HO SCRITTO / HA SCRITTO - HO RISPOSTO

complimenti per il contenuto delle pagine relative al big bang e agli "altri universi" e per il linguaggio semplice ma incisivo (dote poco comune).
Un buon trampolino di lancio per la riflessione e la curiositΰ di chi vuole "alzare lo sguardo dal proprio naso" e dalla banalitΰ che ci circonda. DISTINTI SALUTI F. N.
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Egregio signor N., La ringrazio davvero di tutto cuore per l'apprezzamento. Ho ricevuto molti plausi dai miei colleghi di lavoro, ma contano abbastanza poco: θ molto piω piacevole ricevere complimenti da un estraneo. Le θ possibile fornirmi qualche piccola notizia su di Lei e sul come ha trovato il mio sito? Ancora grazie. Distinti saluti johannes carusus
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Egregio signor johannes carusus, θ un vero piacere risponderle;mi perdoni per il ritardo con il quale le scrivo ma le interessanti pagine del suo sito web mi hanno spinto ad affrontare il problema dell'origine e fine dell'universo in modo piω approfondito. La proprietΰ di linguaggio (intesa come modo efficace di comunicare concetti ed emozioni) e l'ottimo messaggio divulgativo che ne deriva, rendono i suoi scritti piω di una semplice pagina web;essi accattivano e stimolano l'interesse nel proseguire una indagine che mai finirΰ di stupirci:l'esistere stesso dell'universo. Quindi, per il principio di causa-effetto da lei provocatomi ho ripreso le letture di astronomia che da qualche anno avevo trascurato ,con l'intento di occupare in modo utile con la mente e lo spirito il mio poco tempo libero. Sto leggendo il libro di Steven Weimberg che lei conoscerΰ benissimo e l'entusiasmo sale. Lei in qualche modo ha provocato un simpatico new bang in me e per questo la ringrazio molto. Sono il presidente di una poco fortunata Associazione di astrofili di Ostia Lido. Ho compiuto da poco 29 anni e sono sposato da poco piω di un annetto. La passione per l'astronomia mi ha coinvolto sin da piccolo ed in particolare ,crescendo, le domande si sono orientate verso la cosmologia e i suoi misteri. Cosμ in una pausa di lavoro l'altra sera mi sono ritrovato davanti ad un computer connesso con internet ed ho iniziato a cercare siti che contenessero informazioni stimolanti.Tra essi θ comparso il suo che ho letto con molta attenzione ed ammirazione, tanto da coinvolgere anche mia moglie in discorsi che la stimolassero a guardare oltre il solito orizzonte della quotidianeitΰ. Grazie anche al suo contributo oggi le nostre chiacchere in famiglia si sono arricchite di ipotesi a volte pittoresche ,che ci distolgono volentieri da quel cubo passivo che si chiama tv. Per il momento la saluto sperando di sapere qualche notizia in piω su di lei se lo riterrΰ opportuno. Cordiali saluti F. N.
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In allegato le mando una lunga noiosa lettera. johannes carusus
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LUNGA NOIOSA LETTERA.
EGREGIO SIGNOR N., mi dispiace che lei definisca poco fortunata la sua Associazione. In effetti, a mio parere, l'astronomia e piω ancora l'astrofisica sono attivitΰ culturali piene in se stesse e non hanno bisogno di grandi masse di persone per dare piacere e soddisfazione. Almeno cosμ θ accaduto a me: il mio interesse θ legato a problemi miei e ad una ricerca mia personale. In fin dei conti la domanda di fondo per chi ne ha voglia θ solo questa: che ci sto a fare qui? La nostra vita θ fatta di eventi casuali sui quali abbiamo ben scarso potere di intervento. La quasi totalitΰ delle nostre decisioni θ "dovuta" a cause esterne indipendenti dalla nostra volontΰ. Quando diciamo "ho deciso" in realtΰ non facciamo altro che trarre le conseguenze inevitabili di decisioni, anch'esse casuali, di altre persone. L'astrofisica, assai piω che l'astronomia, a me θ parsa capace di fornirmi non risposte definitive ma spunti per tentare di comprendere il "perchι" della mia esistenza. Tanti uomini cercano fuori di sι il fine della propria esistenza, per esempio attribuendo ad un Ente superiore la causa del proprio vivere. Io ritengo che il motivo del mio esistere sia insito nello stesso esistere, cosμ come accade per tutte le cose del nostro universo. Gli animali, le piante, le stelle forse non si domandano perchι esistono (dico forse perchι non so abbastanza) mentre io sono conscio del mio essere. E l'esser conscio deve (dovrebbe) indurmi a cercarne un significato. Cercare fuori di me θ eludere il problema rimettendolo nelle mani di un altro essere, superiore o