- Traversata da Riva a Moneglia
- Traversata da Sestri Levante a Riva
- Salita da Lavagna al monte Capenardo
- Discesa dal monte Capenardo a Cavi
- Traversata dalla val Graveglia a Sestri Levante
- Traversata da Riva Trigoso a Casarza
- Raccordo La Fornace - Moneglia
- Discesa dal monte Capenardo a Lavagna
- Traversata da Lavagna a Sestri
- Altri percorsi
1 - Traversata da Riva a Moneglia
Aggiornamento: 12/2002
Percorso:
Raggiungiamo l'estremità orientale di Riva, superando la zona industriale e raggiungendo
la strada asfaltata per Moneglia.
Svoltiamo a sinistra raggiungendo un bocciodromo ed il cimitero. (Questa strada
proviene dalla Statale del Bracco e si può quindi arrivare fin qui in senso opposto).
Di fronte al bocciodromo ed a fianco del cimitero sale una stretta rotabile asfaltata
(segnavia FIE
;
km 1).
Guadagnamo quota con qualche tornante; la strada diviene sterrata e continua a
salire. La pendenza poi diminuisce e c'è anche qualche tratto in lieve
discesa.
Raggiungiamo così la testata della valletta, su una panoramica cresta alta sul
mare (km 3).
Prosegue sulla strada che si trasforma in mulattiera, ciclabile ancora per 200
metri. Poi la salita diventa ripida e faticosa e termina ad un bivio (km 3,5).
Il sentiero a sinistra prosegue l'ascesa non ciclabile, noi andiamo a destra,
in leggera discesa, raggiungendo la torre di avvistamento a poca distanza da punta
Baffe (km 3,7); vale la pena di deviare brevemente a destra per raggiungere la
punta.
Dal bivio nei pressi della torre svoltiamo a sinistra e superiamo un tratto di
salita ripido.
Incrociamo il sentiero che sale dal bivio precedente e la pendenza decresce. La
salita prosegue in sella fino a raggiungere uno slargo con panche (km 5). Qui
si dipartono tre sentieri.
A sinistra scende il sentiero che ritorna a Riva (variante 1.1;
segnavia FIE
);
di fronte sale il sentiero diretto al monte Moneglia. A destra va invece il nostro
sentiero per Moneglia.
Il tracciato non presenta grandi dislivelli mantenendosi a mezza costa. Occorre
però affrontare qualche ripido saliscendi per attraversare i rivi che tagliano
il versante; il sentiero è stretto e richiede qualche attenzione.
Saliamo per 300 metri, poi scendiamo ad attraversare un impluvio. Il tratto che
segue è caratterizzato da ripidi saliscendi ed è il meno ciclabile,
superiamo un altro impluvio. Sulla spalla seguente incontriamo il sentiero costiero
che proviene direttamente da Punta Baffe (km 6,7).
Proseguiamo diritti ed arriviamo su una spalla attrezzata con fontanella e panche
(km 7,1) e poco dopo arriviamo sull'ultima spalla (km 8).
Qui il sentiero svolta nettamente verso nord e scende costeggiando una prima casa.
Segue un tratto in discesa abbastanza ripido che termina ad una selletta dove
si separano tre sentieri (colle di Casa venino; km 8,7).
Scendiamo a destra un breve tratto ancora ripido che conduce, in pochi metri,
all'asfalto.
La discesa su asfalto è ripida e conduce ad un albergo dove incontriamo un bivio.
La strada a sinistra porta nei pressi della stazione, noi proseguiamo la discesa
sulla strada a destra arrivando al campo sportivo, sulla spiaggia (km 9,7).
Per raggiungere il paese due possibilità:
- Prendere la stradina pedonale che si stacca a sinistra dall'ultimo tornante
e che sale scalinata per superare il promontorio e scendere in paese.
- Arrivare al termine della strada. Ci si immette nella sede della vecchia
ferrovia, ora strada. Si deve superare la galleria (senso unico alternato
semaforizzato).
