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COSTRUZIONE DI UN OROLOGIO-CALENDARIO SOLARE SENZA
L’AUSILIO DEL CALCOLO MATEMATICO
di
GIUSEPPE ZUCCALA'
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In tutte le civiltà da quella Egiziana a quella Greco-Romana,
da quella Indiana a quella Cinese, da quella dei Pellerossa a quella
dei floridi imperi Aztechi, Maya, ecc..., la misura e il calcolo del
tempo e' stata prerogativa assoluta delle classi dominanti
(imperiale e sacerdotale). Essa ha sempre rappresentato l'attività
fondamentale per l'organizzazione civile e sociale poichè consente
di accordare le attività sia durante il giorno (alle varie ore) sia
durante i vari periodi dell'anno (le stagioni).
E' certo che a quei tempi la matematica necessaria al calcolo
e al disegno di un orologio o di un calendario solari non fosse
ancora acquisita, ma altrettanto certo e' che la capacità di
osservazione dei fenomeni celesti da parte di quei popoli era
assolutamente uguale a quella dell'uomo cosiddetto moderno.
E' interessante a questo punto ripercorrere quello che
sicuramente e' stato uno dei principali procedimenti di costruzione
di simili opere che, prescindendo da tecniche moderne, non poteva
non essere basato se non sull'osservazione diretta dei fenomeni.
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Cominciando dalla fig. 1 si può osservare, schematicamente,
come il sole durante l'anno varia il suo percorso nel cielo di un
determinato luogo. Se si sta andando incontro all'estate, ogni
giorno il sole sposta il suo punto di levata e di tramonto verso
nord e aumenta la sua massima altezza (mezzogiorno) fino ad un
massimo nel giorno del solstizio estivo. Al contrario, se si sta
andando incontro all'inverno, ogni giorno il sole sposta il suo
punto di levata e di tramonto verso sud e diminuisce la sua massima
altezza (mezzogiorno) fino ad un minimo nel giorno del solstizio
invernale. Nei giorni degli equinozi (primaverile ed autunnale) il
sole assume una altezza a mezzogiorno che sommata a quella del polo
(latitudine) forma un angolo retto, e si leva perfettamente ad est e
tramonta perfettamente ad ovest. |
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La differenza di altezza a mezzogiorno tra i due giorni dei
solstizi e' una grandezza invariante dalla latitudine del luogo e
vale 47°, ossia, 23,5° sopra (estate) e 23,5° sotto (inverno)
rispetto a quella degli equinozi. Fatte queste osservazioni risulta
di fondamentale importanza la conoscenza della misura di questo
angolo per gli usi astronomici, dal momento che esso esprime
l'inclinazione del piano dell'orbita della Terra sull'equatore
celeste, ossia l'inclinazione del percorso del sole (eclittica) fra
le stelle fisse, sempre rispetto all'equatore celeste. Tutto ciò ha
rappresentato il fondamento di tutte le culture astronomiche del
mondo. |
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Si passa adesso alla prima fase operativa: l'individuazione
della linea meridiana. Piantato verticalmente in terra un paletto e
descritto intorno ad esso una circonferenza abbastanza grande come
in fig. 2 , si segnano i punti in cui l'ombra della punta del palo
va a toccare la circonferenza. Tracciati poi, con centro in questi
punti, due archi di circonferenza con raggio superiore alla metà
della loro distanza, si ottiene come intersezione un punto che unito
col piede del palo delinea con precisione la linea meridiana (quella
nord-sud). Quando l'ombra del paletto sarà su questa linea il sole
avrà la sua massima altezza e ciò indicherà il mezzogiorno in quella
data. |
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Si osservi adesso la fig. 3 in cui e' rappresentata una
procedura mediante la quale e' possibile rilevare la latitudine del
luogo: conoscenza fondamentale per la costruzione di un
ororlogio-calendario solare.
Dopo avere sistemato un quadro verticale nella direzione del
meridiano, avendo già su di esso disegnato un quadrante (quarto di
circonferenza) nel cui centro sia stata collocata un'asta (alidada)
atta a traguardare il sole, a mezzogiorno di un giorno equinoziale,
si misura l'angolo come evidenziato in fig. 3, che essendo il
complementare dell'altezza del sole in quel momento, sarà uguale
alla latitudine del luogo. |
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In fig. 4 sono evidenziati gli angoli fondamentali per la
costruzione dello strumento: quello della latitudine e quello
dell'eclittica per la tracciatura degli estremi del calendario (i
solstizi). |
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In fig. 5 sono evidenziati due strumenti fondamentali per il
disegno e la costruzione: la livella per la tracciatura di linee
orizzontali e il filo a piombo per la tracciatura di linee
verticali. |
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In fig. 6 si può subito avere una visione d'insieme dello
strumento. Su una parete verticale e' piantato, ortogonalmente ad
essa, nel punto S uno stilo-gnomone di lunghezza Lg.
A mezzogiorno (momento in cui l'ombra del paletto di fig. 2
giace sulla linea meridiana) di un giorno qualsiasi, si segna il
punto in cui la punta dello gnomone proietta la sua ombra. Condotta
la perpendicolare per questo punto si ottiene la linea oraria delle
ore 12. Quindi si conduce per il punto S una linea orizzontale che
rappresenta il limite superiore delle linee orarie e delle curve di
data. |
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In fig. 7 si può vedere uno schema del quadrante nel suo
insieme: il punto O da cui si irradieranno le linee orarie, le curve
(estiva ed invernale) che l'ombra della punta dello stilo percorrerà
nei due solstizi; la retta equinoziale percorsa nei due equinozi; la
retta OST detta substilare ed infine una generica retta oraria
OTsTe.
