Aggiornamento: aprile 2001 Percorso
Si parte all'inizio di Ceriale, lato Savona, e ci si dirige verso Albenga.
Prestare attenzione all'indicazione a destra per il cimitero che si incontra dopo
qualche centinaio di metri.
Si sale per la ripida stradina. Superato il cimitero si va a destra al bivio e
si procede in piano fino ad una casa (segnavia FIE quadrato rosso). La strada
si sterra tra gli ulivi.
Si procede quasi in piano sulla stradina che diviene sentiero stretto fino a raggiungere
una valletta dove si incontra una strada sterrata.
Siamo entrati nel parco della villa abbandonata. Salire sulla strada ed andare
a sinistra all'incrocio, poi a destra.
Dovreste arrivare ad un laghetto (km 1,7). La strada lo costeggia e poi inizia
a salire portandosi fuori dal bosco.
La salita conduce ad un bivio. Due possibilità:
Si prosegue diritti. Percorso più ripido, più breve, con fondo migliore,
tutto al sole.
Si segue il tornante a destra. Meno ripido ma con fondo fortemente sconnesso
che lo rende molto impegnativo.
Al termine della salita si arriva su un panoramico poggio (monte Picaro; km 3,5;
cappella poco distante) da dove si possono ammirare le distese di cemento di Loano
e di Ceriale.
Si prosegue a destra del poggetto con antenne. Il resto del percorso si mantiene
a mezza costa attraversando il versante nord orientale del monte Croce.
Gli arbusti di erica arborea e di ginestra risultano particolarmente molesti in
questo tratto.
Il sentiero conduce ad una ripida discesa resa ancor più difficile dalla presenza
di pietre smosse.
Si scende a tornanti su fondo in peggioramento fino ad arrivare a dei ruderi su
un ripiano.
Si scende a sinistra fino a trovare una vecchia mulattiera che scende sulla massima
pendenza, ma con fondo un po' migliore.
Superato un tratto infrascato da rovi si arriva finalmente sulla strada statale
(km 6).
Si svolta a sinistra e si raggiunge Toirano; si attraversa il centro storico e
si prosegue sulla statale fino al bivio per Boissano.
Si svolta e si raggiunge questo paese. E' necessario raggiungere la strada che
contorna a monte le varie frazioni proseguendo fino a Losano (km 12).
Qui si abbandona la strada che inizia a scendere e ci si inerpica tra le ville
seguendo una ripida stradina che conduce al termine del paese (12,2 siamo in via
Pineta Marini).
La strada prosegue sterrata, prevalentemente in salita. Raggiunto il culmine si
scende leggermente e si trascura la stradina che sale di fronte. Si scende ripidamente
a destra contornando una valletta ed arrivando così ad una sbarra dove troviamo
l'asfalto.
Si sale a sinistra raggiungendo una chiesetta (S.Libera; km 15).
Si prosegue prestando attenzione perché occorre andare a sinistra al primo bivio.
Questa strada prosegue quasi pianeggiante (trascurare le numerose deviazioni)
e conduce ad una ripida discesa asfaltata. Scendendo si arriva ad un ponte ed
alle case di Verzi (km 16,8) dove troviamo l'itinerario 4.
Si svolta a sinistra nella strada principale del paese salendo alla chiesa.
Qui si trova la segnaletica per il rifugio CAI e per la Rocca dell'Aia. Noi saliamo
dietro alla chiesa sulla strada che sale ripida ma asfaltata.
Dopo due chilometri si incontra a sinistra un osservatorio astronomico e subito
dopo una strada che devia a destra.
Occorre prenderla per raggiungere una confluenza in un'altra strada (km 20).
Andando a sinistra si raggiunge un colletto e la strada scende a Giustenice (itinerario
4).
Noi invece andiamo a destra. La strada è larga (grande traffico di auto di cacciatori
quando è stagione)e prosegue in leggera discesa fino ad una stretta (a destra,
sul poggio, la chiesetta di S.Martino).
Un tratto più ripido scende ad una selletta poi si prosegue in piano fino ad un
bivio. Qui si può seguire la strada a sinistra in leggera discesa. Noi però andiamo
a destra in salita (segnavia FIE triangolo rosso).
