L'altopiano di Praglia è raggiungibile per strada asfaltata da Campomorone, da
Campo Ligure e da Voltaggio. Ho compreso in questa zona l'altopiano fino al monte
Pennello a sud e la costiera fino al Monte Tobbio a nord.
- Da Piani di Praglia al Monte Pennello
- Discesa dal Monte Pennello via Passo del Veleno
- Salita a Praglia da Masone via Pratorondanino
- Discesa a Voltaggio dal Gorzente
- Discesa da Praglia a Lencisa
- Discesa da Praglia a Masone
- Traversata da Voltaggio al Gorzente
- Dal lago Bruno alla strada di Praglia
- Giro del Lago Badana
- Da Ponte Nespolo a casa Carrosina
- Da casa Carrosina a Ponte Nespolo
- Giro della Costa Lavezzara
- Accessi ai Laghi del Gorzente da Capanne di Marcarolo
- Discesa da Praglia al L. Bruno
- Discesa da Praglia a Campoligure
- Discesa dal Turchino ad Acquasanta
- Altre possibilità
1 - Da Piani di Praglia al Monte Pennello
Aggiornamento: 5/2002
Percorso.
Quando la strada provinciale che sale da Campomorone sta per raggiungere l'inizio
dell'altopiano (prima che inizi la leggera discesa) si stacca a sinistra una evidente
strada in discesa. Osservando le pendici del monte si vede bene il taglio della
strada che percorreremo.
Si scende trascurando una deviazione a destra e proseguendo poi in salita (segnavia
).
Una breve rampa porta ad un colle (km 2,2; deviazione a sinistra per Lencisa).
Non resta che proseguire senza deviare dal percorso principale. Superando qualche
ripida rampa alternata a tratti in discesa si arriva ad un evidente colle (km
5). Da sinistra arriva il sentiero da S. Carlo di Cese, a destra si scende al
Veleno.
Si prosegue diritti per la ripida salita fino a quando, a sinistra, si incontra
il sentierino che va al bivacco (km 5,5).
Seguendo il sentiero pianeggiante si arriva rapidamente al bivacco.
Dislivello: circa 200 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: grande ambiente quando c'è neve! certo non sempre è possibile
allora pedalare.
2 - Discesa dal Monte Pennello, via Passo del Veleno
Aggiornamento: 3/2004
Percorso.
Dalla vetta scendiamo verso nord fino al valico (Colle Gandolfi; km 0,6) e qui
svoltiamo a sinistra. Un sentierino con qualche sasso ci porta ad un incrocio
segnalato: a sinistra scendono i segnavia.
Li trascuriamo e prendiamo il sentiero di destra. Il sentiero scende con qualche
tratto dissestato e pendenza moderata. Quando termina (km 1,5) scendiamo a sinistra
affrontando un ripida discesa molto dissestata, difficilmente ciclabile. Dopo
un centinaio di metri, ormai al termine della rampa, svoltiamo a sinistra e
seguiamo un cattivo sentiero che ci porta ad una sella dove ritroviamo l'alta
via (km 2).
Fin qui avremmo potuto arrivare seguendo fedelmente il sentiero segnalato con
difficoltà simili.
Superiamo una salitella, poi superiamo un tratto in discesa cercando di scegliere
i solchi migliori. Al termine dei saliscendi poco accennati ci affacciamo sul
Passo del Veleno.
Per raggiungerlo dobbiamo scendere un pendio ripido, solcato da canali disposti
lungo la massima pendenza. Scegliamo il canale che ci piace di più e
precipitiamo in basso. Segue un tratto poco pendente e poi un'altra discesa,
più facile, ed usciamo sul Passo (km 3,8). Il segnavia corre sulla sinistra.
Lo raggiungiamo e lo seguiamo verso destra in salita. Il sentiero si trasforma
in strada che attraversa il versante settentrionale della montagna prevalentemente
in salita ma con qualche discesa.
Raggiunto il punto più alto proseguiamo in discesa raggiungendo una sbarra
e l'asfalto (km 8,3). Qui incontriamo l'itinerario
5 delle alture genovesi e possiamo utilizzarlo scendendo a sinistra. Andando
a destra arriveremmo sulla SP all'altezza della galleria del Turchino.
Dislivello: 520 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni:
3 - Salita da Masone a Praglia, via Pratorondanino
Aggiornamento: 8/2004
Percorso.
Da Masone risaliamo la Val Vezzullo per la strada asfaltata che inizia nei pressi
del distributore situato alla fine del paese, verso il Turchino. Dopo circa 2
km svoltiamo a destra su un ponte (segnaletica).
Saliamo fino ad un quadrivio subito dopo alcune cascine (c. Verne; km 4). Qui
svoltiamo a sinistra e scendiamo ad un guado. Saliamo ripidamente dalla parte
opposta guadagnando quota. La strada arriva nei pressi delle case di Pratorondanino
(km 7, bar, ristorante, maneggio) e qui termina l'asfalto.
Proseguiamo senza entrare nel recinto del maneggio e seguiamo la strada che sale
a destra, sterrata. Superiamo una breve salita poi la strada prosegue pianeggiante
sul crinale. Dopo una discesa dobbiamo superare una salita abbastanza impegativa.
Ancora un tratto pianeggiante e poi un'ultima salita ci porta sull'asfalto (km
10,4).
Svoltiamo a destra sulla strada asfaltata che sale. Superiamo il punto più
alto, scendiamo per poi salire ancora. In discesa raggiungiamo l'area attrezzata
Pransado e, poco dopo, lasciamo a destra (km 13,8) la sterrata per Masone.
Proseguendo sull'asfalto raggiungiamo le case sparse dei Piani di Praglia (km
15).
Dislivello: 550 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Buon itinerario per raggiungere i percorsi dell'altipiano
di Praglia. Attenzione alle numerose auto nei giorni festivi.
4 - Discesa a Voltaggio dal Gorzente
Aggiornamento: 11/2002
Percorso
Dalla lato occidentale (sinistra idrografica) della diga principale del lago Bruno
scendiamo sulla ripida sterrata che parte proprio a fianco della diga.
La strada passa il rio che esce dalla diga più piccola e diventa mulattiera.
La mulattiera costeggia il torrente Gorzente con percorso piacevole e pochi tratti
non ciclabili.
Dopo aver guadato un affluente il sentiero sale ad incontrare la strada provinciale
Voltaggio-Capanne di Marcarolo (km 6).
La si segue a destra per salire al Valico degli Eremiti (attenzione, questo tratto
è chiuso in inverno con neve!) e scendere a Voltaggio.
