- Traversata da Velva a Bracco
- Discesa dal Monte S.Nicolao al Santuario di Velva
- Discesa dal Monte S.Nicolao a Missano
- Discesa dal Monte S.Nicolao al Valico della Mola
- Salita da Levanto alla Foce del Bardellone
- Discesa dal Bracco a Deiva
- Salita da Deiva a Costa
- Discesa da Costa a Deiva
- Anello di Costa
- Traversata Bracco - Foce del Bardellone
- Traversata da Levanto a Bonassola
- Traversata da Bonassola a Levanto
- Traversata da Framura a Bonassola
- Discesa da Madonna di Soviore a Levanto
1 - Traversata da Velva al Bracco
Velva è raggiungibile da Sestri Levante in circa 15 km seguendo la Strada Statale
per Parma. Arrivati all'incrocio si sale a destra per Velva e Carro.
Aggiornamento: 4/2000
Percorso.
Da Velva si prosegue sulla statale fino ad un incrocio dove si sale a destra per
Carro. La strada prosegue in salita. Prestare attenzione perché si deve lasciare
l'asfalto dopo circa 2,7 km. Si va a destra in una sterrata inizialmente in salita,
esattamente in corrispondenza del cippo di confine con la provincia di La Spezia
(segnavia FIE
).
La stradina comincia subito a scendere, mentre si abbandona il segnavia che sale
a sinistra. Qualche tornante ripido e dal fondo un po' sconnesso e poi si prosegue
in leggera discesa. La stradina termina (km 4,8) per diventare sentiero difficile
che obbliga a qualche tratto a piedi e prosegue a saliscendi.
Si arriva infine su di un'ampia sterrata (km 5,7) che si segue a destra; si prosegue
in leggera discesa sulla strada che si mantiene senza alcuna difficoltà fino ad
arrivare alla Statale (km 14).
Si può scendere sulla stradina a destra che conduce alle case di Bracco e di lì
alla strada per Masso (km 16).
Dislivello:
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: La sterrata è piacevole. Questo percorso potrebbe essere
inserito in un anello che attraversi in quota la Val Petronio. Allo scopo si dovrebbe
seguire in salita l'itinerario n°1 del Passo
del Bocco di Bargone, scendere con l'itinerario n°
3 della stessa zona, deviando a sinistra prima di arrivare a Missano sulla
strada che conduce al Santuario di Velva.
2 - Discesa dal Monte S.Nicolao al Santuario di Velva
Aggiornamento: 3/2000
Percorso.
Pochi metri prima della vetta si stacca a destra una strada sterrata pianeggiante.
La si segue scendendo ad una selletta, cartelli segnaletici.
A sinistra scende il percorso n°3, proseguiamo
diritti. Poco dopo si presenta un bivio: la strada prosegue a sinistra per salire
in vetta a Cima Stronzi (panorama) e lì termina; invece a destra (segnavia FIE
)
un sentierino prosegue nel bosco. Lo si segue fino a scendere ad una evidente
insellatura (cartelli segnaletici).
Si scende dalla parte opposta trovando subito un bivio di due sentieri. Si scende
seguendo quello di sinistra (segnavia FIE) per un breve tratto molto ripido, poi
la pendenza diminuisce e si può pedalare.
Il sentiero perde lentamente quota tagliando il versante a mezzacosta e presenta
qualche tratto di risalita. Si raggiunge infine una spalletta oltre la quale inizia
la discesa finale sconnessa, ripida e con qualche albero abbattuto.
Si raggiunge la strada provinciale che si segue a sinistra in discesa. Dopo una
cinquantina di metri occorre lasciarla per salire nel bosco a destra. Superato
un primo tratto in salita si prosegue in piano e poi in discesa arrivando sulla
statale a pochi metri dal Santuario.
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: La vetta del Monte S.Nicolao si raggiunge salendo per
una ripida stradina asfaltata che si stacca dalla Statale Aurelia circa 1 km dopo
aver superato il passo del Bracco, in direzione La Spezia. Sono 240 m di dislivello
in meno di 2 km.
3 - Discesa dal Monte S. Nicolao a Missano
Aggiornamento: 10/2005
Percorso.
Dalla vetta scendiamo su asfalto per cinquanta metri svoltando poi a sinistra.
Arriviamo ad un bivio dove scendiamo a sinistra passando nei pressi delle rovine
dell'abbazia.
La discesa prosegue fino ad un colletto dove cambiamo versante (segnavia FIE
).
Segue un tratto difficile e da affrontare con precauzione che taglia il versante
sud dell'aspro monte Pietra di Vasca.
Arriviamo ad uno slargo. A sinistra potremmo raggiungere in un centinaio di metri
la Statale, in località Baracchino (km 2; ristorante). Proseguiamo diritti per
qualche decina di metri, poi svoltiamo a destra.
