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Storia dell'organo della Collegiata di S.Leonardo in Verbania Pallanza

 

Prima di iniziare il racconto delle vicende di questo strumento, è importante indicare che l'organo sito nella Collegiata di S.Leonardo è di proprietà del Comune di Pallanza, che fino all'inizio degli anni '60 del secolo scorso retribuiva regolarmente l'organista.
Quindi il Comune di Pallanza, di volta in volta rappresentato dal Sindaco, dal Consiglio, dai diversi amministratori, dal Podestà in era fascista, è sempre stato il responsabile e il committente delle opere di manutenzione e di restauro.

 

Nei carteggi che riguardano la Chiesa Collegiata di S. Leonardo si accenna per la prima volta all'organo nel 1615, in un atto notarile giacente presso l'Archivio di Stato di Verbania.
In esso si prendono accordi con Pietro Antonio Cacciadiavolo e suo figlio Giovanni Battista per la costruzione di un organo di 12 registri, con 50 tasti e 5 mantici.

 

Nel 1797 Eugenio Biroldi costruì un nuovo strumento, impiegando anche elementi fonici della precedente edificazione, di cui non ci è rimasta traccia.
Ci è giunta una proposta di contratto firmata dal Biroldi, che descrive le operazioni di modifica e integrazione da effettuarsi sullo strumento pre-esistente. In questa occasione, fu edificato l'organo Secondo .

 

Nel 1806 intervenne ancora Eugenio Biroldi, che eseguì normali operazioni di manutenzione.

 

Fin dal 1854 fu richiesto il preventivo per un'opera di restauro a Eugenio Maroni Biroldi, discendente del costruttore dello strumento.


Nel 1858 si decise di eseguire tale lavori: l'organaro elaborò il progetto definitivo e contrattò la parte economica con la committenza; ma al momento di cominciare i lavori non si presentò personalmente, ma mandò il suo capofabbrica, Luigi Mentasti.

Il Consiglio Comunale fece sottoscrivere al nuovo arrivato un altro progetto, che praticamente ricalca quello precedente del Maroni Biroldi, che lo impegnasse formalmente e personalmente.

Luigi Mentasti, in corso d'opera, si rese conto che i lavori da eseguire sarebbero stati più impegnativi ed onerosi del previsto. Con una lettera scritta di getto, e quindi abbastanza sgrammaticata, chiese al Consiglio un aumento sul prezzo pattuito.

Finalmente, nel settembre 1859 l'organo fu pronto: Luigi Mentasti mandò in Comune uno scritto in cui dichiarava terminati i lavori.

I consiglieri comunali dettero mandato al "Sig. Maestro di Musica" Giovanni Menozzi di verificare l'opera compiuta.
Costui il 22 Settembre 1859 consegnò, redatto in bella calligrafia su grandi fogli di carta pentagrammata, il suo "Inventario dell'organo della Collegiata di S.Leonardo in Pallanza", la cui copertina è stata riprodotta nella pagina "Disposizione", oggi agli atti presso l'Archivio di Stato di Verbania.

 

Altri lavori furono eseguiti nel 1872 dai fratelli Paolo e Alessandro Mentasti, figli dell'artefice del restauro precedente. Fu incaricato di trattare con gli organari il consigliere Bellorini, che presentò al comune la fattura, ma non il piano dettagliato dei lavori eseguiti. Visto il modesto importo richiesto, comunque, possiamo presumere si sia trattato di ordinarie operazioni di manutenzione.

 

Nel 1890 la ditta "Pietro Bernasconi e figlio" di Varese presentò un "Progetto per l'operazione di spolverizzazione, cambiamento del sistema d'aria e riordinamento generale".
Il progetto è articolato, ma non accenna a modifiche sostanziali sullo strumento.
Lasciano perplessi le dilazioni di pagamento, assolutamente sconvenienti per la fabbrica organara (... il pagamento sarebbe avvenuto CINQUE anni dopo l'effettuazione dei lavori !).
E in calce al documento, con diversa calligrafia, è apposta una nota:"Per lavori convenienti in aumento a quelli infra accennati, il prezzo venne portato a £ 1500...". Non sappiamo di quali lavori si sia trattato.
E infine, il collaudatore, nella sua relazione, dichiara che l'organaro "... ha di recente ristaurato e
riformato..." lo strumento.
Possibile che egli abbia accettato condizioni di pagamento così svantaggiose senza poter ricavare dai lavori... qualche altra cosa?

Comunque, i lavori furono approvati ed eseguiti, e l'atto di collaudo, il cui testo è infarcito delle solite frasi di circostanza, fu effettuato dallo stesso Maestro Ernesto Strada che qualche tempo dopo avrebbe certificato l'ottima realizzazione dello strumento "A. Mentasti" di Madonna di Campagna.

 

Nel corso dell'ultimo restauro, si è trovata dietro il frontalino delle tastiere la scritta "Spolverizzato da Scolari 1901", ma dell'intervento non si è trovata altra documentazione. La stessa ditta "Scolari F.lli" di Bolzano Novarese, nel 1921 cambiò di nuovo tutto l'apparato pneumatico e installò un nuovo meccanismo per l'unione tastiere.

 

Con una nota del 26/9/1938/XVI, il parroco chiede all'Ill.mo Signor Podestà di pagare i lavori eseguiti all'organo. Non sappiamo di quali lavori si sia trattato, ma dal mandato di pagamento, rintracciato presso l'Archivio di Stato, sappiamo che gli autori furono ancora i fratelli Scolari di Bolzano Novarese.

 

Successivamente, risulta solo il montaggio dell'elettroventilatore, che nel 1942 sostituì il sistema di alimentazione manuale.

 

Restano forti dubbi, ma non è stato possibile accertare quando fu effettuata e chi compì l'opera scellerata, che sottrasse all'organo la controttava e tutte le canne che la componevano, che invertì l'ordine delle tastiere, che mise definitivamente fuori uso il piccolo somiere con le canne in prospetto, che eliminò le ance dall'Organo Secondo montando al loro posto altri registri di discutibile fattura.

 

Verso la fine degli anni '70 si cominciò a pensare ad un restauro integrale dell'organo, ormai in abbandono da diversi anni.
Tra gli atti della Chiesa, è conservato un preventivo risalente al 1978 della ditta "Famiglia Vincenzo Mascioni srl", che contemplava diverse operazioni, purtroppo poi non effettuate, che avrebbero riportato lo strumento alla situazione antecedente alle mutilazioni.

Il restauro definitivo, eseguito in base alle direttive della Commissione per la tutela degli organi artistici del Piemonte, è stato portato a termine nel 1983.

 

La stessa ditta Mascioni ha curato nel 1993 una veloce opera di pulizia ed accordatura.

 

© Vinicius Loncanis Verbanus 2003