L'organo della Collegiata di S.Leonardo in Verbania Pallanza

Prospetto S.Leonardo

 

E' opera di Eugenio Biroldi, che nel 1797 utilizzò la cassa dello strumento precedente, reimpiegando anche diverso materiale fonico.
Ha subito diversi interventi e rimaneggiamenti, fino al restauro del 1983.

 

Consolle

Consolle.
Come si può notare, anche la tastiera superiore ha 58 tasti, Do1-La5.
Ma i primi cinque e gli ultimi quattro tasti non sono collegati, e hanno solo la funzione estetica di rendere uguali le due tastiere: l'estensione reale è Fa1-Fa5.

Dal progetto del 1797: "Tastatura colle voci naturali coperti di ebano nero, e li diesis di osso bianco".
Il progetto di Eugenio Maroni Biroldi del 1858 prevedeva una nuova sostituzione della tastatura, mantenendo i colori dei tasti naturali e dei diesis al contrario rispetto agli standard odierni.
Luigi Mentasti preferì una soluzione più moderna, con i tasti in "...osso bianco e i diesis d'ebano nero, fatta con le ultime perfezioni dell'arte".

Catenacciatura di rinvio delle tastiere

Il complicato meccanismo di rinvio dei comandi delle tastiere, visto da "dietro", dentro lo strumento.
Purtroppo si volle aggiornare lo strumento all'"uso moderno", che prevede il Grand'Organo sulla prima tastiera e il Positivo sulla seconda. Un controsenso: così la tastiera più in basso deve gestire il somiere posto superiormente, mentre quella più in alto si collega a sinistra, a un somiere quasi a livello del pavimento della cantoria...
In origine, e anche dopo il restauro del 1858, la loro posizione era invertita rispetto all'attuale.

Particolare delle tastiere

Particolare delle tastiere.
Notare che i primi tasti della superiore sono appositamente disallineati, per ricordare la loro funzione solo estetica.
Le tastiere non sono centrate rispetto alla "finestra" ricavata nello strumento, ma sono spostate sulla destra, lasciando a sinistra lo spazio vuoto che si vede.
In origine, infatti, l'organo possedeva anche la controttava, con tastatura fino al Do.

Tavola dei registri

La tavola della strumentazione del primo manuale, denominato Organo Primo, mentre il secondo manuale viene definito Organo Secondo, o Eco.
Si noti il pedalone che aziona il Ripieno.
Il registro Principale Secondo, situato sulla prima tastiera, ha estensione di sole 53 note (Fa1-La5).

Pedaliera

La pedaliera è di due ottave...
Ma i registri propri del pedale hanno solo 12 note, da Fa1 a Mi2.
Sotto il Fa1 e sopra il Mi2 vengono richiamate le stesse note (cioè, abbassando Do1 suona Do2, abbassando Sol2 suona Sol1, e così via).

Trasmissione tasto-pedale

L'unione tasto-pedale è con la prima tastiera, e richiama solo i primi 12 tasti; quindi, sia il Do1 che il Do2 del pedale sono collegati con il Do1 del manuale, e così via.

L'uso appropriato della pedaliera è un po' complicato, bisogna "farci la mano"...

I quattro pedaletti, che si vedono sia in questa immagine che nella precedente, comandano la cassa espressiva, l'unione tastiere, l'unione tasto-pedale e la terza mano.

Cartiglio parzialmente visibile

Sicuramente la ditta "Pietro Bernasconi e figlio" eseguì lavori non indicati nel "progetto" che è giunto fino a noi.
Smontando il pannello sotto le tastiere, si nota sulla tavola di rinvio dell'unione tasto pedale un'etichetta, visibile solo per metà:

Oggetto d'organo in ...
Alla ditta Pietro Bern...
Chiesa Collegia...
F.B.

Che siano stati loro gli artefici della inutile pedaliera dritta di 24 tasti?

Organo secondo

L'Organo Secondo, sulla sinistra dell'organista.
Si vedono le griglie di chiusura della cassa espressiva, la staffa del Ripieno Eco, le manette per i registri.
Da notare il sistema arcaico della cassa espressiva: non ha posizioni intermedie, e quindi può essere aperta, come nella foto, o chiusa.

Canne nella cassa espressiva

Le canne dell'Organo Secondo, che si intravedono tenendo sollevata una delle griglie di chiusura.

Questo corpo d'organo fu costruito dal Biroldi nel 1797; nel progetto lo si prevedeva esteso 54 note, 24 Bassi e 30 Soprani, da Do1 a Fa5.
In corso d'opera fu realizzato di dimensioni minori, da Fa1 a Fa5, interamente cromatico.
Anche l'Inventario del 1859 attribuisce a questi registri 49 tasti, 19 Bassi e 30 Soprani.

