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Valle Stura

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Descrivo itinerari sia sul versante sinistro sia destro. Alcuni percorsi del versante destro sono trattati nelle pagine dedicate ai Piani di Praglia. Comprendo anche qualche percorso della zona di Tiglieto.
  1. Salita al Monte Pracaban da Rossiglione
  2. Discesa dal Monte Colma a Rossiglione
  3. Traversata Valico della Crocetta - Passo Fruia
  4. Discesa dal Monte Pracaban a Capanne di Marcarolo
  5. Salita da Lerma a Capanne di Marcarolo
  6. Discesa dal Monte Dente a Masone
  7. Discesa dal Passo Fruia ad Acquabianca
  8. Salita da Belforte al Monte Colma
  9. Discesa dal Monte Pracaban a Campo Ligure
  10. Discesa dal Monte Pracaban a Rossiglione per sentiero
  11. Discesa da Capanne di Marcarolo a Lerma
  12. Giro del Monte Colma
  13. Salita da Campoligure al passo Fruia
  14. Discesa dal Monte Calvo a Rossiglione
  15. Traversata da Acquabianca a Tiglieto
  16. Anello Masone - Auricchi
  17. Salita da Masone a cascina Troia
  18. Traversata da Ovada ai Laghi della Lavagnina
  19. Anello di Masone 1
  20. Discesa dal monte Pavaglione a Campoligure
  21. Anello di Ovada 1
  22. Dal Passo Fruia a Masone
  23. Anello di Tiglieto
  24. Altri percorsi

1 - Salita al Monte Pracaban da Rossiglione

Il monte Pracaban (946 m) si trova al centro di una serie di itinerari che presentano numerose possibilità.
Aggiornamento: 6/2005
Descrizione.
Dall'interno di Rossiglione Superiore ci inoltriamo nella valle del rio Berlino. Seguiamo la strada asfaltata fino al suo termine, trascurando le deviazioni (sono quasi tutte possibili varianti).
Raggiungiamo una spiazzo per il carico della legna ed andiamo diritti su una sterrata che inizia a salire.
La salita prosegue fino ad una cascina sulla sinistra (km 5,5). Un breve tratto pianeggiante permette di riprendere fiato prima del tratto più ripido. Al termine dei prati prendiamo la strada di destra, pianeggiante ancora per poco. Inizia la salita che prosegue fino al colletto (7 km, innominato sulle carte).
Qui incontriamo l'ampia sterrata, proveniente da Belforte, che seguiamo in salita, più mite, verso destra. Seguiamo fino al termine la sterrata che si trasforma in largo sentiero che avanza con qualche saliscendi. Seguiamo sempre il tracciato principale fino ad un bivio in salita (km 9).
Due possibilità:
  1. Il sentiero FIE prosegue diritto quasi in piano. Lo seguiamo mentre prosegue con qualche saliscendi fino al prato antistante ai ruderi di una casa. Poco dopo si presenta una svolta a destra in ripida salita non ciclabile (km 9,8); saliamo, un po' in sella un po' a spinta, fino ad arrivare su di una cresta pianeggiante (km 10).
  2. Saliamo il sentiero di destra (fondo con rocce scagliose all'inizio, poi bosco) con qualche difficoltà; il sentiero svolta a sinistra (in questo punto a destra variante 2 di discesa) e porta fuori dal bosco con un bel tratto pianeggiante fino ad incrociare il sentiero FIE (km 10).
Segue un tratto sconnesso, poi una salita non ciclabile che ci porta ad un ripetitore. Proseguiamo con pendenza minore sul sentiero che diviene sempre più ciclabile e ci porta alle pendici del Pracaban dove incrociamo il sentiero proveniente da sinistra (itinerario 4 per Capanne, km 11,3). Svoltiamo a destra arrivando ad un bivio. La vetta si raggiunge in pochi metri salendo a sinistra (km 11,7).
Dislivello: circa 680 m.
Ciclabilità: 95%
Osservazioni:

2 - Discesa dal Monte Colma a Rossiglione

Aggiornamento: 6/2005
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo verso sud fino a raggiungere un trivio nei pressi di un rudere (km 0,1; segnavia FIE e ); qui seguiamo il sentiero che va a sinistra e che scende ad incrociare un marcato sentiero (km 0,35). Da sinistra andremmo al valico innominato (itinerario 8 al contrario).
Andiamo invece a destra. Il sentiero prosegue in piano, poi scende diventando via via più largo; incrocia il sentiero FIE che scende dalla vetta e proseguiamo sulla stradina che scende ripida fino a sbucare in una radura presso a cascina Gavazzolo (km 2.9).
Dopo 200 metri ci immettiamo su una strada asfaltata. La si segue in discesa a destra (ma anche a sinistra si arriverebbe al fondovalle) raggiungendo Rossiglione Superiore (km 6.5).
Dislivello: m.550
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: proveniendo dal valico innominato raggiunto con gli itinerari 1 o 8 non è necessario salire in vetta poiché ci si trova già sul sentiero di discesa.
Variante 2.1.
Al cartello segnaletico presso il rudere possiamo svoltare a destra e seguire il ramo destro del sentiero . Il percorso costeggia la casa e scende poi ripido nel bosco. La discesa termina sull'itinerario principale nei pressi di una sorgente (km 0,35).

3 - Traversata Tiglieto- Passo Fruia

Il Valico della Crocetta separa la valle dello Stura da quella dell'Orba. Si raggiunge salendo da Rossiglione (km 8,4) o da Tiglieto (km 2,8) per strada asfaltata. Il passo Fruia è attraversato da numerosi sentieri.
Aggiornamento: 8/2003
Descrizione.
Partiamo dalla chiesa di Tiglieto scendiamo raggiungendo la stada principale dove svoltiamo a destra. Con moderata salita saliamo fino a qualche decina di metri dal passo della Crocetta (km 2,8).
Vediamo a destra una stradina asfaltata. La prendiamo.
La strada ha un andamento quasi pianeggiante nella pineta, poi scende ad un quadrivio dove andiamo in salita.
Avanziamo sempre su strada abbastanza ripida, ma sempre asfaltata, passiamo a pochi metri dalla vetta del monte Calvo (km 4,3).
Scendiamo raggiungendo un quadrivio dove andiamo diritti. La strada sale, raggiunge un piazzale e prosegue raggiungendo la costruzione dell'acquedotto dove inizia lo sterrata (km 5).
Proseguiamo ancora in salita non ripida, ma sassosa; poi scendiamo ad un ampio colle prativo (km 6).
Superiamo un primo strappo, troppo dissestato per essere ciclabile, attraversiamo un piccolo passo roccioso e scendiamo ai piedi del secondo strappo non ciclabile.
Le difficoltà sono terminate. Proseguiamo con bel percorso che alterna salite e discese, sempre ciclabili, e raggiungiamo il Passo Fruia (km 10,2).
In realtà il passo (chiamato anche colle Masca) non viene raggiunto da questa strada che lo avvicina a pochi metri ma lo lascia a sinistra.
Infiniti sentieri si incontrano in questo punto. Proseguendo per la nostra strada si scenderebbe ad Acquabianca (itinerario 7). Salendo i pochi metri fino al passo e proseguendo in salita si raggiunge una strada sterrata (itinerario 6); andando a sinistra si raggiunge un'altra sterrata che scende a Masone; scendendo direttamente si va a Masone con percorsi alternativi.
Dislivello: circa 520 m in salita.
Ciclabilità: 98%
Asfalto: 49%
Osservazioni: bel percorso aperto; consente di rendersi conto dell'orografia della zona. Naturale la prosecuzione con l'itinerario 7. Si può percorrere nei due sensi.

