La Lunga Notte

La lunga notte di Enrico

Torno a casa dopo che i miei amici di sventura mi riaccompagnano.Fortunatamente sono il primo ad arrivare,ormai il dolore di quei pungicotti nel mio corpo non mi davano scampo.Ero sotto il possesso dell'inferno e le fiamme mi invadevano tutto.Provavo a piangere ma quando provavo anche la faccia mi doleva fino alla morte.
Arrivo a casa e cerco di fare una doccia che mi potesse liberare dal dolore.Niente ormai ero posseduto da qualcosa di sovrannaturale che mi pungeva.
Di colpo mi accorgo che la casa è accerchiata da elicotteri della nasa e dell'onu che mi scambiano per un Ufo.Il mio corpo aveva emesso una luce che avevano visto fino in America e di qui quindi l'allarme. Suonano alla porta e due tizi dell'FBI mi dicono che vogliono parlare con me,un certo Molder accompagnato dalla socia Scally.Abbiamo parlato a lungo poi io dolorante ho detto loro di andare via e di cercare gli altri miei amici che probabilmente girovagavano per le strade di roma in cerca di acqua ghiacciata che li potesse aiutare.
Ho provato a dormire ma niente il fuoco del mio corpo mi parlava e mi terrorizzava dicendo che il dolore non sarebbe passato e che avrei patito questo pungichio per l'eternità.
Ho pianto pianto pianto dal dolore e ancora adesso ho gli occhi gonfi. Adesso vado perchè ho trovato lavoro in una palestra come sauna e questa sera lavoro in un campo da calcetto e faccio l'illuminazione per poi trasferirmi al concerto di Giorgia a Fiesta e faccio la palla mille luci della discoteca almeno occupo il tempo che non riesco a dormire

La lunga notte di Jeannette

E finalmente, arrivata sotto casa, il pensiero di una doccia liberatrice da quell'atroce dolore mi permette di fare le scale dell'androne in un battirbaleno,ma ancora ,povera me ,non sapevo cosa mi attendeva e verso cosa sarei andata incontro.
Apro la porta di quello che credevo in quel momento paradiso,ma ahimè, mi aspettavano le fiamme dell'inferno.Temperatura della casa:40 gradi.Nel buio della casa l'unica cosa che risplendeva erano il mio viso e le mie povere ginocchia che sembravano due fanali di una macchina.Ci mancava poco che mio fratello(già a letto) mi dicesse:"Spegni la luce perchè mi dà fastidio agli occhi".Ed è così che comincia il lungo calvario che mi terrà sveglia fino a circa le 2 di notte.Mi butto sotto la doccia,l'acqua fresca a contatto con la mia pelle evapora;esco dalla doccia mi spalmo circa un flacone di crema lenitiva e dopo poco sento un fuoco fuoriuscire da ogni singolo centimetro del mio corpo,la pelle brucia, tira ,grida di dolore,gli occhi si appannano;decido di annaffiare le piante ma mi rendo conto che l'unica da annaffiare ero io;dopo un ora decido di andare a letto ma le fiamme dell'inferno mi avvolgono, mi torturano ,non mi lasciano scampo.L'inferno purtoppo non ha risparmiato neanche le zanzare che fanno un orribile fine...nel loro intento di pungermi sono rimaste bruciate su quella che una volta era la mia pelle....

La lunga notte di Fabrizio

"Mamma, dov'è la crema dopo sole?"
Credo che sia finita.

Ho visto cose che voi umani non vi potete immaginare, occhi bruciati incendiare la notte alle porte della camera da letto; e i raggi gamma delle gambe rosse di fuoco balenare nel buio blu al largo dei bastioni del letto, e tutti questi attimi si ripeteranno, nel tempo, come lacrime nella pioggia.
Tempo di morire.

La lunga notte di Roberto

L'indiano mi guarda attraverso il vetro. Lo sguardo sofferente, il volto e il corpo rossi, cosparsi di sale. Non piange perchè non ha lacrime da piangere; non ha più nulla in corpo, nulla oltre il dolore.
Provo pena per lui.
Stanotte morirà.
I suoi tratti somatici mi ricordano qualcuno di familiare. Per un attimo il vetro che mi separa da quel povero sconosciuto mi sembra uno specchio, ma allontano quel pensiero orrendo. Allontano l'idea che io soffrirò quello che lui sta per soffrire, che io piangerò quello che lui sta per piangere. Allontano quest'idea orribile.