Scendiamo per un sentiero inizialmente eroso dall'acqua (numerosi segnavia tra
cui la
);
il sentiero diventa più facile, ad un bivio scendiamo a sinistra e confluiamo
con la strada dell'acquedotto percorsa dall'itinerario 1 (km 3,2).
Svoltiamo a sinistra e percorriamo la larga sterrata per circa 1300 mi. Quando
incontriamo una evidente sterrata che scende a destra la prendiamo (segnavia
e
).
La strada scende, priva di difficoltà, fino al fondovalle. Il paese alto
di fronte a noi è Missano.
Al termine della discesa (km 6,7) vediamo un ponticello a sinistra, non lo attraversiamo
ma proseguiamo sulla sterrata che ora sale.
Proseguiamo in salita fino ad uscire sulla SP, circa 800 metri a monte di Missano.
Dislivello: 630 in discesa, 130 in salita.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: %
Osservazioni: percorribile anche in senso contrario. Il vecchio itinerario
attraversava il ponte e raggiungeva Castiglione. Impraticabile causa frana.
Variante 3.1: Utilizzabile solo per percorrere l'itinerario
al contrario.
A Missano prendiamo via alle Cottarze che scende dietro alla chiesa. Seguiamo
la stretta stradina tra le case ed incontriamo il segnavia
;
scendiamo a sinistra uscendo dal paese attraverso un portico. Scendiamo su una
mulattiera a lunghi scalini che diviene stradina con fondo in cemento e poi ripida
scala con gradini irregolari. Ad un bivio lasciamo il segnavia e svoltiamo a sinistra
su segnavia
.
Dopo un tratto pianeggiante scendiamo una scala che porta ad un ruscello. Un tratto
pianeggiante ci porta ad una cascina dove andiamo di nuovo in discesa scalinata.
La discesa termina ad una casa. Attraversiamo il ponte a sinistra e raggiungiamo
l'itinerario principale (km 0,8). Molto più difficile dell'itinerario principale.
Interessante.
4 - Discesa dal Monte S. Nicolao al Valico della
Mola
Aggiornamento: 3/2000
Percorso.
Pochi metri prima della vetta si stacca a destra una strada sterrata pianeggiante.
La si segue scendendo ad una selletta, cartelli segnaletici.
A sinistra scende il percorso n° 3, proseguiamo
diritti. Poco dopo si presenta un bivio: la strada prosegue a sinistra per salire
in vetta a Cima Stronzi (panorama) e lì termina; invece a destra (segnavia FIE
)
un sentierino prosegue nel bosco. Lo si segue fino a scendere ad una evidente
insellatura (cartelli segnaletici).
Si scende dalla parte opposta trovando subito un bivio di due sentieri. Si trascura
il sentiero segnato FIE che scende a sinistra e si prosegue pressoché in piano
a destra.
Il sentiero procede sostanzialmente pianeggiante, con qualche tratto roccioso,
fino a raggiungere un valico.
Si prosegue ancora per poco fino ad un passaggio fra le rocce dove inizia una
ripida discesa con tratti molto sconnessi. In breve si arriva così ad una stradina
che si segue in discesa a destra con un tratto meno ripido ma sconnesso. Si arriva
infine su una comoda forestale ed in breve al Passo.
Dislivello: 200 m.
Ciclabilità: 75%
Osservazioni: Può servire a chi dovesse rientrare verso Carro.
5 - Salita da Levanto alla Foce del Bardellone
Aggiornamento: 12/2004
Percorso.
Dalla vecchia stazione di Levanto (azienda di soggiorno) seguiamo il viale di
accesso e svoltiamo a sinistra nella prima strada seguendo le indicazioni stradali
per Genova e Framura.
Saliamo con qualche tornante e svoltiamo a destra in una strada in salita con
indicazioni per Groppo e Lavaggiorosso (km 1).
Seguiamo la strada senza deviare lasciando a destra le case di Lizza e passando
poi sotto a quelle di Lavaggiorosso.
Proseguiamo sempre sulla strada arrivando a Groppo. Al termine del paesino dobbiamo
svoltare a sinistra per una stradina che si diparte nei pressi del cartello segnaletico
col nome "Groppi" (km 5; diritti variante 5.1).
La salita si fa subito ripidissima, su fondo in cemento.
Dopo qualche tornante la pendenza inizia a mitigarsi, poi il fondo diviene sterrato
e dopo poco la pendenza quasi si azzera.
Proseguiamo fino a ritrovare l'asfalto e che seguiamo in salita. La strada diviene
sterrata e termina ad una chiesetta posizionata sulla Foce di Dosso (km 7.5).
Qui si trova un crocevia di strade. La nostra è quella che sale di fronte.
