LibellulePer cominciare a conoscerle |
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In fondo a questa pagina trovi dei link a siti specializzati sulle libellule dove potrai trovare molte altre informazioni.
Richiamiamo qui solo qualche nozione. Le libellule sono innanzitutto degli insetti (invertebrati con sei zampe) che appartengono all’ordine degli odonati.
La tassonomia è la seguente: Animalia / Arthropoda / Hexapoda / Odonata.
Si dividono in due sottordini principali che si distinguono facilmente dopo un minimo di esperienza:
Le
libellule hanno una vita strettamente connessa alle acque superficiali
interne e particolarmente a quelle stagnanti (a secondo delle specie).
Nell’acqua si svolge la prima fase della loro vita e nei pressi avviene
la riproduzione. I maschi hanno spesso un comportamento territoriale e
presidiano la loro zona umida per garantirsi in esclusiva sia la
caccia,
sia la riproduzione.
Si possono allontanare dal loro ambiente, ma
in genere non di molto e temporaneamente. Lo fanno appena sfarfallati,
quando non sono sufficientemente abili nel volo e in campo aperto
sarebbero facile preda, per rifugiarsi nel fitto della vegetazione e
proteggersi dagli uccelli, che ne sono ghiotti.
Alcune libellule, magari aiutate dai venti, sono in grado di compiere migrazioni, nemmeno piccole, se sono in grado di attraversare il mare dall’Africa alla Sicilia, facendo tappa su qualche isola. A volte sono presenti in zone che appaiono a prima vista completamente asciutte, sfruttando pozzi, cisterne o pozzanghere temporanee.
Alcune specie sanno vivere in acque particolari: fiumi, laghi, lagune salmastre, pozze temporanee, prati allagati, ma la maggior parte predilige le acque stagnanti, ricche di vegetazione e con fondale melmoso. Alcune esigono qualche particolare tipo di vegetazione.
Ci sono studi per utilizzare le libellule come indicatori ambientali. La vitalità di un laghetto e dell’ambiente in cui si colloca si possono probabilmente correlare alla quantità di specie, al loro tipo e al numero di esemplari presenti.
Le uova, deposte magari nella stagione precedente in vegetali o in vari substrati, si schiudono dopo uno o più mesi, in genere in primavera. Hanno una dimensione di circa mezzo millimetro e sono brune o grigie. La larva vive nell’acqua il tempo di trasformarsi in adulto, che varia da un anno per gli Zigotteri a due o tre anni per gli Anisotteri. Durante questo periodo si hanno da 10 a 15 mute. Gli esoscheletri, abbandonati ad ogni muta, sono detti esuvie e il loro ritrovamento è importante per le osservazioni naturalistiche.
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Appena sfarfallati i giovani adulti si riparano in attesa di acquisire dimestichezza con il volo. A volte per questo hanno bisogno di grossi alberi o erba alta nei pressi dello stagno di origine. Le libellule, che sono a sangue freddo, amano i periodi più caldi, sia del giorno che dell’anno. Gli zigotteri si vedono volare già in maggio, nelle ore centrali della giornata, quando il sole è alto, gli anisotteri in giugno. Vivono qualche mese e il periodo riproduttivo a inizia dopo un mese dallo sfarfallamento. Gli i ultimi esemplari, a seconda delle specie, si vedono in autunno, ma in alcune giornate particolarmente soleggiate e calde, anche all’inizio dell’inverno.
Per notizie sulla forma (morfologia) dell’adulto vedi qui.
Gli
odonati sono animali sessuali. Non è difficile vedere
una coppia di libellule volare appaiate, si dice in tandem.
L’accoppiamento avviene in modo del
tutto particolare, componendo una forma a cuore. La femmina depone le
uova
sulla superficie dell’acqua, su o dentro vegetali palustri o comunque
in
prossimità dell’acqua. La deposizione può avvenire in modi vari e
curiosi: con la femmina posata su un vegetale su cui appende le sue
uova, magari infilandole in qualche interstizio, su una foglia o un
rametto galleggiante
da immerge l'addome nell'acqua, o in volo radente e l’addome che sfiora
la superficie dello stagno, o con un volo a balzelloni, con il maschio
che sorregge con i
cerci la testa della femmina cha tocca l’acqua in punti diversi creando
ogni volta onde concentriche.
Dopo la riproduzione l’adulto continua a vivere per qualche tempo.
Le libellule sono voraci predatori, sia nella vita larvale che da adulti. Collaborano con pesci, anfibi, uccelli e pipistrelli a fare strage di zanzare e altri insetti nei laghetti che frequentano. Si cibano anche di piccoli vertebrati. A volte sono così aggressive che si predano fra loro.
Usano, a secondo della specie due tecniche diverse di caccia:
A
volte vivacemente colorate ed eleganti nel volo, da un punto di vista
puramente estetico, sono fra gli insetti più interessanti. Leggende e
dicerie indicano a volte le libellule come insetti insidiosi. C’è chi
dice che sono pericolose perché colpirebbero gli occhi umani e chi le
considera diaboliche, come indica lo stesso nome inglese “dragonfly”.
Si tratta di fantasie prive di alcun fondamento. 
Forse è la potenza e la prestanza del loro volo, la capacità di fermarsi nell’aria, di lanciarsi d’improvviso in traiettorie imprevedibili e il ronzio delle ali che inquietano gli osservatori. A volte i cerci sono scambiati per pungiglioni. Le libellule sono dotate di una robusta muscolatura nella zona posteriore del torace che permette loro di roteare instancabilmente le quattro ali e di controllarne il movimento, ciascuna in modo indipendente, che le rendono straordinarie macchine volanti, simili nella forma e nel loro modo di volare agli elicotteri, ma con agilità e sicurezza decisamente superiori. Le ali sono molto resistenti grazie a una retinatura tridimensionale. Se si tengono ferme con le dita, una volta catturate con un retino, non si distruggono come quelle delle farfalle e quindi si possono poi lasciare andare quasi indenni. La forma delle venature alari e delle celle è a volte determinante per l’identificazione della specie, come una tipica macchia sull’ala, detta peristigma. La vista acutissima e la visione a 360 gradi, assieme alle capacità di volo, ne fanno formidabili cacciatori.
Le farfalle possono essere più attraenti delle libellule, sia per i loro colori che per il volo lento ma non sono, savlo alcune, così legate all’acqua e scontano un altro svantaggio per chi vuole interessarsene senza essere un professionista o un incallito appassionato: le specie presenti in Italia sono moltissime (5086) e imparare a riconoscerle con sicurezza diventa un vero problema. Più semplice farlo con la libellule che in Italia sono presenti “solo” in una novantina di specie, anche se le differenze fra maschi, femmine e immaturi e la presenza di varie sottospecie, rendono le classificazioni meno semplici di quello che si puo’ immaginare. La check list della Fauna italiana indica 88 specie. Una specie africana avrebbe recentemente colonizzato il sud dell’Italia per cui si dovrebbe dire che ormai sono 89.
Le libellule amano il caldo. Nel mondo se ne conoscono 5000 specie. Queste sono più abbondanti ai tropici e ridotte a poche decine nel nord Europa. Sono totalmente assenti ai Poli. In Italia, come abbiamo detto, siamo sulla novantina.
Le libellule sono in continua diminuzione a causa dell’antropizzazione del territorio, della distruzione degli ambienti palustri e dell’inquinamento. Per garantirne la sopravvivenza l’unica cosa da fare è conservare in buona salute le acque superficiali e se possibile crearne nuove: basta anche un laghetto da giardino di pochi metri quadri.