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Questo testo nasce a seguito della conversazione, piuttosto animata, avuta con un nostro amico, una persona certamente attenta ai temi dell'ambiente, ma proprio per questo preoccupata dei problemi che minacciano la città?, per non dire il mondo, e critica per il nostro impegno "esagerato" per salvare il laghetto. "Ma cosa state a preoccuparvi di quella pozza d'acqua, con tutto quello che succede?". Ecco la nostra risposta. Chi non capisce i piccoli problemi e non fa nulla per risolverli, non capisce e non fa nulla nemmeno per quelli più grandi. Un motto ambientalista recita appunto: "pensare globalmente agire localmente".
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| Il laghetto visto da Sud | da Est | da Nord | da Nord Ovest |
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C'è chi ci dice: Ma con tutti i problemi che ci sono perché spendere energie per difendere uno stagno, per di più artificiale, poco più che un elemento di arredo urbano in un giardinetto di città? Risposta:
Con tutti i problemi che ci sono, perché spendere tanti soldi (si parla di almeno 15.000 € solo per i lavori di interramento e di risistemazione) per un lavoro non solo inutile ma ambientalmente dannoso? Quanto alla artificialità dello stagno, questo non significa nulla, gli stagni sono spesso artificiali e più in generale tutta la natura nella nostra zona è fortemente manipolata dall'uomo.
Se dovessimo tutelare solo la natura incontaminata, in Brianza non resterebbe nemmeno l'erba. C'è di più. Il WWF si occupa di natura e non di problemi sociali. Ma permetteteci di chiederci se la chiusura del laghetto non rappresenterebbe anche una sconfitta del quartiere, una resa alla inciviltà di pochi.
Abbiamo mobilitato degli esperti e noi stessi abbiamo effettuato numerosi sopralluoghi e i risultati sono questi |
Il laghetto nel settembre 2003.
Rispetto ad allora la vegetazione è inselvatichita, la staccionata non esiste più. |
Ci sono vegetali acquatici di vari tipi, fra cui tife, ninfee, giunchi, gigli d'acqua e mazzasorde. L'acqua è sufficientemente ossigenata. Ci sono molti insetti tipici degli stagni, come i gerridi e le libellule, oltre a piccoli ragni e coleotteri. Sono presenti due tipi di anfibi: la rana verde e il rospo smeraldino. Il rospo smeraldino conta almeno trenta esemplari. Se il dato fosse confermato ci sarebbero più? rospi smeraldini nel nostro stagno che in tutta la Svizzera (ne sono stati contati 17 a Mendrisio, l'unico luogo della Svizzera dove sopravvivono). Non mancano tartarughe esotiche e vari tipi di pesci, questi ultimi in quantità limitata e di taglia medio piccola, mentre in passato, quando la vegetazione veniva diradata annualmente, erano molto più numerosi ed anche di grosse dimensioni. Lo stagno, nelle prime ore del mattino, è visitato, secondo numerosissime testimonianze, ma abbiamo anche una foto, da un airone cinerino. Alcuni sostengono di averne visti due. Fra le canne del laghetto, si accostano alle sue acque per abbeverarsi, gli uccelli della zona, fra cui fringuelli e verzellini. Il picchio ha lasciato tracce evidenti sul tronco di un salice.
Alla sera con uno strumento rilevatore di ultrasuoni, abbiamo verificato la presenza di pipistrelli, che per altro con un po di pazienza si vedono aggirarsi presso i lampioni. La maggior parte della vita comunque non è visibile e sta sia nell'acqua del laghetto (plancton), sia nella melma del fondale (fauna bentonica). C'è poi una questione più ampia. Il laghetto non è un ecosistema chiuso. L'airone viene ogni mattino. Ma dove vive nel resto della giornata? Pipistrelli, rane, uccelli e libellule chiaramente si muovono in un areale più vasto dello specchio d'acqua. Ma qua hanno la garanzia di trovare il necessario per dissetarsi o per riprodursi o per predare. Se non ci fosse il laghetto anche il quartiere sarebbe più povero di fauna selvatica. E anche gli anfibi, che hanno popolato il laghetto, sono venuti da soli e da qui posso partire per altre colonizzazioni.
Ma qual è? lo stato di salute di questo ambiente? Seregno e la Brianza sono fra le zone più intensamente edificate del Nord Italia. Non sono presenti in città altre acque superficiali. I corsi d'acqua più vicini: Lura, Seveso, Tarò, Lambro sono fortemente sottoposti a pesanti effetti antropici. Le numerose zone umide del Parco delle Groane e del Parco delle Brughiera Briantea, quelle più rare dei paesi vicini, non sempre sono in condizioni ecologicamente accettabili. Il piccolo stagno di San Carlo è una risorsa preziosa e insostituibile per una infinità di esseri viventi. É una isola rifugio, ma contemporaneamente una tappa intermedia per uccelli e a tanti altri esseri che riescono a sopravvivere e a diffondersi nella morsa del cemento.