Questa strada, nell'opposta direzione, riporta a Riva all'inizio del nostro
percorso, ma mi sento di sconsigliarla per la presenza delle strette gallerie
semaforizzate.
Dislivello: 440 m
Ciclabilità: 90%
Osservazioni: Tra i percorsi dei promontori è il più ciclabile. In senso
opposto forse lo è un po' meno.
Nota importante: questi stretti sentieri costieri sono molto frequentati
dagli escursionisti. Occorre procedere con estrema cautela presso le curve cieche
e sarebbe meglio evitare i periodi di maggiore frequentazione.
Variante 1.1:
Sconsigliabile in salita. Sul percorso principale la difficoltà è
concentrata in un tratto, qui invece è distribuita in numerosi segmenti
più brevi, ma complessivamente è meno ciclabile.
Dal quadrivio con panche prendiamo il sentiero che scende verso Riva (NW). I primi
100 metri sono ripidi e dissestati poi diviene abbastanza ciclabile (in discesa)
anche se presenta qualche tratto difficile. Raggiungiamo un strada sterrata (km
1,6) che seguiamo in salita, poco dopo diventa asfaltata. La discesa termina sulla
provinciale (km 2,7) che seguita a sinistra ci riporta alla bocciofila e poi in
centro a Riva (km 3,8).
2 - Traversata da Sestri Levante a Riva
Aggiornamento: 4/2001
Percorso:
Si raggiunge il centro storico entrando in via 25 Aprile, vietata alle auto.
Prestate attenzione ad un vicolo che inizia sotto ad un voltino, situato a destra
per chi salga dal mare, che reca una freccia in ceramica con l'indicazione "punta
Manara" e FIE
.
Occorre salire nel vicolo, svoltando subito a sinistra. La crosa sale con numerose
scalinate e si presenta poco ciclabile. Gradualmente la pendenza diminuisce ed
aumentano i tratti percorribili in sella, nel contempo il panorama si apre.
Il percorso prosegue, con numerosi tratti non ciclabili, fino al bivio per punta
Manara. Si va a destra scendendo ad un edificio (bivacco, ma chiuso; km 2,5) e
di lì a piedi in pochi metri si sale una scala per raggiungere la panoramica punta.
Ritornati al bivio si affronta un tratto in salita per iniziare poi a discendere
fino ad un bivio (km 3,5). Si va a sinistra ancora in discesa fino ad uscire sui
prati ormai vicini alle prime case.
Ancora un tratto di discesa ripida conduce su uno stradellino ed a una casa nei
pressi di una grande antenna. Qui si incontra l'asfalto.
La ripida discesa conduce al borgo di S.Bartolomeo (km 5,5) situato tra Sestri
e Riva.
Dislivello: 200 m
Ciclabilità: non superiore al 50%
Note: La scarsa ciclabilità giustifica questo percorso se inserito in qualche
altro itinerario.
In senso inverso presenta difficoltà simili.
Nota importante: questi stretti sentieri costieri sono molto frequentati
dagli escursionisti. Occorre procedere con estrema cautela presso le curve cieche
e sarebbe meglio evitare i periodi di maggiore frequentazione.
3 - Salita da Lavagna al monte Capenardo
Aggiornamento: 1/2002
Descrizione.
Dal centro di Lavagna prendiamo la strada che si dirige verso l'autostrada.
Arriviamo al cartello segnaletico di S.Salvatore e svoltiamo a destra al semaforo.
Seguiamo le indicazioni per l'Abbazia dei Fieschi.
In salita passiamo vicinissimi all'antico monumento e proseguiamo in salita.
La strada asfaltata sale senza strappi ed arriva a confluire in una strada maggiore
(km 6,5) dove svoltiamo a destra in direzione Cogorno.
Proseguiamo fino ad incontrare una piccola strada che sale a sinistra (km 7,6;
indicazioni per monte S.Giacomo).
