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P1: Aree protette nel NM

Sguardo d'insieme su un verde... che tende al grigio

Una foto dal cielo per capire

Ecco la situazione della zona di cui ci vogliamo occupare, quella nel riquadro rosso, che misura poco più di 60 km per 30, pari a una superficie di circa 200 Kmq. Si vedono chiaramente come le aree rimaste verdi siano isole o meglio arcipelaghi in un mare di cemento: è la "città infinita" che si estende verso la bassa bergamasca e oltre. Si capisce bene che stiamo parlando di una delle zone più intensamente edificate. La verde Brianza, che una volta si estendeva tra Milano, Como e Lecco non esiste più. La differenza con la zona prealpina dei Laghi e del Canon Ticino è evidente.

nmNel nostro riquadro, sul lato ovest si vede bene il parco del Ticino che si congiunge con il parco Sud di Milano, di cui non ci occupiamo, e verso Varese, con una serie di aree verdi ancora identificabili.. La Malpensa è la macchia chiara al centro del lato.

Sul lato destro si dovrebbe vedere il parco dell'Adda. Si scorge invece appena il tracciato del fiume. Verso Lecco a nord si vedono i parchi dell'alta Brianza e verso sud la zona del Vimercatese, dove la pressione antropica è meno elevata.

Al centro c'è il parco regionale a cui deve il nome la nostra sezione: il Parco delle Groane, che si estende idealmente verso Como con il parco della Brughiera Briantea, una zona ancora sufficientemente integra che va tutelata con maggior decisione. I Parchi che invece vanno verso Milano, dal Grugnotorto al Parco Nord, e altri si confondono con l'agglomerato urbano. Eppure proprio per la loro vicinanza al cuore delle metropoli sono importanti.

La macchia scura che si vede tra Como e Varese è il parco di Appiano Gentile - Tradate. Poco a sud la zona dell'Olona. Del parco del Lura si vede pochissimo.

Poco a est si dovrebbe vedere il Parco della Valle del Lambro. Si distingue solo il Parco di Monza con alcune propaggini che si irradiano verso nord. Tutto qui.

Eppure tutta questa zona è interessata da una tentina di parchi fra regionali e PLIS. E ci sono progetti per istituire nuovi parchi, per cercare di trasformarli in una rete, per rinverdire qualche residuo di campagna, per creare dei corridoi ecologici. Sembrano sogni di nostalgici visionari. Sono invece il tentativo di garantire condizioni di vita accettabili per quasi tre milioni di persone, quelli che abitano lì.

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