- Anello Montoggio-Pentema-Montoggio
- Discesa da Noci alla diga
- Discesa da Noci a Montoggio
- Traversata delle Rocche del Reopasso
- Discesa dal monte Antola a Torriglia
- Traversata da Passo dei Giovi a Borlasca
- Discesa da Tana d'Orso a Creverina
- Discesa da Borlasca a Creverina
- Salita da Vobbia al Bric delle Camere
- Discesa dal Bric delle Camere a Isola del Cantone
- Salita da Vobbia al monte Buio
- Discesa dal monte Buio a Vobbia
- Salita da Busalla a Crocetta d'Orero
- Traversata da Crocetta d'Orero a Busalla, via Vittoria
- Anello Voltaggio-Bocchetta-Voltaggio
- Salita al monte Tobbio da Voltaggio
- Salita da Voltaggio al Monte delle Figne
- Discesa dal monte Lavagnola alla Scoffera
- Salita da Voltaggio al monte Alpe
- Collegamento Castagnola-Tanadorso
- Discesa dal monte Alpe a Castagnola
- Da Voltaggio a Molare
- Salita da Busalla a Fraconalto
- Discesa da Fraconalto a Busalla
- Salita da Savignone al Monte Maggio
- Discesa dal Monte Maggio a Savignone, 1
- Salita da Voltaggio a Borlasca
- Discesa da Borlasca a Carrosio
- Discesa dal Monte Antola a Pentema
- Anello di Sarissola
- Discesa dal monte Leco a Voltaggio
- Discesa dal monte Antola a Chiappa, 1
- Discesa dal monte Antola a Chiappa, 2
- Traversata da Piancassina a Casareggio
- Traversata da Crocetta d'Orero al Santuario della Vittoria
- Discesa dal Santuario della Vittoria a Casella
- Discesa dal monte Porale a Ronco
- Salita da Vobbia al Patriarca
- Discesa dal Monte delle Figne a Voltaggio
- Discesa dal monte Maggio a Savignone, 2
- Discesa dal m. Tobbio a Voltaggio
- Altre possibilità
1 - Anello Montoggio-Pentema-Montoggio
Aggiornamento: 5/2000
Percorso
Da Montoggio a Bromia dove si va a sinistra entrando in Val Pentemina (km 1,2).
Si risale la strada, prima asfaltata poi sterrata (auto), che, con qualche saliscendi,
percorre la valle fino ad un bivio (per Carsegli, km 5,7) dove occorre scendere
a destra.
Si incontrano tratti asfaltati e si superano alcune frazioni fino ad arrivare
a Pentema.
Si supera il paese (si può anche passare all'interno) rientrando poi verso le
case utilizzando la strada più in alto (km 12,5).
In corrispondenza di una piazzetta con parcheggio parte una mulattiera che sale
ripida (FIE
).
Un po' in sella e molto a spinta si arriva infine ad una chiesetta (Madonna della
Guardia, km 14,5).
Si segue il sentiero che scende dietro alla chiesa per proseguire a mezza costa.
Si arriva sulla dorsale detta Costa della Gallina.
Qui si incontra il sentiero FIE
che a destra porterebbe all'Antola.
Si va invece a sinistra trascurando le deviazioni che scendono a destra ed a sinistra.
In corrispondenza di una sella erbosa (km 16,5) si vede bene in basso a destra
la casa che raggiungeremo.
Si segue il sentiero fino a quando inizia nettamente a salire per scavalcare
il monte Liprando.
A questo punto si scende su di un marcato sentiero a destra. La ripida discesa
conduce ad una cascina, si prosegue la discesa sulla strada asfaltata fino ad
arrivare alle case di Carsi (km 17).
Poco prima di entrare in paese occorre prendere un sentiero che si stacca a sinistra
e prosegue nei prati, quasi in piano, in direzione opposta a quella di provenienza.
Si prosegue con qualche tratto sconnesso, si ritrova il segnavia FIE
e si arriva ad un paesino completamente abbandonato (Crosi, km 20).
Qui arriva una larga strada che si segue in discesa. Si arriva in vista del paesino
di Piani che occorre raggiungere sia seguendo la strada per poi risalire (consigliato)
sia seguendo il sentiero con segnavia che si stacca a sinistra (poco visibile,
prestare attenzione al bivio che è dopo poco più di un km da Crosi).
Attraversate le case di Piani (km 21,5) il sentiero sale e raggiunge con una breve
discesa una sella dove si trova la cappelletta del Grisu (km 23,5). Si sale la
sterrata che poco dopo inizia a scendere a mezzacosta e si raggiunge un campo
di tiro dove inizia una ampia sterrata che scende ripida.
Inizia l'asfalto che accompagna fino al centro di Montoggio (km 30,5).
Dislivello: 600 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: Qualche tratto a spinta ma un bell'ambiente. In Val
Pentemina l'asfalto sta avanzando. Leggo (agosto 2001) che è stata interamente
asfaltata.
2 - Discesa da Noci alla diga
Aggiornamento: aprile 2000
Descrizione. Dalla curva immediatamente precedente il paese di Noci si
stacca una mulattiera lastricata che si inerpica fino a raggiungere il crinale.
E' un tratto di circa 800 m non ciclabile.
Sul crinale si incontra un buon sentiero che prosegue sul versante settentrionale
mantenendosi in quota. Si arriva così ai ruderi di casa Teitin (km 1,7), dove
si sale un tratto ripido sulla destra.
Il tratto che segue è ciclabile ma richiede attenzione per la ripida scarpata
sottostante. Si prosegue sul sentiero che prosegue pressoché orizzontalmente e
raggiunge alcune case abbandonate (loc. Ascia?; km 2,4). Attraversato il borgo
il sentiero prosegue con caratteristiche simili e conduce ad una spalla.
Occorre adesso abbandonare il sentiero principale che prosegue per Montoggio mentre
noi dobbiamo scendere a sinistra.
Allo scopo si segue ancora brevemente il sentiero principale in discesa per abbandonarlo
dopo pochi metri, ad un bivio a sinistra. Il sentiero che si prende va in piano
con direzione quasi contraria a quella di provenienza.
Si inizia presto a scendere su buon sentiero, con solo qualche tratto più sconnesso
e stretto. Si arriva così rapidamente alle case di Veixe (km 4) dove si trova
un'ampia sterrata. Non resta che seguirla in discesa. Diviene asfaltata e porta
alla diga (km 6,6).
Dislivello: in salita 200 m, in discesa 400 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: Dal colletto sulla cresta, al termine della mulattiera
che sale da Noci si può scendere dalla parte opposta. Si arriva alle case abbandonate
di Camponevoso per, forse, scendere in valle Scrivia.
3 - Discesa da Noci a Montoggio
Aggiornamento: maggio 2000
Descrizione.
Dalla curva immediatamente precedente il paese di Noci si stacca una mulattiera
lastricata che si inerpica fino a raggiungere il crinale. E' un tratto di circa
800 m non ciclabile.
Sul crinale si incontra un buon sentiero che prosegue sul versante settentrionale
mantenendosi in quota. Si arriva così ai ruderi di casa Teitin (km 1,7), dove
si sale un tratto ripido sulla destra.
Il tratto che segue è ciclabile ma richiede attenzione per la ripida scarpata
sottostante. Si prosegue sul sentiero che prosegue pressoché orizzontalmente e
raggiunge alcune case abbandonate (loc. Ascia? km 2,4). Attraversato il borgo
il sentiero prosegue con caratteristiche simili e conduce ad una spalla.
Si prosegue in discesa (dopo pochi metri si lascia a sinistra il sentiero di discesa
alla diga) arrivando ad una sorgente. Si risale arrivando alle case abbandonate
di Montebano. Si attraversa il paese proseguendo ancora in piano fino ad arrivare
ad una piccola insellatura prativa.
A destra scende un evidente sentiero (segnavia FIE
).
La discesa è subito ripida e prosegue senza interruzioni tornante dopo tornante.
Si supera il letto di un torrentello poi un breve tratto pianeggiante e la discesa
ricomincia sempre ripida, con sassi smossi e rami.
Si arriva ad attraversare un torrente, dalla parte opposta si risale a spinta
per superare alberi abbattuti e si prosegue a mezzacosta su un tratto più facile
ma un po' esposto.
Ancora discesa dissestata e si arriva ai prati che precedono il paese. Ancora
qualche salto e si arriva all'asfalto in località Carpi a poche centinaia di metri
da Montoggio che si raggiunge in discesa.
Dislivello: in salita 200 m, in discesa 650 m.
Ciclabilità: 80%
Osservazioni: Il primo tratto è in comune con l'itinerario precedente.
La discesa è impegnativa anche se non molto lunga. Oltre ad essere ripida presenta
sassi smossi e rametti che richiedono continua attenzione.
4 - Traversata delle Rocche del Reopasso
Aggiornamento: maggio 2000
Descrizione.
Da Sarissola si segue la strada provinciale per Crocefieschi fino ad incontrare
un gruppetto di case sulla destra (cartello segnaletico: Inagea; km 3,2).
Si sale prendendo la stretta stradina che sale diritta tra le case, diventando
cementata e poi sterrata. Si sale ripidamente e con fondo cattivo, segue poi un
tratto più facile. Si prosegue sulla strada che presenta delle rampe impegnative
e, un po' in sella un po' a spinta, si arriva al termine del tratto più ripido
(km 4,5).
Si prosegue alternando tratti pianeggianti ad altri ripidi arrivando ad una stradina
con fondo in cemento dove si sale a destra.
Dopo un centinaio di metri si passa di fronte ad una casa e si sale per sentiero.
Seguono ancora tratti sconnessi e si arriva ad una zona prativa. Superato il prato
si arriva ad un buon sentiero.
Si va in piano a sinistra arrivando all'asfalto (km 7,5).
A sinistra si arriva in discesa a Crocefieschi, dove si incontra il segnavia FIE
.
Si entra nel paese attraversando il centro, si raggiunge una prima chiesa e si
prosegue in ripida salita fino ad una seconda chiesa.
Si prende la stradina a destra con fondo in cemento che sale ripida, con tratti
sterrati. In corrispondenza di un tornante a destra con fondo in cemento si deve
abbandonare la strada per prendere un sentiero a sinistra (km 10).
In leggera salita ci si avvicina alle pendici della Lumaca.
Attenzione: da qui in avanti il sentiero presenta tratti esposti talvolta
molto pericolosi, non esitate a scendere di sella!
Il sentiero prosegue a mezzacosta fino a raggiungere una selletta con panchina.
Si segue il sentiero a sinistra che è più ciclabile di quanto non sembri. Se il
vuoto non vi preoccupa troppo riuscirete a stare in sella per la maggior parte
del percorso.
Tratti ripidi si alternano ad altri pianeggianti e si arriva ad una spalla (km
11) dove si incrociano vari sentieri. Qui si va diritti; il sentiero prosegue
nella boscaglia dove il salto sottostante è mascherato dalla vegetazione. Con
percorso vario si arriva infine all'ultima piastra di roccia superata la quale
termina il tratto pericoloso (km 11,7. Segnavia FIE
).
Una discesa nel bosco porta ad una strada sterrata che si risale fino ad una selletta.
La buona strada prosegue, con qualche saliscendi, nel bosco perdendo quota lentamente.
Si prosegue senza problemi fino alla discesa finale che porta alla chiesa di Minceto
(km 16,5).
Siamo a circa 6 km da Ronco che si può raggiungere per asfalto.
Dislivello: in salita 400 m, in discesa 450 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: presenta un tratto esposto alla base delle pareti.
Da evitare con neve!
Questo itinerario può essere percorso in senso contrario col vantaggio di migliorare
la ciclabilità nel tratto che scende a Inagea.
Raccordo 4.1. Discesa a Bastia. Sconsigliabile.
Sulla carta mi era sembrato un percorso logico e lineare. Purtroppo non è
così.
Percorrendo la strada forestale in direzione di Minceto, avendo ormai lasciato
alle spalle il percorso più impegnativo sulle Rocche, incontriamo un segnavia
che va a sinistra (siamo circa al km 13).
Svoltiamo nel sentierino che si presenta subito in discesa ma poi diviene quasi
pianeggiante con qualche risalita. Il sentiero è stretto, invaso da rami,
con tratti franati. Come meglio possiamo arriviamo ai piedi di una breve ma impedalabile
salita. Proseguiamo poi con saliscendi finchè raggiungiamo la cresta sovrastante
il paese di Pietrafaccia. Per un po' il sentiero prosegue più ciclabile.
poi inizia a scendere più ripido per terminare alla base dell rocce della
Bastia. Saliamo verso destra l'ultimo ripido tratto che porta al Valico di Bastia
(km 3).
5 - Discesa dal Monte Antola a Torriglia
Il Monte Antola è forse la vetta più frequentata dagli escursionisti, non presenta
invece percorsi molto ciclabili.
Aggiornamento: maggio 2000
Descrizione.
Dal rifugio (chiuso da molti anni) sottostante alla vetta ci si dirige verso sud
su buona mulattiera che scende subito con tratti ripidi (segnavia FIE
ed altri).
Dopo alcune centinaia di metri si trascura la sterrata che scende a sinistra a
Bavastrelli e si prosegue in piano. Segue un tratto ripido e con fondo cattivo
che conduce rapidamente ad una sella con panche per pic-nic.