La salita termina ed la discesa seguente conduce su una più ampia sterrata.
Si svolta a sinistra e si scende senza altri problemi. La sterrata diviene asfaltata
e porta a Ranzi (km 25).
Di qui non resta che scendere su asfalto fino a Pietra (km 29,5). Dislivello: 950 m. Ciclabilità: 97% Osservazioni: Mi è risultato un percorso complesso e disomogeneo, con troppo
asfalto ed una parte iniziale molto difficile. Pazienza. Potrete sempre introdurre
qualche variante od utilizzarne qualche pezzo.
2 - Salita al Colle del Melogno da Pietra Ligure
Aggiornamento 11/2000 Percorso.
Dal centro di Pietra si risale verso Tovo costeggiando, sulla riva destra, il
torrente.
Al bivio si lascia la strada principale che prosegue per Tovo per andare a sinistra
verso Giustenice (indicazioni, km 1.2. Se si é seguita la strada in sponda sinistra
occorre svoltare a sinistra dove questa termina e tornare indietro per circa 700
m).
Si sottopassa il ponte dell'autostrada e si prosegue sulla strada principale che
comincia a salire con qualche tornante.
Agli incroci si segue per S.Lorenzo. Raggiunto questo paese si prosegue passando
di fronte alla chiesa in ripida salita. La strada prosegue asfaltata ancora per
tre chilometri, poi si sterra e prosegue con pendenza costante fino al Giogo di
Giustenice (km 15.5).
L'unico bivio di rilievo in questo tratto si incontra al chilometro 11.8 dove
si incontra l'AV
e dove si va a sinistra.
Si scende dalla parte opposta del Giogo prestando attenzione ad una stradina che
si allontana a destra dopo 400 metri in discesa.
La si segue (segnavia FIE triangolo giallo), prima in salita e poi in discesa,
finché confluisce in una grande sterrata (km 17.5, auto!) che si seguirà a destra
fin quasi al Melogno.
La strada prosegue con qualche saliscendi in ambienti che vanno dal bosco di faggi
alle rocce calcaree arrivando ad uno spiazzo dove sorge una piccola casa (km 21.5).
Si prende la strada in piano a sinistra che raggiunge un cancello e poi scende
al Melogno (km 24.5). Dislivello: 1200 m. Ciclabilità: 100% Osservazioni:
3 - Salita da Toirano a Poggio Ceresa
Aggiornamento 11/2001 Descrizione.
Dal centro di Toirano raggiungiamo l'incrocio tra la strada che sale al Giogo
di Toirano e quella che va a Balestrino. Andiamo verso Balestrino.
Saliamo seguendo la provinciale fino alle case di Barescione (km 0,6). Qui scendiamo
a sinistra per seguire la mattonata che attraversa il borgo. Proseguiamo poi in
salita ed arriviamo nei pressi della Provinciale.
Senza raggiungerla svoltiamo a sinistra. Una breve discesa ci porta al termine
dell'asfalto (km 1,2). Proseguiamo in piano tra gli ulivi ed arriviamo ad un guado.
Al di là del torrente la strada inizia a salire e raggiungiamo una casa (km 2,3).
A sinistra della casa sale una stretta stradina, all'inizio in cemento. Saliamo
alternando tratti non ciclabili ad altri pianeggianti ed infine scendiamo ad un
antico ponte (ponte de' là Utra; km 3,4).
Dopo il ponte la mulattiera sale ripida e non ciclabile per duecento metri, poi
incontriamo una strada che seguiamo a destra. Arriviamo ad una strada più ampia
dove trascuriamo la segnalazione per Balestrino e svoltiamo a sinistra. Un'ampia
strada sale a svolte tra gli ulivi, raggiunge un incrocio dove troviamo l'asfalto
e dove saliamo a sinistra.
Superiamo il cimitero ed arriviamo sulla provinciale (km 5,8).
Dobbiamo seguire la provinciale fino ad un valico (km 11) dove svoltiamo a sinistra
(indicazioni per il santuario).