4 - Discesa dal Monte Pracaban a Capanne di Marcarolo

E' un percorso di collegamento che permette di unire la zona del Pracaban con quella dei Piani di Praglia.
Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Dalla vetta del Pracaban (vetta nord) scendiamo alla spalla, voltiamo a destra e raggiungiamo un colletto (km 0,2).
Svoltiamo a destra e scendiamo superando qualche tratto dissestato raggiungendo il crinale (km 0,9).
Proseguiamo raggiungendo un bivio (1,2 km). A sinistra un sentiero che scende rapidamente, a destra un altro quasi in piano (segnavia FIE ).
Seguiamo quest'ultimo che scende a mezza costa con tratti molto rovinati dall'erosione. I tratti più scabrosi costringono a scendere dalla bici. Il sentiero si trasforma infine in forestale in rapida discesa.
Iniziamo a salire ed incontriamo un bivio (km 3,3) dove teniamo la destra.
La strada sale aumentando la pendenza e porta ad una costruzione abbandonata. Scendiamo raggiungendo la recinzione che dobbiamo scavalcare per uscire sulla strada asfaltata che sale da Campoligure (km 3,6; Campoligure si trova a destra a circa 10 km).
Voltiamo a sinistra raggiungendo il vicino bivio Capanne di Marcarolo-Praglia.
Dislivello:
circa 220 m.
Ciclabilità: 92%
Osservazioni:

5 - Salita da Lerma a Capanne di Marcarolo

Questo itinerario attraversa una zona dove sono state attive numerose miniere d'oro. Da Capanne si può andare a Praglia oppure al Pracaban formando numerose combinazioni.
Aggiornamento: 8/2003
Descrizione.
All'inizio (per chi provenga da Ovada) della salita che porta a Lerma si attraversa il ponte sul torrente Piota (km 0). Immediatamente dopo il ponte una larga strada asfaltata si inoltra nella valle. La si segue fino ad alla trattoria Cirimilla (km 2.8). Si prosegue in salita su sterrato.
Ad un bivio si sale a sinistra in ripida salita (km 4.8, cabina ENEL a sinistra. Andando diritti si arriverebbe comunque a Capanne seguendo una strada di nuova costruzione, itinerario 11 al contrario).
Qualche tornante fa guadagnare rapidamente quota fino ad un punto in cui, terminata la salita, si apre la vista su tutta la valle. Si prosegue fino ad un piazzale (case Maggie; km 9.5; a sinistra discesa per i laghi Lavagnina, variante meritevole).
Si prosegue in salita fino ad arrivare ad una cascina (km 11.3). Subito dopo la casa si tiene verso sinistra (scendendo a destra ci si immetterebbe sulla strada percorsa dall'itinerario 11 in discesa) e si arriva infine alla strada provinciale (km 13.8). A destra in breve a Capanne (km 15).
Dislivello: circa 500 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: bell'itinerario senza difficoltà. La salita alterna strappi ripidi a zone tranquille.
Variante 5.1:
Poco prima di raggiungere la trattoria Cirimilla troviamo un largo piazzale con area pic-nic. Al termine del piazzale, a sinistra, prendiamo una strada sterrata.
Proseguiamo in salita poi con un tratto che alterna salite e discese. Superiamo una prima cascina, poi un'altra. e la strada comincia decisamente a scendere.
Ad un bivio più evidente andiamo a sinistra e scendiamo ad un ponte (km 1,9). Una breve e ripida salita ci porta sulla strada asfaltata dove proseguiamo a destra.
Arriviamo ad un incrocio e prendiamo la strada di sinistra, superando una sbarra (km 3,4). La larga strada sterrata sale alla diga inferiore dei Laghi di Lavagnina (km 4,9).
Pochi metri prima della Casa dei Guardiani svoltiamo a destra nella stradina che porta ad attraversare la diga. Dalla parte opposta la strada sale nel bosco e presenta un fondo un po' sconnesso.
Trascurando le deviazioni saliamo fino ad arrivare sul piazzale dove troviamo i segnavia FIE ed il percorso principale (case Maggie; km 8,3).
E' più ripida e difficile del percorso principale, ma non passano macchine.
Variante 5.2: La strada dei laghi è raggiungibile su asfalto partendo da Casaleggio Boiro oppure da una strada che si diparte dalla provinciale prima della salita che porta a Casaleggio.

6 - Discesa dal Monte Dente a Masone

Aggiornamento: 10/2005
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo verso settentrione su sentiero prima ripidissimo poi più percorribile. Sulla sella che precede le rocce della rocca Saéa (bric Dentino) incontriamo il sentiero della variante 6.1 (km 0,9).
Il sentiero scende costeggiando sulla destra il Bric, molto dissestato e poco ciclabile.
Al termine della discesa lasciamo a destra il sentiero per cascina Troia e cominciamo a salire. Attraversiamo le panoramiche radure del crinale e scendiamo brevemente all'incrocio col sentiero che va al passo Fruia (km 2,6).
Lasciamo a sinistra il segnavia FIE () che va al Passo Fruia (raccordo 6.1) e proseguiamo sulla sterrata inizialmente in leggera salita e poi in discesa.
Un tratto molto dissestato e disturbato dalla vegetazione ci porta su una selletta (km 3,5) e prosegue quasi in piano.
Un'altra discesa ripida e dissestata ci porta ad un colle (km 4,3) dove incontriamo i segnavia FIE che vanno a sinistra al passo Fruia.
Proseguiamo diritti, ora in leggera salita, e raggiungiamo il termine della foresta demaniale (km 4,8). Dopo una sella prativa seguiamo una strada forestale che è ripida e dissestata, ciclabile ma certo non riposante.
La strada termina nel cortile di una cascina (km 6; cani, capre) dove inizia l'asfalto che scende rapidamente ad alcune case. Svoltiamo a sinistra e scendiamo alla strada provinciale (km 7,9).
Masone è a destra a circa 1500 metri.
Dislivello: circa 670 m.
Ciclabilità: 90%
Osservazioni:
Variante 6.1:
Quasi altrettanto faticoso che la salita al Dente, ma di minore soddisfazione. Interessante perchè è l'antica via di comunicazione tra il versante marittimo e l'entroterra.
Dalla strada asfaltata che collega il passo del Turchino al passo del Faiallo, in corrispondenza di un valico (sella del Barnè) partono a destra due sentieri. Uno sale alla soprastante vetta del monte Dente, l'altro si allontana pianeggiante.
Qui è situata una palina segnaletica, che riporta i numerosi segnavia, ed una carta topografica. Prendiamo il sentiero pianeggiante che dopo pochi metri diviene impercorribile in sella. Il sentiero costeggia il ripido versante della montagna, con tratti che conservano l'antica selciatura a testimoniare l'importanza di questa "via del sale".
Con faticosi tornanti guadagnamo quota e raggiungiamo il crinale al passaggio roccioso della "Porta del Dente" (km 0,6).
La discesa non è semplice ma permette di procedere in sella. Raggiunto il punto più basso il sentiero sale e confluisce nel sentiero dell'itinerario principale (km 1,2).
Raccordo 6.1.
Al bivio svoltiamo a sinistra seguendo i segnavia FIE e . Il sentiero attraversa facilmente le praterie, poi diviene dissestato divenendo fondo di un ruscello. Proseguiamo sulla sinistra uscendo esattamente al Passo Fruia (km 0,75).

