Ultimatum ai "dissidenti"
Caso Turbogas, i Ds non sono disposti a "trattare". Le stoccate di Ferri
Ma Rc non molla: "Pronti a uscire dalla maggioranza

di BRUNO LUMINARI
Fino a poco più di un mese fa i partiti di maggioranza sostenevano che il problema Turbogas, seppur valutato in modi diversi, non poteva determinare la compattezza della stessa maggioranza. Ora siamo arrivati agli ultimatum. Rifondazione comunista dichiara che se il 15 marzo sarà approvata la convenzione tra il Comune e il consorzio "Jesi-Energia" si porrà all'opposizione. Il segretario politico della Quercia, Franco Ferri, dichiara a sua volta che il 5 marzo si concluderà il percorso della politica sulla vicenda Turbogas. Manca un'esplicita presa di posizione - o l'ultimatum - dei Verdi su quanto avverrà nel prossimo consiglio comunale, ovvero se condizioneranno anche loro la permanenza in Giunta e in maggioranza all'approvazione della convenzione.
Franco Ferri ha giocato d'anticipo convocando ieri una conferenza stampa alla "Casa del popolo". Rifondazione comunista ha preferito inviare un comunicato stampa. I Verdi hanno taciuto, almeno fino a tarda serata. Il portavoce dei diessini ne ha per tutti, dal sindaco di Camerata Picena "che sta giocando al rialzo dopo aver praticamente taciuto per quattro anni", al sindaco di Chiaravalle "che si sveglia all'ultimo momento volendo diventare protagonista in una vicenda di cui non si è mai occupato", a Rc e Verdi "mobilitati solo contro la Turbogas di Jesi e ora alzano la voce e sbagliano, sapendo benissimo che mai l'Enel potrà potenziare la centrale di Camerata Picena in base al Dpr 53 del 1998 che è legge, non chiacchiere", ad Alleanza nazionale di Jesi "che ha sostenuto la Turbogas quand'era insostenibi1e e che si oppone adesso che lo è diventata". Ma l'attacco più duro Franco Ferri lo lancia alla Regione Marche e in particolare al presidente D'Ambrosio e all'assessore Gianmario Spacca "che non hanno avuto il coraggio di confrontarsi con i potenti (Enel, Api ed Edison-Sadam), quando era tempo di farlo, per poi lasciarsi gli altri sbranarsi tra loro. I Ds compatti fanno quindi quadrato attorno al sindaco Polita, al suo tecnico di fiducia, alla convenzione che sarà sottoposta al voto consiliare il 5 marzo. E Rifondazione comunista sostiene l'esatto contrario affermando che si starebbe correndo verso la realizzazione di 3 centrali sostenute, a Jesi, da una maggioranza trasversale che andrebbe dai Ds a Forza Italia. "Occorre un incontro con l'Enel prima del 5 marzo - recita una nota di Rc - affichè si venga ad avere più chiarezza rispetto all'utilizzo in futuro della centrale di Camerata Picena". Per concludere: secondo i Ds non esistono più motivi ragionevoli per opporsi alla realizzazione della Turbogas a Jesi, viste tutte le garanzie date dalla vicenda si deve concludere il 5 i marzo. Secondo Rc (e Verdi) le garanzie non bastano ancora. La Turbogas rischia di diventare l'unico elemento di confronto scontro per l'imminente (o già iniziata) campagna elettorale.

Lion (Verdi) "pressa" Regione e Ministero

L'assessore provinciale all'Ambiente, Marco Lion (Verdi) chiede chiarimenti al ministero dell'industria e alla Regione Marche sulla liberalizzazione del mercato elettrico. Lion fa una lunga premessa nella quale evidenzia come lo stesso ministero abbia autorizzato - a suo avviso - la costruzione di 3 centrali termoelettriche e cogenerazione (Api, Jesi e Camerata Picena) mentre gli enti locali (regione e Provincia) si sono palesemente espressi con atti deliberativi perchè nel territorio provinciale di Ancona se ne realizzino soltanto 2. I chiarimenti sono richiesti proprio su questo contrasto. L'assessore provinciale all'Ambiente chiede alla Regione Marche di essere conseguenziale, ovvero che il "Piano energetico regionale" preveda espressamente "che nella provincia di Ancona non potranno essere esercite più di due centrali per la produzione di energia elettrica". Lion non dice espressamente quale centrale eliminare ma lo sottintende : quella Edison - Sadam, ovviamente. E lo fa con la solita logica, prendendo atto (senza eccepire) che qnella dell'Api è in costruzione e quella dell'Enel potrebbe essere potenziata come sostengono il sindaco di Camerata Picena e l'Enel, ovviamente.

"Vallesina a rischio" Timori nell'Ulivo
Chiaravelle vuole "confrontarsi" con Jesi

CHIARAVALLE - E l'Ulivo locale chiede la "concertazione globale" e che il comune di Jesi "sospenda ogni decisione in merito alla convenzione con la Sadam per la costruzione della relativa centrale". Tutto da rifare, insomma, secondo i partiti che si riconoscono nell'Ulivo chiaravallese (Ds, Ppi, Pri, Sdi, Verdi, Movimento per l'Ulivo) che si sono riuniti il 25 febbraio - sostiene una nota del Movimento - per discutere della Turbogas di Jesi e del potenziamento della centrale Enel di Camerata Picena. Circostanza, quest'ultima, che danno per scontata e verso la quale non manifestano alcuna opposizione o richiesta di revisione. "In merito - recita la nota - esprimono la massima preoccupazione per l'impatto ambientale che queste realizzazioni potrebbero avere per il territorio di Chiaravalle e di tutta la bassa Vallesina, già fortemente penalizzata per la presenza di altri insediamenti ad alto rischio sul sistema eco-ambientale, Api-centrale termoelettrica Api Aeroporto infrastrutture mobilità veicolare e trasporto". La "concertazione globale", dovrebbe avvenire tra tutte le amministrazioni comunali interessate "in primo luogo quella di Chiaravalle", coinvolgendo anche la Asl, la Provincia, la regione Marche, i ministeri Ambiente-Industria-Sanità, "affinchè ci si faccia carico di uno studio dell'impatto ambientale globale relativo a tutte le strutture già esistenti o in ipotesi di realizzazione che insistono su questo limitato ambito territoriale della bassa Vallesina". Segue la perentoria richiesta al comune di Jesi e al dichiarazione di sostegno "all'amministrazione ed il consiglio comunale di Chiaravalle nella sua iniziativa a sostegno di questi obiettivi".

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A cura del WWF - Sezione di Jesi