no. Io non credo, ed θ scritto in una pagina del sito (http://web.tiscali/vanni_38/astro43.htm Conclusione), che l'universo come lo conosco abbia un suo fine, buono o cattivo, passato o futuro, ecc. ma che esso θ perchι θ. Naturalmente la mia posizione θ molto orgogliosa e rientra nello schema del principio antropico: tutta la storia del nostro universo ha avuto come unico obiettivo quello di produrre me, naturalmente non in forma conscia (non credo come giΰ detto in una volontΰ esterna e cosciente) ma probabilistica (veda l'articolo Probabilitΰ in http://web.tiscali/vanni_38/proba.htm ) e deterministica, ammesso che queste due parole possano essere adoperate insieme. Insomma, l'astrofisica mi ha consentito di considerarmi una parte importante del processo di evoluzione dell'universo! E ciς non ha bisogno di condivisione. Naturalmente discorrere con qualcuno di queste cose θ importante perchι θ essenziale dare e ricevere idee che possono portare a sviluppi inizialmente impensabili. Io riesco talvolta a discutere con me stesso, ma certo non θ questo il modo migliore di crescere e approfondire le conoscenze e le implicazioni. Talvolta ho delle discussioni con un collega (profondamente convinto dell'esistenza di Dio) e in tali occasioni il cervello funziona meglio e mi trovo ad esprimere pareri e convinzioni che non sapevo di avere. Mi fa quindi piacere che lei trovi il tempo e il modo di discutere con sua moglie su tali argomenti. Mi permetta perς di darle un consiglio: a turno fate finta di essere di parere contrario a quello che parla per primo: vedrete le vostre conoscenze crescere e le convinzioni rafforzarsi, sino a poter sostenere lunghe e pesanti contestazioni! Tre o quattro persone capaci di "arrabbiarsi" per sostenere le proprie tesi (e quindi capaci di documentarsi e di capire i documenti) sono piω che sufficienti per crescere. Se la sua associazione ha tanti membri, non la consideri poco fortunata! Se poi volesse coinvolgere anche me nelle vostre discussioni attraverso questo mezzo, lo faccia pure e interverrς con piacere sin dove mi θ possibile. Per quanto riguarda le notizie su di me, c'θ poco o nulla da aggiungere a quello che θ riportato nella prima pagina del mio sito. Posso solo dire di piω che, forse perchι sono vecchio, sono ogni giorno di piω deluso dei miei alunni, i quali per la maggior parte hanno paura di faticare per imparare (veda l'articolo Memoria in http://web.tiscali/vanni_38/carusus4.htm ). Per loro l'aver capito (non sempre bene!) θ piω che sufficiente per andare avanti. Cordiali saluti a lei, a sua moglie e agli astrofili di Ostia Lido. johannes carusus
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Per colpa della mia testa non avevo mai controllato il suo sito. Oggi l'ho fatto e sono rimasto entusiasta. E' un bel aiuto per tutti gli scolari che vogliono studiare qualcosa ma puς essere utile anche a qualche giovane ingegnere come me che vuol riprendere dei concetti ormai ahimθ tralasciati. Complimenti prof. ottimo lavoro. Cordiali saluti Ing. F. M.
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EGREGIO DOTTOR F. INGEGNER M., sono davvero lusingato dei suoi complimenti. Tuttavia non deve esagerare perchι quello che ho scritto puς servire giusto giusto ad un alunno della nostra Scuola, certo non ad un professionista, sia per gli argomenti toccati che per il linguaggio adoperato. L a professoressa C. una volta mi rimproverς aspramente accusandomi di scrivere come Piero Angela; io lo ritenni un complimento perchι era ed θ questo lo scopo che mi sono prefisso, cioθ scrivere in modo che "quasi" chiunque possa capire gli argomenti trattati. Ma, da questo ad essere utile ad un collega, ce ne corre! Comunque, grazie ancora, fa piacere essere apprezzati. Ma perς per favore mi dia una mano a scoprire se c'θ qualcosa che non funziona oppure θ sbagliato!!!!!!! Buon lavoro. johannes carusus
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EGREGIO PROFESSORE, insegno Macchine e Impianti Tecnici Navali all'Istituto Tecnico Nautico Buccari di Cagliari. Sto scrivendo delle lezioni per i miei alunni sui generatori di vapore e perciς Le chiedo la cortesia di poter utilizzare alcune pagine e figure delle relazioni scritte dai suoi allievi. Nelle pagine del mio sito comparirΰ sempre attivo il collegamento al suo, in modo che chiunque possa immediatamente risalire alla fonte. La ringrazio sin da ora, certo della sua disponibilitΰ. Cordiali saluti Giovanni Caruso
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OK, perfetto, autorizzazione concessa! Saluti A. F.
