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Aiona e Penna

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Il gruppo Monte Aiona (1702 m)- Monte Penna (1735 m) si trova sopra a Chiavari. Da sempre palestra dell'alpinismo invernale e dello sci di fondo è dotato di numerose strade forestali che permettono alla MTB di attraversarlo in ogni senso. All'interno esiste una riserva integrale che dovrà essere rispettata accuratamente.
  1. Salita all'Aiona da Prato Sopralacroce
  2. Salita all'Aiona da Magnasco
  3. Discesa ad Amborzasco
  4. Salita dal Lago di Giacopiane
  5. Salita da Borzonasca al passo della Spingarda
  6. Giro del monte Penna
  7. Discesa dal Passo dell'Incisa a Magnasco
  8. Traversata dal rif. Pratomollo al Passo del Bocco
  9. Altri percorsi

1 - Salita da Prato Sopralacroce al monte Aiona

Aggiornamento: 11/2004
Percorso.
Da Pratosopralacroce proseguiamo sulla strada provinciale scendendo brevemente fino ad un ponte. A sinistra prendiamo una strada guadagnando rapidamente quota con qualche tornante. Superiamo vari cascinali e dopo l'ultimo la strada diviene sterrata (km 2,5).
Proseguiamo, trascurando qualche deviazione, fino ad arrivare all'evidente incrocio (km 8; segnalazioni) con la strada che arriva da Magnasco.
Saliamo a destra in direzione del rifugio. Raggiungiamo una Cappella (km 11) che precede di pochi metri il visibile rifugio di Pratomollo.
A fianco della Cappella sale a sinistra un largo sentiero. Lo prendiamo salendo, con qualche tratto dissestato, al passo della Spingarda (km 11,7).
Il Monte Aiona si trova a sinistra. Saliamo a piedi il ripido pendio fino all'altopiano sottostante la vetta. Saliamo diritti fino alla dorsale che unisce le due vette.
Dislivello: 1150 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: Attenzione alle auto. La salita fino al rifugio è lunga ma regolare, poi qualche difficoltà prima del passo. Il passo della Spingarda permette la discesa sul versante opposto oppure la traversata al Monte Penna. Si può scendere dalla parte opposta della vetta.
Asfalto: 20%

2 - Salita da Magnasco al monte Aiona

Aggiornamento:  6/2000
Percorso.
Si prosegue sulla provinciale oltre il paese fino ad un evidente incrocio con una strada che sale a destra (indicazioni per  Lago delle Lame). Si sale per questa strada fino ad arrivare sulle sponde del Lago (albergo, km 3 da Magnasco). Si prosegue nella foresta su di un'ampia strada forestale a destra (indicazioni per la Cappelletta, andando diritti si farebbe una scorciatoia ripida e molto erosa).
La strada sale con ampi tornanti fino ai Laghi delle Agoraie (km 7,5), riserva integrale nel recinto a sinistra.
Si prosegue a destra in discesa fino al Lago Lagastro (km 8.7) dove si riprende a salire fino ad arrivare ad un colletto e scendere brevemente alla Cappella delle Lame (rifugio, km 10).
La strada prosegue (dopo la sbarra attenzione alle auto) con qualche saliscendi ed incrocia la strada che sale da Giacopiane (km 13.5), ancora una risalita e si scende fino ad incrociare la strada che sale da Prato (km 16,5). Qui si sale a sinistra e si raggiunge il rifugio Pratomollo (km 19).
Poco prima del rifugio sale a sinistra un largo sentiero. Lo si prende salendo, con qualche tratto dissestato, al passo della Spingarda (km 20).
Il Monte Aiona si trova a sinistra. Si sale a piedi per ripido pendio fino all'altopiano sottostante la vetta. Si sale diritti fino alla dorsale che unisce le due vette.
Dislivello: 900 m
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:


3 - Discesa dal monte Aiona ad Amborzasco

Aggiornamento:
Percorso.
Dalla vetta dell'Aiona si scende al Passo della Spingarda.
Di qui (km 0) a sinistra per sterrata piuttosto dissestata che scende ripida fino ad incrociare una strada (km 2, segnavia FIE rombo giallo). A sinistra sale l'itinerario 7. Si scende invece a destra e dopo qualche metro si arriva su un'ampia forestale.
A destra si andrebbe al Penna. Si va invece a sinistra, si risale per qualche metro e si inizia a scendere per una ripida stradina. Il fondo è buono solo a tratti, mentre spesso è scavato dall'erosione e fortemente sconnesso. La stradina termina nei prati nei pressi del paese dove ritorna buona mulattiera col fondo selciato e termina in paese (km 6,5).
Dislivello: 850 m
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: Lo avevo percorso qualche anno fa ed era in condizioni ben migliori.
E' un esempio di come non si dovrebbe tracciare una strada su questi suoli delicati.


