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Il finalese

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Note introduttive
Numerosi itinerari sono possibili sugli altopiani calcarei, sia nell'area di Finale in senso stretto (m.te Cucco, Rocca di Perti, Bric Pianarella), sia nella zona delle Manie.
L'ambiente è veramente particolare; sugli altopiani il mondo meccanizzato sembra davvero molto più remoto di quanto non sia in realtà.
Se non volete che la Smilax Aspera (tenace rampicante spinoso) distrugga il vostro abbigliamento non allontanatevi dai sentieri battuti.
Sono frequenti le pareti verticali che rendono i passaggi obbligati.
Del tutto diverso l'ambiente sul crinale spartiacque dove si ritrova il consueto aspetto appenninico.

  1. Discesa per la Strada Regina
  2. Salita da Feglino a Colla S.Giacomo
  3. Discesa dal Colle del Melogno a Calice Ligure via Bric Gettina
  4. Traversata da Spotorno a Finale per la Val Ponci
  5. Discesa da Madonna della Neve a Calice Ligure
  6. Salita al Colle del Melogno da Calice Ligure via Cheirano
  7. Salita da Varigotti al Bric dei Monti
  8. Discesa dal Bric dei Monti a Varigotti
  9. Discesa a Noli
  10. Discesa in val Ponci
  11. Salita da Final Pia a Rocca di Corno
  12. Pianmarino
  13. Da Finale Marina al Ciappo delle Conche
  14. Discesa dal Ciappo delle Conche a Calvisio
  15. Discesa dal Ciappo delle Conche a Calvisio, via Lacremà
  16. Discesa dal Ciappo delle Conche a S.Lorenzino
  17. Discesa da Colla S.Giacomo a Feglino
  18. Discesa dalle Manie a Finalpia
  19. Raccordi di Feglino
  20. Salita da Finalborgo a Gorra
  21. Discesa da Gorra a Borgio
  22. Discesa dalle Manie a Varigotti, via Valle Armoreo
  23. Discesa dalle Manie a Varigotti, via Isasco
  24. Discesa dalle Manie a Varigotti, via S.Lorenzo
  25. Salita da Final Pia alla Rocca dei Corvi
  26. Anello di S. Bernardino
  27. Discesa dalle Manie a Varigotti, via campeggio
  28. Discesa dalle Manie a Varigotti, via Chien
  29. Salita al Bric Colombino da Spotorno
  30. Anello di Orco

1 - Strada Regina (via Beretta)

Aggiornamento: 11/2001
Percorso
Da Colla S. Giacomo si prende la strada diretta verso il Melogno che percorre in falsopiano la foresta.
Dopo circa 1,5 km si scorge un tabellone turistico che riporta notizie storiche circa l'antica strada.
Si inizia a scendere a sinistra e dopo pochi metri si presta attenzione ad imboccare la strada, chiusa da una sbarra, che si allontana a destra in leggera discesa trascurando le due strade forestali che sono più invitanti e che scendono più ripidamente.
La strada prosegue nel bosco alternando tratti in discesa ad altri in salita, poi perde quota decisamente con alcuni tornanti.
Ancora un tratto diagonale verso ovest, poi una ripida discesa. Arriviamo così ad una netta svolta a destra (km 3,1) dove inizia un tratto di 500 m rovinato dalle alluvioni dei rivi.
Dopo questo tratto poco ciclabile il sentiero si allarga per diventare strada forestale.
Al termine di un tratto in discesa prestiamo molta attenzione perché dobbiamo lasciare l'invitante strada forestale, che inizia a salire, per prendere una strada minore che scende a sinistra (km 4).
La strada presenta il fondo un po' sconnesso, ma è ciclabile. Con alcuni tornanti si scende finché la strada si allarga fino a diventare una larga carrabile (km 5).
La seguiamo senza difficoltà fin nei pressi della provinciale. Ad un certo punto (km 7,1) troviamo a sinistra una strada più stretta che scende in direzione opposta a quella da cui proveniamo.
Scendiamo, percorriamo 200 metri e svoltiamo a destra in un sentiero con cespugli. Dobbiamo superare qualche tratto invaso dalla vegetazione spinosa, poi la situazione migliora ed un tratto in netta discesa ci porta a confluire su una larga strada (km 8,1).
Svoltiamo a destra e restiamo su questa strada che conduce alla Provinciale, in località Pian Merlino (km 9,4).
Proseguiamo la discesa sulla strada asfaltata ed arriviamo ad un incrocio nei pressi della chiesetta di S.Rocco (km 11,4).
A destra possiamo scendere a Calice, a sinistra a Feglino.
Di fronte alla chiesa parte una strada sterrata e si presentano subito due possibilità:
  1. Proseguiamo in piano sulla comoda strada sterrata. Dopo 500 metri lasciamo la strada e scendiamo a sinistra (a destra variante 1.1; segnavia FIE ). La discesa procede abbastanza agevole. Raggiungiamo un incrocio (km 12,5) dove andiamo a destra ed arriviamo a Pianmarino (km 13).
  2. Scendiamo a sinistra seguendo la ripida discesa selciata. Dopo poco la pendenza diminuisce e proseguiamo agevolmente fino alle case di Cia (km 11,9). A destra troviamo due sentieri e prendiamo quello pianeggiante (segnavia FIE ). Proseguiamo abbastanza agevolmente ma con qualche passo difficile, poi saliamo raggiungendo un primo incrocio (km 13). Qui andiamo in salita a destra ed incrociamo il sentiero precedente; svoltiamo a sinistra ed arriviamo a Pianmarino (km 13,5).

Attraversiamo tutto il bel prato, evitando di calpestare l'erba, ed arriviamo ad un incrocio. Qui il sentiero va a sinistra (è ciclabile ma nettamente più difficile) mentre noi svoltiamo a destra seguendo una strada sterrata.
E' una strada privata che passa nei pressi di una cascina dove sono presenti animali da cortile, passiamo dunque con adeguato rispetto! La strada sale per poi scendere alle case di Montesordo superate le quali raggiungiamo la strada asfaltata (km 14,2).
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada asfaltata fino alla chiesa di Perti (km 16,2).
Di fronte alla chiesa scende una mulattiera. La seguiamo in leggera discesa, poi in salita. La strada inizia poi a scendere, passa nei pressi del Castello e termina a Final Borgo (km 17).
Dislivello:  800 m.
Ciclabilità: 93%
Osservazioni:  Qualche difficoltà di orientamento. I segnavia sono scarsi (per fortuna). La strada è abbastanza evidente ma i due incroci (ai km 4 e 7,1) non lo sono affatto.
Variante 1.1: Dalla chiesa di S.Rocco seguiamo l'itinerario principale. Quando questo lascia la strada per andare a sinistra proseguiamo sulla strada. Superiamo un tratto in salita, poi iniziamo a scendere.
Seguiamo sempre la strada più evidente trascurando quelle minori. La ripida discesa diviene asfaltata ed arriviamo rapidamente a Calice (km 5,4).


2 - Salita da Feglino a Colla di S.Giacomo

Aggiornamento: 11/2005
Percorso
Partiamo da Feglino imboccando la strada asfaltata che sale ad Orco, sotto l'alto ponte autostradale. Proseguiamo in salita fin quasi alle prime case di Costa.
Qui, al termine della salita, si diparte una strada in salita a sinistra (km 2,9; segnavia FIE ).
Inizialmente asfaltata la strada costeggia un'area pic nic per diventare sterrata e risale a mezza costa, con buon fondo.
Ad un quadrivio (km 3,5) incontriamo la variante che arriva da destra e proseguiamo a sinistra sulla strada principale.
Trascuriamo le numerose deviazioni laterali seguendo sempre la strada principale ed i segnavia e più precisamente: teniamo la destra al km 4,7, bivio per cascina Stra; teniamo la destra al successivo (bivio per cascina Bario; km 6,6). Altre deviazioni sono evidentemente fuorvianti.
La pendenza aumenta, passiamo nei pressi dei ruderi di Casa Pra Martino (km 7,8) e arriviamo ad incrociare l'ampia sterrata proveniente da Rocche Bianche (km 8,5).
Svoltiamo a sinistra in salita arrivando rapidamente alla Colla (km 9,8).
Dislivello:
450 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Asfalto: 45%
Variante 2.1: breve percorso.
Raggiungiamo la chiesa del paese di Orco (km 1 da Costa) e svoltiamo a sinistra seguendo la strada che sale ed esce dal paese. La strada sterrata procede in leggera discesa e raggiunge l'itinerario principale (km 1,8 da Costa).

3 - Discesa dal Colle del Melogno a Calice Ligure (via Bric Gettina)

Aggiornamento: 2/2005
Percorso.
Dalle fortificazioni scendiamo verso il mare seguendo la provinciale fino a raggiungere un evidente incrocio con la strada che proviene da Colla S.Giacomo (grande spiazzo, ristorante; km 1,6).
Lasciamo la provinciale ed attraversiamo lo spiazzo per prendere una sterrata pianeggiante che si dirige verso sud, costeggiando la collinetta su cui sorge la Casa del Mago.
Al bivio andiamo a destra e proseguiamo senza problemi costeggiando la provinciale dall'alto e seguendo il tracciato principale ai pochi incroci.
La strada cambia versante e scende ad un bivio (km 8).
Pochi metri più avanti vediamo in basso la chiesetta della Madonna della Guardia (merita arrivarci per il panorama).
A sinistra si allontana una strada pianeggiante in direzione opposta a quella di provenienza.
La prendiamo. La discesa è piuttosto ripida e veloce. Agli incroci seguiamo la strada maggiore e scendiamo con tornanti alternati a diagonali.
Sul fondovalle attraversiamo un ponte e saliamo tra le case di Molino uscendo sulla provinciale (km 12,8).
Svoltiamo a destra e seguiamo l'asfalto fino a Calice (km 16).
Dislivello:  950 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Asfalto: 33%
Variante 3.1: Dalla chiesa della Madonna della Guardia si può seguire la sterrata a destra. Si arriva alla statale. Per asfalto ad Eze e di qui a Calice. Può servire a chi voglia rientrare a Pietra Ligure. Se si utilizza per rientrare dopo aver salito il Melogno da Pietra conviene scendere a Tovo invece che ad Eze.

4 - Traversata da Spotorno a Finale per la Val Ponci

Aggiornamento: 2/2005
Percorso.
Dalla stazione FS di Spotorno ci dirigiamo verso nord, costeggiando la ferrovia.
Svoltiamo a destra nella strada e seguiamo la strada principale che si dirige verso l'estremità di levante di Spotorno.
Prestiamo attenzione alle stradine che salgono tra le case, sulla sinistra.
Quando troviamo una strada più ampia (v. Laiolo) con indicazione "agriturismo Mae Vigna" la prendiamo iniziando a salire (km 0,9)..
La strada sale fino ad uscire dalle case ed arriva all'agriturismo. Passiamo davanti all'edificio, poi la stradina svolta a destra, in salita (km 1,9; a sinistra segnavia e variante 4.1).
Superiamo una ripida rampa in cemento al cui termine si prosegue sulla strada in piano, sterrata. Ora seguiamo anche il segnavia .
Dobbiamo superare un altro tratto ripido in cemento a cui segue un ripido tratto con fondo poco aderente, poi proseguiamo meno faticosamente fino ad uscire sulla larga insellatura (km 4,2) che separa il monte Mao dal bric Colombino.
Qui passa il segnavia FIE , che seguiremo a lungo, e di qui passano alcuni itinerari (itinerario 8, itinerario 20, della zona di Vado).
Andiamo a sinistra salendo dolcemente fino ad incrociare una strada che sale a destra (traliccio ENEL; km 4,8).
La prendiamo abbandonando la strada che prosegue (variante 4.2)
La salita inizia ripida poi si attenua, ma alla fine diviene talmente erta da essere impedalabile per 50 metri. Quando termina siamo in vetta al bric Colombino (km 5,4).
Proseguiamo in cresta con vari saliscendi fino ad una insellatura, qui andiamo a destra evitando la rampa che sale.
La strada prosegue costeggiando sul versante settentrionale e conduce ad un trivio (km 7,8). E' possibile abbandonare il percorso scendendo per la strada a sinistra che conduce sulla variante 2.
Proseguiamo a destra (sempre segnavia FIE ) affrontando una breve rampa e poi facilmente fino a confluire su una sterrata di cui prendiamo il ramo di sinistra, che sale (km 9).
Proseguiamo arrivando in breve alla confluenza con la strada che sale alle Rocche Bianche (km 9,6).
La seguiamo in discesa arrivando all'asfalto ed a Magnone (km 11,3). Qui svoltiamo a sinistra fino alla provinciale dove svoltiamo a destra, al bivio che segue non andiamo per Finale ma svoltiamo a sinistra e, dopo 100 metri, saliamo a destra (indicazioni per cimitero, km 12).
Superiamo la chiesa ed arriviamo ad una chiesetta. Andando diritti andremmo al Bric dei Monti (itinerario 7).
Scendiamo a destra su un ampio sentiero (attrezzato per non vedenti; FIE) che era l'antica via romana.
Un primo tratto, ripido e spesso fangoso, conduce al primo (di Magnone) e poi al secondo ponte romano (dell'acqua). Ancora qualche tratto ripido ed arriviamo ad incrociare il sentiero che scende dalle Manie (itinerario 10), all'altezza del terzo ponte (di Voze, km 14,2).
Dopo un centinaio di metri, all'altezza dei ruderi del quarto ponte, lasciamo il tracciato infrascato per salire sulla riva di destra e proseguiamo sul sentiero tra i prati. Senza ulteriori problemi proseguiamo sul tracciato che diviene una strada, supera il ponte delle Fate ed arriva all'asfalto (km 17) e, poco prima, lasciamo a sinistra un largo sentiero in salita (variante 4.3).
La ripida discesa a destra porterebbe a Calvisio e poi a Finale Pia (km 20).
Svoltiamo invece a sinistra e saliamo alle vicine case di Verzi. Oltrepassiamo l'abitato (segnavia FIE ).
Al termine della strada la mulattiera sale ripida e non troppo ciclabile e raggiunge un bivio con cartello segnalatore (km 18,3).
Di fronte proviene il sentiero che scende dalla Manie; svoltiamo a destra e proseguiamo in comune con l'itinerario 18.
Alternando tratti pianeggianti a qualche discesa procediamo fino ad arrivare ad incrociare una stradina in cemento (km 19,3).
Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo alcune case. Scendiamo a destra ed arriviamo sull'asfalto in località cappella di S.Antonio (km 19,6).
Svoltiamo a destra. Seguendo i segnavia scendiamo su vecchie crose ed arriviamo proprio nella piazza del convento di Finalpia (km 20,5).
Dislivello: 550 m in salita.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
Variante 4.1.
Solo discesa. Breve percorso divertente. Raggiungiamo la curva al termine delle ripide discese (l'agriturismo Mae Vigna è a sinistra a meno di 100 metri). Non svoltiamo verso l'agriturismo ma proseguiamo diritti (segnavia e ). Scendiamo su una lurida mulattiera che raggiunge un sentiero dove andiamo a sinistra. Usciamo su una strada che seguiamo a destra per una decina di metri. Prendiamo la crosa a sinistra e raggiungiamo il castello. Sempre sui segnavia scendiamo a destra su lunghi scalini, attraversiamo una strada e proseguiamo su una facile scala.
Raggiunto l'oratorio di S. Caterina andiamo a destra ed usciamo sulla viabilità principale. La stazione FS di Spotorno è a destra a 200 metri.
Variante 4.2.
La strada che prosegue oltre l'incrocio per il bric Colombino raggiunge la provinciale che sale da Spotorno a Tosse ed a Magnone. Tutto il percorso è ampio ed in parte asfaltato (km 3).
Variante 4.3.
Più impegnativa ma più elegante del percorso principale.
Circa cento metri prima della confluenza nell'asfalto svoltiamo a sinistra in un ripido sentiero in salita (segnavia FIE ). La salita è impegnativa, soprattutto all'inizio, poi la pendenza si attenua ed il fondo diviene in cemento presso le prime case. La mulattiera costeggia a monte le case di Verzi poi scende nei pressi della chiesa dove incontra il percorso principale (km 0,6).


5 - Discesa da Madonna della Neve a Calice Ligure

Aggiornamento: 11/2005
Percorso.
Di fronte alla Chiesetta parte una strada sterrata in discesa.
La prendiamo e la seguiamo senza difficoltà mentre scende, con pendenza costante, nella faggeta.
Quando la strada effettua un tornante a destra (km 1,2) la lasciamo per andare a sinistra in una strada minore, inizialmente pianeggiante.
La discesa prosegue, con qualche tratto ripido fino ad un ruscello (km 2,7). Risaliamo brevemente e riprendiamo a scendere.
Arriviamo al bivio (km 3,6) dove incrociamo la strada che, da sinistra, arriva dal Colle di S. Giacomo e proseguiamo a destra.
A 5 km incontra un bivio dove andiamo diritti trascurando la strada a destra. La discesa si fa più ripida e porta rapidamente ad alcune case (km 7,7) dove incontriamo l'asfalto; proseguiamo la discesa arrivando su una strada (km 7,8) dove svoltiamo a destra (ma è anche possibile andare a sinistra) e scendiamo a Vene.
Continuiamo a scendere raggiungendo la strada di fondovalle (km 10,6) e, a sinistra, Calice (km 11,5).
Dislivello: 890 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 33%
Osservazioni: Ottimo itinerario di discesa; interamente ciclabile anche in salita, con qualche rampa dura.

6 - Salita al Melogno da Calice Ligure (via Cheirano)

Aggiornamento: 2/2005
Percorso.
Da Calice proseguiamo sulla provinciale che costeggia il torrente in leggera salita. Trascuriamo le strade laterali, superiamo la frazione Molino, poi Calvi. La pendenza comincia ad aumentare e diviene forte dopo una curva a destra. Ad un bivio (km 4,2) teniamo la destra.
Con ripida salita raggiungiamo la piazzetta di Cheirano con piccola chiesa dove ancora andiamo diritti.
Ancora in ripida salita arriviamo ad incrociare la strada maggiore che arriva da Rialto.
Saliamo a sinistra con pendenza più moderata, superiamo un'ultima casa ed incontriamo un bivio (km 5,7).
Prendiamo la strada che sale a destra, ora sterrata.
Non resta che proseguire su questa ampia strada che sale con fondo buono e pendenza non eccessiva; all'unico incrocio (km 7,7) andiamo diritti.
Usciamo sulla strada provinciale che porta a Bormida ed Osiglia (km 12). Andiamo a sinistra raggiungendo la SP del Melogno. Il Passo è a destra a 1500 metri.
Dislivello: 960 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: attenzione alle auto.
Asfalto: 54%

L'altopiano delle Manie

Questo territorio si estende tra Finalpia e Spotorno. E' interamente attraversato da un'ampia strada asfaltata collegata ad altre minori.
Sulla parte che costituisce l'altopiano vi sono numerose strade sterrate di facile percorribilità, mentre i percorsi di collegamento alle valli laterali possono essere piuttosto difficili.

7 - Salita da Varigotti al Bric dei Monti

Aggiornamento: 2/2005
Percorso:
Dalla Chiesa di Varigotti andiamo verso Genova per circa 100 metri e svoltiamo in via Strada di Isasco.
Saliamo seguendo questa strada asfaltata che conduce ad uno spiazzo da dove prosegue ripida e con fondo in cemento.
In un tratto meno ripido lasciamo a destra la sterrata percorsa dall'itinerario 22. Superiamo un'altra rampa in cemento e poi la strada prosegue in leggera salita e termina all'incrocio con la strada principale (km 4,5).
Attraversiamo la strada, percorriamo a destra una decina di metri e prendiamo la sterrata che sale nel bosco. La stradina sale ad un incrocio, dove andiamo diritti, e poi scende arrivando ad incrociare la Provinciale in corrispondenza del ristorante Ca' Ferrin (km 5).
Di fronte al ristorante scendiamo sull'ampia sterrata percorsa anche dalle auto e raggiungiamo la chiesetta di S. Giacomo (km 5,9). Seguiamo la strada asfaltata aggirando la chiesa ed arriviamo alle case di Arma (km 6,2).
Dalla spiazzo dopo la trattoria partono due strade: quella di sinistra scende in val Ponci (itinerario 10) noi prendiamo quella di destra, in salita.
La strada sale senza presentare difficoltà. Trascuriamo una stradina a sinistra e saliamo nel bosco. Ad un bivio andiamo diritti e poi saliamo qualche decina di metri un po' dissestati.
Arriviamo ad uno slargo dove lasciamo il sentiero pianeggiante e svoltiamo a sinistra (km 7,3). Il sentiero sale per superare il crinale per poi scendere deciso fino ad incontrare un largo sentiero pianeggiante (km 7,5) dove svoltiamo a destra. Il largo sentiero inizialmente è facile poi si fa accidentato e costringe a qualche passaggio a piedi.
La discesa termina in fondovalle (km 8) confluendo con la sterrata percorsa dall'itinerario 8. Svoltiamo a destra e saliamo al piazzale dell'ex cava per poi scendere alla strada Provinciale (km 8,6).
Scendiamo alle porte di Voze e svoltiamo a sinistra all'incrocio (km 9,3). Seguiamo la Provinciale per Magnone
Prestiamo attenzione ad una strada che si dirige a sinistra con direzione quasi opposta a quella di provenienza. E' la strada per la chiesa e per il cimitero (km 12,3).
La seguiamo raggiungendo una cappella sulla sinistra (km 13,4). A destra scende il sentiero (segnavia FIE ) per la Val Ponci.
Proseguiamo invece diritti sulla strada che subito si sterra e termina ad un cancello. Qui svoltiamo a sinistra, in salita.
Seguiamo integralmente lo sterrato che termina poco sotto la vetta del Bric dei Monti (km 15,6).
Circa 500 metri prima del termine della strada è ben visibile un poggio con qualche pino. Il panorama merita i pochi metri di deviazione.
Dislivello: 550 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Presenta 1 km di salita ripida (asfaltata), altrimenti sarebbe una piacevole passeggiata.
Asfalto: 59%

8 - Discesa dal Bric dei Monti a Varigotti

Aggiornamento: 10/2003
Percorso.
Dalla vetta si scende ripercorrendo la strada di salita ed imboccando il primo, evidente sentiero a sinistra (km 0.5, segnavia FIE).
Lo si segue nella macchia a lecci fino ad un incrocio (km 1.5) dove si va a sinistra arrivando ad uno slargo e ad una sterrata.
Si scende sulla sterrata arrivando ad un prato in una valletta. Si risale dalla parte opposta e si prosegue sulla strada che conduce ad un largo piazzale (km 3).
Svoltiamo a destra prendendo una sterrata che sale leggermente. Dobbiamo superare un fastidioso albero caduto e poi con divertente saliscendi proseguiamo su un sentiero molto marcato che termina sulla Provinciale.
Al di là dell'asfalto inizia un'ampia sterrata dove inizia il percorso delle Terre Rosse.
Andiamo in salita ed arriviamo ad uno slargo pianeggiante da dove partono vari sentieri (km 3,2). Svoltiamo a destra prendendo la strada che sale.
Superiamo 300 metri di ripide rampe, poi proseguiamo sulla strada in leggera salita. La strada termina su un piazzale (km 4) e diventa un sentiero.
Il sentiero procede pianeggiante per 300 metri, immerso nella macchia mediterranea. Superiamo un tratto in discesa, poi andiamo in salita ed infine scendiamo per confluire nella strada sterrata diretta a Capo Noli (km 4,7).
Siamo ad un chilometro dalla strada asfaltata.
Scendiamo fino al faro di Capo Noli (faro non accessibile). Cento metri prima del faro (km 6,7) si stacca a destra un poco visibile sentiero (segnavia blu) che si inoltra nel bosco.
Lo si segue senza difficoltà per un chilometro poi il sentiero inizia a scendere ripido, con fondo sconnesso e diviene difficile da percorrere in sella.
Si arriva ad una strana costruzione ornata e si scende passando nei pressi della chiesetta di S.Lorenzo (assolutamente da raggiungere!).
Il fondo è ora buono e permette di proseguire in sella fino all'asfalto (km 9,4). Il centro di Varigotti dista 500 metri.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 96%
Osservazioni: Il tratto tra capo Noli e Varigotti presenta alcuni tratti difficili. Vale la pena di farlo con calma spingendosi sulle due deviazioni che conducono a punti panoramici spettacolari.

9 - Discesa a Noli

Aggiornamento: 12/2000
Percorso
Un difficile sentiero si stacca dalla strada diretta al Capo.
L'inizio è poco evidente e si trova a sinistra, in uno slargo a circa 1.5 km dall'asfalto. E' dotato di segnavia FIE ().
La discesa è subito difficile per la ristrettezza del tracciato. Dopo una curva a tornante il tracciato si allarga ma resta difficile per il fondo sconnesso.
Finalmente le difficoltà cessano e si arriva su una stradina con fondo in cemento che scende ripida fino a Noli (km 2.5 fino al centro storico).
Dislivello: 300 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni:

10 - Discesa in Val Ponci

Aggiornamento: 1/2005
Percorso
Di fronte al ristorante Cà Ferrin parte una larga sterrata che procede comodamente fino a raggiungere un ristorante e poi la chiesa di S.Giacomo (km 1).
Qui andiamo a destra, su asfalto, e raggiungiamo il ristorante che sorge sopra la grotta dell'Arma (km 1.4). Proseguiamo iniziando a scendere sulla sterrata.
La strada presenta qualche tratto sconnesso ma si mantiene ciclabile e conduce in Val Ponci, al ponte delle Voze (km 2.7).
La discesa prosegue a sinistra lungo la strada romana (itinerario 4).
Dislivello: 130 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Importante itinerario di raccordo tra le Manie e Finale. Utilizzabile anche in salita con un tratto non ciclabile.

11 - Salita da Final Pia a Rocca di Corno

Aggiornamento: 1/2001
Percorso
Dalla chiesa-convento di Final Pia si segue la strada che risale lungo il torrente in direzione di Orco/Vezzi/Magnone.
Superata la chiesa di Calvisio e le poche case prestare attenzione ad un ponticello che scavalca il torrente, a destra (km 1,6).
La strada sale ripida a stretti tornanti in direzione di Verzi. Dopo circa 1 km si nota a sinistra un'ampia sterrata pianeggiante che si prende.
La strada, di antica origine romana, si inoltra nella Val Ponci; l'intero percorso è contrassegnato dal simbolo FIE .
Si supera un primo ponte romano (ponte delle Fate) e si raggiungono alcune cascine; subito dopo si sale leggermente a sinistra, per evitare un tratto impercorribile, e si ritorna sul tracciato in corrispondenza del secondo ponte, a cui segue subito dopo un terzo (ponte delle Voze o muto; km 4,5).
A destra si tralascia il sentiero per le Manie e si affronta un breve tratto difficile superato il quale si raggiunge il quarto ponte (ponte dell'acqua; km 5.3).
Un tratto ripido e spesso fangoso conduce alla colla di Magnone dove si incontra l'itinerario per il Bric dei Monti, km 6,3.
A sinistra del sentiero di provenienza una stradina si allontana pianeggiando (percorso per non vedenti; FIE ). La si prende. Ci si inoltra così in un rado bosco e la strada sale, con qualche breve strappo, fino a superare una spalla del bric Carè.
Quasi al termine della salita il segnavia FIE va a destra, mentre il sentiero per non vedenti sale a sinistra. Tralasciare il segnavia ed andare a sinistra, comunque poco più avanti i due percorsi si ricongiungono.
Alla ricongiunzione proseguire in discesa a sinistra. Il tracciato diviene una vera strada e scende fino ad una sella dove si trova un'edicola votiva (km 7,8).
A destra la strada scende alla provinciale, a sinistra scende un sentiero che ritorna in Val Ponci; noi invece andiamo diritti raggiungendo una vecchia cava.
Si affronta un breve tratto in salita che conduce a superare il contrafforte della Rocca degli Uccelli. Un breve tratto pianeggiante e si esce al Ciappo del Sale (km 8,3).
Siamo ormai sull'altopiano che collega la Rocca degli Uccelli con la Rocca di Corno.
Si segue il sentiero che si inoltra nella fitta vegetazione di macchia mediterranea in ambiente tipicamente finalese. Evitando accuratamente i sentierini che si staccano dal percorso principale si procede su un percorso sostanzialmente pianeggiante che non presenta difficoltà anche se ha qualche passo ostile.
Si arriva così al bivio col sentiero che scende sulla parete ovest. Seguiamo sull'altopiano il sentiero che si avvicina al bordo della parete e lo seguiamo fino ad una panoramica radura (km 10). Il sentiero prosegue per raggiungere il bordo della parete sud, ma è così stretto dalla vegetazione da non essere ciclabile: sono circa 200 metri che possiamo percorrere a piedi.
Per ritornare non resta che ripercorrere a ritroso la stessa strada, almeno fino alla sella con edicola votiva. Da qui si può scendere a sinistra alla provinciale oppure a destra in Val Ponci.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: L'itinerario si sovrappone in parte al percorso attrezzato per non vedenti; è evidente che occorre triplicare l'attenzione per la presenza di escursionisti.
Variante 11.1. Dalla vetta del Corno si può scendere per la parete ovest, aiutandosi con qualche corda in posto. Arrivati alla base si costeggia la parete verso sinistra fino ad imboccare il ripido sentiero che termina al parcheggio degli arrampicatori. Ciclabilità zero.
Variante 11.2. Dalla vetta del Corno si ritorna indietro per circa 600 m. In uno slargo si nota a destra un sentiero a destra. Scendendolo si arriva al ponte delle Fate. Ripido e non ciclabile.
Variante 11.3. Ritornati indietro fin quasi al Ciappo del Sale si nota a destra un poco visibile sentiero. Dopo alcuni metri in piano si precipita in basso inoltrandosi in una stretta gola (valle dei frassini). Il sentiero termina in Val Ponci, poco a monte delle cascine. Ciclabilità quasi zero.Non ho indicato queste possibili discese per sadismo, ma, se andate spesso a Finale, potrebbe venirvi voglia di vedere del nuovo...

