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Gli alberi al Parco Falcone Borsellino

Un invito a fare due passi attorno al laghetto

Introduzione

Questa pagina è dedicata ai vegetali più vistosi: gli alberi.  La situazione descritta inizialmente è quella del 2007. -  il testo è stato rivisto, l'ultima volta nel gennaio 2010

Quelli sulle rive del laghetto sono pochi, due salici (uno è stato abbattuto lo scorso anno) cui si aggiungono alcuni "intrusi", cresciuti spontaneamente. Vari sono anche gli arbusti, di cui ci occuperemo a parte. Nelle immediate vicinanze, diciamo nel raggio di cinquanta metri, o poco più, come si vede dalla mappa (foto da satellite) ce ne sono molti altri, tutti piantati dall'uomo, salvo alcune robinie, probabilmente cresciute spontaneamente ancor prima della creazione del parco. 

Nel complesso rappresentano una ventina di specie per un totale di un centinaio di esemplari. Alcune sono varietà da giardino di identificazione incerta (per il momento). Non ci occupiamo, per ora, degli altri alberi del resto del parco. In questa pagina trovate alcune considerazioni sulle varie piante. Per alcune è disponibile una scheda di approfondimento. 

Sarebbe nostra intenzione creare schede per tutte le specie presenti e monitorare nel tempo le condizioni di ogni singolo esemplare . Vedremo... 
Ottime schede si trovano già su vari siti. I link consigliati sono a fondo pagina

Aggiornamenti

La situazione degli alberi del laghetto è un pochino cambiata nel tempo. Ecco gli aggiornamenti:
 
2009 Alcuni alberi non ci sono più. Mancano all'appello uno dei due salci piangenti che è stato abbattuto per ragioni di sicurezza (un terzo era già stato eliminato nel passato), il salicone che era cresciuto spontaneamente ed è stato eliminato la primavera scorsa, le due piccole betulle, il cui tronco era stato profondamente segato in orizzontale per puro vandalismo e uno dei tre gelsi morto perché aveva la corteccia completamente levata per un lungo tratto.
2010 - La forza della natura: il salicone, con molta fatica e ritardo è rispuntato: è alto ora un paio di metri. Sulla riva del laghetto è cresciuto un ontano nero. Al suo primo anno di vita ha superato (inverno 09/01) il metro.

Gli alberi del Parco Falcone Borsellino nei pressi del laghetto

Per un percorso di visita al laghetto partendo dal parcheggio di Via Cardinale Federico Borromeo
mappa zona laghetto 1 - Filari di aceri ricci ( vedi scheda sugli aceri ) al parcheggio e sulla via C. F. Borromeo
2 - eleagno - insolito albero all'inizio del filare
3 - gruppo di  platani lungo la cinta delle villette e una robinia
4 - gruppo di quattro piccole querce ( farnie )
5 - tre piccoli aceri  ( aceri campestri vedi scheda sugli aceri ) di cui uno morto
6 - tre  gelsi di cui uno molto sofferente
7 - due piccole betulle dal tronco bianchissimo di cui una a rischio
8 - due salici in riva al laghetto ( vedi scheda ), cui si aggiungono altri alberelli spontanei
9 - grossa betulla comune in giardino privato che sporge dalla recinzione
10 - un filare di sette alberi da fiore tipo meli (?). L'ultimo a ovest ? morto
11- tre splendidi aceri rossi ben sviluppati ( vedi scheda sugli aceri )
12 - gruppo di sei piccole laghestroemie (alberi da fiore)
13 - gruppo di cinque ciliegi da fiore (da determinare)
14 - robinia che date le dimensioni sembra preesistente alla creazione del parco
15 - gruppo di ontani neri ( vedi scheda ), tigli e altre essenze (un paio sono morti)
16 - piccolo orniello isolato
17 - aceri di campo ( vedi scheda sugli aceri ) lungo tutto il vialetto da est a ovest
18 - cespugli di clerodendri - arbusti o piccoli alberi molto decorativi
19 - gruppo di sei tigli di cui uno fortemente attaccato da parassiti
20 - filare di alberelli con fogliame rosso. Pruni (?) in numero di 22
21 - il campo sportivo ? fianchegiato a sud (fuori mappa) da un filare di carpini neri