Qui si trascura il sentiero a destra che scende a Chiappa e si va diritti risalendo
per un tratto ripido che conduce alle rovine della casa Piccetto (km 2,5). Un
bel tratto pianeggiante conduce ad un prato (a destra bivio per Costa della Gallina
e Pentema).
Si scende diritti raggiungendo un colletto roccioso oltrepassato il quale si scende
nel bosco. Ancora un tratto poco pendente e si arriva alla mulattiera per Donnetta.
Questa mulattiera scende precipitosa fino al paese, però il fondo è buono e si
riesce a stare in sella.
Si arriva a Donetta (km 7) dove si incontra l'asfalto; in paese si scende a sinistra
e all'incrocio a destra per arrivare a Torriglia (km 11).
Dislivello: in salita 150 m, in discesa 950 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: evitate di salire alla vetta con la bici, la forte
frequentazione crea problemi di ruscellamento sui sentieri.
Itinerario che consente il collegamento tra le montagne piemontesi e lombarde
ed il mare, seguendo l'itinerario 3 per il
monte Lavagnola; in questa ipotesi possiamo evitare di scendere a Torriglia e,
all'incrocio della strada asfaltata per Torriglia, lasciamo l'asfalto per salire
sul prato di fronte dove troviamo il sentiero.
6 - Traversata dal Passo dei Giovi a Borlasca
Aggiornamento: 6/2004
Percorso.
Dal Passo dei Giovi andiamo a destra (se arriviamo da Busalla) imboccando una
stretta stradina inizialmente asfaltata (segnavia AV
).
Proseguiamo in salita superando una sbarra e proseguendo facilmente fino alla
sella dove lasciamo a sinistra la stradina per Fumeri percorsa dall'itinerario
26 del genovesato (km 4).
La salita presenta ora qualche rampa impegnativa, ma sempre ciclabile; superiamo
un elettrodotto arrivando ad un bivio dove il segnavia va a sinistra (possibile
variante: più breve, ma non ciclabile). Noi andiamo a destra. La strada sale ad
un tornante e continua a salire con fondo buono e raggiungiamo il termine della
parte più impegnativa (km 5,3).
In lieve discesa arriviamo ad un ampio slargo (km 6) dove incontriamo la strada
che proviene dalla Bocchetta ed è il punto di raccordo tra la zona Valle Scrivia
e la zona Gorzente/Praglia.
Svoltiamo a destra e prendiamo la strada che sale, evitando il dissestato sentiero
più a sinistra che raggiunge la vetta (panoramica) del m. Poggio.
Al termine dell'aggiramento del monte ritroviamo i segnavia e superiamo una sbarra.
Al bivio, pochi metri dopo, scendiamo a destra (vedi nota)
seguendo la strada che scende con due tornanti e poi si riporta sul crinale.
Raggiungiamo un altro incrocio (km 7,4) in cui è opportuno abbandonare il crinale
per scendere decisamente a destra (vedi nota), seguendo la
strada che va apparentemente fuori via.
Scendiamo a tornanti ed arriviamo ad un piccolo guado oltre al quale riprendiamo
a salire ed arriviamo a ricongiungerci col segnavia (km 8,5).
Proseguiamo senza più lasciare il segnavia; il percorso presenta alcune discese
seguite da ripide salite. Una breve rampa non ciclabile (km 8,9) è evitabile
seguendo una stradina a destra nel bosco. All'inizio dell'ultima salita occorre
prestare attenzione poiché dobbiamo per andare a sinistra in piano (km 10).
Il percorso prosegue nel bosco presentando ancora salite e discese, ma più lievi;
infine cominciamo a scendere e raggiungiamo una strada asfaltata (km 11,5).
Andiamo a sinistra raggiungendo il paese di Fraconalto (km 12).
Due possibilità adesso:
- scendere a destra per asfalto fino alla provinciale Voltaggio-Borgo Fornari.
- Scendere a sinistra raggiungendo la stessa provinciale; questa soluzione
conviene solo qualora si voglia scendere direttamente a Voltaggio che dista
circa 6 km tutti in discesa.
Sulla provinciale si va a destra (nel primo caso per pochi metri, nel secondo
per circa 1 km) e, prima che inizi la discesa di Castagnola, si imbocca la strada
che sale a sinistra (km 15,7). La strada prosegue inizialmente asfaltata ed in
falsopiano ma diviene poi sterrata ed in salita.
Si prosegue a lungo giungendo ai piedi del monte Porale. La strada continua costeggiando
il monte, scende poi ad alcune case dove è necessario svoltare nettamente a sinistra,
in discesa (km 20, indicazione Tana d'Orso).
La strada sale ripida fino a raggiungere una cappella in mezzo ad uno slargo (loc.
Tanadorso, km 21).
Si gira a sinistra dietro alla cappella su una mulattiera in leggera salita. Al
primo incrocio si sale a sinistra e si arriva così ad un incrocio dove si ritrova
il sentiero
che si segue verso destra.
Il percorso prosegue a mezza costa nei boschi, mantenersi sul segnavia evitando
alcune invitanti strade, prima a sinistra, poi a destra. Raggiunto un grande faggio
con segnavia (a destra variante, km 24,3) si va a sinistra
e poco dopo si inizia una ripida e dissestata discesa di circa un chilometro che
termina su un'ampia sterrata.
A destra si sale a incontrare l'asfalto e si scende in breve a Borlasca (km 27).
Dislivello: difficile valutare a causa dei numerosi saliscendi. Circa
680 m in salita.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: Lo stesso percorso può essere salito da Voltaggio
(itinerario 15).
Variante 6.1:
Al bivio col grande faggio si scende a destra. Il sentiero è a volte stretto,
ma si mantiene pedalabile.
Si giunge ad un quadrivio (km 1) dove si prende il sentiero di sinistra che prosegue
alternando tratti poco pendenti ad altri ripidi. Si trascurano altre deviazioni
mantenendo il percorso principale.
Si perviene alla strada sterrata che collega Voltaggio con Borlasca esattamente
nel punto in cui perviene anche il sentiero principale (km 3).
Complessivamente è maggiormente pedalabile dell'itinerario principale ed è consigliabile.
Nota: Queste due deviazioni non sono obbligatorie: seguendo
fedelmente il segnavia sul crinale il percorso è più tecnico ed
interessante ma talvolta molto disturbato dalla vegetazione.
7 - Discesa da Tana d'Orso a Creverina
E' una delle numerose possibili discese dalla dorsale percorsa con l'itinerario
6
Aggiornamento: 2/2005
Percorso.
Dalla Cappelletta di Tanadorso scendiamo per l'asfalto (a destra per chi salga
da Cipollina). Dopo circa 800 m attraversiamo le case di Tanadorso e proseguiamo
sulla sterrata verso sinistra.
Perdiamo rapidamente quota arrivando ad un bivio (km 1,4); a sinistra saliremmo
alle Case del Passo, andiamo invece a destra continuando a scendere ripidamente
e guadiamo il ruscello.
Nel bosco incontriamo un bivio dove teniamo la destra e scendiamo un ripido tratto
che ci porta al guado del rio S.Rocco (km 2,2).
La stradina risale leggermente, migliora il suo fondo e poi scende ripida ad uno
slargo dove incrocia una buona sterrata (km 2,5). Senza più problemi proseguiamo
finchè usciamo su una stradina asfaltata (km 3,9) che seguiamo in discesa
a destra.
La strada ritorna sterrata e termina incrociando una seconda e maggiore strada
(km 4,5) che scende ripida fino alla provinciale in località Creverina (km 5,2).
Isola del Cantone si trova un paio di chilometri a sinistra.
Dislivello: 490 m
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Asfalto: 31%
Raccordo 7.1. Salita da Borgo Fornari a Tana d'Orso.
Salita interamente asfaltata, di discreto interesse per raggiungere la zona.
A Borgo Fornari svoltiamo prendendo la strada per Voltaggio (km 0). La seguiamo
finchè incontriamo a destra i cartelli segnaletici per Porale e Banchetta
(km 2,8).
La stradina asfaltata sale ad attraversare le case di Vallecalda, poi la pendenza
aumenta e saliamo ripidamente per 1300 metri. Un tratto pianeggiante ci porta
alle case di Banchetta (km 5,4). Attraversiamo la frazione e saliamo ad un bivio
dove prendiamo la strada che sale ed arriviamo al bivio per Tana d'Orso (km 5,9).
Svoltiamo a destra uscendo alla Cappelletta (km 6,7).
8 - Discesa da Borlasca a Creverina
Aggiornamento: 7/2000
Percorso.
Dalla chiesa di Borlasca (a 4 km da Pietrabissara) si prosegue in salita raggiungendo
il bivio Voltaggio/case Tuè dove inizia lo sterrato (km 1.2). Si va verso Voltaggio
e si raggiunge una deviazione situata in uno slargo sulla sinistra (km 1.6).
Si devia facendo attenzione a non prendere il primo sentiero a sinistra, ma il
secondo che va inizialmente in piano e poi sale. Si percorre al contrario la variante 6.1
di discesa della traversata del crinale.
La strada prosegue e presenta qualche risalita brusca, ma nel complesso si mantiene
ciclabile. Si arriva ad un quadrivio nel folto del bosco (km 3.7).
A destra si andrebbe al grande faggio con possibile collegamento a tutti gli itinerari
della zona; diritti si scenderebbe alle case del Passo e a Tana d'Orso. Invece
svoltiamo a sinistra nella stradina che si stacca un paio di metri prima dell'incrocio.
Si va in falsopiano, poi si inizia a scendere. Si incontra un bivio dove si va
diritti (il sentiero di destra poi si ricongiunge). Qualche tratto ripido si alterna
a zone pianeggianti e si arriva ad un traliccio dell'AT e, poco dopo, si raggiunge
l'asfalto (km 6.4).
A sinistra si può concludere la gita scendendo su asfalto a Pietrabissara, si
va invece a destra. La strada è poco pendente all'inizio, poi si raddrizza inerpicandosi
alle case Serre (km 8). Attraversato il gruppo di case si incontra lo sterrato,
pianeggiante inizialmente poi in salita per raggiungere un valico (km 10).
Sul valico si incrocia una grande sterrata che sale a sinistra ad un'area pic-nic;
scendiamo invece a destra (se fossimo saliti all'area pic-nic si potrebbe scendere
direttamente per ritrovare la strada del percorso principale). Si raggiunge la
chiesetta della Buffalora (km 10.4).
La discesa prosegue su buon fondo e porta all'asfalto in località Cassine. Scendendo
si incrocia l'itinerario 7 che sbuca da destra. Rapidamente
si arriva alla statale (km 14). Isola è 2 km a sinistra.
Dislivello: in salita 350 m, in discesa 560 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: Itinerario utilizzabile come discesa anche da altri percorsi.
9 - Salita da Vobbia al Bric delle Camere
Aggiornamento: 5/2005
Percorso.
Da Vobbia proseguiamo sul fondovalle fino al bivio per Mongiardino Ligure. Saliamo
su asfalto fino ad arrivare al passo di Salata (km 6) dove svoltiamo a sinistra
(segnavia FIE
)
e proseguiamo ancora su asfalto per un centinaio di metri.
Lasciamo l'asfalto prendendo una stradina a sinistra che si inoltra nei campi
(sempre segnavia).
Un tratto in salita porta ad un bivio dove proseguiamo in leggera discesa e raggiungiamo
le case di Caprieto (km 7,6).
Percorriamo la stretta stradina che entra tra le case e raggiungiamo il bivio
dove il segnavia
va a sinistra. Svoltiamo a destra e saliamo seguendo il segnavia
.
La salita è subito ripida ma poi prosegue meno difficile. Saliamo, alternando
qualche strappo impedalabile con tratti facili, fino a raggiungere il crinale
(km 8,2).
Seguendo il crinale raggiungiamo un colletto e proseguiamo sul versante opposto.
Qualche tratto troppo ripido ci costringe a procedere a piedi ed infine usciamo
sulla poco evidente vetta erbosa (km 10)
Dislivello: 620 m.
Ciclabilità: 95%
Asfalto: 66%
Osservazioni: è percorribile in discesa ed allora la ciclabilità
sale a quasi 100%.
10 - Discesa dal Bric delle Camere a Isola
Aggiornamento: 10/2000
Percorso.
Dalla vetta si scende in direzione ovest per sentiero subito ripido (segnavia
FIE
).
Segue un tratto in falsopiano che termina in discesa ad incontrare una stradina.
Qui si va a sinistra attraversando una zona prativa al cui termine si inizia una
discesa ripida, su sterrata. La strada conduce fuori dal bosco, su un dosso prativo.
Ad un certo punto si incontra un poco visibile bivio. Qui due possibili soluzioni:
- Si va a sinistra, seguendo il segnavia. La traccia si trasforma in ripida
mulattiera con fondo in pietra. La discesa termina alle case di Marmassana
(km 1.2 dalla deviazione).
Da Marmassana si va a destra, su asfalto, risalendo a raggiungere il colle
di Serra.
- Più breve, ma meno interessante.
All'incrocio si va diritti, lasciando a sinistra il segnavia. La sterrata
prosegue sulla linea di massima pendenza e conduce alla strada asfaltata.
Seguendola a destra si arriva al colle di Serra (km 0.6 dalla deviazione).
Al colle di Serra si va diritti prendendo l'unica stradina sterrata di fronte
alla direzione di provenienza.
