- Salita alla Madonna della Guardia con la guidovia
- Discesa da Madonna della Guardia a Sestri
- Anello Palmaro-Piani-Pra , via Lische Basse
- Anello Voltri-Campenave-Voltri
- Anello Voltri-Canellona-Voltri
- Salita da Prato a Noci
- Salita da Rivarolo al forte Diamante
- Discesa dal forte Diamante a Rivarolo
- Traversata dal Righi a Crocetta d'Orero
- Alture di Pegli
- Traversata dal passo del Fuoco a Creto
- Traversata dalla Scoffera a S.Alberto
- Traversata Arenzano-Voltri
- Salita al monte Alpe da Pino
- Raccordo Creto-Gola di Sisa
- Discesa dalla Gola di Sisa a Prato
- Discesa dal monte Fasce a Nervi
- Discesa dal monte Fasce a Bavari
- Traversata da Palmaro a Pegli, via Lische Alte
- Traversata da Voltri ad Arenzano
- Salita da Genova a monte Ratti
- Discesa da monte Ratti a Genova
- Discesa da S.Alberto a Prato
- Discesa dal monte Cordona a Prato
- Discesa da N.S. della Vittoria a Pontedecimo
- Salita da Mignanego al Passo dei Giovi
- Discesa dal Monte Gazzo a Sestri, via Fornaci
- Discesa dalla Madonna della Guardia, via Murta
- Da Creto a Casella
- Dal Forte Fratello Maggiore a Sampierdarena
- Dal Forte Fratello Maggiore a Rivarolo
1 - Salita alla Madonna della Guardia con la guidovia
Con il giubileo del 2000 sono state asfaltate le poche mulattiere che ancora sopravvivevano.
L'unico percorso veramente valido per il Santuario è rimasto questo.
Aggiornamento: 11/2002
Descrizione.
La partenza è in Val Polcevera al semaforo tra via Romairone ed il Ponte
Barbieri.
Qui svoltiamo a sinistra, lasciamo le ultime case poi iniziamo a salire in via
Santuario. Poco dopo la pendenza assume il caratteristico andamento costante perchè
siamo sul percorso della ferrovia, ormai asfaltato.
Proseguiamo senza deviare fino ad uscire alle case di Gaiazza (km 4,5).
Non appena la strada inizia a scendere vediamo a sinistra le vecchie rotaie (bar,
negozio di alimentari). Qui abbandoniamo la strada e saliamo a sinistra.
Il percorso sterrato sale ed arriviamo ad incrociare una strada, proseguiamo sul
tracciato guidovia che prosegue dall'altra parte (km 5).
Facciamo un'ampia curva ed incrociamo una strada (via Sareto; km 5,6) che seguiamo
a destra. Raggiungiamo un incrocio dove andiamo diritti lasciando definitivamente
l'asfalto (km 6).
La salita prosegue con pendenza costante e non eccessiva, saliamo con l'unica
avvertenza di scegliere il percorso meno accidentato magari restando sulle guide
di cemento. Attenzione al passaggio su qualche ponte non protetto o sugli alti
muraglioni.
Superiamo l'incrocio con la sterrata che proviene da Lencisa (km 7).
Con lunghe curve e attraversando anche due brevi gallerie saliamo fino ad un incrocio
di sentieri sopra a Lencisa (il sentiero a destra scende a Lencisa, quello a sinistra
proviene del piazzale del santuario; km 10,5) dove andiamo diritti.
Raggiungiamo la strada principale del santuario all'altezza della cappella dell'apparizione
(km 11). Svoltiamo a sinistra e saliamo alla chiesa (km 11,3).
Dislivello: 850 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Variante 1.1: da Lencisa possiamo raccordarci con questo percorso. Dalle
case saliamo sulla strada che va alla Guardia. Al termine del tratto più
ripido svoltiamo a sinistra in una strada sterrata, chiusa da una sbarra. Al primo
bivio svoltiamo a sinistra. Inizialmente il percorso presenta qualche saliscendi
poi scende ripido e termina incrociando la guidovia (km 1,3). La vetta è
a destra a 4,2 km.
2 - Discesa dalla Guardia a Sestri
Aggiornamento: 3/2004
Descrizione.
Dal piazzale iniziamo la discesa. Dopo una decina di metri svoltiamo a destra
in un sentiero che scende ciclabile.
Raggiungiamo la guidovia (km 0,4) e la attraversiamo.
Scendiamo sul sentiero che, con un tratto ripido, conduce sui resti della vecchia
strada, ora tracciato pedonale.
Passiamo davanti ad una trattoria ed entriamo sulla strada automobilistica.
A destra lasciamo il sentiero per Lencisa e saliamo a sinistra, sulla strada.
Passiamo davanti ad una casa e scendiamo all'incrocio per Lencisa d'Alto.
Qui proseguiamo diritti scendendo fino ad una cascina (ex Osteria dello Zucchero)
dove risaliamo brevemente.
La successiva ripida discesa porta alla una trattoria di Fossa Luea (km 3,5) dove
si incrociano cinque strade (vedi varianti 2.1; 2.2;
2.8).
Prendiamo il sentiero pianeggiante che va leggermente a destra, a fianco dell'edicola
sacra. Con qualche saliscendi arriviamo ad un incrocio. Due possibilità:
- Risaliamo brevemente a destra e ci affacciamo su un ripida discesa con
fondo in cemento. La scendiamo ed al termine incrociamo un sentiero proveniente
da sinistra.
- Attraversiamo la strada proseguendo dall'altra parte su sentiero in discesa.
Arrivati ad un incrocio svoltiamo decisamente a destra (diritti variante 2.5).
Proseguiamo raggiungendo il percorso precedente al fondo della rampa in cemento.
(In questo punto è possibile proseguire la discesa sul sentiero a sinistra,
evitando le rampe di cemento).
Affrontiamo una seconda ripida rampa in discesa seguita da una risalita su fondo
smosso.
Il tracciato prosegue in leggera discesa, poi un'ultima rampa in cemento porta
ad incontrare (km 5,8) l'asfalto. Seguiamo la strada che, con vari saliscendi,
va a congiungersi con quella che porta al santuario del Monte Gazzo (km 8,8).
Di fronte variante 2.4.
Saliamo a sinistra per un centinaio di metri fino ad incontrare una strada sterrata
che scende a destra (pecore, cani). Scendiamo su questa strada che si trasforma
presto in crosa mattonata.
La facile discesa raggiunge una chiesetta (subito prima della chiesa è
possibile svoltare a destra su una sterrata che porta alla strada del Gazzo) e
poi scende su una strada.(km 9,8).
Seguiamo la strada a destra per meno di cento metri, poi svoltiamo a sinistra
prendendo una stradina che porta ad un parcheggio.
Attraversato il parcheggio entriamo in una crosa mattonata che seguiamo in discesa.
Raggiungiamo una strada che seguiamo a sinistra fino al passaggio a livello nei
pressi della fermata della Costa (km 10,5). Attraversato il passaggio a livello
non resta che scendere a Sestri (km 11,8).
Dislivello: 850 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Divertente discesa che offre la possibilità di varianti più
difficili.
Varianti:
2.1. Discesa a S.Carlo. Alla trattoria di Fossa Luea
svoltiamo a destra. Scendiamo su asfaltata ripida fino ad alcune case (Orezzo)
dove proseguiamo su stradina. Quando la stradina curva a sinistra proseguiamo
diritti su sentiero che discende tecnico fino alla chiesa di S.Carlo di Cese.
2.2. Dalla trattoria di Fossa Luea é possibile proseguire
diritti su asfalto raggiungendo la discarica di Scarpino. Andando diritti seguiremmo
la strada utilizzata dai mezzi che portano la spazzatura, svoltando a destra prima
dei cancelli possiamo raggiungere la variante 2.5.
2.3. Dalla strada asfaltata, circa a km 7,5, all'inizio
della discesa che porta alla strada del Gazzo, si stacca a sinistra un sentiero
in salita (segnavia FIE
).
Lo si segue, con qualche tratto difficile, fino a raggiungere l'asfalto poco prima
dei pastori.
2.4. Attraversiamo la strada proseguendo sul sentiero
dall'altra parte. Con un breve tratto difficile il sentiero scende e, dopo circa
300 metri, confluisce nella mulattiera mattonata del percorso principale. Evita
i pastori ed i cani.
2.5. Il sentiero si allarga e diventa strada che confluisce
in uno spiazzo con la strada che costeggia la recinzione della discarica di Scarpino.
Proseguendo diritti seguiamo la strada asfaltata che scende ripida fino alle cave
di Sestri.
2.7. Da Lencisa possiamo scendere a Camposilvano di
S.Carlo evitando l'asfalto. Dalla piazzetta saliamo verso la Guardia per un trentina
di metri e svoltiamo a destra tra le ultime case. Troviamo una stradina che scende
ripida per trasformarsi in mulattiera. Seguendo il versante sinistro della valle
arriviamo ad una stalla dove la stradina ha termine. Con discesa ripida, stretta
e difficile proseguiamo arrivando ai prati ed al ponte a monte di Camposilvano.
2.8. All'osteria di Fossa Luea prendiamo la strada sterrata
a sinistra dell'edicola sacra. Saliamo e raggiungiamo l'itinerario principale
all'incrocio che precede la salita che porta all'inizio delle rampe.
3 - Anello Palmaro - Piani - Prà, via Lische Basse
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione.
Dall'innesto dell'autostrada (uscita Ge-Voltri) si imbocca la strada contigua
a quella dello svincolo autostradale e si sale.
Ci si mantiene costantemente sulla strada principale (via Martiri del Turchino)
trascurando le laterali che continua a salire, cambia nome in via Benedicta e
poi via Due Dicembre. Si attraversa una breve galleria e con un ultimo tratto
ascendente si arriva all'inizio di un tratto pianeggiante (fermata autobus 192).
Prestare attenzione ad una stradina asfaltata che sale a sinistra (km 3,3; nei
pressi cabina di attesa bus).
La stradina sale inizialmente molto ripida, si trascurano le sterrate a destra
e si sale fino al termine (km 4,2). Qui si incontra un cartello di proprietà privata
dove si lascia la strada per imboccare un sentiero a destra che si inoltra pianeggiando
tra i pini. Con qualche passo a piedi si arriva ad una larga sterrata (a sinistra
variante 3.3; km 4,6) che si segue a destra. Con percorso
a saliscendi si arriva ad un quadrivio (Colla di Prà; km 6,2). Da destra
sale l'itinerario 19 e da sinistra la variante
3.2.
