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Le stagioni del laghetto

Repertorio fotografico

In questa sezione sono raccolte, pagina per pagina, alcune immagini fotografiche che intendono mostrare i cambiamenti della natura nel corso delle quattro stagioni. Particolare attenzione ? stata dedicata all'autunno, i cui colori non possono lasciare indifferenti. La sequenza inizia dalla fine dell'estate del 2007.

Il laghetto ? un laboratorio biologico in continuo fermento. Contiene migliaia di specie viventi i cui equilibri sono costantemente modificati. I cambiamenti ricorrenti dovuti al succedersi delle stagioni, anche se non specificamente riferiti al nostro laghetto, sono ben spiegati e illustrati nel poster qui allegato.

La ciclicit? delle stagioni non deve fare pensare per? a una assoluta ciclicit? della natura, che solo con una certa approssimazione pu? apparire tale.

Un laghetto nuovo e privo di vita viene rapidamente colonizzato. Questo processo ? stato studiato e documentato in questa interessante pubblicazione. Anche il nostro, ha subito una prima colonizzazione e ogni tanto, viene raggiunto da nuove specie. Se ninfee e tife sono state impiantate artificiamente, nessuno ad esempio, vi ha portato i rospi smeraldini. Ci sono certamente arrivati da soli. Si tratta di una specie che va alla ricerca di nuovi ambienti di vita, a differenza del rospo comune, che ? assolutamente abitudinario e si riproduce nel luogo dove ? nato. Ma da dove sono arrivati questi rospi smeraldini? Nella zona non ci sono altri laghetti o canali. Forse ? bastata una pozza temporanea per consentire una migrazione a tappe, da chiss? quanti chilometri di distanza.

Basta un nuovo seme portato al vento o un albero che muore perch? inizi un cambiamento. Al laghetto, tanto per fare un esempio, di tre salici piangenti, ne ? rimasto solo uno. Uno ? morto da tempo, un altro ? stato tagliato in primavera. Quali possono essere le conseguenze? I salici fanno ombra sul laghetto e ne tengono d?estate la temperatura dell?acqua pi? bassa. E questo ? un vantaggio. Per contro d?autunno vi fanno cadere le foglie, che insieme ad altro materiale organico morto, possono portare allo sviluppo di alghe a una diminuzione dell?ossigeno. Se questa massa in decomposizione ? abbondante si ha il fenomeno dell?eutrofizzazione, con drastica diminuzione dell?ossigeno e asfissia per molti essere viventi acquatici. Oltre tutto in quel caso l?acqua diventa terribilmente maleodorante. Per fortuna tutto questo non si verifica. L?acqua del laghetto rimane limpida e sembra sempre in ottime condizioni. Ma certamente sar? un pochino diversa da prima, e per la differenza di un solo essere vivente.

Per capire che la vita del laghetto non ? semplicemente ripetitiva, basta guardare le foto di alcuni anni fa. Le ninfee, che coprivano quasi tutta la superficie sono state largamente sostituite dalle tife. Le tife crescono meglio su fondali pi? bassi di quelli delle ninfee. Sintomo di interramento? Certamente qualunque laghetto, lasciato a se stesso, tende a riempirsi di detriti e a evolvere in bosco. La manutenzione ? necessaria. Ma quale manutenzione? La legge regionale delle Lombardia per la protezione della piccola fauna da ottime indicazioni.

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