversare
i detriti di alcune frane. Effettuiamo un tornante e costeggiamo una parete rocciosa
raggiungendo una breve galleria.
Con sei tornanti saliamo in una valle ed entriamo in una caratteristica gola.
Ancora qualche svolta e lasciamo a destra un sentiero ormai in vista dei ruderi
delle prime caserme.
La salita termina sulla riva del bel Lago Inferiore di Valscura (km 10). Dislivello: 900 m
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: In caso di pioggia o disgelo la parete prima della galleria
scarica pietre! E' allora meglio seguire la strada-scorciatoia, più sicura.
5 - Rifugio Livio Bianco da S.Anna di Valdieri
Aggiornamento: 6/2001
Percorso. Usciamo da S. Anna di Valdieri e raggiungiamo, dopo qualche decina di metri) il primo ponte su cui passa la strada.
A destra sale una stretta stradina (indicazioni per il rifugio). Saliamo ripidamente tra le case, poi la strada diviene mulattiera dal fondo sconnesso.
Per circa un chilometro è difficile restare in sella, poi la pendenza diminuisce ed arriviamo sul piano dove sorge il Gias del Prato (km 4,5).
Un tratto pianeggiante permette di recuperare un po'. Il sentiero inizia a salire con un tratto molto sconnesso e conviene restare a sinistra sulla traccia nel prato.
In costante salita arriviamo finalmente al Lago Sottano della Sella (km 8,8). Attraversiamo il ponticello e saliamo al rifugio, invisibile fino all'ultimo.
Dislivello: 930 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: Anche se la prima parte non è ciclabile resta una bella
gita.
6 - Traversata dai laghi di Valscura ai laghi di Fremamorta
Aggiornamento: 9/2003 Percorso.
Sulla riva del Lago Sottano di Valscura la strada militare si biforca. Prendiamo
verso sinistra. Dopo un centinaio di metri la strada inizia a salire per superare
la costa rocciosa. Affrontiamo alcuni tornanti ripidi, rocciosi, poco ciclabili
e raggiungiamo un valico (km 0,7).
Scendiamo in una valle coperta da un grande pietraia. Fortunatamente la strada
ha mantenuto il fondo mirabilmente selciato e possiamo restare quasi sempre in
sella. Un traverso ci porta ad una salita non ciclabile che termina in riva al
Lago del Claus (km 2,3).
Costeggiamo il lago e saliamo ad una spalla da dove vediamo a destra il vicino
rifugio Questa.
Scendiamo alcuni tornanti non facili e raggiungiamo l'incrocio col sentiero del
rifugio (km 3,3).
Proseguiamo diritti sull'evidente massicciata che attraversa la pietraia. Dopo
un breve salita inizia una discesa su fondo dissestato. Scendiamo alcuni tornanti,
poi andiamo in diagonale, scendiamo ancora dei tornanti e attraversiamo fino a
raggiungere il rio Prefouns.
Ancora un paio di tornanti in discesa, poi saliamo e raggiungiamo un tratto più
facile.
La lunga diagonale termina ad un incrocio sul fondo della Valle Morta (km 6).
A sinistra scende un sentiero (itinerario 9) mentre a destra
prosegue la strada. Svoltiamo a destra ed iniziamo la salita. Purtroppo la strada
è invasa dalle pietre ed è ridotta a ripido sentiero, ben poco ciclabile.
Dobbiamo percorrere parecchie centinaia di metri prima di poter salire in sella
e raggiungere il Colletto del Valasco (km 8).
Scendiamo rapidamente raggiungendo i ruderi delle caserme presso la riva del Lago
Sottano di Fremamorta (km 8,6).
Una salita ci permette di scavalcare un dosso, poi scendiamo al Lago Mediano di
Fremamorta, saliamo con un paio di tornanti e attraversiamo il pendio del dosso
su cui sorge il bivacco Guiglia.
Un breve discesa ci porta ai ruderi delle caserme che dominano il bel Lago Soprano
di Fremamorta (km 10). Dislivello: 550 m in salita. Ciclabilità: 78% Osservazioni: faticoso e non molto ciclabile ma grande ambiente.
Conservate qualche energia perchéla discesa da Fremamorta è impegnativa.
7 - Discesa dai laghi di Fremamorta a Terme, via Pian della
Casa
Aggiornamento: 9/2003 Percorso.
Partiamo dalle caserme che dominano i bei Laghi Superiori di Fremamorta e seguiamo
la strada militare in direzione nord. Superiamo un leggera salita, poi attraversiamo
il pendio del dosso su cui sorge l'invisibile bivacco Guiglia e scendiamo raggiungendo
la riva del Lago Mediano di Fremamorta (km 0,7).
A destra inizia un sentiero (segnalazioni) pianeggiante per qualche decina di
metri. Si tratta di una strada di caccia che conserva ancora alcuni tratti selciati.
Lo seguiamo ed iniziamo ben presto a scendere a tornanti abbastanza ampi, ma spesso
il fondo è rovinato dalla presenza di pietre.
Questa prima serie di tornanti termina ed iniziamo una diagonale a destra che
termina ad una spalla (km 2,8).