Dopo 250 metri la strada diviene sterrata e prosegue in leggera salita fino alla
zona sacra (km 13).
Lasciamo a sinistra il recinto e proseguiamo a destra sulla sterrata pianeggiante.
Usciti dal bosco il panorama comincia ad allargarsi. La strada scende con qualche
tornante e raggiunge una sella, poi risale fino ad uscire in vetta al poggio Ceresa
(km 15,6; cappella ed antenne).
Panorama sulla piana di Albenga.
Dislivello: 720 m. Ciclabilità: 97% Osservazioni: purtroppo presenta un lungo tratto su asfalto.
4 - Discesa dal rifugio Pian delle Bosse a Pietra L.
Aggiornamento: 4/2002 Descrizione.
Prendiamo il largo sentiero che scende dietro al rifugio e supera un rivo. Scendiamo
attraversando alcuni prati e lasciamo a sinistra la traccia per il Giogo di Giustenice.
La discesa si fa piuttosto ripida ma non difficile ed arriviamo ad un marcato
bivio nel bosco (km 0,9) con indicazioni scritte su di una pietra. Svoltiamo a
sinistra (indicazione Pietra). Il sentiero è inizialmente quasi pianeggiante
poi scende allargandosi a mulattiera.
Arriviamo alla confluenza con una larga strada (km 1,9) in corrispondenza di un
quadrivio.
La strada a destra conduce a Loano, a sinistra a Pietra. Noi svoltiamo a destra
ed immediatamente a sinistra (segnavia FIE: triangolo rosso).
Dopo alcune centinaia di metri il sentiero svolta a destra ed inizia a scendere
con tratti ripidi e dissestati. Passiamo nei pressi di alcune case e raggiungiamo
una larga strada sterrata (km 2,9). A destra si raggiungerebbe l'itinerario
1, invece svoltiamo a sinistra ed iniziamo a scendere.
La comoda discesa porta alle case di Valsorda (km 4,3) dove troviamo la strada
asfaltata che seguiamo fino al fondovalle.
In località Pianazzo (km 7) entriamo sulla strada principale che seguiamo
a sinistra fino a Pietra (km 10,8). Dislivello: 850 m. Ciclabilità: 98% Osservazioni: non ciclabile in salita. Il rifugio è del CAI Loano
ed è normalmente chiuso.
5 - Salita al rifugio Pian delle Bosse da Loano
Aggiornamento: 10/2002 Descrizione.
Da Loano, 300 metri dopo il primo semaforo verso Savona (km 0), svoltiamo a destra
in una stradina con indicazioni per Verzi.
Proseguendo arriviamo ad incrociare la strada principale che sale dal centro di
Loano (km 1,7). Svoltiamo a destra e proseguiamo arrivando a Verzi, incrociamo
l'archivolto da cui arriva l'itinerario 1 (km 4)
e proseguiamo la salita raggiungendo la chiesa.
Continuiamo la salita in comune con l'itinerario 1. Guadagnamo quota con pendenza
costante ed arriviamo al bivio con la strada dove l'itinerario 1 va a destra (km
6,1).
Proseguiamo diritti. Dopo un chilometro la strada diventa sterrata e continua
a salire. Raggiungiamo il parcheggio dove la strada ha termine (km 8,5).
Prendiamo la strada forestale che sale a destra e la seguiamo per 100 metri, poi
svoltiamo a destra in un evidente sentiero tra i cespugli.
Con salita difficile e lunghi tratti non ciclabili saliamo andando a sinistra
all'unico bivio. La faticosa salita esce dal bosco in corrispondenza del bivio
del sentiero delle Terre Alte. Proseguiamo a sinistra raggiungendo il rifugio
(km 9,8). Dislivello: 830 m. Ciclabilità: 92% Osservazioni: salita monotona e faticosa. Penso che il modo migliore per
salire al rifugio sia quello di salire da Ranzi seguendo l'itinerario 1 al contrario
fino a confluire in questo percorso (al km 6,1) e proseguire con questo.
6- Discesa dal Giogo di Toirano a Toirano
Aggiornamento 10/2002 Descrizione.