7 - Discesa dal Passo Fruia ad Acquabianca

Aggiornamento: 8/2003
Descrizione.
Dal Passo scendiamo un paio di metri per raggiungere la sottostante strada che seguiamo a sinistra.
La strada alterna salite e discese, ma con poco dislivello e sempre ciclabili.
Raggiungiamo un ponte, dall'aspetto precario, costituito da due tronchi (km 3). Sconsigliabile l'attraversamento in sella. Scendiamo a destra raggiungendo il guado e salendo sull'altra riva.
La strada prosegue sul versante opposto della valle prevalentemente in leggera discesa.
Poi (km 5) la discesa diventa più ripida e scendiamo rapidamente raggiungendo un gruppo di grandi costruzioni nel bosco (loc. Gatazzè; km 5,7).
La discesa prosegue ripida, con tratti selciati ed altri fortemente erosi, fino al guado del torrente Rosto (km 6,7).
Saliamo sulla riva opposta e raggiungiamo un incrocio dove seguiamo la strada verso sinistra (a destra variante 7.1) che sale molto ripida e sconnessa fino alle prime case di Acquabianca (km 7,8).
Al termine della prima discesa svoltiamo a destra e scendiamo fino alla chiesa dove troviamo la strada per Tiglieto (km 8).
Dislivello: 240 m in discesa.
Ciclabilità: 97%
Asfalto: 3%
Osservazioni: I tratti lastricati sono scivolosi nelle giornate umide. Logica prosecuzione dell'itinerario 3.
Variante 7.1:
Utile per chi debba ritornare a Tiglieto.
Dopo aver guadato il rio Rosto proseguiamo ancora per una cinquantina di metri e svoltiamo a destra in una strada pianeggiante.
Costeggiamo la riva del fiume fino ad una casa (km 0,2).
La strada prosegue in salita dietro alla casa e diventa un sentiero nel bosco, non sempre ciclabile. Superiamo un colletto e scendiamo su una strada forestale che sale leggermente. La seguiamo. Poco dopo usciamo dal bosco nei pressi di una casa (km 1,4) dove troviamo l'asfalto.
Seguiamo la strada asfaltata che porta ad un incrocio dove svoltiamo a destra e scendiamo fino ad un gruppo di case (km 1,8).
Proseguiamo in discesa sulla destra. La strada termina ad una casa. Immediatamente prima svoltiamo a sinistra e scendiamo sulla mulattiera che porta al fiume. Risaliamo il fondo sassoso del fiume per una ventina di metri finchè vediamo sulla sponda opposta la mulattiera (segnavia FIE).
Attraversiamo e saliamo brevemente sulla riva incontrando una stradina (km 2,1).
Seguiamo questa stradina che scende ad un gruppo di case e raggiunge la provinciale al ponte del rio Carpescio (km 2,7).
Seguiamo la provinciale a destra e raggiungiamo Tiglieto (km 6,7).

8 - Salita da Belforte al Monte Colma

Aggiornamento: 10/2005
Descrizione.
Dall'uscita autostradale di Ovada saliamo al paese di Belforte, lo attraversiamo e proseguiamo sulla provinciale. Prestare attenzione ad un bivio sulla destra (km 2,4; indicazioni per strada panoramica).
Saliamo subito con due tornanti e proseguiamo senza deviare fino al termine dell'asfalto (km 6,8). Lasciamo a destra il segnavia Fie e scendiamo sulla strada a sinistra, dove corre il segnavia FIE .
Al bivio per la Cirimilla (km 7,3) proseguiamo diritti. Seguiamo la strada che, con qualche saliscendi, sale gradatamente.
Dopo aver lasciato a sinistra l'ennesimo cancello (km 11) la strada si restringe e diviene molto più ripida.
Superiamo a fatica qualche tratto particolarmente rovinato, poi la pendenza diminuisce e la strada raggiunge un colletto, crocevia di molti itinerari, innominato sulle carte (km 12,5).
La strada prosegue in salita a sinistra per il Pracaban (itinerario 1).
Svoltiamo a destra seguendo un sentiero con segnavia FIE . Affrontiamo qualche tratto non ciclabile. Poi, con qualche saliscendi, proseguiamo più facilmente nel bosco.
Incontriamo (km 14,8) un bivio con un sentiero poco evidente che sale a destra. Questo sentiero, percorso dal segnavia FIE, sale alla vetta con un percorso di circa 350 m.
Non è necessario salire alla cima perchè il sentiero prosegue ed inizia la discesa (discesa con itinerario 2).
Dislivello:. 810 m
Ciclabilità: 97%
Osservazioni: scendendo con l'itinerario 2 si chiude l'anello.

9- Discesa dal Monte Pracaban a Campo Ligure

Aggiornamento: 11/2000
Descrizione.
Dalla vetta si ritorna all'incrocio sottostante. Si prosegue verso ponente sulla cresta, con tratti di discesa ripidi, fino a raggiungere una strada sterrata (km 0,8. Pra dell'Ovo).
Il segnavia FIE prosegue dalla parte opposta, attraversando la strada (itinerario 10); a destra variante di discesa (variante 1).
Si scende invece a sinistra sulla comoda sterrata. Si perde quota con vari tornanti fino ad arrivare ad una cascina (km 1.7).
Se si proseguisse diritti si arriverebbe alla provinciale Campo Ligure/Capanne di Marcarolo oppure alla discesa asfaltata.
Si svolta invece nettamente a destra. La strada prosegue a mezzacosta e conduce ad una cascina (casc. Traverse inf., km 3.4) dove ha termine.
Si prosegue sulla mulattiera che costeggia la recinzione e che, poco dopo, si trasforma in stradina che via via aumenta di ampiezza. Si giunge così ad incrociare una strada, con fondo in cemento (km 4.2), dove si incrocia il sentiero FIE che sale al monte Bellavista.
Si scende a sinistra arrivando ad incrociare la variante di discesa (non ancora descritta) che proviene da destra. A sinistra si scende in paese (km 6).
Dislivello: circa 600 m.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Pur presentando qualche tratto ripido può essere percorso in salita fino alla sella sotto al Pracaban (Pra dell'Ovo).
In salita occorre prestare attenzione a trovare la stradina sterrata che si stacca a destra dalla ripida salita con fondo in cemento