Occorre affrontare la salita sterrata che parte dal quadrivio (segnavia FIE
);
questa sale a mezzacosta e la lasciamo al primo tornante (km 6,6).
Qui andiamo diritti in piano per il sentiero delle "lische basse" che prosegue
pressoché in quota. Attraversiamo una zona in frana e poi guadiamo due ruscelli.
Il percorso è piacevole, solo a brevi tratti non pedalabile. Attraversiamo
lungamente ed arriviamo ad un bivio segnalato (km 8,8) dove scendiamo a destra.
Un breve tratto reso difficile dalla vegetazione conduce ad un bosco di lecci
dove scendiamo con stretti tornanti (non passate nei prati a sinistra!).
Arriviamo all'asfalto nei pressi di una cascina (km 9,3) ed andiamo a destra iniziando
presto a scendere. All'incrocio (km 11,1) andiamo a sinistra per seguire una stretta
stradina (via Fagaglia) che poi si trasforma in crosa a scalini che scende rapidamente
al centro di Prà (km 12). La crosa può anche essere abbandonata dove si biforca
per andare a sinistra.
Dislivello: 350 m
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
Variante 3.2: La Colla di Prà può essere raggiunta
da Acquasanta salendo verso il santuario e proseguendo per la stazione. Prima
di svoltare a sinistra per il piazzale FS saliamo a destra. In ripida salita raggiungiamo
il valico (km 1,8).
Variante 3.3: collegamento con Palmaro.
Dalla Colla di Prà seguiamo la comoda sterrata verso ponente. Arriviamo
al punto in cui da sinistra (km 1,6) arriva l'itinerario principale e proseguiamo
in leggera salita. Raggiungiamo il punto più elevato a cui fa seguito una
ripida discesa asfaltata. All'incrocio svoltiamo a sinistra (km 2). La strada
prosegue in discesa moderata e poi scende in direzione dei casermoni del CEP.
All'incrocio, in prossimità dei primi edifici, svoltiamo a sinistra (km
3). La strada scende e raggiunge l'itinerario principale che seguiamo in discesa.
Variante 3.4: collegamento con Mele (Fondocrosa).
Dalla Colla di Prà seguiamo la comoda sterrata verso ponente. Arriviamo
al punto in cui da sinistra (km 1,6) arriva l'itinerario principale e proseguiamo
in leggera salita. Raggiungiamo il punto più elevato a cui fa seguito una
ripida discesa asfaltata. All'incrocio svoltiamo a sinistra (km 2). La strada
prosegue in discesa moderata e poi scende in direzione dei casermoni del CEP.
All'incrocio, in prossimità dei primi edifici, svoltiamo a destra (km 3)
e seguiamo una strada sterrata. Raggiungiamo un incrocio (km 3,4) dove ritroviamo
l'asfalto e svoltiamo a destra. La strada scende fino a confluire con la provinciale
(km 4,7). Fondocrosa è 500 metri a sinistra.
4 - Anello Voltri-Campenave-Voltri
Aggiornamento: 7/2005
Descrizione.
Partendo dalla piazza della Chiesa di Voltri ci dirigiamo verso ponente. Dopo
alcune centinaia di metri, in corrispondenza del capolinea del bus 1, dopo le
ultime case e prima del ponte, svoltiamo a destra. Superiamo un ripido viadotto
scendendo dalla parte opposta.
Proseguiamo in piano costeggiando il rio Cerusa. A km 1,4 circa lasciamo la strada
svoltando a sinistra in via alla Brigna ed attraversando un ponticello.
La strada prosegue molto stretta ed in ripida salita. Saliamo a tornanti trascurando
le deviazioni laterali e seguendo sempre via alla Brigna. A km 4,2 incontriamo
un bivio nettissimo (cartello con scritto ANPI, segnaletica a sinistra per Campenave);
qui andiamo a destra in salita. Dopo 300 m incontriamo un altro altro bivio dove
andiamo a sinistra raggiungendo dopo pochi metri una villetta che costeggiamo,
ora su sterrato.
Dopo circa 900 m attraversiamo il cortile di una casa proseguendo oltre, in piano,
fino al cancello di un gruppo di edifici (km 5,8).
Saliamo a destra aggirando gli edifici per proseguire in piano e poi in discesa.
Incontriamo numerose deviazioni ma rimaniamo sul tracciato principale, sempre
abbastanza evidente.
La discesa prosegue divenendo asfaltata fino a portare alle case sparse di Campenave
(km 8,1). Andiamo a destra e raggiungiamo l'inizio della crosa mattonata che scende
a Crevari (segnavia FIE
,
km 8,2).
Con facile discesa superiamo le case e raggiungiamo un bivio; a destra raggiungeremmo
il vicino piazzale della corriera, svoltiamo invece a sinistra. La crosa prosegue
in mezzo alle case ed inizia a discendere ripida e con molti scalini di varia
difficoltà.
Usciamo su una strada asfaltata e raggiungiamo la chiesa (km 9,2). Scendiamo raggiungendo
la strada principale che scende rapidamente a Voltri (km 11,2).
Dislivello: 390 m
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 62%
Osservazioni: breve e divertente
5 - Anello Voltri-Canellona-Voltri
Aggiornamento: 12/2003
Descrizione.
Partendo dalla piazza della Chiesa di Voltri ci dirigiamo verso ponente. Dopo
alcune centinaia di metri, in corrispondenza del capolinea del bus 1, dopo le
ultime case, svoltiamo a destra, prima del ponte (km 0,5). Superiamo un ripido
viadotto ed alla sua sommità svoltiamo a destra.
Saliamo sulla larga asfaltata per qualche centinaio di metri prestando attenzione
a svoltare a sinistra in una stradina che sale sovrastando l'autostrada (via dei
Giovi).
La stradina sale subito ripida e la seguiamo trascurando le deviazioni. Alternando
duri strappi a zone meno ripide raggiungiamo alcune case (km 6) subito dopo le
quali incontriamo un bivio dove teniamo la destra.
La strada prosegue meno ripida, supera un maneggio e prosegue fino a congiungersi
con la provinciale passo del Turchino/passo del Faiallo (km 9,3).
Scendiamo a destra fino a raggiungere l'incrocio con la strada che va alla Cappelletta
di Masone (segnaletica). Qui imbocchiamo la strada sterrata che si trova tra le
due asfaltate e va in piano nel bosco. La stradina inizia presto a scendere un
po' sconnessa. La seguiamo fino a raggiungere la strada asfaltata che sale dalla
galleria del Turchino (km 11,4). Saliamo a destra e dopo circa 300 m incrociamo
la strada che proviene dal passo del Veleno.
Scendiamo e dopo circa 300 m troviamo a destra una evidente stradina.
La prendiamo e la seguiamo (segnavia FIE
).
Essa scende fino ad alcune case dove incontra l'asfalto (km 13,6).
Seguiamo l'asfalto in discesa a destra. Dopo circa 500 metri vediamo delle case
a sinistra e svoltiamo nella strada che le raggiunge.
(Proseguendo diritti arriverebbe alla SP del Turchino all'altezza della galleria
del Fado a km 2,3 da qui).
Dopo pochi metri, prima di raggiungere le case, svoltiamo a destra in un sentiero
dissestato che scende rapidamente e si trasforma in mulattiera lastricata in parte
con antiche pietre, belle ma scivolose col tempo umido.
La ripida discesa termina su un sentiero orizzontale (km 15,3). Lasciamo il segnavia
che va a sinistra (per Acquasanta, sconsigliabile) ed andiamo a destra raggiungendo
una casa.
Scendiamo sempre ripidamente fino ad una stradina parzialmente cementata e poi
all'asfalto (km 16). Siamo ormai alle prime case di Biscaccia. Non resta che continuare
a scendere fino ad incrociare la SS (km 18) e quindi a Voltri.
Dislivello: 680 m
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Il tratto in salita è interamente asfaltato, ma è una buona
alternativa alla trafficata SS del Turchino.
6 - Salita a Noci da Prato
Punto di partenza:
Prato, estrema periferia genovese in Val Bisagno.
Parcheggio poco prima del centro sulla riva sinistra, nei pressi della strada
per Bavari.
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione:
Da Prato risaliamo la Val Bisagno seguendo la strada principale. Raggiungiamo
l'estremità dell'abitato lasciando a sinistra il capolinea degli autobus
(inizio, km 0).
Proseguiamo sull'unica strada fino al ponte di Cavassolo sulla sinistra (km 1,35;
indicazioni per Davagna).
Svoltiamo a sinistra, attraversiamo il ponte ed affrontiamo la salita asfaltata.
Trascuriamo la strada che va a Marsiglia e poi quella per Rosso.
Ormai in vista delle case di Davagna (km 11,4) troviamo il bivio per Capenardo
dove svoltiamo proseguendo in salita e tenendo la sinistra al bivio successivo.
Superiamo la case di Paravagna e saliamo con qualche tornante. Arrivati quasi
al paese svoltiamo in una strada a destra (km 13,8; baracca).
Seguiamo la strada che diventa sterrata dopo 300 metri. La sterrata sale lungo
le pendici del monte Candelozzo, effettua due tornanti e poi raggiunge con una
lunga diagonale il passo del Fuoco (km 17).
Continuiamo sull'ampia sterrata ora in discesa fino a raggiungere il paese semiabbandonato
di Noci (km 20).
Dislivello: in salita 870 m, in discesa 200 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: per proseguire esistono quattro possibilità,
nessuna facile.
Due sono descritte in Valle Scrivia. Le altre
sono:
- Dal passo del Fuoco seguire l'AV
verso levante e scendere a Scofferra (alcuni tratti esposti, ciclabilità
intorno al 60%).
- Dal Passo del Fuoco seguire L'AV
verso ponente per raggiungere la Gola di Sisa (itinerario
11)
- Raggiungere il paese abbandonato di Feto e di lì scendere in valle Scrivia.
7 - Salita al forte Diamante
Punto di partenza:
Rivarolo, quartiere della Val Polcevera.
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione:
Dalla strada principale svoltiamo in via Vezzani e proseguiamo in direzione di
Begato. La strada sale per attraversare le abnormi costruzioni del quartiere popolare
e raggiunge lo scollinamento presso la cappella di S.Giovanni Battista. Qui svoltiamo
a destra in via Negrotto Cambiaso che seguiamo fino al capolinea del bus nella
piazzetta del vecchio borgo di Begato (km 5,7).
Proseguiamo in discesa, superiamo un ponticello e saliamo a destra. La strada
diviene crosa mattonata che scende ripida.
Al termine lasciamo a destra l'itinerario 31 e scendiamo a
sinistra ad un ponticello (km 6). Proseguiamo in salita ripida su una stradella
a fondo cementato.
Con qualche tratto pianeggiante e poi salita superiamo alcune case. A sinistra
trascuriamo due sentieri (sono scorciatoie) e saliamo ancora per poco.
Poco prima di una casa lasciamo la stradina e prendiamo un sentiero a sinistra
(km 7).
Questo punto è poco visibile: si trova in salita, poco prima di una casa, in corrispondenza
di un ruscello ed è segnato da frecce bianche e strisce rosa.
Percorriamo un tratto con qualche discesa ed incontriamo anche il segnavia striscia
gialla (itinerario D4 dei Percorsi del Parco Urbano delle Mura). Il sentiero si
trasforma in mulattiera che sale con lunghe diagonali a pendenza costante e non
eccessiva, ma con tratti dal fondo rovinato.
All'ultimo tornante lasciamo a destra un sentiero segnalato (km 9,2; itinerari
8 e 30).
Arriviamo alle mura del forte Begato, su uno spiazzo in corrispondenza di un cancello
nelle mura (km 9,3).
Senza attraversare il cancello proseguiamo a sinistra sulla strada in discesa
e poi in ripida salita. Superato il forte Sperone la strada spiana, lasciamo a
destra il forte Puin e raggiungiamo un piccolo colle.
Proseguiamo in salita, ripida e sconnessa fino ad un bivio (km 11,5). Lasciamo
a sinistra la strada per i Fratelli (variante 7.1) e proseguiamo
a destra in leggera salita, poi la strada spiana e raggiunge il Colle del Diamante
(km 12,3) con facile percorso pianeggiante.
Dalla sella si innalza una spettacolare mulattiera a tornanti che si sale faticosamente
per raggiungere il forte (km 13).
Dislivello: 700 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni:
Variante 7.1: attraverso il Fratello Maggiore. Nettamente
più difficile.
Al bivio svoltiamo a sinistra. La strada sale non troppo ripida ma con passaggi
rocciosi non molto difficili, ma numerosi. Arriviamo al Colle tra i due forti
(km 0,6) dove svoltiamo a destra. Saliamo la ripida ed erbosa mulattiera che porta
ad un rudere in cemento. Senza altre difficoltà saliamo con un tornantino
alla spianata dove sorgeva il forte Fratello Maggiore (demolito negli anni trenta;
km 1). Andiamo verso settentrione. Sulla sinistra inizia un sentierino che scende
subito ripidissimo.
La pendenza si attenua di poco e l'impegnativa discesa continua per attenuarsi
solo nei pressi della Colla del Diamante (km 1,35).
8 - Discesa dal Forte Diamante a Rivarolo
Aggiornamento: 11/2000
Descrizione:
Dalla vetta si discende lungo la mulattiera a tornanti raggiungendo la sella.
Si prosegue sulla stradina in falsopiano che poi inizia a scendere costeggiando
i forti e le loro mura. Superata una ripida discesa con fondo parzialmente in
cemento si risale ad uno spiazzo presso le mura del forte Begato.
Le mura sono attraversate da una porta munita di cancello in ferro (km 4). Non
si attraversa ma si inizia a scendere sulla mulattiera.
Arrivati al punto in cui la mulattiera svolta nettamente a destra si va diritti
(fin qui itinerario 7 al contrario), segnavia FIE cerchio rosso.
Si scende una scala proseguendo su una mulattiera che scende nel bosco. Un ultimo
tratto ripido termina su una stradina dove si va a sinistra (case).
Arrivati ad uno slargo si prosegue nella stradina di destra che attraversa il
paese (Fregoso). Dopo un centinaio di metri il segnavia scende a destra, lo si
segue (km 5.5).
La mulattiera scende e conduce alla piazza della chiesa della Madonna del Garbo
(km 7.3)
Di qui si può scendere a destra su asfalto fino a via Vezzani. Meglio è invece
scendere a sinistra per una stradina che conduce a delle case per proseguire poi
come crosa.
Si sovrappassa l'autostrada e si prosegue la discesa che termina in via Vezzani
(km 9.5).
Dislivello: 650 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: In senso contrario è troppo ripido e costringe a lunghi tratti
a spinta.
Variante 1: Dalla vetta si può scendere sul versante opposto. Allo scopo
si costeggiano le mura sulla destra (o si attraversa il forte). Si presenta una
micidiale discesa che conduce in circa 1.5 km al valico di Trensasco (ristorante,
asfalto).
Variante 2: raggiunto il colle al termine della discesa della mulattiera
a zigzag si può svoltare a sinistra su un sentierino che taglia le pendici del
monte. Al termine ci si ricongiunge con la traccia della variante precedente e
si prosegue a destra fino al valico di Trensasco.
9 - Traversata Righi - Crocetta d'Orero
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione:
Dalla stazione di arrivo della funicolare del Righi saliamo su asfalto.
Agli incroci seguiamo la strada che sale; superiamo le mura del forte Castellaccio
attraversando l'ex ponte levatoio e proseguiamo finché la strada spiana.
Dopo poco si apre a destra uno spiazzo panoramico; dietro gli alberi si diparte
una stradina (km 1.4, indicazioni per osteria Le Baracche) che scende costeggiando
le mura del Forte Sperone.
Si segue la stradina fino ad un bivio dove si va a destra, in piano (a sinistra
si salirebbe all'osteria e, proseguendo, ci si ricongiungerebbe con l'itinerario;
variante possibile, più difficile).
La strada si fa sterrata e prosegue tagliando tutto il versante della montagna
e mantenendosi pianeggiante.
Si arriva così all'asfalto al valico di Trensasco (km 5.8).
Scesi a destra qualche metro ed attraversata la strada si segue l'ampia sterrata
che si inoltra nel bosco. In breve si arriva alla stazione di Pino (km 7).
Superate le case la sterrata prosegue sempre in piano. La si segue lungamente
fino ad un punto in cui a sinistra si stacca un ripido sentiero in salita (km
10.5, segnavia FIE
e
)
Prestare attenzione a questo punto perché la strada prosegue invitante.
La salita si presenta non ciclabile, ma conduce in breve ad una radura dove si
può tornare in sella.
Si prosegue su sentiero ben marcato alternando tratti ciclabili ad altri ripidi
fino ad arrivare ad una evidente sella. Il sentiero si mantiene sulla cresta ed
è pianeggiante fino ad un bivio (km 11.8).
Qui si va a sinistra (FIE
).
Il sentiero attraversa l'intero versante della montagna con un andamento ascendente
e qualche tratto non ciclabile.
Si arriva ad incrociare il sentiero dell'Alta Via
(km 13.5) che si segue a sinistra, cambiando versante. Su buon sentiero si arriva
ad una chiesetta nei pressi delle case di Sella, raggiunte da una strada asfaltata
(km 14.8).
Si trascura l'asfalto e si va a sinistra sul sentiero segnato che sale non troppo
ripido. Si trascura il segnavia tre pallini gialli che condurrebbe ad Avosso e
si prosegue a sinistra.
Segue un tratto ascendente dove il sentiero si mantiene generalmente sotto cresta
per evitare saliscendi. Si arriva ad un tratto di ripida discesa, seguito da un
breve piano e poi ancora ripida discesa.
Il sentiero termina su di una stradina che si segue a sinistra arrivando in breve
alla chiesa Madonna della Guardia dove si incontra l'asfalto (km 17.5).
La rapida discesa, sommariamente asfaltata, termina a Crocetta (km 19).
Dislivello: in salita 600 m, in discesa 400 m.
Ciclabilità: 92%
Osservazioni: La prima parte presenta difficoltà turistiche mentre,
da quando si lascia la strada per salire sul sentiero, le difficoltà aumentano
nettamente.
10 - Alture di Pegli
Un breve percorso, di interesse solo locale, per quando siete poco allenati o
avete poco tempo.
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione:
Dalla passeggiata si prosegue verso ponente fino a lasciare Pegli. Arrivati al
semaforo del Castelluccio si lascia l'Aurelia per salire a destra nell'ampia via
Ungaretti.
Si prosegue in salita fino ad incrociare la stretta via Scarpanto che proviene
da destra e prosegue salendo dalla parte opposta. Si lascia quindi via Ungaretti
per salire a sinistra in via Scarpanto.
La salita termina nei pressi del viale che conduce alla Torre Cambiaso (hotel).
Non si va verso l'hotel ma si sale per la stradina che sale a sinistra, proseguendo
in salita a destra al bivio. La salita si fa ripidissima e si sale così faticosamente
fino al suo termine.
Si raggiunge una spalla pianeggiante dove confluiscono da destra numerosi sentieri
che salgono da Pegli.
Si prosegue in salita per la stradina che presenta ancora qualche strappo e conduce
alle case di Pian delle Monache, dove ha termine. Di qui prosegue il sentiero
per monte Pennello, ma noi ci fermiamo.
Girata la bici si ripercorre in discesa lo stesso percorso fino alla spalla dove
inizia la discesa per Torre Cambiaso.
All'inizio del tratto pianeggiante si svolta a sinistra scendendo un breve tratto
ripido su sentierino. Non si svolta a destra sul segnavia FIE ma si va a sinistra
in piano.
Inizia un sentiero che taglia a mezzacosta il versante, mantenendosi in prevalenza
ciclabile. Al suo termine si presenta la possibilità di andare diritti (o leggermente
a sinistra); svoltiamo invece a destra entrando in un boschetto.
Il sentiero sembra perdersi ma, percorsi pochi metri, riprende forza ed inizia
decisamente a scendere sulla massima pendenza.
Lo si segue senza possibilità di errore. Diventato più scorrevole conduce a superare
un varco nel muro di cinta della villa Doria.
Si svolta a sinistra e ci si mantiene in quota. Superato ciò che resta del laghetto
si supera un altro varco nel muro e si scende in un viale. Seguendo la viabilità
interna del parco (prudenza e bassa velocità !!) si arriva a Pegli.
Abbiamo percorso circa 10 km.
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: superiore al 99%
Osservazioni: sono possibili numerose varianti sia per salire da Pegli
sia per scendere a villa Doria.
11 - Dal Passo del Fuoco a Creto
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione:
Dal Passo del Fuoco (attraversato dall'itinerario 6)
andiamo a nord per pochi metri e svoltiamo a sinistra verso ovest sull'evidente
sentiero che si dirige a nord del monte Candelozzo (segnavia
e
).