Dal Giogo di Toirano scendiamo verso il mare. Trascuriamo la strada percorsa dall'itinerario
seguente e proseguiamo finché vediamo a sinistra il segnavia FIE
che indica una stradina che entra nel bosco (km 0,6).
Poco dopo la stradina termina. Prendiamo il sentiero a destra che attraversa un
tratto con numerosi rami a terra e poi ci porta ad una spalla (km 1,5) dove arriva
una strada da destra.
Sulla sinistra seguiamo il sentiero che comincia a scendere ripido. I primi tornanti
sono i più difficili, poi il sentiero si allarga e diviene migliore.
Arriviamo al torrente (km 2,1), generalmente asciutto. La discesa prosegue sostenuta
fino ad un ponte (km 2,8).
Con andamento meno ripido proseguiamo la discesa e raggiungiamo una vasca dell'acquedotto
(km 4,2).
Ora il percorso diventa agevole e scendiamo sulla stradina dell'opera idraulica
fino a raggiungere la SS in località Salto del Lupo (km 5,3).
Seguiamo l'asfalto ed arriviamo rapidamente a Toirano (km 9). Dislivello: 750 m. Ciclabilità: 98% Osservazioni: non ciclabile in salita. Attualmente sono in atto lavori
di sostituzione delle tubazioni dell'acquedotto il che rende impedalabile la parte
bassa. Non ne ho tenuto conto nella percentuale di ciclabilità.
7- Discesa dal Giogo di Toirano a Boissano
Aggiornamento 10/2002 Descrizione.
Dal Giogo di Toirano scendiamo verso il mare. Al primo tornante lasciamo l'asfalto
e prendiamo la sterrata.
Proseguiamo con piacevole percorso e raggiungiamo uno spiazzo attrezzato per picnic.
Proseguiamo per circa 150 metri ed abbandoniamo la strada (che termina poco dopo)
per salire a sinistra (km 3,3) sulla mulattiera che costeggia le tubazioni di
un acquedotto (segnavia FIE: triangolo ed ).
Seguiamo un sentiero poco ciclabile che sale e scende seguendo l'orografia, sempre
a fianco delle tubazioni. Infine raggiungiamo una sella dove svoltiamo a destra
ed usciamo sui prati nei pressi della chiesa di S.Pietro dei Monti (km 5).
La massiccia costruzione è situata in splendida posizione panoramica.
Dalla chiesa scendiamo nei pressi dei pali della teleferica. Dobbiamo assolutamente
trovare il segnavia FIE ()
perché tutto intorno precipitano pareti verticali.
Passiamo sotto la grande croce e iniziamo la dura discesa.
Con tornanti stretti, su fondo a tratti roccioso a tratti selciato, precipitiamo
a valle. Sotto di noi il parcheggio delle grotte di Toirano sembra vicino (ma
non lo è). Il percorso può essere un po' impressionante ma non è
realmente esposto.
Al termine dei tornanti il sentiero scende in diagonale verso sinistra e si porta
sul versante opposto dove ritroviamo una delle tubazioni dell'acquedotto. Con
andamento più facile arriviamo a dei prati (km 7).
Qui il sentiero si perde (vedi nota). Cerchiamo di seguire il segnavia che scende
verso sinistra. Dopo 200 metri lasciamolo quando scende in una valletta e proseguiamo
in quota arrivando ad un piccolo rifugio dove troviamo anche la tubazione dell'acquedotto.
Seguiamo il segnavia FIE
in discesa ed arriviamo rapidamente alla chiesa di S.Pietrino (km 7,7).
Davanti alla chiesa parte una mulattiera con i due segnavia FIE.
La discesa è meno difficile di quella iniziale ma si mantiene impegnativa.
Perdiamo quota con diagonali e tornanti. Finalmente il fondo della mulattiera
si fa buono ed arriviamo ad incrociare una strada asfaltata (km 9,1).
Attraversiamo la strada e proseguiamo in ripida discesa cementata che porta alle
case. Agli incroci teniamo la destra cercando di raggiungere la visibile chiesa
di Boissano.