Saliamo per un breve tratto, poi proseguiamo in falsopiano fino alla foce di Montale
dopo la quale riprendiamo a salire. Arriviamo all'incrocio con la strada che scende
a Cassana (itinerario 1 della Val di Vara)
e subito dopo alla Foce del Bardellone (km 11.5).
Dislivello: 600 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Senza la guidina di S.Grillo e C.Pezzani non avrei
trovato la stradina che sale da Groppo.
Un minaccioso cartello ci informa che stanno per essere ultimati i lavori di sistemazione
della strada, il che significa che anche questo itinerario sta per essere cancellato
dall'asfalto. Inoltre sono in corso i banchinamenti anche sulla strada di Cassana
che quindi farà la stessa fine. Grazie Regione Liguria.
Variante 5.1: meno faticosa, ma più lunga, meno
elegante ed asfaltata. A Groppo proseguiamo sulla strada asfaltata. La strada
passa sopra al traforo del collegamento di Levanto con Carrodano, poco dopo (km
1,9) lasciamo la strada e svoltiamo a sinistra in una strada minore. La stradina
sale asfaltata ed arriva a congiungersi con quella percorsa dall'itinerario principale
(km 3,2).
6 - Discesa dal Bracco a Deiva
Aggiornamento: 4/2001
Percorso:
La partenza è sulla statale del Bracco in località Tagliamento (o Ca' Marcone),
nel punto dove si innesta la strada che scende a Deiva Marina (ristorante, case).
Nei pressi dell'inizio della strada per Deiva si notano alcuni sbiaditi cartelli
con le indicazioni: per Moneglia e per Deiva.
Si affronta il ripido e non ciclabile sentiero che si arrampica in questo punto
(segnavia FIE
).
La salita diminuisce di pendenza e, percorso un centinaio di metri, consente di
salire in sella.
Si sale in un bel bosco di roverelle, una breve discesa e poi ancora in salita
restando sul versante orientale della montagna.
Il bel percorso conduce ad una discesa che porta ad una stretta sella (passo dell'Incisa;
km 2,5. I due sentieri laterali che scendono di qui a Mezzema ed a Comeglio sono
impraticabili in bici).
Si risale sul versante opposto affrontando qualche saliscendi sulla cresta che
diviene panoramica.
Si arriva così sulla vetta del monte Telegrafo (km 5; grande croce di legno e
traliccio Enel).
Si affronta la discesa, ripida e sconnessa, che conduce, in 700 m, ad un crocevia
fondamentale.
A sinistra si scende a Deiva (sentiero ripido, sconnesso e con alcuni brevi tratti
esposti; segnavia
);
a destra si scende a Lemeglio ed a Moneglia (segnavia
e
).
Svoltiamo a sinistra.
Dopo un tratto abbastanza agevole la discesa si fa impegnativa per il fondo sconnesso
e la ripidezza.
Dopo circa 600 metri si arriva su una stradina che si segue a sinistra. Su strada
sempre più ampia si arriva ad una casa.
Poco dopo (km 7,2) inizia una ripida discesa, con fondo in cemento, che conduce
a Deiva (km 8,5).
Dislivello: in discesa 650 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
7 - Salita da Deiva a Costa di Framura
Aggiornamento: 2/2003
Descrizione:
Partiamo dal centro di Deiva e saliamo verso il Bracco costeggiando il torrente.
Possiamo seguire la strada provinciale oppure, al termine del parcheggio, scendere
nel torrente e seguire il percorso ginnico che corre parallelo alla strada.
Seguiamo sempre la strada che sale con qualche tornante fino a raggiungere la
chiesa (km 5). Proseguiamo sulla destra per Framura. Al secondo tornante (km 5,6)
lasciamo la strada e prendiamo la strada minore che scende a destra.
La strada è sempre asfaltata. Superiamo le case di Ca' Lazzino (km 6,7)
e svoltiamo a destra dopo 300 metri.
La strada scende ad un incrocio, svoltiamo a sinistra ed andiamo ancora a sinistra
al bivio seguente.
Superiamo un dosso e raggiungiamo l'ultima casa (km 7,6) dove la strada termina.
Proseguiamo sulla mulattiera che scende al torrente. La mulattiera è stata
da poco ricostruita e presenta larghi gradoni contenuti da tronchi.
Attraversiamo tre rivi in successione, poi iniziamo a salire.
Su ottimo fondo saliamo sul versante della montagna e raggiungiamo una strada
forestale (km 9,1) dove svoltiamo a destra. Con un ultimo tratto a scalini raggiungiamo
la case di Costa (km 9,5).
La strada prosegue per Framura, se invece vogliamo seguire uno degli itinerari
seguenti svoltiamo a destra. Dopo 100 metri scendiamo ad una sella dove si incrociano
quattro sentieri.