10 - Discesa dal Pracaban a Rossiglione per sentiero

Aggiornamento: 6/2005
Descrizione.
Dalla vetta scendiamo all'incrocio sottostante. Andiamo in discesa verso sinistra sulla cresta, con tratti ripidi, fino a raggiungere una strada sterrata (km 0,8).
Attraversiamo la strada proseguendo dalla parte opposta su di una forestale (segnavia FIE e ). La stradina prosegue in salita poi presenta qualche saliscendi.
Arriviamo ad un evidente bivio (km 2,2). La strada forestale prosegue in discesa. La abbandoniamo per proseguire, in discesa sulla sinistra, sulla mulattiera dove corrono anche i segnavia.
La discesa è ripida e dissestata, con pietre e rami nascosti sotto alle foglie. La discesa termina ad un quadrivio (km 2,3).
Continuiamo a sinistra sui segnavia ed arriviamo ad un ennesimo bivio (km 3,4). A sinistra si allontana il sentiero per Campo Ligure (segnavia ; variante 10.1).
A destra prosegue il nostro sentiero. Con un tratto poco pendente raggiungiamo un sentiero più largo e svoltiamo a destra.
La discesa porta ad un bivio dove svoltiamo a destra (a sinistra scorciatoia) . Raggiungiamo ad una zona con tagliata nel bosco servita da una strada (km 5,4).
Seguiamo la strada che in breve porta ad una cascina tra i prati. Proseguiamo fino alla cascina successiva (km 5,9; cani) dove incontriamo la strada.
Andiamo in discesa e raggiungiamo l'asfalto, proseguiamo in discesa raggiungendo Rossiglione Superiore (km 8).
Dislivello: m. 680
Ciclabilità: 99%
Osservazioni:
Variante 10.1.
Al bivio scendiamo a sinistra seguendo il segnavia . Scendiamo una mulattiera ripida, dissestata e con parecchi rami ed usciamo su una stradina sterrata (k 0,3).
Andiamo a sinistra per 50 metri e riprendiamo la mulattiera. La discesa è infastidita da pietre e rami sotto alle foglie e termina su un prato presso alcune case (km 0,7). Di qui potremmo attraversare il cortile e seguire la strada sterrata che scende fino a Campoligure. Qualora decidessimo di seguire il sentiero dobbiamo svoltare a sinistra.
Scendiamo una mulattiera in condizioni perfino peggiori di quella già percorsa che ci porta su una sterrata (km 1). Svoltiamo a sinistra. In prossimità delle case il segnavia scende su una traccia stretta e poco agevole che dopo qualche metro si allarga. Scendiamo ad un incrocio dove proseguiamo diritti. La discesa termina su una stradina asfaltata (km 1,6). Andiamo a sinistra scendendo a Campoligure (km 2,7). Aprile 2005.
I tratti di mulattiera sono davvero fastidiosi a causa delle pessime condizioni. Possono essere evitati seguendo, a destra, la sterrata che incontriamo al km 0,3.

11- Discesa da Capanne di Marcarolo a Lerma

Aggiornamento: 8/2000
Descrizione.
Dalla chiesa di Capanne di Marcarolo scendiamo seguendo la provinciale per Voltaggio che presto sale per superare un dosso. Prestare attenzione in discesa ad una evidente ampia sterrata che si apre a sinistra (km 1,4; metanodotto).
La seguiamo. Presenta subito alcuni incroci: il primo è un falso bivio, al secondo ed al terzo andiamo a destra. Comunque basta seguire le indicazioni per Cirimilla, i segnavia FIE ed il metanodotto.
Con qualche saliscendi arriviamo ad un altro bivio (km 3.5) dove si scende a sinistra (andando a destra si arriverebbe ad una grossa cascina con un incrocio: a sinistra ci si riporterebbe su questo itinerario, a destra si andrebbe per l'itinerario 5 al contrario).
La strada scende portandosi ad un incrocio. Qui si va a sinistra in discesa, superando una sbarra. La discesa si fa ripida e si perde quota fino ad arrivare nei pressi del torrente Piota (loc. Palazzo, imbocco di miniera d'oro).
A questo punto la strada sale con una lunga diagonale sulla sponda destra del Piota. Scende poi ripidamente fino a raggiungere un quadrivio.
A destra sale il percorso 5. Noi andiamo diritti per scendere fino all'asfalto nei pressi della locanda Cirimilla (km 12.5). Proseguendo su asfalto si raggiunge la provinciale Lerma-Ovada (km 15).
Dislivello: m 500
Ciclabilità: 100%
Osservazioni: Percorribile anche in senso opposto ma più ripida dell'itinerario 5.

12 - Giro del Monte Colma

Aggiornamento: 9/2000
Descrizione.
Dal centro di Rossiglione si segue la strada statale in direzione Genova. Al termine del rettilineo si svolta a destra (contromano) tra le case di Rossiglione Superiore.
Si arriva nella piazzetta e si svolta a sinistra entrando in Val Berlino. Si segue la strada in leggera salita prestando attenzione ad una strada (via Oddone) che si stacca in salita a sinistra al km 2.
Si sale su questa ripida asfaltata fin quasi al termine della salita (km 4.7). Qui si svolta nettamente a sinistra, su sterrato, arrivando ad una cascina (itinerario 2 al contrario). La sterrata sale per prati, poi nel bosco, con qualche strappo più ripido.
Dopo un ultimo breve e ripidissimo strappetto si prosegue in una zona quasi pianeggiante, nel fitto del bosco. Si arriva alle rovine di una casa (km 7), superate le quali la strada inizia a scendere leggermente.
Pochi metri prima dei ruderi sale a sinistra una traccia di sentiero (tracce di motocross) non segnata e poco visibile. Prenderla e seguirla in salita.
Segue una ripida discesa, poi si prosegue tagliando le pendici occidentali del Colma, con qualche saliscendi. Non ci sono altre difficoltà di orientamento. Ad un certo punto si arriva ad uno slargo con fondo in terra (km 8). Qui si incontra un sentiero FIE () che proviene dalla vetta e scende.
Proseguendo iniziamo una discesa che va aumentando di pendenza, mentre il fondo peggiora, al punto da costringere a qualche tratto a piedi.
Il sentiero sfocia in una stradina che poi diventa larga sterrata ed arriva sull'asfalto. Non si segue l'asfalto ma si svolta a destra scendendo su un'ampia sterrata (di qui in comune con l'itinerario 8).
Non resta che seguire la strada che, con qualche saliscendi, sale gradatamente. Arrivati ad un cancello (km 15.5) si devia in salita a destra per arrivare ad un colletto crocevia di molti itinerari, innominato sulle carte (km 17).
Al colle si va diritti, trascurando sia la salita a sinistra, verso il Pracaban (itinerario 1), sia il sentiero a destra, per il Colma (itinerario 8).
La strada scende ripida, ma abbastanza ampia. Basta seguirla, trascurando le poche deviazioni, per arrivare al fondo della Val Berlino, su un ampio piazzale, e poi all'asfalto (km 20.5).
Per asfalto si scende a Rossiglione (km 25).
Dislivello:  in salita 800 m, in discesa 800 m.
Ciclabilità: 100% tranne un centinaio di metri.
Osservazioni:  In senso opposto presenta una faticosa salita non ciclabile di circa 1500 metri.

13 - Salita al passo Fruia da Campoligure

Aggiornamento: 9/2000
Descrizione.
Partiamo dal grande parcheggio antistante agli impianti sportivi (riva sinistra del fiume, strada per il cimitero. Per chi provenga da Rossiglione prima stradina a destra dopo il ponte sullo Stura).
Prendiamo la strada all'inizio del parcheggio (via Mongrosso) che va a sottopassare la ferrovia. Al bivio svoltiamo a destra, in piano.
Dopo poco la stradina inizia a salire e sottopassa l'autostrada. La salita procede sempre asfaltata recuperando quota a tornanti ed arriva alle cascine Mongrosso (km 3).
La salita prosegue meno ripida fino ad un valico (antenne). Dopo pochi metri di leggera discesa incontriamo una strada che sale a destra (km 4.2).
La prendiamo, superiamo una catena e proseguiamo in salita. Quando la salita inizia a spianare siamo ormai nei pressi della vetta del monte Pavaglione, che lasciamo a destra. La strada supera una spalla del monte e scende, con un paio di ripidi tornanti, ad una selletta.
La strada prosegue a mezzacosta e poi scende ad una grande stalla. Qui termina l'asfalto (km 7.3).
Saliamo sul dosso a destra e proseguiamo seguendo una sterrata che porta sul crinale per andare poi a sinistra. Affrontiamo poi una dura, ma breve, salita sconnessa.
Segue un bel tratto in falsopiano che conduce ad un colletto (Colle dei Ferri), con abbeveratoi (km 8.3).
Qui si presentano due possibilità:
  1. Andare a sinistra sul sentierino con segnavia FIE e . Senza perdere quota, ma con percorso poco ciclabile, si arriva in breve direttamente al colle Fruia.
  2. Proseguiamo diritti affrontando un tratto ripido di circa 400 m, non ciclabile quando sia molto sconnesso. Arriviamo su un panoramico poggio da dove scendiamo direttamente su ripidissima sterrata.
    Dopo 200 metri incrociamo la bella sterrata, percorsa dall'itinerario 3, che, seguita a sinistra, porta al colle (km 9.5).
Dislivello: 630 m.
Ciclabilità: 97% (soluzione 2).
Asfalto: 75%
Osservazioni: E' ormai per la maggior parte asfaltato, tuttavia si svolge in ambiente piacevole. Dai pressi del Pavaglione si vede buona parte degli itinerari descritti in questa valle.