Il sentiero percorre in discesa il versante settentrionale del monte, mantenendosi
in prevalenza ciclabile, e porta sullo stretto crinale che separa la Val Noci
dalla Val Bisagno (km 1,2). Scendiamo sul crinale raggiungendo un piccolo valico
(km 1.6).
Qui lasciamo a sinistra il sentiero che si dirige a Capenardo e proseguiamo affrontando
un tratto dove si succedono alcuni ripidi saliscendi sul filo di cresta.
Arriviamo così ad un colletto (km 2,6) dove il crinale termina e dove scendiamo
a sinistra.
Il sentiero diviene stretto ed attraversa il ripido pendio meridionale del monte
Lago Est. Il pendio sottostante è ripido, per cui fate attenzione.
Dopo una prima parte prevalentemente in discesa il sentiero risale ad una selletta
con cartelli ed una panca (km 3). A sinistra scende ripidissimo il sentiero per
Canate che trascuriamo proseguendo in discesa sul versante settentrionale del
monte Lago Ovest.
Il tracciato è più agevole e taglia i versanti settentrionali della montagna.
Superiamo qualche breve salita, ma il problema di questo tratto esposto a nord
è il fango che spesso permane a lungo. Il sentiero si affaccia sulla caratteristica
Gola di Sisa, che raggiungiamo con un'ultima discesa ripida (km 6).
Ci dirigiamo a sinistra e percorriamo la discesa per una settantina di metri.
Lasciamo a sinistra la mulattiera per Struppa e scendiamo nel prato a destra seguendo
i segnavia
e
.
Attraversiamo la recinzione poi superiamo una breve discesa che porta ai pascoli
inferiori. Il sentiero entra nella boscaglia con una ripida discesa che termina
su una mulattiera pianeggiante (km 6,7).
Svoltiamo a destra sulla facile mulattiera che attraversa il bosco con solo un
breve tratto più difficile. Raggiungiamo una zona di pascoli e raggiungiamo
l'asfalto di fronte ad una casa (km 8,5).
Proseguiamo su asfalto fino a raggiungere la provinciale al Valico di Creto (km
9,4).
Dislivello: in discesa 470 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni:
12 - Traversata dalla Scoffera a S.Alberto
Aggiornamento: 5/2001
Descrizione:
Dalla piazza si attraversa la statale. Dalla parte opposta (siamo sul versante
Bisagno) parte una stradina con alcuni cartelli indicatori dei sentieri.
Seguiamo questa strada; nei primi 500 metri superiamo tre incroci andando sempre
a sinistra.
La strada che stiamo seguendo termina ad un cancello; poco prima sale a sinistra
una ripida forestale (segnavia FIE
).
Un breve tratto ripido conduce in un prato che attraversiamo, sempre in salita.
Si entra nel bosco e si prosegue, con salite e discese, finché arriviamo ad una
selletta (km 1,5) dove incontriamo il sentiero che viene dal monte Lavagnola.
Inizia un tratto discendente che termina alle case di Sottocolle (km 2,3). Siamo
pochi metri sopra alla Statale.
La mulattiera prosegue in salita e poi scende ad una insellatura, dominata dal
monte Croce di Bragalla (km 3,8).
Costeggiamo il versante occidentale della montagna ed il sentiero va allargandosi
fino a divenire una stradina. Raggiunto un bivio saliamo a sinistra e poi scendiamo
ripidamente fino a raggiungere un ponticello di cemento (km 5,8).
Subito dopo il ponte svoltiamo a sinistra affrontando un tratto in salita pochissimo
ciclabile per 300 metri.
Arriviamo in un pascolo che attraversiamo.
Inizia un tratto che procede in cresta, con ripide rampe in salita e tratti altrettanto
ripidi in discesa. Alla fine si scende ad un valico attraversato da una strada
asfaltata (km 7,5).
Scendiamo a destra sulla strada che confluisce in un'altra maggiore. Seguendola
a sinistra saliamo alla piazza di S.Alberto (km 8).
Dislivello: 250 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: se si sale da Genova in bici è consigliabile salire
via Davagna, evitando la trafficata statale. Sono 20 km da Prato.
13 - Traversata Arenzano - Voltri
Aggiornamento: 11/2001
Descrizione:
Da Arenzano saliamo al Santuario del Bambino di Praga. Poco dietro al Santuario
sale una strada asfaltata.
Saliamo a tornanti fino a quando troviamo una strada sterrata che va a sinistra
in corrispondenza di un tornante (km 1,2; indicazioni MMA).
La strada sale dolcemente poi presenta qualche tratto più ripido ed esce
su una spalla dove incrociamo una strada più ampia. In leggera discesa
arriviamo all'asfalto in località Agueta (km 3,6).
Svoltiamo a destra e saliamo sulla strada asfaltata raggiungendo località
Curlo. Proseguiamo diritti. La strada sale e diviene sterrata. Un tratto impegnativo
termina ad una sbarra (km 4,7). Superiamo la sbarra ed abbandoniamo la strada
dopo un centinaio di metri.
Il sentiero sale a destra, non ciclabile, segnavia. Dopo pochi metri raggiungiamo
un bivio dove andiamo a destra seguendo un segnavia A in campo bianco. Ancora
qualche tornante e possiamo ritornare in sella.
Il sentiero prosegue in diagonale tagliando i pendii meridionale del Bric Gavetta.
Superiamo il ricovero Scarpeggin (km 5,6) e proseguiamo.
Il sentiero sale e scende per superare i rivi che scendono dal Passo della Gavetta,
poi dal monte Tardia, in ambiente desolato e roccioso. Molti tratti non sono ciclabili.
Arriviamo ad un ultimo crinale (km 6,1) superato il quale iniziamo a scendere.
Entriamo in un selvaggio vallone che superiamo scendendo con andamento ben poco
ciclabile. Poi superiamo alcuni rivi ed entriamo su sentiero pedalabile che ci
porta ad un valico (km 9,2). Qui il sentiero A prosegue a destra per Arenzano,
noi invece svoltiamo a sinistra e saliamo fino a due tralicci ENEL dove incrociamo
un sentiero più marcato (Cima di Mezzo; km 9,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo ad incontrare una strada dove svoltiamo a sinistra.
A destra la strada prosegue fino alla cava di Vesima ed Arenzano/Terrarossa (itinerario
21 del Beigua).
La strada sale fino a superare il crinale (km 10,5) poi scende con alcuni tornanti.
Incrociamo il sentiero FIE che proviene dal Passo della Gava e lo trascuriamo
continuando a seguire la strada.
Al termine della parte ripida arriviamo su alcuni prati dove ritroviamo il sentiero
FIE e lo seguiamo a destra (km 11,5).
In questa zona si intrecciano numerosi sentieri; se seguissimo quelli che vanno
a sinistra arriveremmo su una strada sterrata e da lì a Campenave o Voltri.
Noi invece scendiamo seguendo fedelmente il sentiero FIE
che inizialmente si presenta difficile, poi diviene più facile e confluisce
in una stradina (km 12,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo, trascurando il segnavia FIE; da qui in avanti
in comune con l'itinerario 4.
Arriviamo alle case sparse di Campenave (km 13,5) ed andiamo a destra seguendo
il segnavia che abbiamo ritrovato. Imbocchiamo una crosa che scende raggiungendo
Crevari e poi proseguendo la discesa, con un tratto ripido a scalini, ed arriviamo
alla chiesa (km 14,7).
Ancora pochi metri ed usciamo sulla strada principale e da lì rapidamente
a Voltri (SS km 15,7; chiesa 16,3).
Dislivello: 675 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: Difficile e poco ciclabile, è interessante per l'ambiente.
14 - Salita del monte Alpe da Pino
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione:
Dalla stazione di Pino proseguiamo sulla bella strada sterrata, superiamo un curvone
nei pressi di un traliccio e raggiungiamo il punto in cui i segnavia
e
ed il percorso 9 vanno a sinistra, in salita (km
3,5). Proseguiamo sulla stradina che si mantiene pianeggiante. Ci inoltriamo in
una zona scoscesa ed arriviamo alla costruzione dell'acquedotto (km 4,7).
Dobbiamo ora superare un tratto faticoso e non ciclabile. Il sentiero percorre
la testa della valle poi sale con qualche tornante ed usciamo sui prati (km 5,7).
Qui incontriamo l'Alta Via, svoltiamo a destra e scendiamo alla provinciale (km
6,3). Svoltiamo a sinistra e saliamo al valico di Creto.
Proseguiamo in discesa per 500 metri. Immediatamente prima di una trattoria svoltiamo
a sinistra prendendo una stradina asfaltata. Saliamo fino al termine dell'asfalto
e troviamo una strada della SNAM chiusa da una sbarra (km 7,2).
Superiamo la sbarra ed iniziamo la dura salita. Fortunatamente alcuni dei tratti
più ripidi hanno fondo in cemento e possiamo procedere in sella. Arriviamo
al termine della salita (km 8,4; 200 metri di dislivello in poco più di
un chilometro).
Siamo ormai sulla vetta al monte Alpe che è costituita da un lungo crinale
quasi pianeggiante.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 88%
Osservazioni: presenta una faticosa salita non ciclabile di quasi un chilometro.
Alla Costa di Pino c'è una stazione della ferrovia Genova-Casella.
15 - Raccordo Creto - Gola di Sisa
Aggiornamento: 12/2001
Descrizione:
Dal valico di Creto prendiamo la stradina asfaltata che sale a destra (per chi
provenga da Genova), indicazioni per i percorsi pedonali.
Una breve salita poi proseguiamo in piano fino ad una casa dove termina l'asfalto
(km 0,7). Proseguiamo sempre quasi in piano, costeggiamo un pascolo poi entriamo
nel bosco.
Procediamo senza difficoltà fino ad un breve tratto non ciclabile, proseguiamo
fino ad un cartello del sentiero
(km 2,6). Di qui superiamo 300 metri faticosi e non ciclabili fino ad uscire sui
prati dello stretto valico (km 3).
Dislivello: 130 m.
Ciclabilità: 87%
Osservazioni: è percorso dall'itinerario 11 al contrario.
Al cartello possiamo andare a destra attraversando un rivo e poi salendo nel bosco
fino ad uscire sulla mulattiera percorsa dall'itinerario 16; sono circa 200 metri
non ciclabili. Soluzione sconsigliabile
16 - Discesa dalla Gola di Sisa a Prato
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione:
Dal valico scendiamo e ci teniamo sulla sinistra seguendo una strada campestre
(segnavia FIE
).
Superiamo un cancello mentre la strada diviene una mulattiera col fondo selciato.