(Se si avessero dei dubbi andare a destra e svoltare a sinistra dopo dieci metri;
la strada asfaltata sale fino ad un punto in cui si vede una casa di fronte. Qui
si scende a sinistra sulla sterrata).
La stradina costeggia in quota le pendici della montagna e termina su una sterrata
che scende provenendo dalla strada asfaltata che si trova 100 metri a destra.
Si scende fino ad un incrocio dove si va a sinistra per arrivare ad alcune case
(S. Lazzaro, km 8.5 dalla vetta, via Marmassana). Qui si incontra l'asfalto.
Non resta che proseguire la discesa sulla ripida e stretta stradina arrivando
a Isola del Cantone (km 10.5).
Dislivello: 750 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: Percorso in senso contrario costringe a lunghi tratti
a spinta.
La traversata del Bric si può fare nei due sensi, ma ritengo che quello descritto
sia il più conveniente.
11 - Salita da Vobbia al monte Buio
Aggiornamento: 5/2005
Percorso.
Da Vobbia seguiamo la strada per Crocefieschi fino al primo bivio. Qui proseguiamo
diritti per Noceto.
Al primo tornante (km 1) andiamo a destra per una stradina asfaltata che si
inoltra nella valle e scende al torrente. Proseguiamo per questa strada ristrutturata
dopo l'alluvione del 2002 e raggiungiamo il guado sul torrente (km 3,4).
Sulla riva opposta la larga sterrata guadagna rapidamente quota con qualche
tornante.
Arriviamo sotto alle poche case di Costa Clavarezza (km 5) che lasciamo a sinistra
proseguendo sulla sterrata che aggira il paese con un tornante.
A pochi metri affrontiamo la grande frana in via di risanamento. L'itinerario
può variare a seconda dei tracciati delle ruspe. Attualmente dobbiamo
lasciare la strada quasi pianeggiante per salire a sinistra, a spinta, una ripida
rampa. Tornati in sella attraversiamo il fronte di frana e proseguiamo sulla
vecchia strada.
Incontriamo tratti con residui di asfalto, attraversiamo un'altra frana ed arriviamo
sul crinale dove incontriamo la strada proveniente da Crocefieschi (km 7,3)
ed il segnavia FIE
.
Proseguiamo a sinistra, seguendo la strada che sale, fino ad arrivare al valico
dell'Incisa (km 9,6); qui si va a destra.
Dopo pochi metri si lascia la strada per salire a sinistra sul sentiero FIE
che si dirige all'Antola. Il tratto che segue non è molto ciclabile e conduce
ad un colletto.
Con percorso più facile si attraversano le pendici del monte arrivando infine
ad una selletta (km 11,8) dove si trascurano i due sentieri laterali per salire
diritti sulla linea di massima pendenza.
Terminati 300 faticosi metri a spinta il sentiero ritorna ciclabile e costeggia
il versante settentrionale per portarsi poi in cresta. Si arriva ad un valico
con un tavolo e panche (km 12,8) situato ai piedi del Buio.
Il sentiero sale costeggiando le pendici del monte; quando inizia a scendere
prestare attenzione; percorsi pochi metri in discesa prendere la traccia che
sale a sinistra (segnavia FIE
).
Un tratto a spinta conduce ad una selletta. Il monte Buio si trova a sinistra
e lo si raggiunge superando un paio di ripide rampe (km 14).
Dislivello: 950 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: La prima parte dell'itinerario può essere evitata
salendo a Crocefieschi su asfalto e svoltando a sinistra all'incrocio dopo il
distributore di carburante (segnavia).
12 - Discesa dal monte Buio a Vobbia
Aggiornamento: 4/2002
Percorso.
Dalla vetta scendiamo alla selletta che precede la cima. Qui svoltiamo sinistra
(segnavia FIE
).
La discesa è subito ripida e scende nel bosco poi saliamo al passo di Sesenelle
(km 1,5).
Lasciamo il sentiero che prosegue in discesa e prendiamo a destra il sentiero
che si mantiene sul crinale. Proseguiamo con difficoltà inferiori a quelle del
primo tratto fino ad arrivare su di una stradina forestale (km 3.5) su cui proseguiamo
in salita. In breve la stradina conduce sull'asfalto (valico di S.Clemente, km
4).
Proseguiamo su sentiero attraversando la strada e salendo il pendio di fronte;
superiamo la panoramica chiesetta di S.Fermo e scendiamo dalla parte opposta arrivando
sull'asfalto al valico di S.Fermo (km 4,2). Fin qui potremmo arrivare più comodamente
seguendo la strada asfaltata che sale dal valico di S.Clemente.
Proseguiamo, su asfalto, attraversando il valico e scendendo dall'altra parte.
Facciamo attenzione perchè, dopo circa 600 metri, all'inizio di un breve tratto
pianeggiante, dobbiamo lasciare la strada per svoltare a sinistra in una forestale
di recente apertura.
La strada taglia il versante della montagna con qualche ripida discesa ed arriva
ad un crinale dove incontra il sentiero segnalato (rombo giallo e linee bianco/rosse).
Trascuriamo il sentiero, che poi intersecheremo altre volte, e proseguiamo sulla
strada. Alternando ripide discese con qualche salita proseguiamo a lungo ed arriviamo
al punto in cui dobbiamo abbandonare questa strada per prendere il sentiero che
svolta definitivamente a sinistra (km 8,2).
Questo punto non è affatto evidente, esso precede una salita. Se doveste sbagliare
dovreste notare che sulla strada non compaiono più i segnavia (andando diritti
percorreremmo al contrario l'itinerario 3 della
val Borbera).
Il sentiero prosegue piuttosto dissestato ma sempre ben evidente e presenta qualche
saliscendi. Una discesa finale, decisamente dissestata, ci porta ad un'ampia sella
prativa (km 11).
Potremmo scendere per una delle due strade a destra raggiungendo la provinciale,
ma è preferibile proseguire diritti sul sentiero che aggira la collina
a destra e scende direttamente all'albergo del passo di Salata (km 11.5).
Dal passo scendiamo su asfalto, in circa sei chilometri, a Vobbia.
Dislivello: 1000 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: Al passo di Salata ha inizio l'itinerario 10 per Isola
del Cantone attraverso il Bric delle Camere.
E' evidente la possibilità di realizzare un anello che contorni tutta la Val Vobbia.
Salita a Crocefieschi con l'itinerario 4, traversata del monte Buio con gli itinerari
11 e 12 e conclusione con l'itinerario 10.
13 - Salita da Busalla a Crocetta d'Orero
Aggiornamento: 3/2005
Percorso.
Da Busalla seguiamo la statale della valle Scrivia arrivando, dopo 4 km, a S.Bartolomeo.
Svoltiamo a destra raggiungendo la chiesa del paese (km 0). Passiamo di fronte
alla chiesa per prendere la stradina asfaltata che attraversa un ponte a sinistra
dell'edificio.
La strada sale ripida ma asfaltata, supera le case di Prelo Superiore e continua
a salire tra i prati raggiungendo le poche case di Cerisola (km 0,9). Qui inizia
lo sterrato.
Guadagnamo quota con qualche tratto ripido e raggiungiamo una spalla prativa
(km 1,65) dove trascuriamo la salita a destra e proseguiamo in leggera discesa.
La sterrata sale ad un crinale dove incontriamo un bivio. Possiamo salire a
destra seguendo la ripida sterrata e poi svoltando a sinistra al bivio, oppure
scendiamo alla vicinissima strada asfaltata che seguiamo a destra in salita.
In ogni caso arriviamo alle case di Gualdrà Superiore (km 2,4) che attraversiamo.
Di nuovo su sterrato continuiamo a salire fino al punto più elevato (km
2,4).
In discesa arriviamo ad incrociare il sentiero di cresta (km 3,2; segnavia FIE
,
,
)
e svoltiamo a sinistra continuando a scendere.
Arriviamo ad un tratto pianeggiante e prativo. La mulattiera prosegue sul crinale
senza difficoltà.
Dopo qualche saliscendi arriviamo ad un valico (km 4,2) dove trascuriamo le
due strade laterali e proseguiamo diritto.
La salita è inizialmente facile poi si raddrizza ed è disturbata
da qualche arbusto. Saliamo con qualche tratto a piedi ed entriamo nel bosco.
Con facile discesa arriviamo ad un punto in cui teniamo la destra trascurando
i segnavia che proseguono. La mulattiera scende ad incrociare l'asfalto a pochi
metri dalle case di Costa Fontana (o Costa d'Orero; km 6,15).
Alla chiesetta andiamo a sinistra, su asfalto e raggiungiamo Orero e Crocetta
(km 7,4).
Dislivello: 300 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:
Asfalto: 36%
14 - Traversata da Orero a Busalla, via Vittoria
Aggiornamento: 12/2000
Percorso.
Da Orero si sale a Costa Fontana fino a raggiungere la chiesetta all'inizio del paese.
Si svolta a destra salendo su asfalto. Dopo alcune centinaia di metri si incontra un bivio dove si scende a sinistra e poi subito a destra. La discesa termina ad alcune case.
Si riprende a salire; in prossimità del punto di valico si tralascia a destra la sterrata che condurrebbe alla cresta dove passa l'AV e si scende.
La strada termina ad una casa, per cui all'ultimo tornante la si abbandona e si va diritti in una sterrata sconnessa, inizialmente in salita (km 2.5).
Si costeggia in piano il versante arrivando ad una stalla ed alcune case (case Cascina, km 4.2).
Qui si trova una ottima sterrata che si segue in discesa. Alle prime case si abbandona la strada per salire a destra su una ripida stradina faticosa.
Dopo 400 m si arriva ad un crocicchio dove si scende a sinistra, seguendo il tracciato principale.
Non resta che proseguire sulla stradina che conduce ad un incrocio dove si va diritti e si raggiunge l'asfalto. A destra in salita si arriva al Santuario (km 6.8).
Si prosegue oltre la chiesa, sulla strada per Vallecalda e, dopo 200 m, si svolta a sinistra in una stradina che sale (segnavia
e
).
All'ultima casa si abbandona l'AV e si svolta nettamente a destra.
Il percorso sale ad aggirare il cocuzzolo antistante (m.Cappellino), evitate quindi i tracciati fuorvianti. Si raggiunge una piccola radura nel bosco da dove ha inizio la discesa (km 1.3).
Si scende districandosi al meglio tra i numerosi sentieri, all'inizio si può seguire il bollo giallo abbandonandolo quando, ad un crocicchio, va decisamente a sinistra.
A questo incrocio (km 2) si scende a destra e poi ci si mantiene in quota verso sinistra fino a scendere ad una casa e da lì alla statale nei pressi del casello autostradale di Busalla (km 5).
Dislivello: 300 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: L'orientamento nel tratto discendente dopo la Vittoria è difficile. Tenete presente che se state troppo a sinistra raggiungerete i Giovi, mentre una via mediana vi porterà alla discarica di spazzatura e da lì a Busalla.
Quindi in nessun caso ci sono dei rischi.
15 - Anello Voltaggio-Bocchetta-Voltaggio
Aggiornamento: 11/2001
Percorso.
L'itinerario ha inizio sulla provinciale del passo della Bocchetta, versante Voltaggio,
a circa 7 km da questo paese.
Qui una sterrata lascia la provinciale andando a destra (cartello Foresta regionale).
Si attraversa il torrente e si sale per la sterrata, si arriva così ad una casa
della Forestale e subito dopo ad un bivio (km 8,4) dove si sale a sinistra.
Si continua a salire per un buon tratto, poi la pendenza diminuisce e si prosegue
fino a uscire dal bosco su di uno spiazzo (km 11).
Qui si incontra la mulattiera che sale dalla Bocchetta al monte Leco. La si segue
scendendo a sinistra ed arrivando rapidamente al Passo della Bocchetta (km 11,7).
Si attraversa la provinciale salendo dalla parte opposta su una strada che prosegue
prima in salita poi discendendo ad un' ampia sella (km 12,6).
Qui arriva dalla parte opposta il sentiero che proviene dal passo dei Giovi, vedi
itinerario 6, ed è il punto di raccordo tra la zona
Valle Scrivia e la zona Gorzente/Praglia.
Qui si deve seguire il segnavia
che sale per la ripida ma breve rampa a sinistra.
Proseguiamo in salita arrivando quasi in vetta al monte Poggio. La strada presenta
qualche falso bivio ed arriva ad un punto (km 14,1) in cui è opportuno abbandonare
il crinale per scendere decisamente a destra, seguendo la strada che va apparentemente
fuori via.
Scendiamo a tornanti ed arriviamo ad un piccolo guado altre al quale riprendiamo
a salire ed arriviamo a ricongiungerci col segnavia (km 15,1).
Seguendo fedelmente il percorso del segnavia si sarebbe affrontata una discesa
breve ma difficile.
Si prosegue senza più lasciare il segnavia; il percorso presenta alcune discese
seguite da ripidi salite. All'inizio dell'ultima salita occorre prestare attenzione
poiché dobbiamo lasciare la strada per andare a sinistra in piano (km 16,5).
Il percorso prosegue nel bosco presentando ancora salite e discese, ma più lievi;
infine cominciamo a scendere e raggiungiamo una strada asfaltata (km 18).
Si va a sinistra raggiungendo il paese di Fraconalto (km 18,5).
Due possibilità adesso:
- scendere a destra per asfalto fino alla provinciale Voltaggio-Borgo Fornari.
