Il 2000 secondo i più realisti
Alle voci allarmiste si contrappongono opinioni e previsioni che ridimensionano il problema. Gli esperti cercano di suggerire le strategie migliori per fronteggiare la situazione senza cadere nel panico. Il punto, naturalmente, è capire l'entità dei danni e dei rischi a cui si va incontro.
Secondo
Augusto Leggio del Comitato Anno 2000 "ci potranno essere delle
situazioni di incomprensione da parte dei programmi o dei calcolatori e quindi
un malfunzionamento dei programmi o dei microprocessori. E' un funzionamento
che, quindi, deve essere corretto."
Molto simile e altrettanto rassicurante è il parere di Roberto Dadda,
anch'egli componente del Comitato Anno 2000. "Quello che succederà -
afferma Dadda - è che alcuni calcolatori non faranno il loro dovere, o lo
faranno in modo anomalo. Personalmente non credo alle catastrofi, non penso che
partiranno i missili nucleari, che i treni si scontreranno, che gli acquedotti
si avveleneranno. Per pensare al 2000 dobbiamo pensare alle prime due settimane
di Malpensa, che non a caso si chiama Malpensa 2000. Quello che è successo lì
potrebbe accadere generalizzato;
potremmo andare al supermercato e non trovare
certe cose; potremmo andare in banca e il bancomat non funziona; ma certamente
non perderemo i nostri risparmi."
Quindi non catastrofi ma piccoli inconvenienti e malfunzionamenti. Semmai il quadro è reso più complesso da problemi di cui abbiamo già parlato come quello dell'interdipendenza dei sistemi informatici e quello della presenza di microchips non a prova di millennium bug in molti elettrodomestici e sistemi di uso quotidiano come per esempio gli ascensori.