La pendenza aumenta ed arriviamo ad un incrocio (km 0,4) dove proseguiamo a destra,
in discesa.
Su fondo a tratti in cemento scendiamo rapidamente ed arriviamo ad una strada
asfaltata (km 2,3). La attraversiamo e proseguiamo sulla mulattiera che prosegue,
con fondo peggiore.
La mulattiera diventa asfaltata quando arriviamo nei pressi di alcune case, poi
attraversiamo le stradine di S. Martino ed arriviamo alla chiesa (km 2,9).
A fianco del sacrato scende la mulattiera col fondo in mattoni (FIE
,
).
Scendiamo la facile scala e seguiamo costantemente la crosa che incrocia più
volte i tornanti della strada. Presenta molti scalini ma non difficili. Passiamo
presso la chiesa di S. Cosimo di Struppa e raggiungiamo una strada dove la crosa
non prosegue (km 4,3).
Andiamo a destra. La strada porta ad incrociarne un'altra che seguiamo a sinistra.
Dopo 200 m lasciamo l'asfalto per prendere a sinistra la crosa, coi segnavia,
che riprende a scendere e termina a Struppa (km 5).
Dislivello: 650 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Ottima conclusione per l'itinerario 11.
Richiudete i cancelli dei pascoli.
17 - Discesa dal Monte Fasce a Nervi
Aggiornamento: 11/2004
Descrizione:
Dal monte Fasce scendiamo verso nord seguendo la strada asfaltata e raggiungiamo
la strada panoramica (km 1).
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada, in leggera discesa. Costeggiamo il versante
settentrionale del monte Cordona in un tratto in cui la strada si sdoppia in due
corsie separate. In corrispondenza della curva verso nord lasciamo la strada asfaltata
e svoltiamo a destra (km 4,3; segnavia FIE:
).
Procediamo su larga mulattiera, lasciamo a destra i segnavia che salgono al monte
Cordona e proseguiamo in discesa (segnavia FIE:
).
La mulattiera scende inizialmente scalinata e raggiunge un colle dove cambiamo
versante. La discesa prosegue sulla mulattiera lastricata a grandi pietre mantenendosi
poco sotto al crinale.
Usciamo sul panoramico crinale nei pressi di alcuni ruderi e proseguiamo in discesa
non ripida fino ad una spalla che precede il monte Giugo (km 6,4).
Qui svoltiamo a destra e la pendenza aumenta mentre il fondo si fa più
dissestato. Questo tratto più difficile termina ad un quadrivio (km 7,5)
dove andiamo diritti in via Costa di Cantalupo. Arriviamo alla chiesetta di S.Rocco
(km 8,3). Anche qui andiamo diritti scendendo su una crosa (via S.Rocco; segnavia).
Raggiungiamo un quadrivio e svoltiamo a sinistra in via Croce di Ferro procedendo
con moderata pendenza. Arrivati ad un incrocio (sempre segnavia FIE e ISC) svoltiamo
prima a sinistra (via Crocifisso) poi a destra in discesa (via Gaiello). La crosa
termina sulla SS Aurelia (km 9) che seguiamo a destra fino alla città.
Dislivello: 860 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni: Il percorso dopo l'incrocio di via S.Rocco non è obbligato;
ad esempio potremmo seguire integralmente via S.Rocco.
18 - Discesa dal monte Fasce a Bavari
Aggiornamento: 3/2002
Descrizione.
Dalla vetta del Fasce scendiamo sulla strada asfaltata di accesso e raggiungiamo
la strada provinciale.
Di fronte all'ingresso nella provinciale vediamo la sterrata che costituisce anche
il tracciato del metanodotto (segnavia FIE:
).
La prendiamo in salita fino ad un gruppo di valvole.
Proseguiamo in leggera discesa poi in dura salita e raggiungiamo il punto più
alto (km 2,6).
Iniziamo la discesa, sempre sul metanodotto, fino al termine della stradina (km
3,4). Scendiamo di sella per aggirare uno sperone roccioso poi proseguiamo sul
crinale erboso.
Quasi al termine del prato (km 3,9) dobbiamo svoltare a sinistra abbandonando
il crinale ed affrontando un tratto con sentiero poco evidente.
Scendiamo un prato andando in diagonale a destra per entrare nella boscaglia dove
ritroviamo la traccia.
Scendiamo con difficoltà a causa della vegetazione e del terreno ripido
e sconnesso.
Arrivati nei pressi di alcuni ruderi (km 4,3) il sentiero diviene più marcato
e meno ripido, ma è sempre invaso dalla vegetazione.
Raggiungiamo il punto in cui la mulattiera inizia la ripida discesa su Bavari
mentre il fondo si fa acciottolato e presenta tratti a scalini.
La discesa è ripida con numerosi tornanti, ma il fondo è quasi sempre
buono.
Al termine un tratto rettilineo ci porta ad incrociare una strada asfaltata (km
5,9) ed in breve alla Sella di Bavari (km 6,2).
Dislivello: 600m.
Ciclabilità: 87%
Osservazioni: non ciclabile in salita.
19 - Traversata da Palmaro a Pegli, via Lische Alte
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione.
Partiamo dal semaforo posto sull'Aurelia all'incrocio con via Taggia. Svoltiamo
ed andiamo in salita, poi in discesa a sinistra raggiungendo la sponda del torrente
Branega.
Sempre seguendo la strada asfaltata risaliamo lungo il torrente. Al termine di
una salita incontriamo un bivio (km 2,7) dove andiamo a sinistra scendendo ad
un ponte. Attraversato il ponte la strada supera un tratto scavato nella roccia,
poi inizia una durissima salita, per fortuna asfaltata. Dopo 500 metri micidiali
la pendenza diminuisce ed arriviamo al valico di Case Colla (o Colla di Prà;
km 4,2).
Incontriamo l'itinerario 3 che seguiamo. Saliamo quindi
sulla sterrata a destra. Al bivio (km 4,5) trascuriamo il sentiero delle Lische
Basse e continuiamo a salire.
La salita non è ripida ma il fondo è dissestato e costringe a tratti
a piedi. Lasciamo a sinistra il sentiero per la Baiarda (km 5,3) e proseguiamo
in leggera salita fino ad un altro incrocio (km 5,9). Da sinistra scende il percorso
di discesa del metanodotto dal monte Pennello, noi prendiamo il sentiero a destra
(indicazioni, segnavia FIE
).
Procediamo in leggera salita, poi scendiamo ad un guado e risaliamo dalla parte
opposta. Un'altra discesa ci porta a superare due guadi consecutivi, poi andiamo
in costante leggera salita ed arriviamo ad un confuso incrocio di sentieri (km
7,6) presso un traliccio ENEL.
La prosecuzione è difficile, pertanto qui potete decidere di scendere a
destra raggiungendo l'itinerario 3 e Fagaggia, raccordo 19.1.
Noi svoltiamo a sinistra e saliamo il dissestato sentiero per una ventina di metri.
Lasciamo il sentiero che sale al Pennello e svoltiamo a destra prendendo il sentierino
(segnalato saltuariamente con segni e frecce gialle) che attraversa i prati a
destra.
E' un percorso praticamente non ciclabile che ci porta ad un appostamento di caccia
su una spalla (km 7,9).
Il sentiero prosegue in leggera discesa, sempre stretto e disturbato dalla vegetazione,
ma ora più ciclabile.
La discesa termina contro una recinzione, svoltiamo a sinistra e saliamo faticosamente
qualche decina di metri arrivando ad incrociare il marcato sentiero contrassegnato
(km 8,5).
Scendiamo a destra. Il sentiero è inizialmente molto ripido e dissestato,
gradatamente diviene più agevole e ci porta alla casa di Pian delle Monache
(km 9).
Incontriamo la strada che seguiamo in discesa. Percorriamo l'itinerario 10 al
contrario. Restando sempre su questa strada raggiungiamo Torre Cambiaso (km 10,8)
dove troviamo l'asfalto.
Scendiamo costeggiando l'edificio ed arriviamo ad un'ampia strada (km 11,8). Attraversiamo
proseguendo la discesa nella strada di fronte; all'incrocio andiamo a sinistra
ed usciamo in piazza Lido. Seguendo l'Aurelia possiamo raggiungere il centro.
Dislivello: 500m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni:
Raccordo 19.1.
Presenta tratti dissestati e parecchi rami. All'incrocio svoltiamo a destra e
individuiamo il sentiero che scende (segnavia FIE
e
).
La discesa ci porta ad un bivio: il sentiero di sinistra (
)
scende a Prà passando per Torrazza, quello di destra (
)
scende a Fagaggia incontrando l'itinerario 3. Svoltiamo a destra e scendiamo con
qualche tornante uscendo infine sui prati di Fagaggia. Non scendiamo per i prati
ma seguiamo ancora il sentiero che entra nel bosco e si inserisce sul sentiero
delle Lische Basse (km 1,2).
20 - Traversata da Voltri ad Arenzano
Aggiornamento: 12/2002
Descrizione.
Partiamo dalla chiesa di Voltri andando verso ponente. Dopo 500 metri superiamo
il ponte e svoltiamo a destra salendo sulla strada per Crevari.
Quasi alla chiesa di Crevari svoltiamo a sinistra in via Romana di Voltri (km
1,6).
Seguiamo la strada fino al suo termine. Qui diventa crosa asfaltata che avanza
stretta tra le due corsie dell'autostrada. Al termine scendiamo la scaletta che
ci porta a sottopassare l'autostrada. Al termine andiamo a destra, in salita,
fino al termine della strada.
Saliamo a destra una stretta scaletta che ci porta su una stradina (km 2,4).
Svoltiamo a sinistra ed arriviamo ad un incrocio. Qui dobbiamo svoltare a destra
per superare la ripida, ma breve, rampa che ci porta su una strada.
Andiamo a sinistra raggiungendo un incrocio (km 3,2) dove scendiamo a sinistra.
Poco dopo la strada termina e proseguiamo la discesa su una crosa mattonata, a
larghi e facili scalini. Sottopassiamo l'autostrada e proseguiamo la discesa.
La crosa aggira la propaggine della montagna ed entra sul versante di Vesima che
raggiungiamo rapidamente (km 4).
Svoltiamo a destra e saliamo superando la chiesa ed arrivando ad un bivio dove
svoltiamo a sinistra. Scendiamo ad un ponticello e proseguiamo in salita arrivando
ad una spalla. Proseguiamo in discesa agli incroci e raggiungiamo la strada della
cava (km 5,6).