14 - Discesa dal monte Calvo a Rossiglione

Aggiornamento: 11/2000
Descrizione.
Il monte Calvo si trova al di sopra del paese di Tiglieto, a circa 200 m dal crocevia da dove ha inizio l'itinerario.
Il punto di inizio è situato al crocevia dove si trova un ponte per telefonia, a destra per chi scende dal passo Fruia (a km 9.8 dal Fruia).
Si scende per una strada forestale (segnavia FIE ) arrivando, dopo 300 m, ad un bivio. Qui si trova un campo di tiro con l'arco (prestare attenzione; quando vi sono tiratori vi è anche la sorveglianza, comunque farsi notare).
Si scende a sinistra, su fondo cattivo, per poi risalire alla cresta spartiacque (km 0,8). Segue una ripida e sconnessa discesa che termina ad una selletta da cui si risale a spinta per cento metri.
Superato un colletto roccioso si affronta una ripida discesa nel bosco (e se la fate in sella siete proprio bravi). Al termine si prosegue nel bosco per scendere più facilmente fino alle rovine di una casa (km 2.5).
Si svolta nettamente a destra, inizialmente in piano, poi in discesa fino ad un guado. La parte opposta costringe a proseguire a piedi per cento metri e poi inizia a scendere.
Un bel sentiero a mezza costa prosegue senza eccessive difficoltà scendendo, con qualche breve risalita, per terminare trasformandosi in stradina.
La si segue fino ad un quadrivio. Di qui tre possibilità:
  1. Proseguire diritti, sul segnavia. Abbandonare poi la strada seguendo il segnavia, che scende su ripido sentiero, per uscire al campo sportivo di Rossiglione.
  2. Svoltare a destra ed abbandonare la sterrata per entrare nel prato a destra, dove inizia il bosco. Si costeggia il limitare del bosco, verso destra, fino a quando non si incontra un sentiero che scende.
    Qualche tratto ciclabile poi si scende ripidamente ad un guado per arrivare infine sulla sponda del rio Gargassa.
    Si va a sinistra sul marcato sentiero che costeggia il torrente e termina al campo sportivo.
  3. Si svolta a sinistra trovando subito tratti di asfalto.
    La strada scende a suprerare il rio Gargassino, poi risale per raggiungere la provinciale (km 5.5). Siamo a 3.5 km da Rossiglione.
La terza soluzione è interamente ciclabile. La seconda è invece più bella per l'ambiente in cui si svolge.
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 90%.
Osservazioni: Alternativa alla discesa su asfalto. Non percorribile in salita.

15 - Traversata da Acquabianca a Tiglieto

E' il percorso degli itinerari 3 e 7, al contrario.
Aggiornamento: 8/2001
Descrizione.
Dalla chiesa di Acquabianca saliamo per la strada asfaltata proprio di fronte. Al bivio andiamo a sinistra (segnavia FIE ).
Seguiamo la strada evitando le deviazioni e, quando essa svolta a destra, noi andiamo a sinistra e saliamo per una ripida stradina fino ad arrivare ad un poggio (km 0,3).
Svoltiamo a sinistra, su strada sterrata; all'inizio scendiamo facilmente poi la pendenza aumenta ed il fondo peggiora.
Arriviamo nei pressi del torrente dove lasciamo un ramo della strada che prosegue diritta e svoltiamo a destra per guadare il fiume (km 1,3).
Sulla riva opposta saliamo per una ripida mulattiera che conserva ancora parte del fondo lastricato. Un po' in sella e molto a piedi saliamo fino a un prato ed ai ruderi di Gatazzè (km 2,2).
Con pendenza più ciclabile proseguiamo la salita, superiamo ancora due brevi rampe ripide e sconnesse e poi la pendenza diminuisce.
Con bel percorso nel bosco, con tratti pianeggianti e qualche lieve salita arriviamo ai resti di un ponte su cui non conviene avventurarsi (km 4,8). Scendiamo allora a sinistra per guadare e risaliamo.
Il sentiero si allarga a strada forestale e prosegue quasi pianeggiante per un buon tratto. Poi iniziamo a salire fino ad arrivare al passo Fruia (km 7,8) che lasciamo a destra.
Un breve tratto pianeggiante poi saliamo. Per un buon tratto si alternano salite e discese con bel percorso panoramico.
Una discesa molto sconnessa ci porta ad un ampio valico (km 11,6).
Ancora un tratto in salita e poi iniziamo la discesa definitiva. Arriviamo ad una costruzione dove incontriamo l'asfalto (km 12,6).
In discesa arriviamo ad un quadrivio. Di fronte proviene l'itinerario 3, a destra scende l'itinerario 14. Noi svoltiamo a sinistra.
La discesa conduce ad un bivio, andiamo a destra (ma a sinistra si arriva comunque in centro paese) e scendiamo fino alla provinciale (km 14,3).
Dislivello: 350 m.
Ciclabilità: 95%.
Osservazioni: Le maggiori difficoltà sono concentrate nel chilometro che sale a Gatazzè.

16 - Anello Masone - Auricchi

Aggiornamento: 8/2003
Descrizione.
Dalla piazza di Masone scendiamo seguendo la S.P. e svoltiamo, al primo incrocio, in salita a sinistra raggiungendo la chiesa.
Dopo la chiesa andiamo a destra, poi ci teniamo a sinistra e saliamo fino al grande piazzale alberato di Masone Vecchia (km 0,8).
All'estremità sinistra del piazzale, tra le case sale via dei Giovi, l'antica strada di valico, ormai interamente asfaltata. La prendiamo, usciamo dalla porta della città, passiamo a destra della chiesa e saliamo ripidamente fino a raggiungere le case di Cappelletta di Masone (km 2,4).
Proseguiamo oltre la chiesa raggiungendo i piazzali di parcheggio dove saliamo a destra (segnavia FIE ). La mulattiera sale ripida poi prosegue in leggera salita e raggiunge il crinale, poi prosegue in leggera discesa raggiungendo il crinale principale (km 3).
Abbandoniamo il segnavia che scende a sinistra e proseguiamo sulla larga mulattiera selciata (segnavia ) che si mantiene sul versante settentrionale, poco sotto al crinale.
La mulattiera sale ed arriva a qualche metro dalla strada asfaltata (km 3,3) per proseguire nel bosco.
Arriviamo ad un incrocio con la strada che sale al forte Geremia (situato 400 metri a sinistra e raggiungibile in sella; km 4,5); continuiamo diritti sulla strada che termina di salire dopo un centinaio di metri.
Scendiamo arrivando sulla S.P. del Faiallo (km 4,8). Andiamo a destra sulla strada asfaltata per pochi metri.
Incontriamo uno slargo dove inizia un sentiero (segnavia FIE ) che scende nel bosco. Lo seguiamo, superiamo qualche tratto sconnesso per l'erosione ed arriviamo ad un bivio (km 5,7).
Scendiamo a destra arrivando ad un grande prato che attraversiamo. Dalla parte opposta troviamo una strada che scende piuttosto ripida e conduce ad un bivio.
Scendiamo a destra con ripida discesa. La strada diventa sempre più evidente, scende ad un guado e raggiunge una cascina (Pestuma; km 7,6). Seguiamo la strada che parte dalla cascina e scende veloce ad un incrocio dove diviene asfaltata (km 7,9).
Poco dopo incontriamo il segnavia FIE che avevamo lasciato e proseguiamo a scendere fino al fondovalle. Costeggiamo il torrente finché raggiungiamo il tunnel che sottopassa l'autostrada (km 9,8).
La strada sale fino a confluire nella strada che abbiamo seguito in salita poco sopra della chiesa di Masone (km 10,1). Andiamo a sinistra scendendo alla S.S.
Dislivello: 400 m.
Ciclabilità: 100 %.
Osservazioni: Le strade che si incontrano agli incroci in discesa sono tutte percorribili.
Lungo l'AV incontriamo una baracca dove abita un senza casa con due cani piuttosto abbaianti, ma innocui.


