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Le mostre consigliate:
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New
York Renaissance: dal Whitney Museum of American Art |
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93 opere
tra dipinti e sculture provenienti dalla collezione permanente del
Whitney Museum of American Art. Il Whitney
Museum of American Art di New York City è la più
importante istituzione d’arte e cultura americana dedicata al XX
e al XXI secolo. Inaugurato nel 1931 e fondato da Gertrude
Vanderbilt Whitney, il museo è stato, sin dagli inizi, un luogo
fondamentale di incontro per gli artisti contemporanei.
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Gli artisti e le opere presenti, la maggior parte delle quali mai
esposte prima in Europa, raccontano l’evolversi dell’arte e
della cultura americana dagli anni Cinquanta agli anni Novanta ma
raccontano soprattutto New York, unico vero irresistibile richiamo
artistico-culturale dove tutto accade e poteva accadere.
La mostra mette in luce l’opera degli artisti di questo periodo
in tutte le sue diversità, spaziando dal realismo di Edward
Hopper ai segni spontanei, istintivi di Jackson Pollock,
dalla geometrica precisione dei dipinti di Frank Stella
all’irriverente ironia degli artisti di strada come Keith
Haring a Jean-Michel Basquiat fino alle trasformazioni
digitali di Tony Oursler. Si tratta infatti della prima
mostra di tali dimensioni che il Whitney Museum abbia mai
organizzato direttamente oltreoceano sulla sua collezione
permanente.
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Nei difficili anni del secondo dopoguerra, gli artisti americani
trovano ormai superati quei soggetti e quegli stili che fino a
quel momento erano stati il riflesso della società. Per
rispondere e reagire all’inquietudine dell’epoca cercano una
nuova strada che rappresenti e raffiguri il loro mondo soggettivo
e psicologico, rivolgendosi verso nuovi orizzonti filosofici e
trovando nuove fonti di ispirazione.
Nasce così in questo contesto L’Espressionismo Astratto
che si sviluppa e diviene il movimento artistico dominante degli
anni Cinquanta. La pittura gestuale di Jackson Pollock e Willem
de Kooning rappresenta la corrente segnica
dell’Espressionismo Astratto mentre parallelamente Mark
Rothko e gli artisti della Color-Field Painting
attingono la loro intensità espressiva dipingendo vasti campi e
piani cromatici dando vita ad una pittura più meditativa che
d’azione. Anche la scultura in questo periodo sperimenta nuove
strade espressive e guarda all’astrattismo. Gli artisti vogliono
raggiungere nuovi traguardi e lavorano con i più diversi
materiali quali il legno e il metallo saldato come nell’opera di
David Smith Lectern Sentinel.
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All’inizio degli anni Sessanta nell'arte si sperimentano nuove
iconografie. L’America si identifica in un’enorme abbondanza
di beni di consumo e soprattutto produce un diluvio di immagini
che rappresentano questa “ricchezza”– dai cartelloni
pubblicitari ai fumetti, alle graficamente attraenti confezioni
dei prodotti sugli scaffali dei supermercati. Quest’arte che si
impadronisce con entusiasmo delle immagini popolari e della
straboccante cultura consumistica, viene chiamata, con una certa
imprecisione, “Pop”, una terminologia che accomunerà
tanti artisti differenti.
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I precursori di questo movimento, come ad esempio Jasper Johns
e Robert Rauschenberg, segnano un momento fondamentale
nell’arte americana e le loro opere, riconoscibili e
spettacolari, rappresentano uno dei passaggi più importanti di
questa mostra.
La Pop Art ha avuto la forza scatenante di rappresentare,
con atteggiamenti ironici e umoristici, la realtà americana,
celebrando ma allo stesso tempo prendendosi gioco del suo
eccessivo benessere materiale e del suo consumismo sfrenato – le
morbide sculture di Claes Oldenburg ne sono uno degli
esempi più intelligenti. Altri artisti come Andy Warhol,
imitavano o sfruttavano quegli stessi meccanismi e sistemi che
venivano usati dall’industria per creare nuove immagini simbolo.
In questo modo la Pop Art oppose alla storia dell’arte
tradizionale che privilegiava l’arte classica, un immaginario
colmo di pubblicità commerciale, e sostituì all’opera unica
prodotta dall’artista quelle seriali prodotte meccanicamente.
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Mentre Warhol e Oldenburg si ispirano alla cultura popolare per i
loro soggetti, altri scelsero un linguaggio non-oggettivo,
“riducendo” i loro dipinti e le loro sculture a quelle che
consideravano le proprietà essenziali dell’arte. Le differenti
espressioni artistiche create con questo spirito sono state
definite in vario modo come Post-Painterly Abstraction,
Hard-Edge Painting, o Minimalism. Le grandi tele
dipinte da Frank Stella e Robert Mangold sono
l’emblema di questo allontanamento dalla raffigurazione che si
sviluppò contemporaneamente alla nascita della Pop Art.
Questa epoca ha rappresentato un periodo di intensa creatività
per l’arte americana, poiché sia le innovazioni che le
sperimentazioni di quegli anni hanno dimostrato anche di avere una
forte influenza sulle generazioni di artisti come Robert Gober
e Julian Schnabel, senza dimenticare che alcune grandi
personalità come Helen Frankenthaler, Robert Rauschenberg,
Jasper Johns, Louise Bourgeois, continuano a lavorare e
stupire ancora oggi.
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Promossa dal Comune di Milano, dal Whitney Museum of
American Art di New York, Wind e Mondadori Mostre,
curata da Marla Prather, Curator of the Post-War Art Collection
del Whitney Museum of American Art di New York e da Lawrence R.
Rinder, Curator of Contemporary Art del Whitney Museum.
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