Svoltiamo a sinistra e subito a destra. Saliamo sulla larga strada con fondo in
cemento fino la primo incrocio (km 6,2), dove svoltiamo a sinistra.
Ancora pochi metri di salita poi iniziamo a scendere. Raggiungiamo una strada
maggiore, tra le ville alte di Terrarossa (km 6,8).
Seguiamo questa strada in veloce discesa fino a raggiungere l'Aurelia all'ingresso
di Arenzano (km 8,5).
Dislivello: in salita 250 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: interessante testimonianza della fine che hanno fatto molte
delle belle crose: asfaltate, tagliate, sepolte da autostrade.
21 - Salita da Genova al monte Ratti
Aggiornamento: 1/2003
Descrizione.
Partiamo dalla zona di corso Sardegna ed imbocchiamo via Ferreggiano. All'incrocio
con viale Bracelli svoltiamo a sinistra ed iniziamo la salita (km 0).
La strada sale con pendenza moderata. Seguiamo sempre la strada principale ed
arriviamo ad un bivio dove la strada prosegue in piano verso il Biscione (km
2,6).
Qui svoltiamo a destra in una strada minore che sale nella pineta. Costeggiamo
una baraccopoli e raggiungiamo un bivio dove svoltiamo a destra raggiungendo
il forte Quezzi (km 3,5).
La stradina prosegue asfaltata e sale alla Torre Quezzi (km 4,2). Raggiunta
la base della Torre seguiamo il sentiero che scende sulla cresta arrivando ad
un valico dove si incrociano numerose mulattiere (colla Leamà; km 5).
Qui arriva anche la strada asfaltata che abbiamo lasciato alla Torre.
A destra della Cappella dei Cacciatori corre una strada dal fondo erboso. La
seguiamo. Il percorso diventa sempre più difficile perchè fortemente
dissestato e costringe a procedere a piedi.
Raggiungiamo un ponticello dove il sentiero FIE
sale a sinistra (km 6,3). Proseguiamo diritti con bel percorso pedalabile.
In questo modo superiamo un crinale (km 7,5) e proseguiamo in leggera salita
fino ad uscire nel piazzale di una cava (km 8,1).
Andiamo diritti raggiungendo alcuni edifici. Proseguiamo sulla sinistra ed arriviamo
al piazzale superiore.
Usciamo dalla cava tramite due brevi ripide rampe non ciclabili. La stradina
sale sul fianco del monte ed effettua un tornante.
Ad un bivio svoltiamo a destra ed iniziamo una salita non ciclabile che ci porta
ad un incrocio (a destra variante 21.1) e poi ad una selletta (km 9,6).
Ignoriamo il sentiero FIE che scende di fronte e saliamo a sinistra. Il ripido
sentiero termina sulla strada di accesso al Forte che raggiungiamo in una cinquantina
di metri.
Attraversiamo il portone e proseguiamo sulla sinistra. In breve usciamo sul
crinale sommitale e la vetta (km 10,2).
Dislivello: 610 m.
Ciclabilità: 89%
Osservazioni: La salita presenta due tratti non ciclabili. Percorso in
discesa, a partire dalla cava, dovrebbe essere interamente ciclabile e divertente.
Variante 21.1: (sconsigliabile).
all'incrocio seguiamo il sentiero che va verso destra (est) seguendo la segnalazione
FIE (
).
Il percorso è in leggera salita fino ad una spalla con lecci, poi scende
fino a raggiungere una sella (sella Castellaro; km 1,2). E' un tratto molto
stretto e disturbato dai cespugli, ben poco ciclabile e molto fastidioso. La
discesa dopo la sella è ripida e dissestata ma piuttosto ampia. Raggiungiamo
un edificio e proseguiamo fino ad uscire sulla strada per S.Eusebio. Andando
a destra possiamo raggiungere la sella di Bavari (km 2,2).
22 - Discesa da monte Ratti a Genova
Aggiornamento: 1/2003
Descrizione.
Dalla vetta ritorniamo al portone ed usciamo dal Forte. Proseguiamo diritti in
discesa sull'evidente mulattiera, inizialmente molto buona poi dissestata.
Dopo due tornanti la mulattiera si perde e scendiamo sul crinale seguendo le evidenti
tracce. La ripida discesa termina sul crinale dove passa l'itinerario 21 (km 1,5).
Svoltiamo a sinistra e saliamo alla cava. Raggiunto il primo edificio proseguiamo
diritti ed arriviamo ad altri edifici. Sulla destra un breve passaggio supera
la barriera ed arriviamo ad una cappelletta (km 2,5).
Seguiamo l'unica strada che dopo poco diventa cementata. A due incroci teniamo
la destra e scendiamo velocemente a Camaldoli (km 3,7).
Scendiamo seguendo la strada asfaltata fino ad un piazzale con capolinea di autobus.
Qui svoltiamo a destra ed imbocchiamo via Polvara (km 5,4). La stradina termina
con una ripida scalinata che scendiamo. Dopo la prima rampa la stradina diventa
una classica crosa mattonata che possiamo seguire senza difficoltà.
Un'ultima scala ci porta su una strada (km 6,3) che seguita a sinistra ci porta
in via Ferregiano. Svoltiamo a sinistra ed arriviamo all'incrocio con via Centurione
Bracelli (km 7).
Dislivello: 550 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
23 - Discesa da S.Alberto a Prato
Aggiornamento: 2/2003
Descrizione.
Dalla piazza capolinea bus scendiamo verso ponente. Seguiamo la strada asfaltata
per un buon tratto. Quando la strada svolta a destra con il primo tornante (case;
km 1,4) la lasciamo per prendere, a sinistra, una stradina con fondo in cemento
(segnavia FIE:
).
Andiamo a destra al primo incrocio; dopo un tratto pianeggiante scendiamo una
crosa a scalini che ci porta a pochi metri da una strada (km 1,6).
Non scendiamo sulla strada ma svoltiamo a sinistra. La crosa scende ad attraversare
un ruscello (km 1,9).
Il percorso inizia l'attraversamento del bosco. L'andamento è discensivo,
ma non mancano i tratti in salita, Qualche salita e gli attraversamenti dei
ruscelli sono poco ciclabili, ma nell'insieme è un tracciato piuttosto
scorrevole.
La parte finale è in decisa discesa e termina sulla strada asfaltata
(km 5,1).
Svoltiamo a destra e scendiamo seguendo la strada asfaltata (possibile una scorciatoia
segnalata) fino alla statale (km 7). Prato è a sinistra a circa 3,5 km.
Dislivello: 600 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni:
24 - Discesa dal monte Cordona a Prato
Aggiornamento: 2/2003
Descrizione.
Dalla vetta del Cordona scendiamo verso levante seguendo a ritroso il sentiero
di salita. Raggiungiamo la selletta nei pressi della strada asfaltata (km 0,5).
A destra scende l'itinerario 17 per Nervi. Svoltiamo invece a sinistra e prendiamo
la strada asfaltata. Dopo pochi metri dobbiamo attraversare il prato spartitraffico
per raggiungere il grande piazzale sull'altra corsia.
Alla sinistra del piazzale prendiamo la sterrata, chiusa da una catena, che scende
e raggiunge il cortile di una cascina adibita a porcilaia.
Attraversato il cortile proseguiamo la discesa tra i pascoli. La pendenza aumenta
entrando in un bosco e il percorso dimostra di essere una antica mulattiera lastricata.
Procediamo con cautela a causa dei rami per terra e qualche albero abbattuto.
La discesa presenta qualche tratto scalinato e ripido che è reso impegnativo
quando sia dissestato. Un breve tratta quasi pianeggiante ci porta a superare
un ponticello dove inizia la discesa finale di questa prima parte.
Passiamo sopra ad una cascata, poi la discesa termina su un bel ponte in pietra
lanciato dove la forra è più stretta (km 2,2).
La mulattiera sale sul versante opposto. La salita è impedalabile fin quando
la pendenza diminuisce ed arriviamo alle prime case di Cisiano (km 2,6).
Attraversata la frazione giungiamo su una strada asfaltata che seguiamo a destra,
in salita. Dopo alcuni tornanti piuttosto ripidi la pendenza diminuisce e proseguiamo
attraversando Terrusso.
Qui inizia la discesa. Possiamo seguire interamente l'asfalto, ma è meglio
seguire la vecchia strada. Quando arriviamo al cartello stradale che segnala Viganego
(a sinistra chiesa; km 6,3) proseguiamo sull'asfalto fino al tornante. A destra
entriamo nella stradina tra le case (segnavia FIE: disco rosso).
Proseguiamo seguendo sempre il segnavia. Il percorso interseca la strada asfaltata
e la segue per alcuni tratti.
L'ultima discesa termina, con alcuni scalini, sulla statale in località
Le Prese (km 10,3).
Prato è a sinistra a circa 3,5 km.
Dislivello: 800 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: non percorribile in salita
25 - Discesa da N. S. della Vittoria a Pontedecimo
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Dal sagrato del Santuario attraversiamo la strada e scendiamo sulla larga crosa
diretta verso le case.
Al fondo della discesa svoltiamo a destra (km 0,2; segnavia FIE triangolo rosso).
La mulattiera scende e raggiunge una strada sterrata che seguiamo a sinistra (itinerario
14 al contrario).
Raggiungiamo un incrocio (km 1,2) dove abbandoniamo la stradina per scendere a
destra seguendo il segnavia.
In ripida discesa arriviamo ad una zona non ciclabile a causa della ramaglia che
ingombra il sentiero (se fosse impercorribile è possibile tentare di passare
più a sinistra oltre la recinzione, il sentiero più a destra deve
invece essere evitato perchè porta ad una casa).
Superati questi 150 metri usciamo su una stradina che sale. Dopo la breve salita
percorriamo un tratto pianeggiante e poi una ripida discesa che termina su una
strada (km 2,2).
Andiamo a sinistra per due metri e troviamo la prosecuzione della discesa, svoltiamo
quindi a destra, prima della casa.
La discesa è piuttosto ripida. Dopo un paio di tornanti costeggiamo un
prato e raggiungiamo un incrocio dove svoltiamo a sinistra in salita. Poco dopo
la strada incontra l'asfalto (km 2,8).
Scendiamo a destra e raggiungiamo velocemente la strada provinciale che seguiamo
a destra. Passiamo la trattoria della Campora per salire a Serra (km 3,4).
Dalla piazza della chiesa passiamo a fianco della trattoria proseguendo nel vicolo.
Ritornati sulla strada saliamo a destra fino al valico. Svoltiamo a sinistra in
via Croce di Vie (km 3,8).