4 - Salita dal Lago di Giacopiane al passo della Spingarda

L'itinerario ha inizio sulla statale Chiavari/Rezzoaglio in corrispondenza di un tornante a sinistra, circa al km 21 e prima del bivio per Timossi. Qui si diparte a destra una strada con indicazioni per lago di Giacopiane.
Aggiornamento: 10/2000
Percorso.
La strada prosegue, inizialmente asfaltata, salendo con pendenza costante per portarsi ad attraversare le pendici del monte Bregaceto.
La pendenza diminuisce e si arriva al lago (km 7).
Si potrebbe compierne il periplo utilizzando la comoda strada sterrata, noi però attraversiamo la diga e risaliamo alcuni metri sul versante opposto.
Si supera una sbarra e si va a destra, in piano (segnavia FIE rombo rosso); si prosegue sul sentiero ed al bivio si lascia il segnavia andando ancora a destra. Superata una valletta si supera una rampa poco ciclabile e si arriva ad un guado (km 8.1).
La salita seguente costringe a procedere a spinta fino ad incrociare una stradina dove si va a destra; si sale ancora uscendo su un'ottima strada sterrata (km 8.8).
A destra si scenderebbe a Perlezzi, si sale invece a sinistra. La salita prosegue abbastanza ripida fino ad incrociare la strada che proviene dal lago delle Lame (km 12, itinerario 2). Si prosegue a destra in comune con l'itinerario 2.
Ancora un tratto in salita e poi si scende fino ad incrociare la strada che sale da Prato (km 15). Qui si sale a sinistra e si raggiunge il rifugio Pratomollo (km 17.8).
Poco prima del rifugio sale a sinistra un largo sentiero. Lo si prende salendo, con qualche tratto dissestato, al passo della Spingarda (km 18.8).
Dislivello: 1100 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:

5 - Salita da Borzonasca al passo della Spingarda

Aggiornamento: 10/2000
Percorso.
Dal parcheggio del cimitero si va verso il paese e si svolta a destra, prima del ponte, sulla strada per Pratosopralacroce.
Si sale in direzione di Prato fin quando si trova a sinistra in bivio per Perlezzi (km 6, segnaletica). Si sale fino al paese e lo si supera.
Dopo qualche centinaio di metri si devia a sinistra in una strada secondaria che si stacca in un tornante (km 7, indicazioni per agriturismo La Malga).
La salita si fa sterrata e prosegue con ripidità crescente e senza altre deviazioni. Si arriva così ai pascoli che precedono la malga.
Raggiunto l'agriturismo (km 12.3) si prosegue e si supera l'incrocio con la stradina che scende a Giacopiane.
Da qui in avanti il percorso è in comune con l'itinerario 4.
La salita prosegue abbastanza ripida fino ad incrociare la strada che proviene dal lago delle Lame (km 16, itinerario 2). Si prosegue a destra in comune con l'itinerario 2.
Ancora un tratto in salita e poi si scende fino ad incrociare la strada che sale da Prato (km 19). Qui si sale a sinistra e si raggiunge il rifugio Pratomollo (km 21,5).
Poco prima del rifugio sale a sinistra un largo sentiero. Lo si prende salendo, con qualche tratto dissestato, al passo della Spingarda (km 22,5).
Dislivello:  1400 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:  Impegnativo per il dislivello, ma si può abbreviare partendo da Pratosopralacroce.

6 - Giro del monte Penna

Aggiornamento: 6/2002
Descrizione.
Nei pressi della casa forestale del monte Penna è situato un incrocio con una larga strada forestale; siamo a 16 km da Magnasco. Nei pressi parcheggio.
Proseguiamo sulla strada asfaltata che proviene da Amborzasco, scendiamo brevemente poi saliamo al Passo del Chiodo (km 1,5; confine con la regione Emilia-Romagna).
Scendiamo sul versante parmigiano. Quando raggiungiamo un tornante a sinistra (km 4,7) lasciamo la strada asfaltata e svoltiamo a destra in una strada sterrata. Proseguiamo con andamento pianeggiante raggiungendo un bivio (km 5,4) dove andiamo a destra e saliamo raggiungendo un valico dove è situata una baracca (km 5,8).
La strada prosegue in discesa e raggiunge un tornante (km 6,9). Da sinistra proviene una strada (segnavia CAI Parma 863) che sale da S.Maria del Taro, noi proseguiamo in discesa a destra.
La discesa prosegue per circa due chilometri poi iniziamo a salire e superiamo il fiume Taro.
La pendenza diminuisce ed arriviamo rapidamente al Passo dell'Incisa dove rientriamo in Liguria (km 11,8).
Attraversato il piazzale proseguiamo in discesa sulla larga strada sterrata. Evitiamo le deviazioni e raggiungiamo il punto di partenza (km 13)
Dislivello: in salita 250 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: bella passeggiata tra le foreste che circondano il Penna. Queste strade forestali sono, assurdamente, aperte al traffico automobilistico.