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni: è un itinerario utile per chiudere anelli su Voltaggio o
Capanne di Marcarolo. Può essere percorso in salita (vedi itinerario
10)
5 - Discesa da Praglia a Lencisa
Aggiornamento: 3/2004
Percorso.
Recentemente ristrutturato è ora una stradina ripida.
Iniziamo dalla selletta alla base del Proratado (Colla del Proratado), dove la
strada da Praglia per il Pennello sta per iniziare la prima rampetta.
Scendiamo a sinistra (segnavia FIE
)
su facile sterrata. La strada costeggia il Proratado e termina ad uno spiazzo
recintato (Colla del Garsello; km 0,7).
A destra scende il sentiero per rio del Grillo (vedi percorso 2
in Altre possibilità), noi svoltiamo a sinistra in una stretta strada sterrata
(segnavia FIE
).
Scendiamo rapidamente fino ai castagni e proseguiamo la discesa nel bosco fino
a raggiungere una netta insellatura con cappelletta (confine geologico tra il
Gruppo di Voltri e la Zona Sestri/Voltaggio e quindi tra Alpi ed Appennini; km
2,2).
Lasciamo a destra i sentieri (varianti) e scendiamo sulla strada forestale. Perdiamo
rapidamente quota senza difficoltà, ad un bivio proseguiamo diritti ed
in breve raggiungiamo una sbarra (km 6,5).
Continuiamo diritti sulla strada principale ed arriviamo ad un incrocio (km 6,6)
dove svoltiamo a destra raggiungendo le vicine case dove troviamo l'asfalto. La
stradina scende e confluisce sulla strada che collega Campomorone a Lencisa (km
7).
Svoltiamo a destra e saliamo a Lencisa (km 8,25).
Dislivello: 390 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: anche ora che è diventato una strada in salita rimane
faticoso e poco ciclabile a causa della pendenza.
Variante 5.1. Discesa diretta. Meno ciclabile e nettamente
più difficile, ma più elegante.
Lasciamo alle spalle la cappelletta e proseguiamo sul sentiero verso destra che
risale a mezza costa (segnavia FIE
).
Inizialmente è dissestato poi facile e raggiunge un intaglio sul crinale
(km 0,6).
Scendiamo dalla parte opposta superando qualche gradone roccioso. Il percorso
è piuttosto facile all'inizio ma poi il sentiero si incide nel terreno
con molte pietre e salti di roccia. Con alcuni ripidi tornanti arriviamo alla
trattoria ed a Lencisa (km 1,4).
Variante 5.2.
Dalla cappelletta è possibile scendere direttamente a destra per sentieri e tracce
fino ai prati di Vaccarezza. Tra le case si incontra la strada che, seguita a
sinistra, porta sulla strada per S. Carlo.
6 - Discesa da Praglia a Masone
Aggiornamento: 8/2004
Percorso
Procedendo sulla strada per Praglia, provenendo da Capanne di Marcarolo, giungiamo
in vista della parte centrale dell'altopiano con le sue villette. A destra si
stacca una strada sterrata in piano (100 metri prima, a destra, l'area attrezzata
Pransado). Qui inizia l'itinerario.
Seguiamo la sterrata in leggera discesa su fondo mosso e divertente. La strada
aumenta di pendenza e raggiungiamo un tornante dopo il quale il fondo peggiora
moltissimo e non tutto il tracciato è ciclabile.
In questo modo arriviamo al punto più basso. La salita è ancora
molto dissestata per qualche metro, poi il fondo diventa buono.
In leggera salita arriviamo a passare un crinale (km 2,6). La discesa è
subito impegnativa per il fondo pietroso, ma scendiamo sempre in sella. Superiamo
un tornante e proseguiamo tra molte pietre. La parte difficile termina quando
entriamo nel bosco. La pendenza diminuisce e pedaliamo su buona sterrata.
Raggiungiamo una zona di prati dove la strada si allarga e si dipartono vari itinerari
(km 4,7; loc. I Piani).
Lasciamo la strada principale, che porta a Masone (vedi variante),
e prendiamo una stradina forestale a sinistra, poco visibile perchè coperta
d'erba. Dopo una ventina di metri superiamo una catena e proseguiamo su pendenza
sostenuta e fondo appena discreto.
Al primo incrocio (km 5,4) svoltiamo a destra. La strada scende ripida e confluisce
in una sterrata più ampia dove troviamo anche un segnavia FIE. Seguiamo
a sinistra questa strada e trascuriamo le deviazioni minori che incontriamo scendendo.
La discesa termina in un prato con i ruderi di una cascina (km 6,5). Andiamo a
destra ed incontriamo un ennesimo bivio all'uscita del prato. Qui potremmo scendere
a sinistra, guadare il torrente Stura e guadagnare rapidamente l'asfalto.
Invece andiamo a destra su una stradina che costeggia il torrente in riva destra.
La strada presenta alcune brevissime salite. Prima di affrontare una ripida salita
abbandoniamo la strada (km 7,2) e seguiamo il sentiero a sinistra che corre alto
alcuni metri sul torrente fino ad un prato. Il sentiero attraversa il prato e
termina sulla strada (km 7,5) a 4.5 km da Masone.
Dislivello: 500 m.
Ciclabilità: 100% tranne alcuni passaggi. E' percorribile in salita utilizzando
la strada che sale da Masone in direzione di Pratorondanino e svoltando a destra
al bivio dopo cascina Verne. In questo modo presenta circa 350 m non ciclabili.
Osservazioni: La strada dopo I Piani presenta numerose diramazioni.
Variante 6.1. Soluzione interessante.
In località I Piani (km 4,7) proseguiamo sulla strada principale che è
pianeggiante e poi scende ad incontrare l'asfalto.
A sinistra trascuriamo una stradina che riporterebbe al km 5,5 dell'itinerario
principale; a destra trascuriamo la strada che sale al maneggio e proseguiamo
la discesa su asfalto.
Perdiamo quota con qualche tornante e raggiungiamo un valico (km 6,4). Trascuriamo
la strada che scende a sinistra (percorsa dall'itinerario
19 della valle Stura) e scendiamo a destra. Dopo circa 100 metri incontriamo
una strada forestale che sale a sinistra. La prendiamo e saliamo nel bosco (segnavia
FIE
).