Svoltiamo ed andiamo in salita, più ripida. La strada conduce ad un passo
(km 9,9) nei pressi di una chiesetta.
Svoltiamo a destra e prendiamo una stretta stradina che sale ripida ma asfaltata.
Dopo 300 metri l'asfalto termina ed arriviamo ad un quadrivio (km 10,4).
Qui trascuriamo le strade e prendiamo il sentiero (segnavia strisce bianco/rosso).
Il percorso presenta tratti non ciclabili alternando salite e discese. In questo
modo arriviamo in vetta al monte Le Rocchette (km 12). Una discesa piuttosto
sconnessa ci porta ad un valico (km 12,3) munito di abbondante segnaletica.
Nei pressi numerose antiche cave di ardesia.
Proseguiamo sul sentiero che sale fino al crinale e poi prosegue fino alla vetta
del monte Capenardo (km 13,2).
Dislivello: 800 m
Ciclabilità: 98,5%
Osservazioni:
4 - Discesa dal monte Capenardo a Cavi
Aggiornamento: 1/2002
Descrizione.
Dalla vetta del Capenardo scendiamo in direzione levante seguendo il ripido e
corroso sentiero (segnavia FIE
)
che scende ad una sella. Dopo i primi 100 metri il sentiero diviene agevole.
Lo seguiamo evitando le numerose diramazioni minori. Il sentiero si allarga a
mulattiera e scende a confluire su una strada sterrata (km 0,9).
Svoltiamo a destra e proseguiamo con scarsa pendenza fino ad arrivare ad uno slargo
(km 1,9). La strada prosegue in salita (variante 4.1), ma
noi svoltiamo a destra prendendo una strada minore.
Dopo qualche centinaio di metri la strada termina ad un cancello, ma possiamo
proseguire su un comodo ed evidente sentiero pianeggiante (il segnavia è
diventato
).
La pendenza aumenta sempre più, superiamo una selletta, poi riprendiamo
la discesa decisamente ripida e spettacolare. Arriviamo in questo modo ad un incrocio
(km 4,6).
A sinistra andremmo a Sestri. Svoltiamo a destra, in leggera salita ed arriviamo
rapidamente ad una strada asfaltata (km 4,9).
Ci aspetta un'ultima insidia, infatti scendendo interamente sulla strada arriveremmo
ad un cancello che è necessario scavalcare per entrare nella viabilità
normale. In alternativa 100 metri prima del cancello (circa 300 m dall'inizio
asfalto) andiamo a sinistra in un marcato sentiero che scende con qualche scalino
e porta al di là del cancello.
Scendiamo per 200 metri e lasciamo la strada andando diritti ad un tornante (segnali
e cartelli della via storica). Proseguiamo in leggera discesa sul tracciato settecentesco
e raggiungiamo le case di Cavi dove entriamo sull'Aurelia (km 6,5).
La stazione di Cavi è a 500 metri.
Dislivello: 700 m
Ciclabilità: 98,5%
Osservazioni: una delle più belle discese che mi siano capitate,
impegnativa ma percorribile sempre in sella. I passaggi più ripidi sono
addomesticati dal passaggio dei motocross.
Non percorribile in salita. Splendida vista su Sestri.
Variante 4.1: allo slargo dove il percorso principale
svolta a destra proseguiamo diritti, in salita sulla larga strada. Superiamo una
zona attrezzata per pic-nic (variante 4.2) ed iniziamo la discesa.
La strada si mantiene larga e scende con qualche tornante finchè confluisce
sulla strada che collega Villa Loto (a sinistra) con S.Bernardo (km 2,2). Molto
più facile del percorso principale.
Variante 4.2: (sconsigliabile) subito dopo la zona attrezzata
a pic-nic a destra scende un sentiero (segnavia FIE
).
Dopo un primo tratto facile iniziamo a scendere un tratto molto ripido, sconnesso
ed invaso dalla vegetazione. La discesa termina al cimitero. Svoltiamo a sinistra
e siamo a S.Bernardo.
