Guida alla Dorsale Verde Nord

Per scoprire gli spazi aperti dal Ticino all'Adda

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Presentazione alla sede Lipu di Cesano Maderno

17 aprile 2009 ore 21

Fa gli onori di casa allo splendo centro di educazione ambientale "Alexansder Langher" sede della Lipu di Cesano Maderno la Professoressa Michela Vaccaro, Assessore all'Educazione e ad Agenda 21.

Si succedono quindi i relatori: Pietro Mezzi, Assessore Provinciale, i Docenti del Politecnico, Paolo Pileri, Carolina Pacchi e Arturo Lanzani. Coordina i lavori Fabio Lopez responsabile del Progetto.

Per la verià- gli autori del libro sono una infinità, essendo il medesimo frutto di una progettazione partecipata. Le decine e decine di contributi e segnalazioni sono infatti spesso a nome di enti (Regione, Comuni, Parchi) di associazioni ambientaliste, di aziende agricole, si stuiudi pofessinali. Non mancano i semplici cittadini.

Fra il pubblico molti amministratori che alla fine della serata sottoscriveranno un documento di sostegno al progetto della Dorsale Verde.

La guida

É un libricino di quasi 200 pagine scritto fitto fitto, pensato per essere portato in una gita in auto o in bicicletta.

Una parte introduttiva illustra le ragioni e le prospettive del progetto Dorsale Verde e di questa guida.

Ci sono moltissime mappe con i percorsi suggeriti le mete da visitare e da scoprire e una miriade di annotazioni per approfondire la conoscenza del territorio.

Nella guida vengono riportate oltre 130 segnalazioni: disseminati lungo questo territorio da riscoprire.

Il cuore della guida è proprio dato dalla proposta e descrizione di tante mete possibili, costituite da attività agricole, boschi, aree umide, percorsi pedonali e ciclabili, ville, cascine e parchi pubblici, che non sempre si trovano su altre guide turistiche, ma che sono molto amate da chi ci le conosce, ci vive nei pressi e spesso provvede spontaneamente a piccoli interveti di promozione, valorizzazione e manutenzione. Come? Un esempio che tutti conosciamo e che potrebbe essere il modello da imitare viene dal CAI che unisce la passione per la montagna (ma non solo), il piacere di percorrerla all'impegno per la manutenzione di sentieri e rifugi. Moltissime sono le associazioni che fanno un lavoro analogo nella nostra pianura.

La dorsale verde è stata definita una collana di piccole perle. La guida non ha la pretesa di essere esaustiva, ma un punto di partenza. C'è sicuramente tanto altro da valorizzare: un invito ai cittadini a farsi avanti per riappropirarsi culturalmente e materialmente degli ultimi lembi di una campagna ricca di valori senza la quale perderemmo tutti. L'auspicio di uno dei relatori è che gli spazi spesso a torto considerati il retro degli abitati, diventino l'affaccio dei medesimi.

La strategia per valorizzare questi residui di verde fa leva su alcuni punti di forza:

la Regione Lombardia ha previsto una rete ecologica, che è stata inglobata nel progetto della Dorsale Verde.
le compensazioni ambientali previste dalla Pedemontana;
la Geenway, parte delle precedenti, che assieme alla ciclabile del Villoresi costituiscono due importanti elementi di riferimento trasversali, il primo nord e l'altro a sud della dorsale;
l'agricoltura e dai suoi piani di sviluppo che vanno integrati ad un progetto complessico che ne garantisca la sopravvivenza e la sostenibilità.
c'è infine una questione di vivibilità. Un deserto di edefici e di cemento va inesorabilmente verso il suo tracollo perchè non può garantire condizione di vita accettabili, che sono la base minima per qualunque tipo di sviluppo economico e sociale.

Fra le tante mete una piccola chicca: il laghetto delle damigelle. Vi ricorda qualcosa?



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