La salita termina nei pressi di un roccione che domina la valle sottostante (km
7). Ora in prevalente discesa superiamo una tagliata mentre la strada si trasforma
in sentiero. In piano superiamo una spalla, poi un tratto dissestato che termina
per lasciare posto ad una stradina. Continuiamo a scendere e superiamo un incrocio
andando diritti. Con veloce discesa arriviamo al termine del bosco. Il sentiero
attraversa un prato e scende all'asfalto passando nel cortile di una casa (km
9,5). Seguiamo a sinistra la strada che termina al grande parcheggio a sud di
Masone (km 10).
7 - Traversata da Voltaggio al lago Lungo
Aggiornamento: 2/2003
Percorso.
L'itinerario ha inizio sulla provinciale del passo della Bocchetta, versante
Voltaggio, a circa 7 km da questo paese.
Qui una sterrata lascia la provinciale andando a destra (cartello Foresta regionale,
deposito di legname in uno spiazzo, km 0).
Si attraversa il torrente e si sale per la sterrata, si arriva così ad una casa
della Forestale e subito dopo ad un bivio (km 1,8) dove si sale a sinistra.
Un tratto ripido di circa 700 m conduce ad una zona in piano; si prosegue nel
bosco con qualche risalita fino ad arrivare ad incrociare la mulattiera che
sale dal Passo della Bocchetta (km 4,2).
Si va a destra salendo fin nei pressi di un primo grande traliccio (km 5,5).
Qui si stacca a sinistra un sentiero a mezza costa che si segue con qualche
difficoltà (segnavia FIE
).
Si raggiunge una prima selletta e si prosegue. Il sentiero procede a mezza costa
e poi scende ad un'ampia insellatura.
Si prosegue in piano fino alle pendici del M. Taccone dove inizia una rampa
da affrontare a piedi. Seguono tratti ciclabili alternati a rampe fino ad una
spalla oltre il monte Taccone (km 9,5).
Bivio (Passo Mezzano). A destra prosegue l'itinerario 8 per Voltaggio.
Si scende a sinistra raggiungendo Prou Persegu (km ) e proseguendo a mezza costa.
Il sentiero passa prima sul versante settentrionale, poi su quello meridionale
e prosegue sul crinale fino a raggiungere un bivio (km 12,2; di fronte è
situato un rifugio).
A sinistra scende una mulattiera fortemente erosa. La si segue con difficoltà
fino al suo termine su di una larga sterrata (Passo di Prato Leone). A sinistra
si andrebbe a Praglia, si scende invece a destra fino al lago.
Dislivello: in salita 300 m, in discesa 450 m
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: non è ciclabilissimo, ma è un tracciato interessante che
consente soluzioni diverse. E' possibile scendere a Cravasco dalla selletta
che segue la discesa dalle pendici di m.te Leco. E' anche possibile scendere
a Isoverde per ripide mulattiere dal tratto pianeggiante dopo la discesa dal
monte Taccone (tutte soluzioni difficili).
Variante 7.1: Da Passo Prato Leone ad Isoverde.
Dal passo lasciamo la strada per prendere i sentieri che vanno a levante. Dopo
pochi metri incontriamo un bivio. Da sinistra scende il sentiero principale.
Seguiamo il sentiero di destra che scende ad attraversare un rio, risale. Inizia
una difficile discesa, ripida, dissestata, a stretti tornanti. Finalmente il
sentiero termina su una strada (km 1). Scendiamo sempre su questa strada che
conduce ad una strada maggiore (km 1,5) dove svoltiamo a destra. La facile discesa
diviene asfaltata e porta ad un incrocio dove svoltiamo a sinistra. Scendiamo
rapidamente fino a Isoverde (km 3,7).
Variante 7.2: Da Prato Persegu ad Isoverde.
Al termine della discesa dalla spalla Nord del monte Taccone ci troviamo in
un tratto pianeggiante. A sinistra scende un buon sentiero (segnavia FIE
).
La discesa non è troppo ripida, poi la pendenza aumenta mentre il fondo
peggiora. Perdiamo quota con alcuni tornanti restando sul crinale. Poi la pendenza
aumenta ancora e diviene problematico proseguire in sella. Attraversiamo un
ponticello e poco dopo raggiungiamo una casa dove hanno termine le difficoltà
(km 2,5). Proseguiamo la discesa sulla strada asfaltata (al primo incrocio è
anche possibile scendere a destra) seguendo il segnavia. Ad un certo punto il
sentiero va a destra lasciando la strada, vale la pena di seguirlo. Raggiungiamo
una casa con un laghetto (km 3,9; cani). La mulattiera prosegue e raggiunge
la strada provinciale seguendo la quale arriviamo ad Isoverde (km 6).
8 - Salita dal L. Bruno alla strada di Praglia
Aggiornamento: 10/2004
Percorso.
Dal lato orientale della diga del lago (destra idrografica) saliamo seguendo l'ampia
sterrata. Al vicino tornante lasciamo a sinistra l'itinerario 10
che va al Tobbio.
La strada costeggia fedelmente le sinuosità della sponda del lago, con
qualche facile salita e raggiunge il piazzale antistante la casa della Direzione
(km 1,6). Proseguiamo fino al bivio del ponte dove affrontiamo una salita, col
fondo in cemento, che termina alla Cappella (km 2).
Con dolce salita superiamo la diga del lago Lungo e poi ne costeggiamo la sponda
destra arrivando ad una lapide partigiana (km 2,8).
La salita diviene ripida ma il fondo in cemento permette di progredire senza problemi
e così arriviamo alla sbarra (km 3,8) che chiude la strada.
Proseguiamo quasi in piano fino al Passo Prato Leone (km 4,5).
Un'ultima salita ci porta su un ripiano a cui segue la ripida discesa che termina
sull'asfalto della strada provinciale (km 6,45).
Dislivello: in salita 220 m, in discesa 150 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: non c'è asfalto ma il 16% ha il fondo in cemento.
Osservazioni: percorribile in entrambi i sensi è l'itinerario maggiormente
utilizzato da e per i laghi. Per chi lo voglia utilizzare in senso contrario la
strada in cemento inizia in corrispondenza di un parcheggio sulla sinistra della
strada che sale da S. Martino di Paravanico, all'altezza della grande croce sul
monte Pesucco.
Variante 8.1. Consigliabile.
Dal Passo Prato Leone iniziamo la salita ma svoltiamo subito a sinistra entrando
in un buon sentiero. In leggera discesa attraversiamo il versante della montagna.
Quando la pendenza aumenta anche il fondo peggiora, ma il percorso rimane ciclabile.
Attraversiamo il tracciato di un oleodotto e scendiamo ripidamente ad una stradina.
Proseguiamo su questa fino ad uscire sull'asfalto in corrispondenza di un tornante
(km 1,6). Siamo 300 metri a valle dell'inizio della sterrata per Passo Prato Leone.