5 - Traversata dalla val Graveglia a Sestri Levante
Aggiornamento: 3/2002
Descrizione.
Saliamo la val Graveglia fino a quando vediamo a destra le indicazioni per Sambuceto.
Lasciamo la strada provinciale ed iniziamo a salire (km 0). La strada sale a tornanti
e conduce alla chiesa di Sambuceto (km 2,3) e prosegue.
Dopo un centinaio di metri la strada diventa sterrata. Al bivio svoltiamo a destra
e proseguiamo in salita. Superiamo una sbarra, poi una catena.
Quando la salita diviene più mite incontriamo una stradina che sale a sinistra
(km 4,5).
Saliamo per 200 metri ed arriviamo al crinale. In basso vediamo Villa Loto che
raggiungeremo.
Svoltiamo a destra e prendiamo la strada in salita che termina dopo pochi metri.
Qui troviamo un sentierino (a sinistra rispetto alla nostra direzione di arrivo)
che scende ripido.
Seguiamo questo sentiero, che è quasi interamente ciclabile, che scende
con andamento diagonale fino alle case superiori di Villa Loto (km 6,6).
Attraversiamo il paese scendendo le numerose scale in direzione della chiesa.
Qui troviamo la strada principale che seguiamo a destra.
La strada attraversa il versante della montagna con leggera ascesa fino ad un
crinale dove incontriamo la variante 4.1 (km 8,2).
Proseguiamo in discesa fino ad una frazione, poi raggiungiamo S. Bernardo e proseguiamo
la discesa fino alle porte di Sestri Levante (km 12,9).
Al semaforo svoltiamo a destra se vogliamo raggiungere il centro.
Dislivello: in salita 420 m; in discesa 500 m.
Ciclabilità: 99,5%
Osservazioni:
6 - Traversata da Riva a Casarza
Aggiornamento: 12/2002
Descrizione.
Raggiungiamo l'estremità orientale di Riva, superando la zona industriale e raggiungendo
la strada asfaltata per Moneglia.
Svoltiamo a sinistra raggiungendo un bocciodromo ed il cimitero. (Questa strada
proviene dalla Statale del Bracco e si può quindi arrivare fin qui in senso opposto).
Di fronte al bocciodromo ed a fianco del cimitero sale una stretta rotabile asfaltata
(segnavia FIE
;
km 1).
Guadagnamo quota con qualche tornante; la strada diviene sterrata e continua a
salire. La pendenza poi diminuisce e c'è anche qualche tratto in lieve
discesa.
Raggiungiamo così la testata della valletta, su una panoramica cresta alta sul
mare (km 3).
Proseguiamo sulla strada che si trasforma in mulattiera, ciclabile ancora per
200 metri. Poi la salita diventa ripida e faticosa e termina ad un bivio (km 3,5).
Il sentiero a sinistra prosegue l'ascesa non ciclabile, noi andiamo a destra,
in leggera discesa, raggiungendo la torre di avvistamento a poca distanza da punta
Baffe (km 3,7); vale la pena di deviare brevemente a destra per raggiungere la
punta.
Dal bivio nei pressi della torre svoltiamo a sinistra e superiamo un tratto di
salita ripido.
Incrociamo il sentiero che sale dal bivio precedente e la pendenza decresce. La
salita prosegue in sella fino a raggiungere uno slargo con panche (km 5). Qui
si dipartono tre sentieri.
Trascuriamo il sentiero per Moneglia, a destra, percorso dall'itinerario 1 e trascuriamo
il sentiero che scende a sinistra.
Prendiamo il sentiero centrale, in moderata salita. Il sentiero è largo
e presenta solo qualche breve tratto più ripido. In questo modo arriviamo
ad una strada sterrata (km 5,5).
