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NINE INCH NAILS:
THE FRAGILE
Cinque anni d'attesa. Ne valeva la pena

Su Trent Reznor e i suoi Nine Inch Nails probabilmente saprete già tutto. Sui suoi (ex) rapporti d'amicizia e di lavoro con Marylin Manson pure. Fiumi d'inchiostro sono stati spesi sulla sua depressione che lo ha costretto a un lungo periodo d'inattività. E i suoi live show leggendari presto saranno realtà anche in Italia (a Milano il 17 novembre).
Forse però vi manca il parere di chi il suo nuovo disco l'ha comprato sganciando 50 carte (cinquantamila lirette è quanto abbiamo dovuto sborsare per il doppio album, confezionato in digipack con i testi raccolti in un apposito booklet), sicuramente un approccio diverso da chi il disco l'ha avuto in omaggio come promo o l'ha ascoltato in un'anteprima della casa discografica.
Chi vi scrive non ha rimpianto una lire delle cinquantamila spese.
The Fragile è un disco bellissimo, a dispetto del titolo assai robusto nei suoni e profondo nei contenuti. E' (al solito?) un'esplorazione negli abissi più reconditi di una personalità complessa e, appunto, fragile come quella di Reznor (che in pratica ha scritto e registrato il disco tutto da solo). E' un concept album come non se ne facevano da tempo e seppure richiede impegno per gustarne i suoi 110 minuti di durata, non annoia mai
Rispetto al passato il sound è simile a quello maturato in the Downward Spiral, ma privo degli eccessi (verso il silenzio o verso il rumore) di quell'album. Le canzoni di The Fragile sono più mature ed equilibrate rispetto al passato, ma non per questo meno gotiche e meno disperate.
Benvenuti nella morte e (soprattutto) resurrezione dall'abisso della fragilità e della depressione.

(10/99)      by hoME



Data ultimo aggiornamento: 22/04/00

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