COMPLESSO NURAGICO PALMAVERA


Il complesso nuragico Palmavera si trova a 10 km da Alghero, sul versante meridionale del monte omonimo, a 65 metri di quota e a meno di 2 km dal mare, lungo una via naturale che collega il golfo di Alghero con quello di Porto Conte. Il villaggio che quasi sicuramente si estendeva più a sud, oltre l'asfalto verso il mare e le zone laterali, è costituito da una quarantina di capanne non tutte esplorate, costruite intorno alla cinta murale pentagonale. E' un nuraghe complesso, caratterizzato da una serie di operazioni costruttive che vanno da prima dell'anno 1000 a.c. al secolo VIII a.c. circa: ne risulta così un edificio caratteristico, del tipo detto "a tancato", in cui alla torre principale originaria, in pietra calcarea, è stato aggiunto più tardi un rifascio di forma ellittica, in arenaria il quale racchiudeva una torre secondaria, un cortile scoperto a forma di mezza luna e un corridoio con varie nicchie. In un terzo momento, verso la fine del VIII secolo a.c., il nuraghe viene nuovamente restaurato con impiego di calcare che attualmente riveste quasi tutta la seconda torre aggiunta.

TORRE ANTICA: Ha un'altezza residua di circa 8 metri, un diametro di 9-10 metri: la camera principale a piano terra, ha forma circolare "a tholos" o pseudo cupola con struttura tronco conica esternamente e a volta internamente, caratterizzata da una chiave di volta circolare che se aperta poteva permettere l'osservazione della luna. All'interno presenta l'apertura per una scala che, come quasi tutte le scale nuragiche, parte da 3 metri di altezza: vi si accedeva tramite scale di legno o di corda che si potevano ritirare in caso di pericolo. La scala porta al vano superiore, più modesto che venne probabilmente costruito quando l'edificio fu fortificato con il corpo aggiunto

TORRE SECONDARIA: Era anch'essa coperta a pseudo-cupola ora crollata, ed è munita di tre feritoie che guardano all'esterno, ed una quarta che si apre nella parte nord

CAPANNA DELLE RIUNIONI: Con i suoi 12 metri di diametro esterno è la più ampia del complesso. La capanna rivestiva un grande significato religioso, sociale, politico e giudiziario.Costituita nel basamento da una panca circolare con trentasei sedili utilizzati per le riunioni, e una vasca per celebrare le due divinità fondamentali per la civiltà nuragica: l'acqua e il fuoco. Al centro troviamo un grande focolare e un betilo che rappresenta il Dio Nuraghe.

SCAVI: I primi scavi, riguardanti il nucleo centrale, risalgono al 1904 (Taramelli), e portarono alla luce abbondante materiale nuragico. Gli scavi vennero ripresi nel 1962-63 dal Maetzke, unitamente al restauro e al consolidamento del complesso, questi portarono alla luce le numerose capanne del villaggio e l'antemurale. Anche in questa occasione si rinvenne copioso materiale. Nel 1976-77 nuove ricerche (Moravetti) hanno interessato soprattutto la grande Capanna delle Riunioni, nella quale oltre ad abbondanti frammenti ceramici, grani d'ambra e bracciali decorati, lo scavo ha restituito un pilastrino betilico, in arenaria, raffigurante la torre nuragica, ed un seggio in calcare di forma cilindrica, decorato da bande verticali in rilievo che a mezz'altezza si incrociano con una fascia orizzontale.


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