La seguiamo in discesa. Arriviamo facilmente ad un agriturismo
(variante) dove troviamo l'asfalto (km 7,2). Scendiamo a destra raggiungendo la
SS del Bracco.
Qui svoltiamo a destra in salita. Superiamo l'incrocio con la strada che scende
a Casarza ed arriviamo in località La Fornace, facilmente riconoscibile
per la discarica di inerti a sinistra (km 9,8).
Immediatamente prima della strada della discarica scende un sentiero con la denominazione
Antica Strada, Montà dei Povei.
Lo prendiamo ed iniziamo la non difficile discesa. Il sentiero si allarga a mulattiera
che mantiene ancora parte dell'antico fondo selciato.
La mulattiera termina su una strada sterrata (km 11,3). La seguiamo in discesa,
raggiungiamo una casa poi una frazione ed il fondo valle.
Costeggiando in piano il torrente arriviamo ad un incrocio dove svoltiamo a sinistra
raggiungendo le case nuove di Casarza Ligure.
Svoltiamo a destra ed attraversiamo il ponte sul Petronio raggiungendo il centro
(km 13).
Dislivello: 430 m.
Ciclabilità: 98%
Osservazioni:
Variante 6.1: Discesa via Macallè.
(sconsigliabile) Dall'agriturismo non svoltiamo a destra
sull'asfalto, ma a sinistra entrando nel sentiero che costeggia la recinzione.
Il sentiero scende e raggiunge la SS del Bracco in corrispondenza dei ristoranti
abbandonati (loc. Macallè; km 0,8).
Seguiamo la stradina che passa tra gli edifici e presto inizia a scendere diventando
ripida. Termina dopo 300 metri presso una casa.
Qui prendiamo il sentiero che attraversa la macchia, ben evidente. Dopo un tratto
in leggera discesa il sentiero diventa ripidissimo ed impedalabile. Scendiamo
rapidamente arrivando sotto ai viadotti autostradali (km 2).
Qui arriva una stradina che seguiamo in discesa raggiungendo l'asfalto, svoltiamo
a sinistra ed arriviamo alla zona industriale di Casarza. Il centro è a
destra a circa 1 km.
7 - Raccordo La Fornace - Moneglia
Aggiornamento: 12/2002
Descrizione.
Dalla località La Fornace sulla S.S. del Bracco (discarica di inerti; sentiero
per Casarza), proseguiamo in salita fino a quando la strada accenna a scendere
(km 0,8). A destra vediamo una strada che scende nei pressi di una casa. La prendiamo.
La strada scende asfaltata, con belle vedute su Moneglia e poco traffico. Raggiungiamo
un incrocio (km 2,1) dove lasciamo la strada principale che fa una curva verso
sinistra ed andiamo diritti.
Arriviamo rapidamente ad un gruppetto di case dove la strada termina (km 2,7).
Attraversiamo le case per prendere il sentiero FIE
.
Il sentiero è inizialmente dissestato, poi si fa buono ma ripido e stretto.
Scendiamo raggiungendo un ruscello (km 3) poi proseguiamo prevalentemente in discesa
ma con qualche risalita. Superiamo un ultimo rivo ed il sentiero sale decisamente
e raggiunge un valico ed un incrocio di sentieri (valico di case Venino; km 3,7).
A sinistra possiamo scendere rapidamente a Moneglia oppure andare a destra per
raggiungere Riva (itinerario 1 al contrario).
Dislivello: in discesa 320 m.
Ciclabilità: 97%.
Osservazioni: in senso contrario presenta una faticosa e non ciclabile
salita di circa 300 metri. Permette di fare il giro del monte Moneglia, oppure
di collegare Moneglia e Casarza.
8 - Discesa dal monte Capenardo a Lavagna
Aggiornamento: 12/2003
Descrizione.
Dalla vetta del Capenardo scendiamo verso ovest e raggiungiamo la sella con quadrivio
e segnalazioni (km 1).
Svoltiamo a sinistra in una mulattiera con segnavia FIE
.
