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Questa pagina è principalmente dedicata al Convegno di Albiate del 14/3/09. Si ripropone di seguire le tappe del percorso che stanno portando alla nascita del parco: un avventimento che ci appassiona e coinvolge a fondo.

Vedi il comunicato del costituendo Comitato
(aderiscono al memento 14 associazioni)
Vedi sotto in questa pagina un breve
resoconto.
Un
altro resoconto al sito de "La rivista che vorrei (link esterno)"
É possibile ed auspicabile che gli atti del convegno
vengano pubblicati. Nel caso ne daremo notizia.
L'intervento di
apertura di Zeno Celotto del WWF Groane
Rassegna stampa
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Sabato 14 marzo al mattino dalle ore 9.00 alle 14.00 si è svolto ad Albiate, presso la sede comunale di Villa Campello, il convegno sulla proposta di un nuovo PLIS.
I comuni di Albiate, Macherio e Sovico hanno collaborato alll'organizzazione. è stato un importante momento per discutere pubblicamente delle future politiche territoriali della Provincia di Monza e della Brianza.
Il Politecnico di Milano, il Progetto Monza e Brianza e la Provincia di Milano, hanno dato il loro patrocinio ufficialmente.
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Il programma del convegno
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Il convegno è stato
incontestabilmente un successo. Per prima cosa per la sua concretezza.
Non capita tutti i giorni di assistere alla nascita di un uovo parco,
specialmente in un'area così compromessa come la nostra. I tre sindaci
presenti hano espresso la loro volontà di
procedere nell'iter recentemente gi? avviato.
La Provincia, che è l'ente delegato dalla regione all'istituzione dei nuovi PLIS, era presente con l'Assessore Pietro Mezzi che ha manifestato il suo compiacimento. Ha spiegato che la convenzione, sottoscritta dai tre comuni il mese scorso, che vale come dichiarazione di volontà, dovrà essere seguita dall'adeguamento di alcuni strumenti urbanistici prima di arrivare all'atto formale conclusivo. Mezzi ha colto l'occasione per ricordare che da 11 PLIS nel 2004 per complessivi 6.000 ha di aree protette, oggi siamo a 17 PLIS istituiti e riconosciuti per 11.000 ha. Sono in dirittura finale gli iter istitutivi di altri tre PLIS (Cavallera, Rhodense e Cernusco sul Naviglio). É possibile che per la fine del suo mandato i parchi siano 20: un quasi raddoppio.
Sono seguiti interventi di alto livello tecnico, ma tutti perfettamente comprensibili ai numerosi presenti.
Diego
Terruzzi
della Regione ha parlato della complessa legislazione regionale,
ispirata alla convenzione europea, che tutela il paesaggio attraverso
un Piano Paesaggistico Regionale, che vede nella legge 12 del 2005 il
suo cardine, con una normativa di riferimento aggiornata al 16/1/08. Ha
illustrato quindi tutte i passi compiuti dalla regione per tutelare il
paesaggio nella nostra zona e in particolare in quella del futuro PLIS (vedi
mappa qui a destra)
Arturo Lanzani ha illustrato un sogno, ma un sogno molto brianzolo, diciamo con i piedi piantati per terra. L'idea è quello di ricostruire nel tempo un'area boscata al centro del futuro parco, ora costituita da un bosco ceduo di robinie, come centro di interesse. Intorno una area verde a prato e campi da mantenere con accordi con aziende agricole per ridurre i costi al massimo e, verso i centri urbani, delle aree leggermente attrezzate per la fruizione, anche quaste a basso costo. Il tutto attraversato da percorsi ciclopedonali di connessione ai centri urbani ma con attraversamenti lungo tre direttrici più importanti, verso il Parco della Valle del Lambro (Carate - Albiate), verso il Parco di Monza (Biassono) e verso il Parco delle Groane (Desio). Ha sottolineato che la manutenzione di un metro quadro di verde costa al massimo un dodicesimo dell'equivalente di asfalto e che se poi il verde ? gestito in accorso con una azienda agricola il costo pu? ridursi a zero.
Paolo
Conte ha fatto un discorso più filosofico, ma
che ha suscitato grande attenzione fra chi rimpiange le ultime tracce
di un mondo agricolo ancora vivo qualche decennio fa. Ha spiegato come
sia importante la conoscenza del territorio, il
riconoscimento e la riscoperta dei suoi segni, per il recupero della
nostra stessa identità. La distruzione del territorio
originario
equivale alla perdita della memoria collettiva. Recupero non vuole
dire però mummificazione ma nuovi utilizzi rispettosi del passato.
Madì Reggio ha illustrato gli studi in corso sull'identificazione dei valori paesaggistici e ambientali del territorio che farà parte del futuro parco, presentando una serie di ipotesi di lavoro.
