9 nov 08: festa dell'albero

San Martino al Caloggio

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Lavori, visite, osservazioni e nuovi alberelli

Oggi, domenica, si affaccia finalmente il sole, a tratti fra le nuvole. Nei giorni scorsi bassa temperatura e pioggia hanno fatto cadere molte foglie. I calabroni, salvo la regina, rintanata chiss? dove, sono tutti morti. Le foglie rosse autunnali della vite americana sono scomparse.

Si allestiscono dei banchetti con vari reperti della vita dell'oasi: nidi, uova, penne, legni scavati dagli insetti, gamberi di fiume americani che Maurizio ? venuto a prendere con la pila qualche sera fa. Molti di questi sono serviti per le visite delle scuole elementari e dele materne dei giorni scorsi. I volontari si dividono: chi entra nel fitto del bosco e chi si dedica ai prati. C'? da diradare il sottobosco e ci sono da piantare nuovi alberelli. Si scavano piccole buche. La terra ? fradicia d'acqua e si lavora facilmente. Il prato era un tempo una palude. Lo testimonia l'argilla grigia e lucida tipica del fondo degli stagni. Così racconta Maurizio. Questa argilla ? impermeabile e l'acqua, che in alcuni punti del prato ristagna, riempie immediatamente alcune buchette. Si piantano saliconi (Salix caprea), piccoli alberelli, ideali per costituire una fascia ecotonale (intermedia fra bosco e prato) in un terreno cos? umido.

Arrivano visitatori fra cui alcune famigliole che osservano e provano a dare una mano. Verso mezzogiorno si vede qualche libellula. Sono probabilmente le ultime dell'anno e le pi? resistenti alla stagione. Non fa affatto freddo. Ci avviciniamo al giorno di San Martino. La tradizione ? rispettata.

Panorama dall'oasi verso nord. ? il tipico paesaggio del Parco delle Groane sud. Si intravede il camino di una fornace oltre il canale Villoresi costeggiato, sulla sinistra della foto, da un filare di pioppi panorama

Alcuni bimbi si cimentano con la vanga sotto lo sguardo un po' scettico dei genitori

 

Uno dei banchetti, base organizzativa del campo di lavoro

bimbi che piantano alberi al banchetto

Maurizio, animatore dell'oasi, mostra alcuni nidi ai visitatori

 

Nidi di moscardini, di uccelli, uova, borre, piume, legni scavati a insetti e altri segni della vita nell'oasi

banchetto nidi e reperti vari

A sinistra un nido probabilmente di codibugnolo

 

A destra gamberi di fiume americani. Ci sono volute due ore di ricerche notturne per trovarli. Forse non proliferano come si teme.

nido gamberi

Carlo taglia le erbacce dove si pianteranno i nuovi alberelli

 

Gli alberelli in attesa di essere piantati

 

prato carriola

Si scavano le buchette, la terra è morbida, ma le schiene poco allenate non sempre reggono.

 

Il primo salicone ha trovato la sua nuova dimora

piantine salicone

Alcune buche, appena scavate, si riempiono di acqua

 

Il terreno è costituito da argilla grigia. Siamo in un prato che un tempo era evidentemente una palude.

 

 

buca con acqua argilla grigia

L'autunno ha già spogliato alcune piante

 

Il nido dei calabroni è completamente deserto

alberi spogli nido calabroni vuoto

Una grossa Aesnha cyanea attende ferma le ore più calde per alzarsi in volo. Paolo di 8 anni la scorge nell'erba, sotto il nostro naso.

 

Una libellula più piccola e resistente ai primi freddi: la Sympetrum striolatm

aesnha cyanea simpetrum striolatum

Un'altra Sympetrium striolatum bruna femmina si posa sulla borsa da fotografo esposta al sole

 

Un'altra ancora della stessa specie, questa volta rossa

sympetrum striolatum simpetrum striolatum
Nel campo spicca ancora qualche fiore fiori di campo fiore



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