Se la parete ha una esposizione perfettamente a sud i punti M
ed S coincidono, se la parete e' invece orientata verso ovest allora
il punto M si sposta a sinistra come in fig. 7, infine se e'
orientata verso est il punto M si sposta a destra.
Noto adesso il segmento MS, verso destra o verso sinistra che
sia, indichiamo con Dp la declinazione della parete ossia l'angolo
di cui essa si scosta verso ovest o verso est rispetto alla linea
meridiana. |
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Nella fig. 8 viene mostrata la costruzione delle linee, dei
segmenti, e degli angoli fondamentali per il tracciamento del
quadrante. Nella fig. 8a si
costruisce il triangolo rettangolo avente come cateti MS e la
lunghezza dello stilo Lg; opposto a MS si può misurare l'angolo di
declinazione della parete Dp.
Nella fig. 8b si costruisce il triangolo rettangolo con un
cateto Lg e l'angolo adiacente uguale alla latitudine Lat; sul
cateto opposto si costruisce un'altro triangolo rettangolo avente
come angolo adiacente Dp e la cui ipotenusa sarà l'elemento OM.
Nella fig. 8c si costruisce il
triangolo rettangolo con cateti OM ed MS; la sua ipotenusa sarà
l'elemento OS. Nella fig. 8d
si costruisce il triangolo rettangolo avente OS come proiezione di
un cateto sull'ipotenusa ed Lg come altezza relativa; l'altra
proiezione dell'ipotenusa così ottenuta e' l'elemento ST. Gli elementi suddetti vengono ora
utilizzati nel modo seguente: nella fig. 7 si unisce il punto O con
S e si tira la retta OST detta substilare; si individua poi su di
essa il punto T da cui si manda la perpendicolare che sarà la linea
equinoziale. |
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Costruiti gli elementi della fig. 8 si passa alla costruzione
di quelli della fig. 9 con i quali si perviene già alla funzione
oraria del quadrante. Si definisce come
angolo orario H quello proporzionale a 15° ogni ora di differenza
dalle 12: - 30° per le 10, + 45° per le 15 ecc... Nella fig. 9a si costruisce il triangolo
rettangolo con cateti Lg ed ST la sua ipotenusa sarà l'elemento
Rg. Nella fig. 9b si costruisce
il triangolo rettangolo avente un cateto unitario e l'angolo
adiacente Dp; l'altro cateto sia l'ipotenusa di un'altro triangolo
rettangolo con un angolo acuto Lat e sia Ta il cateto opposto; si
costruisca un terzo triangolo rettangolo con cateti 1 e Ta; l'angolo
opposto a Ta sarà l'elemento Sb (angolo substilare). Nella fig. 9c si costruisce l'angolo Hsb
come differenza fra quello orario H e quello substilare Sb.
Nella fig. 9d si
costruisce il triangolo rettangolo con cateto Rg ed angolo ad esso
adiacente Hsb; l'altro cateto sarà l'elemento TTe. Riportato il punto Te sulla retta
equinoziale e unitolo con O si ottiene la linea oraria relativa
all'angolo H. Ripetute tali operazioni per tutte le ore si ottiene
già la funzione di orologio. A
questo punto si può passare alla funzione calendariale del quadrante
e individuare su ogni retta oraria il punto in cui, per esempio,
cade l'ombra ai solstizi, visto che quello agli equinozi e' stato
già fatto nel passo precedente. |
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Nella fig. 10a si costruisce il triangolo rettangolo avente
come cateto Rg e come angolo adiacente Hsb, l'ipotenusa sarà
l'elemento Ta. Nella fig. 10b
si costruisce il triangolo rettangolo avente come cateti Ta ed Lg,
l'ipotenusa sarà l'elemento Tb.
Nella fig. 10c si costruisce il triangolo rettangolo avente
come cateti Ta e Tb, l'angolo opposto a Tb sarà l'elemento Tc.
Nella fig. 10d si somma (per
l'inverno) o si sottrae (per l'estate) l'angolo d=23.5° a Tc
ottenendo l'angolo Sd. Nella
fig. 10e si costruisce il triangolo rettangolo avente come ipotenusa
Ta e come angolo acuto d, in corrispondenza del cateto opposto
all'angolo d si costruisce il triangolo rettangolo avente come
angolo acuto opposto a questo cateto l'angolo Sd, l'ipotenusa di
quest'ultimo sarà l'elemento TeTs. L'elemento TeTs si riporta sopra
nella retta oraria OTe per l'inverno, sotto per l'estate. Si ottiene così anche la importantissima
funzione calendariale che fa del quadrante uno strumento completo
per la misura del tempo. Per
coloro che hanno una certa dimestichezza con il calcolo matematico
si riporta tutta la procedura fin qui esposta, ma in forma più
compatta e veloce per i calcoli e il disegno |
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| Questi calcoli possono essere realizzati in
modo automatico tramite i due programmi scaricabili qui a destra. (click
con tasto destro, e quindi scegliere
"Salva oggetto con nome..." )-------> |
Programma_Orologio_Solare
Programma_Orologio_Solare_Cartesiano |