- Scendere a sinistra raggiungendo la stessa provinciale; questa soluzione
conviene qualora si voglia scendere direttamente a Voltaggio che dista circa
6 km tutti in discesa.
Sulla provinciale si va a destra (nel primo caso per pochi metri, nel secondo
per circa 1 km) e, prima che inizi la discesa di Castagnola, si imbocca la strada
che sale a sinistra (km 22.2). La strada prosegue inizialmente asfaltata ed in
falsopiano ma diviene poi sterrata ed in salita.
Si prosegue a lungo giungendo ai piedi del monte Porale. La strada continua costeggiando
il monte, scende poi ad alcune case dove è necessario svoltare nettamente a sinistra,
in discesa (km 26.5, indicazione Tana d'Orso).
La strada sale ripida fino a raggiungere una cappella in mezzo ad uno slargo (loc.
Tanadorso, km 27.5).
Si gira dietro alla cappella su una mulattiera in leggera salita. Al primo incrocio
si sale a sinistra e si arriva così ad un incrocio dove si ritrova il sentiero
E1 che si segue verso destra.
Il percorso prosegue a mezza costa nei boschi, mantenersi sul segnavia evitando
alcune invitanti strade, prima a sinistra, poi a destra. Raggiunto un grande faggio
con segnavia (a destra variante, km 30.8) si va a sinistra
e poco dopo si inizia una ripida e dissestata discesa di circa un chilometro che
termina su un'ampia sterrata (km 32).
A sinistra si ritorna a Voltaggio (che dista 5,5 km) percorrendo la bella Val
Barca.
Dislivello: 670 m.
Ciclabilità: 99%
Osservazioni: coincide in buona parte con l'itinerario 6.
16 - Salita al monte Tobbio da Voltaggio
Aggiornamento: 11/2005
Descrizione:
Da Voltaggio saliamo seguendo la strada statale e raggiungiamo il primo ponticello
ad arco (ponte S.Giorgio; km 4,2).
Prima di superare il ponte svoltiamo a destra e seguiamo una strada sterrata
che sale nei pressi di una casa.
Seguiamo l'itinerario 39 al contrario. La ripida salita conduce alle case Acquestriate.
Passiamo davanti alle cascine e proseguiamo in salita. Arriviamo ad un incrocio
(km 5,3) dove andiamo a destra.
La ripida salita entra nel bosco poi una breve discesa riporta nell'alta valle
Acquestriate. La salita si mantiene ripida ed impegnativa fino al chilometro
7, poi la pendenza diminuisce ed arriviamo alla casa Castiglione (km 8).
Proseguiamo in leggera discesa che poi diviene più ripida. Saliamo raggiungendo
un incrocio (km 9,8).
A sinistra vi è casa Carossina e di qui proviene l'itinerario 39. Svoltiamo
a destra ed iniziamo a scendere (segnavia FIE
).
Il sentiero presenta subito tratti pietrosi. Arriviamo ad un rio dopo il quale
iniziamo a salire. Qualche tratto particolarmente sconnesso costringe a scendere
dalla bici, ma arriviamo comunque rapidamente al passo Dagliola (km 10,5).
La salita del Tobbio è quasi interamente non ciclabile. Possiamo salire in vetta
a piedi in circa mezz'ora (dislivello 240 m circa in 1500 metri).
Dislivello: 600 m fino al passo Dagliola.
Ciclabilità: 96% fino al passo Dagliola.
Osservazioni:
17 - Salita da Voltaggio al Monte delle Figne
Aggiornamento: 8/2005
Percorso
Partiamo da Voltaggio e seguiamo la strada provinciale che sale. Superiamo Molini,
trascuriamo alcune strade che scendono a destra e proseguiamo fino a quando
incontriamo una forestale, a circa 7 km da Voltaggio.
Qui una sterrata lascia la provinciale andando a destra (cartello Foresta regionale,
deposito di legname in uno spiazzo).
Attraversiamo il torrente e saliamo per la sterrata raggiungendo la casa Forestale
e subito dopo un bivio (km 8,2) dove svoltiamo a sinistra.
Un tratto ripido di circa 700 m conduce ad una zona in piano; proseguiamo nel
bosco con qualche risalita fino ad arrivare ad incrociare la mulattiera che
sale dal Passo della Bocchetta (km 11).
Svoltiamo a destra salendo fin nei pressi di un grande traliccio (km 12,2).
Qui va a sinistra un sentiero a mezza costa che seguiamo con qualche difficoltà
(segnavia FIE
e
)
a causa della pendenza elevata e del fondo cattivo.
Il sentiero scende ad una selletta (km 13,6). A sinistra e a destra scendono
sentierini che trascuriamo.
Proseguiamo nei pressi del crinale prima sul versante sinistro poi su quello
destro.
Proseguiamo facilmente fino alle pendici del M. Taccone dove inizia una rampa
da affrontare a piedi. Seguono tratti ciclabili alternati a rampe impedalabili
fino ad una spalla sul crinale settentrionale del monte Taccone (km 15,7).
Proseguiamo a destra e, dopo qualche centinaio di metri, arriviamo ad una sella
(Passo Mezzano; km 16). Bivio. A sinistra scende l'itinerario 7 per Praglia
o Gorzente.
Saliamo verso le pendici del Monte delle Figne (segnavia FIE
),
con pochi tratti in sella, fino alla vetta (km 17).
Dislivello: 950 m
Ciclabilità: 80%
Asfalto: 41%
Osservazioni:
18 - Discesa dal monte Lavagnola al passo
della Scoffera
Aggiornamento: 10/2005
Descrizione.
Dalla vetta torniamo all'incrocio (Sella Nord) dove trascuriamo i sentieri di
destra e di sinistra e proseguiamo diritti scendendo sul sentiero che porta a
Torriglia (segnavia FIE
).
Dopo 150 metri (dall'incrocio), quando la discesa ha termine, svoltiamo a sinistra
prendendo un comodo sentiero che prosegue quasi pianeggiante.
Altrettanto valida alternativa è quella di svotare a sinistra alla sella
Nord e seguire fedelmente l'
.
Il sentiero scende fino ad incrociare quello precedentemente descritto.
Incrociamo l'
poi raggiungiamo il bivio poco visibile (km 1,1. A sinistra va il segnavia
)
per Lezzaruole dove andiamo a destra in ripida discesa.
Il percorso prosegue caratterizzato da discese, talvolta ripide, alternate a tratti
pianeggianti e qualche salita.
Una salita ci porta sotto ad un traliccio, poi proseguiamo in discesa fino ad
una strada asfaltata (passo La Colla; km 3).
Qui svoltiamo a sinistra attraversando il valico. Troviamo a destra un sentiero
che sale (segnavia FIE
).
Lo stretto sentiero taglia il ripido versante meridionale della montagna, prima
in salita, poi in piano ed infine in discesa.
Un ultimo tratto di discesa ripida termina ad un incrocio (km 4,8). A sinistra
va l'itinerario 12. Noi andiamo a destra.
Superiamo un'ultima breve salita poi scendiamo. Attraversiamo dei prati e raggiungiamo
una larga strada sterrata (km 5,5).
Invece di seguirla la attraversiamo e proseguiamo la discesa sul facile sentiero
che taglia il tornante e termina sull'asfalto ad un centinaio di metri dalla strada
statale (km 6).
Dislivello: 530 m.
Ciclabilità: 94%
Asfalto: 6%
Osservazioni: discesa non facile; richiede anche un po' di attenzione in
alcuni passaggi a causa del salto sottostante. Collegamento della grande traversata
dal monte Penice al mare.
19 - Salita da Voltaggio al m.Alpe
A Voltaggio ci sono tre parcheggi fuori dal paese. Uno è situato all'ingresso
sud dell'abitato, dopo il ponte. Un altro è all'estremità
settentrionale all'inizio della strada che sale al valico degli Eremiti. Infine
uno è situato a metà strada tra i due, sulla strada provinciale,
e precede un ponte medioevale. E' da questo che partono quasi tutti gli itinerari.
Aggiornamento: 4/2002
Descrizione.
Dal parcheggio fuori del paese entriamo sulla provinciale, svoltiamo a destra
e, dopo 100 metri, svoltiamo a sinistra entrando in valle Carbonasca.
Superiamo una breve salita e proseguiamo in piano. Quando raggiungiamo un ponte
(dopo il ponte ha termine l'asfalto) svoltiamo a sinistra immediatamente prima
di attraversarlo (km 2,6).
La strada sale sterrata ma ampia e con fondo ottimo. All'unico bivio svoltiamo
a destra e proseguiamo fino alle case Rive (km 4,3).
Dietro alle case la strada prosegue più stretta ed entra nella valle
avanzando senza eccessiva pendenza.
Raggiunta una tagliata la pendenza aumenta ed arriviamo ad attraversare il rio.
Affrontiamo un tratto reso difficile dal fondo solcato dai trattori e dalla
pendenza. Usciamo su una strada migliore (km 6,6) dove andiamo a destra, in
salita.
Attraversiamo il bosco finchè usciamo sul crinale del monte Alpe (km
7,8). Proseguiamo per qualche centinaio di metri e raggiungiamo una strada maggiore
dove svoltiamo a sinistra.
Con una ripida salita raggiungiamo di nuovo il crinale (km 8,3), poi scendiamo
nel bosco. La strada attraversa i boschi del versante occidentale del monte
Alpe e presenta qualche ripida ma breve salita. Infine usciamo ad un incrocio
situato presso alcune case in rovina (km 10).
Svoltiamo a destra affrontando una ripida salita ed arrivando sulla strada che
collega Tanadorso con Borlasca (km 10,3). Andiamo a destra ed ancora a destra
al bivio successivo.
La strada attraversa il pendio occidentale del monte Porale, con qualche tratto
sconnesso, ed arriva ad un'ampio colle sotto alla vetta (km 11,6).
Duecento metri di difficile salita ci portano in vetta al monte Alpe.
Dislivello: 570 m.
Ciclabilità: 97%
Osservazioni: attualmente è in corso il taglio del bosco e la
mulattiera dopo le case Rive è ricoperta, per qualche centinaio di metri,
dai tronchi.
20 - Collegamento tra Castagnola e Tanadorso
Aggiornamento: 4/2002
Descrizione.
Al valico sopra al paese svoltiamo a destra, se proveniamo da Borgo Fornari, e
seguiamo la strada asfaltata.
Superate alcune case la strada diviene sterrata (km 1,5). Al primo tornante verso
destra abbandoniamo la strada e prendiamo la strada forestale a sinistra (km 1,7).
Procediamo su fondo discreto e superando qualche salita. Trascuriamo un strada
minore che sale a destra ed arriviamo al bivio con la strada che scende a sinistra
per Voltaggio (km 2,8). Da qui andiamo in comune con l'itinerario 19.
Con una ripida salita raggiungiamo il crinale (km 3), poi scendiamo nel bosco.
La strada attraversa i boschi del versante occidentale del monte Alpe e presenta
qualche ripida ma breve salita. Infine usciamo ad un incrocio situato presso alcune
case in rovina (km 4,7).
Svoltiamo a destra affrontando una ripida salita ed arrivando sulla strada che
collega Tanadorso con Borlasca (km 5). Andiamo a destra e poi a sinistra al bivio
successivo.
L'ampia strada scende ed arriva alla Cappella Alpina in località Tanadorso
(km 6,5).
Dislivello: 170 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: questo itinerario può essere inteso come variante
alla traversata descritta al punto 6 oppure usato per formare anelli intorno al
monte Alpe.
21 - Discesa dal monte Alpe a Castagnola
Aggiornamento: 4/2002
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo in direzione ovest. Il sentiero è ripido, dissestato,
difficile e scende diritto lungo la linea di massima pendenza.
Arriviamo su una strada sterrata (km 0,4) in corrispondenza di una spalla e svoltiamo
a sinistra (a destra variante 21.2). La discesa è meno ripida ma ancora
dissestata.
Proseguiamo trascurando il segnavia che svolta a destra.
La mulattiera termina sull'ampia strada sterrata (km 1,3) che seguiamo a destra
scendendo rapidamente a Castagnola (km 4,4).
Dislivello: 240 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni:
Variante 21.1: La ripida discesa può essere
evitata scendendo sul crinale orientale. Saliamo poi fino a quando la strada dissestata
inizia di nuovo a scendere. Qui svoltiamo a sinistra entrando in una poco visibile
strada che scende nei pascoli.
Seguiamo fedelmente questa strada, che presenta profonde solcature, e saliamo
alla spalla dell'itinerario principale.
Variante 21.2: Dalla spalla è possibile scendere
a destra. Evitando la strada della variante precedente e quindi scendendo a sinistra
al primo bivio arriviamo sull'ampia sterrata che attraversa tutto il versante.
Variante 21.3: Dopo aver raggiunto l'ampia strada Castagnola-Tanadorso
svoltiamo a destra e percorriamo circa 300 metri. A destra troviamo una strada
che seguiamo. Raggiungiamo una zona molto frequentata dal motocross. La attraversiamo
senza deviare. Al fondo della valletta la strada scende decisa e si innesta nella
strada percorsa dall'itinerario 20.
Per le varianti vedi lo schizzo.
22 - Da Voltaggio a Mornese
Aggiornamento: 4/2002
Descrizione.
Dal parcheggio settentrionale di Voltaggio, all'inizio della provinciale, saliamo
seguendo la SP della Val Morsone (indicazioni per Capanne di Marcarolo).