9 - Giro del Lago Badana
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Iniziamo il percorso alla chiesa di Capanne di Marcarolo e seguiamo la strada
asfaltata in direzione sud. All'incrocio prendiamo a sinistra e saliamo fino all'incrocio
dove sorge la Cappella dell'Assunta (km 1,5).
Prendiamo la strada che costeggia la chiesetta e scende tra i prati raggiungendo
una cascina. Lasciamo la strada ed andiamo a destra attraversando il cortile (segnavia
FIE: due rombi gialli).
La strada diventa una mulattiera che avanza con poco dislivello, ma fondo molto
dissestato e costringe a parecchi tratti a piedi. Attraversiamo alcuni ruscelli
e saliamo al Colle del Moro (km 4,2) situato sul crinale che separa il lago Badana
dal Lago Lungo. Trascuriamo i sentieri che scendono ai due laghi e seguiamo la
strada che prosegue in salita. La strada aggira la montagna sulla sinistra, con
pendenza moderata, ma praticamente non è ciclabile a causa del fondo sassoso.
Sul crinale ritroviamo il segnavia (km 4,7) e scendiamo leggermente per affrontare
una salita non ciclabile che ci porta al punto più alto della traversata
(km 5,4).
Iniziamo la discesa caratterizzata da tratti ripidi alternati da zone quasi pianeggianti.
Il sentiero è stretto però permette di stare in sella tranne che
nei punti più erosi. Superiamo una breve risalita non ciclabile ed affrontiamo
l'ultima discesa, più impegnativa e non ciclabile nel tratto finale.
Usciti sul pianetto antistante ad una cabina elettrica scendiamo qualche metro
e siamo alla diga del Lago Badana (km 7,2).
Svoltiamo a sinistra e prendiamo il sentierino che costeggia tutto il lago fino
a raggiungere l'estremità meridionale (km 9,1).
Attraversiamo il ponte ed andiamo a destra al primo incrocio per scendere a guadare
il torrente.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo lo stretto sentiero, all'inizio poco ciclabile,
che poco dopo si trasforma in stradina e passa nei pressi di una cascina (km 7,8).
La strada prosegue agevole ma poi presenta una ripida e non ciclabile salita che
porta alla sommità di un dosso. Superiamo una lieve discesa e poi andiamo
in salita confluendo in una strada maggiore dove troviamo altri segnavia (km 10,6).
Svoltiamo a sinistra e seguiamo integralmente la strada che porta ai prati di
Capanne Superiori dove troviamo la strada asfaltata. Seguendola a sinistra ritorniamo
alla Cappella (km 12,2) e di lì a Capanne.
Dislivello: 350 m in salita ed in discesa.
Ciclabilità: 83,2%
Asfalto: 24%.
Osservazioni: ho misurato con esattezza la ciclabilità per risolvere
alcuni dubbi. Il miglioramento della ciclabilità è in parte dovuto
all'inserimento del tratto su asfalto tra Capanne di Marcarolo e l'Assunta.
10 - Salita da Ponte Nespolo a casa Carossina
Aggiornamento: 11/2002
Descrizione.
Dal guado automobilistico sul torrente Gorzente andiamo in salita in direzione
di Capanne di Marcarolo.
Dopo 300 metri svoltiamo a sinistra e proseguiamo sul sentiero. Incontriamo qualche
passaggio non ciclabile ed arriviamo al guado di un affluente.
Il sentiero prosegue quasi pianeggiante costeggiando il torrente. Con bel percorso
raggiungiamo il bivio col sentiero che sale a case Preadoga e proseguiamo diritti.
Qualche passaggio particolarmente dissestato costringe a procedere a piedi. In
questo modo arriviamo a guadare il torrente che esce dalla diga di destra del
lago Bruno e raggiungiamo il colmo della diga principale (km 5).
Attraversiamo la diga utilizzando il camminamento situato sul lato esterno. Seguiamo
la strada sulla riva opposta fino al primo tornante.
Qui svoltiamo a sinistra e prendiamo il sentiero pianeggiante. In leggera salita
attraversiamo le pendici della montagna alti sul torrente.
Il largo sentiero non presenta difficoltà, comunque prestiamo qualche attenzione
nel passaggio dei ponti.
In discesa arriviamo a casa Preadoga (km 7).
A sinistra scende il sentiero che riporta sul percorso di salita. Se decidiamo
di proseguire dobbiamo affrontare un percorso faticoso e poco ciclabile in ambiente
deserto e selvaggio.
Dopo la casa iniziamo subito a salire arrivando a superare il crinale; scendiamo
ad un guado poi saliamo ripidamente fino a raggiungere un valico (km 8).
Scendiamo a guadare due rivi in successione poi saliamo ripidamente superando
anche una zona franata. Arriviamo a superare un altro valico (km 9,6) di fronte
al monte Tobbio.
Il sentiero prosegue salendo al crinale in corrispondenza della casa Carossina
(km 10).
Dislivello: 460 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: a casa Carrosina incontriamo i percorsi della valle Scrivia.
11 -Discesa da casa Carrosina a ponte Nespolo
Aggiornamento: 11/2002
Descrizione.
Da casa Carrosina andiamo verso nord ed incontriamo un bivio. A destra passano
gli itinerari 16 e 17
della valle Scrivia.
Il sentiero presenta subito tratti sconnessi. Arriviamo ad un rio dopo il quale
iniziamo a salire. Qualche tratto particolarmente sconnesso costringe a scendere
dalla bici, ma arriviamo comunque rapidamente al passo Dagliola (km 1,2).
A sinistra scende il nostro sentiero. Andiamo inizialmente in piano ed in leggera
salita attraversando le pendici del monte Tobbio.
Il sentiero è stretto, danneggiato dall'acqua, molti passaggi su rocce
e pietre smosse.
Iniziamo decisamente a scendere, sempre con forti difficoltà, ed entriamo
nel bosco dove arriviamo alle rovine di case Tobbio (km 4,3).
Per un breve tratto il percorso diviene più facile (attenzione però
a non smarrire il sentiero, segnavia FIE). Poi riprende la discesa ripida e coperta
di foglie.
Finalmente usciamo nei prati presso di case Nespolo (km 4,8) dove hanno termine
le difficoltà.
Passiamo davanti alla casa ed entriamo sulla strada sterrata. Seguendola raggiungiamo
la strada provinciale (km 6,1). Il guado è a sinistra a 500 metri.