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EGREGIO PROFESSOR F., la ringrazio infinitamente. Cordiali saluti. giovanni caruso P.S. Le sarei grato se mi desse un, anche sommario, giudizio sugli argomenti trattati nel mio sito, tenendo conto che essi sono destinati ad alunni del Tecnico Nautico. Ancora grazie.
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GENTILE SIGNOR C. sono un insegnante di Macchine e Impianti tecnici navali del Nautico Buccari di Cagliari. Sto preparando degli appunti sui generatori di vapore per i miei alunni. Rovistando in Internet ho trovato il suo sito e alcune cose mi servirebbero per ampliare le mie pagine e per suggerire ai miei alunni di "guardarsi attorno" per scoprire qualcos'altro. Vi chiedo due cose: a) posso adoperare alcune delle vostre pagine, in originale e con il collegamento ipertestuale sempre attivo? b) in quale forma potrei collaborare al suo sito? Come referenza potete consultare il mio sito http://web.tiscali.it/vanni_38. Grazie per l'attenzione. Distinti saluti. giovanni caruso
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Ho visto la mia animazione nella tua pagina. Non θ molto corretto. Sarebbe meglio mettere un link alla pagina del mio sito. Grazie. F. C.
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EGREGIO SIGNOR C., sono mortificato per il suo rimprovero. L'immagine da me adoperata θ accompagnata dal link al suo sito e pensavo di non aver fatto nulla di male, anzi ero convinto di dare maggiore visibilitΰ ad esso da parte dei miei alunni proprio utilizzando una animazione. Chiedo ancora umilmente scusa: provvederς al piω presto ad eliminare l'immagine e il link. Distinti saluti. Giovanni Caruso
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complimenti per il sito! θ veramente utile per chi θ una schiappa in fisica!!!!! grazie!ciao...
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GENTILISSIMA STEFANIA, ho letto ora (ore 0.22) il suo messaggio. La ringrazio infinitamente per il complimento, il migliorissimo che potessi ricevere perchι θ proprio per persone come lei che ho fatto questa fatica. La mia convinzione θ che basta aiutare a salire il primo gradino e poi tutti possono percorrere l'intera scala. Se le fa piacere continui a seguirmi: da due settimane sto procedendo ad una revisione di (quasi) tutte le pagine. Ancora grazie e buon lavoro! johannes carusus
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Ho letto con molto interesse nel suo sito l'esposizione riguardante i fenomeni di corrosione determinati dal differente potenziale elettrico tra due metalli. Chissΰ se c'θ una spiegazione anche di un fenomeno che mi interessa personalmente. Si tratta di un edificio cui tetto piano θ formato da una lamiera grecata zincata rinforzata da una soletta in calcestruzzo gettata sopra di essa e impermeabilizzata. Internamente la lamiera grecata zincata θ a vista. Dopo circa un anno dalla sua realizzazione sulla superficie della lamiera zincata sono comparsi i primi fenomeni di formazione di punti neri isolati che in seguito si tramutavano in formazione di sali rosa. La formazione dei sali degeneravano in fori tondi precisi che bucavano completamente la lamiera. Inizialmente il fenomeno era circoscritto, poi nel corso del secondo anno si θ esteso piω o meno a tutta la lamiera. I sali sono rosa immagino per la mescolanza tra bianco dello zinco e rosso del ferro. Mi domando se la ragione del bucamento possa essere causato da acqua rimasta imprigionata nel calcestruzzo che ha scatenato un "effetto pila" grazie allo zinco e ferro. Ci possono essere altre ragioni? Propendo per una causa elettrica data la comparsa di piccoli e precisi fori. Se cosμ fosse come eliminare la corrente? In mancanza di altri elementi ho provveduto a mettere a terra la lamiera senza perς arrestare il fenomeno. Data la sua conoscenza in materia e le domando se esiste una letteratura riguardo al fenomeno che le ho descritto o se ha avuto precedenti esperienze in proposito. Nel caso avesse qualche notizia al riguardo o per ulteriori delucidazioni non esiti a rispondermi. Ringraziando Arch. R. F.
