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Storia e Definizione delle
Vasculiti
Definizione: Le Vasculiti sono caratterizzate
da un processo infiammatorio che interessa la parete dei vasi sanguigni
che conduce ad alterazioni del flusso ematico e a danno dell'integrità del
vaso. I vasi coinvolti possono essere di diverso tipo o calibro con
conseguenze su uno o più organi o apparati. Le sindromi cliniche che ne
derivano sono per lo più conseguenza dell'ischemia tissutale, del danno
vasale e dell'infiammazione sistemica con febbre, anoressia e calo
ponderale.
Storia delle Vasculiti: Il
primo riconoscimento della vasculite come malattia a sè stante è del 1801
quando Heberden descrisse il caso di un bambino di 5 anni affetto da una
malattia che sarà poi riportata da Schöenlein nel 1937 e da Henoch nel
1974 e che noi conosciamo come porpora di Schöenlein-Henoch (HSP). Nel
1852, Rokitansky descrisse il quadro anatomo-clinico della poliarterite
nodosa (PAN), malattia che sarà definita sul piano clinico nel 1866 da
Kussmaul e Maier. La maggioranza delle sindromi vasculitiche dovranno
comunque aspettare il 20° secolo per una piena caratterizzazione. Nel 1903
la descrizione di Osler della vasculite in corso di Lupus eritematoso
sistemico ingenera le prime difficoltà diagnostiche in quanto il
quadro è nettamente distinto da quello della HSP e PAN conosciute in
precedenza. Nel 1908 Takayasu una ischemia retinica derivante da un
danno vasculitico dei grossi vasi e che ora porta il nome di arterite di
Takayasu. Nel 1936 Klinger descrive il primo caso della sindrome che
sarà successivamente descritta in dettaglio da Wegener (granulomatosi di
Wegener) (GW). Un anno dopo Behçhet descrive la vasculite che porta il suo
nome e nel 1948 Zeek per primo parla di vasculiti da ipersensibiltà
e nel 1951 Churg e Strauss delineano una sindrome simile alla PAN con
ipereosinofilia. Man mano che il numero delle sindromi vasculitiche
aumentava si ravvisava la necessità di criteri classificativi per poterle
distinguere le une dalle altre. In assenza di di test specifici di
laboratorio i primi tentativi di classificazione furono basati
fondamentalmente sulle dimensioni dei vasi interessati. Nel 1990, dopo uno
studio durato 10 anni, l'American College of Rheumatology propose i suoi
criteri classificativi per le vasculiti primitive. In questo studio le
vasculiti secondarie ad altre malattie (Lupus, Artrite Reumatoide,
Crioglobulinemia) non furono considerate dal momento che esse erano,
sia da un punto di vista clinico che per le caratteristiche sierologiche
facilmente distinguibili dal gruppo delle vasculiti idiopatiche. Un
anno dopo, nella Chapel Hill consensus conference, usando criteri
istopatologi basati sulle dimensioni dei vasi interessati venivano
riclassificate le vasculiti. Il risultato più evidente di questo lavoro fu
l'identificazione di una nuova entità chiamata Poliangioite microscopica
(MP). Come la PAN essa può interessare i vasi di piccolo e medio calibro
ma, a differenza di questa, può coinvolgere anche le arteriole e come la
granulomatosi di Wegener può interessare polmoni e rene e
condividere alcuni particolari markers sierologici: gli ANCA (antibodies
to neutrophil cytoplasmic antigens). Gli ANCA, identificati da Davies
nel 1982 in pazienti con glomerulonefrite necrotizzante segmentaria,
rappresentarono una importante passo in avanti nella comprensione della
patogenesi delle vasculiti.Dal 1985 al 1989 una serie di studi
documentarono che questi anticorpi erano diretti verso la proteinasi-3
contenuta nei granuli azzurrofili dei neutrofili, conferivano alle cellule
una diffusa colorazione citoplasmatica (C-ANCA) ed erano estremamente
sensibili (80-90%) e relativamente specifici (98%) per la GW. Anche il
siero di pazienti con altre vasculiti (ma anche altre malattie) può
contenere ANCA ma in genere in un pattern perinucleare(P-ANCA). Infatti il
50% dei casi di MP sono C-ANCA positivi ma il rimanente è positivo per i
P-ANCA. La specificità antigenica di questi ultimi è costituita dalla
mieloperossidasi, un altro enzima contenuto all'interno dei granuli dei
neutrofili. Dal momento che i P-ANCA possono essere positivi in numerose
altre patologie anche non vasculitiche come la colite ulcerosa, l'artrite
reumatoide, la malattia di Crohn, l'epatite autoimmune, il valore
predittivo positivo di questo pattern è più basso di quello dei
C-ANCA.
La distinzione tra vasculiti PRIMITIVE e
SECONDARIE nasce dal fatto che queste ultime sono coesistenti a malattie
ben caratterizzate da un punto di vista patogenetico e sierologico mentre
le prime non hanno alcuna di queste caratteristiche. Alla luce di questa
definizione rimangono numerosi dubbi se alcune vasculiti fino ad ora
considerate primitive come la GW non debbano, alla luce della
caratterizzazione degli ANCA, essere considerate secondarie. Comunque,
nella maggioranza dei casi, un test specifico per la diagnosi di vasculite
manca e la diagnosi deve ancora essere basata sulla dimensione dei vasi
interessati e sulla presenza di quadri clinici e di laboratorio
assolutamente non specifici.
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