Quando raggiungiamo il primo ponte (km 1,5) non lo attraversiamo ma svoltiamo
a destra entrando in una strada sterrata. Svoltiamo subito a destra ed affrontiamo
una salita che, a tratti, è molto ripida e non ciclabile.
Ad un bivio (km 2,7) andiamo a destra lasciando la strada principale che scende.
Arriviamo ad una sbarra ed alla confluenza con una strada maggiore (km 2,9) che
seguiamo a sinistra.
Usciamo nel prato della cascina Bensin (km 3,4) e svoltiamo a destra per superare
un altro tratto piuttosto ripido. Sempre in salita arriviamo ad un bivio (km 4,3).
Qui svoltiamo a sinistra, in leggera discesa. Una breve salita ci porta ad incrociare
una strada ampia che seguiamo a sinistra.
Con piacevole percorso nei pressi del crinale proseguiamo sempre tenendoci sulla
strada più grande. Superiamo un tratto in salita, poi scendiamo raggiungendo
la SP (km 7).
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la SP, in leggera salita, poi in discesa.
A Pian Castagna superiamo l'incrocio con la variante 22.2, poi quello con la 22.1
e proseguiamo la discesa raggiungendo un tornante (km 10) dove lasciamo l'asfalto
per prendere la strada sterrata. Incontriamo subito un bivio dove svoltiamo a
destra.
La strada scende e raggiunge una selletta (km 10,7) dove prendiamo la strada di
destra, in salita.
La strada si mantiene nei pressi del crinale ed alterna salite e discese. Infine
iniziamo a scendere decisamente. Arriviamo ad un passo dove si incrociano cinque
strade (km 13,3).
Svoltiamo a destra seguendo la strada in netta discesa. Con bel percorso nel bosco
raggiungiamo un guado (km 14,9), difficile solo in caso di piena.
La strada prosegue sulla sinistra, in salita. Lo sterrato termina e proseguiamo
su asfalto fino a valicare il crinale (km 16).
Con leggera discesa raggiungiamo la SP e Mornese (km 17).
Dislivello: in salita 550 m.
Ciclabilità: 96%
Osservazioni: Percorribile anche in senso contrario, circa con la stessa
difficoltà.
Variante 22.1: circa al km 5,5 troviamo un quadrivio.
Prendiamo la strada a sinistra, in discesa.
La strada peggiora il suo fondo ed alterna discese ripide a salite non ciclabili
perchè ripide e dissestate.
Raggiungiamo una strada più larga che seguiamo a destra arrivando poco
sotto Pian Castagna (km 1,3).
Variante 22.2: circa al km 5,8 lasciamo la strada principale
per svoltare in una strada minore in forte salita. Raggiunto il culmine iniziamo
la discesa che termina a Pian Castagna (km 1).
Variante 22.3: (fine a se stesso) allo scollinamento
al km 16 possiamo svoltare a sinistra e seguire la strada per il Rifugio. Prima
su strada e poi su bel sentiero seguiamo le indicazioni del rifugio. Raggiunta
la piccola costruzione (km 1,8) possiamo ritornare con la strada a sinistra.
Variante 22.4: (gennaio 2003). Discesa ai Laghi Lavagnina.
Al passo del km 13,3 svoltiamo a sinistra, mentre l'itinerario principale va a
destra. Siamo su una strada che scende agevolmente, poi attraversa il bosco mantenendo
una leggera pendenza. Con discesa più ripida superiamo un crinale. In vista
del Lago Superiore di Lavagnina iniziamo una difficile discesa. Il fondo dissestato
ma su tracciato largo permette passaggi divertenti se si ha un buon controllo.
La strada esce sui prati e raggiunge il bivio con tabellone presso lo spiaggione
del Lago Superiore (km 1,5). Qui incontriamo l'itinerario
18 della Valle Stura.
23 - Salita da Busalla a Fraconalto
Aggiornamento: 3/2003
Descrizione.
Partiamo dalla stazione di Busalla ed andiamo verso Genova sulla strada statale.
Dopo 200 metri troviamo a destra via Martiri di Voltaggio. Svoltiamo e saliamo
ripidamente fino ad un incrocio dove svoltiamo a sinistra.
Siamo sulla strada asfaltata che seguiamo fedelmente. Al termine della parte più
ripida lasciamo a destra il segnavia FIE (
;
km 1,4).
La strada prosegue alta sul cupo lago della Busalletta, raggiunge il culmine e
scende raggiungendo le case di Chiappari (km 4,2).
Non entriamo in paese ma svoltiamo subito a destra prendendo la sterrata che sale.
La strada attraversa, con andamento quasi pianeggiante, il bosco.
La strada si riduce a mulattiera (difficoltà in caso di fondo bagnato)
e si interrompe spesso nell'attraversare i numerosi ruscelli.
Iniziamo ad incontrare qualche albero abbattuto, ma procedendo la quantità
di alberi è tale da costringerci a procedere faticosamente a piedi.
Questo tratto dura alcune centinaia di metri e termina in un prato antistante
ad alcune case. Attraversiamo il prato e raggiungiamo le case e la strada (km
6,2; località Casanova).
Andiamo a destra e scendiamo ad una sbarra dove troviamo il segnavia FIE
.
Svoltiamo a sinistra arrivando velocemente a località Costa Lazzari (km
6,9). Attraversiamo le case uscendo su una strada asfaltata.
Svoltiamo a sinistra e saliamo superando un tornante. Poco dopo (km 7,7) lasciamo
l'asfalto per prendere il sentiero che sale a destra. Superiamo la breve salita
ed arriviamo ad una cascina dove troviamo una strada che seguiamo a destra, in
salita.
Con bel percorso saliamo nel bosco, ad un incrocio andiamo diritti affrontando
una dura, ma breve salita.
Guadagnamo quota con qualche saliscendi, poi saliamo decisi uscendo sull'asfalto
alla cappella di S.Rocco (km 10,1).
Fraconalto è a destra a 300 metri.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: purtroppo presenta un tratto interrotto da alberi caduti,
sarebbe altrimenti un ottimo itinerario.
Asfalto: 5,5 km.
24 - Discesa da Fraconalto a Busalla
Aggiornamento: 3/2003
Descrizione.
Da Fraconalto scendiamo in direzione sud, passando davanti all'osteria. Dopo 300
metri incontriamo a destra una cappella. Pochi metri prima svoltiamo a sinistra
imboccando una sterrata che scende.
Il percorso è facile ed alterna alle discese qualche salitella. Arriviamo
ad un incrocio dove proseguiamo diritti, passiamo nei pressi di una casa e proseguiamo.
Arriviamo ad una cascina (km 2,5) dove abbandoniamo la strada per prendere il
sentiero a sinistra.
Dopo 300 metri usciamo sull'asfalto e svoltiamo a sinistra.
La strada scende. Al tornante a sinistra (indicazioni; km 3,5) la lasciamo e svoltiamo
a destra arrivando alle case di Costa Lazzari.
Proseguiamo sull'unica strada raggiungendo un bivio. Da destra arriva l'itinerario
23. Svoltiamo a sinistra per affrontare una dura salita. Incontriamo un bivio
dove andiamo a destra continuando a salire. La pendenza diminuisce ed il percorso
si fa piacevole in mezzo ai castagni.
La strada sale, ma presenta anche delle discese e tratti pianeggianti. Raggiungiamo
un incrocio dove andiamo diritti (km 5,7).
Ancora una breve salita poi iniziamo a scendere definitivamente. Raggiungiamo
un incrocio nei pressi di un traliccio (km 6,4). Il segnavia FIE
va a destra, lo tralasciamo e proseguiamo diritti.
La discesa termina sull'asfalto (km 6,8).
Seguiamo in discesa la strada, con possibilità di svoltare a destra seguendo
il segnavia FIE.
Arriviamo sulla statale a 200 metri dalla stazione di Busalla.
Dislivello: 450 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: percorribile anche in salita con qualche tratto non ciclabile
all'inizio (ciclabilità circa 93%). In salita conviene seguire fedelmente
il segnavia FIE a Cascine.
Asfalto: 2,8 km.
25 - Salita da Savignone al monte Maggio
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione.
Partiamo dal parcheggio a fianco del ponte sullo Scrivia a Ponte di Savignone.
Saliamo seguendo la strada asfaltata che raggiunge Savignone e costeggia il
paese restando a valle.
Quando incontriamo a destra una stradina che scende (km 1,3) per il campo sportivo
e zona di equitazione svoltiamo e scendiamo seguendo l'asfalto. Superiamo un
ponte e saliamo fino a raggiungere il termine della strada (km 1,8) nei pressi
di una casa. La strada prosegue come stretta sterrata che sale con qualche tornante
nei prati e porta al muro di una villa dove ritroviamo l'asfalto (km 2,2).
Proseguiamo la salita che in breve termina su una strada. La cosa migliore è
quella di svoltare a sinistra e proseguire sulla viabilità principale
per Renesso.
Io invece ho svoltato a destra e descrivo questa soluzione. Poco dopo troviamo
un bivio dove svoltiamo a sinistra raggiungendo un valico.
Scendiamo arrivando al termine della strada (km 2,7). Trascuriamo la stradina
sbarrata che scende a destra e proseguiamo sul sentiero che sale, sassoso ed
impedalabile.
Dopo un centinaio di metri il sentiero migliora e possiamo proseguire in sella
fino ad un quadrivio (km 3). Il sentiero principale inizia a scendere e lo lasciamo
per prendere a sinistra il sentiero in salita. Il percorso è ripido,
stretto, disturbato dalla vegetazione invadente. Saliamo faticosamente a spinta
fino ad una radura dove si perde la traccia, qui stiamo a destra costeggiando
il prato ed usciamo a monte della radura. Il sentiero è ora meno faticoso
ed il sentiero sale verso destra. Costeggiamo una recinzione al cui termine
troviamo una mulattiera. Ora sempre in sella seguiamo la stradina che termina
sulla Provinciale (km 3,7) che arriva da Savignone.
Svoltiamo a destra e seguiamo la strada superando Renesso e poi Montemaggio
(km 4,8). Dopo circa 600 metri troviamo una stradina che sale a sinistra, subito
dopo una casa, priva di indicazioni. Svoltiamo ed andiamo in salita. La strada
raggiunge il colossale edificio dell'abbandonata colonia (km 6,3). Torniamo
indietro per qualche decina di metri e svoltiamo a sinistra nella sterrata che
sale ad una antenna di telecomunicazione (segnavia FIE
).
Proseguiamo in sella ancora per poco poi la strada si fa ripidissima e con fondo
mobile. A spinta saliamo faticosamente sulla strada che sale con qualche tornante.
Qualche tratto pedalabile precede l'arrivo sul piazzale della chiesa (km 7,3).
La vetta del monte Maggio è la cresta che inizia poco più sopra.
Bel panorama.
Dislivello: 625 m.
Ciclabilità: 80%
Asfalto: 68%
Osservazioni: se considerate quanto bitume c'è vedrete che la parte
su sentieri è ben poco ciclabile.
26 - Discesa dal monte Maggio a Savignone, 1
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione.
Seguiamo la cresta che costituisce la vetta ed il segnavia FIE (
).
I primi metri sono facili, poi inizia una ripidissima discesa nel bosco che costringe
a superare a piedi i tratti più scabrosi. Superiamo una sella e saliamo
seguendo il sentiero che attraversa lungamente a mezzacosta la montagna.
E' un percorso quasi interamente ciclabile a parte qualche breve, ripida salita.
Una decisa discesa ci porta a confluire su un sentiero più largo (km 2,5)
dove un cartello indica la vetta del m.Maggio. I segnavia svoltano a destra per
andare a Crocefieschi, noi svoltiamo a sinistra.
Il percorso è prevalentemente in discesa, anche se non manca qualche salita,
su sentiero stretto e non molto marcato. Restiamo sempre nei pressi del crinale evitando sentierini fuorvianti.
Poco prima di una sella lasciamo a sinistra un sentiero (km 4; variante 26.1)
e scendiamo alla sella.
Superiamo
un ripido pendio roccioso ed arriviamo in cresta sui dirupi che dominano Savignone.
Da qui il sentiero non è più ciclabile. Il sentiero si mantiene
sul versante settentrionale, poi sale in cresta e raggiunge la cappella posta
nel punto più alto (km 4,4).
Seguiamo in discesa la stradina che perde quota con qualche curva. Molto ripida
e fortemente dissestata costringe a moderare la velocità. In questo modo
arriviamo ad incrociare la strada tra le case di Gabbie (km 6). Svoltiamo a
destra. Un paio di metri prima del termine della salita svoltiamo a sinistra,
in mezzo alle case.
Siamo su una stradina in discesa che diventa subito uno sterrato che va a sinistra
e si trasforma in sentiero. Poche decine di metri ripidi ci portano ad una casa
dove scendiamo su fondo in cemento e raggiungiamo una strada (km 6,6). Svoltiamo
a sinistra ed andiamo prevalentemente in salita fino a ricongiungerci con la strada
che scende da Gabbie. Scendiamo a destra raggiungendo velocemente la piazza principale
di Savignone (km 7,9).
Scendiamo a destra sulla strada che ci porta a Ponte (km 9,6).
Dislivello: 700 m.
Ciclabilità: 91%
Asfalto: 35%.