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EGREGIO ARCHITETTO, mi informerς presso i miei colleghi chimici e appena mi sarΰ possibile le darς una risposta. Anche a me parrebbe un problema di correnti elettriche parassite da combattere perς come si fa sulle navi: saldare alla lamiera un "pane" di zinco che ha un potenziale elettrico minore del ferro e quindi dovrebbe andare in soluzione invece del ferro stesso. In ogni caso mi farς premura di chiedere ai colleghi. La ringrazio della fiducia dimostrata nei miei confronti e le auguro buon lavoro. giovanni caruso
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EGREGIO ARCHITETTO, una prima notizia θ questa: tolga il collegamento a terra della lamiera perchι potrebbe peggiorare la situazione. Il collega del laboratorio di chimica mi ha confermato che la protezione piω efficace θ normalmente accoppiare fisicamente, per esempio saldando, un pane di zinco alla struttura da proteggere. Resta perς da studiare il perchι si θ innescata la corrosione. Mi occorre quindi da lei una notizia abbastanza importante: fra lamiera zincata e calcestruzzo lei ha provveduto a porre uno strato isolante, per esempio con cartone o feltro catramato? Se non c'θ niente di interposto, θ probabile che la corrosione si sia verificata laddove le "punte" dell'inerte del calcestruzzo esercitano una maggiore pressione sulla lamiera. Basta infatti una pur modesta differenza di sollecitazione meccanica per innescare il fenomeno corrosivo. Io mi sono giΰ collegato con il sito http://www.aiz.it/index_info.htm per avere qualche linea conoscitiva in piω. Apra quel sito e giudichi se nella sua struttura si verifica una o piω delle condizioni indicate. Presto penso di poterle dare risposte piω soddisfacenti. Le auguro buon lavoro. giovanni caruso
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Gentile Sig Giovanni Caruso: Ho ricevuto le sue due osservazioni riguardanti i problemi di corrosione ferro-zinco. Come da Lei accenato effettivamente in corrispondenza della presenza degli inerti del calcestruzzo (visibili da leggere deformazioni della lamiere) si verificano i punti di corrosione. La lamiera grecata e il calcestruzzo sono direttamente a contatto per ragioni strutturali e statiche. Stiamo provedendo a verificare eventuali dispersione di corrente dall'impianto elettrico. Le faremo sapere eventuali evoluzioni o risoluzioni del fenomeno. Nel fra tempo se ha ulteriori notizie La prego di farci sapere. Mi scuso per non aver risposto prima dato che mi sono trovato per un certo periodo all'estero. La ringrazio infinitamente per l'interessamento. Cordiali saluti, arch. R. F.
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Ho trovato il sito http://web.tiscali.it/vanni_38/index.htm molto interessante e mi piacerebbe ricevere informazioni su eventuali futuri nuovi programmi. Grazie!
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GENTILE SIGNORINA T., la ringrazio per avermi scritto. Per ora non ho il tempo di iniziare a scrivere altro poichι θ ricominciata la scuola e quindi non ho il tempo materiale per aggiungere altre pagine. Comunque se lei mi indica qualcosa che le interessa in modo particolare mi sforzerς di risponderle. Le sarei grato se poi mi dicesse in quale modo θ giunta al mio sito e di cosa si occupa. Grazie ancora per il complimento. Le auguro buon lavoro. johannes carusus
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Ho "scoperto il suo sito cercando un programma che mi permettesse di ricavare un diagramma di Mollier entalpia-entropia e l'ho trovato molto interessante ed utile. Sono una studentessa di Ingegneria Energetica presso il P. di T. e quindi informazioni tecniche quali quelle presenti nel suo sito potrebbero sempre essere necessarie. Momentaneamente non ho richieste su particolari argomenti da farLe, ma, come Le ho giΰ detto, tutto puς essere utile... θ bene saperne sempre il piω possibile!!! Le faccio ancora i complimenti per il notevole lavoro da Lei svolto. Distinti saluti T. T.
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GENTILE SIGNORINA T., io non so quale genere di problemi lei deve affrontare nel suo corso di studi. Voglio perς provare a sottoporgliene uno che si risolve con il diagramma di Mollier. Le chiedo scusa in anticipo nei tre casi seguenti: 1- il problema θ troppo facile; 2- il problema θ troppo difficile; 3- il problema non ha nessun interesse. Essendomi assicurato in questo modo il suo perdono anticipato, ecco il PROBLEMA. Determinare il volume di carbone necessario a costituire una riserva di tre mesi per una centrale termoelettrica che lavora con questi parametri essenziali: 1) potenza all'ingresso del generatore elettrico 450 MW; 2) portata di vapore 280 t/h; 3) pressione massima di esercizio 265 atmosfere; 4) temperatura massima di esercizio 570 °C; 5) rendimento termico della caldaia 92 %; 6) rendimento dell'impianto di turbina 84 %; 7) autoconsumo 6 %. Durante la discussione della soluzione esaminare: A) se mancano dati; B) se i dati sono sovrabbondanti; C) se i dati sono congruenti. Esempio: A) puς darsi che occorra la temperatura iniziale dell'acqua; B) puς darsi che il dato sul rendimento dell'impianto di turbina sia inutile; C) puς darsi che la portata di vapore sia eccessiva o manchevole rispetto alla potenza in uscita. Se lo ritiene utile possiamo discutere insieme la soluzione di questo problema. Qualche anno fa io lo affrontavo con i miei alunni e ciς mi permetteva di mostrare i collegamenti tecnici fra le diverse parti di un impianto termoelettrico, cioθ di mostrare come i diversi "numeri" si devono coordinare per ottenere un impianto "funzionante". P.S. θ necessario avere sottomano un diagramma di Mollier in originale. Giovanni Caruso
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CARISSIMO PROF.ING.CARUSUS, sono uno studente d'ingegneria e ho trovato il suo sito molto interessanti,con molte informazioni utili volevo farle i complimenti e farle anche ulcune domande. Ho letto che ha tenuto dei corsi d'informatica e quindi volevo chiederle se lei ha o sa dove posso scaricare dei programmi per decriptare le password. Le spiego il motivo, mio fratello per lavoro ha sviluppato un programma con "LOTUS SMART SUITE APPROACH 97" aveva salvato il tutto con una password che adesso ha dimenticato,siccome il programma e' molto vasto non puo' perdere altri mesi per rifarlo, quindi come posso aiutarlo? Avevo pensato di decriptare la password con qualche programma,ma sulla rete non sono riuscito a trovare nulla . So di chiederle una cosa un po'particolare,ma se possibile (sempre che per lei non sia un problema),potrebbe darmi una mano. DISTINTI SALUTI P.M.
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GENTILE SIGNOR PAOLO, la ringrazio per i complimenti che mi ha rivolto. Purtroppo non sono in grado di aiutarla a risolvere il problema che mi ha posto. I corsi di informatica che ho tenuto per i miei alunni sono stati dedicati all'uso dei programmi piω comuni di scrittura, calcolo e grafica. Ho anche chiesto consiglio ad alcuni colleghi ben piω esperti di me, ma anch'essi non hanno saputo darmi indicazioni. D'altra parte θ anche ovvio che sia difficile, forse impossibile, avere un programma di decifrazione delle password: se fosse possibile infatti nessuna banca o casa di vendite sarebbe piω al sicuro da indebite intromissioni. Anche suo fratello potrebbe venire defraudato del suo lavoro da parte di un qualunque maleintenzionato. Tuttavia penso che un vero esperto di computer (uno di quelli detti hacker!) sia in grado di risolvere il problema lavorando direttamente sulla sua macchina. Altro non posso suggerirle. Ancora grazie della visita. Buon lavoro. johannes carusus
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SONO PAOLO E ANZITUTTO COMPLIMENTI PER IL SITO. NON SO SE LA POSSO FARE QUA' LA DOMANDA...UN FORMULISMO PER TROVARE IL KV[MC/H] DI ACQUA A 38°C CIOE' RISP. IL VALORE DELLA PORTATA CHE ATTRAVERSA UNA VALVOLA A SFERA SE IL PASSAGGIO E' PIENO QUANDO VIENE ATTRAVERSATA CON UN DELTA P RISP. DI 1BAR. GRAZIE IN ANTICIPO E CORDIALI SALUTI.
IL SUO SITO L'HO TROVATO RICERCANDO LE PERDITE DI CARICO NELLE VALVOLE CON IL MOT.DI RICERCA GOOGLE! MI FA SAPERE PER IL QUESITO? GRAZIE!!!!!!!