Dislivello: 320 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
8 - Discesa da Costa di Framura a Deiva
Aggiornamento: 2/2003
Descrizione:
Da Costa raggiungiamo il piccolo passo posto a ovest del paese.
Di fronte sale l'itinerario 9. Andiamo invece a destra. Il sentiero scende ed
incontriamo subito un bivio dove andiamo a sinistra.
La discesa è subito ripida, poi la pendenza diminuisce. Proseguiamo a
scendere raggiungendo un rio (rami, qualche albero abbattuto).
Con qualche saliscendi proseguiamo sul sentierino (segnavia
),
raggiungiamo un bivio dove andiamo a sinistra raggiungendo i ruderi di una casa
(casa Vigo; km 1,6) ed un incrocio.
Scendiamo a destra e proseguiamo poi diritti al bivio successivo, abbandonando
il segnavia che scende a destra.
Seguiamo il visibile sentiero che poco dopo inizia a scendere ripido restando
nei pressi di un crinale.
Il fondo è discreto. Scendiamo a tornanti e raggiungiamo un punto in
cui il sentiero continua a scendere ma diviene impraticabile (km 2,3).
Qui dobbiamo andare a destra su un visibile sentierino (calpestio di cavalli).
Stiamo scendendo nella valle a destra del crinale e, dopo 100 metri, arriviamo
ad incrociare un sentiero pianeggiante.
Svoltiamo a destra ed arriviamo alla riva del torrente Deiva, svoltiamo a sinistra
uscendo sul greto (km 2,6).
Seguiamo la traccia che scende restando in riva sinistra fino ad un guado. Cerchiamo
il punto migliore per attraversare e seguiamo il sentiero che prosegue in riva
destra.
Il sentiero diventa stradina e ci porta sul percorso ginnico. Lo seguiamo fino
all'ingresso di Deiva (km 4,3).
Dislivello: 310 m
Ciclabilità: 98%
Osservazioni: non percorribile in senso opposto.
9 - Anello di Costa di Framura
Aggiornamento: 2/2003
Descrizione:
Da Costa raggiungiamo il piccolo passo posto a ovest del paese. Proseguiamo diritti
su una strada forestale che presenta due rampe impegnative.
Con facile percorso raggiungiamo un agriturismo (km 0,6) e scendiamo ad un piccolo
valico.
La strada prosegue sulla destra con andamento a saliscendi abbastanza agevole.
Raggiungiamo una tagliata e scendiamo ad una casa (km 2,5).
Prima della casa svoltiamo a sinistra. Siamo ora su una strada sterrata che scende
con due tornanti e poi prosegua a mezza costa e risale ad un incrocio (km 3,9).
La strada di destra raggiunge in 300 metri un punto panoramico, deviazione consigliabile.
All'incrocio proseguiamo sulla strada che scende ad incrociare l'asfalto (km 4,4).
Svoltiamo a sinistra in salita ed arriviamo di nuovo nei pressi dell'agriturismo
(km 4,9).
Svoltiamo a destra e seguiamo al contrario l'itinerario già percorso fino
a raggiungere la foce che precede le case di Costa.
Dislivello: 140 m
Ciclabilità: 98%
Osservazioni:
10 - Traversata dal Bracco alla Foce del Bardellone
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione:
Iniziamo il nostro itinerario in località La Baracca. Scendiamo sulla strada
per Deiva che parte di fronte al ristorante.
Al primo incrocio andiamo diritti per Bonassola. Superiamo una breve salita, poi
la strada scende e raggiunge la Foce di Vaggi (km 3,1).
A sinistra si dipartono due sterrate. Prendiamo quella più a destra, quasi
parallela alla strada asfaltata. Inizialmente è facile, ma poi sale ripida
e faticosa.
La salita termina ad un incrocio (km 3,9). Evitiamo la strada di sinistra ed andiamo
diritti. Superato un piccolo valico ci troviamo su un sentiero roccioso che scende
con qualche passo non facile.
Il sentiero collega tra loro numerose Foci (passi), incontreremo parecchi incroci
su un tracciato con pochi segnavia e non del tutto evidente.
Proseguiamo senza grandi dislivelli ed arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra.
Poco dopo arriviamo ad un incrocio con un sentiero importante (km 4,9) che proviene
dalla vicina strada, ancora a sinistra e subito un altro incrocio e ancora a sinistra,
in discesa.
Dopo 50 metri incontriamo un sentiero e questa volta svoltiamo a destra. In questo
tratto abbiamo seguito un segnavia costituito da due pallini rossi ed un altro
costituito da una grande M, sono presenti solo saltuariamente.
In leggera salita su sentiero stretto arriviamo ad una sella (km 5,2; Foce di
Pian Pontasco? Forse).
Seguiamo il sentierino che attraversa il versante settentrionale del monte. Passiamo
nei pressi di un'altro passo (a destra, poco evidente) e superiamo una spalla
(km 5,9).
Il sentiero ora scende, ripido e difficile, entrando in una piccola valle, la
segue sul fondo, poi esce a destra e prosegue più facile, ma stretto. Con
attenzione ai numerosi rametti perdiamo quota ripidamente ed arriviamo su una
strada sterrata (km 6,6), fine delle difficoltà; questo tratto non è
ciclabile in salita.
La strada scende con pendenza sostenuta e porta alla Foce di Lavaggiorosso (km
7) dove inizia a risalire.
La discesa successiva termina a Foce di Dosso (km 8,1) dove incontriamo la strada
dove passa l'itinerario 5.
In comune con quello affrontiamo la strada, inizialmente in salita, che ci porta
alla Foce di Montale (km 9,5). Proseguiamo a salire per la bella sterrata e raggiungiamo
il bivio di Fusarino (km 12). Lasciamo a sinistra la strada che scende a Cassana
(itinerario 2 della val di Vara) e proseguiamo
su asfalto fino alla vicina Foce del Bardellone (km 12,4).
Dislivello:in salita 370 m e quasi altrettanti in discesa.
Ciclabilità: superiore al 99%
Asfalto: 3,2 km
Osservazioni: La Baracca è a 16,5 km da Borghetto Vara. Per errore
mi è capitato di scendere sul sentiero a sinistra al bivio del km 3,9.
Conduce a Ferriere di Carrodano. Assolutamente da evitare!
11 - Traversata da Levanto a Bonassola
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione:
Partiamo dalla vecchia stazione di Levanto (azienda di soggiorno) e ci dirigiamo
verso il centro seguendo il viale dove svoltiamo a sinistra per la strada per
Bonassola. Seguiamo questa strada in salita fino a superare le ultime case.
Superata una chiesetta vediamo a destra una strada sterrata chiusa da una sbarra
(km 1,4) che sale a destra.
La prendiamo. La salita è impegnativa ma gradatamente la pendenza diminuisce
ed arriviamo ad incrociare una strada più grande (km 2,9; loc. Crocettola,
casa).
Andiamo a destra e troviamo subito due strade. saliamo su quella di sinistra
piuttosto dissestata all'inizio. Arriviamo al piazzale di una vecchia cava (km
3,4). La strada prosegue ancora per qualche centinaio di metri, poi si stringe
a mulattiera che sale con qualche tratto ripido e non ciclabile.
Arriviamo al Passo del Colletto (km 5), importante incrocio sulla traversata
della conca di Levanto. Lasciamo a sinistra il sentiero della variante 11.1
e a destra la mulattiera che prosegue verso la Foce di Lavaggiorosso (vedi itinerario
10) e prendiamo il sentiero centrale.
Il sentiero scende subito, supera un ruscello e risale presentando brevi tratti
non ciclabili. Usciamo su una strada sterrata (km 5,3) che seguiamo.
Un po' in salita ed un po' in discesa arriviamo su un piazzale di cava ed incontriamo
una strada più grande che seguiamo in discesa arrivando rapidamente alla
Strada Provinciale (km 6,2).
Scendiamo a sinistra fino al vicino incrocio dove svoltiamo a destra. Proseguiamo
in discesa, superiamo la strada che scende alla cava di oficalce, superiamo
la cava stessa ed attraversiamo un ponte.
Arriviamo ad una curva a destra dove dobbiamo abbandonare la provinciale e prendere
a sinistra una piccola strada asfaltata che scende (km 7). Poco dopo l'asfalto
lascia il posto al cemento e allo sterrato.
Scendiamo con tratti anche ripidi attraversando piccole frazioni e case sparse
e raggiungiamo una strada (km 7,7) al di la della quale la discesa prosegue.
Attraversiamo le case della frazione S. Giorgio e proseguiamo la discesa che
termina al di sopra della chiesa di S. Giorgio (km 8,4).
Scendiamo a sinistra, sulla strada asfaltata, attraversiamo Costella e continuiamo
la discesa, ormai tutta su asfalto, fino a Bonassola (km 10,5).
Dislivello: in salita 460 m
Ciclabilità: 97%
Asfalto: 31%
Osservazioni:
Variante 11.1: salita al monte Rossola.
Al Passo del Colletto svoltiamo a sinistra e seguiamo il sentiero (indicazioni)
in leggera salita. Superiamo una spalla e scendiamo ad una sella (km 0,4) dove
termina la parte ciclabile. Il sentiero sale ripido e raggiunge una cima della
cresta, scende per qualche metro e sale ad un ripetitore e di qui alla croce
di vetta (km 1,2). Ciclabile in salita al 50%, però la discesa divertente
ed il panorama rendono meritevole la variante.
12 - Traversata da Bonassola a Levanto
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione:
Dalla chiesa di Bonassola prendiamo la strada per Framura che sale ripida con
qualche tornante. In corrispondenza di un tornante a sinistra (km 1) lasciamo
la strada e prendiamo la mulattiera a destra che scende e raggiunge un ponte (Ponte
di Panigà; km 1,1).
Attraversato il ponte la mulattiera affronta una ripida salita con fondo lastricato
poi la pendenza diminuisce e la salita prosegue senza difficoltà attraversando
a mezzacosta.
Arriviamo ad una frazione (Scernio) dove attraversiamo la strada asfaltata e proseguiamo
sulla mulattiera che scende (indicazioni; km 2,4).
La discesa è inizialmente facile ma presenta poi qualche difficile e breve
tratto scalinato. Dopo 500 metri lasciamo a sinistra il Raccordo
12.1 ed andiamo diritti. Arriviamo sulla strada asfaltata (villa Wild; km
3,4) e scendiamo a sinistra su asfalto (oppure tagliando il primo tornante per
una crosa a destra) che ci porta alla Marina di Levanto (km 4,2).
Seguendo la passeggiata raggiungiamo la vecchia stazione (km 4,6).
Dislivello: in salita 210 m
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 48%
Osservazioni:
Raccordo 12.1: All'incrocio (km 0,5 da Scernio) prendiamo
la sterrata che sale a sinistra. Guadagnamo quota con un paio di tornanti ed usciamo
sulla strada provinciale (km 0,75). Svoltiamo a sinistra e saliamo su asfalto
arrivando a poche decina di metri da Scernio, che abbiamo già attraversato.
Svoltiamo a destra in un'ampia strada, inizialmente asfaltata. Il fondo diventa
poi sterrato ma la strada si mantiene larga e comoda.
Passiamo di fronte ad una casa (loc. Crocettola) e saliamo ad incrociare l'itinerario
11 che sale da Levanto (km 2,4). Permette di salire agli itinerari del Rossola
per chi provenga da Framura e Bonassola, senza scendere a Levanto.
Ancora più semplice è raggiungere l'inizio della strada per Crocettola
direttamente da Scernio. Basta svoltare a sinistra nel punto in cui le mulattiere
incrociano la strada asfaltata e seguire questa per 200 metri.
13 - Traversata da Framura a Bonassola
Aggiornamento: 12/2003
Descrizione:
Framura è suddivisa in numerose frazioni. Partiamo da quella chiamata Setta
ed andiamo in discesa seguendo la strada asfaltata che scende al porticciolo ed
alla stazione.
Superiamo la frazione Anzo e continuiamo a scendere, ma ancora per poco. Ad un
tornante verso destra (km 1,6) lasciamo la strada e svoltiamo a sinistra in via
Duina. La strada costeggia il sottostante porticciolo, con belle visioni delle
colate basaltiche a cuscini. Superiamo un ripido strappo, poi, più facilmente,
arriviamo al termine della strada (km 2,3) dove inizia il sentiero.
Saliamo sul sentiero di sinistra (segnavia 1, azzurro) com un percorso ripido
e parzialmente scalinato. La pendenza diminuisce ma procediamo in sella con cautela
a causa degli strapiombi sottostanti, parzialmente protetti da una ringhiera di
legno.
Il pittoresco percorso scende ad un ponte (km 3) oltre il quale affrontiamo una
ripida salita, non ciclabile per 400 metri, che ci porta ad una casa dove troviamo
l'asfalto (km 3,6).
Seguiamo l'unica strada che porta ad un colletto (km 3,7; loc. Salice). Qualche
metro prima svoltiamo a destra in un sentiero (indicazioni).
Costeggiamo una recinzione ed attraversiamo un ponticello. Il percorso presenta
alcune ripide discese poi arriviamo ad incrociare una stradina (km 4,8) dove svoltiamo
a sinistra e saliamo, su fondo in cemento, raggiungendo il quadrivio di Foce Carpeneggio
(km 4,9).
Proseguiamo diritti sulla stradina che scende verso Bonassola trascurando il sentiero
di destra (variante 13.1) e quello di sinistra (variante 13.2). La strada confluisce
con via Roma (km 5,5), svoltiamo a sinistra sulla strada che porta in centro ed
alla chiesa (km 6,55).
Dislivello: in salita 220 m
Ciclabilità: 89%
Asfalto: 52%
Osservazioni: dovrebbe essere percorribile in senso contrario con difficoltà
simili.
Variante 13.1: meno ciclabile ma molto panoramica.
A Carpeneggio svoltiamo a destra e saliamo sul sentiero superando pochi metri
non ciclabili. Percorriamo un tratto facile e poi saliamo brevemente con difficoltà.