Una discesa difficile su stretto sentiero ci porta ad un'altra diagonale inizialmente
in discesa poi in salita fino ad una spalla (km 4) dove lasciamo a destra un sentiero
proseguendo diritti.
Poco dopo la discesa diventa ripida, invasa dalla vegetazione, sassosa.
Scendiamo faticosamente numerosi tornanti raggiungendo la mulattiera che sale
al Colle di Ciriegia (km 5,7) dove svoltiamo a sinistra.
Con percorso più facile scendiamo con tornanti distanziati e raggiungiamo
i pascoli dove terminano le difficoltà. Superiamo un ponte e raggiungiamo
un ampio piazzale (Pian della Casa; km 7,3).
Seguiamo l'ampia strada sterrata che scende a sinistra, incontriamo anche un tratto
asfaltato e proseguiamo fino ad entrare nel bosco dove inizia l'asfalto. Scendiamo
velocemente (attenzione alle auto e alle buche) raggiungendo Terme di Valdieri
(km 12,7). Dislivello: 1140 m. Ciclabilità: 84% Asfalto: 32% Osservazioni: delle tre discese possibili questa è quella
mediamente difficile.
8 - Discesa dai laghi di Fremamorta a Terme, via Valasco
Aggiornamento: 9/2003 Percorso. Partiamo dalle caserme che dominano i bei Laghi Superiori di Fremamorta e
seguiamo la strada militare in direzione nord. Superiamo un leggera salita, poi
attraversiamo il pendio del dosso su cui sorge l'invisibile bivacco Guiglia e
scendiamo raggiungendo la riva del Lago Mediano di Fremamorta (km 0,7).
Saliamo ancora e scendiamo poi al Lago Sottano di Fremamorta dove sono i ruderi
di alcune casermette (km 1,4).
Una salita impegnativa ma breve ci porta al Colletto di Valasco (km 2).
La discesa è inizialmente facile poi diventa più impegnativa e conduce
ad un bivio (km 4,2).
A sinistra prosegue la pianeggiante (all'inizio!) strada per il Lago del Claus
a destra scende un sentiero. Prendiamo il sentiero a destra che è più
facile di quanto non sembri. Scendiamo verso la gola del fiume con tornanti non
difficili. Costeggiamo il torrente con percorso facile ma esposto, dobbiamo evitare
cadere qui. Poi il sentiero lascia la gola per andare a destra.
Inizia un tratto difficile e non del tutto ciclabile: i tornanti sono ravvicinati
ed il fondo cattivo.
Al termine di questo tratto il sentiero si distende e scendiamo con lunghe diagonale
arrivando sul Piano del Valasco Superiore. Attraversiamo il pascolo raggiungendo
il ponte di cemento (km 6,6).
Una breve salita a cui segue una discesa un po' dissestata ci portano al Piano
del Valasco; lasciamo a destra la palazzina di caccia in corso di restauro e proseguiamo
senza difficoltà sulla sterrata che scende verso il paese.
Arriviamo al parcheggio che precede le case (km 13). Dislivello: 1140 m. Ciclabilità: 84% Asfalto: 32% Osservazioni: delle tre discese possibili questa è quella
meno difficile, ma forse la più bella.
9 - Discesa dai laghi di Fremamorta a Terme, diretta
Discesa estremamente impegnativa perché non lascia un attimo di riposo,
su terreno ripido e pericoloso. Il sentiero è molto frequentato dagli escursionisti.
Per questi motivi è un itinerario sconsigliabile che ho percorso per sbaglio:
non venite qui a fare esperimenti downhillistici, è un parco naturale!
Comunque eccovi la relazione. Aggiornamento: 9/2003 Percorso.
Partiamo dalle caserme che dominano i bei Laghi Superiori di Fremamorta e seguiamo
la strada militare in direzione nord. Superiamo un leggera salita, poi attraversiamo
il pendio del dosso su cui sorge l'invisibile bivacco Guiglia e scendiamo raggiungendo
la riva del Lago Mediano di Fremamorta (km 0,7).
Saliamo ancora e scendiamo poi al Lago Sottano di Fremamorta dove sono i ruderi
di alcune casermette (km 1,4).
Appena iniziata la salita lasciamo la strada militare e prendiamo a destra un
sentiero.
La discesa inizia subito ripida, con numerosi stretti tornanti. Incontriamo
più volte l'emissario del lago ed attraversiamo lungamente verso sinistra.
Il sentiero inizia a salire per superare un canalone franoso (pericoloso con
neve!) poi prosegue quasi pianeggiante raggiungendo una forcelletta (km 4,2).
Continuiamo la diagonale in discesa, poi cominciamo una serie interminabile
di tornanti che ci fanno scendere nel bosco. Usciamo su magri pascoli proseguendo
a scendere a tornanti.
Ormai vicini al torrente il sentiero va a sinistra, raggiungiamo un ponticello
e saliamo alla strada asfaltata in località Gias delle Mosche (km 7,8).
Svoltiamo a sinistra scendendo rapidamente a Terme di Valdieri (km 11). Dislivello: 1080 m. Ciclabilità: 63% Asfalto: 28% Osservazioni: