Addio al Celibato di Gianluca
Charro cafè - 5 settembre 2002
Entriamo
al "Charro Cafè" alle nove. Francesco ci ha promesso un locale
con tre addii al nubilato e ha raccontato al Nerino (useremo nella nostra
cronaca i soprannomi Nerino, Bizio e Dottore per tirarci fuori da fastidiosi
problemi di omonimia). Dicevo
ha raccontato al Nerino storie incredibili
su quanto siano disinibite le donne durante l'addio al nubilato. Il Nerino
ci riferisce i fantastici e fantasiosi racconti di Francesco, dicendo di non
crederci ma, in fondo, sperando siano veri. Francesco dice di avere anche
le prove su videocassetta e Nerino svolge un rapido e informale sondaggio
sulla predisposizione di noi altri a verificare le prove filmate.
Entriamo al "Carro Cafè" alle nove e ci accolgono le cameriere
(e i camerieri, ma questi sono molto poco importanti nella nostra storia e
non ne parleremo più) in parata. Alcune sono spettacolari. 10 punti
per Francesco.
Francesco e Alessandro non sono ancora arrivati. Sandro viene con un volo
speciale da Milano. Noi non potendo ordinare senza di loro optiamo, su consiglio
di Francesca Beatrice per delle patatine fritte con salsa messicana di non-so-che-cosa-verde
piccante e di non-so-che-cosa rosso piccante e fiumi di Sangria. Due parole
su Francesca Beatrice. Il suo vero nome è Francesca ma qualcuno (non
so chi; eravamo già sconvolti dai fumi dell'alcool) ci ha detto che
si chiamava Beatrice e così la abbiamo chiamata per metà della
sera. Ops, avevo promesso due parole
eccole: UNO SPETTACOLO. Francesco
ci dirà di avere richiesto espressamente che ci servissero cameriere
carine
non so se è vero o è stata fortuna, comunque altri
10 punti a Francesco.
Seguiamo i consigli culinari di Francesca e mangiamo anche bene (considerando
che è cucina messicana ed è impossibile che un popolo con meno
di duemila anni di storia alle spalle crei quei capolavori artistici che abbiamo
noi in Italia: pasta al forno, cannelloni, tortellini
viva l'Italia).
La
serata procede tranquillamente fino a quando le birre, la Sangria e i due
giri di Tequila Bum Bum non prendono il sopravvento sui nostri eroi. Alla
fine del secondo giro di tequila la situazione è più o meno
questa:
Giorgio: "Guarda quella ragazza
oddio stasera faccio un casino
mi faccio arrestare, mi faccio arrestare da mio fratello".
Andrea: "Io il mese di settembre ho gli ormoni a mille
mi sto immaginando
quella che BEEP e poi io BEEP e infine BEEP BEEP BEEP".
Guglielmo fa le corna in tutte le foto; nelle foto in cui è solo fa
le corna a se stesso.
Nerino continua a chiedere il terzo giro di Tequila Bum Bum, ma quando gli
dico di no, mi guarda serio (nei limiti di quanto è concesso a una
persona con più alcool che citoplasma nelle cellule) e dice che ho
ragione, pronto a richiedere un terzo giro di tequila pochi secondi dopo
il Neri è una palla, lo dice anche la canzone.
Dottore fa le facce!!!
Io e Alex riprendiamo tutto con le nostre macchinette fotografiche. C'è
molto materiale di ricatto stasera.
Gianluca è ancora abbastanza sobrio. Cederà, alla fine cederà
anche lui. Lo mettono su una sedia da barbiere e per 18 lunghi secondi lo
tengono sotto un fiume di Tequila. Il DJ parla di record, comunque da qual
momento Gianluca non è più lucidissimo.
Gianluca: "Ale, da uno a dieci, secondo te quanto sono ubriaco?"
Alessandro: "Nove e mezzo
t'ho abbassato il voto di mezzo punto
perché sono tuo amico".
È crollato l'ultimo baluardo della sobrietà. È la follia.
Giorgio balla da solo in pista eseguendo ciò che nessuno di noi è
stato in grado ci capire se fosse una danza Maya del quinto secolo o dei passi
di karate.
Nerino mugola guardando tutto quel ben di Dio.
Roberto, Dottore e Francesco ballano la danza della panca, saltando su e giù
seduti su una panca.
Andrea, molto professionale, studia la situazione; ogni suo movimento su quella
pista della perdizione è calcolato.
Gianluca fa una specie di danza del ventre.
Nerino si avvicina a Gianluca seduto, lo guarda serio nell'unico attimo di
lucidità della serata e forse della sua vita, gli prende il viso fra
le mani e gli dice: "Ti vogliamo bene". Poi lo bacia sulla fronte.
Questo è stato il più bel momento della serata. È vero.
Gianluca, ti vogliamo bene.
Il racconto dovrebbe finire così, sarebbe un finale stupendo, da fiaba;
ma nella vita non tutto è perfetto. Il vero finale della serata è
un po' più comico. Mentre saliamo in macchina due ragazze scendono
dalla loro. Nerino le guarda allupato e mugola, maledicendo il fatto che l'indomani
deve lavorare e che quindi ora è costretto ad andare a casa e non può
rimanere nella discoteca. Poi parte con una serie di "Io gli farei
".
Il Dottore avverte Nerino che quelle due splendide creature sono due travestiti.
Il Nerino si rende conto dell'errore e dice ad alta voce: "Andiamocene,
sennò queste s'inculano a noi". I/Le due lo sentono e ci dicono
"Froci, froci, froci!!!". Gianluca, nell'unico attimo di ubriacamento
della sua vita, gli urla dietro quello che diventerà il motto della
serata "Meglio froci che travestiti". Lo so che questa frase non
ha senso per voi che leggete ma in fondo, la vita non è fatta di stupidaggini
che da sole non significano nulla e messe insieme significano tutto?
La sera del cinque settembre duemiladue, solo quella sera, per noi era "Meglio
froci che travestiti".