Percorriamo un tratto pianeggiante e poi scendiamo ad un incrocio dove andiamo
diritti raggiungendo il balcone chiamato Salto della Lepre (km 0,7). Torniamo
indietro all'incrocio dove svoltiamo a destra. Il sentiero scende alcuni scalini
e costeggia una recinzione. Superiamo una salita poi cominciamo la discesa che
presenta un breve tratto difficile e alcuni scalini. Arrivati su una stradina
(km 1,5) svoltiamo a destra e la seguiamo, superiamo un cancello e raggiungiamo
una strada più grande di fronte al cimitero (km 2). Svoltiamo a sinistra
ma lasciamo quasi subito la strada per prendere la scalinata (facile) che scende
a destra e ci porta ad una chiesetta. Svoltiamo a destra e scendiamo la breve
mattonata che termina sulla passeggiata. Il piazzale della chiesa è a pochi
metri (km 2,5).
Variante 13.2: percorribile solo in questo senso. Da
Montaretto scendiamo e raggiungiamo l'estremità del paese. Appena lasciate
le case, percorrendo una strada che scende (segnavia azzurri 1 e 3), passiamo
nei pressi di una edicola e scendiamo ad un incrocio nei pressi di un piazzale.
Svoltiamo a destra seguendo una strada forestale che poco dopo sale per superare
il crinale (km 1). Con discesa a tratti ripida e dissestata scendiamo nel bosco.
La strada si restringe a mulattiera e scende ripida fino alla Foce di Carpeneggio
(km 1,9).
14 - Discesa da Madonna di Soviore a Levanto
Il Santuario Madonna di Soviore è raggiunto dalla strada che da Levanto
raggiunge Pignone o Vernazza. E' raggiungibile anche da Foce del Bardellone seguendo
la strada di crinale per 4, 2 km fino ad incrociare la strada provinciale e qui
scendendo a destra per qualche centinaio di metri.
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione:
Dal Santuario scendiamo verso Levanto seguendo la strada provinciale. Raggiungiamo
il grande incrocio e svoltiamo a sinistra raggiungendo Colle di Gritta (km 1,9).
All'interno del parcheggio del ristorante inizia un sentiero segnalato col numero
1
.
Saliamo pochi metri e poi scendiamo di sella per affrontare una scala cui segue
un tratto poco ciclabile che sale nella pineta. Al tratto in salita fa seguito
la discesa ad una selletta (km 2,7).
Affrontiamo una salita faticosa e ben poco ciclabile che conduce ad un tavolo
picnic (km 3,3).
Una discesa, ripida e dissestata termina ad una sella (km 3,5). Saliamo di nuovo
poi il sentiero costeggia il versante del monte con andamento pianeggiante e qualche
passaggio a piedi. Il tratto in discesa che segue è impegnativo a causa
del fondo roccioso e termina al valico di Colla di Bagari (km 4,1) dove si incrociano
vari sentieri (variante 14.1 a sinistra).
Proseguiamo diritti lasciando a destra la variante 14.2.
Il sentiero è stretto e un po' disturbato dalla vegetazione, è generalmente
ciclabile tranne qualche salitella. Dopo aver superato un ponticello il sentiero
si allarga ma l'avanzamento è disturbato da molti passaggi rocciosi.
Procedendo il percorso diviene scorrevole e raggiungiamo una depressione (km 5,3).
La impedalabile salita ci porta sul crinale roccioso e la dissestata discesa che
segue termina sul sentiero che collega Levanto con Monterosso (Sella del Torrino;
km 5,9).
Lasciamo a sinistra le varianti 14,3 e 14,4
e svoltiamo a destra.
Il sentiero scende, difficile per il fondo roccioso, passa nei pressi di una casa,
raggiunge un rudere ed attraversa un ruscello (km 6,9). Segue un tratto che alterna
salite e discesa, con alcune scale non difficili. Un tratto di veccchia mulattiera
selciata, impedalabile ci porta a superare uno spettacolare punto panoramico.
Il sentiero costeggia per un po' poi sale e costeggia altissimo le scogliere 200
metri più sotto.
Il vuoto è mitigato da una cortina di alberi, ma è meglio evitare
di cadere!
Un tratto facile ci porta all'inizio di una scalinata in discesa.
I gradini sono alti ed irregolari e la discesa tuttaltro che semplice. Al termine
della scala (km 8,2) la discesa continua con altre scale facili.
Raggiunto il punto più basso risaliamo ad una casa (km 8,6). Dallo spiazzo
soprastante dovrebbe essere possibile seguire la strada di accesso fino all'asfalto.
Noi proseguiamo invece sul sentiero che ora costeggia la recinzione. Il tratto
pianeggiante termina ed inizia una faticosa ed impedalabile salita che porta ad
una scaletta sotto alla visibile strada. Il sentiero prosegue ancora a sinistra
per qualche centinaio di metri, ma noi lo lasciamo per salire la scaletta ed uscire
sull'asfalto (km 9).
