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L'oggetto di questa pagina è prevalentemente il ticoplancton, cioè il plancton degli stagni. Proveremo a parlare di potamoplancton quando l'acqua dei nostri fiumi, torrenti e rii ci sembrerà viva. Al momento abbiamo qualche dubbio. Le associazioni di pescatori non ce ne vogliano, ma sono loro stesse che denunciano il degrado delle nostre acque correnti. Qualche segno di miglioramento si vede nel Labro, ma pochino...
Non siamo ancora in grado di analizzare questo plancton. Per ora quindi ne parliamo in termini generici, in attesa che qualche ente, laboratorio, associazione, scuola, studioso si faccia avanti.
Il plancton (da un termine greco che significa vagabondo) è costituito dagli esseri che vivono sospesi nell'acqua, senza sapersi spostare, ma compiendo al massimo piccoli muovimenti.
I pesci ad esempio, che sanno muoversi autonomamente rispetto alle correnti, non fanno parte del plancton, ma del necton. E gli organismi che vivono sui fondali costituiscono il benthos.
L'acqua degli stagni è sempre ricca di plancton. In genere vi troviamo esseri piccolissimi, intorno al decimo di millimetro, che a occhio nudo sembrano solo dei puntini, ma già osservabili con una buona lente, o addirittura visibili solo al microscopio come alghe e batteri. A volte, quando si dispongono in associazioni o proliferano in modo abnorme ne percepiamo facilmente la presenza. Comprende anche piccoli crostacei e larve, che magari passano nel plancton solo parte della loro vita.
Il plancton si definisce anche in base in base alla sua localizzazione:
Linnoplancton, di lago
Ticoplancton, di stagno
Potamoplancton, d'acque correnti
Aliplancton, d'acque salate
A volte l'acqua degli stagni si colora e magari improvvisamente diventa rossa, come succede nel lago di Tovel in Tretino, famoso proprio per qusto fenomeno. Spesso questa colorazione è dovuta al proliferare del plancton. Vediamo un semplice schemino che ci può aiutare:
| Colore dell'acqua | Agente responsabile |
| Giallo verde | Alghe verdi |
| Verde scuro | Alghe flagellate |
| Marrone | Diatomee |
| Blu sporco | Alghe azzurre |
Per occuparsi non occasionalmente del plancton si devono affrontare difficoltà non da poco, le osservazioni sistematiche sono materia da specialisti. Occorrono strumenti che solo un laboratorio professionale può avere, tempo e competenze di chimica, fisica e biologia. Si tratta di indagare un mondo estremamente complicato, dove perfino la classificazione è soggetta a incertezze, oggetto di discussione fra gli scenziati. Cosa può fare un dilettante? Probabilmente pochino, ma è una domanda a cui non vogliamo anticipare una risposta. Gli appassionati esperti e generosi non mancano e sanno fare anche miracoli.
Gli individui che fanno parte del plancton pesano, seppur di poco, più dell'acqua. Come riescono a non cadere sul fondo? possono per riuscirci adottare diverse strategie:
Il plancton, che in genere è visibile solo al microscopio, può presentarsi in dimensioni varie:
Nel plancton sono presenti i tre principali livelli trofici della catena alimentare: produttori, consumatori e decompositori.
Il fitoplancton è caratterizzato dalla capacità di svolgere la funzione clorofilliana. I suoi rappresentanti producono da sè il cibo e quindi si dicono autotrofi.
Sono quindi dei vegetali? purtroppo le cose sono molto più complicate di quello che si pensa. Fra gli atutotrofi ci sono alcuni batteri, cianobatteri, alghe microscopiche e protisti come le diatomee.
Lo zooplancton, rappresenta invece la componente eterotrofa del plancton.
Comprende protozoi come i dinoflagellati e i foraminiferi, piccoli crostacei come i copepodi, meduse, molluschi, nonché le uova e le larve della maggior parte delle specie acquatiche. Fra gli eterotrofi ci sono i consumatori, primari e secondari, ma sebbene spesso poco considerati, ci sono anche i decompositori.
Va da sè che il plancton è alla base della catena alimentare in uno stagno.
Per tentare mimimamente di raccapezzarsi nel variegato mondo dell'invisibile proviamo a cimentarci con la tassonimia. C'era un tempo, non molti anni fa, in cui i regno dei vivinti erano due: vegetali e animali. Oggi i regni sono almeno cinque: monere, protisti, piante, funghi e animali. Se consideriamo che nei protisti sono messi tutti gli esseri che pur vendo una cellula evoluta nessuno sa bene dove mettere... non è difficile immaginare che questa classificazione, con il procedere degli studi, potrà essere presto rivoluzionata.
Tentiamo di capirne qualcosa:
I procarioti o monere, comprendono archeobatteri (diffusi ma ci riguardano poco) ed eubatteri. Questo comprendono batteri e cianobatteri
Gli eucarioti comprendono protisti (unicellulari), piante, funghi e animali
Ed ecco uno schemino dei cinque regni della natura vivente:
| 1 - Procarioti o Monere | Eucarioti | |
| Eubatteri Cianobatteri - Batteri | Archebatteri | 2 - Protisti Protozoi, Funghi mucillaginosi e muffe d''acqua, Alghe, |
| 3 - Piante | ||
| 4 - Funghi | ||
| 5 - Animali | ||
Fra i più piccoli esseri visibili al microscopio ottico, sono unicellulari e hanno una dimensione intorno a 0,001 mm. Sono in genere decompositori. Vi troviamo molti agenti patogeni, ma non sono gli unici patogeni che si possono trovare nella acque stagnanti: attenzione quindi alla manipolazione di queste acque, qualche precauzione non guasta.
Fanno parte dei protisti. Dispongono di pigmenti simili a quelli delle piante superiori e possono essere pluricellulari.
Unicellulari di colore marrone, fanno parte dei protisti. Hanno il corpo cellulare racchiuso tra due teche silicee che formano una specie di scatola con il coperchio. Per questo le diatomee hanno bisogno di silice in forma solubile.
Qui andiamo deciamente nel complesso. Vi fanno parte 60.000 specie ma soprattutto le classificazioni sono in discussione. Sono attualmente divisi in cinque phila o sottoclassi. É facile trovare manuali completamente superati. Ricordiamo
Sarcodini (ameboidi, eliozoi) il nome deriva dalla capacità di cambiare la forma del corpo, si spostano in maniera strisciante. Ne fanno parte l'ameba
e i radiolari.
Ciliati fra cui parameci, stentori, infusori e vorticelle
Flagellati (o Mastigofori)
Sporozoi
Opalinidi.