7 - Discesa dal Passo dell'Incisa a Magnasco

Aggiornamento: 6/2002
Descrizione.
Dal Passo dell'Incisa scendiamo sull'ampia strada sterrata, sul versante Ligure (nord).
Dopo 400 metri notiamo a sinistra una strada sterrata, chiusa da una sbarra. La prendiamo. Con un tratto in discesa ci portiamo sotto alle ripide pareti del monte Cantamoro e poi proseguiamo con qualche saliscendi.
Superiamo un ponte (km 3,4) con bella visione sul precipizio sottostante e cominciamo a salire.
Senza problemi arriviamo all'incrocio (km 4) con l'itinerario 3 che proviene dal passo della Spingarda e scende a destra per Amborzasco.
Proseguiamo la salita, con maggiori difficoltà a causa del fondo a tratti dissestato, ed arriviamo al termine della strada (km 5,2).
Svoltiamo a sinistra prendendo un sentiero inizialmente non ciclabile. Saliamo nel bosco, poi il sentiero diviene quasi pianeggiante. Arriviamo al selvaggio vallone che caratterizza il versante nord-ovest dell'Aiona. Lo attraversiamo superando qualche tratto franato ed entriamo nel bosco.
Il sentiero prosegue sempre mantenendo la quota e con discese e salite per superare numerosi valloncelli. Il sentiero è privo di segnavia, ma quasi sempre visibile, cancellato soltanto in qualche attraversamento dei ruscelli. In caso di incertezza proseguite evitando sia di salire troppo sia, soprattutto, di scendere.
Arriviamo ad incrociare il sentiero FIE che sale al Passo Pre di Lame (km 7) e scendiamo a destra per 50 metri. Troviamo una panca ed alcuni cartelli segnaletici.
Potremmo proseguire in discesa sul sentiero FIE che va al Lago delle Lame, invece svoltiamo a sinistra seguendo l'indicazione Agoraie scritta su un albero. In questo modo percorriamo al contrario il sentiero P.N. X del parco.
Superiamo qualche incrocio sempre tenendo presente la necessità di non perdere quota. Con un'ultima salita raggiungiamo l'incrocio col sentiero AV (km 7,8).
Ormai senza difficoltà svoltiamo a destra e scendiamo ad una strada (km 8) dove è situata una tettoia. Proseguiamo in discesa arrivando ad incrociare la strada che sale alla cappella delle Lame (km 8,8 itinerario 2).
Svoltiamo a destra. Sulla comoda strada sterrata proseguiamo la discesa uscendo sul piazzale del Lago delle Lame (km 12,7).
Di qui possiamo scendere seguendo la strada asfaltata oppure seguire la mulattiera che taglia i tornanti.
Scendiamo qualche centinaio di metri sulla strada asfaltata e svoltiamo a sinistra prendendo la mulattiera che scende tagliando i tornanti (segnavia FIE:).
Incontriamo la strada e proseguiamo dalla parte opposta. Questo secondo tratto di mulattiera è decisamente più difficile. Usciti sulla strada proseguiamo sull'asfalto raggiungendo la provinciale e Magnasco (km 15,1).
Dislivello: in discesa 730 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni: qualche problema di orientamento.

8 - Traversata da Pratomollo al Passo del Bocco

Aggiornamento: 11/2004
Descrizione.
Dal rifugio scendiamo sul sentiero che scende ad attraversare il vasto prato umido che dà il nome alla zona.
Seguiamo bene il sentiero in modo da evitare i rigagnoli e raggiungiamo l'estremità SE del prato. Il sentiero (segnavia FIE:e A8) prosegue in piano ancora per pochi metri e poi comincia a scendere. La discesa alterna tratti agevoli ad altri ripidi e dissestati e non è interamente ciclabile.
Il sentiero confluisce in quello che (km 1) scende dal Passo dei Porcelletti. Qui svoltiamo a destra (segnavia FIE:e). Con facile percorso arriviamo al primo tornante ed iniziamo a scendere nella gola rocciosa. Più avanziamo nella discesa più la pendenza aumenta ed il fondo diviene dissestato.
Lasciamo a destra il sentiero, poco visibile, su cui prosegue il segnaviae, con numerosi e stretti tornanti, arriviamo al fondo della gola dove attraversiamo il ruscello su un ponte di cemento (km 2).
La parte difficile è terminata. Il sentiero sale ora ed attraversa il versante ripido della montagna fino ad uscire sul crinale (km 2,4) proprio alla base del risalto roccioso chiamato La Scaletta dove passa l'Alta Via.
Andiamo a destra ed una ripida discesa ci porta nella pineta dove il sentiero si allarga. Con bell'andamento aperto sull'alta valle del Taro percorriamo la testata della valle, superiamo una fonte e raggiungiamo un passo (km 4,5).
Scendiamo sul versante opposto. La discesa molto ripida ci porta ad attraversare il fondo del valloncello. Risaliamo e proseguiamo più facilmente nel bosco, poi la pendenza aumenta di nuovo e precipitiamo sulla strada asfaltata (km 4,9) che sale da Pratosopralacroce.
Svoltiamo a sinistra e proseguiamo su asfalto in leggera salita fino al Passo del Ghiffi e poi in discesa fino al Passo del Bocco (km 8,6).
Dislivello: in discesa 590 m.
Ciclabilità: 79%
Osservazioni: attenzione alla neve ed al ghiaccio che potrebbero rendere pericoloso l'attraversamento della gola.
Asfalto: 42%

Altri percorsi