Registro ad ancia sull'Organo Eco

Nel corso del restauro del 1858, purtroppo, fu eseguita la "Riforma il basso a lingua nell'Eco, perchè cadentissimo per vetustà essendo esso composto di canne fra le godute nella costruzione originale dell'organo, vale a dire oltre 60 anni fa".
Si trattava, quindi, di un registro ad ancia seicentesco!
Il registro montato al suo posto fu a sua volta asportato, e prima dell'ultimo restauro il somiere ospitava un Flauto in Duodecima e un registro di Unda Maris nei soprani...
Nel 1983 si reintegrò il registro ad ancia (nella foto), ricostruendolo secondo modelli coevi, diviso in Fagotto Bassi e Violoncello Soprani.

Spazi vuoti dietro le canne di facciata

Dietro le imponenti canne di facciata di dodici piedi, oggi purtroppo mute, si vede lo spazio vuoto rimasto all'interno dello strumento, dove erano inserite le canne di maggiori dimensioni.
La numerazione più recente dei canali è stata sovrapposta a quella precedente, e solo per i primi sette sono ancora visibili i vecchissimi cartellini scritti a matita.
Notare quindi i cartellini a stampa (...7,5,3,1) contrapposti a quelli scritti a matita (6, 4 nascosto dall'ombra della canna, 2).

Spazi vuoti nel crivello

All'interno dell'organo, si notano anche sul crivello gli spazi lasciati dalle canne asportate. Qui si vedono i quattro canali vuoti sul lato sinistro dello strumento, mentre la foto precedente si riferisce ai tre sul lato destro. In tutto, furono asportate sette serie di suoni.
L' Inventario del 1859 testimonia l'estensione dello strumento, che arrivava cromaticamente fino al Fa0: sette suoni più in basso di oggi...

Buchi tappati sul somiere del pedale

Sono state asportate anche alcune delle grandi canne di legno del pedale: all'interno dello strumento, si notano i buchi di imbocco delle canne, chiusi con tavolette di legno. Le catenacciature sono ancora presenti, e i ventilabri sono rimasti al loro posto, all'interno del somiere.

Somiere aggiunto nel 1858

Sulla parte destra, all'interno dello strumento, c'è il piccolo somiere aggiunto nel 1858, che ospita le canne acutissime.

Possiamo ritenere che fino al 1797 l'estensione dello strumento fosse Fa0-Re5, su un solo manuale.
Eugenio Biroldi prevedeva un "...accrescimento di tre tasti negli acutissimi D#, E, F, colle rispettive canne corrispondenti", e dichiarava che "...nei bassi la tastatura sarà di sedeci piedi figurati, coi tre tasti C, D, E che prenderanno l'ottava alta".

Altra immagine del somiere aggiunto

Le piccole canne aggiunte da Luigi Mentasti (nn.55/58, Fa#5/La5).

In base agli elementi finora esposti, si può dedurre che l'organo "Biroldi 1797" aveva una tastiera di 49 tasti, Fa1-Fa5, e un'altra di 64 tasti, Do0-Fa5, con suoni reali dal Fa0.
Nel 1858 la tastiera principale arrivò a 65 tasti, "...cominciando dal Fa grave e ascendendo cromaticamente fino al La acuto...".

Somiere in disuso

Dietro lo specchio dell'organista, c'è un somiere ausiliario in disuso, ancora recante la numerazione dei tasti, che ospitava un registro ad ancia, un "Oboè" o "Obboe" soprani, sul tipo dei "tromboncini" di scuola veneta.
Nel progetto del 1858, Eugenio Maroni Biroldi indica: "L'ottavino bassi attuale, cangiato in ottavino soprani con l'aggiunta degli acutissimi, verrebbe collocato al posto dell'Oboè, che si leverebbe come istromento non più servibile in nessun modo". Mentasti conferma, dichiarando che "...leverà l'obboe istromento imperfetto, e gli aggiungerà l'ottavino soprani in suo luogo".

Trasmissione in disuso

Rimuovendo la copertura della finestra che ospita la consolle, sono ancora visibili i comandi in ottone della catenacciatura, che collegavano la tastiera a questo somiere, subito sopra di essa.
Nella foto si possono vedere i rimandi, al centro dell'immagine, e i comandi per l'apertura dei ventilabri, sul "soffitto" della finestra per la consolle.
La trasmissione era fissa, sempre collegata: il comando del registro, quindi, dava aria al somiere, per far suonare le canne; anche a registro disinserito, comunque, l'organista doveva "portarsi dietro" il peso della catenacciatura e dei ventilabri.

 

Avviso finale, incollato sopra le tastiere:

 

Attenzione: Terminato di suonare smontare tutti i registri meno l'espressivo

© Vinicius Loncanis Verbanus 2003