Senza difficoltà arriviamo sulla piazza (km 9,6). Dislivello: in salita 230 m, in discesa 950 m Ciclabilità: 85% Osservazioni: impegnativa e difficile. Non ciclabile in salita. Nota: in caso di difficoltà di orientamento
ricordate che è necessario andare a sinistra senza salire ma anche senza
scendere troppo. Andando sempre a sinistra troveremo la tubazione dell'acqua che
abbiamo costeggiato sul sentiero; seguitela in discesa fino al rifugio.
8- Traversata da Toirano a Villaggio di Rocca Barbena
Aggiornamento 12/2004 Descrizione.
Dal parcheggio prima di Toirano attraversiamo la prima parte di centro storico
e svoltiamo a sinistra per raggiungere la strada provinciale. La seguiamo verso
destra e svoltiamo a sinistra all'indicazione stradale per Rocca Barbena.
Proseguiamo seguendo la provinciale che sale con qualche tornante. Raggiungiamo
così il cartello segnaletico di Balestrino (km 5) e, dopo 200 metri, svoltiamo
a destra in via Groa.
La stradina sale asfaltata, poi diviene sterrata, ritorna asfaltata per un centinaio
di metri e continua a salire finchè arriva ad una panoramica curva (loc.
Groa; km 7).
Abbandoniamo la strada e saliamo a sinistra sul sentiero col segnavia giallo/rosso (Terre Alte). La prima parte della salita segue la massima pendenza ed è
impedalabile, poi il sentiero va a destra mentre la pendenza diminuisce. Attraversiamo
il bosco e raggiungiamo una stradina che seguiamo a destra.
La salita è disturbata da qualche albero abbattuto e presenta qualche rampa
troppo ripida per la bici. Raggiunto il crinale il percorso si fa agevole. La
stradina scende e si mantiene a destra o a sinistra del crinale finchè
superiamo una sbarra ed usciamo in una radura (km 8,6).
Incrocio di sentieri. Trascuriamo la mulattiera di sinistra che arriva da Balestrino
e quella che scende subito a destra, prendiamo invece il sentiero che prosegue
verso destra, dopo la strada. E' un buon sentiero in leggera discesa che attraversa
lungamente il versante, senza perdere troppa quota.
Il sentiero termina contro uno sbarramento di rovi (km 9,2) e siamo costretti
a deviare a destra per attraversare. Al di là saliamo per cercare di ritrovare
la traccia senza perdere quota. La non ciclabile salita ci porta ad un prato.
Saliamo ancora per pochi metri senza sentiero, entriamo nel bosco ed incontriamo
un sentiero segnalato (km 9,4).
Svoltiamo a destra seguendo il sentiero che scende costeggiando i prati e confluisce
in un altro sentiero dove svoltiamo a sinistra. Seguiamo il segnavia fino ad un
bivio dove possiamo indifferentemente seguire uno dei due rami.
Affrontiamo a piedi una erta salita che termina su una strada asfaltata (km 9,9).
Andiamo a destra seguendo la strada che si mantiene asfaltata per circa 500 metri
e poi prosegue sterrata, ma larga e con fondo buono.
Non dobbiamo fare altro che seguire questa strada che termina sulla strada provinciale
in località Giro di Loano (km 14).
Siamo a circa due chilometri dal Colle Scravaion. Dislivello: 680 m Ciclabilità: 94% Osservazioni: presenta un punto con difficoltà di orientamento. Asfalto: 46%.
9- Discesa da Colle Scravaion a Ceriale, via Peagna
Aggiornamento: 3/2005 Descrizione.
Al Colle Scravaion seguiamo la strada provinciale che scende verso il mare. Incontriamo
alcune case sparse e la strada effettua un netto tornante a destra. Siamo in località
Giro di Loano (km 2,4). Qui lasciamo la SP e prendiamo la sterrata pianeggiante
a sinistra percorrendo al contrario l'itinerario 8.
Procediamo facilmente sull'ampia sterrata fino ad un evidente bivio (km 3,65).