Dopo pochi metri ci affacciamo sulla scalinata che sembra promettere una discesa
molto difficile.
Scendiamo per duecento metri con difficoltà per la pendenza e gli alti
scalini, poi la pendenza si attenua e la mulattiera lascia la massima pendenza
per andare a sinistra.
Con percorso via via meno difficile scendiamo sulla mulattiera con bel fondo variamente
lastricato. Superiamo un centinaio di metri coperto da un profondo strato di foglie
ed usciamo su una strada asfaltata (km 2,5).
Attraversiamo e riprendiamo la discesa sulla mulattiera. Usciamo su asfalto che
seguiamo a sinistra scendendo alle case di località Crocetta. Non seguiamo
la strada che scende, ma prendiamo la stradina che sale a destra (km 3,4).
La stradina prima sale e poi scende ad un cancello dove svoltiamo a destra (km
4), di nuovo sulla mulattiera. Ritroviamo e seguiamo per poco una stradina poi
di nuovo scendiamo su mulattiera.
La discesa termina dietro l'abside della chiesa di S. Giulia di Centaura (km 4,5)
e vale la pena di interrompere la discesa per raggiungere il sacrato ed ammirare
il panorama e l'antico leccio.
Tornati dietro alla chiesa riprendiamo la discesa da qui segnata anche da uno
sguaiato segnavia giallo (freccia e scritte MTB). La mulattiera esegue qualche
tornante poi attraversa la strada. Più sotto attraversiamo la strada ancora
una volta e proseguiamo a fianco di essa per un po'.
La discesa è abbastanza sostenuta e conduce ad incontrare una strada in
località S.Benedetto. Seguiamo la stradina verso sinistra e saliamo leggermente
tra le ville della frazione raggiungendo il punto più elevato (km 6,4).
La discesa ci conduce direttamente a Lavagna al viale della stazione che raggiungiamo
seguendolo a sinistra (km 7,4).
Dislivello: in discesa 720 m.
Ciclabilità: 97%.
Osservazioni: presenta moltissimi scalini, ma sono generalmente facili.
Chi è bravo con le scale potrà farla tutta in sella. Precedenza
ai pedoni ed un pensiero alla fatica delle generazioni che sudarono per trasportare
al mare le lastre di ardesia di queste antiche cave.
9 - Traversata da Lavagna a Sestri
Aggiornamento: 3/2005
Descrizione.
Da Lavagna, zona FS raggiungiamo la strada che sale a S. Giulia di Centaura e
saliamo, seguendo l'asfalto, fino al piazzale della chiesa (km 3,8).
La strada prosegue ma la lasciamo pochi metri dopo aver superato lo splendido
leccio e scendiamo a destra in una mulattiera lastricata.
La stradina costeggia un ristorante e prosegue quasi pianeggiante fino a ritrovare
l'asfalto (km 4,2).
Scendiamo a destra su asfalto fino alla curva e qui andiamo diritti nella mulattiera.
Costeggiamo le mura dell'eremo di S. Cecilia e raggiungiamo i ruderi di S. Michele
(km 4,55).
Trascuriamo le frecce per terra che invitano a svoltare e proseguiamo diritto
uscendo su asfalto.
Andiamo a sinistra, ma non prendiamo la mulattiera che scende (alternativa possibile,
ma scalinata) e proseguiamo su asfalto per circa 50 metri per svoltare a destra
in via Pascolini.
La strada scende e va a incontrare la mulattiera (km 4,8). Proseguiamo la discesa
tra muri in pietra e gli ulivi. I facili scalini non presentano problemi.
Dopo un tratto pianeggiante la mulattiera scende sulla destra, un po' più
ripida, e raggiunge una strada asfaltata (km 6,55) proseguendo dall'altra parte.
La discesa prosegue facilmente e termina in via Romana, tra le case (km 5,75).
Non proseguiamo sulla crosa che continua la discesa, ma svoltiamo a sinistra e
seguiamo l'asfalto fino all'Aurelia.