17 - Salita da Masone a Cascina Troia

Aggiornamento: 5/2002
Descrizione.
Dalla piazza centrale del paese scendiamo, lungo la Strada Statale, in direzione dell'ingresso dell'autostrada. Dopo un centinaio di metri svoltiamo a sinistra e saliamo sull'ampia strada che conduce alla chiesa ed al centro storico.
Superata la chiesa svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per la Cascata del Serpente. Al bivio successivo ancora a destra e poi in discesa per sottopassare l'autostrada.
La strada prosegue in leggera salita, poi sale più decisa. Al bivio (km 2) svoltiamo a destra lasciando a sinistra la strada da cui scende l'itinerario 16.
Superiamo una cascina ed arriviamo ad un bivio dove andiamo a sinistra su strada sterrata (km 2,9; segnavia FIE ).
Guadiamo un rivo e superiamo una cascina con cane molesto ma non mordace.
Superato un secondo guado la strada diviene più sconnessa ed aumenta la pendenza. Superiamo una sbarra e saliamo con qualche tornante.
Qualche tratto troppo sconnesso costringe a scendere di sella; infine raggiungiamo il prato attrezzato per pic-nic antistante alla casa (km 5,1).
La cascina dispone di una sala utilizzabile per bivacco.
Dislivello: 250 m.
Ciclabilità: 98%.
Osservazioni: breve percorso fine a se stesso. I tre sentieri che proseguono oltre la Cascina non sono ciclabili.

18 - Traversata da Ovada ai Laghi della Lavagnina

Aggiornamento: 9/2002
Descrizione.
Da Ovada scendiamo e raggiungiamo l'incrocio con la strada per Belforte e per l'autostrada dove svoltiamo e proseguiamo fino a Belforte.
Superata la strettoia tra le case andiamo avanti per 300 metri e svoltiamo a destra in una stradina che sale (km 3; indicazioni per Pian Carpeneto).
Al termine della salita scendiamo raggiungendo un incrocio dove svoltiamo a sinistra. La strada prosegue in discesa raggiungendo le cascine di Pian Carpeneto e la chiesa seguente (km 5,3).
Qui trascuriamo il ponte e svoltiamo a sinistra. La strada prosegue asfaltata costeggiando l'autostrada e la ferrovia. Ad un incrocio (km 7,9) andiamo a sinistra e raggiungiamo un altro incrocio (km 8,8) dove svoltiamo a sinistra.
Ci inerpichiamo per superare un breve tratto ripido poi procediamo alternando salite e discese. La strada diviene sterrata e termina chiusa da una catena.
Superiamo la catena e proseguiamo sulla strada privata che termina a casa La Soria (km 11,2).
Immediatamente prima delle case svoltiamo a sinistra in una stradina erbosa che va in leggera salita nel prato. Superiamo il crinale e scendiamo nel bosco, poi proseguiamo quasi in piano.
Facciamo attenzione: quando la mulattiera accenna a scendere (circa 300 metri da La Soria) dobbiamo abbandonarla ed entrare a destra nel bosco avanzando a piedi senza sentiero. Avanziamo in salita cercando di andare leggermente a sinistra. Troviamo una traccia ed intravediamo una casa sopra di noi. Con una ripida salita arriviamo nel cortile della casa (c. Bardotto; km 11,8).
Saliamo seguendo la larga strada di accesso che raggiunge il crinale e poi scende; passiamo di fronte ad una cascina, superiamo una sbarra ed iniziamo a salire.
La strada termina sull'asfalto nel punto in cui questo termina ed incontriamo gli itinerari 8 e 12 (km 14,5).
Svoltiamo a destra nella strada che va in discesa e, dopo 400 metri, svoltiamo a sinistra.
Siamo su un'ampia sterrata che scende offrendo una bella discesa, e ci porta rapidamente in località Villaggio Primavera (km 17,4).
Scendiamo su asfalto per superare il ponte e poi risaliamo arrivando alla locanda Cirimilla (km 18).
Trascuriamo l'itinerario 5 che sale a destra e scendiamo. Dopo 100 metri lasciamo la strada asfaltata e saliamo a destra su una strada sterrata.
Procediamo in salita poi con un tratto che alterna salite e discese. Superiamo una prima cascina, poi un'altra e la strada comincia decisamente a scendere.
Ad un bivio più evidente andiamo a sinistra e scendiamo ad un ponte (km 19,9). Una breve e ripida salita ci porta sulla strada asfaltata dove proseguiamo a destra.
Arriviamo ad un incrocio e prendiamo la strada di sinistra, superando una sbarra (km 21,4). La larga strada sterrata sale alla diga inferiore dei Laghi di Lavagnina ed alla Casa dei Guardiani (km 23, a destra variante 5.1).
Passiamo a fianco della casa prendendo la comoda strada che costeggia il lago. Proseguiamo senza alcuna difficoltà fino a raggiungere la diga del Lago Superiore ed un incrocio dove andiamo a destra (km 25,1; segnavia FIE).
La strada diviene sentiero e prosegue agevolmente nei pressi del torrente (possibilità di fare il bagno). Dopo circa 1 km il percorso termina. La prosecuzione per il Valico degli Eremiti avviene in ambiente selvaggio e non ciclabile.
Dislivello: numerosi saliscendi. Circa 700 m. in salita.
Ciclabilità: 99%.
Osservazioni: ho collegato alcune delle numerose stradine che si intersecano nella zona. Peccato per i fastidiosi 300 metri non ciclabili.