Osservazioni: le numerose frazioni intorno a Savignone rendono possibili molte
soluzioni, ma costituiscono anche un problema di orientamento.
Variante 26.1:
Al bivio scendiamo a sinistra. Il sentiero scende largo, ma disturbato da foglie e rametti. Dopo circa 200 metri la traccia si perde. Teniamo a destra e scendiamo seguendo esili tracce avendo cura di non allontanarci dal crinale.
La discesa diventa molto ripida. Usciamo dal bosco e scendiamo su placche di roccia che rapidamente portano al castello. Scendiamo sulla sinistra. Il sentiero è ora evidente, ma molto ripido e stretto, a tratti scalinato. Perdiamo quota con alcuni tornanti
e raggiungiamo una cappelletta. Poco dopo il sentiero si allarga a stradina che porta sull'asfalto in località Castello Rosso. Seguiamo a destra l'asfalto raggiungendo Savignone.
Sono circa 1600 metri di cui 1000 molto impegnativi.
27 - Salita da Voltaggio a Borlasca
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione.
Dal parcheggio mediano di Voltaggio attraversiamo la Provinciale e prendiamo la
strada dalla parte opposta (indicazioni per Valle Barca).
La strada è asfaltata; sale inizialmente per poi scendere in una valle
e nuovamente salire. Con percorso piacevole per la mancanza di traffico arriviamo
al termine dell'asfalto e proseguiamo la salita su sterrato.
Quasi al termine della salita troviamo l'incrocio con i sentieri della zona del
monte Alpe (km 5,85; itinerari 6, 8, 15).
Proseguiamo e raggiungiamo l'asfalto in corrispondenza della strada per case Tuè.
La strada continua in discesa fino alla chiesa di Borlasca (km 7,6).
Dislivello: 300 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 70%.
Osservazioni: elementare itinerario che può essere utile per anelli
su Voltaggio.
28 - Discesa da Borlasca a Carrosio
Aggiornamento: 10/2003
Descrizione.
Da Borlasca saliamo in direzione di Voltaggio. Al termine della salita (km 1,2)
troviamo un bivio dove saliamo a destra.
La strada passa davanti all'ingresso della villa Case Tuè e poi costeggia
la recinzione del parco diventando una mulattiera.
Al termine della recinzione proseguiamo diritti. La mulattiera sale ancora per
un po' poi scende abbastanza ripida. Con percorso alternante salite e discesa
arriviamo in un prato e ad una grande casa in rovina (km 2,2).
Qui la strada ha termine e non ci sono tracce di sentiero per proseguire: una
grande frana lo ha cancellato. Allora costeggiamo la casa e saliamo sulla scarpata
a destra. Vediamo la linea di distacco della frana, la raggiungiamo e costeggiamo
verso sinistra fin quando riusciamo a salire al di sopra. Troviamo la prosecuzione
della mulattiera che prosegue nella direzione di arrivo, un po' più in
alto.
Oggi l'orientamento è facilitato dalla presenza di una recinzione che
indica il punto in cui inizia la mulattiera sopra alla frana.
Il percorso prosegue pianeggiante nel bosco, disturbato dalla vegetazione. Alcuni
tratti sono dissestati e non ciclabili. In questo modo saliamo ad un piccolo
prato sotto ad una linea elettrica (km 3).
Dopo pochi metri il sentiero sembra sparire. Lo troviamo a destra, attraversiamo
i fitti cespugli e seguiamo la traccia confusa che va verso sinistra fino ad
un fitto boschetto.
Non seguiamo le numerose tracce che salgono a destra nel prato ma entriamo nel
boschetto dove troviamo i ruderi di una casa; abbiamo percorso una cinquantina
di metri dal primo prato.
Costeggiamo la casa e, subito dopo scendiamo a sinistra, La traccia di sentiero
comincia a riformarsi e diventa via via più evidente. Siamo in discesa
nella boscaglia, il percorso è ciclabile ma dobbiamo avanzare con estrema
lentezza per non smarrire la flebile traccia.
Il tracciato va verso destra e la discesa termina per lasciar iniziare una traversata
a destra su sentiero ben evidente.
Arriviamo ad un bivio (km 3,5) dove andiamo a destra su discesa difficoltosa
per rami e pietre sotto al fogliame.
La discesa termina in un grande prato (km 3,7) che attraversiamo in salita raggiungendo
la casa. Passiamo a monte della casa e raggiungiamo il bosco. Qui troviamo un
sentierino che, dopo pochi metri, si allarga.
Proseguiamo immersi nel bosco fino ad un albero abbattuto. Lo aggiriamo a sinistra
e poco dopo il sentiero termina bruscamente. Per ritrovarlo saliamo a destra
una decina di metri.
Su traccia evidente arriviamo ad una strada forestale (km 4,5) al termine della
parte peggiore.
Andiamo a destra, in salita e raggiungiamo un bivio (km 5) dove svoltiamo a
sinistra e scendiamo fino ad incrociare una buona strada dove troviamo il segnavia
che proviene da Borlasca (km 5,4).
Seguiamo a sinistra la piacevole strada e raggiungiamo un incrocio (km 5,8)
dove proseguiamo diritti seguendo il segnavia. Dopo pochi metri, ad un altro
incrocio, abbandoniamo il segnavia e teniamo la sinistra.
Siamo su una strada pianeggiante che poi scende e confluisce in una grande sterrata
(km 6,8) dove svoltiamo a destra.
Con percorso facile raggiungiamo alcune case ed entriamo in Sottovalle dove
troviamo l'asfalto. Proseguiamo sulla strada che scende piuttosto ripida attraversando
il paese e raggiungiamo la chiesa (km 8).
Proseguiamo la discesa; effettuata una curva troviamo una sterrata che sale
a destra ripida e col segnavia
(km 8,5).
La salita, ciclabile, prosegue fino ad alcune case e una cappella (km 9,1).
Dopo 100 metri incontriamo un bivio ben segnalato. Il sentiero
va a destra, noi andiamo a sinistra su un segnavia 3.
Alternando discese e salite la mulattiera supera una spalla e poi scende ripida
con fondo roccioso. Incontriamo una strada (km 12) che seguiamo a sinistra.
Il percorso è ormai facile. Incontriamo numerosi incroci che superiamo
seguendo il segnavia 3 fino ad un incrocio (km 11,4) dove abbandoniamo il segnavia
che va a sinistra.
Proseguiamo e agli incroci cerchiamo di seguire il tracciato più marcato.
Con un'ultima salita arriviamo alle poche case di Ricoi (km 13) che attraversiamo
trovando l'asfalto.
La veloce discesa ci porta ad un ponte e poi alla strada principale che seguiamo
a sinistra raggiungendo la chiesa di Carrosio (km 14,4).
Dislivello: in discesa circa 570 m con molte salite.
Ciclabilità: 95%
Asfalto: 17%.
Osservazioni: nella parte mediana ho seguito, probabilmente, un itinerario
sbagliato. Tutte le carte indicano la presenza di una strada che inizierebbe
presso case Tuè, ma io non l'ho trovata. Fatto così presenta un
lungo tratto laborioso e difficile (dal km 2,2 al km 4,5).
29 - Discesa dal Monte Antola a Pentema
Aggiornamento: 12/2004
Descrizione.
Dalla Cappella sotto alla vetta seguiamo la mulattiera lasciando a sinistra il
rifugio (FIE
e
).
Proseguiamo in discesa, in comune con l'itinerario 5.
In corrispondenza di un tavolo (km 0,6) lasciamo a sinistra il sentiero per Bavastrelli
percorso dall'itinerario 6 della Val Trebbia
e proseguiamo diritti, in piano.
Superiamo una discesa piuttosto dissestata che termina ad un colletto con tavoli
(km 2) dove lasciamo a destra il sentiero per Piancassina. Affrontiamo un tratto
in salita, non interamente ciclabile, ed usciamo sul tratto pianeggiante che costeggia
Casa Picetto.
Poco dopo la costruzione incontriamo un bivio (km 2,6). Lasciamo il sentiero che
prosegue per Torriglia e scendiamo a destra (FIE
).
Il sentiero scende in diagonale, con qualche passaggio non ciclabile e raggiunge
la Costa della Gallina in località Colletta (km 3,7) dove sorge una Cappella.
Lasciamo a sinistra sia il raccordo per Torriglia sia la variante 29.1 e proseguiamo
sul sentiero che segue il crinale. Ad un colletto ci portiamo sul versante Pentema
e seguiamo un percorso panoramico. Ci riportiamo sul versante Valbrevenna e scendiamo
nel bosco di castagni. Una breve e ripida salita ci porta su un crinale secondario
(km 6,7).
Attraversiamo un tratto non difficile e poi affrontiamo una ripida discesa con
tornantini che ci porta al temine della Costa (km 7,2).
Qui lasciamo il sentiero che prosegue diritto e svoltiamo a sinistra in un sentiero
minore (FIE
,
itinerario 1 al contrario).
Il sentierino presenta qualche saliscendi, poi sale allo spiazzo antistante della
Chiesa della Madonna della Guardia (km 8,2).
Seguiamo la mulattiera che scende a fianco della chiesa. Su buon fondo e pendenza
non eccessiva perdiamo quota con l'unica difficoltà di qualche interruzione
per frane e torrenti.
Superiamo una risalita e poi in discesa proseguiamo uscendo sulla piazza al di
sopra del paese di Pentema (che merita una visita; km 10).
Dislivello: 750 m.
Ciclabilità: 92%
Osservazioni:
Asfalto:
Variante 29.1. Discesa via I Buoni.
Dalla Cappella dei Bucci si dipartono più sentieri. Prendiamo quello che
scende deciso a sinistra (FIE
).
La discesa avviene su una buona mulattiera, spesso con fondo selciato ma decisamente
ripida. La mulattiera va a sinistra, ridotta a sentiero poco pendente.
L'ultimo ripido tratto termina alle prime case di I Buoni (Km 0,9). Svoltiamo
a destra e seguiamo la strada per meno di 100 metri fino al tornante dove prendiamo
il sentiero FIE. Svoltiamo a destra al primo bivio. Poco dopo la mulattiera scende
ripida, proseguiamo per un po' con percorso quasi pianeggiante poi iniziamo la
discesa finale.
La mulattiera è decisamente ripida, ma larga e con fondo quasi sempre buono
per cui permette di superare in sella anche i tratti più ripidi. Superiamo
una cabina elettrica e raggiungiamo l'asfalto alle porte di Pentema (km 4).
Questa variante potrebbe essere utilizzata in salita raggiungendo I Buoni con
la strada asfaltata. La salita fino al Colletto è praticamente impedalabile
(900 m di sviluppo e 155 m di dislivello) mentre la prosecuzione fino a casa Picetto
presenta qualche tratto non ciclabile. Infine il tratto sul crinale non è
ciclabile per un buon tratto dopo l'incrocio col sentiero da Piancassina. Complessivamente
la ciclabilità in salita del tratto I Buoni-Rifugio è inferiore
all'80%.
30 - Anello di Sarissola
Aggiornamento: 1/2005
Descrizione.
Dalla rotatoria al centro di Sarissola prendiamo la strada per Bandia (indicazioni
stradali). La strada sale passando nei pressi della chiesa e guadagna quota con
qualche tornante. In corrispondenza di un cartello con limitazioni di sagoma lasciamo
l'asfalto e prendiamo a sinistra una sterrata pianeggiante (km 0,9).
La strada scende leggermente, risale poi scende per attraversare il fiume su un
ponticello. La salita diviene più impegnativa ma facilitata dal fondo in
cemento. Questa parte di salita termina sui prati antistanti alcune cascine (km
2; case Gruppalino).
Proseguiamo diritti ed affrontiamo una ripida salita non interamente ciclabile.
La strada sale nel castagneto e presenta numerosi e ripidi strappi alternati a
tratti pianeggianti.
Raggiungiamo il punto più alto (km 4,2) in corrispondenza di un incrocio
dove andiamo a destra in discesa. La strada porta ad un altro incrocio dove scendiamo
a destra e raggiungiamo l'asfalto (km 4,5).
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la strada asfaltata che sale fino a confluire
in una strada maggiore (km 5). Svoltiamo a sinistra e saliamo per poco; scolliniamo
e scendiamo alla chiesa sul Valico di Bastia (km 5,55).
Dal Valico di Bandia torniamo indietro sulla strada percorsa all'arrivo e superiamo
l'incrocio lasciando a destra la discesa dell'itinerario di salita (km 6,1) e
proseguiamo diritti.
Raggiungiamo alcune case (case Olivieri) e lasciamo l'asfalto in corrispondenza
del tornante verso sinistra (km 6,5).
L'ampia sterrata si mantiene sul crinale e raggiunge un cantiere dove inizia a
scendere sulla destra e raggiunge un quadrivio (km 7,2).
Svoltiamo a sinistra e, in ripida discesa, arriviamo sull'asfalto tra le case
di Salvarezza (km 7,4).
Seguiamo l'asfalto a destra per pochi metri e prendiamo una sterrata che sale
a destra, chiusa da una sbarra. Subito dopo trascuriamo una strada che sale a
destra e proseguiamo diritti.
La strada sale senza pendenze eccessive. Incontriamo due incroci dove teniamo
sempre la strada diritta e principale. Qualche metro in discesa ci porta alla
chiesetta in vetta al monte Carmo (km 8).