Proseguiamo a sinistra sull'Aurelia deviando poi per raggiungere il centro di
Cavi Borgo (km 6,2).
Attraversato il borgo prendiamo la strada per Borassi e la lasciamo dopo pochi
metri per andare a destra in un vicolo. Percorso qualche metro troviamo a sinistra
una scala e le indicazioni Pedonale S. Anna.
Superiamo i pochi scalini e continuiamo a salire sulla crosa lastricata che termina
in una strada asfaltata (km 6,7).
Qui incontriamo l'itinerario 4 che scende e lo seguiamo al contrario.
Andiamo quindi in salita. L'asfalto termina quasi subito e saliamo sulla bella
strada storica che ci porta sull'asfalto. Svoltiamo a sinistra e saliamo per raggiungere
l'inizio del sentiero (km 7,45).
Entriamo nel sentiero, lasciando a sinistra l'itinerario 4. Il percorso corre
alto sulle Rocche di S. Anna e splendida vista sul golfo. Il sentiero non è
mai esposto, tuttavia richiede un minimo di attenzione a causa del precipizio
sottostante.
Arriviamo ai ruderi della chiesetta di S. Anna (km 7,9) e poi ad un incrocio.
Lasciamo a destra il sentiero con segnavia
,
percorso dalla variante 9.1, e proseguiamo diritto (segnavia
FIE
).
La bella mulattiera si inoltra verso la valle del Fico, poi scende con qualche
tornante attraversando una serie di antichi ponti.
Usciamo su asfalto nei pressi del campeggio (km 9,1). Seguendo la strada raggiungiamo
un semaforo (km 9,5). Qui possiamo proseguire diritto ed andare verso l'autostrada,
oppure svoltare a destra e raggiungere il lungomare e di lì la vicina stazione.
Dislivello: 255 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: itinerario molto bello, panoramico, mai troppo difficile
ma divertente. Ottima soluzione anche per chiudere l'itinerario 4.
Asfalto: 57%
Variante 9.1.
Breve percorso, nettamente più difficile.
All'incrocio svoltiamo a destra e scendiamo su una larga mulattiera. Il fondo
è prevalentemente roccioso ed offre divertenti scalini e piccoli salti.
Con un paio di tornanti scendiamo rapidamente ed usciamo sull'asfalto presso il
campeggio (km 0,6).
Altri percorsi
a. Traversata del monte Moneglia.
Sconsigliabile perchè faticosa e poco remunerativa. Dalla strada del Bracco
saliamo all'agriturismo dell'itinerario 6. Da sinistra
notiamo:
- una sterrata
- un cancello
- la sterrata su cui corre l'itinerario 6
- un cancello
- il sentiero della variante 6.1.
Svoltiamo a sinistra sulla prima sterrata. La salita è molto ripida e non
sempre ciclabile. Arriviamo ad una chiesetta con panche (S. Rocco; km 1). Proseguiamo
sulla mulattiera sulla destra che diventa sentiero con molti tratti ripidi ed
impedalabili.
Usciamo sulla prima vetta del monte Moneglia (ruderi; km 1,8). Scendiamo ad una
sella e saliamo alla piatta sommità (km 2).
A destra scende un sentiero da evitare perchè ripidissimo, dissestato e
con numerosi alberi abbattuti. Prendiamo invece il sentiero di fronte.
Presenta qualche tratto ripido ed un breve tratto stretto sul ripido pendio, ma
complessivamente è abbastanza ciclabile fino ad una poco evidente sella
con panca (km 3).
Qui possiamo scendere a sinistra, con percorso molto ripido e poco ciclabile,
raggiungendo la strada statale (La Fornace; km 3,5); oppure a destra con percorso
ripido e spinoso fino ad un bivio (km 3,2) dove dobbiamo andare a sinistra raggiungendo
l'asfalto all'incrocio tra S.S. e percorso 7 (km 4).