Questa strada termina bruscamente dopo aver superato una casa in rovina. Qui dobbiamo
svoltare a destra scendendo per una traccia che attraversa il prato. Nel bosco
la traccia diventa mulattiera che scende veloce ad alcune case e poi arriva su
una strada ampia (km 5,2).
Svoltiamo a sinistra ed andiamo in leggera salita fino ad un valico. Proseguiamo
in discesa arrivando sulla provinciale che seguiamo a destra raggiungendo uno
slargo con una visibile cappella (km 5,9; località Croce di Vie).
A fianco della cappella sale una larga sterrata. La seguiamo ed andiamo a destra
nella strada forestale.
Con bel percorso tagliamo il versante del monte, poi saliamo sul crinale (km 6,2).
Qui potremmo andare a destra sul percorso dell'oleodotto. Seguiamo il sentiero
che scende di fronte a noi, inizialmente abbastanza ripido.
Arriviamo su una stradina asfaltata (km 7) che seguiamo per un centinaio di metri.
Quando questa svolta a sinistra proseguiamo sulla destra. La bella mulattiera
scende alle case di Chiesa di Favareto (km 7,5) e poi alla strada.
Dopo un centinaio di metri troviamo a destra un cartello segnaletico FIE nei pressi
di una stradina.
Qui svoltiamo a destra. La strada scende ripida nel bosco e si congiunge con la
strada che sale a S.Cipriano.
In questo punto (km 8,5) svoltiamo a destra per 20 metri e poi lasciamo la strada
per prendere una mulattiera a sinistra.
Ora seguiamo la mulattiera che scende su ottimo fondo e qualche tratto a larghi
scalini arrivando all'altezza dei binari ferroviari. Qui la crosa prosegue in
piano, poi sale leggermente ed arriva ad incrociare l'ampia crosa Salita di S.Cipriano.
Giù a destra ed usciamo a PonteX (km 9,6).
Dislivello: 590 m.
Ciclabilità: 99%
Asfalto: 32%
Osservazioni: Un po' laborioso ma interessante. In salita presenta una
rampa impedalabile per arrivare sulla stradina dell'itinerario 14, sono circa
250 metri e qualche altro tratto.
26 - Salita da Mignanego al passo dei Giovi
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Partiamo dal municipio di Mignanego e scendiamo sulla ex strada statale dei Giovi
in direzione di Genova.
Dopo meno di 200 metri svoltiamo a destra in direzione di Paveto. Quando raggiungiamo
l'incrocio proseguiamo diritti per Costagiutta.
La strada ora sale rapidamente e ci porta ad attraversare le case del paese (km
3,5).
Proseguiamo per un paio di tornanti ed incontriamo un bivio. La strada prosegue
per Paveto mentre noi andiamo a destra (indicazioni per un agriturismo).
Con ripida salita arriviamo all'agriturismo (km 4,8). La strada costeggia il giardino
e termina.
Proseguiamo su una ripida ed impedalabile mulattiera. Dopo un centinaio di metri
possiamo risalire in sella, ma la salita si mantiene impegnativa.
Ad un bivio (km 5,4) andiamo a destra. Con pendenza più contenuta guadiamo
le sorgenti del rivo Fumeri ed arriviamo ad un altro incrocio (km 5,9). La strada
di destra proviene da Fumeri (possibile salita alternativa) quindi svoltiamo a
sinistra.
La mulattiera sale ancora un po', superiamo una sbarra ed usciamo sul crinale
(km 6,5) dove incontriamo la grande strada forestale che collega il passo dei
Giovi a quello della Bocchetta.
Seguiamo questa strada andando a destra. L'andamento è quello di una veloce
discesa, ma non manca qualche breve salitella. Attenzione agli scoli dell'acqua,
molto profondi.
All'incrocio di un'altra strada andiamo a destra e scendiamo fino alla sbarra
dove termina la forestale (km 9,2).
La sterrata prosegue con una leggera salita per poi scendere decisa fino al Passo
dei Giovi (km 10).
Dislivello: 500 m.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 51%
Osservazioni: la strada Bocchetta-Giovi era una mulattiera mentre ora sta
diventando una larga strada. E' percorsa dall'itinerario
6 della valle Scrivia.
27 - Discesa dal Monte Gazzo a Sestri, via Fornaci
Aggiornamento: 4/2003
Descrizione.
Sulla vetta del monte, divorato dalle cave, sorge un santuario. E' raggiunto da
una strada asfaltata che sale da Sestri.
Partiamo dal sacrato e scendiamo sulla mulattiera, verso sinistra guardando il
mare (segnavia FIE; scenderemo seguendo quasi fedelmente il segnavia linea sovrastata
da un punto).
La mulattiera scende in un arido bosco di rovere con fondo sassoso e qualche tornante.
Arriviamo ad incrociare la strada asfaltata (km 0,5) e la prendiamo trascurando
il segnavia.
Scendiamo su asfalto per circa 500 metri e svoltiamo a sinistra in una strada
mattonata che si inoltra nei prati, con scarsa pendenza, di nuovo sul segnavia.
Siamo nella zona dei fortini ed incontriamo l'itinerario
2 che proviene dalla Guardia. Dopo pochi metri lasciamo a destra la crosa
dell'itinerario 2 e a destra il segnavia e proseguiamo diritti.
Seguiamo uno dei numerosi sentieri che attraversano l'area pic-nic e cominciamo
la discesa seguendo uno dei sentieri più evidenti.
Passiamo presso una casa adibita ad ovile (km 1,4) e proseguiamo a scendere cercando
un tracciato che sia più di nostro gradimento. Incontriamo di nuovo il
segnavia e lo seguiamo in diagonale verso destra. Poco dopo confluiamo nella crosa
mattonata (km 1,75), percorsa anche dall'itinerario 2, e scendiamo velocemente.
Passiamo presso la chiesetta di S. Rocco continuando a scndere sulla crosa.
Arriviamo su una stradina asfaltata (km 2,2). Lasciamo l'itinerario 2 che va a
destra e svoltiamo a sinistra seguendo la strada che termina poco dopo contro
un cancello.
Svoltiamo a destra nella mulattiera che scende per attraversare un ruscello e
poi si porta nella zona dove sorgono alcuni vecchi forni da calce.
Passiamo di fronte ad un cimitero e ritroviamo l'asfalto poco prima del passaggio
a livello dove arriva anche l'itinerario 2.
Dopo il passaggio a livello continuiamo a scendere raggiungendo la viabilità
principale (km 3,2).
Tutte le strade da qui scendono a Sestri a circa 1,4 km.
Dislivello: 415 m.
Ciclabilità: 97%
Asfalto: 50%
Osservazioni: solo discesa
Variante 27.1: Discesa diretta
Aggiornamento dicembre 2004.
Sulla vetta del monte sorge un santuario. E' raggiunto da una strada asfaltata
che sale da Sestri.
Partiamo dal sacrato e scendiamo sulla mulattiera, verso sinistra guardando il
mare (segnavia FIE).
La mulattiera scende in un arido bosco di rovere con fondo sassoso e qualche tornante.
Passiamo nei pressi della strada asfaltata per due volte e continuiamo a scendere
diritti.
Passiamo sulla cresta tra le recinzioni che proteggono dai due fronti di cava
vicinissimi e raggiungiamo un bivio (km 0,6). Lasciamo a sinistra il segnvia e
scendiamo diritti. Dopo qualche decina di metri lasciamo la strada e riprendiamo
il segnavia che scende a destra. Il sentiero non è ripidissimo ma presenta
molti tornanti stretti e qualche salto. Scendiamo seguendo fedelmente il segnavia
ed arriviamo ad un ripida scaletta di ferro.
Scendendola ci troviamo all'ingresso della vecchia palestra di arrampicata, ora
inaccessibile. Proseguiamo sullo stradellino che porta alle case, attraversa la
ferrovia e raggiunge la viabilità di Sestri (km 1,6) alle spalle dell'ospedale.
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: 95%
Asfalto: -
Osservazioni: molto più difficile del percorso principale, ma se
siete agili nei tornantini riuscirete a farla tutta in sella. La misura della
lunghezza potrebbe essere leggermente in difetto perchè i salti hanno arrestato
per due volte la misurazione.
28 - Discesa dalla Madonna della Guardia, via Murta
Aggiornamento: 11/2004
Descrizione.
Dal piazzale del Santuario scendiamo sulla strada in pavè e, dopo una ventina
di metri, svoltiamo a destra entrando nel sentiero.
Con discesa veloce e non difficile arriviamo sul tracciato della guidovia (km
0,36), lo attraversiamo e riprendiamo a scendere sul sentiero che diviene scalinato
e porta sulla vecchia strada asfaltata, ora percorso pedonale.
La ripida discesa ci porta all'osteria (km 0,8) e poi sulla strada principale.
Proseguiamo in salita e poi scendiamo passando dalle costruzioni dell'ex osteria.
Continuiamo sempre sulla strada che sale e poi scende rapidamente al passo di
Fossa Luea (osteria; km 2,85).
Trascuriamo strade e sentieri a destra per seguire la strada che scende diritta.
Con leggera discesa usciamo sul piazzale della discarica di Scarpino (km 3,4).
Dopo pochi metri a sinistra ci sono le baracche di un demolitore. Lasciamo l'asfalto
per prendere la stradina antistante alle baracche (a terra chiodi e lamiere).
La stradina diviene un sentiero che aggira un costone e poi attraversa, quasi
pianegginte, il versante della montagna. Qualche passaggio un po' esposto consiglia
a procedere con cautela, scendendo eventualmente anche dalla bici.
Dopo circa un chilometro il sentiero scende deciso e piuttosto dissestato. Con
un paio di tornanti perdiamo quota ed entriamo nel bosco.
Il percorso è ora meno difficile. Il sentiero si mantiene in diagonale
e perde quota lentamente. Quando il sentiero si allarga a stradina la pendenza
aumenta ed arriviamo così sull'asfalto (km 6,6).
La ripida strada asfaltata scende veloce, ad un incrocio andiamo a sinistra e
raggiungiamo la piazza della Chiesa di Murta (km 8,2).
A sinistra della chiesa scendiamo una stretta strada (segnavia FIE: triangolo
rosso) che diviene subito crosa mattonata a bassi scalini.
Incrociamo una stradina ed andiamo a sinistra scendendo ad un ponte. Risaliamo
per poi scendere ad un bivio (km 8,5).
Qui svoltiamo a destra in via Pino di Murta. La crosa è in parte asfaltata
ed in parte in cemento. Al termine della ripida discesa la crosa va a destra e
passa sotto alla ferrovia.