12 - Pian Marino

Aggiornamento: 4/2002
Descrizione.
Dal centro di Final Borgo raggiungiamo Piazza del Tribunale e saliamo la strada mattonata (indicazioni; FIE ) che porta al castello S.Giovanni, fortezza che domina l'abitato.
Proseguiamo oltre, lasciamo in alto a sinistra Castel Gavone con la sua torre bugnata ed arriviamo alla chiesa di Perti (km 1,2).
Proseguiamo dritti su asfalto, in leggera discesa, poi in salita ed arriviamo al termine della strada (km 3,4). Qui andiamo a destra oltre una sbarra.
Passiamo nei pressi di un gruppetto di case ed arriviamo ad un incrocio (km 3,9). Lasciamo a destra la stradina che va alle pareti di Montesordo e saliamo a sinistra.
Superiamo una cascina e scendiamo nel bel pianoro di Pianmarino (km 4,3). Attraversiamo tutto il prato evitando di schiacciare l'erba.
Quasi al termine del pianoro lasciamo a destra i segnavia della variante 12.1.
Sul versante destro della valletta sale leggermente un largo sentiero (itinerario 1 al contrario). Dopo un centinaio di metri incontriamo un bivio dove andiamo a destra, in discesa. Troviamo un secondo bivio ed ancora scendiamo a destra.
Segue un tratto ripido, difficile e sconnesso che scende molto rapidamente. Cerchiamo di non perdere il sentiero (segni gialli) ed arriviamo ad un incrocio più evidente dove andiamo a sinistra arrivando, con un'ultima discesa, ad una stradina asfaltata.
Costeggiando l'autostrada arriviamo a Feglino (km 7).
Dislivello: 340 m.
Ciclabilità: 96%.
Osservazioni:
Variante 12.1: Quasi al termine del prato saliamo a destra seguendo una ripida stradina sconnessa che conduce ad una vecchia cava (km 0,3). Svoltiamo a sinistra ed andiamo in salita costeggiando la parete della Rocca, poi scendiamo su sterrata sconnessa che termina sulla provinciale Final Borgo/Feglino. (km 2,2)
Variante 12.2: Nella discesa da Pianmarino a Feglino, 200 metri dopo aver iniziato la discesa, troviamo un traliccio dell'ENEL.
Dopo 100 metri arriviamo ad un incrocio. Il percorso principale svolta a sinistra e scende molto ripido mentre il sentiero di destra va in piano. Dopo 50 metri arriviamo sulla strada di cava percorsa dalla variante precedente seguendo la quale scendiamo alla provinciale.

13 - Da Finale Marina al Ciappo delle Conche

Aggiornamento: 3/2004
Percorso
Dalla stazione ferroviaria seguiamo l'Aurelia verso levante svoltando a sinistra, indicazioni per Final Borgo, al primo incrocio.
Dopo circa 500 m svoltiamo nella strada in salita a destra (indicazioni per S.Bernardino e Sporting Club). La strada sale a tornanti con numerosi incroci dove restiamo sulla strada principale.
Arriviamo così (km 4,3) ad un quadrivio con un pino al centro: la strada principale prosegue pianeggiante, a destra sale una stradina per la chiesa di S.Bernardino mentre a sinistra sale un'altra strada che prendiamo (anche segnavia FIE ).
Dopo una breve salita arriviamo ad un piazzale con panchine dove lasciamo a sinistra la variante 13.1 e proseguiamo in leggera salita per un centinaio di metri fino all'incrocio con via degli Alisei. Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo il piazzale del condominio Rubino dove termina l'asfalto (km 4,8).
Superiamo una sbarra e prendiamo la bella e comoda sterrata che si inoltra sull'altopiano.
Con percorso pianeggiante raggiungiamo due tralicci dell'alta tensione dove trascuriamo il ripido sentiero che scende, non ciclabile, a Calvisio e proseguiamo diritti. Superiamo un'area pic-nic e poi incontriamo la mulattiera percorsa dalla variante (km 5,6) dove svoltiamo a destra.
L'ampia stradina porta ad un bivio tra due strade egualmente importanti (km 6,4) dove svoltiamo nel largo sentiero di sinistra (segnavia ; andando diritti si arriverebbe, in 1 km, a Pratorotondo).
Il sentiero assume un andamento a saliscendi ed attraversa la testata di numerose vallette, un po' nei boschi un po' per radure. Attraversiamo il lastrone di pietra che costituisce il Ciappo dei Ceci proseguendo fino ad arrivare all'inizio di una salita che superiamo a spinta per uscire al Ciappo delle Conche (km 8,9).
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: E' un percorso affollato di pedoni nei festivi.
Variante 13.1.
Al piazzale svoltiamo a sinistra scendendo per via Pancaldo (segnavia FIE ).
Al termine della breve discesa prendiamo a destra l'unica sterrata (cartello segnaletico del Parco del Finalese, segnavia FIE ).
Una breve discesa porta ad attraversare il fondovalle, poi saliamo su fondo sconnesso; la mulattiera diviene sentiero in mezzo alla macchia mediterranea.
Ad un bivio (km 1,2) incontriamo l'itinerario principale che arriva da destra e proseguiamo diritti con quello.


14 - Discesa dal Ciappo delle Conche a Calvisio

Aggiornamento: 2/2001
Percorso
Dalla distesa rocciosa che costituisce il Ciappo ci si dirige verso ponente, su sentiero ben marcato (segnavia FIE ; itinerario 13 al contrario).
Qualche decina di metri di discesa sconnessa portano nel fitto del bosco da dove si prosegue seguendo il sentiero sempre ampio e ben evidente.
Si trascurano tutte le biforcazioni e si arriva ad incrociare l'ampia mulattiera che collega S.Bernardino con Pratorotondo (km 2,2) dove si svolta a sinistra.
Dopo circa 400 metri occorre abbandonare la stradina per scendere in uno stretto sentiero a destra (segnavia ).
Il percorso è caratterizzato da tratti piani intervallati da salti generalmente fattibili in sella senza acrobazie.
Al termine della zona con gli antichi terrazzamenti si prosegue nei pressi del rio con qualche tratto rovinato dalle piene; si passa nei pressi di una sorgente e poi sotto a piccole pareti rocciose dove si esce dal bosco.
Il sentiero prosegue stretto e scende ad una stradina a pochi metri dalla chiesa di S. Cipriano (km 5,3).
Si scende ripidamente a Calvisio seguendo l'asfalto oppure scendendo per una ripida mulattiera che si stacca a sinistra dopo un centinaio di metri dalla chiesa (dopo l'incrocio con via Bedini, inizio con alcuni scalini).
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:

15 - Discesa dal Ciappo delle Conche a Calvisio, via Lacremà

Aggiornamento: 2/2001
Percorso.
Dalla distesa rocciosa che costituisce il Ciappo ci si dirige verso ponente, su sentiero ben marcato (segnavia FIE , itinerario 14 al contrario).
Qualche decina di metri di discesa sconnessa portano nel fitto del bosco da dove si prosegue seguendo il sentiero sempre ampio e ben evidente.
Con qualche risalita si superano le testate di varie vallette fino ad arrivare ad un piccolo slargo, in terra battuta, immerso nel bosco (km 1,8).
Si abbandona il sentiero principale per scendere a sinistra su un sentiero più piccolo (segnavia FIE ).
Il primo tratto si presenta ripido e difficile, ma è breve e conduce ad uscire dal bosco in un prato nei pressi della costruzione detta "Casa del Vacchè".
Si prosegue tra i prati della valletta; al termine si trascura il sentiero che sale a destra e si prosegue nel fondovalle fino ad attraversare il rio risalendo dalla parte opposta.
Ancora discesa che conduce al riattraversamento del rio e breve risalita.
Si prosegue ora a mezzacosta su di una cengia alberata che corre alta sul fondovalle del rio Sciusa.
Un breve discesa finale conduce alle case di Lacremà da cui in breve all'asfalto di fronte alla chiesa di S.Cipriano (km 5,3).
Si scende ripidamente a Calvisio seguendo l'asfalto oppure scendendo per una ripida mulattiera che si stacca a sinistra dopo un centinaio di metri dalla chiesa (dopo l'incrocio con via Bedini, inizio con alcuni scalini).
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: E' il percorso di discesa che più mi piace.

16 - Discesa dal Ciappo delle Conche a Final Pia

Aggiornamento: 2/2001
Percorso
Dalle lastre di roccia del Ciappo ci si dirige verso levante trovando subito un marcato sentiero che scende a salti.
La discesa procede nel bosco e conduce ad una cengia con fondo roccioso che risale sul fianco della parete.
Al termine della cengia inizia un tratto ripidamente discendente che porta al ciglio di una cava ed infine ad una stradina (km 1) da dove si raggiunge l'asfalto ad un centinaio di metri.
Dislivello: 100 m.
Ciclabilità: 50%
Asfalto:
Osservazioni: E' un percorso poco ciclabile, difficile e presenta anche qualche tratto esposto.
Può servire a chi voglia proseguire per Orco oppure, in senso contrario, per chi provenga da Orco e voglia proseguire per Finale evitando l'asfalto.

17 - Discesa da Colla S.Giacomo a Feglino

Aggiornamento: 1/2003
Descrizione.
Da Colla S. Giacomo prendiamo la strada diretta verso il Melogno che percorre in falsopiano la foresta.
Dopo circa 1,5 km troviamo un tabellone turistico che riporta notizie storiche circa l'antica strada Regina. Svoltiamo a sinistra e scendiamo.
Dopo qualche centinaio di metri l'itinerario 1 va a destra; invece noi svoltiamo a sinistra e proseguiamo per la comoda strada. Superato un tratto quasi pianeggiante cominciamo a scendere ripidamente ed arriviamo ad un bivio (km 3,5) dove svoltiamo a destra.
La discesa prosegue ripida fino a raggiungere il fondovalle dove incontriamo un'altra strada (km 6,1).
Andiamo a destra. Con pendenza molto inferiore costeggiamo il torrente, poi la strada diviene asfaltata ed arriva alle case di Feglino (km 9,2).
Dislivello: 650 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: utilizzabile anche in salita, ma più impegnativo di altre soluzioni.

18 - Discesa dalle Manie a Finalpia

Aggiornamento: 1/2005
Descrizione.
Dal ristorante Ca' Ferrin seguiamo la sterrata che scende di fronte. L'ampia strada scende facile fino a raggiungere la chiesa di S. Giacomo (km 0,9).
Svoltiamo a sinistra e saliamo seguendo la strada asfaltata. Arriviamo sulla strada provinciale in corrispondenza di un piccolo cimitero (km 1,6).
Svoltiamo a destra e proseguiamo sulla provinciale. Superiamo la trattoria della Briga (km 2,8) e, dopo 200 metri, lasciamo l'asfalto per prendere un largo sentiero a destra (Passà du Perin; segnavia FIE ).
Dopo 200 metri troviamo un bivio dove andiamo a destra (a sinistra variante 18.1) in discesa ripida.
Il sentiero scende largo ma con qualche passaggio difficile ed arriviamo ad un incrocio (km 3,75). Il sentiero a destra va a Verzi.
Noi svoltiamo a sinistra. Alternando tratti pianeggianti a qualche discesa procediamo fino ad arrivare ad incrociare una stradina in cemento (km 4,6).
Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo le case di Monte. Scendiamo a destra ed arriviamo sull'asfalto in località cappella di S.Antonio (km 5,3).
Possiamo svoltare a sinistra e raggiungere la strada che collega Le Manie con Finale. A Finalpia circa km 2.
E' più divertente svoltare invece a destra. Seguendo i segnavia abbandoniamo la stradina e scendiamo su vecchie crose, che incrociano più volte una strada, ed arriviamo proprio nella piazza del convento di Finalpia (km 6,3).
Dislivello: 300 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Variante 18.1: poco utile.
All'incrocio proseguiamo diritto. Procediamo in piano, poi superiamo una breve salita e scendiamo su un pianoro. Il sentiero prosegue nel bosco e scende rapidamente su una strada sterrata (km 0,8). La strada a destra termina cieca; svoltiamo quindi a sinistra ed arriviamo, dopo 100 metri, sulla strada provinciale che sale da Finalpia alle Manie.
Variante 18.2.
Dal ristorante Ca' Ferrin seguiamo la strada provinciale verso nord, in direzione di Voze. Dopo meno di 100 metri la abbandoniamo svoltando a sinistra in una strada sterrata.
Ad un bivio (km 0,2) svoltiamo a destra. La strada scende leggermente e porta ad un altro bivio dove ancora teniamo la destra prendendo una stradina erbosa. La strada termina su un prato. Qui seguiamo le tracce nel prato che scende verso sinistra.
Superiamo qualche ripa poi arriviamo su una sterrata al bordo di un prato e, seguendola, incrociamo l'ampia sterrata (km 1) dell'itinerario principale. Sconsigliabile perchè attraversa terreni privati e prati.
Variante 18.3.
Dal ristorante Ca' Ferrin seguiamo la strada provinciale verso nord, in direzione di Voze. Dopo 650 metri a sinistra si stacca un'ampia sterrata (segnali per campo addestramento cani). Svoltiamo e seguiamo la sterrata pressocchè pianeggiante. Arriviamo ad un bivio dove incontriamo l'itinerario 7 e proseguiamo diritti (km 1).
Il sentiero scende leggermente e raggiunge un bivio nel fitto del bosco (km 1,4). Svoltiamo a sinistra. Il sentiero costeggia una recinzione poi va verso sinistra ed inizia un veloce discesa con tratti ripidi e divertenti.
Il sentiero termina all'incrocio tra la variante precedente e lo stradone dell'itinerario principale (km 1,75).

19 - Raccordi di Feglino

A monte di Feglino si incrociano alcune strade forestali che collegano l'itinerario 2 e l'itinerario 17 consentendo di realizzare percorsi a piacimento.
Aggiornamento: 1/2003
Descrizione raccordo 1.
Percorriamo l'itinerario 2 che sale da Feglino a Costa, svoltiamo a sinistra e proseguiamo, sempre seguendo l'itinerario 2.
Dopo aver superato località Croce del Santo incontriamo il bivio (km 7,2) con una strada minore con indicazione per cascina Bario.
Svoltiamo a sinistra prendendo questa strada (Inizio; km 0).
Proseguiamo con moderato dislivello, al primo incrocio andiamo diritti e raggiungiamo un altro incrocio (km 1). Trascuriamo la strada di destra che sale alla cascina e proseguiamo diritti nella strada che scende.
Attraversiamo tutto il versante della montagna, con andamento a saliscendi. Con rapida discesa arriviamo ad incrociare una ripida strada che seguiamo a sinistra. Dopo 100 metri incrociamo la larga strada percorsa dall'itinerario 17 (km 2,6).
Descrizione raccordo 2.
(SCONSIGLIABILE) Percorriamo l'itinerario 2 che sale da Feglino a Costa, svoltiamo a sinistra e proseguiamo, sempre seguendo l'itinerario 2.
Dopo aver superato località Croce del Santo incontriamo il bivio (km 7,2) con una strada minore con indicazione per cascina Bario.
Svoltiamo a sinistra prendendo questa strada (inizio; km 0).
Proseguiamo fino al primo incrocio (km 0,6) dove svoltiamo a sinistra nella stretta stradina che scende. Proseguiamo raggiungendo una cascina (c. Gerrute; km 0,8).
Scendiamo direttamente nel prato che precede la casa cercando di individuare il sentiero che scende poi velocemente ad un bivio con tabelle indicanti il percorso equestre (km 0,9).
Svoltiamo a destra seguendo l'ippovia (a giudicare dalle condizioni penso che l'ultimo cavaliere sia stato il generale Massena che combatteva gli austriaci). Il percorso è poco visibile, cercate di seguire il segnavia quadrato e triangolo rossi. Inizialmente andiamo verso destra raggiungendo i prati sottostanti alla cascina. Di qui scendiamo sulla massima pendenza costeggiando il rio.
Con forti difficoltà (pietre, rami, foglie, alberi abbattuti) riusciamo a raggiungere il guado (km 1,4). Di qui la mulattiera diventa discreta e ci permette di raggiungere rapidamente una strada (km 1,8).
Non seguiamo la salita per cascina Mornera e svoltiamo a sinistra in discesa. In questo modo arriviamo rapidamente al primo tornante della strada dell'itinerario 17 (km 2,3) a 3,7 km da Feglino.
Descrizione raccordo 3.
Seguiamo l'itinerario 17. Da Colla S. Giacomo prendiamo la strada diretta verso il Melogno che percorre in falsopiano la foresta.
Dopo circa 1,3 km troviamo un tabellone turistico che riporta notizie storiche circa l'antica strada Regina. Svoltiamo a sinistra e scendiamo.
Dopo qualche centinaio di metri l'itinerario 1 va a destra; invece noi svoltiamo a sinistra e proseguiamo per la comoda strada. Superato un tratto quasi pianeggiante cominciamo a scendere ripidamente ed arriviamo ad un bivio (km 3,3. Inizio km 0).
L'itinerario 17 va a destra, noi svoltiamo a sinistra seguendo una stradina stretta che scende ed arriva velocemente ad una cascina (c. Bario; km 0,5).
La strada costeggia la recinzione e prosegue oltre scendendo ad un incrocio (km 0,9). Da sinistra arriva il raccordo 1. Possiamo quindi andare a sinistra per raggiungere l'itinerario 2 oppure a destra per l'itinerario 17.
Ciclabilità: la ciclabilità migliore è nel senso di marcia descritto. I numeri 1 e 3 possono essere percorsi anche in senso contrario risultando più impegnativi.
Osservazioni:

20 - Salita da Finalborgo a Gorra

Aggiornamento: 2/2003
Descrizione.
Partiamo dal centro storico di Finalborgo ed usciamo da Porta Testa raggiungendo la strada che sale all'autostrada. Qui svoltiamo a sinistra. Dopo un centinaio di metri troviamo a destra una sterrata che sale, chiusa da una catena (km 0,3; segnavia FIE ).
Svoltiamo e saliamo senza difficoltà raggiungendo una chiesetta. La salita si fa più difficile a causa del fondo dissestato. Superiamo due tornanti e superiamo una scarpata per trovarci su una larga strada (km 1,7).
Ora seguiamo questa strada, trascurando i cancelli della cava ed arriviamo al suo termine (km 2,6). A destra seguiamo il sentiero che si inoltra sull'altopiano, in leggera salita, poi pianeggiante.
Ad un bivio proseguiamo diritti (il sentiero di sinistra è quello FIE, che ritroviamo più avanti). Proseguiamo in leggera salita, poi scendiamo ad incontrare il sentiero FIE e proseguiamo a destra fino alla confluenza col sentiero che proviene da Borgio (FIE ; km 4).
Svoltiamo a destra. Il sentiero sale leggermente ad un dosso (a destra un sentierino porta ad un incantevole angolo tipicamente finalese) e poi scende al margine di un ampio prato (km 4,3).
Possiamo salire sulla mulattiera selciata che sale sulla sinistra, oppure andare a destra ed attraversare il prato, al termine salire a sinistra. In ogni caso raggiungiamo il cimitero e la chiesa di S. Martino (ristorante).
Dietro alla chiesa il sentiero sale con un tratto non ciclabile e raggiunge la grande croce della apparizioni mariane (km 4,6).
Scendiamo sull'ottimo sentiero arrivando ad un incrocio dove svoltiamo a destra col segnavia (FIE ; diritti variante 20.1).
Il sentiero rimane buono, ma presenta qualche tratto accidentato, poi diventa stradina che sale ai ripetitori (km 5,2).
Proseguiamo sulla strada che scende e raggiunge la selletta che precede la Torre di Bastia (km 5,7).
Incrocio di sentieri. Seguiamo la strada per cinquanta metri e svoltiamo a destra in un largo sentiero che scende ripido (segnavia cerchio rosso; la strada che abbiamo lasciato prosegue e raggiunge l'asfalto dopo 800 metri).
Il sentiero diventa stradina e porta deciso alle prime case di Gorra, dove incontriamo la strada asfaltata (km 6,3).
Il centro di Gorra è a destra a 800 metri, di lì a Finalborgo 3 km.
Dislivello: in salita 340 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni:
Variante 20.1: Discesa diretta a Finalborgo
Dalla chiesa di S.Martino ritorniamo al prato e seguiamo il sentiero che lo costeggia (segnavia FIE ).
Incontriamo due incroci dove stiamo a destra. Il tratto facile termina ed il sentiero inizia una discesa ripida, con qualche stretto tornante e fondo roccioso. Poi superiamo una lunga diagonale facile e poi ancora qualche tornantino. Arriviamo così all'inizio della strada che abbiamo preso per salire (km 2). Molto difficile.

21 - Discesa da Gorra a Borgio

Aggiornamento: 2/2003
Descrizione.
Da Gorra prendiamo la stradina asfaltata che sale in direzione di Verezzi. Alle ultime case di Bracciale svoltiamo a sinistra (km 0,8) e saliamo seguendo la stradina. A sinistra al primo incrocio. Stiamo seguendo al contrario l'itinerario 20.
Al bivio successivo non seguiamo la strada col fondo in cemento che sale a destra, ma proseguiamo sulla sinistra.
Ancora un bivio e qui andiamo a destra, in ripida salita (km 1,2); al termine andiamo a sinistra. Il sentiero pianeggiante attraversa il bosco, poi scende con alcuni stretti tornanti per superare il costone roccioso. Alla discesa segue una salita ripida e non ciclabile, ancora discesa ed infine una salita che ci porta sul valico a fianco delle Rocce dell'Orera. Incrocio (km 2,2).
Prendiamo il sentiero sulla destra, il più marcato, pianeggiante. Con bel percorso a saliscendi arriviamo ad incrociare un largo sentiero (km 2,5). A sinistra scende la variante 20.1; noi svoltiamo a destra e raggiungiamo il grande prato sotto alla chiesa di S. Martino (km 2,7).
Attraversiamo il prato ed incontriamo la mulattiera che scende dalla chiesa. Svoltiamo a sinistra (due segnavia FIE: e ).
Superiamo la breve salita e poi iniziamo la discesa. Lasciamo a sinistra il percorso 20 (km 3,1) e proseguiamo diritti.
Il sentiero è impegnativo a causa del fondo pietroso, ma non troppo difficile.
Arriviamo su una stradina (km 4) dove le difficoltà terminano. Svoltiamo a destra ed andiamo diritti all'incrocio seguente. Raggiungiamo una strada asfaltata (km 4,5). Seguendola arriviamo rapidamente a Borgio (km 5,3).
Dislivello: in salita 90 m.
Ciclabilità: 96%
Osservazioni:

22 - Discesa dalle Manie a Varigotti (via V. Armoreo)

Aggiornamento: 3/2003
Descrizione.
Partiamo da Ca' Ferrin ed andiamo in direzione sud, verso Finale, seguendo la strada provinciale.
Dopo alcune centinaia di metri svoltiamo a sinistra nella grande sterrata diretta al Capo Noli.
Incrociamo il sentiero che, da sinistra, arriva dalle Terre Rosse (km 1,2). A destra osserviamo una coltivazione: facciamo attenzione al sentiero che lascia la grande sterrata a fianco della coltivazione. Lo prendiamo in leggera salita. Il sentiero è facile e porta ad un incrocio (km 1,7; a destra itinerario 23 per Isasco).
Andiamo diritti e troviamo quasi subito un altro incrocio (km 2). A sinistra la stradina scende alla grande sterrata, noi andiamo diritti in netta discesa (è possibile seguire a sinistra la stradina e scendere alla grande sterrata, nel punto di congiunzione svoltiamo a destra effettuando una curva di 180°. La stradina raggiunge l'itinerario principale al quadrivio).
Dopo 100 metri incontriamo un quadrivio dove svoltiamo a destra. La discesa è piuttosto ripida ma su ampio sentiero.
Facciamo attenzione perchè dobbiamo abbandonare questo invitante sentiero (che comunque porta a Varigotti; itinerario 24) per svoltare a destra in un sentiero non troppo visibile (km 2,4, segnavia FIE: ).
Il sentiero è stretto e un po' disturbato dal rosmarino, ma non è ripido e consente di stare in sella.
Entriamo in valle Armorea che percorriamo sulla riva sinistra.
Un breve tratto ripido ci fa scendere al fondovalle per risalire dall'altra parte a raggiungere la strada Varigotti-Isasco (km 3,4).
A sinistra in discesa per 100 metri, poi svoltiamo a sinistra in una piccola strada che scende per attraversare il rivo. Risaliamo e procediamo facilmente fino ad un cancello.
Qui il percorso diventa una ripida mulattiera che scende con qualche tornante, su fondo lastricato e precipita, con un paio di tornanti finali, su Varigotti (km 4,6).
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 99,5%
Osservazioni: solo discesa. La partenza da Ca' Ferrin è convenzionale, tanto per avere un riferimento.
Asfalto: km 0,2

23 - Discesa dalle Manie a Varigotti (via Isasco)

Aggiornamento: 3/2003
Descrizione.
Partiamo da Ca' Ferrin ed andiamo in direzione nord-est, verso Voze e Spotorno, seguendo la strada provinciale.
Superato il valico scendiamo per un centinaio di metri e svoltiamo a destra (km 1,1) nella sterrata che sale a raggiungere un colletto. Siamo sul percorso detto delle "Terre Rosse".
Al colletto svoltiamo a destra. Superiamo 300 metri di ripide rampe, poi proseguiamo sulla strada in leggera salita. La strada termina su un piazzale (km 2) e diventa un sentiero.
Il sentiero procede pianeggiante per 300 metri, immerso nella macchia mediterranea. Superiamo un tratto in discesa, poi andiamo in salita ed infine scendiamo per confluire nella strada sterrata diretta a Capo Noli (km 2,8).
Svoltiamo a sinistra. A destra osserviamo una coltivazione. Facciamo attenzione al sentiero che lascia la grande sterrata a fianco della coltivazione. Lo prendiamo in leggera salita. Il sentiero è facile e porta ad un incrocio (km 3,3; a sinistra itinerario 22).
Svoltiamo a destra e seguiamo il buon sentiero, che presenta solo una breve discesa ripida. In leggera salita raggiungiamo il punto più alto e cominciamo a scendere raggiungendo un incrocio (km 4,6).
Possiamo proseguire la discesa (segnavia FIE) e raggiungere la strada Varigotti - Isasco nel punto in cui ha termine l'utlima rampa, oppure svoltare a destra e raggiungere Isasco (km 4,8).
Di qui seguiamo la strada che scende, poi diventa asfaltata ed effettua un tornante. Facciamo attenzione: poco dopo incontriamo il segnavia FIE che proviene da sinistra. Dopo 100 metri lasciamo la strada per svoltare a sinistra in una piccola strada che scende per attraversare il rivo. Risaliamo e procediamo facilmente fino ad un cancello.
Qui il percorso diventa una ripida mulattiera che scende con qualche tornante, su fondo lastricato e precipita, con un paio di tornanti finali, su Varigotti (km 6,8).
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: solo discesa
Asfalto: km 1,4