Torniamo indietro per 150 metri e svoltiamo a sinistra e poi subito dopo ancora
a sinistra. La strada forestale scende piuttosto ripida e porta ad alcune strade
forestali dove proseguiamo senza cambiare direzione.
La strada arriva sull'asfalto (km 9,2) dove andiamo a destra. Incontriamo il bivio
dove è iniziato l'itinerario e proseguiamo scendendo al centro di Sarissola
(km 10,3).
Dislivello: 320 m in salita.
Ciclabilità: 99%
Asfalto: 40%
Osservazioni: itinerario che consente altre soluzioni e varianti.
31 - Discesa dal monte Leco a Voltaggio
Aggiornamento: 3/2005
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo seguendo la strada di accesso. Superiamo l'incrocio con
l'alta via dove i segnavia
,
,
si aggiungono al nostro
e proseguiamo la discesa.
Arriviamo ad incrociare la pista forestale in corrispondenza di alcuni cartelli
segnaletici (km 2,2). Lasciamo la strada e tutti i segnavia per svoltare a sinistra
nella pista. Con facile percorso attraversiamo la foresta, inizialmente in lieve
salita, poi in netta discesa.
Raggiungiamo una strada sterrata (km 5) che seguiamo a sinistra.
In leggera salita seguiamo la strada che termina alle case Crovi (km 5,7). Attraversiamo
il cortile (cani) e proseguiamo oltre su una stradina campestre.
Scendiamo ad attraversare un ruscello e poi saliamo ad un bivio (km 6,1) dove
andiamo a destra.
La strada scende ripidamente per poche decine di metri, poi sale e raggiunge i
ruderi di una casa (km 6,25).
Attraversiamo di fronte alla casa e scendiamo su una strada forestale. Trascuriamo
alcune deviazioni evidentemente fuorvianti e raggiungiamo un bivio (km 6,5). Lasciamo
la stradina e prendiamo a sinistra.
Il percorso diventa un sentiero, largo ma invaso da foglie e rametti. Scendiamo
ed attraversiamo una zona bagnata. Superiamo qualche tratto a piedi a causa degli
alberi ed avanziamo costeggiando una recinzione. Una leggera salita ci porta al
cancello della recinzione e poi su una strada sterrata (km 7).
Prendiamo il ramo che scende. La discesa è veloce e la strada termina sull'ampia
sterrata delle Acquestriate (km 8,4).
Svoltiamo a destra e scendiamo al ponticello che attraversa il Lemme ed usciamo
sulla strada provinciale (km 8,6).
Svoltiamo a sinistra e proseguiamo su asfalto fino a Voltaggio (km 13,4 all'ingresso
sud).
Dislivello: 750 m.
Ciclabilità: >99%
Asfalto: 36%
Osservazioni: la vetta del monte Leco è raggiungibile con la
stradina selciata che parte dal Passo della Bocchetta. Sono quasi 3 km con pendenza
piuttosto sostenuta.
32 - Discesa dal monte Antola a Chiappa
Aggiornamento: 4/2005
Descrizione.
Dalla cappelletta posta sotto alla cima scendiamo a sud passando dietro all'ex
rifugio (segnavia FIE
e
tra gli altri). Il largo sentiero scende e raggiunge il bivio dove scende a sinistra
la mulattiera per Bavastrelli (km 0,6).
Proseguiamo diritti passando a fianco della panca. Dopo un tratto pianeggiante
il sentiero scende ripido e dissestato nella faggeta.
Attraversiamo un tratto pianeggiante e scendiamo ad un valico con area pic-nic
(Colletto delle Cianazze; km 2).
Qui abbandoniamo il sentiero che prosegue e svoltiamo a destra entrando in un
sentiero segnalato con
.
Dopo una leggera salita il sentiero scende, poi svolta a sinistra per attraversare
un piccolo ripiano.
Scendiamo con diagonali e qualche ampio tornante e raggiungiamo un incrocio (km
3). Lasciamo a sinistra la mulattiera per Piancassina e svoltiamo a destra.
La mulattiera è pianeggiante, poi in leggera salita. L'andamento sarà
lungamente caratterizzato da lunghi tratti poco pendenti ed altri in discesa anche
ripida.
In questo modo scendiamo ad alcune case diroccate (case Libia; km 4,2). Le attraversiamo,
disturbati dalla vegetazione, poi attraversiamo una placca rocciosa ed entriamo
in un tratto infrascato da arbusti che ci costringono in parte a piedi.
Al termine di questa zona riprendiamo a scendere sull'ampia mulattiera e raggiungiamo
una cappelletta (km 5,3).
Percorriamo ancora un tratto quasi pianeggiante e poi cominciamo la discesa finale
verso le visibili case del paese.
In prossimità delle case incontriamo un'altra mulattiera e scendiamo ad
un bivio con una croce. Andiamo a destra seguendo il segnavia ed entriamo in paese.
Per orientarci tra le strette stradine scalinate seguiamo il segnavia che conduce
in basso e poi si dirige a destra. Qui lo abbandoniamo per andare a sinistra (inizialmente
segnavia FIE
)
uscendo sul piazzale del parcheggio (km 7).
Dislivello: 700 m.
Ciclabilità: >98%
Asfalto: -%
Osservazioni:
33 - Discesa dal monte Antola a Chiappa, 2
Aggiornamento: 4/2005
Descrizione.
Dalla cappelletta posta sotto alla cima scendiamo a sud passando dietro all'ex
rifugio (segnavia FIE
e
tra gli altri). Il largo sentiero scende e raggiunge il bivio dove scende a sinistra
la mulattiera per Bavastrelli (km 0,6).
Proseguiamo diritti passando a fianco della panca. Dopo un tratto pianeggiante
il sentiero scende ripido e dissestato nella faggeta.
Quando il sentiero inizia a pianeggiare o poco prima (km 1,2) lo abbandoniamo
e saliamo a destra senza sentiero o con poche tracce. 200 metri di impedalabile
salita portano sullo spartiacque con la val Brevenna.
Ci troviamo sulla spalla che scende dal monte Cremado, ai piedi della ripida salita
della cresta sud.
Superiamo una recinzione di filo spinato e scendiamo dalla parte opposta su un
evidente sentierino.
La discesa porta in un avvallamento che costituisce la parte elevata del pascolo.
Attraversiamo al meglio, su tracce evidenti, evitando di perdere quota.
Nel bosco il sentiero si allarga a mulattiera e proseguiamo giungendo nei pressi
del crinale.
Svoltiamo a sinistra e scendiamo seguendo il crinale.
In basso a sinistra notiamo varie tracce di sentiero che corrono parallele al
nostro percorso; vanno tutte bene e si riuniscono tutte al di sopra dei visibili
Casoni.
Il percorso sul crinale termina ad una selletta (km 2,8). Scendiamo a sinistra
e continuiamo, scegliendo una traccia qualsiasi, la traversata, ora sotto cresta.
Il sentiero diviene mulattiera con evidente bordatura in pietra e scende effettuando
un tornante.
Quando il tracciato viene invaso da piante spinose lo lasciamo per scendere a
destra per tracce di sentiero che attraversano il pascolo e portano ai Casoni
di Lomà (km 3,5).
Prendiamo la mulattiera pianeggiante che va a destra. Poco dopo la mulattiera
scende e si porta su una spalla.
Presso alcuni ruderi (km 4,3) la mulattiera si porta sul versante settentrionale
e scende rapidamente.
Ritorniamo sul versante meridionale ed effettuiamo un tornante. La veloce discesa
ci porta ad incrociare un'altra mulattiera dove incontriamo il segnavia FIE
seguito dall'itinerario 32 e poi ad un bivio con una croce (km 5,9).
Andiamo a destra seguendo il segnavia ed entriamo in paese.
Per orientarci tra le strette stradine scalinate seguiamo il segnavia che conduce
in basso e poi si dirige a destra. Qui lo abbandoniamo per andare a sinistra (inizialmente
segnavia FIE
)
uscendo sul piazzale del parcheggio (km 6,2).
Dislivello: 680 m
Ciclabilità: >96%
Asfalto:
Osservazioni: il punto dove occorre lasciare il sentiero segnalato è
di difficile individuazione. Per il resto è un bel percorso.
34 - Traversata da Piancassina a Casareggio
Aggiornamento: 5/2005
Descrizione.
Dalla piazzetta seguiamo il segnavia FIE
e saliamo a sinistra prendendo la mulattiera che costeggia le case.
Tra le case andiamo diritti ed usciamo dal paesino su un sentiero sul margine
dei prati.
Il percorso è pianeggiante ma il sentiero è stretto e alto sul prato
sottostante.
Proseguiamo e scendiamo ad immetterci in un sentiero più largo, presso
un abbeveratoio.
Raggiungiamo un bivio dove teniamo la sinistra ed andiamo ancora a sinistra (sempre
segnavia) a quello che incontriamo dopo qualche metro.
Il sentiero raggiunge una zona di prati invasi da cespugli dove la traccia si
fa poco evidente. Possiamo scendere a sinistra proseguendo poi in piano, oppure
possiamo salire a destra, proseguire in piano e poi scendere un salto roccioso.
In ogni caso arriviamo ad un fienile (km 1).
Il sentiero prosegue con una discesa, sempre stretto e su ripide scarpate. Gli
attraversamenti di zone franate o rovinate dalle acque costringono a frequenti
passaggi a piedi.
Passiamo a fianco di un rudere (km 1,8) e continuiamo la discesa che ci porta
ad un cancelletto (km 2,6).
Al di là il sentiero si allarga e migliora. Scendiamo al cancello di uscita
dal pascolo e riprendiamo a salire incontrando qualche tratto franato.
Ormai alle porte di Chiappa superiamo una cappelletta ed entriamo tra le case
(km 3).
In paese seguiamo il segnavia per orientarci tra le strettissime strade. Superiamo
un abbeveratoio e poi scendiamo per uscire dal paese su una buona mulattiera.
Dopo un tratto in discesa il percorso sale ad una spalla (km 3,6) dove proseguiamo
a sinistra. Scendiamo per poi salire ad una cappella. Un tratto quasi pianeggiante
di 200 m ci porta ad un'altra spalla dove dobbiamo fare attenzione a svoltare
decisamente a sinistra, in ripida discesa.
La discesa non è difficile ma disturbata da rami e pietre nascosti sotto
allo strato di foglie.
Dopo 150 metri prendiamo il sentiero pianeggiante a destra, sempre sul segnavia
.
Un tratto in discesa ci porta a guadare un rio (km 5,15) presso i ruderi di un
mulino e di un ponte.
Il sentiero passa tra i ruderi e pianeggia fino ad un ruscello. La salita che
segue è impedalabile e porta al bivio con la mulattiera per Tonno (km 5,45).
Proseguiamo sulla sinistra su sentierino in leggera salita che poi scende ad un
guado (km 5,8).
Proseguiamo in salita, superando zone franate che ci costringono a piedi. Dopo
aver superato un ruscello ci inerpichiamo per attraversare un pendio franoso ed
usciamo su una mulattiera che, in breve, ci porta sull'asfalto (km 6,3), alle
porte di Casareggio.
Dislivello: discesa 360 m; salita 160.
Ciclabilità: 88%
Asfalto:
Osservazioni: Percorso difficile perchè il sentiero è stretto
e, molto spesso, sovrasta salti alti e pericolosi. I numerosi ruscelli hanno provocato
interruzioni che costringono a piedi e non sono del tutto sicure. Un grosso masso
mi è precipitato davanti da uno di questi canali proprio mentre mi preparavo
ad attraversarlo.
Il guado al km 5,15 è insuperabile in caso di piena.
Nota.
Dopo Casareggio il sentiero
prosegue, ma è impedalabile e faticoso. Sconsigliabile. Poichè me
lo sono fatto ne do di seguito un breve accenno, almeno saprete quello che vi
siete persi.
Saliamo alle case di Casareggio e, al lavatoio, iniziamo una ripida salita che
porta fuori dal paese e raggiunge una spalla. Dopo un breve tratto ciclabile il
sentiero sale con strappi impedalabili. In discesa arriviamo ad un ruscello. Una
salita faticosa ci porta a i ruderi di Pian dei Curli. Superiamo rovine, alte
ortiche. Al lavatoio possiamo pedalare per 50 metri. Affrontiamo un ripido sentiero,
dissestato, con molto rami. La impedalabile salita termina sul crinale. Il sentiero
scende in cattive condizioni, attenzione a non smarrire il segnavia in questa
discesa ed attenzione ad un cavo di acciaio che incontriamo due volte. La discesa
termina all'oratorio di Pareto (km 3,2 di cui 1,6 non ciclabili).
Saliamo su asfalto per poi scendere a Caselline. Prendiamo a destra il sentiero
che è facile fino ad un ruscello e poi sale impedalabile uscendo su asfalto
in vista di Porcile (sono altri km 2,1; di sentiero 750 m di cui 500 non ciclabili).
35 - Traversata da Crocetta d'Orero al Santuario della Vittoria
Aggiornamento: 3/2005
Descrizione.
Da Crocetta di Orero seguiamo la stradina asfaltata in direzione di Costa di
Orero. Arrivati alle case incontriamo una chiesetta (km 1,2) dove svoltiamo
a destra (cartello con bicicletta). Dopo poche decine di metri lasciamo l'asfalto
e svoltiamo a destra in una mulattiera.
Stiamo seguendo l'itinerario 13 al contrario.