Dislivello: 360 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: la prima parte è molto impegnativa e difficile. Passaggi
rocciosi, fondo dissestato, salti su un sentiero stretto. Se siete agili è
però un percorso divertente.
12 -Giro della Costa Lavezzara
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Dalla chiesa di Capanne di Marcarolo seguiamo la strada in direzione nord, in
leggera discesa, poi in salita per superare un dosso. Scendiamo brevemente ed
incontriamo un piazzale sterrato alla nostra destra (km 1,1).
Entriamo nel piazzale e svoltiamo a destra in una strada che sale. Proseguiamo
nell'ampia sterrata priva di difficoltà che si inoltra nella pineta.
All'unico bivio teniamo la sinistra e raggiungiamo il culmine.
La strada scende velocemente, sempre facile e termina ai ruderi di Cascina degli
Alberghi (km 5,25).
Proseguiamo sulla mulattiera che presenta subito un fondo dissestato che costringe
a procedere a piedi. Superato il tratto peggiore il sentiero taglia le pendici
della montagna con begli scorci sul torrente sottostante. Ogni tanto incontriamo
qualche tratto particolarmente dissestato che ci costringe a scendere di sella,
ma il percorso non è faticoso.
Arriviamo ad una selletta e scendiamo ad un bivio subito sotto (km 6,7).
A sinistra va il sentiero per la diga piccola del Lago Bruno, noi andiamo a
destra. La discesa è facile all'inizio ma poi diviene erosa ed impedalabile
e termina ad un ponte (km 6,9).
Superiamo il ponte e saliamo una cinquantina di metri non ciclabili per raggiungere
la strada che scende dal Lago Badana.
Svoltiamo a destra ed affrontiamo la salita che porta alla diga, in un tratto
molto ripida.
Dalla diga (km 7,6) proseguiamo diritto e saliamo al sentiero che costeggia
il lago. Lo seguiamo con bel percorso che presenta qualche passaggio non ciclabile.
All'estremità del lago attraversiamo un ponte (km 9,5) e proseguiamo
sul sentiero che lasciamo al bivio per scendere a destra ad attraversare il
torrente.
Sull'altra sponda troviamo un cartello segnaletico e proseguiamo a sinistra.
I primi metri non sono ciclabili, ma poi il percorso diviene facile mentre il
sentiero attraversa dei prati umidi.
Raggiungiamo una casa (Cascinussa; km 10) e proseguiamo mentre il sentiero si
allarga a stradina. Costeggiamo dei prati ed attraversiamo qualche ruscello.
La salita si fa ripida e dobbiamo superare 300 metri faticosi ed impedalabili.
La strada supera un dosso, scende e risale per raggiungere un crocevia (km 11).
Svoltiamo a sinistra sulla comoda stradina pianeggiante. Superiamo case Menta
I e II e raggiungiamo l'asfalto in località Capanne Superiori (km 12,1).
Svoltiamo a destra e saliamo su asfalto. Superiamo una sbarra e continuiamo
la salita. La strada termina ad un piazzale. Cinquanta metri prima svoltiamo
a destra in una strada sterrata.
La salita è ciclabile per pochi metri, poi la pendenza si fa proibitiva
mentre il fondo peggiora.
La salita temina (km 12,8) ad un piccolo valico sul crinale del monte Costa
Lavezzara. La strada scende con qualche tornante ed infine si congiunge con
la strada che va agli Alberghi (km 13,9).
Svoltiamo a sinistra e ripercorriamo in senso inverso il percorso iniziale arrivando
al piazzale sterrato (km 14,4) dove entriamo su asfalto.
Svoltiamo a sinistra e raggiungiamo Capanne (km 15,3).
Dislivello: 390 m.
Ciclabilità: 92%
Asfalto: 14%
Osservazioni: bello ed interessante. Ovviamente a Capanne Superiori si
può andare alla Cappella dell'Assunta evitando la salita al colle sul
crinale del monte.
13 - Da Capanne di Marcarolo ai Laghi del Gorzente
Riunisco qui le descrizioni degli itinerari che portano da Capanne ai Laghi. Talvolta
sono già descritti come appartenenti ad altri percorsi, ma penso che siano
utili anche con vita propria, inoltre evitano che l'intrecciarsi di percorsi intorno
ai laghi possa creare confusione.
13.1 Via Colle del Moro
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Iniziamo il percorso alla chiesa di Capanne di Marcarolo e seguiamo la strada
asfaltata in direzione sud. All'incrocio prendiamo a sinistra e saliamo fino all'incrocio
dove sorge la Cappella dell'Assunta (km 1,5).
Prendiamo la strada che costeggia la chiesetta e scende tra i prati raggiungendo
una cascina. Lasciamo la strada ed andiamo a destra attraversando il cortile (segnavia
FIE: due rombi gialli).
La strada diventa una mulattiera che avanza con poco dislivello, ma fondo molto
dissestato e costringe a parecchi tratti a piedi. Attraversiamo alcuni ruscelli
e saliamo al Colle del Moro (km 4,2) situato sul crinale che separa il lago Badana
dal Lago Lungo. Trascuriamo i sentieri che scendono ai due laghi e seguiamo la
strada che prosegue in salita. La strada aggira la montagna sulla sinistra, con
pendenza moderata, ma praticamente non è ciclabile a causa del fondo sassoso.
Sul crinale ritroviamo il segnavia (km 4,7) e scendiamo leggermente per affrontare
una salita non ciclabile che ci porta al punto più alto della traversata
(km 5,4).
iniziamo la discesa caratterizzata da tratti ripidi alternati da zone quasi pianeggianti.
Il sentiero è stretto però permette di stare in sella tranne che
nei punti più erosi. Superiamo una breve risalita non ciclabile ed affrontiamo
l'ultima discesa, più impegantiva e non ciclabile nel tratto finale.
Usciti sul pianetto antistante ad una cabina elettrica scendiamo qualche metro
e siamo alla diga del Lago Badana (km 7,2).
A destra scende la strada per il lago Bruno.
Dislivello: 200 m in discesa.
Ciclabilità: 75%
Asfalto: 25%
Osservazioni: molto faticoso ed impegnativo. Però è panoramico.
13.2 Via Case Menta
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Iniziamo il percorso alla chiesa di Capanne di Marcarolo e seguiamo la strada
asfaltata in direzione sud. All'incrocio prendiamo a sinistra e saliamo fino all'incrocio
dove sorge la Cappella dell'Assunta (km 1,5).
Prendiamo la strada che costeggia la chiesetta e scende tra i prati raggiungendo
una cascina che lasciamo a destra. Proseguiamo su asfalto fino a quando la strada
inizia nettamente a salire (km 2). Qui prendiamo la strada sterrata pianeggiante
a destra.