24 - Discesa dalle Manie a Varigotti, via S.Lorenzo

Aggiornamento: 10/2003
Descrizione.
Dal ristorante Ca' Ferrin andiamo sulla provinciale in direzione di Finale. Dopo 200 metri svoltiamo a sinistra.
Siamo sulla bella sterrata che scende fino al faro di Capo Noli (faro non accessibile).
Proseguiamo fino all'incrocio col sentiero che, da sinistra, arriva dalle Terre Rosse. A destra osserviamo una coltivazione: facciamo attenzione al sentiero che lascia la grande sterrata a fianco della coltivazione (km 1,1). Lo prendiamo in leggera salita. Il sentiero è facile e porta ad un incrocio (km 1,4; a destra itinerario 23 per Isasco).
Andiamo diritti e troviamo quasi subito un altro incrocio (km 1,8). A sinistra la stradina scende alla grande sterrata, noi andiamo diritti in netta discesa (possiamo seguire a sinistra la stradina e scendere alla grande sterrata, nel punto di congiunzione svoltiamo a destra effettuando una curva di 180°. La stradina raggiunge l'itinerario principale al quadrivio).
Dopo 100 metri incontriamo un quadrivio dove svoltiamo a destra. La discesa è piuttosto ripida ma su ampio sentiero e termina ad uno slargo (km 2,4). A destra scende l'itinerario 22, noi proseguiamo diritti in leggera salita.
La breve salita termina e scendiamo per un tratto facile che porta ad una sella poco avvertibile dove svoltiamo a destra e scendiamo ad un bivio vicino dove andiamo a sinistra.
Il sentiero aggira la collina e poi precipita ripido e scavato a valicare un ruscello superato il quale sale ad incontrare un altro sentiero (km 3,1).
Proseguiamo in discesa. Superiamo un strettoia dove il sentiero si allarga a mulattiera che scende ripida confluendo nell'itinerario 8 (km 3,4).
Scendiamo a destra, superiamo l'incrocio per la chiesa di S. Lorenzo (consigliabilissima deviazione di circa 200 m) e proseguiamo la ripida discesa che termina sull'asfalto alle prime case di Varigotti (km 4,2).
Seguendo la strada oppure il vicolo a sinistra raggiungiamo l'Aurelia.
Dislivello: 280 m.
Ciclabilità: >99%
Osservazioni: solo discesa. Tutta l'area è stata devastata da un grande incendio. Dei tre itinerari principali che scendono a Varigotti questo è il più frequentato dai bikers
Asfalto: 5%


25 - Salita da Final Pia alla Rocca dei Corvi

Aggiornamento: 1/2004
Descrizione.
Partiamo dalla chiesa conventuale di Final Pia e seguiamo la strada che costeggia il torrente. La seguiamo a lungo superando Calvisio e la strada per la val Ponci, poi il ponte per Orco.
Svoltiamo a destra nella strada per Magnone e Voze (km 5,6) con salita abbastanza ripida.
All'incrocio (km 6,25) con l'ampia strada per Rocca svoltiamo a destra. La salita è ripida e porta rapidamente alle poche case del paese. Proseguiamo sulla strada che diventa sterrata e sale con qualche tornante fino al passo della Cappelletta di Porzio (km 6,9).
Trascuriamo la strada a destra per il Ciappo del Sale (itinerario 11) e quella di fronte che scende ai ponti romani. Svoltiamo a sinistra e seguiamo al contrario l'itinerario 11.
Saliamo, con qualche strappo ripido, sul percorso per non vedenti (attenzione moltiplicata!!) ed arriviamo ad un incrocio al termine della salita (km 7,6). Svoltiamo a destra e percorriamo pochi metri prima di iniziare la discesa.
Il percorso presenta qualche tratto più ripido ma è percorribile in sella. Attraversiamo un ruscello e saliamo brevemente per arrivare all'asfalto di fronte alla cappella di Magnone (km 8,6).
Andiamo a sinistra lasciando a destra la via dei Ponti Romani (itinerario 4) e l'itinerario per il bric dei Monti (itinerario 7).
All'incrocio con la provinciale andiamo a sinistra, andiamo a destra all'incrocio successivo e a sinistra a quello di Vezzi.
Dopo un centinaio di metri, di fronte al Municipio, svoltiamo a destra in una strada asfaltata in salita (indicazioni per Rocche Bianche).
Dopo circa 300 metri la strada diviene sterrata e sale con pendenza costante che si attenua dopo l'incrocio con la strada per il monte Mao (km 12).
Quando incontriamo la strada asfaltata che sale da Vado (km 12,8) la seguiamo a sinistra. Passiamo di fronte all'osteria Ca' dei Gatti e raggiungiamo lo slargo delle Rocche Bianche (km 14,6).
Torniamo indietro di qualche decina di metri e prendiamo la strada a sinistra, in comune con l'itinerario 4 del vadese.
Passiamo alti sopra alla trattoria e raggiungiamo una casa passando nella strada bassa. Incontriamo un bivio dove lasciamo a destra la strada in discesa dell'itinerario 4 e svoltiamo a sinistra salendo nei pressi della casa. La strada va a destra. Andiamo diritti ai primi due incroci e svoltiamo a sinistra al terzo (segnavia FIE ).
La salita porta ad un valico dove troviamo numerose strade e sentieri (km 15,7) ed una vasca dell'acqua.
Svoltiamo a destra prendendo la strada, ripida ed impedalabile, che si inerpica lungo la massima pendenza. In corrispondenza di un ripiano incontriamo alcune strade, ma proseguiamo diritti per affrontare un'altra rampa ancor più ripida.
Al termine di questo tratto faticoso siamo ormai all'altezza della cima (km 16,4).
La strada scende per poi risalire arrivando in prossimità di una vetta con antenne. Lasciamo la strada e saliamo alle antenne, proseguiamo oltre in un sentierino che termina, dopo qualche decina di metri, in corrispondenza delle rocce della Rocca (km 16,9).
Dislivello: 830 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni:
Asfalto: 53%
Variante 25.1: Discesa a nord della Rocca.
Ritorniamo alle antenne ed alla strada sottostante dove svoltiamo a destra. In discesa superiamo un incrocio andando diritti e saliamo ad un colletto sul crinale. La strada scende molto ripida e pietrosa, difficile e disturbata da qualche albero caduto.
La ripida discesa termina su una strada sterrata (km 1) dove svoltiamo a destra. Con discesa più facile arriviamo ad un bivio dove andiamo diritti (km 1,5) e scendiamo sulla grande sterrata (km 1,6) dove passano l'itinerario 4 e l'itinerario 8 di Vado Ligure. In salita è ancor più impegnativo del percorso principale.


26 - Anello di San Bernardino

Aggiornamento: 4/2004
Descrizione.
Partiamo dal quadrivio con un grande pino al centro. Siamo a 4,3 km dalla stazione di Finale (vedi itinerario 13). La stradina che sale a sud porta alla chiesa di S.Bernardino, quella di fronte pianeggiante va ai campi sportivi. Noi saliamo a sinistra, in comune con l'itinerario 13.
Dopo una breve salita arriviamo ad un piazzale con panchine dove lasciamo a sinistra la variante 13.1 e proseguiamo in leggera salita per un centinaio di metri fino all'incrocio con via degli Alisei. Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo il piazzale del condominio Rubino dove termina l'asfalto (km 0,6).
Superiamo la sbarra e prendiamo la bella e comoda sterrata che si inoltra sull'altopiano.
Con percorso pianeggiante raggiungiamo due tralicci dell'alta tensione dove trascuriamo il ripido sentiero che scende, non ciclabile, a Calvisio e proseguiamo diritti. Superiamo un'area pic-nic e poi incontriamo la mulattiera percorsa dalla variante (km 1,6) dove svoltiamo a destra.
Superiamo due falsi bivi, il primo a sinistra ed il secondo a destra ed incontriamo una sola brevissima rampa difficile.
L'ampia stradina porta ad un bivio tra due strade egualmente importanti (km 2,8) dove proseguiamo diritti lasciando a sinistra l'itinerario 13 per i Ciappi.
La mulattiera è pianeggiante, poi sale ed infine scende giungendo nei pressi del Camporotondo (km 3,8). Lasciamo a sinistra il sentierino per il prato ed iniziamo la difficile discesa.
Il sentiero diventa stretto e difficile a causa di alcuni alti gradini rocciosi. Dopo circa 200 metri usciamo su un ripiano erboso e proseguiamo più facilmente anche se il rampicante spinoso di Finale cerca di catturare il manubrio.
Al termine del tratto pianeggiante il sentiero scende con qualche ripido tornante e raggiunge il fondo del vallone dove confluisce con il sentiero percorso dall'itinerario 14 (km 4,8).
Scendiamo costeggiando le grotte ed in parte sul greto raggiungendo un bivio (km 5,1). L'itinerario 14 va a sinistra per Calvisio, noi svoltiamo a destra in un sentiero segnato da un bollo giallo.
Attraversiamo il ruscello e raggiungiamo subito un altro bivio. Qui svoltiamo a destra iniziando una salita non sempre ciclabile. Percorriamo lo stretto sentiero con attenzione a qualche tratto sopraelevato sulle fasce di ulivi. Superiamo un tratto scalinato e proseguiamo facilmente tra i coltivi raggiungendo la strada asfaltata con un'ultima rampa (km 5,8).
Andiamo a destra seguendo la strada pianeggiante che costeggia i campi da tennis e raggiunge il quadrivio di partenza (km 6).
Dislivello: 140 m in salita.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni:
Asfalto: 3%

