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"La lampada dei desideri" 50 x 100 anno 2009

"ius primae noctis"  100 x 80 anno 2009



"CRONO" 60 X 60 anno 2009

"EROS" 50 x 70 anno 2009 Eros originariamente rappresentava una delle forze primigenie della natura. Figlio del Caos, è la personificazione dell’armonia e della potenza creativa dell’universo.

"LA VITTORIA DELLA MALDICENZA" 80 X 60 anno 2008 Il serpente ha la lingua biforcuta, a due punte, come dice Aristotele; tale e quale è quella del maldicente, che con un sol morso ferisce e avvelena l'orecchio di chi ascolta e il buon nome di colui di cui parla male
 (da “Filotea” San Francesco di Sales)

La maldicenza è un resoconto distorto o del tutto falso per diffamare ingiustamente il buon nome di un'altra persona: è la più velenosa di tutte perché penetra fortemente nella mente di chi ascolta.
Tra le cause che generano la maldicenza c’è sicuramente l'invidia che, non potendo raggiungere il suo modello, lo deve svalutare, svilire, distruggere, denigrare, fare a pezzi. Chi ha necessità di mettersi in mostra, di essere ammirato, spesso parla male degli altri: lo screditare chi gli sta intorno è il miglior modo per rivalutare se stessi.
Vi è poi la maldicenza che può sorgere come forma di rancore, di vendetta.
In questo lavoro a olio, intitolato “la vittoria della maldicenza, ho voluto antropomorfizzare un intero paese di civette, non mancano i personaggi “chiave”: il giudice, la ricca signora, la servetta dall’aspetto ingenuo, la perpetua intrigante, la pudicissima suora….. tutti coalizzati nella condanna della povera ragazza che arde sul rogo… rea di esser bella e quindi potenzialmente destabilizzante e pericolosa per una morale radicata, alla stregua di un cactus, in cuori aridi come il deserto




"I 5 SENSI" 175 x 120 anno 2008

"NON APRITE QUELLA TELA" 100 x 50 anno 2008 Dietro ad un tranquillo volo di gabbiani in un paesaggio naturale incontaminato, il cielo si oscura... sotto lo strappo l'attacco terroristico sempre in agguato.

"L'UOMO E IL CANE" 80X60  anno 2008

"MEPHISTO" 40 X 80 anno 2007  Mefistofele di solito è raffigurato con fattezze più umane, rispetto agli altri diavoli. Spesso assumendo la forma di un uomo alto completamente vestito di nero reca in mano il "libro rosso", che le persone che gli vendono le proprie anime devono firmare.

"IL PENITENTE" 40 X 50 anno 2007

IL PROFUGO  70X50 anno 2007     La lettura del libro “Il profugo” del Prof. Younis Tawfik  mi ha ispirata per questo dipinto a olio.

In questo quadretto famigliare il dramma iracheno rivive attraverso le passioni amorose, l'impegno civile e lo slancio religioso degli uomini e delle donne che ne hanno attraversato le turbolente vicissitudini: amanti e fratelli divisi dalla politica fino al fratricidio, padri distrutti dalla fuga in Occidente dei figli, giovani che tentano faticosamente di ricostruirsi una vita in Europa, madri rimaste sole ad assistere alla devastazione dell'Iraq durante la Guerra del Golfo.

Sembra quasi una scena teatrale dove si avvicendano e intrecciano i monologhi di tre generazioni che, con profonda introspezione descrivono i propri sentimenti ed esperienze.

È l'estate del 1979, e l'ombra del dittatore si stende sull'Iraq, insinuandosi dovunque, spezzando amori e amicizie, mettendo padri contro figli e fratelli contro fratelli. Sullo sfondo del catastrofico conflitto con l'Iran e delle epurazioni della dittatura, un ragazzo, contemplando le fotografie mandate dal fratello maggiore, esule in Europa e oppositore del regime, comincia a sognare l'Occidente...