Proseguiamo facilmente superando case Menta I e case Menta II e raggiungiamo un
incrocio con cartelli segnaletici (km 3).
Proseguiamo diritti sulla mulattiera che ha preso il posto della strada. L'andamento
è ancora sostanzialmente pianeggiante ma il fondo peggiora notevolmente.
Con qualche passaggio a piedi raggiungiamo una spalla (km 3,5) dove si incrociano
sentieri.
Proseguiamo diritti, in discesa. Gradatamente le difficoltà aumentano e
procediamo a piedi per parecchi tratti. Faticosamente arriviamo alla discesa finale,
ripida ed impedalabile, che termina alla scaletta cha permette di accedere al
coronamento della diga del Lago Badana (km 4,75).
Percorriamo il coronamento per raggiungere l'estremità opposta dove incontriamo
la strada (km 5) che scende al Lago Bruno.
Dislivello: 150 m in discesa.
Ciclabilità: inferiore all' 80%
Asfalto: 40%
Osservazioni: faticoso e poco ciclabile. Sconsigliabile.
13.3 Via Cascinussa
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Iniziamo il percorso alla chiesa di Capanne di Marcarolo e seguiamo la strada
asfaltata in direzione sud. All'incrocio prendiamo a sinistra e saliamo fino all'incrocio
dove sorge la Cappella dell'Assunta (km 1,5).
Prendiamo la strada che costeggia la chiesetta e scende tra i prati raggiungendo
una cascina che lasciamo a destra. Proseguiamo su asfalto fino a quando la strada
inizia nettamente a salire (km 2). Qui prendiamo la strada sterrata pianeggiante
a destra.
Proseguiamo facilmente superando case Menta I e case Menta II e raggiungiamo un
incrocio con cartelli segnaletici (km 3).
Svoltiamo a destra e scendiamo su una stradina che risale leggermente per superare
un dosso. Superiamo una ripida discesa che porta a guadare un ruscello e proseguiamo
più facilmente costeggiando dei prati.
La stradina termina ad una casa (Cascinussa; km 4) e prosegue restringendosi a
sentiero che prosegue in leggera discesa e raggiunge il torrente.
Costeggiamo il letto del rio mentre il fondo peggiora. In prossimità di
un cartello lasciamo il sentiero (che porta alla spiaggia) e scendiamo a destra
per guadare.
Il sentierino prosegue sulla sponda opposta e raggiunge un ponte all'estremità
del lago (km 4,5).
Attraversiamo il ponte e seguiamo il sentiero a sinistra che inizia a costeggiare
il lago. Il percorso è pianeggiante e ciclabile tranne nei passaggi in
cui il sentiero è troppo danneggiato.
Con una breve discesa raggiungiamo il coronamento della diga del Lago Badana (km
6,4).
Dislivello: 150 m in discesa.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 31%.
Osservazioni: percorribile anche in senso contrario (vedi itinerari 9 e
12) con una salita faticosa e non ciclabile di circa 300 metri.
13.4 Via Alberghi
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Dalla chiesa di Capanne di Marcarolo seguiamo la strada in direzione nord, in
leggera discesa, poi in salita per superare un dosso. Scendiamo brevemente ed
incontriamo un piazzale sterrato alla nostra destra (km 1,1).
Entriamo nel piazzale e svoltiamo a destra in una strada che sale. Proseguiamo
nell'ampia sterrata priva di difficoltà che si inoltra nella pineta. All'unico
bivio teniamo la sinistra e raggiungiamo il culmine.
La strada scende velocemente, sempre facile e termina ai ruderi di Cascina degli
Alberghi (km 5,25).
Proseguiamo sulla mulattiera che presenta subito un fondo dissestato che costringe
a procedere a piedi. Superato il tratto peggiore il sentiero taglia le pendici
della montagna con begli scorci sul torrente sottostante. Ogni tanto incontriamo
qualche tratto particolarmente dissestato che ci costringe a scendere di sella,
ma il percorso non è faticoso.
Arriviamo ad una selletta e scendiamo ad un bivio subito sotto (km 6,7).
A sinistra va il sentiero per la diga piccola del Lago Bruno, noi andiamo a destra.
La discesa è facile all'inizio ma poi diviene erosa ed impedalabile e termina
ad un ponte (km 6,9).
Superiamo il ponte e saliamo una cinquantina di metri non ciclabili per raggiungere
la strada che scende dal Lago Badana.
Dislivello: 180 m in discesa.
Ciclabilità: 94%
Asfalto: 16%
Osservazioni: percorso molto interessante e poco faticoso. Percorribile
anche in senso contrario.
14 - Discesa da Praglia al L. Bruno, 1
Aggiornamento parziale: 10/2004
Descrizione.
Dalla provinciale che collega Campomorone con i Piani di Praglia si stacca, a
destra, una piccola strada in salita.
Siamo a meno di 9 km dal centro di Campomorone e a circa 4,3 dalla trattoria Chelinna
di Praglia (posto tappa AV); a sinistra siamo all'altezza della grande croce che
sormonta il monte Pesucco.
La stradina sale molto ripida, incrocia l'Alta Via al Giogo di Paravanico (a sinistra
variante 14.4), continua a salire e poi scende al Passo di
Prato Leone (km 1,9).
Proseguiamo quasi in piano arrivando ad uno slargo e ad una sbarra (km 2,8).
Cinquanta metri prima della sbarra scendiamo a sinistra per una stradina dove
svoltiamo subito a sinistra e proseguiamo in discesa su una mulattiera, poi sentiero,
che termina in un prato (segnavia FIE
).
Superato il prato il sentiero ritorna ben evidente e conduce ad un guado superato
il quale troviamo una buona mulattiera (km 3,2).
Seguiamo la mulattiera che passa in alto sul sottostante Lago Lungo. Arriviamo
al guado sul rio Ciappuzzi (km 4,4) e svoltiamo a destra al bivio seguente. Guadiamo
anche il rio Lischeo e scendiamo lungo la riva.
Un tratto dissestato termina in riva al lago.
Costeggiamo il lago su comodo sentiero fino ad arrivare in vista della diga (km
5,8). Qui affrontiamo una salita non ciclabile di circa 300 metri a cui segue
un tratto in piano e poi una discesa ripida ed un poco esposta (qualche corda)
che termina su di una strada (km 6,6).
Andiamo a sinistra (a destra variante 14.1) sulla comoda
strada che attraversa una breve galleria e prosegue fino ad incrociare un sentiero
che scende a destra (km 7,65).