Lasciamo la sterrata principale che prosegue a sinistra e seguiamo la sterrata
a destra. Una breve salita ci porta ad un altro incrocio. Lasciamo a destra la
variante 9.1 e proseguiamo diritti (segnavia FIE ).
La strada sale, anche ripida, per circa un chilometro.
Scolliniamo raggiungendo velocemente la confluenza con una sterrata più
ampia (km 5) che seguiamo a destra, in discesa.
Arriviamo così sull'asfalto in corrispondenza del Valico di Monte Croce
(km 6,4).
Proseguiamo sulla strada pianeggiante in direzione sud. La strada sale lentamente
e raggiunge il Santuario di Monte Croce (km 8,4).
Lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che costeggia il muro di recinzione
dell'area sacra, segnavia e ,
oppure entriamo nell'area sacra e seguiamo per poco la strada di destra, poi scavalchiamo
il muretto e scendiamo al sentiero.
Al termine della collina su cui sorge il santuario il sentiero scende ripido nel
prato e raggiunge le prime roccette della cresta (km 8,8).
Il percorso si mantiene nei pressi della cresta, attraversa della caratteristiche
roccette mentre sul terreno sono presenti molte rocce sporgenti.
Dopo una discesa ed una salita arriviamo ad un bivio poco evidente (km 9,9).
Lasciamo il crinale e scendiamo a destra, attenzione al segnavia
che seguiremo fino alla fine.
Attraversiamo a mezza costa il fianco della montagna raggiungendo una spalla dove
il sentiero si confonde tra i cespugli di cisto. Seguiamo al meglio la stretta
traccia e potrebbe essere conveniente stare più bassi per evitare il fastidio
dei cespugli.
Superata questa zona il sentierino attraversa delle pietraie (ciclabili) e scende
ad una spalla (km 11,4).
Una ripida discesa, scavata dal passaggio del motocross che ha cancellato i tornantini,
porta ad un rudere per proseguire sulla sinistra, sempre ripida. Attraversato
un ruscello proseguiamo in piano.
Ad un bivio (km 9,5) trascuriamo il ripido solco delle moto a destra e proseguiamo
per scendere con qualche tornante.
Un'altra ripida e scavata discesa ci porta ad un tratto in lieve discesa che termina
in corrispondenza di un traliccio dell'alta tensione dove entriamo sul percorso
di un oleodotto (km 13,4).
Nuovamente con percorso ripido scendiamo sul tracciato dell'oleodotto. Dopo circa
250 metri il sentiero va a destra, lastricato.
Superiamo il ruscello e proseguiamo fino ad incrociare una strada asfaltata (km
13,95).
Attraversiamo la strada e scendiamo sulla mulattiera che termina in un cantiere
dove usciamo sull'asfalto (km 14,2).
Seguiamo la stradina raggiungendo le porte di Peagna. Andiamo a destra, passiamo
di fronte al museo paleontologico. Svoltiamo a sinistra per Ceriale, a meno di
2 km. Dislivello: 960 m. Ciclabilità: 97% Osservazioni: tratti molto ripidi, sentiero stretto con molti affioramenti
rocciosi. Asfalto: 29%. Variante 9.1.
Più lunga e più asfaltata. Sconsigliabile.
Al bivio svoltiamo a destra .
La strada è prevalentemente in discesa ed arriva ad un bivio con una strada
con sbarra (km 1,3) dove andiamo a sinistra. Il percorso segue il crinale e scende
a raggiungere un poggio dove sorge un rudere. Non proseguiamo diritti (la strada
compie un anello e ritorna alla sbarra) ma svoltiamo a sinistra. La strada è
inizialmente pianeggiante poi più ripida, ma sempre agevole.
Arriviamo su una stradina asfaltata (km 2) che seguiamo a destra in ripida discesa.
La stradina conduce sulla provinciale nei pressi di Vercesio (km 2,3).
Svoltiamo a sinistra e saliamo lungamente sulla provinciale fino al Valico di
Monte Croce (km 4,7).
10- Discesa da Poggio Ceresa a Ceriale, via rio Ibà
Aggiornamento: 3/2005 Descrizione.
Dalla chiesetta sulla cima ritorniamo indietro sulla strada di accesso e scendiamo
fino al pino presso un tavolo da picnic (km 0,25).
