Atti del seminario "Le biotecnologie"

organizzato dal Ministero dell' Ambiente

Roma , 24 Settembre 1999

 

Dott. Gianni Tamino

Università di Padova-Dipartimento di Biologia

 

I brevetti biotecnologici.

Il principale cavallo di battaglia di coloro che sostengono l'irrinunciabile utilità delle manipolazioni genetiche è il vantaggio che moltissimi malati potrebbero ricavare dall'utilizzo di terapie geniche.

Agendo direttamente sui geni è possibile infatti prevenire o intervenire su alcune patologie.

Fermo restando che bisogna impedire modifiche dell'informazione genetica umana nella linea riproduttiva, nel patrimonio cioè che si trasmette alla discendenza, l'intervento sull'informazione genetica di cellule del corpo potrebbe portare all'eleminazione di malattie ereditarie o di malattie degenerative ( anche se finora tutti i tentativi fatti non hanno portato a risultati positivi). Questo sarebbe un grande beneficio sia per gli individui malati che per la collettività. Il problema è che le industrie biotec pretendono, per portare avanti le loro ricerche, il diritto di brevetto e lo pretendono non solo sugli organismi da loro geneticamente modificati, ma anche sui geni o sulle parti di organismi viventi, compresi quelli umani, da loro "scoperti". Ora, è chiaro a tutti che un organismo vivente, anche se modificato geneticamente, come del resto una sua parte o un suo gene, non è un'invenzione ( presupposto fondamentale perchè qualcuno possa arrogarsi il diritto di brevetto ), ma è tutt'al più una scoperta: brevettare materiale biologico e organismi significa accreditarsi come inventori, cioè come "creatori" della vita. Da qui il categorico no dei Verdi alla brevettazione di Ogm, parti o geni di qualunque vivente.

Una battaglia che non è contro le terapie genetiche, ma che al contrario vuole tutelare il diritto di libera ricerca, visto che tra l'altro il brevetto costituirebbe di fatto un impedimento alla ricerca nelle università pubbliche e la limiterebbe fortemente nei centri privati.

Negli Stati Uniti, dove il brevetto sui geni è una realtà da diversi anni, si è arrivati all'abberrazione della "biopirateria", il furto di varianti geniche di particolari soggetti da parte delle industrie del biotech. Moltissime popolazioni, infatti, indigene ma anche occidentali, contengono varianti geniche in grado di prevenire alcune malattie. Un esempio clamoroso è quello di una variante genica, riscontrata in alcuni individui della popolazione di Limone del Garda, che previene rischi di malattie cardiocircolatorie anche in presenza di alta concentrazione di colesterolo. Essendo però stata scoperta in un italiano recatosi negli U.S.A., gli americani lo hanno tenuto sotto osservazione, gli hanno fatto prelievi di sangue, hanno studiato questo gene, lo hanno individuato e, alla fine, lo hanno brevettato. Adesso la popolazione di Limone, che possiede quei geni per eredità biologica, non li possiede più giuridicamente: li possiede, se così possiamo dire, per uso personale, ma se volesse regalarli a qualcuno non lo potrebbo fare perchè sono coperti da brevetto. Se non ci poniamo collettivamente il problema di affrontare un'interferenza inamissibile delle multinazionali del biotech nella vita biologica umana, incorriamo in rischi gravissimi senza che la maggior parte della collettività ne sappia nulla.

L' altro grave problema che sorge nel lasciare le terapie geniche nelle mani di industrie private, che pretendono di coprire con brevetto i geni da loro scoperti, è che chiaramente le industrie private non investiranno denaro per le ricerche sulle malattie più gravi, ma sulle malattie più diffuse, perchè solo un grande bacino di utenza per le terapie può garantire un grande guadagno. In questo modo le malattie più gravi che riguardano una piccola quota della popolazione non verranno mai affrontate, perchè non ci sarà interesse economico. La via del brevetto vuol dire sanità solo per che ha soldi e ricerca solo per le malattie diffuse. Già oggi si parla di farmaci "orfani", quelli che non vengono e non verranno mai studiati e prodotti perchè riguardano un numero di pazienti troppo limitato per avere un guadagno. Lì o interviene il pubblico o non interviene nessuno.

Quindi, non è affatto vero che il brevetto e il controllo delle multinazionali sono lo scotto da pagare per avere dei risultati, anzi potrebbe essere vero il contrario: la ricerca della cura per tante malattie potrà essere affrontata solo se la ricerca sarà pubblica e se le applicazioni deriveranno da un modo collettivo di affrontare il problema.

La brevettazione di Ogm, geni o loro parti avrebbe inoltre conseguenze molto più ampie anche dal punto di vista sociale ed economico. Pensando alle piante e agli animali geneticamente modificati c'è addirittura il rischio di un ritorno alla mezzadria medioevale. Il contadino che coltiverà piante o alleverà animali geneticamente modificati non sarà più proprietario del risultato del suo lavoro, potrà disporre liberamente della parte del raccoloto che servirà per suo uso personale, ma non potrà disporne liberamente sul mercato, se non nell'ambito delle regole imposte dalla multinazionale detentrice del brevetto, e non potrà disporre liberamente dei semi prodotti dalla pianta per piantarli e ottenere nuove piante. Questo modificherà i rapporti economici mondiali. I contadini del Terzo Mondo diverranno dipendenti di una decina di aziende multinazionali che domineranno le economie di interi Paesi e la sorte alimentare ed economica di interi popoli.

Per questo i Verdi al Parlamento Europeo hanno condotto per dieci anni una battaglia contro la direttiva che permette di brevettare organismi geneticamente modificati, parti e geni di qualunque vivente. La direttiva è stata approvata nel maggio del 1998, ma la battaglia non è ancora persa perchè, proprio grazie all'azione svolta dai Verdi e da organizzazioni per la difesa dei consumatori, dell'ambiente e degli animali - come il Comitato scientifico antivivisezionista e il Wwf Italia - il governo olandese ha presentato ricorso alla Corte europra di giustzia, cui si è associato anche il Governo Italiano.

 

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