Scendiamo sul quasi impedalabile sentiero che termina dopo una cinquantina di
metri su un ponte. Dopo il ponte il sentiero sale, impedalabile per lungo tratto,
e conduce ad un bivio (km 7,9).
Lasciamo a sinistra il sentiero per gli Alberghi (itinerario 12)
e scendiamo a destra. Il sentiero non è interamente ciclabile a causa del
fondo cattivo.
Il sentiero termina alla diga occidentale del lago Bruno (km 8,4). Attraversiamo
il coronamento e proseguiamo su ampia sterrata che ci porta alla diga principale
(km 8,7).
Se vogliamo attraversare la diga dobbiamo scendere la scaletta che porta sul camminamento
che attraversa il fronte della diga.
Dislivello: 230 m in salita e 250 in discesa.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni:
Variante 14.1: nettamente più facile e più
breve, ma impercorribile in caso di massimo livello del lago.
Quando il sentiero termina sulla sterrata scendiamo a destra e raggiungiamo quasi
l'inizio del ponte (km 0,1). Svoltiamo a sinistra in un sentiero che scende sulla
sponda del lago.
Seguiamo la strada pianeggiante che corre sulla sponda. Il percorso si inoltra
in un ramo laterale, attraversa un ponte e si dirige verso la diga occidentale.
Una rampa in salita e un breve tratto non ciclabile ci portano all'inizio della
diga piccola dove troviamo l'itinerario principale (km 1).
Variante 14.2: discesa dal Colle del Moro.
Al Colle del Moro prendiamo il sentiero che scende in direzione sud. Il sentiero
è segnalato con ometti di pietra. La discesa è poco ciclabile a
causa dei tratti pietrosi. Scendiamo sulla traccia cercando il percorso migliore.
La discesa attraversa una recinzione e raggiunge il grande prato dove lasciamo
a destra il sentiero che proviene da Praglia (km 0,55). Proseguiamo più
facilmente raggiungendo i ruderi di case Lischeo e scendiamo al guado del torrente
(km 1,25). Il sentiero dalla parte opposta è abbastanza facile all'inizio,
poi si trasforma in una impedalabile erosione e termina ad un bivio (km 1,65)
situato tra i guadi del rio Ciappuzzi e rio Lischeo. Qui passa l'itinerario principale.
Ben poco pedalabile, meno del 50%.
Variante 14.3: discesa da Prato Renè.
Prato Renè è sulla strada provinciale di Praglia, a circa 2,2 km
dall'osteria Chelinna, posto tappa AV a Praglia e a circa 2,1 km dall'inizio della
strada dove inizia l'itinerario principale. Qui inizia il sentiero naturalistico
del Gorzente (cartelli).
Seguiamo la strada sterrata in lieve discesa per poco più di un centinaio
di metri e la lasciamo per scendere a destra su un sentierino.
Scendiamo attraversando belle zone di prati umidi e guadiamo il torrente una prima
volta e poi un'altra. Il percorso è ciclabile ma con numerosi brevi passaggi
a piedi, soprattutto quando le pietre sono bagnate. Superiamo un secondo guado
e raggiungiamo una spettacolare neviera (km 1,6).
Dopo una ventina di metri confluiamo nel sentiero che scende dal Giogo di Paravanico
(variante 14.4).
Scendiamo a sinistra raggiungendo il grande masso chiamato Pietra del Grano (km
1,8) e poco dopo di nuovo dobbiamo guadare il rio.
Il sentiero costeggia una valletta ed arriva ad incrociare il sentiero principale
che arriva da destra (km 2,2).
Variante 14.4: discesa dal Giogo di Paravanico.
All'altezza del Giogo di Paravanico lasciamo la strada del sentiero principale
ed entriamo nel prato lasciando subito a sinistra il segnavia AV. Proseguiamo
diritti sul sentierino che è quasi pianeggiante. Poi la pendenza aumenta,
senza diventare mai eccessiva, ma sono presenti numerosi massi che costringono
spesso a scendere di sella. In questo modo arriviamo ad incrociare la variante
14.3 (km 0,4) ed in comune scendiamo alla Pietra del Grano.
15 - Discesa da Praglia a Campo L.
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione.
Dalle sparse case dei Piani di Praglia seguiamo la provinciale in direzione Capanne
di Marcarolo. Lasciamo a sinistra la strerrata per Masone percorsa dall'itinerario
6 (km 1,2).
Continuiamo sulla strada che sale per poi scendere e risalire. Di nuovo in discesa
incontriamo a sinistra il cancello e le indicazioni per Pratorondanino (km 3,8).
Svoltiamo lasciando l'asfalto. La larga sterrata scende, abbastanza ripida, ad
un pianetto.
Superiamo una breve salita e poi scendiamo raggiungendo l'ingresso di Pratorondanino
(maneggio, ristorante; km 6,8).
Trascuriamo la strada asfaltata a sinistra e la sterrata a destra che entra nel
cancello e seguiamo davanti la strada che scende (segnavia FIE
e
).
La strada scende costeggiando il pascolo, entra nel bosco proseguendo con qualche
saliscendi. Dopo l'utlimo prato la discesa presenta tratti dissestati e non facili.
Al termine della discesa lasciamo a destra una strada sterrata e proseguiamo uscendo
al vicino Passo Scisa (km 8,4)
Lasciamo la strada che prosegue per Masone (variante 15.1)
ed anche la stradina che scende a destra e prendiamo a destra il sentiero con
segnavia
.
Il sentiero scende e poi inizia a tagliare il pendio con poca discesa.
Entriamo su una stradina forestale che seguiamo a sinistra, trascuriamo il sentiero
che sale al Colle del Mulo e poi una sterrata (vedi nota)
che scende a destra. La stradina attraversa una tagliata e raggiunge un piccolo
colletto (km 10,8).
Con discesa più ripida arriviamo ad un tornante (km 11,1) dove andiamo
diritti seguendo il segnavia. Il percorso è ora più difficile a
causa dello strato di foglie che nasconde le pietre ed è meno frequentato.
Usciamo ad un colletto dove incontriamo un "Percorso Vita" (km 11,9),
svoltiamo a destra e scendiamo un tratto un po' sporco che termina sul vecchio
sentiero.
Svoltiamo a sinistra e seguiamo il bel sentiero pianeggiante che ci porta fuori
del bosco e poi raggiunge una stradina. La seguiamo raggiungendo un incrocio (km
13) dove abbandoniamo il sentiero FIE che va a destra e scendiamo seguendo la
stradina.