La rocambolesca fuga dall’Irak da parte del ragazzo è intessuta di profonde riflessioni, paure, rimpianti…momenti di profonda angoscia. “la sconfitta morale è come l’omicidio della mente e dell’anima” frasi forti di un ragazzo che non può vivere la sua giovane età come vorrebbe. Delusione per le continue e sempre più strette coercizioni da parte della dittatura, per la muta rassegnazione dei più che chinano la testa ad ogni stormir di fronda…. Decisione penosa la sua: quella di abbandonare il proprio paese, i propri familiari per la ricerca di un diritto alla libertà che è  sacrosanto per ogni essere vivente.

Mi ha colpito in particolare questa frase che cito testualmente: “Nel mio paese il tempo si era fatto di pietra e nemmeno le cose si muovevano, vi era soltanto la sensazione di essere presenti sulla terra, per riempire lo spazio, in attesa che tutto si sciogliesse come cera sotto il sole che non sorgeva…”

Quando finalmente giunge in Europa profondi sensi di solitudine si impadroniscono di lui: solo in mezzo a infiniti volti che non ti degnano di uno sguardo, muto perché non conosce la lingua, in esilio…metaforicamente nudo perché privato di ogni dignità ma sempre con il pensiero rivolto verso il suo paese mentre la Luna ammicca dall’alto.

Profugo, tuttavia, resterà sempre: egli tornerà in patria dopo la caduta di Saddam, ma troverà ancora e ancora odio politico e religioso, fratelli contro fratelli, armi puntate e fragore di bombe. Sul petto della madre, sopravvissuta alla tragedia personale e collettiva, egli verserà lacrime davvero amare. 

 

LIBERTAS 60 X 80 anno 2007

ELEMOSINA  60 X 60  anno 2007                                                   


PAOLO E FRANCESCA                                80 x 100 anno 2007                                     « Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense."
Queste parole da lor ci fuor porte. »
(Dante Alighieri, Inferno  canto V)                          



COSI' STA SCRITTO  50 X 40            anno 2007

LUCCIOLE E LIBELLULE   100 x 30 anno 2007        Che la prostituzione sia nata con l’evoluzione dell’Homo Sapiens (per meglio dire…erectus ) è notorio. Si è scritto e discusso in merito per secoli creando solo un  enorme bailamme. Ragazze in vetrina, per strada, bordelli clandestini, escort a domicilio… di tutto e ancora di più. Negli ultimi lustri si leggono articoli raccapriccianti sull’operato da parte di protettori senza scrupoli, di carnefici elargitori di violenze varie, spesso feroci. Reti internazionali che importano carne umana viva adibita allo schiavismo sessuale: Straniere che vengono vendute – comprate – imbrogliate – illuse con la promessa di lavoro – violentate – sbattute sul marciapiede – picchiate – minacciate – ricattate… sempre più spesso “uccise”, purtroppo ci scandalizziamo solo  quando  si tratta di minorenni, per una strano e perverso contorsionismo mentale si tende a considerare le donne adulte già avvezze a certi trattamenti e quindi in qualche modo corazzate, niente di più stupido. Poche possono ribellarsi, quasi tutte vivono nel terrore di punizioni corporali e ritorsioni contro parenti lontani.

La sostanziale differenza  tra ieri e oggi è che una volta le “venditrici di un gaio cesto d’amore che amor non è mai (Battisti)”, si concedevano per propria scelta, i bordelli erano seguiti dal servizio sanitario e le ragazze potevano ritirarsi quando volevano. Altro discorso è la prostituzione schiavizzata foriera di violenza e morte.  In milioni di anni la specie umana si è evoluta in tutto tranne che in quella sorta di istinto di base che trova sfogo nella prevaricazione fisica e mentale nei confronti dei più deboli. In questo mio quadro a olio ho voluto un po’ esprimere iconograficamente quanto sopra riportato. E’ la metaforica evoluzione della crudeltà umana, i ragazzini si divertono ad infilzare le libellule, gli adulti le lucciole. 
 