27 - Discesa dalle Manie a Varigotti, via campeggio

Aggiornamento: 2/2005
Descrizione.
Partiamo da Ca' Ferrin e seguiamo la strada sterrata a sinistra (guardando spalle al ristorante). La strada scende leggermente poi sale ad un incrocio dove andiamo diritti. Una facile discesa ci porta ad incrociare la provinciale (km 0,5). Seguiamo l'asfalto per qualche metro, trascuriamo la sterrata che a destra scende a S.Giacomo e prendiamo la sterrata subito successiva.
La strada sale con pendenza elevata e fondo mobile. Lo strappo è breve, poi il percorso prosegue con un paio di saliscendi e porta ad un bivio (km 1) dove teniamo la sinistra e scendiamo velocemente alla Provinciale.
Attraversiamo la strada e raggiungiamo il tornante con indicazioni per il camping S.Martino.
Trascuriamo la strada a sinistra e seguiamo l'asfalto raggiungendo l'ingresso del campeggio (km 1,45; saltuari segnavia ). Prendiamo il sentiero che prosegue diritto tra le due recinzioni.
Il sentiero è in leggera discesa, poi scende più deciso a raggiungere una stradina sterrata (km 1,9).
La seguiamo a sinistra scendendo ad un quadrivio dove svoltiamo a sinistra. In leggera salita raggiungiamo un'altro incrocio (km 2,5) dove si incontrano sette strade. Svoltiamo a destra e poi a sinistra nella strada in discesa.
La discesa termina ad un cancello (km 2,65) dove inizia la parte difficile. Immediatamente a sinistra del cancello scende una mulattiera lastricata, piuttosto stretta.
La discesa presenta tratti ripidi e perde quota con alcuni tornanti. Al termine del tratto più ripido la mulattiera va a destra, passa nei pressi di alcune case ed esce su una stradina asfaltata (loc. Selva; km 3,4).
Proseguiamo seguendo in discesa l'asfalto e, dopo circa 350 metri, riprendiamo la mulattiera a sinistra.
Questo tratto inizia ripido, poi risale costeggiando un muro di contenimento e raggiungiamo le prime case del Villaggio Olandese (km 4).
Passiamo in piano tra le case, poi la mulattiera riprende a scendere ripida e stretta.
Superiamo con attenzione qualche passaggio stretto ed alto sul prato sottostante.
Con un paio di tornantini usciamo sugli ultimi metri pianeggianti che terminano sull'Aurelia (km 4,4). Siamo a qualche centinaio di metri dal centro di Varigotti.
Dislivello: 330 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: solo discesa.
Asfalto: 5%

28 - Discesa dalle Manie a Varigotti, via Chien

Aggiornamento: 2/2005
Descrizione.
Partiamo dall'Arma (ristorante, arrivo dalla val Ponci. Vedi anche itinerario 10) e seguiamo la strada asfaltata fino a raggiungere la chiesa di S. Giacomo. Svoltiamo a destra, attraversiamo il ponte e svoltiamo a sinistra abbandonando l'asfalto.
Seguiamo una larga strada sterrata che sale con poca pendenza e raggiunge la strada della Manie (km 1). Svoltiamo a destra e seguiamo l'asfalto per pochi metri poi svoltiamo a destra entrando in una sterrata in salita.
La salita è impegnativa per un breve tratto poi la strada spiana per 200 metri ed infine sale ad un incrocio (km 1,55) dove svoltiamo a sinistra.
Con veloce discesa arriviamo ad un bivio dove teniamo la destra e raggiungiamo la strada delle Manie (km 1,8). Attraversiamo la strada e proseguiamo su una stradina asfaltata (indicazioni per campeggio S. Martino).
Lasciamo subito la stradina asfaltata, seguita dall'itinerario 27, per andare a sinistra in uno sterrato (segnavia FIE ) ignorando il cartello che ci informa che il sentiero è chiuso per frana.
Arriviamo ad un bivio poco evidente (km 2,4; indicazione Varigotti su un albero). Lasciamo la sterrata e scendiamo su una buona mulattiera acciottolata. La discesa è abbastanza ripida ma agevole. Verso la fine la mulattiera si stringe a sentiero e termina su una strada in cemento (km 3).
Continuiamo a scendere e lasciamo la strada dopo circa 200 metri per svoltare a destra.
Scendiamo su una mulattiera non difficile ma che richiede estrema attenzione perchè corre sull'orlo di un'alta parete rocciosa e l'unica difesa è un muretto molto basso. Alcune zone sono franate o ingombre di massi caduti dalla parete sovrastante.
Questo tratto pericoloso termina con una svolta a sinistra che porta ad un bivio (km 3,4).
La discesa prosegue ripida ma senza pericoli. Incontriamo un cancello a destra e proseguiamo diritti andando incontro ad una breve scala che ci porta su una strada asfaltata.
Possiamo andare a sinistra utilizzando la strada asfaltata per raggiungere Varigotti. Altrimenti attraversiamo la strada, andiamo a destra qualche metro, e continuiamo la discesa dovendo superare molti scalini.
Passiamo nei pressi di alcune case poi incontriamo di nuovo la strada (km 3,8). La attraversiamo e continuiamo sulla scala che termina a Varigotti (km 4). Il centro del paese è a sinistra, a qualche centinaio di metri.
Dislivello: 330 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: solo discesa. Presenta un tratto esposto che richiede cautela.
Asfalto: 14%

29 - Salita al Bric Colombino da Spotorno

Aggiornamento: 2/2005
Descrizione.
Dalla stazione FS di Spotorno ci dirigiamo verso nord, costeggiamo e poi passiamo sotto alla ferrovia.
Trascuriamo la prima traversa e prendiamo la seconda a destra, in salita (via alla Rocca; km 0,2).
La salita è ripida ma su asfalto, poi il fondo diventa in cemento e la pendenza aumenta. Siamo accompagnati da un segnavia ().
Questo primo tratto ha termine (km 1) lasciando posto allo sterrato che va in piano a sinistra entrando nella valle percorsa dall'autostrada.
La salita alterna tratti ripidi ad altri pianeggianti, poi si impenna con alcune rampe molto impegnative ma brevi.
Raggiungiamo una casa a cui segue un bivio (km 2,8).
Saliamo a destra (a sinistra variante 29.1). La strada sale con uno strappo ripido prosegue con pendenza minore. Superiamo un tornante ripido poi, con pendenza minore, la strada confluisce in un'altra più marcata (km 3,8).
Saliamo a sinistra e confluiamo in un'ampia sterrata con fondo in ghiaia.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo l'ampia strada che, poco dopo, diviene asfaltata.
Proseguiamo su asfalto fino a quando incrociamo una sterrata che scende da destra (km 5,7). Lasciamo l'asfalto e saliamo. La sterrata porta ad uno spiazzo e prosegue molto ripida e dissestata raggiungendo il crinale in corrispondenza di un incrocio di strade (km 6,3).
Qui passa l'itinerario 4. Svoltiamo a destra, evitiamo la prima strada che sale troppo ripida, e prendiamo la seconda, in leggera discesa. Segnavia .
La strada costeggia il versante settentrionale della montagna con un andamento a saliscendi e porta ad un incrocio (km 8,2) dove proseguiamo sulla strada che sale a sinistra.
La strada sale a raggiungere il crinale e poi lo segue con moderati saliscendi fino a raggiungere le antenne sulla vetta del Bric Colombino (km 9,2).
Dislivello: 440 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Asfalto: 22%
Variante 29.1.
Prendiamo la strada di sinistra, in leggera discesa. Superato un ruscello la strada sale, disturbata da qualche albero abbattuto e porta ad una spalla con un bivio. Prendiamo a destra la strada che sale. Senza difficoltà giungiamo presso case Metti, la lasciamo a sinistra e continuiamo la salita che termina sulla strada asfaltata (km 1,2) da cui è separata da un cancello che occorre scavalcare. Di non grande interesse.

30 - Anello di Orco

Aggiornamento: 11/2005
Descrizione.
Partiamo dalla chiesa di Calvisio e seguiamo, in direzione nord, la strada provinciale che costeggia il torrente Sciusa.
Al bivio per Orco (km 3,6) svoltiamo a sinistra e saliamo seguendo la ripida strada asfaltata (segnavia FIE ). Superiamo Boragni e raggiungiamo Orco (km 7,4).
Prendiamo la strada a sinistra e saliamo a fianco del cimitero. Dopo pochi metri la strada si divide e diventa sterrata. La salita termina e proseguiamo su una stradina che scende. Il percorso non presenta incroci e seguiamo sempre in discesa la stradina forestale che perde quota gradatamente.
La strada lascia posto ad un comodo sentiero che va a sinistra per aggirare la bastionata rocciosa.
La discesa presenta qualche gradino roccioso, non difficile, ma sufficiente ad impedire la ciclabilità in senso contrario.
Raggiungiamo una zona molto caratteristica, costellata da grandi rocce e torri di roccia. Qui il sentiero diviene stradina (km 9,6). Andiamo a destra in discesa ed usciamo sull'asfalto.
Svoltiamo a sinistra, ma lasciamo la strada dopo qualche decina di metri per prendere, a sinistra, una piccola strada asfaltata.
Saliamo ripidamente raggiungendo la case Bassi (km 10,4). La strada attraversa un voltino e prosegue fino a raggiungere la strada principale (km 10,5).
Andiamo a sinistra e saliamo ad Orco (km 11,7).
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada che costeggia la chiesa e poi le case del paese. Raggiunto il punto più elevato l'asfalto lascia il posto allo sterrato.
In leggera discesa raggiungiamo il quadrivio dove passa l'itinerario 2 e svoltiamo a sinistra. Scendiamo fino a confluire sulla strada principale (km 13) dove andiamo a sinistra raggiungendo la case di Costa (km 13,2).
Senza entrare tra le case scendiamo a sinistra raggiungendo un bivio dove andiamo a destra. Dopo circa 150 metri lasciamo la strada e svoltiamo a sinistra in una stradina con segnavia FIE .
Scendiamo ripidamente per pochi metri, poi la strada avanza con pendenza minore.
Raggiungiamo un bivio (km 14,4) dove andiamo diritti.
Sempre in discesa la strada percorre il fondo della valle del Rian Cornei. Ormai quasi al suo termine la valle si chiude e la strada diviene sentiero.
Raggiungiamo un tratto franato (km 15,7) che superiamo con l'aiuto di corde fisse, e scendiamo ad attraversare il greto.
Il sentiero è nuovamente ciclabile e ci porta, con un'ultima ripida discesa, su una stradina (km 16).
Proseguiamo in piano raggiungendo l'asfalto (km 16,2).
Calvisio è a destra, a 2,8 km.
Dislivello: 580 m.
Ciclabilità: >99%
Osservazioni: i due segmenti che scendono, uno in Val Cornei, l'altro in Val di Nava, sono buone conclusioni per gli itinerari che arrivano ad Orco. In particolare è possibile scendere direttamente in Val Cornei dal termine della discesa che arriva dal Ciappo delle Conche (itinerario 16).
Asfalto: 71%