La discesa termina sulla provinciale di fronte alla stazione FS (km 13,5). Campo
Ligure è a destra a circa 700 metri.
Dislivello: 640 in discesa.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 6%.
Osservazioni: recentemente risistemato merita ora di essere un itinerario
a se stante (in precedenza era descritto tra le possibilità minori).
Nota: il vecchio sentiero scende su questa strada. E'
abbandonato ed infrascato, ma conserva ancora saltuari segnavia che possono indurre
in errore. Assolutamente sconsigliabile.
Variante 15.1. Discesa a Masone.
Al Passo Scisa proseguiamo diritti (FIE
).
La strada passa nei pressi di una cascina e scende ripida. Ad un incrocio continuiamo
la discesa a destra ed usciamo sull'asfalto in fondovalle (km 4).
Variante 15.2. A Masone.
Al Passo Scisa proseguiamo diritti (FIE
).
La strada passa nei pressi di una cascina ed effettua una curva iniziando a scendere.
Qui la lasciamo ed andiamo nel sentiero a destra (km 0,35; segnavia ed indicazioni
per Romitorio). Dopo 300 metri lasciamo il segnavia, che va a destra affrontando
un tratto interrotto dagli alberi caduti, e continuiamo a scendere. Il sentiero
svolta e ritroviamo il segnavia. La discesa è ostacolata dall'alto strato
di foglie che nasconde rami e pietre. Con cautela continuiamo a scendere ed usciamo
nei pressi di una cascina (km 1,4). Proseguiamo a destra per salire ad una spalla.
Prendiamo il sentiero di fronte (
)
che scende costringendoci a piedi a causa degli alberi caduti. Quando i rami lo
permettono ritorniamo in sella. Il sentiero termina sull'asfalto alla chiesetta
del Romitorio (km 2,6): Masone è a destra a 600 metri.
Percorso in cattive condizioni, sconsigliabile.
16 - Discesa dal Turchino ad Acquasanta
Aggiornamento: 11/2005
Descrizione.
L'itinerario inizia sulla strada asfaltata che collega la galleria del Turchino con Acquasanta. Prendiamo la sterrata, chiusa da una sbarra, in direzione est, percorrendo al contrario l'itinerario 2.
La strada sale per circa 1500 metri, poi effettua alcuni saliscendi ed infine scende all'ampia sella prativa del Passo del Veleno (km 3,4).
Alla massima depressione svoltiamo a destra prendendo il sentiero con segnavia FIE
. Il sentiero è un po' dissestato ma non troppo ripido.
Superiamo un tratto scalinato e raggiungiamo l'asfalto (km 5,2).
Seguiamo a sinistra la strada asfaltata. Dopo un tornante, di fronte ad alcune cascine (km 5,6) svoltiamo a destra in una stradina con fondo erboso (segnavia
su un palo).
Raggiungiamo rapidamente una cascina (km 5,8). Scendiamo a sinistra direttamente nel prato e ritroviamo il sentiero al limitare del bosco.
Scendiamo con tratti ripidi
perdendo velocemente quota, poi il sentiero va a destra, pressocchè pianeggiante e raggiunge un'area pic-nic (km 6,7).
Proseguiamo in leggera salita e giungiamo ad incrociare la pista down-hill (km 6,9).
Lasciamo il segnavia che prosegue e svoltiamo a sinistra seguendo la pista che è attrezzata con pedane e salti (evitabili).
Il sentiero termina sulla strada asfaltata (km 7,3).
Svoltiamo a destra. Poco dopo superiamo l'agriturismo Grilla e proseguiamo la discesa fino all'Acquasanta (km 9,8).
Dislivello: 630 in discesa.
Ciclabilità: quasi 100%
Asfalto: 31%.
Osservazioni: la pista down-hill è mantenuta a cura di un gruppo di amici (Figgi da Yole).
Altre possibilita'
- (sconsigliabile) Si può scendere a S. Carlo di Cese dall'insellatura
da dove parte il sentiero del Veleno (Colla Gandolfi). La prima parte è abbastanza
ciclabile mentre la parte nel bosco è difficile.(segnavia FIE due barre rosse)
- S. Carlo di Cese può essere raggiunto scendendo dal sentiero
che parte dalla base del Proratado. All'incrocio si lascia a sinistra il percorso
6 e si attraversa la ringhiera. Si segue il sentiero, in parte sul tracciato
dell'ossigenodotto, poi lo si lascia per scendere ripidamente nel bosco fino
alle case Grillo. Qui si incontra l'asfalto.(segnavia FIE croce rossa)
- (sconsigliabile) Dal monte Pennello si può scendere a
Pegli lungo la mulattiera ormai molto rovinata. Dalla vetta si ritorna sulla
sterrata e si va a sinistra attraversando l'altopiano. Si comincia a scendere
fino ad un punto in cui occorre deviare a sinistra (segnavia E/1)
- (sconsigliabile) Discesa dal monte Pennello ad Acquasanta
sul metanodotto. Dalla vetta raggiungiamo la strada e la seguiamo verso sud.
Dopo circa 700 metri la strada termina all'incrocio col metanodotto. Svoltiamo
a destra e seguiamo il metanodotto. Pochi metri dopo aver superato una bella
casella in pietra incontriamo il sentiero FIE che collega la Baiarda con la
sorgente Fontanabuona (tre pallini rossi; km 1). Seguiamo questo sentiero
che raggiunge la cresta a destra. Quando il sentiero lascia la traccia del
metanodotto lo abbandoniamo e scendiamo direttamente lungo la traccia. Scendiamo
sulla massima pendenza evitando i muretti di contenimento (oppure li saltiamo).
Dopo circa 600 metri in questo modo dobbiamo lasciare il metanodotto in quanto
qui è coperto di grandi massi. Scendiamo per tracce di sentiero, sempre
restando vicini alle paline del tracciato, con forti difficoltà. Arriviamo
ad un pianetto (km 2,3). Qui lasciamo il metanodotto e scendiamo sullo stretto
sentiero leggermente verso sinistra. Arriviamo ad un traliccio ENEL (km 3,3)
dove il sentiero si allarga. Scendiamo sulla stradina ed incontriamo il percorso
delle Lische Alte dove andiamo a destra. In leggera salita arriviamo ad incrociare
un sentiero FIE che seguiamo a sinistra. Perdiamo quota con 8 tornanti e usciamo
sull'asfalto al valico Case Colla (km 5). Scendendo a destra raggiungiamo
la stazione FS e poi il Santuario (km 6,7).