A destra notiamo un sentiero contrassegnato da frecce rosse molto evidenti che
accompagnano la sigla GC. Lo prendiamo e scendiamo
nella bella valletta pascoliva.
Il sentiero scende presso il ruscello in fondo al vallone ed alle frecce rosse
si aggiungono i segnavia
e il P1 di un sentiero naturalistico.
Seguendo i segnavia abbandoniamo la mulattiera e scendiamo a sinistra (km 0,8).
Il percorso entra nella pineta con molte rocce sporgenti e raggiunge il torrente
che poi attraversiamo una prima volta.
Il sentiero aumenta di pendenza. Ci troviamo a superare un tratto molto ripido,
con stretti tornanti (in parte rovinati dai solchi lasciati dalle bici che hanno
tagliato rovinose scorciatoie).
Attraversiamo il ruscello e la discesa continua sempre ripida e difficile e con
vari attraversamenti del ruscello (è un rivo in area carsica, normalmente
con poca acqua di superficie).
Il sentiero costeggia sulla riva sinistra il torrente stretto ma non difficile
fino ad un piccolo prato (km 2,6).
Svoltiamo a destra ed affrontiamo la ripidissima discesa che ci porta nel letto
del torrente. Continuiamo nel letto per qualche decina di metri e poi saliamo
leggermente sull'altra sponda.
La discesa prosegue più facilmente, anche se non mancano gradini rocciosi,
un po' su una sponda ed un po' sull'altra.
Raggiungiamo un'area pic-nic (km 3,6) presso dei ruderi, al termine di ogni difficoltà
e proseguiamo sulla strada sterrata che costeggia a lungo il torrente.
In corrispondenza di uno slargo dove sorge un tabellone del sentiero naturalistico
(km 5,4) lasciamo a sinistra il sentiero per Peagna e proseguiamo sulla stradina.
La strada diviene asfaltata e termina ad un incrocio (km 6,35) dove andiamo a
sinistra e poi svoltiamo a destra al bivio immediatamente successivo.
La strada scende raggiungendo l'Aurelia (km 8,4) tra Albenga e Ceriale, che è
a sinistra a circa 2 km. Dislivello: 700 m Ciclabilità: 96% Osservazioni: un lungo tratto molto ripido e difficile. Asfalto: 40%.
11- Discesa dal Colle del Melogno a Pietra
Aggiornamento: 3/2005 Descrizione.
Lasciamo alle spalle le fortificazioni del Colle andando verso ovest per pochi
metri. Saliamo a sinistra ad una piazza. Di qui partono due strade sterrate: quella
di destra va al Giogo di Giustenice (itinerario 2 al contrario) ed è percorsa
dall'AV.
Prendiamo quella che sale a sinistra su cui corrono i segnavia e .
Dopo pochi metri in salita la strada scende; la pendenza aumenta e perdiamo quota
con qualche tornante.
Raggiunto il punto più basso iniziamo un lungo traverso a destra, caratterizzato
da qualche saliscendi. Trascuriamo due strade a sinistra e proseguiamo finchè
la strada termina (km 2,3).
Seguiamo i segnavia su un sentiero, non interamente ciclabile, che continua la
traversata. Lasciamo a destra il segnavia
(km 2,6) ed iniziamo la discesa.
Raggiungiamo un crinale che seguiamo per poco per scendere poi a destra (km 2,8).
La discesa alterna tratti ripidi ad altri in leggera discesa. Una ripida discesa
termina su una mulattiera (km 3,5).
Seguendo le indicazioni fissate su un grande castagno svoltiamo a destra e seguiamo
il sentiero, ora pianeggiante.
Dopo circa 250 metri svoltiamo a sinistra e scendiamo ripidamente verso le visibili
case sottostante. Un tratto lastricato termina su una strada sterrata (km 3,8).
Fine delle difficoltà.
Seguiamo in discesa la strada che porta alle case e continua a scendere. Ad un
incrocio (km 4,3) lasciamo a destra il segnavia e svoltiamo a sinistra. La strada
scende e poi sale raggiungendo una casa e l'asfalto (km 4,9).