I laghetti, se ecologicamente equilibrati, e questo lo è, sono vere e proprie trappole per zanzare. Pesci e anfibi si cibano delle larve di zanzara. Il giorno 20 maggio 2007 durante una operazione di pulizia del laghetto, effettuata a titolo volontario, il nostro esperto erpetologo, immerso nelle acquedel laghetto sostiene di non aver visto alcuna larva di zanzara. Nella stessa mattina, chi scrive, a braccia nude, in quasi tre ore di lavoro, non è stato punto una volta, né ha visto svolazzare alcuna zanzara. Nella zona ci sono numeroso tombini e un deposito di rottami (dietro al cimitero di San Carlo). É probabile che le zanzare, che infestano tutta la città di Seregno, si riproducano in ogni ristagno d'acqua, anche di dimensioni minime, come ad esempio quelliche si formano nei sottovasi. Le larve di zanzara sono presenti nel laghetto, ma sono decimate da numerosi predatori e difficilmente riescono a svilupparsi.
Questo è vero. Ma basterebbe poco per rimetterlo in perfetta efficienza. Intanto, come ci ha mostrato un signore che frequenta abitualmente il laghetto, che ne conosce tutti i segreti e che spesso provvede volontariamente a piccole opere di manutenzione, il laghetto è stato costruito ad opera d'arte. Un grosso tubo, proveniente da est, probabilmente dal vicino campo di calcio, consentiva l'immissione diacqua dall'acquedotto. Una pompa produceva la circolazione artificiale dell'acqua ed emetteva degli zampilli che permettevano anche una certa ossigenazione. Questi impianti sono stati lasciati andare in disuso. Inizialmente il laghetto, che ha una decina d'anni, veniva ripulito dalla vegetazione un paio di volte all'anno mediante un taglio appena sotto la superficie dell'acqua con un semplice tagliabordi a scoppio. Il taglio non avviene più, ormai da anni. Il tubo di immissione è stato sostituito con un altro che proviene dalla direzione opposta. Questo, attivato probabilmente di notte con un impianto automatico, immette acqua nel laghetto in sovrabbondanza. L'acqua tracima regolarmente inumidendo il prato aovest e rendendo fangosa una parte del sentiero. Ci è statodetto che una volta l'acqua è arrivata ad allagare un giardino e persino un box. Basterebbe diminuirne la portata. In un tombino vicino al laghetto, è visibile una grossa canalina, probabilmente messa in opera per portare la corrente attraverso un nuovo impianto elettrico che non è mai stato completato, in sostituzione del precedente. Si dice che gli impianti preesistenti siano andati in disuso inoccasione di lavori nel vicino campo di calcio. Tuttavia un laghetto non necessita strettamente di impianti di circolazione dell'acqua e diossigenazione. Chi ha letto "L'anello di Re Salomone" di Konrad Lorenz, piacevole lettura consigliata a tutti, o semplicemente è appassionato di acquari, sa che l'equilibrio ecologico si può ottenere naturalmente. Bisogna però impedire che eccessive quantità di materiale organico, come foglie morte e simili, vadano in decomposizione. Il risultato si potrebbe ottenere riducendo la vegetazione, potando gli alberi che incombono sul laghetto e provvedendo a una periodica rimozione del materiale organico ristagnante nell'acqua, specialmente nella stagione più calda che è la più critica.
Oggetto di vandalismo sono numerose, per non dire tutte le opere dellazona, dai giochi dei bambini, al percorso vita, all'edificio sede di alcune associazioni, alle attrezzature dei campi di calcio: ci dicono che le tribune, pur recintate, sono devastate. Ciò nonostante stiamo parlando di un parco piacevole e frequentato, con percorsi ciclopedonali, prati, alberi e aiuole fiorite. La maggior parte dei cittadini con cui abbiamo parlato è però esasperata per le bravate di ragazzi e giovani. C'è chi dice che i vigili non intervengano a sufficienza e chi dice che gli addetti alle pulizie non facciano il loro dovere. Non siamo in grado di verificarlo. In ogni caso un maggior controllo della zona, un presidio più frequente, magari anche la presenza di qualche telecamera in più, ce ne sono già nei pressi, non guasterebbe. Il rispetto delle regoledel vivere civile devono essere un valore per tutti. Ma che cosa c'entra il laghetto in tutto questo? Il laghetto è punto di forte di richiamo per famiglie, anziani e bambini, come il percorso vita lo è per gli sportivi. Se queste attrezzature fossero mantenute in modo decoroso, con la collaborazione degli stessi abitanti, potrebbero addirittura diventare un elemento di identità e di orgoglio del quartiere. I ragazzi vanno richiamati ai principi della convivenza, ma vanno anche sensibilizzati, educati e coinvolti. Anche se questa non è esattamente la missione delWWF, l'associazione, che si dà disponibile per lavori di volontariato mirati alla manutenzione e alla valorizzazione del laghetto, se adeguatamente supportata dall'amministrazione, potrebbe fare molto anche su questo fronte.