Seguiamo la strada che scende velocemente. Dopo circa 600 metri lasciamo a sinistra
l'interessante variante 14.5 e proseguiamo la discesa. Incontriamo
la variante 14.2 che arriva da destra e proseguiamo. Dopo un tornante lasciamo
a destra la variante 14.6 e continuiamo la discesa uscendo
a Levanto alla Porta dell'Acqua (km 12).
Dislivello: in salita 230 m, in discesa 590 m.
Ciclabilità: 77%
Asfalto: 29%
Osservazioni: itinerario faticoso ed impegnativo con un tratto un po' esposto,
offre però scorci panoramici unici sulle Cinque Terre. Molto frequentato
dai pedoni.
Variante 14.1: assolutamente sconsigliabile.
Alla Sella di Bagari svoltiamo a sinistra prendendo una traccia di sentiero. La
discesa è subito ripidissima sul sentiero quasi invisibile disturbato da
rami e vegetazione. Usciamo dal bosco e raggiungiamo un bivio inavvertibile dove
svoltiamo a destra. Precipitiamo tra vegetazione e pietre ed attraversiamo alcuni
rii mentre il sentiero diviene finalmente evidente. La discesa è più
facile mentre costeggiamo aree coltivate. Infine usciamo sull'asfalto a monte
della ferrovia e proseguiamo per il centro di Monterosso. Circa km 2,8.
Variante 14.2: sconsigliabile.
Alla Sella di Bagari proseguiamo sul percorso principale per pochi metri. A destra
notiamo un sentierino che attraversa la fitta macchia.
Il sentiero è stretto ed attraversa il versante della montagna mantenendosi
in quota, con saliscendi per attraversare gli impluvi. L'andamento è poco
ciclabile a causa della salite ripide, degli alberi abbattuti, del fondo cattivo.
Una salita ci porta a scollinare (km 1,2) al termine della parte più fastidiosa.
La discesa alterna qualche tratto ripido ad altri pianeggianti e ci porta ad una
zona coltivata dalla quale usciamo in fondo a destra. Una discesa molto ripida
e piena di rami ci porta nei pressi di una casa dove usciamo su una stradina (km
2) al termine delle difficoltà. Seguiamo la ripida strada che confluisce
sull'asfalto con l'itinerario principale (km 3,3).
Variante 14.3: Discesa a Monterosso.
Alla Sella del Torrino svoltiamo a sinistra e procediamo in discesa decisa. Il
sentiero conduce in un centinaio di metri ad un evidente bivio (Sella S. Antonio).
Svoltiamo a sinistra e scendiamo facilmente per un po'. Il sentiero aumenta di
pendenza e dobbiamo superare alti scalini. La pendenza rimane sempre sostenuta
con molte difficili scale fino ad uscire su una strada asfaltata (km 1,6). Possiamo
scendere a Monterosso seguendo costantemente l'asfalto oppure seguire la scorciatoia
a sinistra. La seconda scociatoia è da evitare perchè porta sulla
lunga scala che scende alla spiaggia. In tutto sono circa 3 km fino al paese.
Variante 14.4: A Punta Mesco. Consigliabile.
Anche se costringe ad una risalita poco ciclabile per ritornare alla Sella del
Torrino e riprendere il percorso principale è una breve deviazione meritevole
per il paesaggio.
Alla Sella del Torrino svoltiamo a sinistra e procediamo in discesa decisa. Il
sentiero conduce in un centinaio di metri ad un evidente bivio (Sella S. Antonio).
Qui svoltiamo a destra. Percorriamo il largo sentiero, con qualche passaggio a
piedi, superiamo un punto panoramico e raggiungiamo i ruderi del convento ed il
faro della punta (km 0,5).
Variante 14.5: consigliabilissima.
Lasciamo la strada asfaltata e svoltiamo a sinistra, seguendo i segnavia e le
indicazioni per Levanto. Qualche scalino ci fa perdere quota. Il sentiero costeggia
il monte e poi diviene larga mulattiera selciata. La discesa conduce ad una porta
nelle mura. Possiamo proseguire raggiungendo la Porta dell'Acqua oppure attraversare
il muro uscendo sul sacrato della bella chiesa di Levanto, che merita assolutamente
una visita. Per stradine scendiamo al centro.
Variante 14.6: consigliabile.
Lasciamo la strada svoltando a destra in una stradina asfaltata. Superiamo alcune
case dove la strada termina per lasciare il posto ad una stretta mulattiera che
scende piuttosto ripida. La discesa termina e proseguiamo costeggiando il ruscello
fino alla Porta dell'Acqua che ci fa entrare a Levanto (km 1,8).