Continuiamo a scendere su asfalto, ma, dopo 2 km lo abbandoniamo e svoltiamo a
sinistra prendendo una piccola sterrata.
La strada scende ad attraversare il ruscello e poi sale giungendo ad incrociare
un'altra sterrata (km 8) che seguiamo a destra. La strada è pianeggiante,
poi sale alle case Chiappa dove proseguiamo diritti, in discesa.
Un lungo tratto quasi pianeggiante ci porta a superare un crinale proseguendo
poi sull'altro versante. Usciamo su una spalla e di fronte a noi c'è la
discarica di Magliolo (km 11).
Scendiamo, lasciamo a destra i cancelli della discarica e saliamo a sinistra.
Superiamo la salita e proseguiamo sull'ampia strada, con qualche saliscendi e
dei tratti asfaltati. La strada termina all'incrocio della provinciale 4 (km 13,6).
Svoltiamo a destra. Con veloce discesa raggiungiamo Magliolo (km 16) e proseguiamo
sulla provinciale che raggiunge Tovo, poi il fondovalle.
Pietra è a sinistra a circa 4 km. Dislivello: 1100 m Ciclabilità: > 99% Osservazioni: Asfalto: 62%.
Altre possibilità
Primo collegamento strada del Giogo di Giustenice-rifugio Pian delle
Bosse (sconsigliabile).
Saliamo la strada che da Pietra L. porta al Giogo di Giustenice, come descritto
nell'itinerario 2. Arrivati ad un tornante a
destra (km 10,8) vediamo le indicazioni per il rifugio ed il segnavia TA (Terre Alte). Svoltiamo a sinistra ed affrontiamo la poco ciclabile mulattiera
in salita. La strada termina cieca e dobbiamo abbandonarla per prendere un
poco visibile sentiero (segnavia) che scende a sinistra circa 500 metri dall'inizio
della mulattiera. La discesa, a tratti molto ripida, termina ad una grande
cascina collegata via strada alla viabilità principale. Qui svoltiamo
a destra e scendiamo a destra raggiungendo un guado. Inizia una salita faticosa
e non ciclabile. Al primo incrocio svoltiamo a destra ed al secondo a sinistra.
Arriviamo così a superare il crinale (km 12,5). Scendiamo ed incrociamo
un sentiero che seguiamo a destra. In breve siamo al rifugio (km 13,1), attualmente
(2002) chiuso. Faticoso, poco ciclabile.
Discesa diretta dal rifugio Pian delle Bosse.
Dal prato antistante al rifugio parte un sentiero che scende direttamente
fino alla strada sottostante. Non è ciclabile in salita, ma in discesa
permette di effettuare un breve percorso, impegnativo e tecnico. Arrivati
sulla strada svoltiamo a sinistra. Proseguiamo raggiungendo il parcheggio
dove inizia la strada che scende a Verzi e Loano.
Discesa dal rifugio Pian delle Bossse, via Rocca dell'Aia (sconsigliabile). E' il meno ciclabile dei sentieri descritti, interessante per l'ambiente.
All'estremità di ponente del prato antistante il rifugio parte un sentiero
segnalato che fa parte del circuito TA (Terre Alte). Il sentiero va prima
in leggera salita poi scende ripido e sconnesso fin nei pressi della Rocca
dell'Aia. Risaliamo leggermente ed arriviamo alla base della parete. Scendiamo
ad attraversare il rio poi affrontiamo un salita. Attraversiamo una zona infrascata
dove il sentiero corre nascosto dagli arbusti. Infine arriviamo dove il sentiero
si fa quasi pianeggiante con bella vista sulla Rocca, lo Scoglio del Butto
e le rocce quarzitiche della zona.
Attraversiamo una zona dove la macchia è costituita da cisti di diverse
specie. Scendiamo brevemente arrivando sulla strada. Svoltiamo a sinistra.
La strada costeggia la montagna ed incrocia tutti i sentieri che scendono
dal rifugio e raggiunge il parcheggio dove inizia la strada che scende a Verzi
e Loano.