19 - Anello di Masone 1

Aggiornamento: 8/2004
Descrizione.
Partiamo dal centro del paese e seguiamo la strada principale in direzione sud. Superiamo la strada per Pratorondanino e svoltiamo a sinistra nella strada presso il grande parcheggio (km 0,5; via S.Pietro).
Seguiamo la strada asfaltata che conduce alle case di S. Pietro (km 2,5) e proseguiamo lungo il fiume.
La larga strada giunge ad uno slargo (capolinea bus; km 4), attraversa un ponte e prosegue stretta. Noi non la seguiamo ma allo slargo svoltiamo a sinistra e prendiamo la sterrata che sale nel bosco.
La stradina procede facile ed in piano poi aumenta la sua pendenza mentre il fondo diviene a tratti dissestato.
La pendenza diminuisce in vista di una cascina di fronte alla quale inizia l'asfalto (km 4,9). La strada sale con pendenza decrescente e porta ad un valico (km 5,9) dove si incrociano numerose strade e sentieri.
Di fronte a noi la strada principale scende a case Verne, a sinistra una stradina porta alle vicine case Grignolo, a destra salgono la vecchia mulattiera per i Piani ed il sentiero FIE. Noi svoltiamo a destra e proseguiamo la salita sull'asfalto.
Guadagnamo quota con un paio di tornanti e raggiungiamo il termine dell'asfalto (km 6,9). Trascuriamo la stradina a destra che ritorna a S. Pietro e quella a sinistra che porta al maneggio.
Proseguiamo diritti sulla strada che sale sterrata ma facile. Al termine della salita proseguiamo sull'ampio crinale, superiamo lo slargo dei Piani (km 7,7) dove, a destra, scende l'itinerario 6. Proseguiamo in leggera salita arrivando al termine della strada (km 8,3).
Svoltiamo nettamente a sinistra prendendo un largo sentiero che scende tra i pini. All'inizio facile il percorso presenta poi qualche tratto molto dissestato e scavato dall'acqua. Il sentiero termina nel grande prato che circonda i ruderi di casa Sardigna.
Seguiamo la traccia nel prato raggiungendo la parte occidentale della casa (km 8,8) dove parte una strada forestale che va nettamente a sinistra.
La stradina diventa più evidente entrando nel bosco. La seguiamo costantemente, lasciamo a sinistra la strada che ritorna ai Piani e scendiamo ad incrociare un'altra strada (km 10,3) dove andiamo a sinistra.
L'ampia sterrata va in leggera discesa e raggiunge l'asfalto all'incrocio presso case Verne (km 11,8). Svoltiamo a destra proseguendo per Pratorondanino, in comune con l'itinerario 3.
Scendiamo al guado e risaliamo ripidamente, proseguendo poi facilmente fino al maneggio di case Lajasso (km 13,5).
Continuiamo la salita per circa 100 metri. A sinistra notiamo un marcato sentiero tra le recinzioni. Lo prendiamo ed entriamo nel bosco. Il sentiero è pianeggiante o in leggera salita, poi scende ad un ruscello. Proseguiamo su un tracciato che presenta salite e discese, sempre ciclabile e ben segnato dal passaggio. Dopo un'ultima salita il sentiero diventa una stradina forestale e, poco dopo, confluisce in una strada più ampia (km 15,2).
Teniamo la destra e scendiamo ad un vicino incrocio dove, da destra, arriva la strada che scende da Pratorondanino.
Proseguiamo in discesa sulla sterrata che scende veloce con vari tornanti ed arriva infine sull'asfalto al fondovalle (km 16,9).
Andiamo a destra. La strada costeggia il torrente e porta a Masone (km 18,8) a 200 metri dal centro.
Dislivello: circa 500 m in salita ed altrettanti in discesa.
Ciclabilità: 100%
Osservazioni:

20 - Discesa dal m. Pavaglione a Campo

Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Dalla vetta della montagna seguiamo il sentiero sulla cresta in direzione sud. A pochi metri dall'anticima il sentiero lascia il crinale e scende a destra, molto ripido.
La discesa termina sulla strada asfaltata (km 0,5). Svoltiamo a sinistra e saliamo ad attraversare la spalla del monte. Con rapida discesa la strada taglia il versante del Pavaglione e facciamo attenzione perchè, quando a sinistra si aprono i pascoli, dobbiamo lasciare la strada e prendere il sentiero (km 1,2; segnavia FIE ).
Il non largo sentiero avanza con saliscendi, attraversa una zona di abbeveratoi e scende ad un colletto (km 1,9). Proseguiamo con bel percorso fino ad un punto dove il sentiero scende a sinistra. La discesa diventa difficile per la pendenza ed il fondo dissestato. Entriamo nel bosco e raggiungiamo i ruderi di case Viotta (km 3).
Il percorso scende ancora un poco e conduce ad un bivio. Trascuriamo la traccia che scende in val Gargassa e proseguiamo sul segnavia.
La salita non è del tutto ciclabile e ci porta a superare un crinale (km 3,7) per proseguire pianeggiante.
Il sentiero svolta bruscamente a sinistra e scende ripido sulla massima pendenza. Al termine di un bel tratto ondulato il sentiero scende sulla destra, molto ripido.
Riusciamo a stare in sella se evitiamo il solco più profondo ed usciamo su una mulattiera al colletto del m. Ayolo (km 4,8).
Abbandoniamo i segnavia che proseguono diritti per andare ad attraversare le spettacolari Rocce Nere e svoltiamo a destra (a sinistra la mulattiera, poi sentiero, scende in val Gargassa).
La mulattiera scende con un tornante e confluisce in un'ampia strada sterrata (km 5,3).
Svoltiamo a destra (a sinistra variante 20.1) ed iniziamo la facile e veloce discesa che senza incertezze ci porta sulla provinciale (km 7,85).
Campoligure è a destra a meno di 2 km.
Dislivello: 650 m
Ciclabilità: 95%
Osservazioni: solo in discesa. Il monte Pavaglione si raggiunge con l'itinerario 13 da Campoligure oppure dal passo Fruia con lo stesso itinerario 13 al contrario.
Variante 20.1: consigliabile. Alla confluenza svoltiamo a sinistra. La strada porta ad un colletto e poi sale ripida raggiungendo il monte Poggio su cui sorge la chiesetta di N.S. delle Grazie (km 0,6). Panorama. Ritorno dalla stessa parte.