DONNA OGGETTO 80 X 60           anno 2006   Ho intitolato il quadro esposto "donna oggetto" , vuole essere una reazione alla strumentalizzazione del corpo femminile,  sintesi della riduzione meschina e negativa dell'altra metà della popolazione umana operata dalla società e dai mass-media. Invece di seguire pedissequamente la moda ad ogni costo e puntare tutto sulla visibilità esteriore non è forse meglio crearsi delle vie espressive autoidentificanti migliori?

GIUSTIZIA E' FATTA   60x50 anno 2006       …chi pennelli have, e colori, ed a caso pinge, imbrattando le mura e le carte,
pittor non è, ma chi possiede l’arte, benché non abbia inchiostri, penne e vaso…
“Tommaso Campanella”

 Nell’esprimermi in questa tela ho cercato di immaginare come reagirebbe Caravaggio dovesse mai trovarsi di fronte all’arte informale. Mi sono ispirata partendo dal suo “Giuditta e Oloferne”   trasformandolo e cercando di intuirne la sua reazione. Giuditta questa volta non si vendica su Oloferne!

FRAMMENTI DI VIOLENZA  60X80 anno 2006

OMAGGIO A DALI'    60X80 anno 2006

LA MARIONETTA    60X80 anno 2006 Siamo tutti legati, mani e piedi, ad una società e ad un ritmo frenetico che ci concede pochissimo tempo per sognare...... la testa della marionetta è libera da impedimenti...."La chiave della felicità è sognare..."

LO SPECCHIO DI DORIAN GRAY 80x60 anno 2006   In questo dipinto ho voluto mettere in evidenza soprattutto “lo Specchio” che gioca un ruolo fondamentale in questa composizione. Il giovane in primo piano si riflette e vede un’immagine diversa dalla sua: una persona anziana che lo guarda con un’espressione di rimprovero. L’uomo apre il libro di Oscar Wilde: “Il ritratto di Dorian Gray”. In questo celebre romanzo il protagonista acquisisce il dono dell’eterna giovinezza, ma il suo ritratto, in un quadro, invecchia regolarmente presentando il suo aspetto reale. Il giovane si macchia di delitti e nefandezze e il ritratto, oltre ad invecchiare, s’imbruttisce notevolmente come a diventare la manifestazione somatica delle sue scellerataggini. Anche se sono partita dallo spunto di questo romanzo, in realtà, nel mio lavoro, l’immagine riflessa sta più a significare la “coscienza”, intesa come il “Super-io” Freudiano, quel modello che c’è in noi e che ci spinge a comportarci nell’uno o nell’altro modo, quell’insieme di divieti genitoriali che hanno plasmato la nostra “educazione”, il nostro modo di agire.

MEDITAZIONE AL CHIARO DI LUNA 50X60 anno 2006                                           Catalogo “ 3 Biennale Arte Sacra Pistoia”  25 giugno - 9 luglio 2006
Il quadro di Franca Valeria Oliveri, Meditazione al chiaro di luna, opera figurativa per antonomasia, ci ripropone il sacro mediante una tradizionale figura di anziano che prega, resa sostanzialmente in monocromia, sotto una luce diffusa di plenilunio. Indubbia abilità tecnica nel restituirci le nodose mani giunte in primo piano, che ci parlano poeticamente e romanticamente – con una declinazione quasi ottocentesca – di fatica, di lavoro, di tribolazione; un volto segnato soprattutto dalla luminosità dei grandi occhi, pieni di fede, che guardano lontano, che guardano oltre. Al di là di questo pathos, però, ci piace il giuoco della luce sul cappuccio e sul manto, a disvelare mondi di dignità e di ieraticità, forse ancor più che nell’immagine diretta e maggiormente scontata del viso, ...

Dott. Giampaolo Trotta

 

DONNA......DEA DELL'UNIVERSO              70X50 anno 2006

LA RAGAZZA DAI CAPELLI ROSSI 60X80 anno 2006

VANITAS....IL FANTASMA DELLA VECCHIAIA         100X60 anno 2006 dedicato a tutte quelle donne che si preoccupano più "dell'apparenza" che "dell'essere"

GIOCO D'ARCOBALENO 60X80 anno 2006

MATERNITA'  60X70 anno 2006                                           

La realtà di quanto accade, spesso in modo drammatico in quella parte del mondo dominata dalla miseria, attrae Franca Valeria Oliveri che si interessa in modo particolare al tema della figura. In uno dei dipinti, un’immagine di donna bianca con un bimbo denutrito in braccio guarda verso una mano che porge la ciotola: i rapporti fra le zone chiare e quelle scure simboleggiano la presenza nel mondo del bene e del male. 
 