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EGREGIO INGEGNERE, grazie per i complimenti e per la fiducia. In allegato le mando una breve nota sul quesito che mi ha posto. Spero di aver interpretato correttamente il problema; se cosμ non fosse la prego di scrivermi ancora. Cordiali saluti johannes carusus
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ALLEGATO
EGREGIO INGEGNERE, ho provato anch'io a cercare qualcosa di specifico e specialistico senza trovare niente di concreto. Ciς discende probabilmente dal fatto che il problema θ davvero molto particolare e le case costruttrici non mettono a disposizione i risultati di loro sperimentazioni. Ho anche cercato nel manuale Colombo almeno un suggerimento rispetto alle perdite di carico concentrate, ma ho trovato indicazioni per i casi di diaframma e di ugello. Questi due casi perς non possono essere applicati se la valvola θ tutta aperta in quanto il risultato θ che la perdita di carico θ zero. Se la valvola θ piena ma non tutta aperta il Colombo suggerisce questa soluzione: y = (hm - hv) (1 - mm) / (1 + mm) nella quale (hm - hv) θ il dislivello fra due piezometri l'uno subito a monte, l'altro subito a valle dell'ostacolo, m θ il rapporto a / A fra l'area del passaggio libero e l'area totale della sezione; infine m θ il coefficiente di efflusso pari a 0,95 χ 0,98 nel caso dell'ugello e 0,60 χ 0,63 nel caso del diaframma. Nel caso in esame suggerirei di considerare la valvola semiaperta come un diaframma, similmente a ciς che suggerisce il Colombo rispetto ad una saracinesca semiabbassata. Il calcolo di (hm - hv) si puς condurre tenendo conto della differenza di pressione Dp, rapportandola perς al peso specifico g dell'acqua a 38 °C, attraverso la relazione Dp = g Dh(*). Occorre ricordare che un ostacolo come il diaframma produce a valle una sezione contratta nella quale si ha una pressione inferiore a quella presente lungo linea. Tutto il calcolo dipende dalla misura di tale differenza di pressione che non puς essere prevista con il calcolo, ma deve essere misurata sul posto. Ne segue appunto che solo gli sperimentatori sono in grado di dare risultati apprezzabili. Una volta calcolata la perdita di carico localizzata dovuta alla valvola, il resto viene da sι con le usuali formule relative alle lunghe condotte, oppure applicando direttamente il teorema di Bernoulli fra due sezioni note. Ricordiamo infatti che la portata θ sempre esprimibile attraverso la velocitΰ media del liquido e l'area della sezione.
(*) posto pm = 0 si ricava pv - pm = x [bar] = g (hm - 0) e quindi (hm - hv) = x / g, essendo g il peso specifico dell'acqua a 38 °C, che θ 993 kg / m3 per acqua dolce, avendo eseguito l'interpolazione lineare fra i valori dati per 30 e 40 °C. Spero di esserle stato utile e le auguro buon lavoro. johannes carusus
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CARO GIOVANNI TROVO REALMENTE MOLTO UTILE IL TUO SITO , LO APPREZZO SINCERAMENTI, NON HO SUGGERIMENTI DA DARTI MA TI FACCIO SOLO COMPLIMETI PER L'OTTIMO LAVORO SVOLTO FINO AD ORA. PS:QUANTO HAI DEI NUOVI AGGIORNAMENTI TI CHIEDO CORTEMENTE DI COMINICARMELI VIA E-MAIL . BUON LAVORO SALUTI ALESSIO
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CARO ALESSIO, per il momento non ho progetti vicini perchι la scuola mi impegna molto. Nel prossimo futuro mi sta frullando l'idea di scrivere gli appunti per un corso da destinare ad un gruppo di alunni con il titolo:
BIG-BANG E RELATIVITA’: SOGNO, TEORIA E REALTA’ Fra i sogni piω antichi e persistenti dell’uomo c’θ quello dell’eternitΰ. Modernamente si sono aggiunti quelli della velocitΰ e dell’ubiquitΰ. La diffusione anche se sommaria delle teorie del Big - Bang e della relativitΰ ha accentuato nei giovani curiosi il desiderio di trovare una soluzione razionale ai sogni.
Tuttavia per ora θ soltanto un'idea vaga e da realizzare nel prossimo inverno. Per ora sto meditando soltanto alcuni aggiornamenti e qualche correzione sulle pagine giΰ scritte. Grazie per l'apprezzamento. Buon lavoro johannes carusus
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