21 - Anello di Ovada 1

Aggiornamento: 10/2004
Descrizione.
Partiamo dalla stazione di Ovada ed andiamo verso la città per girare a destra alla rotatoria, passando sotto alla ferrovia. Continuiamo seguendo la strada provinciale fino all'incrocio con strada Faiello (km 2).
Svoltiamo a sinistra e seguiamo la stradina asfaltata che sale, supera la cappella di S. Venanzio e proseguiamo fino al bivio dove ha termine l'asfalto (km 4,5).
Raggiungiamo un bivio dove saliamo nella strada di sinistra (km 4,9). Superiamo una salita difficile a causa del fondo eroso, superiamo un traliccio dell'alta tensione ed incontriamo un altro incrocio (km 6,5) dove andiamo a destra. Dopo meno di cento metri usciamo sulla grande sterrata che proviene dalla Costa. Svoltiamo a destra seguendo questa strada (a sinistra variante 21.3). Il facile percorso alterna salite e discese. Trascuriamo tutti gli incroci con strade minori e usciamo al valico delle Ciazze (km 8,9) dove incontriamo la strada asfaltata che sale da Rossiglione.
Svoltiamo a destra nell'unica stradina in salita. Iniziamo a costeggiare il versante settentrionale della montagna e raggiungiamo un bivio (km 9,3) dove andiamo a sinistra superando la sbarra. La strada prosegue con salite non impegnative. Quando arriviamo ad affacciarci sulla valle del torrente Olbicella (km 10,8) dobbiamo abbandonare questa strada (che termina alla cascina Puvie, 200 metri più avanti) e svoltare a destra in una strada poco evidente.
La strada segue lo stretto crinale con bella vista sulla diga ed i meandri del fiume.
La discesa è ciclabile anche se con qualche tratto dissestato. La stradina termina confluendo in un'altra più ampia (km 13,8).
Svoltiamo a destra e seguiamo un tratto pianeggiante che ci porta ad un bivio nei pressi di un rudere (km 15).
Lasciamo la strada che prosegue (variante 21.1) e svoltiamo a sinistra. Superiamo un breve tratto di sentiero e proseguiamo su una stradina che comincia a scendere. Al termine della discesa il percorso diviene pianeggiante e dobbiamo fare attenzione a vedere un sentiero a destra (km 16) (la strada termina senza sbocco poco dopo).
Prendiamo il sentiero. All'inizio è facile poi presenta qualche difficoltà per il fondo eroso e con molte pietre. La discesa porta nei pressi del torrente e poi ad un guado (evitabile su un ponte, poco visibile, a destra; km 17).
La strada sale a superare una spalla poi scende velocemente e diviene asfaltata nei pressi di alcune case (km 17,7). Continuiamo su asfalto fino ad una casa che precede l'ingresso sulla provinciale (km 18,3). Prima della casa svoltiamo a destra (freccia rossa sull'asfalto) seguendo una stradina erbosa che ci porta ad un incrocio dove svoltiamo a sinistra ed usciamo sulla provinciale (km 18,8).
Seguendo la provinciale a destra ritorniamo ad Ovada (km 21,6).
Dislivello: 570 m
Ciclabilità: 100% tranne qualche metro.
Osservazioni:
Variante 21.1: Inutile.
Proseguiamo sulla invitante strada che prosegue pianeggiante. Superiamo qualche saliscendi e raggiungiamo un guado cui segue una breve salita non ciclabile. Proseguiamo ancora fino ad un secondo guado. Affrontiamo un'altra salita non ciclabile ed arriviamo al termine della strada (km 2,4). Poco prima del termine sale a sinistra un ripido sentiero che dovrebbe (non l'ho fatto) portare alla grande sterrata del percorso principale.
Variante 21.2: Discesa a Rossiglione.
Al Colle delle Ciazze seguiamo in discesa la strada asfalta tenendo la destra al vicino incrocio. Scendiamo alla strada per il lago di Ortiglieto dove svoltiamo a sinistra continuando a scendere senza incertezze fino ad uscire sulla provinciale alle porte di Rossiglione (km 3,3).
Variante 21.3: Discesa via Costa.
Alla confluenza saliamo a sinistra e scolliniamo dopo pochi metri. Seguiamo sempre l'ampia sterrata che diviene asfaltata dopo 1,5 km. Raggiungiamo il paese di Costa di Ovada, lo attraversiamo in discesa e proseguiamo fino ad incontrare la provinciale che proviene da Molare. Svoltiamo a destra e raggiungiamo Ovada (km 6,5).

22 - Dal Passo Fruia a Masone

Aggiornamento: 2/2005
Descrizione.
Dal Passo prendiamo il largo sentiero che scende verso oriente (segnavia FIE e ). Dopo qualche metro lasciamo a destra il sentiero che va a congiungersi con l'itinerario 6 e proseguiamo sulla mulattiera con segnavia . La mulattiera presenta qualche tratto pietroso che ci costringe a piedi, ma complessivamente è ciclabile.
Dopo un tornante il fondo migliora e possiamo proseguire sempre in sella, tranne qualche passaggio. Guadiamo due ruscelli e scendiamo arrivando a livello del torrente. Proseguiamo con pendenze minori e qualche leggera risalita raggiungendo un guado più largo.
La mulattiera ora si allarga e ci porta ad alcune cascine. Guadiamo il torrente (km 4,2) a fianco di un ponticello e confluiamo in un'ampia sterrata che seguiamo a sinistra.
Il fondo diviene asfaltato, superiamo un ponte raggiungendo un bivio. Svoltiamo a destra, sottopassiamo l'autostrada e superiamo lo Stura su un ponte uscendo sulla strada provinciale in località La Maddalena (km 5,3).
Masone è a destra a 2,7 km.
Dislivello: 460 m
Ciclabilità: 96%.
Osservazioni:
Asfalto: 7%

23 - Anello della Badia di Tiglieto

Aggiornamento: 8/2005
Descrizione.
Partiamo dal Ponte sull'Orba, al bivio tra la strada per Olbicella e quella per S.Pietro.
Attraversiamo il ponte in direzione di Tiglieto e svoltiamo a destra nella prima strada. Andiamo quasi in piano seguendo una stradina asfalta che costeggia alcune villette (segnavia FIE e ).
La strada termina ed attraversiamo un ponticello a cui segue una breve salita non ciclabile. Lungo il percorso incontriamo frecce bianche, possiamo seguirle ma in caso di contrasto dobbiamo seguire i segnavia FIE.
Il sentiero costeggia in alto il letto del fiume, qui incassato in una spettacolare gola. Svoltiamo a sinistra e seguiamo una valletta laterale salendo ad incrociare una strada asfaltata (km 1,5).
Svoltiamo a sinistra e saliamo su asfalto per 150 metri poi svoltiamo a destra. Seguiamo un largo sentiero che scende ad attraversare un ponte.
Saliamo una ripida rampa raggiungendo una casa. Proseguiamo, con qualche saliscendi, ed incontriamo di nuovo l'asfalto (km 2).
Svoltiamo a sinistra e, dopo pochi metri, scendiamo in un sentiero a destra. Il sentiero porta su una mulattiera che scende ad attraversare un ruscello e poi sale ad incontrare una sterrata (km 2,3).
Lasciamo a sinistra la strada verso il monte Dente e scendiamo a destra. La strada scende ripida e la seguiamo per 300 metri.
Quando incontriamo un sentiero che va a sinistra lo prendiamo (la sterrata prosegue e porta sul fiume in corrispondenza di un bel lago).
Il nostro sentiero costeggia il fiume e raggiunge un ponticello non troppo sicuro (km 2,9).
Sulla riva opposta dobbiamo spingere per superare una rampa e proseguiamo sul sentiero ora piuttosto stretto su pendio ripido. Arriviamo in vista di una cascina dove dobbiamo stare attenti e svoltare a destra per entrare nel sentierino che passa tra una recinzione e la riva del torrente (sbagliando ed andando diritti raggiungeremmo la cascina e l'asfalto; è possibile andare a destra e riprendere il sentiero giusto, ma dobbiamo affrontare un'oca guardiana).
Raggiungiamo ed attraversiamo il lungo e stretto ponte che attraversa l'Orba. Sull'altra riva superiamo a piedi qualche metro e proseguiamo poi con facilità fino ad una cascina (km 3,7).
Passiamo a monte della casa prendendo una larga sterrata. Ad un bivio (km 4,2) andiamo a destra e proseguiamo fino all'incrocio con l'asfalto (km 4,5).
Svoltiamo a destra e scendiamo sull'asfalto fino alla curva dove prendiamo la sterrata a sinistra (km 5).
La strada scende e la lasciamo poco prima di una cascina per andare a destra. Passiamo un rio e proseguiamo a destra. Il sentiero si allarga gradatamente e diviene una larga sterrata che scende con ampi tornanti.
Costeggiamo il parco della Badia e raggiungiamo la strada di accesso (km 6,2). Svoltiamo a destra e seguiamo la strada che sale al ponte sull'Orba (km 6,6).
Dislivello: 180 m
Ciclabilità: 97%.
Osservazioni:
Asfalto: 18%

Altri percorsi

Esistono numerose possibilità, generalmente meno ciclabili.
  1. Scendendo dal Pracaban con l'itinerario 9, al termine del ripido sentiero che termina su di una strada sterrata, si può scendere a destra sulla sterrata. Al termine si raggiunge per tracce una cascina dove ha inizio una discesa con tratti ripidi che riporta al piazzale della legna sul rio Berlino.
  2. La cascina si può anche raggiungere lasciando il sentiero di discesa (itinerario 1 al contrario) nel punto in cui nel bosco svolta a destra. Si scende invece a sinistra per stradina forestale coperta di foglie.