Particolarmente caldi e positivi gli interventi dei tre sindaci. Il Sindaco di Macherio, Maria Rosa Redaelli, ha espresso la volontà di porre fine al consumo del territorio del suo Comune aderendo pianamente allo spirito del Convegno. Il Sindaco di Sovico, Pierluigi Sala, si è detto ben felice di unirsi ad una iniziativa sovracomunale, mettendo a disposizione aree che comunque intendeva preservare dall'edificazione, ma che acquisteranno così ben altro valore. Il Sindaco di Albiate, Filippo Viganò, che faceva gli onori di casa e aveva messo a disposizione del Convegno una sede ideale e ben augurante, la villa comunale gode di uno splendido parco affacciato sul Lambro, ha espresso il desiderio di coinvolgere le associazioni che hanno contribuito all'ideazione del convegno nella gestione stessa del nuovo parco.
Numerosi, interessanti e utili gli interventi seguiti, alcuni anche critici, per esempio per la debolezza strutturale dei PLIS. Un nuovo parco deve saper conivolgere positivamente tutti gli attori in campo. E questo è stato forse il senso ultimo del convegno.
Buongiorno e benvenuti a nome di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile".
Prima di iniziare il convegno vorrei spendere alcune parole per presentarci e per illustrare i motivi che ci hanno spinto ad organizzarlo.
Il
coordinamento nasce nel novembre del 2007 come raggruppamento di
associazioni, comitati e liste civiche, allo scopo di mettere in comune
idee, competenze e proposte per contribuire alla elaborazione di una
pianificazione urbanistica attenta. Tale esigenza è nata anche in
seguito alle sfide territoriali che stanno attualmente interessando
l'area del nord milanese: la redazione del progetto
definitivo-esecutivo dell'autostrada Pedemontana e delle compensazioni
ambientali connesse e la realizzazione dei nuovi Piani di Governo del
Territorio dei comuni lombardi.
Il coordinamento ha redatto un
documento programmatico comune che contiene delle proposte concrete per
i territori comunali di tutti i gruppi aderenti, oltre ad una
dichiarazione d'intenti a carattere generale sulla pianificazione del
territorio.
Tale documento è il frutto
di un lavoro capillare
che ha la presunzione di mettere in rete, in comunicazione fra loro, le
analisi compiute dalle associazioni al fine di sintetizzarle in una
visione comune sovralocale, ma con tutti i vantaggi di una profonda
conoscenza del territorio, derivata dalla passione con cui i gruppi da
anni cercano di promuovere azioni positive di salvaguardia ambientale
nei propri territori di riferimento.
Negli ultimi decenni, in
particolare nella Brianza, si è assistito ad uno sproporzionato ed
insensato consumo di suolo inedificato, senza preoccupazione alcuna
delle conseguenze che un tale fenomeno produce sull'ambiente nel quale
viviamo e sulla salute dei cittadini. Con la legge 12 del 2005 la
Regione Lombardia ha imposto a tutti i comuni di provvedere alla
sostituzione dei vecchi Piani Regolatori Generali con il nuovo Piano di
Governo del Territorio. Questo nuovo strumento, dal nostro punto di
vista, se impostato con lungimiranza, attraverso il coinvolgimento di
tutte le componenti della societ? civile, pu? diventare un'occasione
per porre al centro della pianificazione urbanistica, le tematiche
ambientali e a riduzione del consumo di suolo, sulle quali fondare una
nuova qualità della vita. Il contestuale rifacimento della
pianificazione urbanistica in tutti i comuni della Lombardia in un
medesimo ristretto periodo fornisce un'opportunit? unica per
affrontare, attraverso il confronto e la collaborazione fra pi?
amministrazioni contermini, tematiche che travalicano i confini
comunali, come i corridoi ecologici o l'impatto dell'autostrada
Pedemontana.
Le aree verdi, agricole ed a
standard, da semplici
indici urbanistici, devono diventare aree chiave, veramente fruibili da
tutti i cittadini, sulle quali realizzare interventi di ripristino
ambientale integrati fra loro quali oasi, corridoi ecologici e parchi
urbani ed intercomunali. Ci? al fine diporre un limite agli effetti
negativi già evidenti provocati dall'eccesso di urbanizzazione del
territorio: traffico, inquinamento, disgregazione sociale,
impoverimento della biodiversità. Un esempio in questo senso è stata
l'istituzione in Comune di Seregno nel 2001 del PLIS "Brianza
Centrale", parco di quasi 400 ettari in posizione baricentrica rispetto
ad alcuni grandi parchi di interesse regionale - Groane, Valle del
Lambro, Brughiera Briantea - che però, pur essendo nato con il
proposito di comprendere aree via via più ampie dei comuni contermini,
è rimasto per ora limitato entro i confini del comune di Seregno.
L'esempio
è stato seguito ultimamente dai Comuni di Albiate, Macherio e Sovico,
che hanno destinato circa 150 ettari del proprio territorio al nuovo
PLIS "Alma Solis".
In questo convegno vogliamo lanciare una
proposta di più ampio respiro, che comprenda in un solo grande parco
molte delle aree ancora inedificate della nuova provincia, di cui
potrebbe costituire un essenziale polmone verde.
Zeno Celotto - WWF Sez. Groane