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In questa sezione vorremmo occuparci delle aree protette, o che vorremmo che fossero protette, della nostra zona, cioè il Nord Milano e delle minacce che gravano su di loro.
In una pagina (P1 Nord Milano) cercheremo, aiutati da una foto dal cielo, di delineare il quadro della situazione, sempre in evoluzione, con un bilancio che segna molti punti contro e ogni tanto, per fortuna, qualche punto a favore.
Ci sono arre su cui inevitabilmente concentriamo la nostra attenzione e che conosciamo meglio: il Parco delle Groane (P2) , le sue zone umide (P3), le oasi del Caloggio (P4) e del Fosso del Ronchetto (P5) e di alcuni PLIS, come quello del Parco della Brughiera Briantea (P6), che ci piacerebbe vedere trasformato in Parco Regionale o delle Brianza Centrale, il cui destino è incerto, ma che potrebbe avere anche una svolta positiva.
Cercando di contare i parchi, tra regionali, intercomunali e riserve, siamo arrivati a oltrepassare i quaranta, che non sono pochi, tralasciando per il momento parchi comunali e giardini storici. La Brianza, meno di un secolo fa, era ancora il luogo di villeggiatiura delle illustri casate milanesi. Ma non dovete farvi ingannare dai numeri e dalle cifre. Il fumo è tanto, ma l'arrosto... La situazione non è per nulla rosea. Stiamo parlando di una delle zone più intensamente edificate, abitate e industrializzate, per cui si è coniato il termine "Città infinita", che ha una fame incessante di nuove case, centri commerciali, fiere, centri sportivi, uffici, capannoni, depositi e quant'altro possa trasformare un terreno verde "improduttivo" in grasso cemento. Una ricerca del Politecnico di Milano, dice, per chi non ha gli occhi per vedere, che la superfice costruita arriva in alcuni comuni a percentuali iperboliche.
Cercheremo quindi di stilare un elenco dettagliato e completo di tutti i parchi della zona (P7) , impresa non facile perchè in continua evoluzione. Getteremo lo sguardo oltre i confini amministrativi (siamo sempre nelle Regione Lombardia, ma fra fra le province di Varese, Como, Lecco, Monza e Brianza e Milano), perchè la natura non risponde a semplici logiche amministrative.
Per collegare i parchi e le aree protette ci sono tante idee, fra cui di particolare rilievo il progetto delle Dorsale Verde (P8). Ha i suoi limiti e guarda timidamente oltre i confini della provincia di Milano. Ma è l'unico del suo genere di cui siamo a conoscenza. Se ne è discusso pubblicamente. I verbali di questo percorso di condivisione sono nel sito della Provincia di Milano.
In questa sezione (P9) facciamo conto di aggiungere, mano a mano che ce ne occuperemo, le varie incognite che gravano sulle aree protette, sperando di poterci contenere.
Dove facciamo passare una nuova autostrada? Naturalmente nei parchi. E così prossimamente saranno attraversati dalla Pedemontana ben 5 parchi e forse 6 con la totale distruzione di antichi residui di boschi.
E le opere per il prossimo Expo 2015? Chi vivrà vedrà, e anche presto visto che la data è prossima. Dove costruiamo un bel museo dell'agricoltura o i capannoni per una tradizionale fiera del bestiame, che non servono più a nessuno o quasi? Naturalmente in un parco o in qualche area inedificata che potrebbe diventarlo.
Gli svizzeri stanno costruendo il traforo ferroviario più lungo del mondo che passa a raso le Alpi da nord a sudo e che sbocca proprio sulla nostra direttrice. Cosa faremo il giorno delll'inaugurazione, rimanderemo indietro i loro treni? E dove li facciamo passare? Ben vengano le ferrovie, ma indovinate la risposta.
Se vi viene l'idea di passeggiare in un parco, non sorprendetevi se incontrate un capanno o un gruppo di cacciatori con i loro cani. 100.000 cacciatori lombardi, non possono certo sparare da un condominio all'altro. E dove allora?