Al termine della mulattiera incontriamo i segnavia FIE
,
,
ed entriamo nel bosco salendo a sinistra. Con bel percorso (quando non ci sia
troppo fango) arriviamo allo scollinamento (km 2,8).
La discesa presenta qualche passaggio disturbato dalla vegetazione. Arriviamo
ad un valico (km 3,2) dove proseguiamo diritto trascurando le due strade laterali.
La mulattiera segue il crinale con qualche saliscendi. Una salita ci porta ad
un bivio (km 4). Il sentiero segnalato e l'itinerario 13 vanno a destra, noi
andiamo a sinistra prendendo un sentiero che all'inizio è un po' nascosto.
Il sentiero scende e costeggia un recinzione. Superiamo un tratto in salita
poi andiamo quasi in piano ed infine scendiamo nei pressi di una casa. Incontriamo
una larga strada sterrata ed un quadrivio (km 5).
Qui passa l'itinerario 14. In comune con questo svoltiamo a destra. Seguiamo
l'ampia strada che inizialmente scende e poi sale per uscire sull'asfalto alle
case di Vittoria. Saliamo a destra raggiungendo il Santuario (km 7,2).
Dislivello: 220 m.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 19%
Osservazioni: buona alternativa all'itinerario 14.
36 - Discesa dal Santuario della Vittoria a Casella
Aggiornamento: 3/2005
Descrizione.
Dal Santuario scendiamo sulla strada mattonata che scende alle case raggiungendo
un quadrivio con pilone votivo.
Iniziamo a salire seguendo i segnavia FIE
,
,
.
La salita è ripida, inizialmente asfaltata. Saliamo rapidamente poi la
pendenza si attenua e proseguiamo facilmente.
Superando qualche strappo usciamo in una zona con pascoli e raggiungiamo il punto
più alto (km 1,1).
Il sentiero scende nel bosco per uscire poi su dei prati con bella vista su Casella.
La discesa diventa ripida e difficile per un breve tratto poi il sentiero confluisce
sulla mulattiera che arriva da Gualdrà (km 1,7).
In comune con l'itinerario 13 seguiamo la mulattiera che corre sul crinale.
Dopo qualche saliscendi arriviamo ad un valico (km 2,75) dove si incrociano vari
sentieri.
La sterrata a destra scende alla vicina strada asfaltata, il sentiero di fronte
va ad Orero. Noi svoltiamo a sinistra seguendo il segnavia
.
Dopo essere salito per qualche metro il sentiero scende deciso nel bosco. Facendo
attenzione ai rametti seguiamo il tracciato che si allarga a strada forestale.
La discesa è ripida ma priva di difficoltà e non presenta problemi
di orientamento. Ormai in vista delle case incontriamo un bivio (km 4,25) dove
teniamo la destra, sempre sul segnavia, e scendiamo all'asfalto (km 4,4).
Andando a destra possiamo raggiungere la tangenziale di Casella a circa 700 metri,
andando a sinistra raggiungiamo Besolagno a circa 600 metri.
Dislivello: 260 min discesa.
Ciclabilità: 99%
Asfalto: 28%
Osservazioni: solo in questo senso.
37 - Discesa dal monte Porale a Ronco
Aggiornamento: 4/2005
Descrizione.
Dalla sommità scendiamo in direzione nord, costeggiando una recinzione.
La discesa è segnata da tracce di passaggio, poi la traccia diventa evidente
nel risalire un dosso.
Con piacevole discesa ai margini del bosco arriviamo sulla sterrata che taglia
il versante (km 0,5), esattamente in corrispondenza dell'incrocio per il monte
Alpe.
Svoltiamo a destra e seguiamo l'ampia sterrata in leggera salita e poi in discesa.
Arriviamo sull'asfalto alla Cappella di Tana d'Orso (km 1,95).
Scendiamo a destra e scendiamo seguendo la strada asfaltata raggiungendo un incrocio
(km 2,75) dove svoltiamo a sinistra. Con veloce discesa arriviamo alle case Banchetta
ed entriamo tra le case. Al bivio (km 3,2) lasciamo l'asfalto che sale e scendiamo
a sinistra su un'ampia sterrata.
In costante, leggera discesa la strada attraversa il bosco. Ad un bivio (km 4,1)
teniamo la destra andando in leggera salita.
Raggiungiamo un casolare (loc. Novella; km 4,5) dove prendiamo la strada a destra.
Superiamo un altro bivio salendo a sinistra e raggiungendo il crinale.
La strada scende e raggiunge un traliccio dell'alta tensione (km 5,45). A destra
lasciamo la strada che scende a Borgo Fornari ed andiamo diritti. Raggiungiamo
un altro traliccio e proseguiamo sul sentiero che passa sotto alla struttura.
Il sentiero scende ad una selletta e poi risale, ripido ed impedalabile, uscendo
su un crinale (km 6,6). Scendiamo ripidamente e di nuovo saliamo, passiamo presso
un piccolo traliccio ed iniziamo la discesa definitiva.
Arriviamo ad un bivio (km 7,15). A sinistra vedi nota. Scendiamo
a destra. Il percorso è reso difficile dalle pessime condizioni della mulattiera.
Con qualche tratto a piedi superiamo il tratto più ripido. Con percorso
quasi pianeggiante arriviamo quasi alle prime case ma dobbiamo scendere ancora
un breve tratto molto rovinato prima di uscire in paese (km 8).
Scendiamo a destra ed usciamo sulla SP 35. La stazione FS è a sinistra
a meno di un chilometro.
Dislivello: 470 m.
Ciclabilità: 96%
Asfalto: 22%
Osservazioni: la vetta del monte Porale viene salita dalla sella Alpe/Porale
con una salita di circa 500 metri, ciclabile per metà.
Nota importante. Mi è stato detto che è
consigliabile seguire il sentiero che al bivio va a sinistra. Inizialmente è
pianeggiante, poi sale per superare un crinale e scende in paese. Non l'ho percorso,
ma sarà certo migliore della disastrata mulattiera.
38 - Salita da Vobbia al Patriarca
Il Patriarca non è una località ma un gigantesco castagno.
Aggiornamento: 4/2005
Descrizione.
Dal ponte di Vobbia seguiamo la strada per Mongiardino che, in leggera salita,
costeggia il torrente. Arrivati al ponte Scaglione (km 1) lo attraversiamo e svoltiamo
a sinistra seguendo le indicazioni per Arezzo.
La strada asfaltata sale senza particolari difficoltà. Superiamo le case
di Inserumi e raggiungiamo un bivio alle porte di Arezzo (km 4,1).
Lasciamo la strada che va in paese e saliamo a destra raggiungendo la chiesa.
Proseguiamo e, dopo pochi metri, svoltiamo a destra in una strada con fondo di
cemento (km 4,3).
Al termine del cemento la salita diventa troppo ripida e dissestata e proseguiamo
a piedi raggiungendo una spalla.
La strada prosegue a sinistra, ma il tratto facile dura poco. Affrontiamo una
serie di ripide ed impedalabili rampe, alternate a brevi tratti più agevoli
e raggiungiamo un bivio (km 5,5).
Svoltiamo a destra superando l'ennesima impedalabile rampa e proseguiamo faticosamente
fino ad un altro bivio (km 5,8).
Il tratto faticoso è finito. Svoltiamo a destra e seguiamo una facile strada
forestale il lieve salita. Usciti dal bosco iniziamo a scendere sulla comoda sterrata
che termina sull'asfalto (km 8,3).
Svoltiamo a destra e scendiamo a Vallenzona (km 8,7). Andiamo a sinistra sulla
strada asfaltata che sale alle case di Costa. Attraversiamo le case trascurando
le stradine che si staccano ai due lati ed usciamo dal paese, in discesa.
Seguiamo la stradina erbosa che scende fino a raggiungere il torrente (km 10,5).
La strada prosegue oltre il guado e sale nel bosco presentando solo qualche strappo
più ripido.
Con un breve tratto pianeggiante raggiungiamo lo spettacolare castagno, impossibile
non notarlo (km 11,9).
La strada termina poco più avanti.
Dislivello: 500 m salita e 250 in discesa.
Ciclabilità: 94%
Asfalto: 44%
Osservazioni: totalmente ciclabile in senso contrario.
39 - Discesa dal Monte delle Figne a Voltaggio
Aggiornamento: 8/2005
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo all'insellatura e saliamo alla seconda vetta. Proseguiamo
sul crinale fino al suo termine (km 0,35; segnavia FIE
).
Il sentiero scende ripidissimo e dissestato sul versante settentrionale. Scendiamo
come meglio possiamo e raggiungiamo una sterrata dove terminano le difficoltà
(km 1).
Proseguiamo sulla sterrata che scende veloce e gradatamente migliora. Raggiungiamo
Casa Carrossina (km 3) e proseguiamo raggiungendo un bivio (km 3,2).
Lasciamo i segnavia e scendiamo a destra. La sterrata scende per poi salire. Raggiungiamo
i ruderi di una cascina (km 5) e scendiamo ripidamente. La strada presenta ancora
una breve salita e poi scende verso il fondovalle.
Lasciamo a destra una grande cascina (km 8) e proseguiamo sulla strada che raggiunge
la provinciale in corrispondenza di un ponticello (km 8,8).
Voltaggio è a sinistra a circa 4 km.
Dislivello: 900 m in discesa.
Ciclabilità: 100%
Asfalto: 30%
Osservazioni:
40 - Discesa dal m. Maggio a Savignone, 2
Aggiornamento: 11/2005
Descrizione.
Seguiamo la cresta che costituisce la vetta ed il segnavia FIE (
).
I primi metri sono facili, poi inizia una ripidissima discesa nel bosco che costringe
a superare a piedi i tratti più scabrosi. Superiamo una sella e saliamo
seguendo il sentiero che attraversa lungamente a mezzacosta la montagna.
E' un percorso quasi interamente ciclabile a parte qualche breve, ripida salita.
Una decisa discesa ci porta a confluire su un sentiero più largo (km 2,5)
dove un cartello indica la vetta del m.Maggio. I segnavia svoltano a destra per
andare a Crocefieschi, noi svoltiamo a destra (fin qui in comune con l'itinerario 26).
Il largo sentiero scende, con scarsa pendenza. Dopo un tratto con qualche saliscendi la discesa diventa decisa. Superiamo un costone roccioso (catene) ed una sassosa discesa che ci porta ad un incrocio (km 3,4), ormai prossimi alla strada asfaltata.
Scendiamo a sinistra abbandonando il segnavia ed attraversando un prato. Con ripida
discesa entriamo nel bosco e continuiamo a scendere sul sentiero che porta ad
una casa dove seguiamo una stradina con fondo in cemento (km 4,2).
Dopo circa 100 metri svoltiamo a sinistra entrando su una strada forestale. Dopo
un lungo tratto con andamento a saliscendi la strada scende ripida e termina sull'asfalto
alle case di Inagea (km 7,2).
Trascuriamo la larga strada a sinistra e svoltiamo nella seconda, vicina al torrente.
Passiamo di fronte ad una casa ed attraversiamo una sbarra. Dopo aver attraversato
un piazzale saliamo brevemente uscendo su una strada asfaltata (km 7,4).
L'area chiusa dalla sbarra è evitabile: vedi nota.
Seguiamo in salita la larga sterrata che raggiunge numerosi capannoni industriali.
La strada termina e proseguiamo su ripida sterrata che sale con un paio di curve.
La pendenza diminuisce e la strada diviene una comoda forestale che attraversa
lungamente il versante sinistro orografico della valle.
Con salita più ripida guadagnamo quota e raggiungiamo l'asfalto alle prime
case di Costalovaia (km 10).
In salita raggiungiamo una strada maggiore e la seguiamo costantemente fino a
Gabbie per poi scendere a Savignone (km 12).
Dislivello: 650 m in discesa.
Ciclabilità: 96%
Asfalto: 27%
Osservazioni:
Nota 1: per evitare l'attraversamento dell'area sbarrata
scendiamo sulla strada provinciale e la seguiamo a sinistra finchè incontriamo
a sinistra via Costalovaia (molte indicazioni di aziende; 400 metri da Inagea).
Svoltiamo e seguiamo questa larga strada.
41 - Discesa dal m. Tobbio a Voltaggio
Aggiornamento: 11/2005
Descrizione.
Al passo prendiamo il largo sentiero che scende in direzione nord (segnavia FIE
e
). Il sentiero inizialmente è facile ma ben presto diventa sassoso e dissestato costringendo spesso a scendere di sella.
Quando lasciamo a sinistra il sentiero per il Valico degli Eremiti
(km 1) le difficoltà diminuiscono. Il sentiero alterna tratti in discesa con qualche facile salita.
Incontriamo ancora qualche passo difficile, ma possiamo restare sempre in bici.
Il sentiero si allarga a strada forestale che porta ad un bivio (km
4,7) dove incontriamo un percorso natura. Seguiamo la strada a destra, abbandonando il segnavia.
La strada esce sull'asfalto (km 5,4). Scendiamo a sinistra raggiungendo Voltaggio al ponte meridionale (km 5,8).
Dislivello: 550 m
Ciclabilità: 90%
Asfalto: 7%
Osservazioni: tutte le misure sono riferite alla discesa a partire dal Passo della Dagliola. Dalla vetta a lì sono circa 1500 metri poco ciclabili e 240 m di dislivello.
Altre possibilità
- Per altre soluzioni da case Carossina e passo Dagliola vedi Praglia