1 - Acero riccio

I viali che costeggiano il campo di calcio del Seregnello fino alparcheggio del Parco Faclone Borsellino sono fiancheggiati da questialberi, che sembrano (il condizionale ? d'obbligo) degli acericampestri. La taglia appare media. Il colore autunale ?interessante e tipicamente diverso da albero ad albero. Abbastanzadecorative anche i frutti (samare) a grappoli che spiccno in tarda estate per il colore dorato sul fogliame ancora verde.
foglie acero riccio
acero riccio

2 - Eleagno


Curioso albero carico di bacche rosse. Potrebbe trattarsi si un eleagnus, albero di origine asiatica, e magari di un eleagnus umbellata . Nel caso sarebbe una specie usata come portainnesto peraltri tipi di eleagnus pi? decorativi, lasciata crescere per errore. Gli uccelli sarebbero ghiotti delle sue bacche.

Per altri potrebbe trattarsi di una Callicarpa.
bacche eleagnus
eleagnus

3 - Platano comune (Platanus acerifoglia)

Per il platano non è facilissimo identificare la specie con sicurezza. Le specie principali sono costituite dal platano orientale, che viene del vicino oriente (Grecia, Turchia) edal platano occidentale, dall'America settentrionale. Sono somiglianti. Il primo è molto più diffuso in Europa, mentre il secondo, secondo alcune fonti vi è presente solo in esemplari ibridati. Gli ibridi, detti  platano comune, sembrano essere la varietà più diffusa. La maggior parte dei viali di Londra  è costituita da platani e anche il viale davanti alla villa reale di Monza lo è, anche se alcuni anni fa sono stati ripiantati. Cresce rapidamente, è molto robusto e assume un aspetto maestoso. Nei paesi del centro e nord Europa non viene potato, nei paesi meridionali viene potato pesantemente, a volte capitozzato. Un metodo piuttosto empirico per riconoscere specie o ibridi è osservare la foglia: il platano occidentale ha la foglia profondamente incisa, quello orientale poco e quello comune mediamente.  
foglia platano platano
www.naturamediterraneo.com

4 - Farnia (Quercus robur)

A dispetto del nome scientifico non è il rovere ma la farnia. Ledue querce si  assomigliano. Le distingue la foglia che nellafarnia ? dotata di un picciolo molto breve contornato dai lobidella foglia stessa. Le ghiande invece sono sostenute da un lungo peduncolo.

Al laghetto ce ne sono 4 esemplari verso il parcheggio. Un paiohanno subito danni e richiedono qualche manutenzione. Si tratta dipiante bellissime, molto longeve, che per? non amanoterreno compatti come probabilmente il nostro. Crescono moltolentamente e sono piccole. Chiss? se dureranno...      
farnia dettagli farnia

5 - Acero campestre ( Acer campestre )www.naturamediterraneo.com

La foglia ? palmata come in tutti gli aceri, ma molto pi?piccola. Inoltre non ? seghettata, ma quasi a lobi arrotondati.In autunno la chioma dovrebbe ingiallire. Le disamare (frutti alati) sono opposte.

Nel prato verso il parcheggio ce n'erano 3. Uno ?morto e uno ha sofferto molto. Cresce lentamente per natura. 
acero campestre foglie e disamare

6 - Gelso (Morus alba)

Fino a un secolo fa, e forse meno, le campagne della Brianzaerano segnate da filari di gelso, la cui foglia costituisce ilnutrimento per il baco da seta. I filari dividevano i campi e lepiante erano capitozzate in modo caratteristico. Scomparsol'allevamento del baco, ma non la tessitora della seta,in cui il Comasco ? leader nel mondo, sono stati espiantati quasi completamente.

Da qualche tempo, per rendere omaggio a questo albero, pernulla autoctono ma che ha segnato la nostra storia, vengono spessopiantati degli esemplare nei parchi urbani, per la felicit?dei bambini, visto che produce dolcissime bacche bianche o rosse, da cui il nome dialettale "murun".

