Piano la notte
Dai tuoi lesinati passaggi dei soli
così dell'infinito tuo sorriso e così
della seta e delle mani ormai
come le mie.
Dai tuoi andati e perduti fiori
che all'improvviso come la pioggia
d'uragano si sono a me levati tanto
d'avermi il loro profumo inebriato;
e l'andare delle stelle con loro.
Tu li salutasti con la tua mano
che rimprovera ogni passo indietro
agli affanni d'una città fumosa.
Li salutasti priva della tua ombra
che scuote le tenebre mie
e che alimenta ogni lagrima furtiva
lasciata alle stelle piano la notte.
Vito