 Proff. Mistrangelo e G. Massara (ottobre 2007)                         

L'INCUBO DELL'INQUISITORE  80X100         anno 2006   Voglio dedicare questo mio quadro a olio a tutte quelle centinaia di migliaia di donne in tutta l’Europa che , tra il XV e il XVIII secolo, furono torturate, seviziate e bruciate vive dall’Inquisizione solo perché troppo libere intellettualmente o sessualmente, accusandole di aver stretto patti scellerati con il demonio. In questo dipinto una "strega" è tornata ad avvelenare le notti al suo Inquisitore

TENTAZIONE  50X100 anno 2006

PEACE 50X70 anno 2006 Le mani di un diplomatico occidentale e di un militare orientale che firmano insieme un trattato di pace... sperando che non sia solo un sogno!!!!

OMAGGIO A MAGRITTE 40x50 anno 2006

GLI OCCHI DELLA SPERANZA 50X70         anno 2005      Anche l’Arte, con le sue diverse sfaccettature, può essere una riflessione espressa per immagini che reca con sé un messaggio: chiede a tutti noi di ritrovare il senso e la base migliore della vita con la pace, in un’esperienza del sacro nella cognizione del dolore e della sofferenza attraverso il propagarsi del suo opposto, è solo nella sofferenza della consapevolezza che si può trovare la ragione di una migliore esistenza.

MEDUSA 60X100 anno 2005 Donna sensuale ma "armata" contro i pericoli che la circondano

PACEM IN TERRIS 100X70 anno 2005   Nell’omonima Enciclica di Papa Giovanni XXIII si legge: “Con l’ordine mirabile dell’Universo continua a fare stridente contrasto il disordine che regna tra gli esseri umani e tra i popoli; quasicché i loro rapporti non possono essere regolati che per mezzo della forza.” Non si sa per quale assurdo e oscuro mistero genetico l’uomo sia più portato alla guerra e alla violenza che non alla libertà e alla pace: una pace sempre in pericolo, il cui valore diventa fondamentale solo dal momento in cui inizia a vacillare. Voci che abbiano inneggiato ad essa si fa fatica ad elencarle per mancanza di fedeltà alla parola data, prima dell’ascesa al potere.

Purtroppo l’uomo ha sempre considerato l’uso della violenza come lo strumento più efficace per garantirsi l’esistenza prima e per allargare i propri territori dopo. La cartina geografica del mondo è tracciata da guerre, scontri e scambi di potere, concetto talmente radicato nell’animo umano che è impossibile da estirpare: confini effimeri, perennemente mutanti per il benefit degli editori degli Atlanti. L’uomo combatte per il tifo sportivo, per un posteggio, per la carriera, per campanilismo, per passione, per mettersi in coda all’ufficio postale, per avere la parola alle riunioni condominiali… Scrisse Adolf Hitler: “La razza umana è diventata forte nella lotta perpetua, e non potrà che perire in una perpetua pace”. Questione di opinioni…

Nel mio lavoro ho quasi voluto immortalare una speranza ed una riflessione attraverso cui spegnere i tanti focolai di guerra presenti nel mondo. La veggente consulta la sua sfera magica e si interroga: la colomba, simbolo sempiterno della pax populi, illumina con il suo volo un teschio abbandonato di un milite ignoto…sperando che sia l’ultimo. Tutti noi dovremmo essere portatori del messaggio di pace attraverso il confronto e la giustizia democratica, come garanzia per tutti.

 

TANGO 100X70 anno 2005

CLOWN 40X50 anno 2005

FRANCESCA  50X70 anno 2005

SPERIAMO CHE SIA UN PRINCIPE 40X40 anno 2003