Uno dei tre gelsi versa in cattive condizioni. La corteccia è stata completamente incisa circolarmente e la pianta soffre moltissimo.
2009  - Il gelso è morto ed è stato tagliato alla base.
foalgia gelso gelso

7 - Betulla

Le due piccole betulle nei pressi del laghetto non sembrano la  comune betula pubescens .La corteccia è bianchissima e sfogliante. Purtroppo quella a destra nella foto ha il tronco profondamente inciso. La sopravvivenza è a rischio.
2010 - Entrambe le betulle sono scomparse da tempo.  
betulle

8 - Salice piangente (Salix babylonica L.)

L'aspetto del laghetto è fortemente segnato dalla presenza di due salici piangenti. L'accostamento di questo tipo di albero aglispecchi d'acqua è un classico, come testimoniano i quadri di Monet nella home page di questo sito.

Dei due salici, uno è in ottime condizioni, l'altro sembra invece avere vita più stentata.
Un abitante ci ha riferito che inizialmente i salici erano tre. Uno è stato profondamente inciso da ignoti (un vizio ricorrente a quanto pare) e poi abbattuto dal vento.
Infine è stato tagliato alla base.
Si tratta di una pianta non troppo longeva ma anche molto vitale, nel senso che si riprende e si riproduce con facilità. Lacorteccia, specie di quello più  rinsecchito, è segnata da parassiti (coleotteri) e dal picchio. Il picchio dovrebbe limitare naturalmente le larve dei coleotteri, di cui è ghiotto,seppure allargando i solchi della corteccia. Riuscirà la natura a stabilire un equilibrio?   

Per altre informazioni vedi la scheda sul salice

Sei un bambino e vuoi fare un bellissimo disegno di un salice piangente? Scarica cliccando qui in disegno da colorare: il salice piangente. Stampa e colora
i due salici

8 bis - Fitolacca o uva turca (Phytolacca americana L.)

Su una riva del laghetto è crescita spontaneamente una fitolacca. Si tratta di un grande albero di origine sud americana, che non resiste assolutamente al freddo. Da noi infatti muore ad ogni inverno, ma riesce egualmente a riprodursi per seme, a ricrescere e a fruttificare l'anno successivo. Così noi lo vediamo frequentemente nei luoghi incolti come un arbusto. Riesce a raggiungere i due metri di altezza, mentre nel suo ambiente originario arriva a 15 metri, è un sempreverde ed è molto longevo.
Inconfondibile per i suoi grappoli rossi che hanno proprietà colorante, particolarmente preziosi per gli uccelli migratori.
P.S. sembra che la pianta sia velenosa.
fitolacca
fitolacca ad agosto

8 ter - Salicone (Salix caprea)

Sulle rive del laghetto è cresciunto spontaneamente un alberello. É un salicone. Poco appariscente non è un albero ornamentale, ma sembra vegetare molto bene. In prmavera si dovrebbe capire bene di cosa si tratta dalle gemme e dai fiori, che appaiono già in marzo, prima delle foglie, come batuffoli bianchi. É circondato da rivi e viburni molto fitti è molto vicino all'acqua. Pertanto non è facile avvicinarsi per osservarne i dettagli.

Questo albero è stato eliminato nei lavori di manutenzione della prima vera 2008. Sembrava scomparso definitivamente, ma nel  2009 è rispuntato e a fine anno è già alto un paio di metri. 
folgie ciliegio?


10 - Meli da fiore

meli

11- Acero rosso ( Acer rubrum )

Si tratta probabilmente della varietà "Autumn flame". Albero di origine nord americana, è una varietà da giardino. 
Le foglie verdi assumono in autunno un colore rosso scarlatto, come vediamo in foto a destra, a fine ottobre. Assomigliano a quelledell'acero riccio e anche a quelle del platano. Il picciolo è rossastro.
La chioma è densa e i rami sono ascendenti.
Cresce rapidamente. Nel prato presso il laghetto,  è fra gli alberi che sembrano meglio sviluppati.

foglia acero
1 - Foglia.
2,3,4 - Chioma in agosto,  ad inizio e a fine ottobre
acero inizio ottobre fine ottobre

12 - Laghestroemia

Piccolo albero molto decoratovo per i suoi fiori, che cambierebbero colore nell'arco della giornata.
laghestroemia

13 - Ciliegio


14 - Robinia

Albero di origine americana, molto diffuso in tutti i nostri boschi. É consioderato infestante, anche se è stato usato per rimboschimenti nei secoli scorsi e ha fornito per generazioni legna per cucinare e per riscaldarsi nelle nostre campagne. Deve il nome al botanico che lo piantò a Parigi per primo in Europa. Quell'esemplare è morto solo pochi anni fa. Dioico, fiorisce abbondantemente in primavera e permette alla api di produrre il cosiddetto miele d'acacia. É una leguminosa e come tale aricchisce il terreno di azoto, grazie alla tipica presenza sulle radici di batteri azotofissatori che trasformano l'azoto, che abbonda nell'aria come gas, in sali.   

15 - Ontano nero ( Alnus glutinosa )

L'ontano nero vegeta bene vicino all'acqua come l'ontano bianco che però è più frequente in montagna, sempre lungo i corsi d'acqua. Le due specie si ibridano fra loro. Alcuni elementi dei nostri esemplari, che sono certamente degli ontani, non sembrano esattamente quelle dell'ontano bianco. Per questo l'identificazione è per ora incerta. 
Il nostri stentano a crescere nel terreno compatto del prato. Uno è morto. 
Per altre informazioni vedi la scheda dell'ontano bianco

A fine 2010 vidiamo sulla riva del laghetto un ontano nero di oltre un metro bellissimo. Chissà se lo lasceranno crescere in pace. Non da fastidio a nessuno ed è arrivato senza oneri per le casse comunali.  
ontano bianco ontano frutti
 

16 - Orniello (Fraxinus ornus

Poco a nord del laghetto cresce isolato questo orniello. Durante d l'inverno ha delle grosse gemme nere. In primavera dovrebbe emettere delle infiorescenze abbastanza vistose. La foglia è composita, con foglioline più grandi di quelle del frassino maggiore.
orniello

18 - Clerodendro


Originario dell'estremo oriente, si presenta sia come arbusto che come alberello. Molto decorative le sue bacche.

In Corso Matteotti spuntano dalla recinzione di un giardino i rami di un esemplare della stessa specie cresciuto come alberello: davvero bello. 
clerodendro clerodendro

19 - Tiglio selvatico ( Tilia cordata )

Fra i tigli si distingue per la foglie molto piccole. L'albero in foto ha un portamento molto regolare ed elegante.  Il gruppo comprende 6 esemplari. Uno di questi è infestato da parassiti che si sioni nsediati in una fenditura verticale della corteccia. Sembra comunque che la pianta, forse parzialmente cuirata lo scorso anno, risista bene, anche se le foglie maturano in ritardo.
tiglio foglia tiglio

20 - Pruno

Il vialetto che dal parcheggio risale il parco verso il laghetto è costaggiato sulla sinistra da una ventina di pruni. Hanno il fogliame rosso. Sono di taglia piccola. Il loro pregio dovrebbe consistere nella fioritura. Vedremo in primavera. C'è chi raccoglie i suoi frutti. 
pruno

21 - Carpino bianco

Un filare di carpini forma una siepe attorno al campo di calcio. Non è vicinissima a laghetto, ma è ben visibile.  Il carpino è un albero autoctono e tipico della nostra zona che nei tempi antichi era ricoperta da foreste di querce. Il carpino che si accontenta di poco luce per vivere, cresceva all'ombra delle querce costituendo una consocazione detta querco carpineto. Il carpino si adatta a tagli ed era usato per siepi, anche nei giardini più eleganti.   

Metodo di compilazione delle schede

Per osservare e descrivere bene una pianta occorre seguirla nel corsodella varie stagioni, cosa che non abbiamo ancora fatto. Le descrizionisono tratte da vari manuali e da Internet (elenco fonti in fondoalla pagina, da completare). Alcune informazioni raccolte non sono concordanti.  Le foto sono tutte originali . Ci ripromettiamo di verificare nel tempo le indicazioni.

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