Un'ultima discesa a scalini ciclabili ci porta sulla viabilità principale
della Val Polcevera (km 9,1).
Dislivello: 790 m.
Ciclabilità: >99,5%
Asfalto: 50%
Osservazioni: solo discesa
29 - Da Creto a Casella
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione.
Dal valico di Creto scendiamo verso nord seguendo la strada provinciale. Dopo
circa 400 metri, prima di una locanda, svoltiamo a sinistra in una stradina asfaltata.
Saliamo brevemente e la strada diviene sterrata e porta ad un incrocio (km 0,8).
Svoltiamo a sinistra superando la sbarra. La strada sale con pendenza crescente.
Il fondo in cemento nei tratti più ripidi ci consente di restare in sella
fino al termine della salita.
Passiamo nei pressi di un gruppo di valvole ed usciamo sulla vetta del monte Alpe
costituita da una lunga cresta km (2,4).
Attraversiamo la cresta e scendiamo ad una selletta dove incontriamo il segnavia
AV
e
. Scendiamo a sinistra seguendo il segnavia.
Il sentiero attraversa il versante del monte Carossino, incrocia il sentiero proveniente
dal Righi (FIE
)
e prosegue uscendo su una selletta.
Lasciamo a destra i segnavia e proseguiamo sul filo di cresta. Dopo una cinquantina
di metri scendiamo a destra e riprendiamo il sentiero che passa vicinissimo.
Con facile percorso il sentiero taglia il versante e raggiunge l'asfalto alla
Cappelletta del Sella (km 4).
Seguiamo l'asfalto per lasciarlo quasi subito andando dritti alla curva. Affrontiamo
una salita abbastanza impegnativa, poi il sentiero si mantiene a mezza costa alternando
salite e discesa con qualche tratto molto stretto.
Scendiamo un tratto molto ripido a cui segue un tratto pianeggiante prima di iniziare
la ripida discesa che conduce ad una trattorabile (km 6,55).
Il ramo di sinistra scende a Crocetta, noi svoltiamo a destra. La stradina si
restringe a sentiero che, con una rampa non ciclabile, porta ad una casa (km 6,85).
Senza difficoltà seguiamo la strada che poco dopo diviene asfaltata. Ad
un bivio (km 7,5) svoltiamo a destra. Con veloce discesa arriviamo sulla sponda
dello Scrivia e costeggiamo il fiume fino ad incrociare la strada provinciale
(km 9,9). Casella è a destra a 500 metri.
Dislivello: 290 m in salita e 500 in discesa.
Ciclabilità: 99%
Asfalto: 37%
Osservazioni:
30 - Dal Forte Fratello Maggiore a Sampierdarena
Il Forte Fratello Maggiore (demolito negli anni trenta, restano pochi ruderi)
è raggiungibile con l'itinerario 7.
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione.
Dalla vetta dove sorgeva il Forte scendiamo per la strada utilizzata per salire
e raggiungiamo il bivio con la strada (km 1).
Svoltiamo a destra e scendiamo, passiamo sotto al forte Puin per poi salire fin
nei pressi del forte Sperone. Proseguiamo in rapida discesa e poi saliamo al cancello
nelle mura (km 3,2).
Proseguiamo ancora nella strada che si restringe e scende. Dopo un centinaio di
metri lasciamo a destra l'itinerario 7 per Begato e scendiamo a sinistra una ripida
scala (in comune con itinerario 8, segnavia FIE
).
Il sentiero presenta qualche tratto ripido e roccioso ma è quasi interamente
ciclabile e termina su una stretta strada asfaltata (km 3,9).
Svoltiamo a sinistra e scendiamo ad un incrocio dove proseguiamo sulla strada
di destra che attraversa le case di Fregoso.
Quando vediamo una mulattiera che scende ripida a destra (
)
la prendiamo. I primi metri scendono su una crosa scalinata, poi proseguiamo facilmente
sull'acciottolato.
La mulattiera termina sul piazzale della chiesa della Madonna del Garbo (km 5,2).
Svoltiamo a sinistra e troviamo un bivio, lasciamo a destra l'itinerario per Rivarolo
e saliamo a sinistra. La stradina sale lasciando le ultime case di Garbo. Al termine
dela salita termina anche l'asfalto.
Proseguiamo facilmente e raggiungiamo un bivio. A sinistra sale il segnavia
che ci porterebbe in breve alla Torre di Granarolo ed all'asfalto; noi scendiamo
a destra (FIE
)
ed incontriamo un altro bivio dove teniamo la destra.
La discesa diviene ripida e con qualche tornante e porta ad una cascina con cani.
Costeggiamo i recinti e scendiamo ad un ponticello (km 6,7).
La salita inizia non ciclabile poi migliora fino ad un bivio dove riprendiamo
a salire a sinistra e raggiunge un'altra cascina.
Inizia un tratto che alterna salite, discese e tratti pianeggianti. Una breve
discesa termina su una stradina (km 8,15) dove andiamo a sinistra.
Raggiungiamo il forte Crocetta e scendiamo sulla bella crosa mattonata, in buona
parte asfaltata. La discesa termina ad un quadrivio (km 8,6) dove proseguiamo
diritti in leggera salita. La crosa poi scende ad incrociare la strada. Proseguendo
diritti arriviamo alla chiesa Nostra Signora di Belvedere (km 9,2).
Per scendere a Sampierdarena possiamo seguire la strada sulla sinistra che più
avanti presenta delle scale, oppure tornare indietro seguendo fedelmente la strada
in discesa.
Dislivello: 750 in discesa.
Ciclabilità: 97% fino al Belvedere.
Asfalto: 17% fino al Belvedere.
Osservazioni:
31 - Dal Forte Fratello Maggiore a Rivarolo
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione.
Raggiungiamo il bordo settentrionale della spianata di vetta. Sulla sinistra scende
un sentierino. E' subito ripidissimo poi la pendenza diminuisce un po' ma la pendenza
è comunque elevata.
Raggiungiamo il Colle del Diamante (km 0,35) e svoltiamo a destra. Seguiamo la
comoda strada sterrata che sale leggermente e poi scende. Lasciamo a destra la
strada per i Due Fratelli e proseguiamo la discesa.
Ad un certo punto (km 1,45) abbandoniamo la strada e svoltiamo a destra in un
sentiero pianeggiante che si dirige verso i Fratelli (segnavia FIE
).
Il sentiero è complessivamente ciclabile ma costringe a qualche passaggio
a piedi. Attraversiamo tutto l'impluvio dei Fratelli ed usciamo sulla spalla sottostante
al Fratello Minore.
Il sentiero svolta a destra e scende ripido e stretto, con qualche pietra.
Perdiamo quota con qualche tornante e moderata pendenza. Dopo l'ultimo tornante
la pendenza aumenta decisamente ed arriviamo ad un crocevia di sentieri (km 3,4).
Proseguiamo diritti e continuiamo a scendere uscendo su una stradina asfaltata
(km 3,6). Svoltiamo a sinistra.
L'asfalto lascia il posto ai mattoni e scendiamo seguendo la bella crosa che termina
presso un ponticello (km 4,2). Lasciamo la strada a destra, che sale alla piazza
di Begato, e svoltiamo a sinistra. In comune con l'itinerario
7 saliamo per poco e poi scendiamo una ripida crosa.
Al termine svoltiamo a destra e seguiamo l'asfaltata via Torbella. Dopo un centinaio
di metri la strda termina. Scendiamo ora sulla crosa, a volte scivolosa. I tratti
mattonati si alternano ad altri selciati e scendiamo rapidamente finchè
l'asfalto inizia a ricoprire il percorso. La stradina termina su una strada più
ampia (km 4,9). Seguiamo questa strada costeggiando l'autostrada che poi sovrappassiamo
su un ponte. La discesa prosegue e ci porta al cimitero e poi a Rivarolo (km 7).
Dislivello: 630 m.
Ciclabilità: 95%
Asfalto: 32%
Osservazioni: solo discesa.
Altri percorsi
A - Discesa dal monte Fasce a Nervi, diretta.
Dalla vetta scendiamo verso il mare attraversando il bosco di antenne. La stradina
diviene sterrata, poi termina contro un cancello.
Aggiriamo la recinzione a sinistra (segnavia FIE: T rossa rovesciata). Attenzione
a pezzi metallici e filo spinato. Un breve tratto ripido poi andiamo a destra,
in piano.
Non illudiamoci perché dopo pochi metri inizia la discesa sulla linea di
massima pendenza. Cercando il passaggio migliore cerchiamo almeno di evitare i
gradini rocciosi. Arriviamo così ad un piccolo colle (km 1,5).
Dobbiamo salire un breve tratto sul crinale poi riprendiamo la discesa, sempre
ripida e difficile. La pendenza diminuisce mentre ci avviciniamo al monte Moro.
In leggera salita arriviamo al piazzale dove troviamo la strada asfaltata (km
2,6).
Se ne avessimo abbastanza potremmo seguire la strada a destra che ci porterà
ad Apparizione ed in città.
Altrimenti andiamo a sinistra seguendo la strada asfaltata che termina poco avanti.
Andiamo in discesa sulla mulattiera, inizialmente facile.
Dopo un piccolo spiazzo il sentiero si fa ripido e sconnesso e scende rapidamente
ad incrociare una strada asfaltata (km 3,3; questa strada proviene dal piazzale
sul quale siamo arrivati, quello che precede il monte Moro; quindi avremmo potuto
seguirla arrivando facilmente fino qui).
Svoltiamo a sinistra su asfalto per pochi metri. In corrispondenza di un albero
prendiamo il sentiero che scende a destra, dissestato e ripido.
Scendiamo in una zona piena di ruderi delle batterie costiere. Superiamo una ripida
scalinata in cemento e svoltiamo a destra in un tratto meno ripido. Arriviamo
su una mulattiera più ampia dove svoltiamo a sinistra. Poco dopo incontriamo
una stradina (km 4,8) che seguiamo in discesa.
Con qualche tornate arriviamo all'asfalto in corrispondenza del cimitero di Quinto
(km 5). Scendendo arriviamo ad un passaggio sotto corso Europa ed in breve raggiungiamo
il centro di Quinto.
Aggiornamento: novembre 2004.
Note: Se non temete le discese ripide su terreno difficile forse dovreste
provare questa. Alcuni tratti hanno pendenza media del 30%. Il fondo roccioso
promette guai in caso di caduta. Bici in perfetto ordine, qualche protezione in
più e buona fortuna.